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Spread, due convegni contro la dispersione

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Spread, due convegni contro la dispersione

Posted on 12 febbraio 2013 by Redazione Bricks

di Pierfranco Ravotto
pierfranco.ravotto@gmail.com

Spread é termine entrato nell’uso comune molto di recente. Non lo era ancora quando, due anni fa, l’Istituto Mario Pagano di Napoli aveva ideato il progetto. SPREAD come acronimo di Strategies and PRactices in Europe Against school Dropping out ma anche come il differenziale da superare, quello dei giovani che abbandonano la scuola prima della conclusione del proprio percorso formativo.
Due convegni, 29 gennaio a Napoli e 2 febbraio a Siracusa, hanno coinvolto i docenti che partecipano all’iniziativa, dirigenti scolastici e altri docenti interessati al tema.

Figura 1: Convegno di Napoli: l’intervento del sindaco De Magistris

A Napoli ha aperto il convegno il DS del Pagano, Prof. Antonio Lotierzo. Presentando l’obiettivo del progetto, la lotta alla dispersione scolastica nella linea della Strategia di Lisbona, ha citato Don Milani dicendo che una scuola che non si occupi degli studenti che perde sarebbe come un ospedale che curi i sani e respinga i malati.
Matteo Lazzarini, segretario generale della Camera di commercio belgo-italiana, che ha collaborato alla definizione del progetto Spread, ha illustrato un’altra iniziativa in avvio con lo stesso IS Pagani: il primo corso "Ragionieri europei", un progetto pilota per gli istituti superiori.
A dare risalto all’iniziativa anche l’intervento del sindaco Luigi De Magistris che ha parlato dell’importanza della scuola – "da sindaco ho visitato  60 scuole" – come luogo aperto, punto di riferimento oltre l’orario scolastico, come luogo partecipato e di incontro. "Occorre dare ai giovani – ha detto – punti di riferimento diversi dal consumismo. Lavoriamo per mettere in rete le realtá che operano nella cittá, le scuole con le associazioni. Proponiamo di autogestire gli spazi pubblici della cittá, e fra questi le scuole. L’autogestione permette ai giovani di capire che il bene comune é loro e quindi li educa a preservarlo".
Giovanni Zoppoli, dell’associazione Compare, ha raccontato le iniziative "Mammut": recupero di spazi pubblici davanti alle strutture per eliminare la scissione fra quello che si fa in aula e il lavoro sulla cittadinanza attiva, per intrecciare didattica e spazio pubblico. "Il fallimento scolastico – ha detto – é della scuola, non del ragazzo. L’evasione scolastica é spesso vista come uscita da qualcosa che non crea crescita. Occorre far riscoprire all’insegnante il gusto di far scuola. Servono iniziative, e le nostre lo sono, che promuovano il ruolo attivo dello studente".
E’ poi intervenuta Elisabetta Davoli, dirigente MIUR, che ha offerto una comparazione fra la scuola italiana e quella di altri paesi e ha illustrato alcune linee guida che la riforma degli ordinamenti indica alle scuole.

Figura 2: Convegno di Siracusa

A Siracusa, il 2 febbraio, il convegno rivolto agli isegnanti siciliani coinvolti nel progetto e presieduto da Vincenzo Marano é stato aperto dalla DS dell’istituto Juvara, Giovanna Strano. Corradina Liotta, dell’USP di Siracusa, ha quindi portato i saluti del dirigente dell’Ufficio scolastico di Siracusa, dott. Zanoli, e ha parlato sul tema "Il ruolo delle istituzioni nella progettazione degli insterventi contro la dispersione scolastica". "Si parla di abbandono – ha detto – ma chi é che abbandona? E’ il ragazzo che abbandona la scuola o non si tratta piuttosto della scuola che sta abbandonando il ragazzo?". Il prof. Antonio Lotierzo, DS del Pagano di Napoli, ha presentato le linee guida del progetto, fra cui il principio della coesione sociale che é uno dei temi su cui l’Europa insiste.
Pinella Giuffrida, Dirigente scolastico, ha centrato il suo intervento sui cambiamenti nel rapporto fra genitori e figli: dalla cura all’allevamento. Alla scuola viene oggi delegato in gran parte il problema della cura. E questo aumenta le nostre responsabilità mentre – ha detto citando John Holt- "l’esperienza scolastica è contraddistinta da noia, confusione e paura: specialmente da paura. Paura di non trovare la risposta esatta, paura di non capire certe cose alla maniera di tutti gli altri, paura di distinguersi, paura di non distinguersi, paura del biasimo, del ridicolo, dell’insuccesso".
Giovanna Criscione, dirigente MIUR ha analizzato quali siano i presupposti per garantire il successo formativo, ha analizzato il fenomeno deI "dispersi in presenza" e ha svolto una Interessante panoramica dei fattori per migliorare il successo scolastico.
Antonio Cutolo, dirigente MIUR, ufficio VI, ha presentato strategie-didattico educative e buone prassi nel contrasto al drop-out nei paesi europei.

In entrambi i convegni mi é stata chiesta, in rappresentanza di AICA, una "lezione" su come un lavoro sulle competenze e sulle certificazioni – con particolare riferimento a quelle digitali – possa aiutare nella lotta alla dispersione.
Ho, in primo luogo, suggerito che trovare il modo di far conseguire una certificazione a coloro che abbandonano la scuola li puó rendere un po’ piú sicuri nell’affrontare il mercato del lavoro. Sarebbe dunque un utile accompagnamento all’abbandono, nel caso non si riesca a contrastarlo. Ma la riuscita di una tale operazione può permettere alla scuola di riacquistare credibilitá agli occhi di quei giovani e potrebbe, quindi, far loro ripensare la scelta di lasciarla.
Ho quindi parlato della competenza digitale e delle certificazioni che AICA propone e che non si limitano piú ai 7 moduli ECDL core. Infine ho allargato il discorso all’uso dei dispositivi digitali e degli ambienti web 2.0 nela didattica. Anche questo serve a ridar credibilitá alla scuola, a farla sentire in sintonia con il mondo in cui i giovani vivono. E, in questa direzione ho indicato – ancora in una logica di "accompagnamento all’abbandono" che puó trasformarsi in contrasto dell’abbandono – qualche esempio: aiutare i giovani a preparare i propri videoCV e a inserirli in rete, preparare e condividere in rete il proprio portfolio.  


 

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Da oggetto della comunicazione di massa a protagonisti della produzione di contenuti  La nuova certificazione ECDL Multimedia

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Da oggetto della comunicazione di massa a protagonisti della produzione di contenuti La nuova certificazione ECDL Multimedia

Posted on 15 giugno 2012 by Redazione Bricks

 

 

di Pier Paolo Maggi e Gianmario Re Sarto

pierpaolomaggi@aicanet.it

g.resarto@aicanet.it

 AICA

 

Il futuro di cui parliamo e che immaginiamo, è oggi per molti aspetti una realtà già presente in mezzo a noi.

Voce, immagini, suono e movimento sono parte integrante della nostra vita e, ormai, del nostro modo di comunicare. Tutto questo grazie a tecnologie ed applicazioni che sono diventate alla portata di tutti, sia per costo, sia per funzionalità, sia per facilità d’uso.

La multimedialità è quindi entrata di diritto nelle attività lavorative, nella quotidianità personale e nella formazione sia scolastica sia professionale.

Nell’ambito professionale, attraverso piattaforme di e-learning, è possibile distribuire brochure in formato pdf a tutta la rete di vendita aggiungendo filmati che spiegano come utilizzare i prodotti o come venderli al meglio. Si possono realizzare video istruzioni per il montaggio, la manutenzione o la riparazione di un prodotto e sottotitolarle in più lingue. E’ possibile presentare e vendere direttamente prodotti e servizi ai consumatori o ai clienti.

Nell’ambito dei rapporti personali è possibile realizzare accattivanti video delle vacanze o di eventi famigliari da mostrare ad amici e parenti, animare un blog in cui far sentire la propria voce o condividere riflessioni ed obiettivi, creare una comunicazione efficace per il gruppo o l’associazione di cui si fa parte coinvolgendo gli altri nelle proprie idee e passioni.
Nell’ambito della formazione l’utilizzo di metodi di comunicazione multimediale ed interattiva consente di affrontare percorsi di conoscenza e di scoperta con approcci attivi e di cooperazione.
La multimedialità collegata ad internet permette di aprire una finestra sul mondo, abbattendo barriere temporali e spaziali ed inoltre permette la sperimentazione di una nuova didattica che favorisce un rapporto insegnante-alunno di tipo collaborativo. Si pensi alla quantità di informazioni multimediali, che possono essere ricercate sulla rete in modo rapido e stimolante, favorendo percorsi formativi personalizzati, e all’uso degli ipertesti che invitano alla trasversalità delle conoscenze.

La multimedialità permette l’acquisizione di conoscenze e abilità attraverso strumenti che i ragazzi utilizzano normalmente nella loro vita quotidiana, avvicinandosi al loro mondo, che spesso è ancora lontano da quello della scuola tradizionale.

Tali metodologie consentono approcci efficaci sin dalla formazione primaria con prospettive anche di contenimento dei costi della scuola nel suo insieme. 
Qualche anno fa, creare tutto questo significava spendere molto denaro in tecnologie e professionalità. Oggi sono disponibili tecnologie ed applicazioni che stanno rivoluzionando completamente il nostro modo di operare attraverso la tecnologia.
In questo periodo è in corso una “rivoluzione” per quanto riguarda lo sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione, siamo di fronte ad una sorta di alfabetizzazione multimediale: l’abilità nell’utilizzare i numerosi media esistenti che, attraverso l’utilizzo della tecnologia, ampliano il modo di comunicare delle persone. 

Molti dei media fanno già parte della comunicazione e pubblicazione globale (testi, file audio, animazioni, grafica, interattività). 
L’impatto di questi mezzi di comunicazione quali internet e l’informatica in generale è stato diverso rispetto a quello che ha riguardato i precedenti strumenti multimediali utilizzati nella produzione di film e per la diffusione delle radio. Questi media erano all’avanguardia, ma vi poteva accedere solo un ristretto numero di individui. I nuovi media, in particolare quelli descritti come web 2.0, sono strumenti che tendono a coinvolgere in modo più diretto e partecipe gli utenti.
E’ ormai diffuso l’utilizzo di una varietà di strumenti online come blog, social network, condivisione di file video e audio.
Il cittadino da utilizzatore e fruitore di informazioni e immagini, diventa creatore di contenuti, quindi ha la necessità di effettuare semplici trattamenti offline di prodotti multimediali, cercare materiali multimediali nel rispetto delle leggi sul diritto d’autore, tutelare la proprietà intellettuale dei propri materiali multimediali condivisi online, iscriversi ai social media e alle web application, caricare online i materiali multimediali e schedarli.

BOX: Certificazione Multimedia

La certificazione Multimedia, è stata sviluppata da AICA, in collaborazione con lTSOS A.Steiner di Milano e Webscience, con il contributo di Apple Italia ed il patrocinio della Fondazione ECDL, e distribuita a partire da inizio 2012. La certificazione Multimedia consente di confrontare e verificare le abilità di utilizzo degli stru­menti di comunicazione multimediale e valorizza le capacità di coloro che operano nell’ambito multime­diale, aiuta chiunque abbia a che fare con le tecnologie della comunicazione visiva, siano essi insegnanti, allievi, manager aziendali, o semplici appassionati, inoltre stimola la creatività nell’uso dei mezzi digitali.
La certificazione Multimedia è un programma messo a disposizione degli enti di formazione per incrementare l’efficacia didattica e consentire una verifica dell’apprendimento degli utiliz­zatori in sinergia con la diffusione nelle scuole di nuove tecnologie multimediali come strumenti per potenziare l’efficacia dell’insegnamento.

Costituisce quindi una risposta alle nuove esigenze didattiche dei docenti derivanti dall’entrata in vigore della Riforma della Scuola, che recepisce le Direttive Europee relative all’Insegnamento per Competenze e che sposta l’attenzione dalla modalità dell’apprendimento al risultato dell’apprendimento stesso (le competenze appunto).

Il  syllabus è accessibile all’indirizzo: http://www.ecdl-multimedia.it/SYLLABUS%20v1.0.pdf

 

Come in altri contesti, anche in questo resta però la necessità di definire conoscenze e competenze che devono essere patrimonio di chi opera nel settore.
La definizione da parte di AICA dei Syllabus delle competenze offre uno standard con cui confrontarsi, sia nell’offerta di corsi formativi, sia per valutare le proprie capacità.
Sulla base dei Syllabus sono quindi stati resi disponibili dei momenti di verifica che permettono di controllare e consolidare le proprie conoscenze e abilità.
Il superamento di tali Esami consente di acquisire il Certificato ECDL Multimedia che consente il riconoscimento e la visibilità immediata della competenza acquisita.

Il Syllabus di ECDL Multimedia descrive le conoscenze e le abilità su cui si articola la certificazione ed è strutturato in tre aree: Audio editing, Video editing e Multimedia Publishing.
Ciascuna area approfondisce il tema ricercando le abilità necessarie per ottenere risultati efficaci che consentano una comunicazione multimediale ben articolata e strutturata.
Progettata per le piattaforme più diffuse Apple®, Microsoft® e Open Source, la certificazione è indirizzata al saper fare con domande teoriche e pratiche che richiedono come risultato finale delle elaborazioni multimediali.
Nel modulo Audio, indirizzato all’uso di programmi di elaborazione di segnali audio per realizzare colonne sonore utilizzabili in progetti multimediali, è richiesto al candidato di saper trattare e gestire contributi audio (musica, dialoghi, suoni e rumori) in ambito multimediale, anche in relazione a immagini fisse e in movimento.
Nel modulo Video, indirizzato all’uso di programmi di elaborazione video per ottenere dei filmati da sequenze video acquisite con diversi strumenti, è richiesto al candidato di conoscere le fasi di realizzazione di un filmato video, le tecniche di ripresa ed alcune nozioni riguardanti il linguaggio cine-televisivo; dovrà inoltre essere in grado di acquisire sequenze video, montarle, integrarvi colonne sonore, titolare i filmati, che potranno poi essere pubblicati o masterizzati.
Nel modulo Pubblicazione, indirizzato all’uso di programmi per la realizzazione di progetti multimediali da pubblicare in rete o condividere attraverso diversi supporti ottico-digitali, il candidato dovrà essere in grado di progettare e creare un progetto multimediale per poi pubblicarlo in Internet o condividerlo via e-mail. 

La certificazione ECDL Multimedia valorizza le capacità di chi opera nell’ambito multimediale, aiuta chiunque abbia a che fare con le tecnologie della comunicazione visiva, siano essi insegnanti, allievi, manager aziendali, o semplici appassionati, inoltre stimola la creatività nell’uso dei mezzi digitali.

Consente a tutti quelli che operano con filmati, immagini e supporti musicali di ottenere una credenziale che attesta le competenze di base necessarie per pianificare, progettare, creare e mantenere comunicazioni multimediali efficaci utilizzando diverse forme di supporti digitali.
La certificazione Multimedia è un programma messo a disposizione degli enti di formazione per incrementare l’efficacia didattica e consentire una verifica dell’apprendimento degli utilizzatori in sinergia con la diffusione nelle scuole di nuove tecnologie multimediali come strumenti per potenziare l’efficacia dell’insegnamento.
Questa certificazione si indirizza quindi a scuole secondarie di 1° e 2° grado e, più in generale, a Enti che erogano corsi di arti visive, corsi tecnici su computer multimediali, corsi post-scolastici ed extra-scolastici, corsi dell’area “tempo libero”.

Questa nuova Certificazione pone quindi le basi per un approccio strutturato alla comunicazione multimediale, costituendo un ulteriore passo in avanti che collega la Certificazione ECDL al nuovo mondo multimediale, integrato ed interattivo del web 2.0. Nel campo specifico della comunicazione audiovisiva il web 2.0 corrisponde al passaggio da ascoltatori a (tele)spettatori a compositori, registri, o comunque soggetti protagonisti nella società dell’informazione.

In questa società più aperta l’accesso agli strumenti di comunicazione è una premessa utile per dare la possibilità di emergere a chiunque abbia idee, inventiva, entusiasmo per proporre qualcosa di significativo.

 

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Imparare ad imparare: l’informatica e la multimedialità

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Imparare ad imparare: l’informatica e la multimedialità

Posted on 16 marzo 2012 by Redazione Bricks

 

 
di Iole Beltrame

Dirigente scolastico

iole.beltrame@istruzione.it

“Imparano ad imparare” l’informatica e la multimedialità i nostri bambini della scuola primaria. E lo fanno da 3 anni nelle scuole lombarde che hanno aderito al progetto “Informatica per la Scuola Primaria. Didattica Propedeutica all’ECDL”, promosso nel 2008 da AICA e da un gruppo di lavoro coordinato dall’Isp. Marta Genovié de Vita, in collaborazione con la Direzione Didattica del 2° Circolo di Pioltello.
Si tratta di un progetto sperimentale che, come si richiama in apertura, ha lo scopo principale di far conoscere e utilizzare con consapevolezza, già ai bambini della Scuola Primaria, le prime applicazioni dell’informatica e della multimedialità fornendo loro anche i prerequisiti per l’accesso, nella Scuola Secondaria di 1° grado, al successivo percorso ECDL teso a far conseguire la patente europea del computer.

Certo l’argomento non è nuovo: da tempo, anche in Italia, l’Amministrazione scolastica ha posto l’attenzione sulla necessità di introdurre nella scuola (e sin dalle prime classi) l’informatica e già nell’ambito del primo ciclo decennale della Strategia di Lisbona (2000/2010) la competenza digitale veniva indicata come una delle “competenze chiave” per l’apprendimento permanente e per la cittadinanza.
Oggi – dopo che la Commissione Europea ha presentato la Strategia Europa 2020 per affrontare le sfide del prossimo decennio – viene messo in risalto il concetto di “crescita intelligente” (in quanto sostenibile e inclusiva) attraverso lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione. In questo quadro, la Commissione propone un Programma 2020 che, tra le 7 iniziative faro per il raggiungimento dei traguardi, indica quella di un’Agenda Europea del Digitale.
Anche sulla base di questi input a livello internazionale, che appunto riprendono con forza la necessità di una competenza digitale e di una conseguente azione sul piano formativo e didattico, è avvertito il bisogno di un rilancio in termini operativi dell’apprendimento digitale fin dalla scuola primaria riformata.

Questo dunque – in essenziale tratteggio – lo scenario che ha portato AICA a promuovere e a mettere in campo una sperimentazione mirata ad un primo “sapere pratico”, ma rigoroso e "metacognitivo” nell’uso del computer da parte dei nostri bambini.
Tale sperimentazione si aggancia al Progetto ministeriale ECDL Med che consente di conseguire la patente ECDL START presso la Scuola Secondaria di 1°grado e di completare i tre moduli mancanti per l’ECDL FULL alle scuole superiori  aprendo, in termini di continuità, un prezioso canale di raccordo dei curricoli degli “anni–ponte” nell’esperienza dei nostri ragazzi.
Al momento sono otto le scuole primarie delle province di Milano e Monza Brianza*, impegnate su questo terreno e che, in piena autonomia (come previsto dal DPR 275/99) hanno significativamente ampliato la propria Offerta Formativa, scommettendo – con Papert – che “utilizzando il computer gli alunni si divertono, imparano meglio e più rapidamente”.
Le modalità organizzative adottate dai diversi Istituti sono simili: percorsi laboratoriali con gruppi ristretti di alunni (12, massimo 15 alunni) delle classi terze, quarte e quinte, per 16 ore complessive, articolate in incontri di due ore settimanali, in orario scolastico o extrascolastico, a seconda delle scelte collegiali interne alle scuole e delle disponibilità finanziarie.

A conclusione del percorso, le competenze attese e correlate agli obiettivi del processo di insegnamento/apprendimento, sono accertate e valutate mediante un test facoltativo di 20 domande. Il test è preparato dai docenti formatori con la supervisione di AICA e si considera superato con il 75% di risposte esatte con il rilascio di un attestato comprovante il possesso delle “Competenze propedeutiche all’ECDL”.
Per quanto riguarda le scelte di contenuto, gli argomenti trattati fanno riferimento ad un Syllabus delle competenze di base, indicato da AICA, sia pure utilizzato in modo flessibile e armonico con il curricolo digitale compreso negli autonomi Piani dell’Offerta Formativa delle singole scuole: si va dalla “Scoperta dell’informatica” (funzioni elementari di hardware e software, unità di memoria, problemi di salute/sicurezza connessi al computer, riconoscimento delle tipiche icone, …), ad Internet ovvero “il mondo nel computer”, alla posta elettronica, alle tecniche di videoscrittura e di calcolo, all’“Arte con il computer” (scrivere, disegnare, colorare, progettare con Paint).

Si è voluto far capire ai bambini che il computer rappresenta un valido strumento didattico, in grado di facilitare alcune operazioni che richiederebbero altrimenti un lavoro molto più lungo e faticoso, con risultati forse più scadenti. Nello stesso tempo il computer consente di organizzare le attività didattiche anche in modo ludico, stimolando la motivazione, la collaborazione e l’apprendimento cooperativo”. Così si esprime un’insegnante del team di sperimentazione, nella sua sintesi conclusiva di verifica/valutazione dell’esperienza praticata. 
Nelle sue parole alcuni elementi che offrono spunto per ulteriori riflessioni di ordine metodologico e legate al “senso” dell’esperienza. 
In primo luogo l’idea dell’informatica come strumento, non a sostituzione, ma in funzione di complementarietà rispetto all’abituale prassi didattica, di straordinaria utilità per:

  • l’adozione di nuovi stili cognitivi nello studio, nella comunicazione e nella progettazione;
  • l’integrazione dei saperi mediante la promozione di processi cognitivi di confronto, di inferenza, di “costruzione” concettuale, per evitare il rischio di compartimenti stagni tra campi di esperienza, tra ambiti disciplinari e tra discipline.

In secondo luogo l’idea di “consapevolezza”, di un pensiero che riflette su se stesso e dunque di un processo non solo cognitivo ma metacognitivo, ciò che è alla base dell’imparare ad imparare: “imparare a pensare” è fondamentale per “imparare ad apprendere”.

Va osservato come il campo d’azione della didattica metacognitiva (che ha a che fare con i due aspetti fondamentali del “monitoraggio delle componenti cognitive” e del “controllo esecutivo”), possa trovare un set ottimale nella peculiare situazione di apprendimento dell’aula informatica, ovvero della sua riproposizione nella classe stessa, grazie alla presenza, sempre più frequente, della LIM, la lavagna interattiva multimediale.
E ancora l’idea che l’aula informatizzata e un docente “mediatore” con una funzione di problematizzazione dell’esperienza possano offrire una serie di vantaggi concreti:

  • per stimolare interesse e curiosità nei confronti di ciò che si può ulteriormente conoscere ed apprendere in modo attivo (modificandosi mentre si apprende), piuttosto che per ciò che si è già conosciuto ed appreso (frontiera mobile del sapere o area prossimale di sviluppo, cui ci hanno condotto gli studi di Vygotskij, utilizzati poi in modo straordinario dal metodo Feuerstein); 
  • per promuovere quel processo di “tutoring tra pari” in virtù del quale un alunno più competente, collaborando con il compagno che sta apprendendo, può aiutarlo a raggiungere l’Area di sviluppo potenziale; 
  • per attivare motivazione intrinseca, alla base di un fluido processo di apprendimento che porti alla conquista di effettive competenze.

Siamo riusciti a fornire ai cosiddetti nativi digitali, alcuni elementi utili ad un approccio corretto all’uso del computer, che possano creare le condizioni per un salto di qualità nei processi di apprendimento, spingendo in maniera naturale e divertente i nostri alunni a porsi con il giusto atteggiamento di fronte al computer e a imparare ad usarlo efficacemente e in modo consapevole nelle normali attività scolastiche”.
Nelle parole degli insegnanti, molti dunque i risvolti positivi ed interessanti di una didattica Propedeutica all’ECDL nella Scuola Primaria: l’auspicio è sicuramente volto non solo ad un proseguimento, ma ad un allargamento dell’esperienza nei prossimi anni, mediante l’elaborazione di un modello, per così dire, “da esportare”. 
Le domande sono allora: Come mettere a sistema l’esperienza?  Come capitalizzare e pubblicizzare gli esiti della ricerca? Come sostenere i docenti nel necessario percorso di formazione? 
Un fronte aperto quello delle strategie possibili, sul quale sarà ancora una volta determinante il contributo delle scuole in termini di riflessione e di proposta: si fa strada così l’idea di un simposio nazionale che possa, a breve, offrire il contesto per un ampio e produttivo confronto.

* Il progetto coinvolge attualmente:

  • Direzione Didattica 2° Circolo Pioltello,
  • Istituti Comprensivi di Bernareggio/Aicurzio, Caponago, Carugate, Concorezzo, Gaggiano, Gessate.

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Competenze informatiche e certificazioni. Un convegno a Forlì.

Posted on 30 ottobre 2011 by Pierfranco Ravotto

di Carlo Tiberti
carlo.tiberti@aicanet.it

Grande partecipazione al convegno: “Il Valore delle Competenze Informatiche e delle Certificazioni, nella scuola e nel mondo del lavoro”.
L’incontro, organizzato da AICA in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna in data 18 Ottobre 2011 presso la Sede della Provincia di Forlì-Cesena, ha avuto una grande affluenza di partecipanti. Nella elegante sala conferenze Nassiryia della Provincia erano infatti presenti più di 80 persone, tra docenti delle scuole, dirigenti scolastici e responsabili di Test Center ECDL.
L’evento è stata organizzato a seguito del Protocollo d’Intesa firmato tra AICA e USR Emilia Romagna, che mira a promuovere progetti finalizzati al conseguimento di certificazioni informatiche ed iniziative che stimolino l’interesse degli studenti verso la scienza dell’Informazione e le Tecnologie Informatiche.
Hanno partecipato attivamente ai lavori del convegno anche rappresentanti della Istituzioni; in particolare il Provveditore agli Studi Agostina Melucci, gli Assessori della Provincia di Forlì Cesena Bruna Baravelli (Assessore alle Politiche per l’Istruzione) e Gianfranco Francia (Assessore alla Sicurezza e Semplificazione amministrativa) che hanno rispettivamente aperto e chiuso il convegno, oltre a Sandro Mazzotti (Responsabile Informatico della Provincia).
La giornata ha visto numerosi ed interessanti interventi, sempre legati al tema della certificazione ECDL ed all’importanza dell’alfabetizzazione informatica. Le scuole hanno testimoniato in merito alla loro attività di certificazione di quasi tutti gli studenti attraverso la realizzazione di opportuni corsi, la costituzione di reti di scuole per questo scopo e l’inserimento nei curricula scolastici dell’ECDL, anche alla luce delle recente Riforma della Scuola.
Si è parlato anche dell’utilizzo da parte di alcune scuole di AULA01, la nuova piattaforma di e-learning basata sul syllabus ECDL Core, che AICA (unitamente a SkillonLine) propone ai docenti, al personale ATA delle scuole ed agli studenti per facilitare l’insegnamento e l’apprendimento delle competenze informatiche alla base della certificazione ECDL Core.
Anche alla luce dei più che positivi feedback emersi da questo e dal precedente convegno, gli incontri inerenti il tema: “Il Valore delle Competenze Informatiche e delle Certificazioni, nella scuola e nel mondo del lavoro”, organizzati congiuntamente da AICA e USR per l’Emilia Romagna, continueranno anche in futuro.
E’ già a calendario il prossimo incontro, previsto martedì 29 novembre presso l’Istituto Gadda di Fornovo di Taro (PR).

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L’esperienza dell’Ente Comune di Valdobbiadene e la rete con le scuole per la certificazione ECDL

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L’esperienza dell’Ente Comune di Valdobbiadene e la rete con le scuole per la certificazione ECDL

Posted on 31 agosto 2011 by Redazione Bricks

di Antonio Piva e Michele Baggi

antonio@piva.movi, michele.baggi@tiscali.it



Il Comune di Valdobbiadene, in provincia di Treviso, sorge fra le colline ai piedi delle Prealpi venete. Il Comune, che conta 10.825 abitanti [1], si estende su una superficie di 60,7 km quadrati, ed ospita nel suo territorio Villa Barberina che è una dimora che si annovera fra le ville venete del ‘700 . La zona di Valdobbiadene è anche conosciuta per la produzione del Prosecco Superiore DOCG. Il Comune è anche terra natia di personalità di spicco della storia italiana, come Nicola Boccassini che fu eletto papa Benedetto XI nel 1303.

L’Ente Comune di Valdobbiadene annovera 51 dipendenti ed è suddiviso in sei aree quali: economico-finanziaria, segreteria, polizia municipale, commercio e attività produttive e sportello unico, urbanistica, e lavori pubblici.

In riferimento alla digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, il Codice dell’Amministrazione Digitale prevede, tra i nuovi diritti per i cittadini e delle imprese, il diritto all’uso delle tecnologie, il diritto all’accesso e all’invio di documenti digitali, il diritto ad effettuare qualsiasi pagamento in forma digitale, il diritto a ricevere qualsiasi comunicazione pubblica per email. Al fine di raggiungere tali obiettivi, il Codice propone alcuni strumenti della PA digitale a cui viene data piena validità giuridica, fra i quali l’uso della posta elettronica certificata e la firma digitale [2]. L’obiettivo del Codice dell’Amministrazione Digitale è il miglioramento dell’efficacia dei servizi prestati ai cittadini ed alle imprese congiuntamente a maggiore efficienza e risparmio di costi.

Alla luce di tali premesse, l’Amministrazione del Comune di Valdobbiadene, retta dal Sindaco Zambon Bernardino, ha promosso da un lato la formazione e la certificazione sull’uso degli strumenti informatici, sulla base del programma ECDL, del personale dipendente del Comune per migliorarne l’efficienza e l’efficacia dell’Ente, dall’altro, in collaborazione con una rete di scuole, ha inteso offrire a studenti, cittadini e lavoratori, la possibilità di ricevere la formazione e la certificazione informatica.

Hanno sicuramente contribuito a tale progetto gli stimoli di un gruppo di genitori volenterosi e di alcuni insegnanti congiuntamente ai contributi di Michele Cesco, professionista informatico e formatore.

Attualmente, ben 44 dipendenti comunali sui  51 in totale [3] (corrispondente a circa l’86%) si sono certificati ECDL.

La Direzione Didattica di Valdobbiadene è costituita da 6 scuole primarie, sparse fra il capoluogo ed i comuni limitrofi, frequentate da circa 750 bambini. Già a fine 2006, la Direzione Didattica in partecipazione con la citata Amministrazione comunale, aveva mosso i primi passi per cercare dei fondi al fine di allestire un laboratorio di informatica all’interno della scuola primaria del capoluogo. A tal proposito, la Direzione Didattica congiuntamente ai Comuni di Valdobbiadene, Segusino e Vidor ha presentato alla Regione Veneto il progetto per un “Network Didattico Open Source” per partecipare ai benefici previsti dalla L.R. n. 1/2004, secondo gli indirizzi, i criteri e i settori d’intervento specificati nel Bando approvato con DGR n. 2587 del 07/08/2006. Il progetto prevedeva fra gli obiettivi didattici la promozione di strategie di personalizzazione dei processi di apprendimento, l’apprendimento collaborativo con strumenti Open Source, il favorire tra i docenti l’interscambio di esperienze didattiche e informazioni; prevedeva inoltre di favorire tra gli alunni la condivisione delle esperienze didattiche, di favorire la sinergia e gli scambi di esperienze tra i docenti e gli alunni,  di permettere la partecipazione del corpo docente alla condivisione delle risorse didattiche, di permettere l’apprendimento a distanza e la partecipazione ai corsi di formazione con strumenti innovativi,  e la partecipazione delle famiglie ai processi d’apprendimento tramite l’accesso alle esperienze formative della scuola.

Fra gli obiettivi tecnici del progetto troviamo l’utilizzo di strumenti Open Source in un ambito aperto, aggiornato e stabile, e la creazione, secondo le indicazioni dell’osservatorio tecnologico italiano, di una rete sicura e aperta dove possano accedere tutte le sedi dei plessi; altri obiettivi riguardavano l’aderenza alle direttive Europee e nazionali in ambito didattico e la formazione dei docenti.

Ottenuto il finanziamento regionale richiesto, è stato allestito il laboratorio informatico ed è iniziata l’attività di formazione. Da principio, la formazione era rivolta al personale docente, formatori e Ata e poi è stata via via estesa ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, alla cittadinanza, ai lavoratori e persone in cerca di occupazione, ed infine agli studenti. I primi corsi di formazione attivati si suddividevano fra corsi base ed avanzati e corsi per insegnanti sull’ambiente Linux. Con l’estensione del bacino d’utenza del laboratorio informatico e dei corsi di formazione, nel novembre 2009 è stato possibile accreditare la Direzione Didattica presso AICA per poter effettuare gli esami di certificazione ECDL presso il laboratorio.  Da questa data, l’offerta formativa si sta ampliando oltre i moduli dell’ECDL Core verso altre certificazioni come E-Citizen per gli anziani, ECDL Advanced, ECDL Health, EQDL, EUCIP core e IT-Administrator per rafforzare le competenze dei professionisti informatici della zona.

Presso la Direzione Didattica di Valdobbiadene, dall’inizio dell’attività formativa, sono stati organizzati 25 corsi, di cui 9 di tipo ECDL Start (comprendenti solo 4 dei 7 moduli dell’ECDL), 9 di tipo ECDL Full (su tutti e 7 i moduli ECDL), 4 corsi sull’uso dell’ambiente Linux dal lato client e 3 corsi rivolti a persone con almeno 65 anni per l’acquisizione di concetti di informatica di base (gestione documenti, internet e posta elettronica). Ciascun corso ha visto una partecipazione che variava da 10 a 18 persone, per un totale di circa 300 corsisti [4]. Presso la Direzione Didattica di Valdobbiadene, da inizio 2010 si sono già svolti 511 esami per la certificazione ECDL suddivisi in 18 sessioni.

La scuola media del territorio “E. Reatto” è sede del CTP (Centro Territoriale Permanente) e realizza da molti anni corsi di lingua per adulti. In seguito all’ammodernamento dell’aula informatica, nel 2008 si è accreditata presso AICA per effettuare gli esami di certificazione ECDL. Dal 2008 ha quindi ampliato l’offerta formativa con corsi di informatica di base ed ECDL Core rivolti al personale docente e Ata ed ai cittadini. Ad oggi si sta lavorando per poter offrire corsi di formazione ECDL anche agli studenti della scuola secondaria di Primo grado. Dal 2009 sono stati svolti globalmente 144 esami in 7 sessioni.

Alla rete delle scuole del Comune di Valdobbiadene, si aggiunge l’istituto I.S.I.S.S. “Giuseppe Verdi” di Valdobbiadene che si sta accreditando presso AICA per svolgere esami ECDL Core con l’obiettivo di certificare gli studenti della scuola secondaria di secondo grado. L’istituto Verdi è Liceo Scientifico, Liceo Linguistico, Istituto Tecnico Settore Tecnologico con indirizzi Meccanica, Meccatronica ed Energia, Settore Economico con indirizzo Turistico, ed è frequentato da circa 550 studenti. L’istituto si era già accreditato in precedenza per l’erogazione della certificazione ECDL CAD.

A Valdobbiadene si è pertanto costituita una rete di tre Test Center accreditati ad AICA per l’erogazione degli esami ECDL. Attraverso gli esaminatori accreditati ed i formatori qualificati, formati anche attraverso i corsi in precedenza citati, l’Amministrazione comunale e le tre scuole in rete del territorio di Valdobbiadene, sono in grado di generare valore e competenze informatiche all’intero territorio.

Ai corsi tenuti dalla Direzione Didattica e dalla scuola media “E. Reatto” hanno partecipato 44 dipendenti del Comune di Valdobbiadene e alcuni dipendenti dei Comuni limitrofi di Cornuda, Vidor e Segusino [5] che si sono certificati ECDL. Infatti dalla fine 2009 all’estate 2010 si sono organizzati tre corsi di formazione per dipendenti degli Enti Locali dei quali uno supportato da AICA e SDA Bocconi per misurare sperimentalmente i costi dell’ignoranza informatica nella Pubblica amministrazione ed i possibili risparmi attraverso la migliore competenza e produttività del personale formato su ECDL.

A seguito dei corsi di formazione, ai dipendenti che vi hanno partecipato è stato sottoposto un questionario per valutare la soddisfazione degli stessi rispetto al corso di formazione ECDL. Dalle risposte ottenute emerge che circa l’82% degli intervistati ritiene che il corso di formazione abbia permesso di raggiungere una maggiore padronanza e produttività, intesa come risparmio di tempo, nell’uso degli strumenti informatici. Circa il 71% ritiene che grazie alla formazione ha potuto ottenere una maggiore qualità dei documenti prodotti e delle pratiche sul lavoro. Il 64,71% afferma che la formazione ha permesso di aiutare i colleghi nelle problematiche riguardanti l’effettuazione di pratiche e documenti informatici. Inoltre, il 61,11% ha riscontrato una riduzione della necessità di richiedere assistenza da parte dei tecnici informatici. Il 100% degli intervistati ritiene utile la certificazione ECDL e valuta positivamente l’iniziativa dell’Amministrazione comunale di aver dato l’opportunità di seguire il corso ai dipendenti.

Molti, circa il 65%, hanno suggerito ad altre persone di ottenere la certificazione mentre il 64% farebbero corsi per la certificazione Advanced.

Il Grafico 1 mostra i valori percentuali delle risposte ad alcuni quesiti dell’intervista.

Grafico 1: Percentuale delle risposte affermative ad alcuni quesiti dell’intervista ai dipendenti comunali che hanno partecipato ai corsi di formazione.

Ringraziamenti

Bernardino Zambon,  Sindaco del Comune di Valdobbiadene
Michele Cesco, Professionista informatico ed Esaminatore rete scuole di Valdobbiadene
Giuseppe Nobile, Responsabile ECDL ITI Malignani di Udine
Alessandro Parisi, per la collaborazione

Note
1. Fonte: rapporto ISTAT 2009.
2. L’uso degli strumenti digitali nella PA porta ad una eliminazione di costi superflui, ad esempio per ciascun certificato cartaceo prodotto si è stimato un costo per cittadino pari a 13,5 euro risparmiabile utilizzando la trasmissione informatica dei documenti, mentre la gestione di un messaggio di posta fisico ha una costo stimato di 18 euro risparmiabile se sostituito da un messaggio di posta elettronica.
3. Dei quali 4 operai.
4. Insegnanti, personale amministrativo scolastico, dipendenti comunali, cittadini e anziani, lavoratori e studenti.
5. Il Comune di Segusino ha 2024 abitanti e 9 dipendenti. Il Comune di Vidor ha 3796 abitanti e 14 dipendenti. Il Comune di Cornuda ha 6183 abitanti e 32 dipendenti.

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Il costo dell’impreparazione informatica nella PA locale

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Il costo dell’impreparazione informatica nella PA locale

Posted on 18 maggio 2011 by Pierfranco Ravotto

Si è svolto a Milano, il 17 Maggio 2011, il Convegno – organizzato da AICA e SDA BOCCONI con la collaborazione della Regione Lombardia – sul tema Il Costo dell’Impreparazione Informatica nella Pubblica Amministrazione Locale e le sfide dell’Agenda Digitale” (Palazzo Pirelli, Auditorium G. Gaber).

Introdotto dall’Assessore regionale alla semplificazione e alla digitalizzazione, Carlo Maccari, dal Direttore di AICA Giulio Occhini e dal Direttore Generale DigitPA, Giorgio De Rita, Pier Franco Camussone, della School of management, SDA Bocconi, ha presentato i risultati della nuova indagine sul costo dell’Ignoranza Informatica. Oggetto dell’ultima indagine è stata la Pubblica Amministrazione locale. Negli anni precedenti erano stati affrontati: Il costo dell’ignoranza nella società dell’informazione (2003), Il costo dell’ignoranza informatica nella sanità (2004), nel settore bancario (2006) e nella Pubblica amministrazione centrale (2008) (vedi http://www.aicanet.it/attivita/progetti-e-ricerche/il-costo-dell-ignoranza-informatica).

Quest’anno la ricerca – ha detto il prof Camussone – ha riguardato la Pubblica Amministrazione locale, costituita da quasi 600.000 dipendenti. La maggior parte di essi, per il 69% del proprio tempo lavorativo è davanti a un computer. Non si tratta, al contrario di quanto ci si poteva aspettare di attività ripetitive ma di una varietà di impieghi che richiedono l’uso della posta elettronica, di Internet, di un word processor, di un foglio elettronico e di applicazioni specifiche.

L’indagine indica in 47 minuti alla settimana a testa il tempo “perso” per problemi relativi al computer (o alla rete). Il costo annuale di tale improduttività è stato calcolato a circa e 1.000 per dipendente. Un terzo del tempo perso è attribuibile all’ignoranza dell’utente (o, viceversa, al suo prestare assistenza ad un collega “ignorante”) gli altri due terzi, a detta degli utenti, sono da attribuire a mal funzionamentid del sistema. La ricerca ha valutato che il costo dell’ignoranza dell’utente costi alla Pubblica Amministrazione Locale costa oltre 205 milioni di euro all’anno.

Ha fatto parte della ricerca anche una sperimentazione degli effetti della formazione agli utenti (ECDL) ed ha dimostrato che una formazione adeguata migliorerebbe la produttività del 12%.

Il costo della formazione verrebbe dunque ampiamente ripagato in termini di risparmi e di aumento della produttività.

Ma non si può ragionare solo sulla formazione degli utenti. Se è vero che i due terzi del tempo “perso” dipende da malfunzionamenti del sistema, questo rimanda alla formazione degli specialisti!

Dopo Camussone sono intervenuti in una prima tavola rotonda: Antonio Samaritani, Regione Lombardia, Sergio Bettotti, Provincia Autonoma di Trento, Giorgio Rapari, Confcommercio- Assintel, Antonio Cantatore, Comune di Bari e Antonio Piva, Università di Udine.

Una seconda tavola rotonda è stata dedicata al tema “Gli enti locali per il superamento del divario digitale”, coordinata da Alessandro Colombo di Eupolis Lombardia, cui hanno preso parte:

Lucia Pasetti, Vice Presidente CISIS, con un intervento su Il rapporto sull’innovazione nell’Italia delle Regioni, Fulvia Sala, Responsabile Ricerca e Progetti AICA, con l’intervento Il valore aggiunto della alfabetizzazione dei cittadini, Agostina Betta, Direz. Gen. Organizzazione Personale Emilia Romagna, e Elvio Tasso, Direzione Sistemi Informativi Regione Veneto.

Ha concluso i lavori il dott. Giulio Occhini.

 

I risultati della ricerca sono raccolti nel volume "L’ignoranza Informatica. Il Costo nella pubblica Amministrazione Locale", Autori Pier Franco Camussone, Fulvia Sala, Paola Bielli (Editore Egea). Il volume è in vendita on-line sul sito web dell’editore.

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Ravenna 29 Aprile – Convegno “Il Valore delle Competenze Informatiche e delle Certificazioni, nella scuola e nel mondo del lavoro”.

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Ravenna 29 Aprile – Convegno “Il Valore delle Competenze Informatiche e delle Certificazioni, nella scuola e nel mondo del lavoro”.

Posted on 02 maggio 2011 by Redazione Bricks

Convegno "Il valore delle competenze informatiche e delle certificazioni, nella scuola e nel mondo del lavoro"

di Carlo Tiberti (AICA)

Grande partecipazione al convegno: “Il Valore delle Competenze Informatiche e delle Certificazioni, nella scuola e nel mondo del lavoro”, organizzato dall’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna in collaborazione con AICA in data 29 Aprile a Ravenna, presso la Sala Cavalcoli della Camera di Commercio. Il convegno, è stato l’occasione per divulgare nuovamente l’importanza delle competenze digitali sia nella scuola che nel mondo del lavoro e, parallelamente, soffermare l’attenzione sul valore aggiunto che le certificazioni ICT possono apportare. 

 

La giornata è stata organizzata a seguito del Protocollo d’Intesa, firmato tra AICA e USR Emilia Romagna, che mira a promuovere progetti finalizzati al conseguimento di certificazioni informatiche ed iniziative che stimolino l’interesse degli studenti verso la Scienza dell’Informazione e le Tecnologie Informatiche. Sono state invitate tutte le scuole medie e superiori della Regione che hanno partecipato, tenuto conto anche della data poco favorevole (un venerdì compreso tra le vacanze Pasquali ed il Primo Maggio), in maniera abbastanza massiccia. Le scuole hanno testimoniato la loro attività di certificazione di quasi tutti gli studenti attraverso opportuni corsi, la costituzione di reti di scuole per questo scopo e l’inserimento nei curricula scolastici dell’ECDL, anche alla luce delle recente Riforma. Si è parlato inoltre dei vantaggi derivanti per il mondo del lavoro e per le aziende dall’assunzione di personale in possesso di competenze informatiche certificate. A tale proposito molto interessanti sono stati gli interventi del Segretario Generale della Camera di Commercio di Ravenna e dell’Azienda ITWAY, una delle maggiori realtà informatiche del territorio.

La giornata è stata anche l’occasione per presentare AULAZEROUNO, la nuova piattaforma di e-learning basata sul syllabus ECDL Core, che AICA (unitamente a SkillonLine) propone ai docenti, al personale ATA delle scuole ed agli studenti per facilitare l’insegnamento e l’apprendimento delle competenze informatiche alla base della certificazione ECDL Core.

La locandina della giornata, e le relative presentazioni, sono disponibili al seguente link: http://www.aicanet.it/eventicontestuali/2011/subscribableevent.2011-04-14.8586589469

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La formazione e la certificazione informatica nelle Scuole Secondarie di secondo grado in un’indagine del 2010

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La formazione e la certificazione informatica nelle Scuole Secondarie di secondo grado in un’indagine del 2010

Posted on 01 marzo 2011 by Redazione Bricks

 

di Cristiana Alfonsi1, Elena Breno1, Mariacarla Calzarossa3,4, Paolo Ciancarini4,5, Marta Genoviè6,7, Luisa Mich4,8, Fulvia Sala6, Nello Scarabottolo4,9 
1Fondazione CRUI, 2Fondazione CRUI, 3Università di Pavia, 4CINI, 5Università di Bologna, 6AICA, 7MIUR, 8Università di Trento, 9Università di Milano


 PDF

Questo articolo presenta i risultati della seconda rilevazione condotta dall’Osservatorio su Formazione e Certificazione Informatica sulla diffusione delle attività di formazione e certificazione informatica nelle Scuole Secondarie di secondo grado di otto Regioni italiane, relativamente all’anno scolastico 2008-2009.
 

1. Introduzione

L’Osservatorio su Formazione e Certificazione Informatica è stato istituito nel 2001 da un accordo tra AICA, Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica (CINI) e Fondazione della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) con l’obiettivo di monitorare la diffusione della cultura informatica nelle istituzioni scolastiche. Sino al 2007 le rilevazioni dell’Osservatorio hanno riguardato la diffusione delle certificazioni informatiche nel mondo universitario.
A partire dal 2008 l’Osservatorio ha ampliato il suo campo d’azione prendendo in esame anche le attività svolte presso le Scuole Secondarie di secondo grado. In quest’ambito, sono state condotte sino a oggi due indagini grazie al contributo dei Dirigenti scolastici delle Scuole stesse: la prima – relativa all’anno scolastico 2006-2007 – aveva coinvolto 500 Scuole di tre Regioni (Lazio, Lombardia e Puglia); la seconda – condotta nel 2010 e relativa all’anno scolastico 2008-2009 – ha voluto ampliare la visione della situazione nazionale rivolgendosi alle Scuole di otto Regioni, le tre già coinvolte cui sono state aggiunte Marche, Molise, Sicilia, Umbria e Veneto.
Come la prima, anche la seconda indagine si è focalizzata sulle classi del triennio, presso cui vengono svolte di norma le attività di formazione e di certificazione informatica. In particolare, si sono presi in esame aspetti generali relativi alla diffusione di insegnamenti riguardanti le discipline informatiche, unitamente ad aspetti specifici legati alla loro realizzazione.
La rilevazione è stata condotta con l’utilizzo della posta elettronica per tutti i contatti con i Dirigenti scolastici e del Web per l’erogazione on-line di un questionario realizzato ad hoc dall’Osservatorio.
Questo articolo riassume gli aspetti salienti emersi dalla seconda indagine. L’articolo ha la seguente struttura: prima viene descritto l’ambito geografico e scolastico dell’indagine, poi viene presentata la situazione delle Scuole che vi hanno partecipato in termini di dotazioni informatiche e di personale di supporto, quindi si propone una sintesi su come viene insegnata l’informatica nelle Scuole e su come le Scuole hanno affrontato il tema della certificazione.
 

2. Scuole raggiunte dall’indagine relativa all’anno scolastico 2008/2009

L’indagine qui riassunta ha contattato 2.776 Scuole Secondarie di secondo grado di Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria e Veneto, pari a poco più della metà delle Scuole presenti su tutto il territorio nazionale (5.223). Delle Scuole contattate, 1.220 hanno risposto, consentendo all’indagine di raggiungere un tasso di adesione pari a circa il 44%, decisamente superiore al 33% che si era raggiunto nella prima indagine.
La tipologia delle Scuole che hanno aderito all’indagine è presentata in Tabella 1. La Figura 1 mostra la distribuzione per Regione dei 356.172 studenti iscritti a una classe del triennio nelle Scuole che hanno aderito, mentre la Figura 2 evidenzia come tali studenti sono ripartiti fra le diverse tipologie di Scuole: come si può vedere, c’è una netta prevalenza di studenti di Istituti tecnici (circa 127.000, pari ad oltre un terzo del totale) e di studenti di Licei scientifici (circa 85.000, pari a circa un quarto del totale). La prevalenza di studenti di Istituti tecnici si riscontra in tutte le Regioni, tranne che nel Lazio, dove il numero di studenti di Licei scientifici (pari a circa 15.500) supera il numero di studenti di tutte le altre tipologie di Scuola.

 

Tabella 1 – Distribuzione delle Scuole che hanno aderito all’indagine in funzione di tipologia di Scuola e Regione.
 

Figura 1 – Distribuzione degli studenti del triennio per Regione

 

Figura 2 – Distribuzione degli studenti per tipologia di Scuola

3. Dotazione di postazioni informatiche

Il 96% circa delle Scuole che hanno partecipato all’indagine ha dichiarato di avere a disposizione Personal Computer per le attività didattiche: sono state censite 78.427 postazioni di lavoro, distribuite per circa tre quarti nelle Scuole di quattro Regioni – Lombardia, Puglia, Sicilia e Veneto. In particolare, oltre un quarto sono presso le Scuole della Lombardia e la rimanente metà è distribuita in maniera pressoché paritaria presso le Scuole delle altre tre Regioni (con una percentuale intorno al 16% per ciascuna Regione). 
Complessivamente, ogni Scuola dispone in media di una postazione ogni 4,5 studenti (erano 5,2 per l’indagine precedente). Per le Scuole del Lazio si ha invece una postazione ogni 5,6 studenti, mentre più favorevole è la situazione per le Scuole delle Marche dove è presente una postazione ogni 3,5 studenti. Ovviamente la situazione di ciascuna Scuola è molto diversificata: vi sono Scuole in cui un PC è condiviso tra 35 studenti, come pure Scuole in cui ogni studente ha a disposizione un PC.
Dal dettaglio a livello regionale e per tipologia di Scuola (Tabella 2) si conferma quanto rilevato nell’indagine precedente: più della metà delle postazioni di lavoro (53,4%) si trova presso Istituti tecnici, che rappresentano circa un terzo del campione e presentano una media di quasi 100 postazioni di lavoro per Scuola.
 
Tabella 2 – Diffusione delle postazioni informatiche in funzione di tipologia di Scuola e Regione.
Tabella 2 – Diffusione delle postazioni informatiche in funzione di tipologia di Scuola e Regione.
 
Nella seconda indagine si sono anche indagate le materie che facevano uso delle postazioni informatiche a supporto delle attività didattiche tradizionali. In particolare, nel questionario si forniva la possibilità di selezionare alcune materie predefinite (Informatica, Lingue straniere, Scienze, Matematica, Fisica e Disegno) e di specificarne altre non comprese nel precedente elenco. I risultati mostrano che i PC sono utilizzati nell’insegnamento di molte discipline. Infatti, circa tre quarti delle Scuole seleziona quattro o più opzioni diverse. Molto limitato (poco meno del 7%) è il numero di Scuole che non seleziona alcuna opzione: in alcuni casi ciò avviene proprio per mancanza di postazioni informatiche.

Da un’analisi più dettagliata delle opzioni selezionate (Figura 3) emerge che un numero molto elevato di Scuole si avvale di postazioni di lavoro informatiche per l’insegnamento della Matematica (996 Scuole pari a circa l’82%) e delle Lingue Straniere (926 Scuole pari a circa il 76%). Inoltre, come auspicabile, è anche elevato il numero di Scuole – poco meno di tre quarti delle Scuole – che insegna l’informatica usando i PC. Si sottolinea che, come sarà precisato più avanti, l’offerta di formazione informatica è prevista in poco meno di due terzi delle Scuole che hanno aderito all’indagine. Più limitato, anche se comunque abbastanza diffuso (in poco meno della metà delle Scuole) è l’uso dei PC per il Disegno. 

 

Figura 3 – Materie che si avvalgono di postazioni di lavoro informatiche a supporto delle attività didattiche.

4. Le Scuole e il Personale Tecnico

Nelle Scuole che dichiarano di utilizzare PC a scopi didattici, sono state censite 4.160 unità di Personale Tecnico a tempo pieno o parziale addetto ai laboratori informatici (Insegnanti Tecnico Pratici, Assistenti, Personale non qualificato) con una media di 3,6 unità per Scuola. L’indagine ha mostrato che circa il 62% delle Scuole ha a disposizione da una a tre unità di Personale (Figura 4).

 

Figura 4 – Presenza di Personale Tecnico informatico nelle Scuole.

Da rilevare come circa un quarto del Personale sia nelle Scuole della Lombardia, con una media per Scuola pari a 3,4 unità, cioè leggermente inferiore alla media calcolata su tutte le Regioni che hanno aderito all’indagine.

L’analisi per tipologia di Scuola ha invece evidenziato numeri più elevati per gli Istituti tecnici (in media 5,6 unità di Personale per Scuola) e per gli Istituti professionali (in media 3,3 unità di Personale per Scuola) e valori molto più bassi per tutte le altre tipologie di Scuole – in media meno di 2 unità di Personale per Scuola. Si è inoltre rilevata la presenza di 22 Scuole – in prevalenza Istituti Tecnici Industriali – con 20 o più unità di Personale.

Confrontando poi la numerosità delle postazioni informatiche con quella del Personale addetto, si può osservare come complessivamente ogni Tecnico abbia in media in carico circa 19 postazioni (erano 15 nell’indagine precedente), anche se si è rilevata una certa variabilità tra le Scuole delle varie Regioni che hanno aderito all’indagine. Occorre infine sottolineare come 57 Scuole, pur essendo dotate di postazioni informatiche talvolta anche numerose, non dispongano di alcuna unità di Personale Tecnico. È possibile ipotizzare che tale carenza venga sopperita dal Personale Docente interno alla Scuola che appare dalla nostra indagine molto attivo e interessato al buon funzionamento delle risorse informatiche.

5. Le Scuole e la formazione informatica

Come per la passata edizione, l’indagine si è focalizzata sulle attività di formazione e certificazione informatica rivolte a studenti del triennio, facendo in questo caso riferimento all’anno scolastico 2008-2009.Dall’indagine è emerso che poco meno di due terzi (63,8%) delle Scuole svolge attività di formazione e certificazione informatica. È inoltre interessante osservare (Figura 5) che circa il 10% delle Scuole, pur non offrendo formazione e certificazione informatica nell’anno scolastico 2008-2009, abbia espresso l’intenzione di introdurle.

Figura 5 – Distribuzione delle Scuole rispetto alle attività di formazione e/o certificazione informatica.

5.1 Le Scuole che non svolgono attività di formazione informatica

 

Delle 1.220 Scuole che hanno partecipato all’indagine, 298 hanno dichiarato di non aver realizzato attività di formazione e/o certificazione informatica per le classi del triennio, e 126 di non averlo ancora fatto ma di averne l’intenzione, per un totale di 424 Scuole. Si tratta in prevalenza di Istituti professionali.

Alla richiesta di quali fossero le principali motivazioni emerge purtroppo l’indicazione relativa alla mancanza di fondi per attività extra-curricolari (227 Scuole, più del 50% delle Scuole che non hanno svolto attività) seguita dall’indicazione della mancanza di Personale Tecnico adeguato o sufficiente (quasi un terzo delle Scuole). Si sottolinea che ogni Scuola poteva selezionare una o più motivazioni.

Le strutture informatiche sono invece un problema meno rilevante: solo 57 Scuole (il 13,4% del totale) indica la loro assenza o inadeguatezza tra i motivi per le mancate attività di formazione e/o certificazione informatica per le classi del triennio.

Molto significativo il fatto che la terza motivazione addotta (da quasi un quarto delle Scuole) sia legata alle preferenze degli studenti verso altri tipi di attività extra-curricolari (ad esempio, corsi di sport, corsi per il conseguimento di certificazioni linguistiche o per il conseguimento della patente di guida dei ciclomotori, stage). Tra le altre motivazioni emergono alcune situazioni contingenti (per es., la mancanza di classi di triennio) o organizzative (per es., la mancanza di ore da dedicare alle attività informatiche).

 

5.2 Le Scuole che svolgono attività di formazione informatica

Riguardo alle 743 Scuole che dichiarano di aver svolto nell’anno scolastico 2008-2009 attività di formazione e/o certificazione informatica per le classi del triennio, si sono indagate inizialmente le modalità di inserimento delle discipline informatiche nell’ambito dell’offerta formativa proposta, con riferimento alla seguente classificazione:

  • insegnamento curricolare, cioè obbligatorio in quanto previsto dall’ordinamento dell’indirizzo, come nel caso dell’indirizzo per Periti informatici negli Istituti Tecnici Industriali e dell’indirizzo per Ragionieri programmatori negli Istituti Tecnici Commerciali;

  • insegnamento curricolare aggiuntivo per tutti gli studenti di una data classe, cioè obbligatorio perché deliberato dalla singola Istituzione scolastica nell’ambito della propria autonomia;

  • insegnamento aggiuntivo e facoltativo all’interno di un’offerta formativa gratuita per gli studenti del triennio;

  • attività extra-curricolare all’interno di un’offerta formativa a carico degli studenti del triennio.

La Figura 6 mostra come la modalità di inquadramento delle discipline informatiche di gran lunga prevalente sia – a conferma di quanto emerso nell’indagine precedente – nell’ambito degli insegnamenti curricolari del triennio (presso 441 Scuole, pari al 59,4% delle Scuole che dichiarano di aver svolto attività di formazione informatica).

 

Figura 6 – Diffusione delle modalità di inquadramento delle discipline informatiche all’interno dei corsi di ordinamento del triennio.

 

Rispetto all’indagine precedente, assume maggiore rilevanza l’inquadramento come insegnamento aggiuntivo e facoltativo all’interno di un’offerta formativa gratuita per gli studenti (presso 274 Scuole, pari al 36,9%, contro il precedente 34%) mentre risulta meno diffuso l’inquadramento come attività extra-curricolare all’interno di un’offerta formativa a carico degli studenti (presso 173 Scuole, pari al 23,3%, contro il precedente 30,6%). La presenza delle discipline informatiche come insegnamento curricolare aggiuntivo per tutti gli studenti delle classi del triennio si conferma la scelta meno diffusa, praticata da 111 Scuole, pari al 14,9% (analogo al precedente 15,8%).

Occorre ricordare che ogni Scuola può prevedere anche più forme diverse per l’inserimento delle discipline informatiche nella propria offerta formativa. A questo riguardo, la Figura 7 permette di osservare come quasi la metà delle Scuole (357) preveda un’unica modalità di inquadramento delle discipline informatiche, mentre il 30,4% adotta due modalità, meno dell’8% ne prevede tre e solo 4 Scuole prevedono tutte le modalità di inquadramento. Inoltre, l’indagine ha evidenziato la presenza di 98 Scuole (pari al 13,2%) senza insegnamenti delle discipline informatiche. Di queste Scuole, alcune dichiarano che le discipline informatiche sono integrate in altri insegnamenti curricolari (solitamente matematica o fisica), altre che l’informatica è insegnata solo nelle classi del biennio, altre ancora che l’informatica è parte di un’area di formazione sperimentale non obbligatoria, altre infine dichiarano di non aver offerto insegnamenti di informatica nell’anno scolastico 2008-2009 a causa di situazioni contingenti (spesso di tipo logistico o organizzativo).

Figura 7 – Distribuzione delle Scuole per numero di modalità di inquadramento delle discipline informatiche.

 

La distribuzione delle scelte operate dalle Scuole conferma quanto emerso dall’indagine precedente, a parte una diminuzione del peso percentuale delle Scuole che non prevedono alcun tipo di insegnamento (erano quasi il 20% nell’indagine precedente).

Insegnamento curricolare dell’Informatica

Riguardo alla prima modalità di inquadramento delle discipline informatiche (cioè come insegnamento curricolare) si è rilevato che tale modalità è offerta presso circa il 51% delle classi (3.876 classi su 7.630).

Dal confronto del livello di penetrazione all’interno dei diversi tipi di Scuola, i Licei, con circa il 46% di classi coinvolte, si confermano il tipo di Scuola con il minor livello di diffusione (erano il 51% nella precedente indagine), mentre Istituti professionali e tecnici si attestano su valori vicini al 60%.

Insegnamento curricolare aggiuntivo dell’Informatica per tutti gli studenti delle classi del triennio

Passando alla seconda modalità di inquadramento delle discipline informatiche (cioè come insegnamento curricolare aggiuntivo per tutti gli studenti delle classi del triennio) si può notare che nelle 111 Scuole che la prevedono, è presente in poco meno di metà delle classi (823 classi su un totale di 1.698). A livello regionale, si sono rilevate notevoli differenze: si va da circa il 39% delle Scuole del Veneto a più dell’80% delle Scuole della Sicilia, confermando una situazione già emersa nella precedente indagine: le Regioni del Sud mostrano percentuali decisamente superiori rispetto a quelle del Nord.

Tra le Scuole che prevedono le discipline informatiche come insegnamento curricolare aggiuntivo, le percentuali di coinvolgimento delle classi variano dal 31% circa dei Licei al 71% degli Istituti d’arte. Gli Istituti professionali e gli Istituti tecnici ne coinvolgono poco meno del 60% ciascuno.

Infine, l’offerta di insegnamenti curricolari aggiuntivi non sembra essere legata alla dotazione di attrezzature informatiche: le percentuali di classi coinvolte variano infatti in modo sensibile e non appaiono correlate al livello di condivisione dei PC tra gli studenti.

Insegnamento aggiuntivo e facoltativo all’interno di un’offerta formativa gratuita

Per la terza modalità di inquadramento delle discipline informatiche (come insegnamento aggiuntivo e facoltativo all’interno di un’offerta formativa gratuita) il confronto quantitativo non è stato condotto sul numero delle classi ma sul numero degli studenti coinvolti (15.321 in totale), mettendo in relazione questo valore con il numero totale degli studenti delle Scuole che prevedono questa modalità (90.255 studenti). Si può quindi notare come meno di un sesto degli studenti sia coinvolto in questo tipo di insegnamento (in calo rispetto alla rilevazione precedente, dove tale percentuale era sia pure di poco superiore al 20%).

Un confronto a livello regionale evidenzia come sia particolarmente elevata la quota di studenti coinvolti nelle Scuole del Molise (più del 50% degli studenti).

Negli Istituti professionali che prevedono questa modalità di inquadramento, ne usufruisce quasi un terzo degli studenti, rispetto a poco più di un sesto di studenti degli Istituti tecnici e a circa il 12% di studenti dei Licei.

Non si è rilevata alcuna correlazione significativa tra numero di studenti coinvolti in queste attività e le attrezzature informatiche dell’Istituto.

Per quanto riguarda i crediti scolastici, sono stati assegnati a 14.243 studenti su 15.321 che hanno partecipato a questo tipo di corsi (più del 92%) da parte di 244 Scuole delle 274 che avevano proposto questo tipo di formazione (l’89%).

In relazione agli argomenti trattati, si è rilevato come la scelta più diffusa sia stata l’utilizzo dei pacchetti applicativi di informatica individuale (es. elaborazione di testi, fogli elettronici) affrontato dall’83,9% delle Scuole che propongono questo tipo di formazione, seguito dall’utilizzo degli strumenti di navigazione in rete e di gestione della posta elettronica (69,3%) e dalle tematiche relative ai fondamenti dell’informatica. Fanalino di coda, come spesso avviene, l’insegnamento dell’architettura del calcolatore, affrontata dal 16% circa delle Scuole. Tra gli altri argomenti affrontati, si segnalano lo studio del CAD, delle reti di calcolatori e dei sistemi operativi, come pure approfondimenti mirati al conseguimento della certificazione ECDL.

Diverso il quadro riguardante il numero medio di ore dedicato a ciascun argomento: in questo caso, le maggiori complessità si riscontrano nell’apprendimento dei linguaggi e delle tecniche di programmazione, a cui sono dedicate in media poco più di 50 ore, seguito dall’apprendimento dei pacchetti applicativi di informatica individuale (quasi 40 ore) mentre i tempi dedicati alle altre tematiche sono abbastanza omogenei (intorno alle 20 ore).

L’analisi per tipologia di Scuola – riportata in Tabella 3 – mostra alcune fluttuazioni nelle scelte: i Licei, ad esempio, sembra effettuino una preparazione particolarmente approfondita nell’utilizzo dei pacchetti applicativi a differenza di quanto emerso dall’indagine precedente in cui il tempo maggiore era dedicato ai linguaggi di programmazione.

 

Tabella 3 – Numero medio di ore dedicate ai vari argomenti previsti negli insegnamenti di informatica aggiuntivi e facoltativi gratuiti in funzione della tipologia di Scuola.

 

Attività extra-curricolare all’interno di un’offerta formativa a pagamento

I risultati dell’analisi dell’ultima modalità di inquadramento delle discipline informatiche (come attività extra-curricolare all’interno di un’offerta formativa a carico degli studenti) evidenziano che di queste attività hanno usufruito 8.189 studenti di 173 Scuole diverse. Si osserva che a queste Scuole sono iscritti 61.326 studenti di triennio. Di conseguenza, gli studenti coinvolti da queste attività extra-curricolari di informatica rappresentano poco più del 13%.

A livello regionale, si segnala un buon livello di coinvolgimento degli studenti delle Scuole pugliesi (pari a più del 19% degli studenti), mentre molto minore risulta quello delle Scuole del Veneto (meno del 10%).

Elevata è anche la percentuale di studenti degli Istituti professionali che partecipano a questo tipo di formazione (più del 45%), mentre tutti gli altri tipi di Scuola si attestano su percentuali vicine al 10%.

Per quanto riguarda i crediti scolastici, ne sono stati assegnati a 7.924 studenti sugli 8.189 che hanno partecipato a questi corsi (quasi il 97%) da parte di 163 Scuole (delle 173 che propongono questo tipo di formazione).

Quanto agli argomenti trattati, la scelta più diffusa ha riguardato anche in questo caso l’utilizzo dei pacchetti applicativi di informatica individuale affrontati dal 57,3% delle Scuole che offrono questo tipo di formazione, seguiti dall’utilizzo degli strumenti di navigazione in rete e di gestione della posta elettronica (48,5%) e dalle tematiche relative ai fondamenti dell’informatica. Molto basse sono le percentuali relative all’insegnamento dell’architettura del calcolatore e della programmazione e trascurabile la presenza di altri argomenti.

Quanto al numero medio di ore dedicato a ciascun argomento si è notato che le maggiori complessità sembrano riscontrarsi nell’apprendimento dei pacchetti applicativi di informatica individuale, cui sono dedicate in media quasi 30 ore, seguite dall’apprendimento dei linguaggi e delle tecniche di programmazione (poco più di 20 ore). L’analisi per tipologia di Scuola – riportata in Tabella 4 – mostra un sostanziale allineamento.

 

Tabella 4 – Numero medio di ore dedicate ai vari argomenti previsti negli insegnamenti di informatica a pagamento in funzione della tipologia di Scuola.

 

L’indagine ha preso infine in esame i costi delle attività a carico degli studenti. Si nota un’elevata variabilità fra le diverse Scuole e un valor medio di circa 100 Euro superiore a quello (73 Euro) riscontrato nella precedente indagine.

Solo 27 delle 173 Scuole che prevedono un’offerta formativa a pagamento di informatica (poco più del 15%) prevedono anche forme di agevolazione basate sul merito dello studente, e solo 26 Scuole forme di agevolazione basate sul reddito.

6. Le Scuole e la certificazione informatica

 

Un aspetto centrale considerato nell’indagine riguarda le attività di certificazione delle abilità informatiche svolte dalla Scuole. È interessante osservare come anche nell’anno 2008-2009 la maggioranza delle Scuole che hanno partecipato all’indagine (631 Scuole su 1.220, pari a circa il 52%) abbia attuato attività di certificazione informatica. Questo dato conferma quello della precedente rilevazione, che aveva riportato una percentuale analoga.

Il dettaglio a livello regionale, mostrato in Figura 8, evidenzia che la diffusione più ampia si ha nelle Scuole di Lombardia, Sicilia e Puglia, con attività di certificazione informatica presenti nella maggioranza dei casi, mentre la situazione si inverte per le Scuole del Molise (11 Scuole su 23) e soprattutto del Lazio dove le Scuole che dichiarano di non avere alcuna attività di certificazione sono ben 110 su 179.

Figura 8 – Diffusione su base regionale di attività specifiche volte a far acquisire agli studenti le certificazioni informatiche.

 

La Figura 9 mostra le diverse percentuali di diffusione delle attività di certificazione nelle otto Regioni coinvolte nell’indagine. La diffusione più ampia si ha nelle Marche e in Puglia, con il 61% delle Scuole, seguite da Veneto e Lombardia, che hanno entrambe oltre metà delle Scuole che si dichiarano coinvolte in attività di certificazione, mentre nel Lazio solo il 39% delle Scuole dichiara di svolgere attività di certificazione – un calo notevole rispetto alla precedente rilevazione, dove si era registrato un valore intorno al 50%.

Un approfondimento dell’indagine ha censito le tipologie di certificazione informatica previste dalle Scuole. Si conferma che le certificazioni di gran lunga più diffuse sono quelle della famiglia ECDL con 566 Scuole che offrono la certificazione ECDL FULL – acquisita superando tutti i sette esami previsti – e 283 Scuole quella START – acquisita superando quattro dei sette esami previsti. Si rileva anche un numero non trascurabile di Scuole, pari a 54, che offrono le certificazioni CISCO. Da notare che le Scuole che offrono un solo tipo di certificazione sono 296 (pari a circa il 47% delle Scuole con attività di certificazione), quelle che ne offrono due sono 247 (pari a circa il 39%), quelle che ne offrono tre sono 56 (pari a circa il 9%). Si sono anche censite 24 Scuole (pari al 4%) che offrono quattro o più tipi di certificazioni. Inoltre, presso due di queste Scuole gli studenti possono usufruire di ben sette tipi di certificazione e presso altre due di sei tipi. Tra le Scuole con un solo tipo di certificazione, la scelta di gran lunga più frequente è la certificazione ECDL FULL. Anche quando una Scuola offre una coppia di certificazioni, la certificazione ECDL FULL è quasi sempre presente. Tra le Scuole che dichiarano l’intenzione di avviare attività di certificazione informatica, le scelte prevalenti riguardano nell’ordine le certificazioni ECDL Advanced, Linux, CISCO e ECDL Specialised.

Figura 9 – Confronto su base regionale del livello di diffusione di attività di certificazione informatica nelle Scuole.

 

Analizzando le attività di certificazione informatica da un punto di vista quantitativo, emerge che il numero totale di certificazioni rilasciate agli studenti nell’anno scolastico 2008-2009 è pari a 23.861. Un rapporto con il numero totale di studenti è possibile solo facendo l’ipotesi che il numero di studenti con più di una certificazione sia molto limitato: l’indagine non consente infatti una rilevazione nominativa degli studenti certificati, dalla quale rilevare queste situazioni particolari. In tale ipotesi, si può affermare che si è certificato quasi l’11,3% dei 212.084 studenti iscritti ad una classe di triennio presso una delle 631 Scuole che prevedono attività di certificazione informatica. Rispetto alla precedente rilevazione – dove la percentuale di studenti certificati era pari al 7% – si è quindi registrato un notevole incremento.

Un altro aspetto rilevante esaminato dall’indagine riguarda la forma di copertura finanziaria dei costi associati alle attività di certificazione informatica. Nelle Scuole di tutte le Regioni è risultata prevalente la copertura completa dei costi da parte degli studenti. La scomposizione su base regionale delle forme di copertura finanziaria delle certificazioni informatiche mostra che le Scuole della Sicilia e della Puglia incentivano gli studenti con forme di agevolazione per merito o per reddito, mentre questo tipo di incentivo è usato molto raramente dalle Scuole della Lombardia, del Veneto, dell’Umbria e del Lazio, che invece preferiscono far pagare i costi agli studenti in modo totale o parziale. Altre forme di finanziamento sono basate su fondi provenienti da Enti esterni, quali, per esempio, le Regioni o altri Enti locali. Soprattutto la Sicilia spicca per la ricerca di queste fonti alternative di finanziamento, mentre l’Umbria lascia quasi sempre tutto l’onere a carico degli studenti.

Si è anche indagato un aspetto legato alla logistica delle attività di certificazione informatica presenti presso le Scuole, esaminando in particolare la sede degli esami di certificazione. Si è rilevato che oltre tre quarti delle Scuole (pari al 79%) ospita al suo interno le attività di certificazione. Su base regionale si osserva che le Scuole della Sicilia ricorrono più di frequente alla certificazione esterna, mentre in Lombardia, Molise e Umbria la certificazione avviene sempre o quasi sempre all’interno delle Scuole.

Si è infine indagata la presenza di Test Center ECDL tra le Scuole che offrono attività di certificazione. In sostanza, quasi tre quarti (73%) di queste Scuole ospita un Test Center; inoltre, quasi un terzo di quelle che non sono Test Center è interessato a diventarlo. In percentuale, la Sicilia è la Regione ove le Scuole più sentono il bisogno di aprire altri Test Center ECDL.

Conclusioni

Questa seconda indagine ha censito la diffusione delle attività di formazione e certificazione informatica e l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione a supporto delle attività didattiche tradizionali presso le Scuole Secondarie di secondo grado di otto Regioni. L’indagine ha permesso di ricavare un quadro di insieme molto interessante della situazione complessiva dell’informatica nelle Scuole.

Dall’analisi delle esperienze di formazione e certificazione informatica maturate nell’anno scolastico 2008-2009 da un campione di 1.220 Scuole (su 2.776 invitate a partecipare all’indagine) delle otto regioni – Marche, Molise, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Umbria, Veneto – oggetto della rilevazione, è emersa una buona tendenza di queste Scuole ad offrire e stimolare la formazione in ambito informatico degli studenti del triennio, anche se la mancanza di fondi e di Personale Tecnico adeguato spesso impediscono di realizzare quanto desiderato. Dai risultati emersi dall’indagine, risulta però che il Personale Docente interno alla Scuola è in genere molto attivo e interessato al buon funzionamento delle risorse informatiche.

La maggioranza delle Scuole che ha partecipato all’indagine dispone di una buona dotazione in termini di attrezzature informatiche e fa uso delle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione a supporto delle attività didattiche tradizionali di molte materie, organizzando anche per i propri docenti corsi specifici di formazione all’uso delle tecnologie informatiche. Significativa è la partecipazione di un gran numero di Scuole ad Olimpiadi e competizioni nazionali ed internazionali per varie discipline.

L’indagine ha anche confermato quanto emerso dall’edizione precedente circa le forti differenze di comportamento tra le varie tipologie di Scuole: gli Istituti tecnici sono solitamente caratterizzati da un’offerta più ricca di insegnamenti di informatica, solitamente collocati nell’ambito degli insegnamenti curricolari e di norma accompagnati da buone dotazioni in termini di postazioni informatiche e di Personale Tecnico di supporto.

Circa i costi delle attività a carico degli studenti, si nota un certo incremento del numero di Scuole che offrono formazione informatica come attività extra-curricolare gratuita. Molto poche sono le Scuole che a fronte di un’offerta formativa a pagamento prevedono forme di agevolazione basate sul merito dello studente o sul reddito.

Anche le attività di certificazione delle competenze dell’uso di strumenti informatici svolte dalle Scuole sono in generale caratterizzate da un buon livello di diffusione, nonostante di norma i costi ad esse associati siano a completo carico delle famiglie degli studenti. Si conferma che le certificazioni di gran lunga più diffuse sono quelle della famiglia ECDL con una netta prevalenza della certificazione ECDL FULL. Si rileva anche un numero non trascurabile di Scuole che offre certificazioni CISCO.

Alla luce dei risultati di questa seconda indagine sulle attività di formazione e certificazione informatica svolte dalle Scuole Secondarie di secondo grado, è certamente utile un’ulteriore riflessione sulla necessità di avviare un’unica strategia formativa che crei un legame più forte tra formazione scolastica e formazione universitaria. Questa strategia condivisa consentirebbe di ottimizzare gli investimenti in formazione ma principalmente di garantire ai giovani di inserirsi nel mondo del lavoro avendo acquisito le competenze e conoscenze informatiche ormai indispensabili nella società moderna.

Ringraziamenti

Un particolare ringraziamento è rivolto ai Dirigenti scolastici e ai loro Collaboratori che hanno partecipato all’indagine. Si ringraziano anche AICA, CINI e Fondazione CRUI per il costante incoraggiamento e supporto a tutte le attività dell’Osservatorio e Pietro Marzani dell’Università di Trento per il supporto statistico.

Riferimenti sito-bibliografici

Sito “Osservatorio su Formazione e Certificazione ICT nell’Università e nella Scuola”, http://osservatorio.consorzio-cini.it

Sito ECDL: http://www.ecdl.it

C. Alfonsi, E. Breno, M. Calzarossa, P. Ciancarini, M. Genoviè, L. Mich, F. Sala, N. Scarabottolo (2009) “Formazione e certificazione informatica nelle Scuole superiori”, in: A. Andronico, L. Colazzo Ed., Didamatica 2009 – Informatica per la didattica, Trento, Aprile 2009, ISBN: 978-88-8443-277-3.

C. Alfonsi, E. Breno, M. Calzarossa, P. Ciancarini, M. Genoviè, L. Mich, F. Sala, N. Scarabottolo (2008) “Un’indagine sulla formazione informatica nelle Scuole superiori di tre Regioni”. Mondo Digitale, n. 4, pp. 56-74, Dicembre 2008.

M. Calzarossa, P. Ciancarini, L. Mich, N. Scarabottolo (2009) "ICT training and certification in Italian high schools" in Informatics Education Europe IV, pp. 89-94, Novembre 2009, ISBN 978-3-00-029314-6.

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Promossa annualmente da AICA, la manifestazione si propone di fornire un quadro ampio e approfondito delle ricerche, delle innovazioni e delle esperienze nel settore dell'informatica applicata alla didattica, nei diversi domini e nei molteplici contesti di apprendimento.

Dedicata a tutta la filiera della formazione, DIDAMATICA è diventata l’appuntamento annuale di riferimento per ricercatori, docenti, insegnanti del mondo della scuola, dell’università e delle organizzazioni private e pubbliche per confrontarsi sull’evoluzione delle metodologie e delle tecniche di apprendimento a fronte della tumultuosa innovazione digitale cui stiamo assistendo.

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