Questo articolo intende descrivere l’evoluzione cominciata 17 anni fa all’ITSOS in tema di formazione integrata tra presenza e online, il passaggio da First Class ad un uso sempre più massiccio di Moodle sia come ambiente di apprendimento sia come contenitore, le modalità di sviluppo di risorse digitali sempre più variegate in termini di media e di strategie didattiche.
Le origini
C’era una volta … la BBS (o Bulletin Board System): un sistema che consentiva una connessione online e offriva funzioni di messaggistica e file sharing centralizzato. Sviluppato negli anni ’70, ha costituito il fulcro delle prime comunicazioni telematiche amatoriali. Poi venne FirstClass (FC), prodotto da Centrinity, un sistema di computer conferenza per Windows e Macintosh particolarmente facile da usare che consente di interagire in rete individualmente o in gruppo attraverso lo scambio di messaggi in conferenze elettroniche asincrone, la partecipazione a chat sincrone, la condivisione di documenti, ecc.
All’inizio degli anni ‘90 molti comuni realizzarono reti civiche con l’obiettivo di offrire ai cittadini un servizio telematico gratuito di posta elettronica e spazi di discussione pubblica e, spesso, FC venne scelto come software per la gestione e l’accesso al servizio: per esempio la Rete Civica Milanese (1994) e la rete Civica OnDE di Desenzano del Garda (1994). FC venne impiegato anche come strumento per l’eLearning, per esempio dalla Open University e, in Italia, dal progetto Polaris (1996).
In quegli anni anche all’ITSOS ‘Marie Curie’ si inizia a parlare di FC: in una piccola aula dell’Istituto uno sparuto gruppo di docenti conosce questa nuova modalità di comunicazione, ed è subito ‘amore a prima vista’. L’entusiasmo di poter ottenere gratis servizi di posta elettronica, di discussione virtuale pubblica, di scambio di materiali didattici, di ambienti virtuali per coinvolgere gli studenti, avvicina a poco poco altri docenti e, soprattutto, molti studenti a First Class.
Nasce così anche la rete SiR (Scuole in rete), 1997, che mette in comunicazione alcune scuole della provincia e il Provveditorato agli Studi di Milano. In questo modo l’ITSOS ‘Marie Curie’ e le altre scuole della rete sfruttano lo strumento telematico per far circolare le informazioni, per ‘far uscire dai muri dell’aula scolastica’ le diverse occasioni di formazione per gli studenti. Si inizia a ‘fare scuola’ anche usando lo spazio virtuale (e-mail, forum, chat, ecc.) che l’ambiente FC offre ai suoi utenti. A partire dalla seconda metà degli anni ’90 all’ITSOS, First Class costituisce un ambiente capace di soddisfare i docenti e i discenti e in esso, come in una palestra, entrambi si allenano, si istruiscono e accrescono la conoscenza e la passione per il mondo virtuale. Nascono, così, le classi online: spazi virtuali in cui i docenti realizzano lezioni, compiti, esercitazioni per gli studenti che oltre a fruire di tali materiali, contribuiscono in prima persona, realizzando risorse, al processo di insegnamento/apprendimento. Per l’utenza ITSOS, FC diventa anche un ambiente virtuale in cui realizzare spazi per trattare e discutere di tematiche non scolastiche: nascono forum di discussione su temi riguardanti la musica, il cinema, la fotografia, ecc. Il ricorso a classi in rete e alla comunicazione fra docenti e studenti per questa via diventa elevato, e raggiunge un livello di scambio che arriva fino a 16.386 messaggi in 425 diverse conferenze in un anno.
Sulla piattaforma First Class, tuttora ancora attiva, sono presenti numerose classi online; ecco alcuni dati relativi agli anni 2006/2012:

Intanto, agli inizi del 2000, comincia a farsi strada la consapevolezza del potenziale didattico del World Wide Web che viene sempre più visto visto come un ambiente ideale dove organizzare forme innovative di apprendimento a distanza mediante i primi LMS Learning Management System tra cui MOODLE.
All’ITSOS ‘Marie Curie’ MOODLE viene utilizzato per la prima volta nell’ambito del progetto europeo SLOOP, 2005/2007, che prevedeva corsi di formazione online per docenti, e subito inizia ad essere utilizzato dai docenti dell’istituto e si assiste ad una lenta, ma costante, ‘migrazione’ della didattica in rete da FC a Moodle.
Il decollo di questa nuova piattaforma non è stato facile in quanto richiedeva di abbandonare un ambiente, a fatica appena acquisito, per un altro che appariva più complesso della semplice messaggistica di FC. Moodle si rivela però subito come uno strumento più completo, più versatile, più ricco di funzionalità e soprattutto costruito per sfruttare il web in tutte le sue potenzialità – per esempio la multimedialità e l’interattività – e che non richiede di installare un client sul pc dell’utilizzatore.
Cosa rende Moodle più ‘attraente’ didatticamente? Sicuramente il suo ispirarsi al Costruttivismo lo rende adatto a creare ambienti virtuali di apprendimento che riproducono molte delle interazioni e funzioni espletate dai docenti/studenti in presenza, in una logica quindi di potenziamento e integrazione delle normali attività didattiche. Con poche operazioni, nella classe virtuale, si può inserire il materiale didattico e allo stesso modo, con facilità, si può esportare il corso o parte del corso in altre classi virtuali. La piattaforma offre innumerevoli moduli per creare risorse didattiche differenti: lezioni, test, esercizi, questionari, etc. Inoltre, aspetto non marginale, Moodle consente il monitoraggio e la valutazione sistematica dei percorsi intrapresi dagli studenti, consentendo un feedback continuo ed individuale.
Nel 2010, un’ulteriore spinta all’incremento dell’uso di Moodle è venuta dalla partecipazione dell’ITSOS al progetto europeo SLOOP2desc (www.sloop2desc.eu), occasione questa che ha consentito una pervasiva azione di formazione docenti e un conseguente incremento di corsi e sviluppo di risorse didattiche.
La piattaforma dell’istituto, è raggiungibile all’indirizzo http://mediateca.tes.mi.it:8080/corsi_itsos
Moodle: dati di sviluppo e fruizione
Cinque anni fa, quando la piattaforma Moodle era stata da poco attivata e nonostante il suo utilizzo avesse ancora un carattere essenzialmente sperimentale, gli iscritti erano già 1831. In cinque anni c’è stato un incremento di quasi il 1.000%: gli utenti sono infatti ad oggi 1.824.
Anche l’apertura di nuovi corsi online è aumentata fortemente nel corso di questi ultimi anni fino a contare, ad oggi, ben 140 ‘spazi’ di diversa tipologia (classi online, corsi di recupero, raccolta di materiali didattici a disposizione dei docenti e/o degli studenti, ‘vetrine’ su sperimentazioni didattiche svolte in alcune classi ecc…)

Moodle ha cominciato ad affiancare First Class solo da pochi anni, ma la sua presenza si va facendo via via più consistente. Se si analizza la progressione negli ultimi tre anni non è difficile prevedere che ben presto diverrà il punto di riferimento per la didattica online dell’ITSOS. Nel confrontare, nel sottostante grafico, il numero di classi FC e quello dei corsi Moodle, è opportuno tener conto che in molti casi le classi esistenti in FC non sono veri e propri ambienti con risorse didattiche ma semplici spazi per un limitato scambio di messaggi; diversamente i corsi aperti in Moodle contengono un rilevante numero di risorse, molte delle quali create ex-novo, e organizzate organicamente in percorsi formativi.

Ecco a confronto le tipologie di corsi esistenti relativamente alle due piattaforme FC e Moodle letti alla luce dell’impianto formativo dell’ITSOS.

Rispetto agli indirizzi presenti nell’istituto, nel corrente a.s., la suddivisione delle classi online è la seguente:
.jpg)
Nella maggior parte delle classi aperte su Moodle è coinvolta una sola disciplina, in altre due o tre e, in una seconda liceo linguistico, addirittura 5:

Ma quali sono le materie coinvolte all’interno delle classi?

Si nota una prevalenza di matematica e di chimica, ma è necessario tenere presente che, oltre alle classi virtuali, sulla piattaforma sono presenti numerosi corsi/contenitori che raccolgono risorse multimediali inerenti a singole discipline, fruibili dai docenti per costruire corsi personalizzati o dagli studenti in momenti specifici del loro percorso di apprendimento.
L’accesso ai materiali didattici digitali presenti su Moodle, quindi, non avviene solo all’interno delle classi virtuali, ma è spesso fruito in modo trasversale da studenti diversi che accedono allo stesso contenitore.
In particolare per la lingua inglese sono presenti veri e propri corsi, declinati secondo i livelli di competenza. Nel grafico sottostante è possibile notare come il corso di inglese relativo al Livello B2, fruibile durante l’intero anno solare, sia stato ampiamente frequentato dagli studenti (evidentemente bisognosi di recupero) nei mesi estivi.

Per quanto riguarda matematica, inoltre, i docenti possono suggerire ai propri studenti la consultazione di diverse risorse didattiche suddivise per argomenti in contenitori aperti.
Ecco, ad esempio, le consultazioni relative al contenitore relativo agli argomenti di matematica affrontati nei trienni dei diversi indirizzi:

L’accesso alla piattaforma Moodle anche nei mesi estivi è documentato anche dal grafico relativo alle connessioni all’home page del sito negli ultimi due anni:

Il grafico mostra una certa ciclicità: si osserva un’impennata di collegamenti nel corso del primo trimestre dell’anno scolastico, seguita da un calo in corrispondenza delle vacanze natalizie, poi ancora una crescita lungo il successivo pentamestre e un calo progressivo fino a un minimo in corrispondenza delle vacanze estive. E’ da rilevare però che anche durante le vacanze (sia natalizie che estive) si registra un numero comunque sostanzioso di connessioni, numero che tende ad aumentare nel corso degli anni: questo dimostra che i docenti che propongono corsi di recupero e/o compiti per le vacanze in modalità online e gli studenti che ne fruiscono sono sempre più numerosi. L’impennata di connessioni nel pentamestre è probabilmente dovuta a offerte di recupero online (in modalità blended, infra+online o extra+online) in seguito alle pagelle di fine trimestre, oltre che a un interesse più accentuato degli studenti a recuperare le insufficienze.
In alcune classi online si registra un’attività continuativa dall’inizio delle lezioni ad oggi, con due cali significativi: a cavallo tra ottobre e novembre (ponte di Ognissanti) e dicembre-gennaio (Natale), segno che la piattaforma viene utilizzata nell’ottica di una didattica integrata presenza-online. Ad esempio è così nelle due classi seconde dell’indirizzo biotecnologico che hanno uno spazio sulla piattaforma nel corrente a.s.


Altre classi registrano un’attività sia durante i giorni di lezione che in quelli di vacanza: ad esempio ecco il grafico relativo a una classe prima dello scorso a.s. (notare che al 1° luglio si registrano ancora circa 820 attività -letture, interventi nei forum, ecc.-)

Sono presenti però anche classi virtuali in cui l’attività è a singhiozzo o a carattere episodico (come ad es. in una classe terza rappresentata nel grafico sottostante), segno che l’utilizzo delle NT nella didattica è ancora a livello sperimentale per molti docenti.

Caratteristiche dei corsi
I corsi on line dell’ITSOS al momento attuale si suddividono, a grandi linee, in corsi per discipline e per classi dei diversi indirizzi di studio.
I corsi per discipline contengono prevalentemente materiali organizzati in corsi strutturati o per livello di competenze (ECDL, Inglese, Tedesco) o per argomenti disciplinari (Matematica, Fisica)

I corsi aperti per le varie classi sono per la maggior parte rivolti ai bienni del nuovo ordinamento oppure alle classi di indirizzo del vecchio triennio

Si tratta prevalentemente di corsi disciplinari aperti da un singolo docente per la propria classe, corsi cioè in cui l’interazione avviene tra studenti della stessa classe e docente della materia.
Il caso di una seconda liceo linguistico, nella quale le materie coinvolte sono cinque: Matematica, Inglese, Latino, Italiano e Scienze, rappresenta la punta avanzata di un utilizzo della formazione integrata che coinvolge un intero Consiglio di Classe. In questo caso l’organizzazione del corso non è per argomenti ma per blocchi: ciascuna materia ha un proprio blocco e un proprio forum per l’interazione con gli studenti. Per quanto riguarda in particolare Matematica i blocchi sono due, uno per le attività curricolari e l’altro per il recupero che è organizzato in attività settimanali, integrative del corso in presenza.
I vantaggi della presenza di più materie in un unico corso sono evidenti:
- il Consiglio di Classe viene maggiormente coinvolto a livello di programmazione trasversale,
- i docenti vengono a conoscenza in modo diretto delle attività svolte dai colleghi e dagli studenti,
- gli studenti imparano a vivere l’uso della rete non come un fatto isolato e sporadico, ma come un’abitudine a sfruttare questo canale per svolgere i compiti, tenersi aggiornati sulle attività svolte, approfondire o chiarire argomenti.
I corsi sono stati concepiti per affiancare la didattica in presenza con materiali di approfondimento e/o materiali interattivi che coinvolgono in modo attivo e diretto lo studente. Vi sono altresì alcuni corsi pensati esplicitamente per il recupero sia in itinere che estivo. Si va infatti diffondendo all’interno dell’Istituto la pratica del corso di recupero misto, online e presenza oppure solo online con tutoraggio da parte del docente.
Si veda come esempio il corso di recupero di matematica in modalità integrata erogato al termine del primo quadrimestre in una classe seconda.

Caratteristiche delle risorse didattiche presenti nei corsi
Per quanto riguarda le risorse didattiche presenti si può parlare di un buon mix di media utilizzati: accanto ai tradizionale file word, pdf e ppt di contenuto testuale/iconografico, sono presenti video con audio, test interattivi, pacchetti SCORM completi di lezioni, attività interattive, test di verifica.
La piattaforma Moodle con le sue funzionalità in termini di risorse e attività facilita la messa in opera di soluzioni didattiche che si ispirano al movimento del free open content, consente cioè di organizzare all’interno di un percorso risorse esistenti nel web (link a file o siti), di arricchirle con materiali sviluppati ex-novo (quiz, lezioni, etc) superando finalmente la logica del ricominciare sempre da capo.
In pratica si sono applicati i principi “ecologici” del riuso, riciclo, riutilizzo, riadattamento alla didattica, con il risultato di avere a disposizione una molteplicità di risorse variegate per media e strategie didattiche la cui potenzialità è soddisfare stili e ritmi di apprendimento diversificati.
Vediamo qualche esempio.

In questo caso la risorsa Moodle “link a file o sito” ci ha consentito di introdurre in uno dei nostri corsi una risorsa esterna, che pur mantenendo una sua pertinenza didattica anche se fruita direttamente nel web, acquista valore aggiunto se collocata al’interno di un mix di risorse organizzate ad hoc per il raggiungimento di una abilità e/o competenza.
Anche nel caso di risorse digitali non esplicitamente organizzate per un uso didattico immediato è possibile utilizzarle completandole con esercitazioni sviluppate ad hoc mediante l’utilizzo delle funzionalità di Moodle (quiz, compiti, questionari etc…) o di altro software che ne consenta il caricamento su Moodle ( Exelearning, Hot Potatoes. …).
Si veda l’esempio sotto riportato.

Infine una riflessione: se una delle difficoltà alla diffusione pervasiva dell’eLearning era stata identificata nella presenza/assenza di risorse didattiche, a meno di svilupparne in quantità tale da rendere l’azione didattica realmente incisiva e quindi con un abnorme impiego di risorse umane ed economiche, ecco che Moodle può rappresentare una risposta nella misura in cui consente di creare ambienti di apprendimento virtuali in cui è possibile far convergere ed organizzare una molteplicità di fonti (leggi risorse) a cui si aggiungono risorse create ex novo, il tutto progettato ed organizzato secondo le scelte metodologico-didattiche del docente.
In conclusione:
- nei nostri corsi solo una certa parte delle risorse didattiche è stata sviluppata ex-novo,
- i docenti hanno imparato a condividere risorse, a migliorarle, a modificarle e utilizzarle in percorsi formativi diversi per target e contesto,
- la quantità e qualità dell’offerta formativa è cresciuta, si è diversificata, ha risposto a stili e ritmi di apprendimento più individualizzati.
—————————————————————————————-
[1] Vedi Pierfranco Ravotto, Il potenziale della didattica in rete in una scuola secondaria superiore (Expo Ferrara 2005).