
Si è svolto a Milano, il 17 Maggio 2011, il Convegno – organizzato da AICA e SDA BOCCONI con la collaborazione della Regione Lombardia – sul tema “Il Costo dell’Impreparazione Informatica nella Pubblica Amministrazione Locale e le sfide dell’Agenda Digitale” (Palazzo Pirelli, Auditorium G. Gaber).
Introdotto dall’Assessore regionale alla semplificazione e alla digitalizzazione, Carlo Maccari, dal Direttore di AICA Giulio Occhini e dal Direttore Generale DigitPA, Giorgio De Rita, Pier Franco Camussone, della School of management, SDA Bocconi, ha presentato i risultati della nuova indagine sul costo dell’Ignoranza Informatica. Oggetto dell’ultima indagine è stata la Pubblica Amministrazione locale. Negli anni precedenti erano stati affrontati: Il costo dell’ignoranza nella società dell’informazione (2003), Il costo dell’ignoranza informatica nella sanità (2004), nel settore bancario (2006) e nella Pubblica amministrazione centrale (2008) (vedi http://www.aicanet.it/attivita/progetti-e-ricerche/il-costo-dell-ignoranza-informatica).

Quest’anno la ricerca – ha detto il prof Camussone – ha riguardato la Pubblica Amministrazione locale, costituita da quasi 600.000 dipendenti. La maggior parte di essi, per il 69% del proprio tempo lavorativo è davanti a un computer. Non si tratta, al contrario di quanto ci si poteva aspettare di attività ripetitive ma di una varietà di impieghi che richiedono l’uso della posta elettronica, di Internet, di un word processor, di un foglio elettronico e di applicazioni specifiche.
L’indagine indica in 47 minuti alla settimana a testa il tempo “perso” per problemi relativi al computer (o alla rete). Il costo annuale di tale improduttività è stato calcolato a circa e 1.000 per dipendente. Un terzo del tempo perso è attribuibile all’ignoranza dell’utente (o, viceversa, al suo prestare assistenza ad un collega “ignorante”) gli altri due terzi, a detta degli utenti, sono da attribuire a mal funzionamentid del sistema. La ricerca ha valutato che il costo dell’ignoranza dell’utente costi alla Pubblica Amministrazione Locale costa oltre 205 milioni di euro all’anno.
Ha fatto parte della ricerca anche una sperimentazione degli effetti della formazione agli utenti (ECDL) ed ha dimostrato che una formazione adeguata migliorerebbe la produttività del 12%.
Il costo della formazione verrebbe dunque ampiamente ripagato in termini di risparmi e di aumento della produttività.
Ma non si può ragionare solo sulla formazione degli utenti. Se è vero che i due terzi del tempo “perso” dipende da malfunzionamenti del sistema, questo rimanda alla formazione degli specialisti!
Dopo Camussone sono intervenuti in una prima tavola rotonda: Antonio Samaritani, Regione Lombardia, Sergio Bettotti, Provincia Autonoma di Trento, Giorgio Rapari, Confcommercio- Assintel, Antonio Cantatore, Comune di Bari e Antonio Piva, Università di Udine.
Una seconda tavola rotonda è stata dedicata al tema “Gli enti locali per il superamento del divario digitale”, coordinata da Alessandro Colombo di Eupolis Lombardia, cui hanno preso parte:
Lucia Pasetti, Vice Presidente CISIS, con un intervento su Il rapporto sull’innovazione nell’Italia delle Regioni, Fulvia Sala, Responsabile Ricerca e Progetti AICA, con l’intervento Il valore aggiunto della alfabetizzazione dei cittadini, Agostina Betta, Direz. Gen. Organizzazione Personale Emilia Romagna, e Elvio Tasso, Direzione Sistemi Informativi Regione Veneto.
Ha concluso i lavori il dott. Giulio Occhini.
I risultati della ricerca sono raccolti nel volume "L’ignoranza Informatica. Il Costo nella pubblica Amministrazione Locale", Autori Pier Franco Camussone, Fulvia Sala, Paola Bielli (Editore Egea). Il volume è in vendita on-line sul sito web dell’editore.



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