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Spiegare la relazione ghiaccio-clima con la App CLAST

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Spiegare la relazione ghiaccio-clima con la App CLAST

Posted on 16 marzo 2014 by Redazione Bricks

 

di Matteo Cattadori1, Maddalena Macario2, Cristiana Bianchi3,
Massimiliano Zattin4, Franco Talarico5

1MUSE, Museo delle Scienze, Trento, Italy mcattadori@gmail.com 
2University of Camerino, School of Science and Technology (Geology Division), Italy
maddalena.macario@unicam.it
3IPRASE Provincia di Trento, Italy cristiana.bianchi@iprase.tn.it
4Università di Padova, Dipartimento di Geoscienze, Italy massimiliano.zattin@unipd.it
5Università di Siena, Dipartimento di Scienze Fisiche, della Terra e dell’Ambiente, Italy
talarico@unisi.it

Introduzione

Nel biennio 2007-2009 si è svolto un progetto di ricerca internazionale e congiunta tra i più ambiziosi mai realizzati. Si tratta del 5° Anno Polare Internazionale (IPY, International Polar Year) che è stato definito come uno degli sforzi di ricerca transnazionale e coordinata tra i più vasti mai realizzati nel campo delle Scienze del Sistema Terra.
Lo svolgimento di questa edizione dell’IPY si è distinta dalle precedenti (svolte negli anni 1882, 1901, 1932 e 1957) per una marcata attitudine verso la divulgazione. Ogni progetto di ricerca incluso nel programma doveva prevedere lo svolgimento di uno specifico piano di divulgazione con lo scopo di spiegare metodi e risultati della ricerca scientifica presso l’opinione pubblica o le scuole. Tutti i progetti di questo tipo venivano poi coordinati da un unico ufficio, l’Education and Public Outreach program dell’Anno Polare.
Con centinaia di progetti di ricerca svolti in 60 nazioni del mondo e oltre 4 milioni di utenti coinvolti in almeno un’attività divulgativa, l’IPY ha avuto un impatto sull’opinione pubblica talmente profondo che a distanza di diversi anni dalla sua conclusione è ancora oggetto di studi e ricerche che cercano di stimarne le conseguenze sul rapporto tra scienza e società. Non mancano anche casi di progetti divulgativi nati durante l’IPY e che continuano ad operare tuttora. CLAST, la App didattica oggetto di questo contributo è un esempio di questo tipo. Infatti sia il team di persone che l’ha sviluppata che i dati scientifici utilizzati provengono dalla ricerca ANDRILL (Antarctic geological DRILLing), che è stata svolta nell’ambito dell’IPY.
Per queste ragioni l’eredità lasciata dall’Anno Polare Internazionale in termini di idee e nuovi modelli di collaborazione tra scuola e ricerca è ben lungi dall’essere dimenticata (vedi). 

Il contesto scientifico di CLAST

Le ragioni che hanno spinto alla realizzazione della app CLAST (acronimo di CLimate in Antarctica from Sediments and Tectonics) risiedono nella convinzione che sia possible dare forma a nuove alleanze tra ricercatori e insegnanti, orientate alla produzione di strumenti innovativi di racconto e apprendimento e che concilino il rigore scientifico e l’efficacia didattica.
Il team che ha sviluppato CLAST è composto da due ricercatori polari di lunga esperienza: il Prof. Talarico dell’Università di Siena e il Prof. Zattin, dell’Università di Padova. Il team di sviluppo di CLAST include anche tre insegnanti di scienze (M. Cattadori e C. Bianchi di Trento e M. Macario di Firenze) con esperienza nell’ambito della didattica delle scienze polari e delle scienze del sistema Terra.
Alcuni dei progetti realizzati dal gruppo sono il servizio I-CLEEN del MUSE, Museo delle Scienze di Trento, con scopi di assistenza professionale degli insegnanti di scienze; la scuola SPEs del Museo Nazionale dell’Antartide, dedicata alla formazione professionale degli insegnanti sui temi delle scienze polari e del clima del sistema Terra.
La realizzazione di CLAST è stata finanziata da due distinti progetti di ricerca: CLITEITAM (CLImate-TEctonics Interactions along the TransAntarctic Mountains front, dell’Università di Siena) e THERMOCHRON (Università di Padova e Fondazione Cariparo). Inoltre è risultato determinante il contributo del Museo Nazionale dell’Antartide che ha sostenuto la diffusione in rete dell’App attraverso il proprio sito web istituzionale.

CLAST intende rappresentare in modo interattivo, a scopo didattico-divulgativo, la dinamicità di una regione dell’Antartide su cui i ricercatori di tutto il mondo stanno indagando da oltre due decenni. Si tratta della piattaforma di Ross, un ambiente glaciale marino esteso quanto la Francia e che ha un ruolo chiave nel regolare i flussi e i rapporti tra l’oceano e l’immensa calotta glaciale antartica situata più a Sud.
La storia di questo sistema glaciale è stata ricostruita tramite lo studio di sedimenti marini svolto nel corso della ricerca ANDRILL nelle estati australi 2006 e 2007 che ha coinvolto oltre 200 ricercatori (incluso il Prof. Talarico), numerosi insegnanti ed educatori (tra cui M.Cattadori) e migliaia di studenti di 7 nazioni (inclusa l’Italia). (http://andrill.org/education/).
La ricerca ha recuperato due carote di roccia e sedimenti, ognuna lunga oltre m 1.000, che costituiscono la testimonianza piu lunga delle vicende climatiche di questa regione. L’analisi multidisciplinare e integrata condotta da ANDRILL ha permesso di ricostruire la storia climatica della piattaforma di Ross fino alle vicende susseguitesi in circa 13 milioni di anni. Infatti i periodi climatici di riscaldamento e raffreddamento hanno determinato corrispondenti fasi di regressione e avanzamento della piattaforma glaciale le cui tracce sono state trovate nelle rocce e nei sedimenti marini che formano le carote.


Fig. 1 – Il sito di perforazione della ricerca ANDRILL in Antartide (indicato come DS – drilling site, nella App).

La ricerca scientifica fin dalle sue prime fasi ha sviluppato un approccio divulgativo incentrato sulla collaborazione diretta con il mondo della scuola. Il team dei ricercatori ha realizzato uno specifico programma di coinvolgimento e inclusione degli insegnanti nel team di ricerca e nella spedizione scientifica stessa. I risultati a medio e lungo termine di questo metodo sono stati oggetto di alcune indagini specifiche di stima degli effetti sul sistema scolastico.
Partendo da alcuni prodotti divulgativi interattivi realizzati in precedenza nel biennio di attività della ricerca ANDRILL – http://www.progettosmilla.it/2/animazioni-didattiche-interattive – si è sviluppata un’app didattica che è stata realizzata grazie alla consulenza dell’azienda di computer grafica Pixelcartoon di Trento.
Al momento attuale la App è basata su un livello ma sono attualmente in corso sviluppi e implementazioni che si concluderanno con la pubblicazione della versione 2.0, anche in formato web, prevista per l’autunno 2014.

Obiettivi di CLAST

Nello sviluppo di CLAST sono stati tenuti in considerazione tre scopi didattici principali. Innanzitutto si voleva mostrare in maniera chiara e coinvolgente l’esistenza di un collegamento tra le variazioni di temperature medie del passato del nostro pianeta e le oscillazioni di estensione dei ghiacci nel periodo di tempo oggetto dell’App e cioè degli ultimi 150mila anni circa.
Inoltre si voleva dare la possibilità agli studenti di esplorare e studiare in forma interrogativa i dati geologici e sedimentologici di una ricerca scientifica, mostrati sotto forma di rappresentazione visiva, rendendo altresì palese il collegamento con le ricostruzioni degli scenari paleoambientali.
Il terzo scopo didattico era quello di collegare le variazioni di temperature medie non solo alla dinamicità del ghiaccio ma, più in generale, all’influenza che l’Antartide e le regioni polari esercitano sul sistema climatico.
Questi tre scopi principali vengono conseguiti sia tramite la realizzazione di specifici elementi grafici costitutivi della App sia grazie alla creazione di strumenti accessori di accompagnamento, necessari per la presentazione e l’impiego dello strumento software direttamente in classe .

Caratteristiche e scenari di CLAST

La app è scaricabile gratuitamente dall’AppStore ed è multilingue (italiano e inglese).


Fig. 2 – Il logo di CLAST. Il termine clasto (clast in inglese) indica anche un “frammento di roccia o minerale”.

Dopo una schermata di selezione della lingua, la App presenta un video introduttivo in cui viene mostrata una breve sequenza che mostra la collocazione geografica della regione antartica rispetto all’Europa. Successivamente compare una schermata di accesso a due sezioni di aiuto: una sull’uso della app e una descrittiva delle caratteristiche fisiche e geografice dell’Antartide e della regione della piattaforma di Ross in particolare.
Nella sezione successiva compare l’animazione principale della App che è composta dai seguenti elementi:

  • al centro una foto satellitare della regione del mare di Ross;
  • sulla sinistra una colonna di sedimentazione che mostra in tempo reale i sedimenti che stanno cadendo in quel momento sul sito di perforazione, siglato con le lettere DS sulla foto;
  • in basso a sinistra un grafico tempo-temperatura (t/T) che rappresenta l’andamento medio e ponderato della temperatura dell’aria negli ultimi 150mila anni sul nostro pianeta;
  • l’interfaccia è completata da un menu principale (in alto), una console di controllo del video (in basso) e da alcune funzioni aggiuntive..


Fig. 3 – Gli elementi costitutivi della schermata principale di CLAST.

Nella foto satellitare centrale sono distinguibili sia la zona di mare aperto (blu scuro), che la zona della piattaforma che non è ancorata al fondo marino (grigio), che quella che poggia direttamente sul fondale (bianco). Attraverso la funzione “Sezione della piattaforma” viene visualizzata una sezione trasversale della piattaforma che mostra in maniera piu analitica le tre diverse aree constitutive.
La colonna di sedimentazione presente nel riquadro di sinistra mostra la graduale deposizione dei sedimenti glaciali in sincronia con le condizioni ambientali presenti in quel momento nel punto DS. Gli elementi grafici che rappresentano i sedimenti son stati realizzati secondo due criteri:

  • La forma dei depositi dipende dal tipo di ambiente. In particolare se l’ambiente è subacqueo i sedimenti si depositeranno secondo degli strati paralleli e suborizzontali, se invece l’ambiente è subglaciale i sedimenti si depositeranno secondo una disposizione più caotica.
  • Il colore dei sedimenti. La colorazione prevalente dei sedimenti riprende i toni cromatici delle tre tipologie di ghiacciai indicate e cioè in verde ghiacciai più vicini al sito DS, in rosso i ghiacciai mediamente lontani e in giallo quelli situati più lontano dal sito DS.

Tra le funzioni aggiuntive l’utente può scegliere di visualizzare la linea di costa, il sito di perforazione (DS), la collocazione e il nome di alcuni ghiacciai e mostrare una sezione trasversale della piattaforma di ghiaccio.
L’andamento della temperatura in funzione del tempo è mostrato nel grafico t/T. La situazione ambientale rappresentata in un dato momento nella foto satellitare centrale è collegata alla posizione del grafico in cui si trova un puntino nero lampeggiante che indica il riferimento temporale.

Nel video è mostrato uno screen capture accelerato che visualizza alcune fasi e funzioni di CLAST tra cui alcune azioni aggiuntive, alcuni controlli video e una prima fase di riscaldamento con inizio 150 mila anni fa.


Video di Clast su YouTube.

I materiali accessori

CLAST è accompagnata da una collezione di materiali accessori, anch’essi realizzati dal team congiunto insegnanti – ricercatori e disponibili gratuitamente sul sito di riferimento.
Tra questi vi sono: la Scheda insegnante che illustra i dettagli didattici utili per un impiego efficace della App in classe e la relativa Scheda studente composta da descrizioni passo a passo delle procedure da seguire e vari set di domande. Entrambe le schede sono disponibili in italiano e in inglese per un eventuale impiego di CLAST in contesti CLIL. Ricca è infine la sezione dei riferimenti bibliografici degli articoli scientifici utilizzati come riferimento nella realizzazione della App. 

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Mozione a sostegno dell’innovazione didattica nelle università

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Mozione a sostegno dell’innovazione didattica nelle università

Posted on 23 febbraio 2012 by Pierfranco Ravotto

Approvata all’unanimità dal Consiglio Direttivo
nella seduta del 25 gennaio 2012
presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna

Alla C.A. del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Prof. Ing. Francesco PROFUMO

Alla C.A. del Presidente CRUI, Prof. Marco MANCINI
Alla C.A. del Presidente CUN, Prof.Andrea LENZI
Alla C.A. del Presidente ANVUR, Prof. Stefano FANTONI
Alla C.A. del Direttore Generale MIUR per l’Università, Dott. Daniele LIVON
Alla C.A. del Rettori delle Università Italiane
Alla C.A. dei Prorettori e dei Delegati delle Università Italiane
Alla C.A. del Presidente e dei Membri della 7^ Commissione (Cultura e  Istruzione) del Senato della Repubblica
Alla C.A. del Presidente e dei Membri della 7^ Commissione (Cultura e  Istruzione) della Camera dei Deputati
Alla C.A. dei Presidenti delle Regioni Italiane
Alla C.A. degli Assessori Regionali con delega all’Istruzione e Formazione
Alla C.A. degli Organi di informazione
 

Oggetto: Mozione a sostegno dell’innovazione didattica nelle Università

Premessa

La SIe-L, costituita nel 2004, è una associazione che riunisce studiosi, docenti universitari, formatori, insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, imprese, enti e soci collettivi, che si propone l’obiettivo di sperimentare, esercitare e diffondere la cultura dell’innovazione e la ricerca sui temi delle tecnologie didattiche in prospettiva interdisciplinare: pedagogica, organizzativa e tecnologica.

SIe-L pone l’accento sul ruolo strategico che l’innovazione didattica, e in particolare l’innovazione generata dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, può ricoprire in un processo di rinnovamento del sistema universitario italiano.

SIe-L sottolinea, inoltre, come sia necessaria una maggiore attenzione verso la formazione continua e la formazione/aggiornamento degli adulti, in linea con le direttive europee, anche favorita da norme ad hoc. E’ opinione della SIe-L che il Sistema Università debba farsi promotore di questa “terza missione” in piena sinergia con i territori e i sistemi produttivi di riferimento.

SIe-L ritiene che sia necessario stimolare gli Atenei a declinare la propria offerta formativa prevedendo per tutti i corsi di studio, nella misura confacente a ciascuno, attività didattiche partecipate in presenza e a distanza, così da soddisfare la domanda dei diversi stakeholder sociali. L’uso didattico delle tecnologie abituerà gli studenti a gestire professionalmente la modernità e l’identità digitale, a sviluppare – da protagonisti – un proprio approccio allo studio, a costruire e a sentirsi parte di un network aperto dedicato all’apprendimento. Tutto ciò determinerà un insieme di esperienze fondamentali per la costruzione di una sensibilità orientata all’apprendimento continuo, all’internazionalizzazione, alla multiculturalità.

Con questo documento, che si struttura attorno alle parole chiave Innovazione, Qualità, Parità, Partecipazione,Adulti, Organizzazione, che si ritiene fondamentali per la crescita e lo sviluppo del Paese, s’intende contribuire al processo di rinnovamento dei modi e dei tempi della formazione delle giovani generazioni e degli adulti attraverso alcune semplici proposte operative.

Innovazione

La SIe-L riconosce che l’innovazione rappresenta una sfida prioritaria per il futuro di una formazione di qualità e in linea con le migliori tendenze europee e internazionali. L’innovazione tramite le tecnologie, infatti, non ha solo un valore puramente strumentale ma è ormai riconosciuta nelle iniziative internazionali come un fattore strategico per lo sviluppo, l’occupazione, il benessere, la coesione e l’ inclusione sociale.
E’ necessario, pertanto, porre l’accento sull’innovazione didattica e sui servizi formativi ponendoli entrambi come punti di qualificazione strategica del Sistema Università anche mediante normative che favoriscano l’adozione di soluzioni innovative ed un’appropriata politica di incentivi.

Qualità

La SIe-L è consapevole che molte posizioni critiche nei riguardi dell’utilizzo delle tecnologie per la didattica e dell’e-learning nascono da molti e diffusi ‘cattivi esempi’. La qualità e la sostenibilità sono i paradigmi che devono sostenere qualunque processo formativo. E’ necessario avviare una valutazione stringente e direttamente nel merito delle esperienze di innovazione didattica, incoraggiando e sostenendo le buone pratiche e censurando con rigore le cattive pratiche.

Parità

Il Sistema Università italiano vede al momento una situazione di disparità normativa tra le istituzioni pubbliche statali e pubbliche non statali (maxime, Università Telematiche) in materia di requisiti per l’attivazione dell’offerta formativa (corsi di laurea e master). Riconoscendo il grande valore della presenza di soggetti privati all’interno del Sistema è necessario stabilire pari condizioni e pari requisiti con l’obiettivo primario di sostenere la qualità dell’istruzione universitaria.

Partecipazione

La SIe-L ritiene che la differenza tra ‘frequenza in presenza’ e ‘frequenza a distanza’ debba, ove possibile, essere superata e che, in un mondo 2.0, l’accento debba essere posto sulla partecipazione’ indipendentemente dal fatto che questa sia ottenuta ‘in presenza’ o mediante sistemi di comunicazione basati sulle reti. Un eccellente esempio, in tal senso, è quello del Politecnico di Torino. Si ritengono necessarie norme che vanno nella direzione di superare la dicotomia presenza/distanza aprendo di fatto a soluzioni didattiche in cui l’accento sia sulla ‘partecipazione’ e sulla ‘interazione’ e non sulla ‘frequenza’. Tale visione va, peraltro, nella direzione di costruire sul campo pari opportunità all’accesso alla formazione sia rispetto a lavoratori ma soprattutto rispetto a diversamente abili, studenti in lunga degenza o con DSA.

Adulti

La formazione degli adulti quale formazione e qualificazione continua rappresenta una sfida strategica per il Sistema Paese. L’apprendimento permanente interessa un pubblico adulto, che già lavora e che deve conciliare i tempi del lavoro e della famiglia con i tempi della formazione. L’adozione di metodologie innovative e di sistemi di valutazione appropriati è pertanto indispensabile per poter offrire anche agli adulti una chance di accesso all’Alta Formazione e agli Atenei. E’ necessario adottare norme che facilitino ed incentivino l’accesso degli adulti nel Sistema Università ed un sistema di valutazione che tenga conto delle loro specificità.

Organizzazione

La SIe-L ritiene che sia utile la presenza all’interno degli Atenei di uno specifico centro/ servizio che sostenga l’innovazione didattica. Sono necessarie indicazioni per favorire la presenza di centri/servizi ad hoc per l’innovazione didattica a presidio delle soluzioni tecnologiche, metodologiche e innovative all’interno degli Atenei.

Proposte

La SIe-L è consapevole che il momento economico sia difficile ma ritiene che proprio nei momenti difficili il miglior investimento sia quello in innovazione. Pertanto invita il Ministro a farsi carico di proporre sia azioni normative sia incentivi economici a sostegno dell’innovazione. A tal fine si chiede al Ministro, che con il concorso dell’ANVUR, del CUN e della CRUI si prendano in considerazione alcune possibili azioni per promuovere e favorire l’innovazione didattica negli Atenei:

  1. Rimuovere in maniera esplicita la dicotomia presenza/distanza nelle norme sui requisiti minimi indicando in modo esplicito, che possano coesistere studenti che ‘partecipano’ in presenza e studenti che partecipano ‘a distanza’ ovvero in modalità ‘blended’ di attività formativa in presenza integrata da attività a distanza.
  2. Indicare in modo esplicito che la ‘partecipazione a distanza’ implica la possibilità per lo studente di svolgere attività di apprendimento interagendo con docenti e studenti e seguire in diretta le lezioni nonché poterle rivedere integralmente in seguito.
  3. Indicare che gli Atenei possono mettere a disposizione degli studenti che ‘partecipano a distanza’ anche dei servizi aggiuntivi on line per supportare la loro esperienza formativa: orientamento, tutoraggio, materiali didattici, segreteria on-line, etc.
  4. Indicare un sistema di incentivi per gli Atenei, i corsi di laurea o i singoli docenti che adottano tali metodologie, tra i quali il riconoscimento dell’impegno didattico supplettivo in termini di ore di didattica frontale equivalente e un eventuale incentivo economico.
  5. Includere un indicatore tra quelli relativi alla ripartizione dell’FFO che tenga conto del numero di CFU erogati in modo innovativo eventualmente destinando a tale voce uno stanziamento ad hoc.
  6. Includere un indicatore tra quelli relativi alla ripartizione dell’FFO che tenga conto della presenza esplicita o meno di un centro/servizio specifico in Ateneo a sostegno delle iniziative di innovazione della didattica e di erogazione degli incentivi che gli Atenei riterranno di adottare.
  7. Valutare in modo specifico le performance degli studenti adulti o comunque degli studenti lavoratori.
  8. Ripristinare condizioni di parità tra tutti gli Atenei (pubblici statali e pubblici non statali, come i Telematici) in materia di requisiti di docenza (sia quantitativi sia qualitativi) richiesti per l’attivazione dei corsi di laurea e laurea magistrale facendo riferimento per i requisiti quantitativi e qualitativi, prevalentemente, a organico a tempo indeterminato.
  9. Dare esplicito mandato e potere all’ANVUR per la valutazione della qualità di tali corsi di laurea e di tali servizi con potere di rifiutarne l’attivazione se non si riscontrano standard qualitativi adeguati. A tale scopo la SIe-L mette a disposizione la propria rete di competenze ed esperienze per indicare alcuni requisiti e criteri minimi al fine di realizzare esperienze di elevata qualità.
  10. Includere esplicitamente nell’indicatore C5 (relativo alla Formazione Continua) anche i corsi di laurea e i corsi di laurea magistrale ovvero inserire come parametro la percentuale di adulti che partecipano ai processi formativi per qualunque livello di formazione (lauree, lauree magistrali, master di primo e secondo livello, corsi di perfezionamento, etc).

Su tutti questi temi e, in generale, sui temi dell’innovazione nella didattica e nei processi di formazione la SIe-L dichiara la propria piena disponibilità a collaborare con il Governo e con le Amministrazioni Pubbliche, con le Istituzioni Universitarie e con le forze economiche e sociali.

Bologna 25 Gennaio 2012

Il Consiglio Direttivo della SIe-L

Membri del Consiglio Direttivo e del Consiglio di Presidenza della SIe-L

Prof. Aurelio Simone, Univ. di Roma Tor Vergata (Presidente)

Prof. Tommaso Minerva, Univ. di Modena e Reggio Emilia (Vicepresidente vicario)

Prof.ssa Raffaella Bombi, Università di Udine

Prof. Giovanni Bonaiuti, Università di Cagliari

Dott. Bruno Boniolo, direttore CISI Università di Torino

Dott.ssa Elena Caldirola, Università di Pavia

Prof.ssa Mirella Casini Schaerf, Sapienza Università di Roma, già CNIPA

Prof. Luigi Colazzo, Università Trento, direttore rivista Je-LKS

Prof.Alberto Colorni, Politecnico di Milano

Dott. ssa Valentina Comba, redazione rivista Je-LKS

Prof. Valerio Eletti, Sapienza Università di Roma

Prof. Giorgio Federici, Università di Firenze

Prof. Antonio Fini, docente TI La Spezia, condirettore rivista BRICKS

Prof.ssa Giuliana Franceschinis, Università del Piemonte Orientale.

Dott. Franco Landriscina, Responsabile E-Learning in Allianz,Trieste

Dott.Vito Lavolpe, Università di Bari

Dott.ssa Jose Mangione, CRMPA, Università di Salerno

Dott. Gianni Marconato, libero professionista

Prof. Giuseppe Pirlo, Università di Bari

Dott. Giorgio Poletti, Università di Ferrara

Prof. Pierfranco Ravotto, AICA, condirettore rivista BRICKS

Prof.ssa Marina Ribaudo, Università di Genova

Prof. Pier Giuseppe Rossi, Università di Macerata

Prof. Franco Salvatori, presidente BAICR e SGI, Università di Roma Tor Vergata

Dott.ssa Susanna Sancassani, direttore METID, Politecnico di Milano

Dott.ssa Daniela Scaccia, direttore CTU Università di Milano

Dott.ssa Angela Spinelli, Scuola IaD, Università di Roma Tor Vergata

Dott. Andrea Volterrani, Università Roma di Tor Vergata

 

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Steel2

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Sintesi dei dati e delle posizioni emerse dal convegno “E-LEARNING, UNIVERSITÀ E INNOVAZIONE”

Posted on 24 gennaio 2012 by Redazione Bricks

di Donatella Persico, Stefania Manca, Francesca Pozzi, Giorgio Olimpo ITD-CNR

Il 3 Novembre 2011, presso la sede del CNR di Roma, si è svolto il convegno “E-LEARNING, UNIVERSITÀ E INNOVAZIONE”, a conclusione del progetto FIRB “STEEL”, finanziato dal MIUR nell’ambito del Fondo per gli Investimenti della Ricerca di Base (FIRB) e coordinato dal prof. Del Re del CNIT (1).

 

Obiettivo di questo convegno era quello di presentare i principali risultati del progetto, terminato nel luglio 2011, ma anche quello di stimolare la riflessione e il dibattito sui temi dell’innovazione nella didattica universitaria, delle potenzialità dell’e-learning e delle sue criticità. A tal fine, dopo l’apertura dei lavori da parte delle autorità (2), è intervenuta Diana Laurillard, dell’Institute of Education, University of London, che ha presentato un modello unificante dei diversi approcci all’e-learning e una stimolante carrellata delle problematiche più significative. Nella relazione successiva, Giorgio Olimpo, dell’ITD-CNR, prendendo spunto da alcune delle promesse fino ad oggi disattese dall’e-learning, ha formulato alcune proposte circa le principali linee di azione per promuovere l’innovazione culturale e tecnologica necessaria a migliorare la qualità dell’e-learning universitario. A questo intervento è seguita una sessione di presentazione dei risultati del progetto, a cura dei responsabili delle diverse unità operative del progetto (3), e una tavola rotonda che ha messo a confronto le voci di alcune tra le principali personalità che a livello italiano si occupano di questo settore (4). Inoltre, durante tutta la giornata, è stato a disposizione dei partecipanti un angolo ‘demo’, dove era possibile prendere visione del sistema STEEL. Senza scendere nei dettagli dei singoli interventi, riassumiamo nel seguito i dati e le posizioni emerse nel corso delle presentazioni e del dibattito che ne è seguito.

 

Il mercato dell’e-learning

Negli USA la crescita della domanda di formazione online a livello universitario e pre-universitario ha prodotto un boom del mercato. Nel 2010 il mercato USA dell’e-learning è stato pari a 18,2 miliardi di dollari e la previsione è che raggiunga i 25 miliardi nel 2015. Sempre nel 2010, l’Europa occidentale è stata la regione che, dopo il Nord America, ha investito di più nell’e-learning e per il periodo 2010-2015 è prevista una crescita del 6%. Particolarmente interessanti sono le crescite previste per lo stesso periodo per l’Europa orientale (24%), l’Asia (30%), l’Africa (18%) e l’America Latina (19%), che ne fanno mercati potenziali di grande interesse.

Nuovi bisogni socio-educativi

Nella società attuale la conoscenza è una risorsa sempre più strategica per lo sviluppo. Anche la natura del sapere sta cambiando: a fianco dei saperi cosiddetti “stabili” acquistano sempre più importanza i saperi dinamici, quelli cioè che gli individui e le organizzazioni devono saper continuamente (ri)costruire a fronte dell’accelerazione dello sviluppo scientifico e tecnologico, della globalizzazione, delle dinamiche dei mercati e dell’emergere di nuovi bisogni sociali. I sistemi formativi, e quello universitario in particolare, devono tener conto di tutto questo puntando anche a sviluppare negli studenti la capacità di costruire nuovo sapere. La capacità di ristrutturare esplicitamente i propri schemi concettuali, per ospitare nuove idee e nuovi punti di vista, e il saper operare in un contesto di confronto e collaborazione nelle “comunità di pratica e di apprendimento” agevolate dall’uso della tecnologia sono alcune fra le “nuove” competenze su cui i sistemi formativi dovrebbero puntare. Questo tipo di competenze può essere sviluppato solo con una rivoluzione copernicana dei processi di apprendimento che ponga lo studente al centro di questi stessi processi, consentendogli di prenderne gradualmente le redini, ossia di operare scelte consapevoli in merito al come, al cosa e al perché dell’apprendere. Al tempo stesso, porre lo studente al centro del processo formativo è necessario se si vuole tener conto dei bisogni, delle aspettative e degli stili di vita delle nuove generazioni, fattori da intendere non soltanto come vincolo, ma anche come risorsa per costruire percorsi formativi efficaci.

 

 

Le risposte dell’e-learning

Nella letteratura internazionale le potenzialità dell’e-learning sono state identificate e un certo numero di ricerche sperimentali ha evidenziato come l’e-learning possa rispondere alle sfide sopra enunciate. Tuttavia, esiste un notevole gap tra le proposte della ricerca e ciò che si verifica in molti contesti di apprendimento. La University of London, in una indagine molto attenta (5) di recentissima pubblicazione, ha evidenziato come, per la grande maggioranza degli studenti a distanza,

  1. l’elemento centrale dei corsi sia lo studio individuale di documenti in formato cartaceo;
  2. l’accesso alla rete sia percepito come marginale rispetto all’obiettivo di superare l’esame e sia spesso considerato una perdita di tempo;
  3. la flessibilità non venga percepita come attributo del sistema formativo, ma come capacità di integrare l’apprendimento nella propria routine quotidiana.

Oggi, sia a livello nazionale sia in ambito internazionale, nelle università è in corso un processo di trasformazione ed esiste una forte differenziazione fra le diverse università per quanto riguarda l’entità dell’utilizzo della tecnologia, il suo effettivo impatto sui processi di insegnamento/apprendimento e il livello di reale innovazione didattica, organizzativa e culturale. Un’indagine nazionale svolta nel 2007 dalla Società Italiana di E-learning, Sie-l, (6) ha messo in evidenza un significativo livello di insoddisfazione per la qualità dei servizi di e-learning e una opinione diffusa che nella maggioranza dei casi (63%) i deficit di qualità, o comunque la limitata attuazione delle potenzialità offerte dalla tecnologia, siano legati a carenze progettuali e ad assenza di adeguati riferimenti teorici.

Perché spesso la tecnologia rimane marginale

Sono stati identificati tre distinti fattori che ostacolano la piena attuazione del potenziale dell’e-learning:

  • La diffusa adozione di un modello pedagogico trasmissivo, basato sulla distribuzione di materiali in differenti formati (file stampabili, video-lezioni, ecc.) in cui la tecnologia viene usata per replicare modalità didattiche tradizionali in assenza di opportunità nuove per lo studente.
  • La valutazione basata in modo quasi esclusivo sulla competenza contenutistica e non sulla valutazione “di processo” dell’attività svolta in rete dallo studente (quella in cui maggiormente si concretizza l’impegno di costruzione individuale e sociale del sapere). Poiché gli studenti sono perfettamente consapevoli di quello che serve per superare l’esame – obiettivo verso cui sono spesso pragmaticamente orientati – questo tipo di valutazione induce un limitato interesse e uno scarso utilizzo di strategie basate su approcci partecipativi. Anche quando i metodi formativi siano improntati alla costruzione di capacità di apprendimento utili lungo tutto l’arco della vita, il perdurare di strategie valutative orientate alla sola verifica di conoscenze determina una incongruenza di fondo tra approcci didattici e valutativi.
  • Una progettazione carente, per cui spesso le diverse componenti di un percorso e-learning (materiali, attività in rete individuale e collaborativa, uso di software didattico, metodi e strumenti di autovalutazione e di valutazione) non sono oggetto di uno sforzo di progettazione integrata in cui ogni fase è funzionalmente connessa con le altre. In questo modo, ogni fase tende a perdere di significato e lo studio individuale dei materiali rimane la sola pratica di fatto richiesta per il superamento dell’esame.

I limiti della ricerca

Fra le cause della insoddisfacente crescita di qualità della formazione basata sull’e-learning emergono, da una parte, le carenze della ricerca nel settore e, dall’altra, il prevalere di logiche di mercato su logiche di qualità. Fino ad oggi la ricerca nel settore e-learning è stata fortemente sbilanciata: uno studio del 2007 ha evidenziato come il 60% delle ricerche ha riguardato gli aspetti strettamente tecnologici (importanti, ma concettualmente meno significativi), il 30% quelli relativi al processo di insegnamento/apprendimento e soltanto il 10% gli aspetti relativi a politiche e strategie (che includono indicatori di prestazione, modelli e metodi di analisi costi/benefici, effetti di sistemi di controllo della qualità, impatto sulla qualità della preparazione alla professione). Fra i principali limiti che fino ad oggi hanno caratterizzato la ricerca nel settore e-learning sono stati citati: pochi grandi progetti, a fronte di una frammentazione degli sforzi da parte di piccoli gruppi che lavorano in relativo isolamento; una ricerca raramente condotta da equipe realmente interdisciplinari; la mancanza di studi quantitativi su campioni numericamente significativi che possano portare a risultati convincenti e sufficientemente generali; la coesistenza di molte ricerche che mettono il fuoco su aspetti specifici dell’e-learning (p. es. learning object, standard tecnologici, metodi costruttivisti, networked learning) senza mettere in relazione adeguatamente quegli aspetti con le altre variabili, più generali, di contesto e di sistema.

È stata discussa anche l’importanza di avviare nella realtà italiana un programma di ricerca sull’e-learning con progetti sufficientemente dimensionati e con caratteristiche di interdisciplinarità. Un tale programma agirebbe non solo da incubatore di innovazione per la didattica universitaria italiana, ma avrebbe anche una funzione di propagazione di competenze che nel sistema universitario si creano e si diffondono più facilmente con la partecipazione a progetti di ricerca piuttosto che con altri metodi di trasferimento.

NOTE

(1) Per maggiori informazioni sul progetto STEEL si veda il sito http://www.steel.cilea.it/

(2) Presieduta da Rosa Bottino, direttrice dell’Istituto per le Tecnologie Didattiche (ITD) del CNR.

3 Gianpiero Limongiello, CILEA, Luca Ronga, CNIT, Cinzia Galbusera, Università San Raffaele di Roma e Donatella Persico, ITD-CNR.

(4) Mirella Casini Schaerf, SiE-L, Michele Fabbri, Sole 24 Ore; Carlo Giovannella, Università di Tor Vergata, Maria Beatrice Ligorio, Università di Bari, Vittorio Midoro, ITD-CNR e Pier Cesare Rivoltella, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Per il programma dettagliato si rimanda a http://www.steel.cilea.it/index.php?id=19.

(5) Neil Selwyn (2011). Digitally distanced  learning: a study of international distance learners’ (non)use of technology. Distance Education, 32:1, 85-99.

(6) http://www.sie-l.it/index.php/soci/modalita-pagamento-quota/9-house-organ/39-osservatorio-sie-l-2007-i-risultati-dellindagine.html

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La mobilità studentesca tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo

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La mobilità studentesca tra l’Europa e i paesi del Mediterraneo

Posted on 31 agosto 2011 by Redazione Bricks

di Marcello Scalisi
Direttore Esecutivo UNIMED, Unione delle Università del Mediterraneo



m.scalisi@uni-med.net


Da un paio di anni viene da più parti richiesto all’Unione Europea di sostenere un programma di mobilità studentesca aperto alla partecipazione delle istituzioni accademiche e della formazione dei paesi della riva sud del mediterraneo, che contribuisca così ad avvicinare gli studenti ed i ricercatori delle due rive del mediterraneo.

Tuttavia manca la necessaria empatia (e non solo politica) su questo importante tema. Fino ad adesso l’idea di un grande programma di mobilità studentesca aperto ai paesi vicini dell’UE è rimasta confinata nell’ambito di un dibattito tra addetti ai lavori, intellettuali, diplomatici, universitari e non ha assunto una vera e propria dimensione pubblica.

La mobilità studentesca con i paesi della riva sud del mediterraneo è di fatto già possibile, ma per un numero di studenti e ricercatori molto contenuta, grazie ai programmi ERASMUS MUNDUS, TEMPUS, AVERROE’ ed altri: si tratta tuttavia di poche centinaia di studenti all’anno che possono usufruire di borse di studio finanziate da questi programmi.

Unimed – Unione delle Università del Mediterraneo, www.uni-med.net – ha lanciato durante l’Assemblea Generale che si è tenuta presso l’Università del Salento dal 7 al 9 luglio scorso, una petizione on line alla Commissione Europea affinché venga adottato un importante e ampio programma Erasmus e Leonardo da Vinci per il Mediterraneo, che ripeta, in un ambito geografico e politico più ampio, le fortunate esperienze di questi programmi europei.

La petizione si propone innanzi tutto di sensibilizzare l’opinione pubblica e soprattutto i giovani della regione euro mediterranea su questo tema affinché il dibattito assuma una dimensione ampia e speriamo condivisa con le istituzioni accademiche e formative della intera regione mediterranea.

In poche settimane hanno sottoscritto la petizione centinaia di studenti e professori di tutti i paesi del mediterraneo e speriamo di raggiungere l’obiettivo minimo delle 10.000 firme entro la data di chiusura della petizione che è stata fissata al 15 novembre 2011. La petizione è consultabile on line sul sito di UNIMED e le firme così raccolte saranno consegnate ai rappresentanti del Parlamento Europeo e della Commissione.

I programmi ERASMUS e LEONARDO DA VINCI hanno rappresentato, e rappresentano ancora oggi, iniziative di straordinaria importanza per la costruzione della dimensione europea. E’ proprio la rilevanza che questi programmi hanno assunto a dimostrare in maniera indiscutibile che la mobilità degli studenti e dei ricercatori potrebbe dare un contributo vincente alla definizione di una politica di vicinato più coerente con le esigenze ed i bisogni delle giovani comunità dei paesi del Maghreb e del Mashreq.

Alcuni dati possono aiutare a comprendere meglio la portata di questi programmi che hanno consentito a molti studenti universitari e dell’istruzione superiore di compiere una esperienza di studio, ma soprattutto di scambio e di integrazione, in altri paesi europei.

Il programma ERASMUS è stato avviato nel 1987 è il numero dei partecipanti è aumentato di anno in anno.

Nell’anno accademico 2007/2008 183.000 studenti europei hanno partecipato al programma Erasmus. Di questi 163.000 hanno studiato all’estero e 20.000 invece hanno partecipato a traineeships nell’ambito del programma Erasmus Placement. Anche i docenti ed il personale amministrativo partecipano attivamente al programma Erasmus: sempre nell’anno accademico 2007/2008, 27.000 docenti hanno svolto attività di insegnamento all’estero e 5.000 addetti degli uffici amministrativi e relazioni internazionali hanno preso parte al programma.

Complessivamente sono 2.500 le istituzioni universitarie europee e dei paesi associati che partecipano al programma ERASMUS.

Nel 2002 un milione di studenti aveva già partecipato al programma. Nel 2009 è stato raggiunto il tetto dei due milioni di studenti. L’obiettivo della Commissione, su sollecitazione del Parlamento Europeo, è di raggiungere entro il 2012 l’obiettivo dei tre milioni di partecipanti.

Il programma Leonardo da Vinci è stato istituito nel 1995 e ha tra i suoi principali obiettivi:

  • sostenere coloro che partecipano ad attività di formazione e formazione continua nell’acquisizione e utilizzo di conoscenze, competenze e qualifiche per facilitare lo sviluppo personale, l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro europeo;
  • sostenere il miglioramento della qualità e dell’innovazione nei sistemi, negli istituti e nelle prassi di istruzione e formazione professionale;
  • incrementare l’attrattiva dell’istruzione e della formazione professionale e della mobilità per datori di lavoro e singoli ed agevolare la mobilità delle persone in formazione che lavorano.

Nella nuova formulazione il programma Leonardo presenta un’articolazione basata su diverse tipologie di azione quali la mobilità degli individui (tirocini e scambi), progetti multilaterali di trasferimento dell’innovazione e progetti multilaterali di sviluppo dell’innovazione, reti tematiche di esperti, partenariati multilaterali centrati su temi di reciproco interesse dei partner.

Nel periodo 2000-2006 hanno preso parte al programma oltre 365.000 persone di 31 paesi tra paesi partner dell’Unione Europea e paesi associati.

Questi dati sintetici ben rappresentano la portata e l’importanza che l’Unione Europea e le istituzioni universitarie e formative hanno assegnato ai programmi Erasmus e Leonardo da Vinci ed è altresì facile immaginare quali siano stati gli effetti positivi per gli studenti che ne hanno usufruito in termini di costruzione del proprio portfolio di conoscenze e competenze, oltre appunto alla crescita della dimensione europea e della mobilità all’interno dei paesi dell’Unione.

Di recente la Commissione Europea sta rivedendo la propria posizione in merito alla mobilità studentesca con i paesi del Mediterraneo.

La primavera araba, oltre a rappresentare l’avvio di un processo di rinnovamento troppo a lungo atteso per le future democrazie arabe, ha di fatto innescato un processo di ridefinizione dell’agenda politica europea.

Le trasformazioni in atto in Egitto e Tunisia ed in generale il movimento di protesta dei giovani in diversi paesi del mediterraneo stanno imponendo una revisione della fallimentare Politica di Vicinato dell’Unione Europea.

In un documento del maggio scorso della Commissione Europea – Joint communication to the European Parlamient, the Council, The European Economic and Social Committee and the Committee of the Regions: A new response to a changing Neighbourhood – vengono evidenziati alcuni punti essenziali per il rilancio della Politica di Vicinato nei confronti dei paesi del Mediterraneo.

Si sottolineano di seguito alcuni elementi di questa comunicazione che rappresentano il punto di partenza per sviluppare un’azione di pressione politica nei confronti delle istituzioni comunitarie per l’adozione di un programma di Mobilità Mediterraneo (Nord – Sud e viceversa).

La Commissione riconosce nel documento sopra richiamato che la mobilità ed i contatti tra le persone sono fondamentali per promozione della comprensione reciproca e per lo sviluppo economico. Oltre ad essere importanti per ragioni economiche e commerciali sono fondamentali per lo scambio di idee, di innovazione, per lo sviluppo sociale, per stabilire solide relazioni tra le imprese, le università e le organizzazioni della società civile.

Dopo questa enunciazione di principio la Commissione si spinge più avanti nella definizione di un programma di Mobility Partnership affinché la mobilità con i paesi terzi venga definita nell’ambito di accordi di cooperazione che diano benefici a entrambe le parti ed invita altresì ad agire per la semplificazione delle procedure per il rilascio dei visti, problematica ancora oggi non del tutto trascurabile.

Nel prosieguo della Comunicazione la Commissione individua tre punti cardine per lo sviluppo delle relazioni con I paesi del Mediterraneo: “democratic transformation and institution-building; a stronger partnership with the people; and sustainable and inclusive economic development”.

Limitando l’approfondimento al rafforzamento del partenariato con i cittadini dei paesi terzi mediterranei la Commissione annuncia che “School co-operation (eTwinning), student and academic staff mobility within university partnerships (Erasmus Mundus), structured cooperation for university modernisation (Tempus), and mobility of Young People (Youth in Action) will also be expanded to provide a better support to the youth. New initiatives may also be promoted in the field of culture”.

Sostanzialmente quindi, nonostante la Commissione riconosca la necessità di sostenere la Mobilità degli studenti e il complicato quanto incerto processo di trasformazione in atto nel mondo arabo, gli strumenti che saranno messi a disposizione sono gli stessi che ogni anno consentono ad un esiguo numero di studenti e  ricercatori di poter svolgere una esperienza di studio o lavoro all’estero.

Le premesse che il documento della Commissione contiene pertanto non sono ancora una base sufficiente affinché la stessa Commissione adotti una iniziativa che con coraggio e lungimiranza crei le condizioni affinché, attraverso la mobilità dei giovani, si affermi una futura Unione per il Mediterraneo in opposizione a quella che un paio di anni fa è stata lanciata dal governo francese  e che oggi di fatto è immobilizzata da veti reciproci.

Di fatto la Commissione non riesce ad intervenire in maniera più incisiva perché sussistono vari ostacoli che impediscono la nascita di un programma Erasmus e Leonardo da Vinci per il mediterraneo. Come conciliare ad esempio l’idea di un ampio programma di mobilità studentesca euro-mediterranea con le politiche migratorie sempre più restrittive dei singoli paesi europei?

I giovani tunisini, egiziani, siriani ed anche degli altri paesi del mediterraneo stanno ponendo con forza l’attenzione al futuro delle giovani generazioni e rivendicano una crescente richiesta di partecipazione e democrazia e l’Unione Europea, così come i singoli stati, non possono sottrarsi al fondamentale ruolo di vicinato e partenariato attraverso il sostegno delle loro istanze.

L’ampliamento degli attuali programmi di mobilità si pone quindi come esigenza primaria affinché i giovani dei paesi europei e dei paesi terzi mediterranei possano contribuire, attraverso la conoscenza reciproca e lo scambio, a creare i presupposti affinché le prossime generazioni politiche possano costruire insieme una nuova dimensione della cooperazione tra UE e paesi terzi.

Su questo fronte varie iniziative stanno convergendo nella direzione di un cambiamento di rotta almeno per ciò che riguarda la mobilità studentesca.

Una iniziativa formale, ad esempio, è stata presa da cinque parlamentari europei  che hanno presentato una dichiarazione alla Commissione ed all’Alto commissario affinché adottino un programma di Leonardo da Vinci  ed Erasmus Mediterraneo. L’iniziativa, che nel volgere di poche settimane ha riscontrato subito il sostegno di poco più di duecento europarlamentari di varie appartenenze politiche e nazionalità, parte dal presupposto dell’importanza che questi programmi hanno rappresentato per la costruzione europea e, al contempo, per sostenere gli sforzi che i giovani stanno compiendo e che sono stati sintetizzati nella primavera araba.

E’ giunto quindi il momento che gli studenti e le istituzioni accademiche della regione euro mediterranea facciano sentire con forza la loro voce proponendo iniziative politiche che vadano oltre i confini delle modeste azioni fin qui adottate.

I rappresentanti delle istituzioni accademiche e dell’istruzione devono contribuire alla definizione di nuovi modelli di ispirazione globale e di istruzione. Le prossime generazioni devono diventare cittadini del mondo e dobbiamo impegnarci a garantire una formazione accademica come ponte per un futuro prospero, pacifico, sereno. Dobbiamo aggiungere al nostro lessico una nuova e ambiziosa dizione: Diplomazia Accademica. Gli accademici infatti sono in grado di superare impunemente i confini politici.

E’ necessario lavorare insieme per offrire alle giovani generazioni esperienze che permettano agli individui di vedere il mondo oltre i loro orizzonti personali per farne così cittadini del mondo.

A partire quindi dalla mobilità degli studenti nella regione mediterranea, a partire dalla primavera araba che speriamo possa contagiare un po’ anche noi.

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Inizia, con una nutrita serie di Web conference, l’VIII Congresso SIe-L

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Inizia, con una nutrita serie di Web conference, l’VIII Congresso SIe-L

Posted on 27 giugno 2011 by Pierfranco Ravotto

Il congresso SIe-L 2011 presenta molte novità.

La prima è che la fase in presenza, Reggio Emilia 14-16 settembre, sarà preceduta da una lunga serie di web conference. Una parte dei tanti paper accettati, una cinquantina su un numero molto maggiore di pervenuti, verrà presentata in queste web conference e resterà disponibile in rete; i video saranno visionabili anche durante il congresso.

La seconda è l’organizzazione stessa della fase in presenza che sarà caratterizzata, oltre che da sessioni e tavole rotonde, anche da BarCamp.

Una terza novità è nella gratuità della partecipazione. E’ richiesta pcomunque la registrazione, effettuabile sul sito del congresso: http://www.siel2011.it/.

Ecco il programma delle web conf (accessibili a http://www.videserver03.unimore.it/siel2011)

Per poter accedere è necessario che il proprio firewall accetti connessioni sulla porta 1935. La conference room è sempre aperta, si consiglia di testare il collegamento.

Data: Martedì, 28/06/2011
16:00
-
18:00
WS1/A: Web Session 1/A – Università

Chair: Tommaso MINERVA

Relazioni

La preparazione di un corso sperimentale nell’ambito del progetto “adaptive message learning” (FIRB)

Andrea ZINI

Università degli studi di Modena e Reggio Emilia, Italy


L’e-portfolio per lo sviluppo del progetto personale e professionale degli studenti universitari: dal modello concettuale alla realizzazione pratica

Anna RICCIONI, Maria Lucia GIOVANNINI

Università di Bologna, Italy


Storia di una piattaforma eLearning come occasione di autoanalisi di un Centro di Ateneo per la didattica online

Manuela MILANI, Simone BARNI

CTU – Università degli Studi di Milano, Italy


IPad e dispositivi tablet come supporto a studenti con disabilità nella didattica universitaria

Enrico GILIBERTI, Matteo CORRADINI

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Italy

Data: Mercoledì, 29/06/2011
16:00
-
18:00
WS1/B: Web Session 1/B – Scuola

Chair: Giovanni GANINO

Relazioni

Competenze digitali e formazione degli insegnanti

Stefania LOVECE

Università di Bologna, Italy


Ecomuseo virtuale dell’Amiata

Nicoletta FARMESCHI1, Gioachino COLOMBRITA2, Luca GALLETTI3

1: Scuola Primaria L.Santucci, Castel del Piano (Gr), Italy; 2: Istituto Professionale di Stato, Iris Versari di Cesena, Italy; 3: Istituto Tecnico per Geomentri Arnolfo di Cambio, Perugia, Italy


Un Seriuos Game basato su Mondi Virtuali per supportare l’apprendimento di Educazione Ambientale

Ida BIFULCO, Rita FRANCESE, Marco LETTIERI, Luca LISCIO, Ignazio PASSERO, Genny TORTORA

Università degli Studi di Salerno, Italy

Data: Giovedì, 30/06/2011
16:00
-
18:00
WS1/C: Web Session 1/C – Metodologia e Media

Chair: Giorgio POLETTI

Relazioni

Le rubric di qualità didattica per il sito Ret@ccessibile

Federica CUMER, Patrizia GHISLANDI

Università degli Studi di Trento, Italy


Dieta mediale degli studenti di Argenta (Ferrara). Pratiche autoriali e risvolti educativi

Giovanni GANINO

Università di Ferrara (CARIDlab), Italy


Developing Knowledge Building Communities for Teachers’ education. The case of psycho-pedagogy of learning processes blended course at Milano Bicocca University

Barbara GIRANI DE MARCO, Ottavia ALBANESE

Università degli Studi di Milano Bicocca, Italy

Data: Martedì, 05/07/2011
16:00
-
18:00
WS2/A-Sanità: Web Session 2/A – Sanità

Relazioni

Il blended learning per la formazione continua in Sanità. Una esperienza pugliese

Maria Grazia CELENTANO

Università del Salento, Italy


Formazione veterinaria. L’esperienza multipiattaforma dell’IZSLER

Erika Ester VERGERIO1, Lina GATTI1, Roberto CANTONI2, Gaetano PENOCCHIO1

1: ISTITUTO ZOOPROFILATTICO SPERIMENTALE LOMBARDIA EMILIA ROMAGNA, Italy; 2: CSMT Centro servizi multisettoriale e tecnologico


Corso di Evidence Based Medicine in @learning Un metodo innovativo di formazione

Danilo ORLANDINI, Rita IORI, Salvatore DE FRANCO

Biblioteca Medica Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia, Italy

Data: Mercoledì, 06/07/2011
16:00
-
18:00
WS2/B-Metodologi: Web Session 2/B – Metodologie

Relazioni

L’utilizzo didattico del Field trip

Marco PEDRONI1, Loredana LA VECCHIA2

1: Università degli Studi di Ferrara, Italy; 2: Università Telematica Pegaso, Napoli, Italy


Ambienti di apprendimento Glocal per l’arricchimento della figura professionale: eTeacher.

Alida FAVARETTO

Università Ca’ Foscari, Italy


E-learning 2.0: un ambiente di apprendimento per la formazione tra contesti formali ed informali

Orlando DE PIETRO, Pierluigi MUOIO, Maurizio DE ROSE

Dipartimento di Economia e Statistica, Università della Calabria, Italy


Repertorio delle Competenze TIC del Docente/Formatore: una proposta del Laboratorio ELKM-DIST

Angela SUGLIANO, Lisa MARMORATO

DIST – Università di Genova, Italy


Co-progettare l’e-learning per insegnare “Progettazione e valutazione dell’e-learning”

Anna DIPACE

Università degli Studi di Foggia, Italy


Sai usare il tuo spazio web? Un’indagine sugli usi evoluti degli ambienti di social networking per gestire la propria conoscenza in Rete

M. Elisabetta CIGOGNINI1, Gisella PAOLETTI1, M.Chiara PETTENATI2

1: Università degli studi di Trieste, Italy; 2: Università degli studi di Firenze, Italy

Data: Giovedì, 07/07/2011
16:00
-
18:00
WS2/C-Gestione: Web Session 2/C – Gestione

Relazioni

I significati di innovazione per gli imprenditori di start-up: uno studio qualitativo.

Michela LOI

Res Psicologica, Italy


Risultati del sondaggio E-RURALNET: domanda e offerta di e-learning per le aree rurali

Francesca UGOLINI, Antonio RASCHI

CNR, Italy


Nodo di erogazione formazione e-learning della Provincia di Forlì – Cesena

ANTONELLA ALTINI

PROVINCIA DI FORLI’ – CESENA, Italy


Analisi dell’impatto dell’introduzione di un sistema ERP sui processi organizzativi e sul comportamento lavorativo del personale della Regione Sardegna

Benedetta BELLÒ, Alessandro SPANO

Università di Cagliari, Italy

Data: Martedì, 12/07/2011
16:00
-
18:00
WS3/A-Media: Web Session 3/A – Media

Relazioni

Il web per autovalutare la qualità di una esperienza formativa: un processo solitario o di collaborazione?

Lorenza LEITA

METID Politecnico di Milano, Italy


Il progetto Centri Tecnologici per la Didattica

Enzo ZECCHI

ITGS Blaise Pascal, Reggio Emilia (RE), Regione Emilia-Romagna – Centri Tecnologici per la Didattica, Bologna (BO)


Progettare soluzioni di lifelong learning mediante l’utilizzo di serious games per device mobili: l’esperienza InTouch

Giada MARINENSI, Brunella BOTTE, Carlo Maria MEDAGLIA

CATTID, Italy


Workshop T3 – Teaching to Teach with Technology: il contributo delle nuove tecnologie ai processi di apprendimento organizzativo

Roberto VARDISIO, Michela FIORESE

Entropy Knowledge Network s.r.l., Italy


ANICEC 2006-2011: CORSO DI ALTA FORMAZIONE E-LEARNING PER GLI ANIMATORI DELLA COMUNICAZIONE E DELLA CULTURA

Alessia ROSA

Promedia2000, Italy


MedMaster. Quando l’e-learning incontra la Multimedia education

Ida CORTONI1, Pierpaolo DE LUCA2

1: Sapienza Università di Roma, Italy; 2: ProMEDIA2000

Data: Mercoledì, 13/07/2011
16:00
-
18:00
WS3/B-Lingue: Web Session 3/B – Lingue

Relazioni

L’e-learning per l’@pprendimento dell’italiano L2

Marilena VIMERCATI, Luisa FARINATI, Mara MASSERONI

ISMU, Italy


Il Master «E-learning per l’Insegnamento dell’italiano a stranieri» dell’Università per Stranieri di Siena: una proposta di formazione per il docente di italiano L2 insegnato a distanza

Matteo LA GRASSA

Università per Stranieri di Siena, Italy


PERCORSI PER L’APRENDIMENTO DELL’ITALIANO L2 ON-LINE

Donatella TRONCARELLI

Università per Stranieri di Siena, Italy


Inglese, Comunicazione multimediale e Grafica Web in modalità Media Based Learning

Gianluca TRAMONTANA, Nuccia Silvana PIRRUCCELLO

Liceo Scientifico Vittorini – Lentini, Italy


Apprendimento ludico informale in e-tandem: un’esperienza di scambio tra lingua albanese e lingua italiana

Francesco ALTIMARI, Maria CARIA, Eugenia MASCHERPA, Juljana KUME

Università della Calabria, Italy

Data: Giovedì, 14/07/2011
16:00
-
18:00
WS3/C-Scuola: Web Session 3/C – Scuola

Relazioni

Ambienti@moci: esperienze di educazione all’intelligenza reticolare

Cristina GALIZIA1, Simona MARTINI2, Gioachino COLOMBRITA3, Nicoletta FARMESCHI4, Orazio MINNI5, Elena FAVARON6, Carmina IELPO7, Patrizia BOLZAN8, Elisa FONNESU9, Marina PIRAS10, Leila MORESCHI11, Gianni MARCONATO12

1: Istituto Comprensivo San Vito, Viale Trento e Trieste 30, San Vito Romano (RM), Italia; 2: Istituto Comprensivo San Vito, Viale Trento e Trieste 30, San Vito Romano (RM), Italia; 3: Istituto “Iris Versari” di Cesena Piazzale C. Macrelli, 40 – 47521 – Cesena (FC), Italia; 4: Scuola primaria “L. Santucci” di Casteldelpiano Piazza R.Giosuè Carducci, Casteldelpiano (GR), Italia; 5: Scuola primaria “G. Marconi” di Agira Piazza Europa, Agira (EN), Italia; 6: Scuola Media Statale Guerrino Nicoli, corso Agnelli 13, Settimo Torinese (To) Italia; 7: 1° Circolo Didattico di Lauria (Pz), Italia; 8: Scuola Primaria San Francesco, IC San Vendemiano via A. De Gasperi, 40 San Vendemiano, TV, Italia; 9: Scuola Primaria “G. Dessì” Via Cavour Villacidro (VS) Sardegna, Italia; 10: Scuola Primaria Via Sicilia Via Sicilia2 Serramanna Medio Campidano(VS) Sardegna, Italia; 11: Scuola Primaria “D. Alighieri” – IC Castiglione Via Dante Alighieri Castiglione delle Stiviere,(MN), Italia; 12: Psicologo Formatore


Interazione Sociale nelle Piattaforme E-learning per la Scuola

Anna Lucia AVERNA1, Michele BALDASSARRE2

1: Liceo Classico/Scientifico “Tito Livio” – Martina Franca (TA), Italy; 2: Università degli Studi “Aldo Moro”, Bari (BA)


Nuove strategie di apprendimento – appunti elettronici online attraverso modalità di scrittura con la penna

Alessandra GUGLIELMETTI, Franco CASTRONOVO

Istituto Comprensivo Como Prestino Breccia, Italy


Nuovi Mondi per insegnare: l’esperienza del progetto AVATAR

Ilaria MASCITTI1, Francesco FEDELE1, Mikail FEITURI1, Maria GUIDA2, Gianni PANCONESI1, Cristina STEFANELLI1

1: FOR.COM – Formazione per la Comunicazione, Italy; 2: ANSAS ex Indire


Verso le Cl@ssi 2.0: Cultural Probes come metodo di indagine qualitativa

Anna Paola PAIANO

Università degli Studi di Foggia, Italy


Tecnologie a scuola: riflessioni tra teoria ed esperienze lombarde

Livia PETTI

Università degli Studi di Milano-Bicocca, Italy

Data: Martedì, 23/08/2011
16:00
-
18:00
WS4/A – Varie: Web Session 4/A – Varie
Data: Mercoledì, 24/08/2011
16:00
-
18:00
WS4/B – Varie: Web Session 4/B – Varie

Relazioni

e-learning, e come enhanced

Enrico CAVALLI, Daniela IOVINO, Agostino LORENZI

Università di Bergamo, Italy

Data: Giovedì, 25/08/2011
16:00
-
18:00
WS4/C – Varie: Web Session 4/C – Varie
Data: Lunedì, 29/08/2011
16:00
-
18:00
WS4/D – Varie: Web Session 4/D – Varie

Relazioni

Mnemosyne, la rete per supportare i malati di Alzheimer e chi si prende cura di loro

Nicoletta TRENTINAGLIA, Tiziana LONGERI

Centro METID, Politecnico di Milano, Italy


Ecografia Clinica in Emergenza-Urgenza: progetto di formazione a distanza dell’ASL TO3

Alberto LAZZERO1,2, Gian CIBINEL2

1: ZOHE E-Health Open Zone, ASL TO 3, Italy; 2: ASL TO 3, Italy

Data: Martedì, 30/08/2011
16:00
-
18:00
WS5/A-Metodi: Web Session 5/A – Metodologie

Relazioni

E-learning nell’Alta Formazione Artistica e Musicale

RENATO PACE

Istituto Superiore di Studi Musicali “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta, Italy


Favorire la comunicazione a scuola attraverso l’uso di una Social Networking Platform

Cettina ALLEGRA

I.T.I. ‘S.Cannizzaro’-Catania, Italy


La self-map nella formazione informale

Marco PEDRONI

Università degli Studi di Ferrara, Italy


La rete per una didattica delle competenze

Pierfranco RAVOTTO

AICA, Italy


Innovazione metodologica e sperimentazione didattica nell’ambito disciplinare del Latino

Palma Filomena CAMASTRA

Università degli studi di Bari, Italy

Data: Mercoledì, 31/08/2011
16:00
-
18:00
WS5/B-Scuola: Web Session 5/B – Scuola

Relazioni

Using microblogging in cooperative learning at school

Elisa SPADAVECCHIA

Ufficio Scolastico Territoriale di Vicenza, Italy


Didattica con la LIM nella classe prima della Scuola Primaria

Annalisa BONAZZI1, Mariagrazia ANGARANO2

1: Università di Bergamo, Italy; 2: Istituto Comprensivo Da Rosciate Bergamo, Italy


Un modello integrato per l’apprendimento nella Scuola Secondaria Superiore

Rocco ALIBERTINI1, Stefania TORO2, Massimiliano CIANCIO2

1: Univeristà “G. d’Annunzio” – Chieti Pescara, Italy; 2: ISS “F. Galiani” – Chieti, Italy


Integrare, attraverso una piattaforma LMS, le attività della classe

Cettina ALLEGRA, Maria Cristina FLORENO

I.T.I. ‘S.Cannizzaro’-Catania, Italy

Data: Giovedì, 01/09/2011
16:00
-
18:00
WS5/C-Università: Web Session 5/C – Università

Relazioni

L’e-learning nella formazione per il personale tecnico-amministrativo dell’Università di Torino: due esperienze

Sara CANTARUTTI, Linda CIPOLLA, Tiziana ARMANO, Daniela SANLORENZO, Maria FERRAIOLI, Giorgio VIARENGO

Università Torino, Italy


Un CO-Laboratorio presso l’Università degli Studi di Parma per la creazione e l’accesso di contenuti didattici multimediali

Elisabetta LONGHI, Federico MONACO, Anna Maria TAMMARO, Maria VALERO, Sara VALLA

Università egli Studi di Parma, Italy


Analisi del ruolo dei tutor di un corso online di didattica della biologia attraverso alcuni indicatori di qualità

Antonella PEZZOTTI, Annastella GAMBINI

Università degli Studi di Milano-Bicocca, Italy


Lauree in formazione a distanza in UNIMORE. Un’ indagine sul profilo, performance e aspettative degli studenti nei nove anni di esperienza.

Tommaso MINERVA, Enrica NUCCIO, Cinzia TEDESCHI, Daniele CAVEDONI

Università di Modena e Reggio Emilia – Centro E-learning di Ateneo

Data: Venerdì, 02/09/2011
16:00
-
18:00
WS4/E – Varie: Web Session 4/E – Varie
Data: Lunedì, 05/09/2011
16:00
-
18:00
WS6/A-Scuola: Web Session 6/A – Scuola

Relazioni

” A scuola di facebook: docenti e discenti allo specchio “

Alessia MANDATO

dipartimento di comunicazione e ricerca sociale università la sapienza, Italy


Apprendimento informale e autovalutazione nel web 2.0: il caso Flickr

Stefano PENGE

Lynx, Italy


Il rimedio e la cura nei nuovi saperi: un’esperienza pilota

Elena ZIZIOLI1, Maria Rosaria CIMINO2, Anna TROIANO3

1: Scuola Iad -Università Roma “Tor Vergata”, Italy; 2: Istituto Comprensivo S. Antonio – Pontecagnano Faiano – (SA); 3: Istituto Comprensivo S. Antonio – Pontecagnano Faiano – (SA)


Su un sondaggio di una batteria di Corsi blended erogati agli alunni di una scuola secondaria in ambiente IWT

Antonio NAZZARO

ITC Programmatori L. Amabile Avellino, Italy


Internet come aula

Cinzia FERRANTI

Scuola dottorato in Scienze Pedagogiche, dell’Educazione e della Formazione, Italy

Data: Martedì, 06/09/2011
16:00
-
18:00
WS6/B-Università: Web Session 6/B – Università

Relazioni

Il progetto AulaWeb & Teaching Tools

Anna SIRI, Marina RUI

Università di Genova, Italy


Il Servizio DIR – Didattica In Rete all’Università degli Studi del Piemonte Orientale: risultati raggiunti e prospettive

Giuliana FRANCESCHINIS, Roberto PINNA, Simonetta TODI

Università del Piemonte Orientale, Italy


La formazione dei docenti e l’utilizzo delle ICT nella pratica della didattica accademica: l’esperienza dell’Università degli Studi di Trento

Giorgia DOSSI, Daniela PAOLINO

Università degli Studi di Trento, Italy


Uso della piattaforma Swad come risorsa all’insegnamento per l’implementazione di nuovi corsi di laurea nella facoltà di Scienze dell’educazione, Università di Granada

Yolanda ARAGÓN CARRETERO, Simona SALOMONE

Universidad de Granada, Spain


Progetto SICURMORE per ipoacusici, non vedenti e disabili motori dell’Università di Modena e Reggio Emilia

Giacomo GUARALDI1, Elisabetta GENOVESE1, Daniele CAVEDONI2, Cinzia TEDESCHI2, Tommaso MINERVA2, Oriele MELLONI3

1: Servizio Accoglienza Studenti Disabili, Università di Modena e Reggio Emilia, Italy; 2: Centro e-Learning di Ateneo, Università di Modena e Reggio Emilia, Italy; 3: Ufficio Formazione, Università di Modena e Reggio Emilia

Data: Mercoledì, 07/09/2011
16:00
-
18:00
WS6/C-Metodi: Web Session 6/C – Metodologie

Relazioni

WISP: una piattaforma web integrata di servizi per l’orientamento

Morena TERRASCHI, Maurizio MAZZONESCHI, Stefano PENGE, Francesco FAGNINI

Lynx, Italy


Wikipedia e didattica: sviluppare le competenze digitali creando valore aggiunto nel sociale

Corrado PETRUCCO

Università di Padova, Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Italy


Insegnare con le immagini

Bianca ARCANGELI, Margherita PLATANIA

Università degli studi di Salerno, Italy


Il progetto TaggedBook

Marco PEDRONI1, Loredana LA VECCHIA2

1: Università degli Studi di Ferrara, Italy; 2: Università Telematica Pegaso, Napoli, Italy


E-le@rning in carcere: “leva” per il programma rieducativo trattamentale e per l’inserimento sociale dei detenuti ed ex detenuti

Giovanni SURIANO

Ministero della Giustizia- Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Campania, Italy

Data: Giovedì, 08/09/2011
16:00
-
18:00
WS6/D-Tecno: Web Session 6/D – Tecnologie

Relazioni

Cloud Computing: Un nuovo paradigma

Pasquina CAMPANELLA, Giuseppe FACCHINI

Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Italy


Dokeos portable, un LCMS per il Rapid e–learning

Furio PETROSSI

IRES FVG, Italy


Mobile Platforms: Un’Analisi Comparativa

Sebastiano IMPEDOVO, Pasqua CAMPANELLA, Raffaele MODUGNO, Giuseppe PIRLO, Giuseppe FACCHINI

Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Italy


Learn to Lead – L2L Un Serious Game per imparare l’arte della leadership

Roberto VARDISIO, Michela FIORESE

Entropy Knowledge Network s.r.l., Italy


L’utilizzo dei Qr – Code nella didattica

Angela Maria SUGLIANO, Giovanni Luca FERRISE

Università di Genova, Italy

Data: Venerdì, 09/09/2011
16:00
-
18:00
WS6/E-Società: Web Session 6/E – Società

Relazioni

Vero come Loro: un Serious Game sulla lotta alla contraffazione

Giada MARINENSI, Stefania BARCA, Claudia MATERA, Carlo Maria MEDAGLIA

CATTID, Italy


Formare il cittadino digitale

Daniela RICOTTI

MediArteProgetti, Milano, Italy


Trimap. Social learning e mappature per il settore no-profit

Giuseppe PILLERA

Università degli Studi di Catania, Italy


L’educazione dei nativi digitali: il ruolo della scuola nel promuovere la consapevolezza rispetto a potenzialità e pericoli delle ICT

Elisa GABBI, Michele FACCI

www.pericolidiinternet.it


Social network e comunicazione elettorale. Politici locali e analisi dei discorsi in rete.

Andrea CASSANO

Università degli Sudi di Bari “Aldo Moro”, Italy

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Roma, 30 Marzo 2011: Uno spazio aperto per Partecipare, Proporre, Decidere

Posted on 02 aprile 2011 by Redazione Bricks

In preparazione del prossimo Congresso SIe-L 2011, la SIe-L ha organizzato a Roma un incontro di riflessione e di proposta tra Università e aziende/imprese che operano nel campo dell’ICT e/o utilizzano le nuove metodologie e tecnologie formative.

Guarda qui il video integrale dell’avvenimento: http://www.sie-l.it/attivita/convegni/workshop-2011

Questo il programma della giornata:

Apertura

Bruno Boniolo, direttre CISI, Università Torino Fare rete per la qualità della didattica (DE, e-L, TEL)

Tommaso Minerva, direttore CEA Università Modena e Reggio Emilia Presentazione VIII  Congresso

Interventi programmati

Agostino Quadrino – Garamond

Mauro Meda – ASFOR

Sono intervenuti inoltre:

Stefania Panini – AIF

Elisabetta Zuanelli – Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Maurizio Mariotti - Delegato del Rettore dell’Università degli Studi di Milano

Giorgio Federici – Delegato del Rettore dell’Università degli Studi di Firenze

Elena Caldirola – Delegata del Rettore dell’Università di Pavia

Paula De Waal – Delegata del Rettore dell’Università degli Studi di Padova

Giovanni Suriano – Ministero della Giustizia

Giovanni De Gasperis – Delegato del Rettore dell’Università dell’Aquila

Raffaella Bombi – Delegata del Rettore dell’Università di Udine

Carlo Giovannella – Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Agostina Betta – Regione Emilia Romagna

Presiede

Aurelio Simone, Presidente SIe-L – Direttore Scuola IaD Roma Tor Vergata.

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Un'iniziativa:
AICA SIe-L