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	<title>Bricks &#124; ISSN: 2239-6187</title>
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	<description>Un&#039;iniziativa AICA - SIe-L per la scuola</description>
	<lastBuildDate>Thu, 13 Jun 2013 19:51:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>ANNO N.3 – N° 2 (GIUGNO) – In questo numero</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Robocup]]></category>
		<category><![CDATA[Robotica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; di Giovanni Marcian&#242; Rete di scuole per la Robocup Jr Italia dirigente@robocupjr.it INDICE COMPLETO&#160;DEL NUMERO &#160; Robotica educativa: un metodo per la didattica laboratoriale A dieci anni di distanza mi ritrovo convinto di quello che allora &#8211; a.s. 2002/03 &#8211; pensavo: che senso ha proporre alla scuola una nuova tecnologia (la robotica) mentre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right; ">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: justify;">&nbsp;</td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" bordercolor="#333333" style="text-align: right; ">
<p style="text-align: right;"><strong><em><font size="4" color="#1c5244">di Giovanni Marcian&ograve;</font></em></strong><b style="font-family: 'Times New Roman'; text-align: -webkit-auto; font-size: medium; font-weight: normal; " id="internal-source-marker_0.014419981045648456"><span style="font-size: 16px; font-family: Calibri; background-color: transparent; font-weight: bold; font-style: italic; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap; ">            </span></b></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Rete di scuole per la Robocup Jr Italia</em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(100,105,114,105,103,101,110,116,101,64,114,111,98,111,99,117,112,106,114,46,105,116)+'?'"><strong>dirigente@robocupjr.it</strong></a></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a target="_blank" href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/01-Marcian%C3%B2.pdf"><img width="32" height="32" alt="" title="PDF" class="size-full wp-image-929 alignright" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<table width="200" border="1" cellpadding="1" cellspacing="1">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;" bgcolor="#006600">
<h3 style="text-align: center;"><strong><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?page_id=3829"><span style="color: rgb(255, 255, 255);">INDICE COMPLETO</span><span style="color: rgb(255, 255, 255);">&nbsp;DEL NUMERO</span></a></strong></h3>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h2 style="text-align: center;">&nbsp;</h2>
<h2><span style="color: rgb(51, 102, 0);">Robotica educativa: un metodo per la didattica laboratoriale</span></h2>
<p style="text-align: justify;">A dieci anni di distanza mi ritrovo convinto di quello che allora &ndash; a.s. 2002/03 &ndash; pensavo: che senso ha proporre alla scuola una nuova tecnologia (la robotica) mentre maestre e prof erano ancora l&igrave; ad arrabattarsi tra CD-ROM e mouse, tra cavi di rete e spinotti vari, lamentandosi che &ldquo;il PC si &egrave; mangiato il floppy (o il CD)!!!&rdquo; oppure chiedendo &ldquo;Ma come l&rsquo;accendo &lsquo;sto coso?&rdquo; riferendosi al PC che &ndash; dopo aver pigiato il pulsante del monitor [sic!] &ndash; non partiva? Figuriamoci alle prese con un robot, da costruire e poi programmare.<br />
L&rsquo;esperienza dal PNI a oggi &#8211; passando per PSTD, ECDL, PuntoEdu e internet, LIM e tablet &#8211; rinforza la convinzione che tecniche e tecnologie a scuola si sommano e stratificano, ma risultano sterili se non sono calate in ambienti pensati e realizzati per stimolare la motivazione e favorire l&rsquo;apprendimento attivo, secondo metodi e pedagogie fondate saldamente in una filosofia dell&rsquo;educazione aggiornata alla societ&agrave; attuale, in cui l&rsquo;apprendimento frontale, trasmissivo &egrave; sempre pi&ugrave; lontano dalle attitudini e stili di vita dei ragazzi in et&agrave; scolare.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati delle varie rilevazioni OCSE-PISA e INVALSI-SNVI stan l&igrave; a confermare che la scuola italiana stenta sempre pi&ugrave; a formare le future generazioni, TIC o non TIC. Paradossalmente Istituti scolastici &ldquo;tradizionali&rdquo; a volte producono risultati che nelle &ldquo;aule digitali&rdquo; non si realizzano. Se una abilit&agrave; importante del curricolo di matematica nella scuola primaria &egrave; rappresentata dalla padronanza delle tabelline, allora una brava maestra con il metodo &ldquo;tradizionale&rdquo; raggiunge l&rsquo;obiettivo in tempi pi&ugrave; brevi e con percentuali di successo maggiori di chi si arrabatta tra software didattici e LIM (non &egrave; questa la sede, ma chi volesse mi contatti e posso documentare).<br />
E allora, se un buon metodo didattico applicato con scienza magistrale compensa la povert&agrave; dello strumento permettendo di raggiungere l&rsquo;apprendimento, anche con le tecnologie &ndash; robotica compresa &ndash; non &egrave; dello strumento di cui dovremmo preoccuparci, ma del metodo didattico da portare nel contesto scolastico. La forza di una tecnologia sta nelle potenziate possibilit&agrave; che offre al docente di adottare metodi altrimenti onerosi al di l&agrave; della gestibilit&agrave; scolastica. Si pensi a Freinet e al suo metodo cooperativo (<a target="_blank" href="http://www.apprendimentocooperativo.it/?ida=11253">http://www.apprendimentocooperativo.it/?ida=11253</a>), con le &ldquo;tecniche&rdquo; conseguenti che oggi grazie  alle tecnologie possono essere applicate senza particolari costi n&eacute; per la dotazione n&eacute; per la gestione &hellip; stampare e tenere una corrispondenza oggi sono attivit&agrave; realizzabili a costi quasi nulli per qualunque scuola.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi dieci anni di sperimentazioni sul campo, dalle scuole dell&rsquo;Infanzia alle classi terminali di Istituti superiori, si &egrave; potuto realizzare e documentare come e quanto la Robotica &ndash; scienza di sintesi che fonde in un unico oggetto meccanica, elettronica, informatica (al minimo) &ndash; esalti al massimo il potenziale di apprendimento degli studenti di oggi, &ldquo;annoiati&rdquo; da una scuola che li vuole passivi, fermi e zitti, a assistere a lezioni frontali che nemmeno la LIM rende coinvolgenti. <br />
Gi&agrave; la televisione aveva messo in crisi il monopolio della scuola come luogo della conoscenza. E da allora si &egrave; pensata una scuola &ldquo;luogo in cui maturare competenze&rdquo;. Concetto sempre pi&ugrave; diffuso e accettato, come da ultimo si ritrova nelle &ldquo;Indicazioni&rdquo; del novembre 2012 per il I ciclo, da attuarsi dal prossimo a.s. 2013/14. Enunciati che &ndash; di nuovo &ndash; non sono adeguatamente accompagnati da &ldquo;istruzioni per l&rsquo;uso&rdquo;, dal &ldquo;come&rdquo; trasformare la scuola pensata &ndash; anche strutturalmente &ndash; per &ldquo;trasmettere conoscenze&rdquo; a un &ldquo;ambiente di apprendimento&rdquo; in cui realizzare esperienze efficaci per generare competenze negli alunni e studenti. Tant&rsquo;&egrave; che le &ldquo;Indicazioni&rdquo; sopra citate rimandano a &ldquo;nuovi libri di testo&rdquo; che saranno disponibili dall&rsquo;a.s. 2014/15 [sic!].</p>
<p style="text-align: justify;">Che una &ldquo;didattica attiva&rdquo; portata in classe permetta di &ldquo;cambiare la scuola&rdquo; &egrave; convinzione di molti. Biondi (INDIRE) lancia ora il modello di &ldquo;Scuola 3.0&rdquo; che esalta la dimensione laboratoriale marginalizzando l&rsquo;aula tradizionale. E&rsquo; quello che le scuole della Rete Robocup Jr Italia han vissuto e qui raccontano. Un &ldquo;cambiamento dal basso&rdquo; che si fatica a documentare, tanto &egrave; incalzante.  E che si &egrave; dimostrato capace di crescere auto-sostenendosi (grazie ai singoli POF d&rsquo;Istituto e alla Rete nazionale, attuazione dell&rsquo;Autonomia) e motivando i docenti a mettersi in gioco di fronte a questo cambiamento oneroso per l&rsquo;insegnante, chiamato a realizzare proposte didattiche e utilizzare strumenti nuovi, da applicare svolgendo un ruolo nuovo, nell&rsquo;interazione con i gruppi-classe.</p>
<p>La robotica si &egrave; rivelata &ndash; a dieci anni dalle prime esperienza posso ormai dirlo con certezza &ndash; una tecnologia di sintesi &ldquo;da scoprire assieme, docenti e discenti&rdquo;, esaltando ancora pi&ugrave; il metodo cooperativo in un contesto di relazione discenti-docente in cui i primi possono esprimere le loro conoscenze e abilit&agrave; grezze e disorganiche, mentre i docenti &ndash; potete leggere diverse testimonianze negli articoli di questo numero di Bricks &ndash; affrancandosi dal tradizionale ruolo di &ldquo;trasmettitori del sapere&rdquo; perseguono quello di &ldquo;registi&rdquo; delle dinamiche dei gruppi all&rsquo;opera, di riferimento adulto alle conoscenze e abilit&agrave; grezze dei ragazzi, guidandoli in quella &ldquo;costruzione della conoscenza&rdquo; che nel campo della Robotica assume tutto un senso di realt&agrave;, e non di finzione.</p>
<p>Tutto ci&ograve; emerge da una lettura di questo numero monografico di Bricks:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Per il I ciclo trovate gli articoli di Simonetta Siega e Patrizia Battegazzore, docenti con tanti anni di esperienza specifica, che testimoniano percorsi consolidati. Ma anche quelli di Antonella Caporusso  e Anna Carotenuto, a nome delle loro scuole da poco conquistate dal metodo didattico fondato sulla Robotica educativa, e subito coinvolte nella applicazione e diffusione del metodo.</li>
<li style="text-align: justify;">Un&rsquo;attenzione a parte meritano
<ul>
<li style="text-align: justify;">l&rsquo;articolo sul mOway (il futuro &hellip; appena annunciata la versione Arduino &hellip;) giunto quest&rsquo;anno in Italia e sperimentato in 10 scuole Under 14 della Rete Robocup Jr, a cura di Elena Merino e coi contributi di 3 delle 10 scuole sperimentatrici;</li>
<li style="text-align: justify;">l&rsquo;articolo che da Gubbio mostra un esempio di reale continuit&agrave; e orientamento tra I e II Ciclo, a cura di Roberto Albini;</li>
<li style="text-align: justify;">l&rsquo;articolo dedicato al contesto dell&rsquo;inclusione a cura di Anna Rita De Guglielmo.</li>
</ul>
</li>
<li style="text-align: justify;">E infine le esperienze delle scuole del II Ciclo, che nei percorsi di attuazione della Riforma verso i &ldquo;Nuovi&rdquo; Licei, Istituti tecnici, e Istituti professionali hanno trovato nei Laboratori di Robotica contesti possibili per &ldquo;curvature&rdquo; dei tradizionali curricoli, ma anche applicazione possibile di quell&rsquo;apprendimento per competenze tutto ancora da concretizzare nella didattica quotidiana. Ne parlano gli articoli collettivi curati da Giulio Vitale, Marisa Di Luca, Cesare Iacobelli, Antonio Spano e Dario Favini.&nbsp;E anche quello di Remo Scavello, che da dieci anni seguo nella partecipazione a progetti europei in tema di robotica, come illustrato nella rubrica &ldquo;Progetti Europei&rdquo;, e da due anni partecipa alla Rete Robocup Jr Italia.&nbsp;  <!--EndFragment--></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Un dettaglio a cui tengo molto: molti degli articoli vedono i Dirigenti nella lista degli autori, al fianco dei docenti. Non per formalit&agrave;, ma perch&eacute; anche loro sono stati contagiati dal cambiamento visto nei loro Istituti, e han voluto capire meglio cos&rsquo;era poi questa Robotica.</p>
<p>Se la lettura contagiasse anche voi, e vi chiedeste &ldquo;Come si fa a cominciare&rdquo;, potrete trovare una risposta nella sezione &ldquo;Competenze e Certificazioni&rdquo; in cui con Renato Grimaldi e Giorgio Poletti illustriamo &ldquo;<em>Un corso per qualificare i futuri conduttori del LRE &ndash; Laboratorio di Robotica Educativa nelle scuole del I ciclo</em>&rdquo;. Chi avesse al tempo seguito la nascita della figura dell&rsquo;e-tutor comprender&agrave; che la Robotica educativa ha bisogno di docenti con specifica preparazione, nella prossima fase di maturit&agrave; di questa nuova tecnologia. Chi se la sente di essere tra &ldquo;i primi&rdquo;? I posti sono limitati &hellip;</p>
<p>Da tutto il numero di Bricks avrete spunti per capire come davvero gli alunni si trovano a percorrere &ndash; con i propri insegnanti &ndash; strade nuove del sapere, in un crescendo di competenza alimentata non solo dalle conoscenze tecnologiche ma pi&ugrave; di tutto dalla fantasia, dal pensiero laterale, dal dialogo e capacit&agrave; di operare in gruppo valorizzando i singoli apporti e compensando le singole carenze.</p>
<p>A nome dei 43 Istituti della Rete per la Robocup Jr Italia vorrei dire che vivere e osservare queste dinamiche emergere nei nostri Istituti ci porta a dire che nella scuola &egrave; ancora possibile realizzare buone pratiche che generino educazione nei giovani. Esaltando due criteri ispiratori delle proposte didattiche: l&rsquo;etica e l&rsquo;estetica:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>ETICA</strong> &#8211; Educare al corretto uso degli strumenti oggi nelle mani di tutti, delle tecnologie tanto potenti quanto pericolose, che possono portare alla risoluzione dei problemi del mondo: fame, tutela dell&rsquo;ambiente, schiavit&ugrave; (materiale e culturale) &hellip; ma possono anche distruggerlo.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>ESTETICA</strong> &ndash; Educare al bello, all&rsquo;armonia che la natura ci mostra e che non sempre ispira l&rsquo;azione dell&rsquo;uomo. Orientando i giovani a realizzare non solo qualcosa che funziona, che sia corretto, ma che sia anche capace di suscitare e trasmettere emozioni positive.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nulla di nuovo, ma in una veste nuova. Ricordo i miei maestri, alle elementari, e professori al liceo che hanno educato la mia generazione e sui cui insegnamenti ancora viviamo di rendita. Insegnamenti che sono ancora dentro molti di noi, insegnamenti profondamente etici, tesi a valorizzare l&rsquo;impegno e la tensione a costruire il futuro che solo i giovani possono immaginare e interpretare. Se possibile connotandoli  di un senso di bellezza e di armonia, che si scopre ancora solo a scuola, tra letteratura e meraviglie della natura.</p>
<p>Osservare la scintilla che brilla negli occhi degli studenti che operano nei laboratori di Robotica Educativa (LRE) mi riporta al mio essere alunno degli anni &rsquo;60-&lsquo;70. La scintilla dell&rsquo;apprendimento interiore, profondo, gratificante che in quel momento si realizza e ripaga dello sforzo fatto. Ci&ograve; vale anche per il docente che conduce un laboratorio. Si vive del senso di ci&ograve; che si fa. Del sentire che insegnare &egrave; un lavoro che pu&ograve; ancora essere gratificante se fondato sull&rsquo;etica, e sull&rsquo;estetica. E sul senso di una  nuova professionalit&agrave;.  A cui aggiungere, tema di quest&rsquo;anno alla V edizione Robocup Jr Italia, il SOGNO.</p>
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		<title>Robottando per conquistare la competenza:  10 anni di robot nella scuola primaria</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:14:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Simonetta Siega&#160; docente utilizzata presso la Rete RCJ-Italia su progetto &#34;Robot&#8230;ando a Scuola per conquistare le &#8220;Competenze&#8221;&#34; simo.si@alice.it &#160; Inizio questo articolo ringraziando chi mi d&#224; l&#8217;occasione di ripercorrere l&#8217;esperienza di questi ultimi dieci anni, in cui sono emersi man mano i modi e i metodi che rendono oggi possibile &#8220;robottare&#8221; in classe e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Simonetta Siega&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><em><strong>docente utilizzata presso la Rete RCJ-Italia<br />
            su progetto &quot;Robot&hellip;ando a Scuola per conquistare le &ldquo;Competenze&rdquo;&quot;</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><b><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(115,105,109,111,46,115,105,64,97,108,105,99,101,46,105,116)+'?'">simo.si@alice.it</a></b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/02-Siega.pdf" target="_blank"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Inizio questo articolo ringraziando chi mi d&agrave; l&rsquo;occasione di ripercorrere l&rsquo;esperienza di questi ultimi dieci anni, in cui sono emersi man mano i modi e i metodi che rendono oggi possibile &ldquo;robottare&rdquo; in classe e raggiungere le competenze di cui trattano le Indicazioni Ministeriali per la scuola dell&rsquo;Infanzia e del I ciclo. Mi piace pensare al passato per raccontare le esperienze maturate in tante scuole del territorio nazionale. <br />
Tutto &egrave; iniziato nel lontano a.s. 2003/04 con una sperimentazione in tre regioni italiane (Piemonte  &#8211; Lazio &ndash; Calabria) sull&rsquo;uso corretto delle tecnologie in classe, nel contesto del &ldquo;<em>Programma INTEL Teach to the Future</em>&rdquo;.  In una classe quarta con l&rsquo;uso del sw Micromondi (il &ldquo;nonno&rdquo; di Scratch) per permettere agli alunni non solo di imparare a disegnare e animare mondi fantastici col computer ma di saperli poi anche &ldquo;portare fuori dal pc&rdquo; realizzando con il kit Lego RCX (il famoso mattoncino giallo) gli oggetti che loro stesso avevano immaginato, dando dimensione reale alle tartarughe di Micromondi. <br />
Nel <a href="http://www.roboticaeducativa.it/wp-content/uploads/2012/03/2004_Atti_didamatica_a_x.pdf" target="_blank">contributo</a> presentato nel 2004 a Ferrara per il convegno nazionale Didamatica viene raccontata quella prima esperienza da cui &egrave; cresciuto quanto ancora oggi stiamo facendo in classe con i ragazzi. Allora eravamo tre docenti referenti che in tre regioni d&rsquo;Italia sperimentavano in classe con i bambini della scuola d&rsquo;infanzia e primaria come giocare e imparare divertendosi con la tartaruga di MM2, costruendo micromondi (Papert). E in laboratorio informatico nacque un&rsquo;idea che port&ograve;, nel secondo quadrimestre,  l&rsquo;esperienza ad ampliarsi. <br />
Gli  alunni della mia classe non avevano nessuna difficolt&agrave; nel creare micromondi sempre nuovi e originali: quello che pi&ugrave; li divertiva era poter far muovere, &ldquo;dare vita&rdquo; alle tartarughine dopo averle &ldquo;vestite&rdquo; come preferivano: un camion, un cavallo, una nuvola! E fu proprio Ludovica che un giorno disse: &ldquo;<em>Maestra ma non possiamo inventare una tartaruga intelligente che esca dallo schermo e si muova qui in palestra insieme a noi?</em>&rdquo;.<br />
Si, si poteva fare. Lo si era visto nel progetto SET di Milano del 2002 (Costruiamo un robot &#8211; Un progetto SeT), e grazie al supporto del Programma Intel che forn&igrave; i kit Lego RCX il progetto concretizz&ograve; questo desiderio, permettendo agli alunni di creare piccoli robot con i Lego RCX che potevano sostituire la tarta virtuale del LOGO e muoversi con i bambini, non pi&ugrave; solo nel virtuale ma nel reale! <br />
La tarta, abbassando la coda, disegnava una figura geometrica nello schermo; cos&igrave; il robot poteva, inserendo un pennarello tra i mattoncini, lasciare una traccia del suo movimento. Beh con il logo si poteva programmare facilmente: &egrave; il linguaggio dei bambini. Con Robolab, il sw in dotazione della Lego non era cos&igrave; semplice. Pur essendo iconico per i ragazzini era complesso decodificare le icone. Infatti se nel logo il comando avanti 100 passi permetteva alla tartaruga di muoversi in una direzione per un certo spazio con il robot si doveva fare in modo che i bambini non avessero problemi di comunicazione. E il sw autore del robot li creava. Ogni pagina video permetteva una sola azione e muoversi richiedeva pi&ugrave; azioni in sequenza non sempre inseribili in una unica pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui &egrave; nato il bisogno di creare dei linguaggi robotici pi&ugrave; attenti al processo di apprendimento dell&rsquo;alunno. Nel 2006 &egrave; stato presentato a Didamatica un altro <a href="http://www.robocupjr.it/margi/pubblicazioni/linguaggi_robotici_scuola_2006x.pdf" target="_blank">contributo</a> proprio sui linguaggi della robotica studiati attraverso questo gruppo di bambini. Il testuale, dicevano i pi&ugrave; piccoli, &egrave; molto pi&ugrave; semplice dell&rsquo;iconico: si, ci sono i disegni e sembra pi&ugrave; facile ma a volte i simboli fanno confusione. Per esempio la freccia che indica avanti non poteva dire la direzione precisa che veniva invece determinata dalla posizione delle ruote e del motore del robot. Invece se scrivo avanti non serve capire la direzione, va in avanti!<br />
Negli anni 2007-09 grazie al progetto di ricerca ministeriale attivato presso l&rsquo;ex Irre Piemonte, fu istituita con finalit&agrave; di ricerca la Rete di Scuole piemontese per  &ldquo;l&rsquo;Uso della Robotica nella didattica&rdquo;. Grazie al coordinamento del progetto da parte del prof. Marcian&ograve; e il coinvolgimento dell&rsquo;UNITO fu possibile avere un SW traduttore che permettesse ai ragazzi di programmare in lingua italiana, ottenendo a fronte la procedura nel linguaggio open source &ldquo;NQC &ndash; Not Quite C&rdquo;. Si poteva cos&igrave; dare agli alunni un&rsquo;interfaccia simile ad una pagina di quaderno su cui il bambino poteva trovarsi pi&ugrave; a suo agio nello scrivere la prpria programmazione, come le LOGO per programmare le tarta. Si veda il <a href="http://www.roboticaeducativa.it/wp-content/uploads/2012/03/2008_Atti_didamatica_d_x.pdf" target="_blank">contributo</a> presentato a Didamatica 2008.</p>
<p style="text-align: justify;">Osservare i ragazzi crescere nelle loro esperienze quotidiane grazie alla robotica ha permesso di capire il perch&eacute; fosse giusto investire in questa direzione. Anche nella scoperta del mondo applicando i sensori al robot tutto avveniva in modo cos&igrave; euristico da potervi collegare sempre la riflessione giusta al momento giusto in modo tale da rendere ogni attivit&agrave; interdisciplinare, coinvolgendo le colleghe delle varie materie (vedi l&rsquo;<a href="http://www.rassegnaistruzione.it/rivista/rassegna04/04-05-primopiano-costr2.pdf" target="_blank">articolo</a> pubblicato su Rassegna dell&rsquo;istruzione).</p>
<p style="text-align: justify;">In qualit&agrave; di funzione strumentale per l&rsquo;uso corretto delle tecnologie nell&rsquo;Istituto Comprensivo di Baveno, Istituto in cui sono tutt&rsquo;oggi, fu possibile avviare un <a href="http://www.baveno.net/scuola/robotica/scuola_robotica_2005-2006.htm" target="_blank">progetto</a> in verticale che applicasse la Robotica Educativa dall&rsquo;ultimo anno della scuola d&rsquo;infanzia alla Scuola Secondaria di primo grado. Le colleghe coinvolte nelle numerose attivit&agrave; laboratoriali ebbero modo di assistere a come gli studenti &#8211;  soprattutto laddove era possibile toccare con mano &#8211; partecipassero sia in classe sia a casa allo studio e riflessione conseguenti le attivit&agrave; vissute in laboratorio. Qualcuno raccontava ai genitori della robotica e le famiglie chiedevano conferma alle docenti: &ldquo;Sa maestra non &egrave; un bambino che non racconta molto e invece ora continua a parlare dei robot &hellip; in questi giorni&#8230;&rdquo;; altri ancora disegnavano a casa i modelli e poi in classe chiedevano di costruirli anche se meccanicamente non sempre era possibile! E dalle <a href="http://www.baveno.net/scuola/robotica/entusiasmo.pdf" target="_blank">documentazioni</a> si capisce bene cosa succedeva a scuola con l&rsquo;arrivo dei robot.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si sa &egrave; determinante per il successo di una attivit&agrave; che nasca da un bisogno dei ragazzi. Ma a volte anche dalla necessit&agrave; della scuola di sostituire colleghe in assenza giustificata e conseguenti classi da accorpare senza per questo rinunciare a tenere una lezione degna di tale nome. Un giorno, poco prima di Natale, mi fu possibile organizzare questa <a href="http://www.baveno.net/scuola/robotica/qualche_giorno_prima_di_natale.pdf" target="_blank">esperienza</a>, che esemplifica come sia possibile fare didattica <em>peer to peer </em>e al contempo tutoring tra gruppi di pari. <br />
Certe attivit&agrave; si programmano e si impostano per ottenere dei risultati soddisfacenti. Ma quando &ldquo;capitano&rdquo; improvvise, come adattamento a un imprevisto,  nonostante tutto, allora sei ancora pi&ugrave; soddisfatta perch&eacute; vedi come le competenze che sono il punto di arrivo nel lavoro di un percorso strutturato quando meno te l&rsquo;aspetti emergono indipendentemente dall&rsquo;et&agrave; e dall&rsquo;attivit&agrave;, e tendono a rendere gli alunni autonomi e in grado di apprendere (imparando a imparare) dalle loro stesse conoscenze ed abilit&agrave; rinforzate con l&rsquo;esperienza che si acquisisce sia a scuola ma anche nel mondo in cui viviamo, mondo come maestro di vita. <br />
Ma quello che piaceva di pi&ugrave; in questa avventura tra un plesso e l&rsquo;altro dell&rsquo;Istituto era vedere come le colleghe docenti, grazie ad una didattica diversa, laboratoriale e attiva, avevano occasione di vedere i loro alunni con occhi diversi perch&eacute; diverso era il loro modo di apprendere in laboratorio, con i kit robotici. Gli stili di apprendimento sono individuali e poterne usare pi&ugrave; di uno permette anche a chi ha delle incertezze di apprendere in modo pi&ugrave; sicuro. Le classi stesse diventavano in qualche modo &ldquo;<a href="http://www.baveno.net/scuola/robotica/classe_speciale.pdf" target="_blank">speciali</a>&ldquo; perch&eacute; tutti potevano imparare divertendosi e allo stesso tempo insegnare aiutandosi!</p>
<p style="text-align: justify;">Concluso il progetto promosso dall&rsquo;IRRE le scuole avevano ormai in Piemonte una certa bese di esperienza e non fu difficile unirsi alla nascita della &ldquo;ROBOCUP JR &ndash; ITALIA&rdquo; nel 2008/09, svolta a Torino solo per le scuole superiori ma poi gradualmente aperta al primo grado. Personalmente coinvolta nelle funzioni di segreteria, inizialmente, ma poi sempre pi&ugrave; nella parte didattica e metodologica per coinvolgere le scuole in questa nuova <a href="http://www.robocupjr.it/3/" target="_blank">avventura</a> che ancora oggi, dopo 5 anni, &egrave; destinata a crescere sempre pi&ugrave; qualitativamente, nella didattica e nella metodologia &hellip; anche grazie a robot specifici per gli alunni di scuola infanzia e primaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Ed i ricordi diventano sempre pi&ugrave; recenti: meglio fermarsi e osservare, imparare a vedere cosa succede intorno a noi.  I ricordi pi&ugrave; recenti li potete leggere dagli articoli dei colleghi appartenenti alle RETE DI SCUOLE PER LA ROBOCUP JR &#8211; ITALIA.</p>
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		<title>Il curricolo di Robotica educativa in Cl@sse 2.0 per sviluppare competenze scientifiche-tecnologiche</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>

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		<description><![CDATA[di Patrizia Battegazzore e Maria Assunta Robutti&#160; I.C. Comprensivo Tortona A &#8211; scuola primaria &#160; patrizia.battegazzore@gmail.com mariaassunta.robutti@gmail.com &#160;http://tortonaa.wix.com/classeduepuntozero&#160; &#160; Premessa Cinque anni fa, durante l&#8217;avvio delle prime classi di scuola primaria, abbiamo sentito l&#8217;esigenza di rendere stabile l&#8217;utilizzo della Robotica, all&#8217;interno del curricolo d&#8217;insegnamento perch&#232; questo ci permetteva di affrontare direttamente e con maggior consapevolezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><strong style="text-align: right;"><em><font size="4"><font color="#1c5244">di </font></font></em></strong><font size="4" color="#1c5244"><b><i>Patrizia Battegazzore e Maria Assunta Robutti&nbsp;<font size="4"> </font><br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><b><i>I.C. Comprensivo Tortona A &ndash; scuola primaria</i></b></p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p class="p1" style="text-align: right;"><strong><span class="s1"><a href="mailto:patrizia.battegazzore@gmail.com">patrizia.battegazzore@gmail.com</a></span></strong></p>
<p class="p1" style="text-align: right;"><strong>        </strong></p>
<p class="p1" style="text-align: right;"><strong><span class="s1"><a href="mailto:mariaassunta.robutti@gmail.com">mariaassunta.robutti@gmail.com</a></span></strong></p>
<p class="p1" style="text-align: right;">&nbsp;<span class="s1"><a href="http://tortonaa.wix.com/classeduepuntozero"><strong>http://tortonaa.wix.com/classeduepuntozero</strong></a></span>&nbsp;</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/03-Battegazzore.pdf" target="_blank"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h3><strong>Premessa</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Cinque anni fa, durante l&#8217;avvio delle prime classi di scuola primaria, abbiamo sentito l&#8217;esigenza di rendere stabile l&#8217;utilizzo della Robotica, all&#8217;interno del curricolo  d&#8217;insegnamento perch&egrave; questo ci permetteva di affrontare direttamente e con maggior consapevolezza certe problematiche di apprendimento/insegnamento anche di altre materie: era facile, attraverso l&#8217;attivit&agrave; di Robotica educativa, strutturare insieme progettazioni interdisciplinari, ottenendo un potenziamento delle abilit&agrave; sviluppate proprio dalla loro interazione.<br />
Il sapere disciplinare veniva sollecitato dall&#8217;uso in altri contesti, la motivazione rendeva gli alunni pi&ugrave; recettivi e autonomi, il clima della classe diventava collaborativo e propositivo. L&#8217;esperienza, per questi alunni, era iniziata alla scuola dell&#8217;infanzia con la progettazione di alcune attivit&agrave; di gioco che erano state condotte dai bambini di quinta di allora con  i bambini delle sezioni dei 5 anni di Scuola dell&#8217;infanzia, attraverso l&#8217;uso di  <em>Bee bot</em>, un piccolo robot a forma di ape, programmabile direttamente mediante tasti. <br />
In classe terza, essere selezionati come Cl@sse 2.0 proprio per l&#8217;uso della Robotica educativa, ha dato ancora maggior energia alla progettazione, perch&eacute; finalmente era possibile avere tutta la dotazione tecnologica in classe: 14 notebook, con carrello per la ricarica, 8 kit NXT, pi&ugrave; macchina fotografica, registratore digitale e la LIM con la quale  vedere e rivedere le nostre costruzioni e i nostri progetti. <br />
Ora al momento, della conclusione di un ciclo scolastico, quando ci apprestiamo ad affrontare nuove classi di bimbi di 6 anni, la pubblicazione delle &ldquo;Nuove Indicazioni Nazionali per la scuola dell&#8217;infanzia e del primo ciclo d&#8217;istruzione&rdquo;, del  settembre 2012, nella sezione &ldquo;Tecnologia&rdquo; rendono molto attuale quanto realizzato in questi anni, all&#8217;interno della Rete  per la Robocup Jr. e nelle classi di scuola primaria che vi hanno aderito, per cui, riteniamo importante la stesura organica dell&#8217;esperienza raccolta in questi anni, come punto di partenza per una futura proficua riflessione.</p>
<h3>Una visione d&#8217;Insieme</h3>
<h4>La Robotica in classe</h4>
<p style="text-align: justify;">Fare Robotica educativa in classe, per tutti gli alunni (due sezioni con 27 studenti ciascuna),  ha voluto dire creare un ambiente di apprendimento aperto (flessibile nella sua costituzione) dove fosse possibile fare esperienze diverse,  affiancandoci agli studenti per imparare insieme. Il lavoro ha proceduto per gruppi: in classe  si osservava, si chiedeva, si spiegava  agli altri ci&ograve; che si era scoperto e ricondotto alle proprie conoscenze. Insieme si poteva scegliere come procedere per costruire, programmare  e risolvere i problemi incontrati, migliorandosi continuamente.</p>
<h4>Oggetti programmabili e sviluppo cognitivo</h4>
<p style="text-align: justify;">Nei momenti di laboratorio (realizzati sempre in classe, spostando i banchi ad isole e utilizzando i notebook), si &egrave; dato spazio alle idee degli studenti, permettendo loro di costruire ci&ograve; che avevano immaginato e deciso di realizzare. Partendo da una situazione stimolo, differente a seconda del coinvolgimento di una disciplina piuttosto che dell&#8217;altra (storia da raccontare, oggetto da costruire, situazione da rappresentare) l&#8217;insegnante ha predisposto alcuni materiali utili per la manipolazione (robot, meccanismi, oggetti d&#8217;uso comune). Ad ogni alunno &egrave; stato chiesto di impegnarsi ad osservare, ragionare e immaginare; poi, con il ragionamento e per analogia, di riprogettare nuovi meccanismi con cui  realizzare ci&ograve; che aveva solo immaginato. <br />
Man mano che ognuno andava acquisendo competenza, gli &egrave; stato chiesto di destreggiarsi anche nel far muovere il suo &ldquo;oggetto/robot&rdquo;, in modo graduale, cos&igrave; che la richiesta fosse sempre attuabile e gli desse sicurezza. Aumentando le richieste, gli studenti  sono diventati sempre pi&ugrave; capaci di sperimentare e risolvere situazioni complesse, beneficiando di un feed back immediato, che ha guidato lo sviluppo di ciascuna delle loro azioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-1.jpg" width="441" height="298" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Fig. 1 &#8211; Schema di procedura mentale</strong></em></p>
<h4>La motivazione</h4>
<p style="text-align: justify;">Per i nostri alunni, abbiamo strutturato percorsi graduali, nei quali fare esperienza  con materiali diversi. Talvolta, abbiamo proposto l&#8217;analisi di un progetto realizzato da un gruppo di alunni. Ne abbiamo analizzato le diverse parti, abbiamo riflettuto sulle scelte effettuate da chi aveva programmato.  In questo contesto, la proiezione di immagini, foto e filmati sulla LIM sono diventate di enorme utilit&agrave;, per poter osservare e gestire al meglio il passaggio di tutte le informazioni. Il coinvolgimento degli studenti, anche nella predisposizione di questo materiale, ha fatto s&igrave; che ci fosse maggior consapevolezza e una considerevole motivazione al miglioramento delle proprie progettazioni/costruzioni.</p>
<h4 style="text-align: justify;">&ldquo;Comprendere&rdquo; un problema</h4>
<p style="text-align: justify;">Lo studente ha partecipato attivamente al suo apprendimento alternando momenti di astrazione e di ragionamento ad altri in cui veniva chiesta la soluzione di una situazione problematica da affrontare realmente. La situazione concreta &egrave; stata sempre fondamentale per arrivare all&#8217;elaborazione di una propria  teoria di soluzione;  poi l&#8217;applicazione di quanto teorizzato ha permesso di verificare   immediatamente se le proprie ipotesi erano corrette, di correggerle e tornare ad applicarle in un ciclo di riflessione&ndash;azione-risposta che ha portato  a risultati sempre migliori. Spesso tale &ldquo;strategia&rdquo; di lavoro &egrave; diventata un buon metodo per comprendere e apprendere in modo efficiente e funzionale, anche nelle altre discipline.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Tra creativit&agrave; e rigore del linguaggio</h4>
<p style="text-align: justify;">La creativit&agrave; che naturalmente si sviluppa, ogni volta che viene assegnato  un nuovo compito, deve  essere sostenuta senza compromettere  il rigore con cui &egrave; necessario scrivere un codice preciso di programmazione, con il quale ottenere dal Robot un comportamento adeguato al compito. <br />
Considerando che i linguaggi di programmazione sono mediati  dal linguaggio umano, sono stati considerati, con grande attenzione, tutti i vocaboli utilizzati. Spesso, &egrave; stato necessario analizzare ogni termine, anche i pi&ugrave; banali, dal punto di vista concettuale, per comprenderli in relazione alle azioni da far scaturire.Se la richiesta ha previsto, ad esempio, di progettare un percorso in cui un robot doveva muoversi e compiere certe operazioni, gli studenti avranno dovuto  comprendere con precisione la consegna, per immaginare nella loro mente la situazione. Dopo aver deciso mentalmente cosa doveva  fare il robot, hanno trasformato &ldquo;l&#8217;idea&rdquo; in una costruzione adeguata al compito da svolgere e, contemporaneamente, hanno dovuto scrivere un  codice di programmazione, tale che potesse rendere reale quanto si era solo immaginato. Per usare in modo corretto il codice, si sono proposti numerosi esercizi di scrittura per comprenderne le regole, con la sua sintassi; poi &egrave; stato necessario analizzare i diversi elementi e le variabili presenti nel pannello di configurazione dei diversi blocchi (sia in Scribbler che in NXT) e le modalit&agrave; di trasferimento del codice stesso nel robot. Provando e riprovando, osservando e ricollegando ogni variazione del comportamento  al suo codice, con attenzione, rigore e precisione, ogni studente ha realizzato il proprio progetto.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il curricolo</h3>
<p style="text-align: justify;">Ogni anno scolastico, le attivit&agrave; presentate sono state organizzate in percorsi interdisciplinari, che coinvolgessero cio&egrave; pi&ugrave; discipline contemporaneamente. <br />
Pur avendo usato  robot differenti secondo l&#8217;et&agrave; (Bee-bot per prima e seconda, <em>Scribbler</em> e RCX tra seconda e terza, in quarta e  in quinta NXT), abbiamo proceduto organizzando un curricolo complessivo che utilizzasse step   sequenziali, il primo prerequisito del secondo e cos&igrave; via. <br />
Prima di essere Cl@sse 2.0 avevamo gi&agrave; la Robotica nel nostro curricolo, dapprima con Bee-bot e poi con Scribbler. Bee-bot aveva permesso l&#8217;acquisizione di competenze prevalentemente temporali/spaziali,  favorito la costruzione dei primi algoritmi con cui definire l&#8217;esplorazione dello spazio e guidato i bambini a comprendere la funzione della memoria di lavoro, rendendo evidente la necessit&agrave; di fare scelte strategiche, funzionali al raggiungimento di un obiettivo. <br />
Con Scribbler era subentrato il discorso della scrittura del programma con un codice iconico organizzato in blocchi, nei quali poter definire le variabili per ottenere un certo risultato. Restando nel campo dei robot obbedienti, la programmazione era stata indirizzata per riproduzione di comportamenti ordinati e ritmici, come quelli che possono accompagnare una musica, introducendo anche cicli  e contatori.  Si erano formulati giochi che esercitassero le capacit&agrave; logiche di previsione, rafforzando cos&igrave; i concetti di causa e conseguenza. La possibilit&agrave; di modificare i valori di tempo e spazio sui blocchi di programmazione, aveva fatto emergere, quanto fossero strettamente correlati e aveva reso pi&ugrave; semplice la comprensione del concetto di velocit&agrave;.  <br />
Iniziando il percorso come Cl@sse2.0, in terza, &egrave; stato fondamentale insegnare ai ragazzini la gestione dei materiali, dei kit, del software e dei notebook, avendo tutto in classe. La lavagna interattiva ha svolto un ruolo importante, per la proiezione di immagini (per esempio per la visione dei manuali), ma anche per riflettere sulle documentazioni realizzate dai bambini stessi. Mediante una piccola web-cam, collegata al netTop della Lim, &egrave; stato possibile, scattare foto delle diverse costruzioni, importarle sequenzialmente nel software della Lavagna e procedere con la scrittura dei tutorial. <br />
Per i meno intuitivi questi materiali sono diventati preziosissimi, per trovare ispirazione, per rivedere e consultare anche a casa (dato che &egrave; stato possibile diffondere tali progetti sulle chiavette usb dei ragazzi). Pochi hanno a disposizione il software di NXT sul pc di casa, ma poter rivedere le proprie realizzazioni e rileggere i percorsi &egrave; stata comunque un&#8217;esperienza significativa. <br />
Dal punto di vista metodologico  si &egrave; sempre cercato di favorire  il processo naturale di apprendimento per scoperta che si realizza quando, a partire da un evento,  nasce una riflessione interiorizzata; questa  fa scaturire un normale controllo (feedback) che sviluppa, a sua volta, aggiustamenti continui del  pensiero  finalizzati alla scoperta  del &ldquo;funzionamento&rdquo;. <br />
In questo modo <strong>imparare &egrave; diventato emozionante e ci&ograve; che si &egrave; imparato non si dimentica pi&ugrave;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima si &egrave; privilegiata  la RIPRODUZIONE cio&egrave; la copia di qualcosa che era gi&agrave; stato realizzato, contemporaneamente all&#8217;attivit&agrave; di ANALISI, cio&egrave; all&#8217;osservazione delle parti e del tutto. In un secondo momento ci si &egrave; concentrati sull&#8217;attivit&agrave; di METACOGNIZIONE con cui effettuare la revisione delle progettazioni; per ultimo &egrave; stato importante l&#8217;esercizio per fare PRATICA.<br />
Quest&#8217;ultimo, aumentando il campo esperienziale di ogni alunno, ha favorito  l&#8217;acquisizione di abilit&agrave; di progettazione, di controllo dell&#8217;errore, e  sviluppato la  CREATIVITA&#8217;. Per riproduzione, analisi e metacognizione la LIM ha avuto un ruolo centrale. <br />
Nel momento della pratica, l&#8217;attenzione si &egrave; spostata sull&#8217;apprendimento collaborativo, che spesso ha previsto, da parte degli studenti stessi, scambi di ruoli e confronto autonomamente gestito. A partire dalla classe terza si &egrave; presa coscienza dell&#8217;importanza dei sensori, per organizzare comportamenti intelligenti che permettessero al robot di raccogliere informazioni dal mondo esterno, cos&igrave; da autoistruirsi e modificare il proprio comportamento per raggiungere il proprio fine.<br />
Per far funzionare i sensori, sono stati introdotti gli operatori logici (if/else, or/ and, true/false), cos&igrave; da attivare anche strumenti di feedback (stimolo/risposta), che rendessero pi&ugrave; evidente la correttezza delle proprie scelte. <br />
Nell&#8217;organizzazione di percorsi nei labirinti, ci si &egrave; resi conto di quanto questi andassero a incidere sulla formazione di capacit&agrave; cognitive legate alla rappresentazione mentale di uno spazio: saper prevedere nella mente il comportamento di  un oggetto che si muove nello spazio non &egrave; un&#8217;abilit&agrave; che viene facilmente stimolata.  <br />
Per favorire il perfezionamento dello schema motorio sono stati effettuati numerosi giochi che prevedessero il coinvolgimento di tutto il corpo, in palestra ma anche in corridoio o in classe:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">corse con cambio di direzione ad uno stimolo sonoro per aumentare la capacit&agrave; di scegliere le direzioni e valutare la velocit&agrave; in relazione a quella degli altri;</li>
<li style="text-align: justify;">corse ad ostacoli,</li>
<li style="text-align: justify;">il pac-man che prevede corse sulle righe della palestra con cambio di direzione agli incroci: un bambino &egrave; il Pac man e deve catturare gli altri che sono fantasmini. Il gioco diventa appassionante e strategico se si cerca di differenziare la velocit&agrave; di spostamento, per metter gli altri in difficolt&agrave;.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Con RCX  e con NXT si &egrave; anche valorizzato il lavoro di costruzione: la meccanica &egrave;  diventata importante per il funzionamento della macchina e a sua volta, la programmazione ha dovuto strutturarsi in modo funzionale e adeguato alla meccanica. <br />
Ora che siamo verso la fine del percorso di scuola primaria, gli studenti  sono in grado di organizzare progetti che prevedano competenze molto diversificate. Al momento della costituzione dei gruppi di lavoro, sono loro stessi a scegliersi in  base a tali competenze, perch&egrave; ormai si s&agrave; che la possibilit&agrave; di migliorare la propria realizzazione &egrave; strettamente correlata alle risorse disponibili, sia in termini di persone con cui collaborare, di materiali da impiegare, in base al buon utilizzo del tempo a disposizione.  <br />
Pi&ugrave; il clima di classe sar&agrave; stato aperto e collaborativo e si saranno forniti input validi senza delineare completamente la strada di esecuzione, tanto pi&ugrave; le soluzioni a cui perverranno i diversi gruppi di lavoro, potranno essere diverse tra loro.  <br />
Molto utile &egrave; stato il lavoro di dividere i percorsi in tappe intermedie, in modo che gli esiti parziali potessero essere valutati, ed eventualmente, modificati per ripianificare la propria azione. Non sono state necessarie molte spiegazioni ma sono state indispensabili le esperienze, sempre diverse tra loro. Solo attraverso  queste, infatti, sono stati interiorizzati comportamenti e strategie da utilizzare nelle diverse situazioni.  <br />
Conoscere bene gli elementi di programmazione e costruzione  ha permesso a molti ragazzi, prima timorosi e incerti, di sviluppare ottime capacit&agrave; decisionali. Saper scegliere &egrave; stato l&#8217;obiettivo pi&ugrave; alto che ci siamo prefissi con il curricolo di Robotica, ma anche una competenza che speriamo possa valere per tutta la vita.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La Robotica educativa e lo studio delle scienze e delle tecnologie alla scuola primaria</h3>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esposizione dell&#8217;esperienza di <em>problem solving</em>, di questa sezione, vuole essere un suggerimento per gli insegnanti interessati alla Robotica educativa, per predisporne altre analoghe, costruite sull&#8217;approccio sperimentale del &ldquo;<em>learning by doing</em>&rdquo;. <br />
Tutte le attivit&agrave; hanno preso spunto da vari manuali in rete e dal libro di Michele Moro &ldquo;Imparare con la Robotica&rdquo;, edizioni Erickson, dal quale, in particolare, sono tratti i titoli delle proposte e il tipo di richiesta problematica iniziale. Le  attivit&agrave; che si sono sviluppate rispondono per&ograve; alle esigenze di studenti generalmente pi&ugrave; piccoli di quelli per cui i manuali erano stati pensati e  sono direttamente legate alle esperienze che gli alunni avevano precedentemente effettuato. <br />
Sono state supportate dalle competenze disciplinari dell&#8217;insegnante di matematica/scienze, dall&#8217;uso dei notebook a disposizione degli alunni, da strumenti di documentazione come macchina fotografica, web cam, registratore digitale e LIM. L&#8217;approccio pratico e la continua riflessione sui processi analizzati, ci sembra possano costituire un ottimo punto di partenza per lo sviluppo di sempre maggiori competenze scientifiche tecnologiche dei nostri alunni.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La Tartaruga</h3>
<p style="text-align: justify;">Partendo dall&#8217;esperienza di Bee-bot e di  Micromondi jr, realizzata in classi precedenti, riprendiamo  i  comandi base della Tartaruga del linguaggio LOGO (avanti, indietro, destra e sinistra) con un NXT- Tribot: un robot (Figure 2 e 3) con due motori indipendenti, dotato di un ruotino libero sul  lato posteriore.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-2.png" width="419" height="316" alt="" /><br />
<em><strong>Fig. 2 &#8211; Il robot NXT- tribot utilizzato</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-3.png" width="426" height="321" alt="" /><br />
<em><strong>Fig. 3 &#8211; Il robot NXT- tribot utilizzato</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Realizziamo la programmazione del nostro Robot  utilizzando gli NXT Program, cliccando direttamente sui pulsanti del blocco NXT. Riproponiamo la realizzazione di percorsi utilizzando i comandi per avanzare o indietreggiare su una linea retta di distanza stabilita in cm, sperimentiamo la curvatura del robot, utilizzando le frecce preimpostate, ma ponendo l&#8217;attenzione sui diversi tipi di sterzata possibili, grazie al ruotino che pu&ograve; essere modificato per copertura (gomma o ruota dentata) e dimensione. <br />
Il contesto non permette molta precisione poich&eacute; potremo avvalerci solo del sensore di rotazione presente nei motori e dei comandi gi&agrave; preimpostati. Consegna per gli studenti: utilizza i comandi avanti e aspetta, per far avanzare il Tribot su una linea rettilinea facendo tre soste di durata sempre uguale, in modo tale da partire da A e raggiungere B. Riflessione: Potremo variare l&#8217;esecuzione imponendo differenti distanze dei tratti oppure diversi tempi di sosta;  se useremo il comando STOP al termine della sequenza, si dovr&agrave; far ripartire per tre volte consecutive il robot, ma dovr&agrave; essere organizzato l&#8217;algoritmo che  permetter&agrave; di raggiungere l&#8217;obiettivo. Nel pannello di controllo si trovano, infatti, comandi differenti a seconda che si tratti della prima pressione o della seconda; inoltre ogni volta che si programma, si devono effettuare, in modo obbligato, 4 scelte e poi decidere se terminare con STOP  o con il comando LOOP (ripeti sempre).<br />
La richiesta pu&ograve; essere modificata:  fare  indietreggiare il robot oppure effettuare la sterzata a destra o a sinistra. Sviluppi: programmare percorsi che delineino la forma di figure geometriche, regolari;  far muovere il robot in modo che il suo comportamento sia determinato dall&#8217;uso dei sensori posizionati sulle porte indicate nel pannello di apertura dell&#8217;NXT Program.</p>
<h4>Traiettorie</h4>
<p>Si analizzano i  movimenti creati da oggetti, e tra questi anche l&#8217;NXT.&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-4.png" width="476" height="346" alt="" /><br />
<strong><em>Fig. 4 &#8211; Traslazioni e curvature in uno spazio definito<br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si percepisce che il movimento lascia &ldquo;traccia di s&eacute;&rdquo;, anche se la strada percorsa non viene disegnata. Si sperimenta che la condizione di moto determina sempre un cambio di posizione rispetto ad un sistema di riferimento.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-5.png" width="477" height="334" alt="" /><br />
<strong><em>Fig. 5 &#8211; Prove di programmazione alla LIM</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Con la LIM &egrave; possibile sperimentare il movimento rallentato e vedere i fotogrammi di azioni che normalmente ci appaiono in velocit&agrave;.  Si scopre il significato del concetto di &ldquo;persistenza dell&#8217;immagine nella retina&rdquo; e ci si concentra sullo sviluppo di sequenze di movimenti che possano ricostruire i &ldquo;movimenti reali&rdquo; utilizzando software online come <em>flipbook</em>, analizzando opere d&#8217;arte pittorica come quelle di Giacomo Balla o  di Hering,  video come quelli di Cavandoli, oppure costruendo giocattoli ottici.  <br />
Attraverso l&#8217;esperienza diretta con  i  sensi,  il  bambino  si  rende  conto  che  le impressioni  che  riceve, riguardo alla posizione degli oggetti e alla loro forma,   possono essere differenti, perch&eacute; condizionati dalla percezione sensoriale. Il continuo riferimento al corpo e al suo movimento, permette l&#8217;acquisizione di un linguaggio specifico che trova il suo naturale utilizzo nello studio della geometria, ma che diventa fondamentale per la comprensione e la comunicazione tra pari, rispetto alle progettazioni di oggetti Robotici.  <br />
Riflettiamo sui termini:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><strong>Traslazione</strong>:  varianza  di  posizione;  invarianza  di direzione.  Se  un   Robot   viene  spostato senza  mutare  la  sua  direzione,  allora  si  dice  che subisce  una  traslazione;  analogamente  un  bambino che avanza o indietreggia o si sposta lateralmente. Per la percezione di questa situazione, propedeutico all&#8217;uso del Robot &egrave; stato il programma  <em>Scratch</em>:</li>
<li style="text-align: justify;">programmando i diversi personaggi da far muovere sul desktop (quindi sul piano) &egrave; stato possibile sperimentare l&#8217;effetto dell&#8217;invarianza direzionale, con uno cambio di posizione determinato da uno stimolo temporale (ogni quanto tempo) in relazione alle coordinate del piano cartesiano. A questo &egrave; stato possibile aggiungere anche una varianza di dimensione, simulando un avvicinamento o un allontanamento del &ldquo;personaggio&rdquo; (Sprite) utilizzato.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Rotazione</strong>  attorno  al  proprio  asse:  varianza  di direzione; invarianza di posizione. Se un bambino gira  attorno  al  proprio  asse  corporeo  senza  cambiare  di posizione, compie una trasformazione di rotazione.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Curvatura</strong>:  varianza  contemporanea  sia  di  posizione  sia  di  direzione.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Utilizziamo come punto di forza il fatto che, ogni studente &egrave; naturalmente  attratto  e pi&ugrave; motivato ad analizzare un oggetto quando  si accorge di un comportamento modificato; pertanto  agiamo in modo da richiedere osservazioni precise rispetto ai cambiamenti prodotti che andremo a proporre introducendo l&#8217;uso del software Lego ( Figure 3, 4, 5).<br />
&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-6.png" width="450" height="306" alt="" /><br />
<strong><em>Fig. 6 &#8211; Prove di programmazione alla LIM</em></strong></p>
<h4>Traslazioni</h4>
<p style="text-align: justify;">Consegna per gli studenti: programma il Tribot per effettuare traslazioni utilizzando la stessa potenza ma modificando i secondi (1, 5, 10, 15, 20, &#8230;) Verifica la distanza percorsa. Riflettiamo sui risultati. Partendo dalla tabella che hai compilato effettua la prova inversa, cio&egrave; trova il tempo per percorrere una certa distanza (0,5 metri, 1 m, 1,5 m, 2,0 m); cambia il valore frena o in folle e verifica cosa capita. Riflessione: introduciamo il valore di velocit&agrave; mettendo in relazione i due valori ottenuti, definendola come il rapporto tra lo spazio percorso e il tempo impiegato e proponiamo esperienze.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Fai muovere il Robot per due metri nel minor tempo possibile. Verifichiamo le scelte effettuate e analizziamo quelle che hanno ottenuto i migliori risultati cercando di concentrare l&#8217;attenzione dei ragazzi sul valore POTENZA.  Riconosciamo questo pulsante come fondamentale per l&#8217;aumento o la diminuzione del tempo di esecuzione, quindi della velocit&agrave; del nostro robot.</li>
<li style="text-align: justify;">Fai percorrere il maggior spazio possibile al tuo robot in 10 secondi (utilizza un criterio differente dai secondi nella finestra DURATA). Verifichiamo le soluzioni migliori dividendole in base alle scelte effettuate e ragioniamo sul concetto di Rotazione.</li>
<li style="text-align: justify;">Misura il valore in cm di una rotazione. Riflettiamo sulle differenze riscontrate e poniamo l&#8217;attenzione sul RAGGIO della ruota utilizzata.</li>
<li style="text-align: justify;">Costruisci il tuo Tribot per fargli percorrere uno spazio rettilineo di 2 m utilizzando il minor numero di rotazioni delle ruote.</li>
</ul>
<h4>Rotazioni</h4>
<p style="text-align: justify;">Consegna per gli studenti: fai ruotare il tuo robot sul suo asse in modo che ritorni nella posizione di partenza (compiendo un giro di 360&deg; sul piano). Verifichiamo la possibilit&agrave; di esecuzione controllando il ruotino posteriore che deve essere libero e non esercitare troppo attrito. Riconosciamo che la rotazione &egrave; possibile con l&#8217;avanzamento di un motore e l&#8217;indietreggiamento dell&#8217;altro: in base ai risultati ottenuti con massima potenza e motore frenato, facciamo effettuare dei piccoli cambiamenti per confrontare i risultati. Verifichiamo i cambiamenti determinati dal valore POTENZA. <br />
Ulteriori esperienze: Fai compiere rotazioni sull&#8217;asse per un valore di 90&deg;, 180&deg;,  720&deg; sul piano.</p>
<h4>Curvature</h4>
<p style="text-align: justify;">Quando un mezzo in movimento curva, le ruote percorrono lo stesso tragitto ma una ruota deve attraversare pi&ugrave; spazio dell&#8217;altra. Consegna per gli studenti: programmare il proprio robot per eseguire  un percorso su una pista curvilinea di una certa larghezza, per giungere al traguardo nel minor tempo possibile, senza mai uscire con le ruote dal tracciato. Durante l&#8217;esecuzione delle diverse esperienze, molte sono state le richieste di approfondimento dei ragazzi, che hanno sollecitato spiegazioni e ricerca di materiali (scritti, digitali,  video) per comprendere meglio ci&ograve; che stavano sperimentando. La presenza di due insegnanti in grado di supportarli ha permesso di lavorare, differenziando l&#8217;offerta formativa per i diversi livelli di competenza individuale raggiunta.</p>
<h3>Il Bruco</h3>
<p style="text-align: justify;">Nella scorsa edizione della Robocup, preparando il Theatre su Alice nel Paese delle Meraviglie, i  ragazzi delle attuali quinte avevano analizzato il movimento del bruco per poter rappresentare Brucaliffo (Fig 6). In quella situazione, era stato realizzato un modello meccanico formato da anelli di plastica ( sezioni di bottigliette di plastica) collegati tra loro, in modo da simulare il movimento, tipico di questo piccolo animale. In realt&agrave; l&#8217;oggetto era sostenuto da un meccanismo che lo faceva alzare e abbassare, senza permettergli per&ograve; spostamenti sul piano.  Ripartendo da quella costruzione, abbiamo visionato diversi video per approfondire la conoscenza del  movimento, basato su onde di contrazione e rilascio dei tessuti.  Dall&#8217; osservazione, in qualcuno &egrave; nato il desiderio di scoprire come si possa creare un&#8217;onda, cos&igrave; ci siamo procurati differenti materiali come corde, molle, teli e abbiamo dato inizio ad una serie interessante di attivit&agrave; con cui sperimentare la creazione di onde e delle vibrazioni che le producono. Analizziamo diversi tipi di vibrazioni: sonore, nell&#8217;acqua, di oscillazione, del corpo.  L&#8217;osservazione dei video e le esperienze effettuate permettono di evidenziare le due fasi del movimento: la spinta parte sempre dall&#8217;estremit&agrave; posteriore che si contrae, facendo perno sull&#8217;estremit&agrave; anteriore; segue un rilascio con avanzamento dell&#8217;estremit&agrave; anteriore, facendo perno su quella posteriore.   Decidiamo di costruire un Robot utilizzando due motori e, analizzando la posizione del corpo del bruco nelle diverse fasi di movimento, si decide di rappresentarlo con una struttura a forma di V rovesciata (Fig 7), a cui devono essere collegate le ruote  che permettano un movimento &ldquo;peristaltico&rdquo; per scivolamento. Il modello Robotico viene costruito dall&#8217;insegnante, ma la definizione del programma necessario per consentire il movimento viene discusso in gruppo. I due motori dovranno avanzare alternativamente nello stesso verso. Il problema da affrontare sar&agrave; l&#8217;apertura e la chiusura  della struttura a V.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/battegazzore-7.png" width="502" height="150" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Fig. 7 &#8211; a) il progetto del bruco, 7 b) il modello Bruco-robot, 7 c) il tutorial</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il comando di avanzamento iniziale sar&agrave; dato con la minima apertura e dovr&agrave; permettere un avanzamento senza raggiungere la massima apertura. Poi il secondo passaggio preveder&agrave; un allontanamento dei due bracci e si potr&agrave; procedere in modo alternato.  <br />
La predisposizione del programma viene fatta alla LIM e se ne verifica la corretta esecuzione, con movimento nei due sensi di marcia. Per permettere la riproduzione dello stesso modello, alcuni alunni suggeriscono di fotografare il robot/bruco durante la fase di smontaggio (Figura 7c). Le foto sistemate poi in ordine inverso costituiranno un valido tutorial per guidarne la ricostruzione. <br />
Problemi affrontati:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Per restare in piedi quando si contrae, &egrave; opportuno che il bruco  utilizzi  una coppia di ruote solidali (sullo stesso asse).</li>
<li style="text-align: justify;">Nel movimento di distensione &egrave; opportuno che il bruco non distenda la coppia dei bracci, perch&eacute; da quella posizione sarebbe impossibile tornare a contrarsi (viene a mancare la possibilit&agrave; di fare perno).</li>
<li style="text-align: justify;">La programmazione utilizza i gradi di rotazione, anzich&eacute; il tempo, perch&egrave; questo &egrave; un caso in cui deve esserci estrema precisione dei due movimenti alternati. Con il valore DURATA espresso in secondi, potrebbe essere maggiore il rischio di scoordinamento dei bracci  dovuto, per esempio, all&#8217;attrito.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Si permette la costruzione con bracci di lunghezza differente per confrontare il comportamento. Alcuni studenti propongono l&#8217;utilizzo del sensore di prossimit&agrave;, montato sul bruco, per garantire il cambio di verso del movimento, da realizzare in base ad uno stimolo esterno.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Il percorso &egrave;  proseguito sulla base degli stimoli dati dagli stessi studenti, alla ricerca di sempre nuove idee da sperimentare, nel campo della Robotica ma anche nelle altre  discipline. Lo stile dell&#8217;imparare facendo o per meglio dire  &ldquo;dell&#8217;imparare progettando&rdquo; crediamo abbia effettivamente contribuito a potenziare  i processi cognitivi coinvolti nell&#8217;uso della Robotica educativa e, per conseguenza, a migliorare le abilit&agrave; e le competenze conseguite da tutti gli alunni delle due classi. <br />
Ne proponiamo un elenco casuale, ma non  esaustivo, per lanciare una sfida a cercarne altre:  la manualit&agrave;, in particolare nel gestire i pezzi di costruzione, la verbalizzazione delle azioni da eseguire e dei comportamenti in genere, l&#8217;attenzione nell&#8217;analisi delle costruzioni o di tutto ci&ograve; che percepisco, la determinazione per sostenere la realizzazione di un proprio prodotto, l&#8217;inventiva nel produrre qualcosa di nuovo e quella per  effettuare ipotesi verificabili, la capacit&agrave; di decidere in base alle proprie risorse, la logica per dedurre informazioni utili, la motivazione per aver voglia di scoprire ancora qualcosa che non si sa, la creativit&agrave;, la capacit&agrave; di condividere, la disponibilit&agrave; al dialogo, &#8230;  e per noi insegnanti la passione per il nostro lavoro in una scuola che, pur in difficolt&agrave;, continua a promuovere una delle competenze fondamentali per gli studenti, indicata anche dalle Raccomandazioni del Consiglio d&#8217;Europa del 2006,  &ldquo;imparare ad imparare&rdquo;.</p>
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		<title>La robotica educativa come metodologia di base per un apprendimento consapevole</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:12:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Antonella Caporusso, Lucrezia Iannola, Morena Lorenzini, Patrizia Rossini IX Circolo Japigia1, Bari patriziarossini@alice.it &#160; Al secondo anno di esperienza, il IX circolo Japigia 1 continua a sperimentare sul campo i risultati positivi dell&#8217;uso della robotica educativa in tutte le attivit&#224; previste. Dopo un primo anno in cui un gruppo di docenti interne si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Antonella Caporusso, Lucrezia Iannola, Morena Lorenzini, Patrizia Rossini <font size="4"> </font><br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><b><i>IX Circolo Japigia1, Bari</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(112,97,116,114,105,122,105,97,114,111,115,115,105,110,105,64,97,108,105,99,101,46,105,116)+'?'"><strong>patriziarossini@alice.it</strong></a></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/04-Caporusso.pdf" target="_blank"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Al secondo anno di esperienza, il IX circolo Japigia 1 continua a sperimentare sul campo i risultati positivi dell&rsquo;uso della robotica educativa in tutte le attivit&agrave; previste.<br />
Dopo un primo anno in cui un gruppo di docenti interne si sono formate grazie al contributo dell&rsquo;insegnante Simonetta Siega, durante l&rsquo;anno in corso &egrave; stato previsto un altro incontro per l&rsquo;approfondimento e  si sono organizzati corsi per la formazione delle docenti interne che non si sono formate lo scorso anno e per quella di docenti esterne.  Per quanto riguarda l&rsquo;uso della robotica nella didattica, quest&rsquo;anno &egrave; stata estesa a tutte le classi e si sono organizzati sette corsi di potenziamento.</em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/rossini - 1.png" width="174" height="187" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Fig. 1 &ndash; Logo per la robotica al IX Circolo Japigia 1 di Bari</em></strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Il progetto</h3>
<p style="text-align: justify;">Il  progetto nasce dalla convinzione per cui la crescita e la formazione dell&rsquo;alunno nella scuola e soprattutto in quella di base, non debba essere solo didattica.  Tutte le agenzie formative, prima fra tutte la scuola, agenzia formativa per eccellenza, dovrebbero avere come obiettivo finale, quello della  formazione di un uomo capace di portarsi per mano nella societ&agrave;  globale della conoscenza [ Rossini, 2012], di un uomo dalla testa &ldquo;ben fatta&rdquo; e non &ldquo;ben piena&rdquo; volendo utilizzare il noto concetto di Edgar Morin. [Morin,2000]. In una societ&agrave; in cui lo sviluppo tecnologico &egrave; cos&igrave; veloce e innovativo da rendere obsoleti i metodi utilizzati sino a ieri, il cittadino deve abituarsi al cambiamento e aggiornarsi continuamente nell&rsquo;ottica del <em>lifelong learning</em>. <br />
Sicuramente il futuro va verso una maggiore flessibilit&agrave; dell&rsquo;istruzione e della formazione che tenga conto della diversit&agrave; delle categorie degli individui e delle domande, va verso una scuola plurale che consideri l&rsquo;autonomia degli attori della formazione. Una societ&agrave; della conoscenza deve essere in grado di contenere tutte le forme di comunicazione, nonch&eacute; i pensieri individuali e collettivi delle persone, societ&agrave; della comunicazione che, per essere chiamata tale, deve fondarsi sul dialogo, sul confronto dei vari alfabeti non solo logico-formali, ma, anche, emotivo-trasgressivi nella consapevolezza, per dirla con Frabboni, per cui &ldquo; una cittadinanza attiva e solidale  nasce e si consolida se popolata di donne e uomini dai codici variopinti e dalle menti plurali&rdquo; [Frabboni 2002,2005 ].</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il contesto</h3>
<p style="text-align: justify;">Il IX Circolo Japigia1 &egrave; situato in un rione di Bari, Japigia, conosciuto come zona a rischio per l&rsquo;alto livello di criminalit&agrave;, nonch&eacute; per la presenza di molti stranieri, soprattutto di etnia Rom. L&rsquo;utenza, molto varia, annovera alunni figli di professionisti, figli di genitori in carcere, figli di nomadi. Conta al momento 877 alunni di cui 56 Rom. La scuola &egrave; un punto fermo e molto importante nel processo formativo degli alunni e negli ultimi anni ha avuto un incremento notevole di iscrizioni soprattutto in seguito al taglio innovativo che ha dato alle attivit&agrave; didattiche da proporre agli alunni. In seguito alla difficolt&agrave; del contesto in cui &egrave; situata e alla presenza del numero elevato di stranieri, la scuola ha come principi di base della sua mission, l&rsquo;integrazione, la legalit&agrave; attraverso  l&rsquo;uso dell&rsquo;informatica e delle nuove metodologie. Tutte le attivit&agrave; del curricolo locale, nonch&eacute; tutti i progetti interni al POF o progetti PON, hanno come filo conduttore questi argomenti che vengono affrontati in vario modo, sia nelle attivit&agrave; classiche, in classe, sia in forma laboratoriale. Il motto che contraddistingue la scuola &egrave; &ldquo;Una scuola dalla testa ben fatta&rdquo; riprendendo il concetto di Morin per cui si privilegerebbe la formazione di una testa bene fatta e non ben piena, quella testa capace di interconnettere  gli oggetti del sapere, &egrave; la testa capace di contestualizzarli e di cogliere la rete, &egrave; la testa che permette la costruzione di identit&agrave; giovanili responsabili, complete ed autonome.</p>
<h3 style="text-align: justify;">
Apprendimento meccanico e apprendimento significativo</h3>
<p style="text-align: justify;">Il progetto, partito lo scorso anno grazie a finanziamento del MIUR ufficio IV per la formazione, si &egrave; mostrato da subito molto efficace per favorire l&rsquo;apprendimento attraverso un incremento notevole della motivazione ad apprendere. <br />
Un&#8217;esperienza didattica &egrave; un evento complesso che coinvolge:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">insegnanti (devono sapere perch&eacute; e quali cambiamenti produrre, come verificarli),</li>
<li style="text-align: justify;">alunni (devono scegliere di voler imparare),</li>
<li style="text-align: justify;">curricolo (inteso come programmazione didattica o pianificazione degli interventi didattici),</li>
<li style="text-align: justify;">ambiente (il contesto, le conoscenze pregresse e l&#8217;insieme di fattori che regolano e controllano il significato dell&#8217;esperienza didattica).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">A questi elementi vanno aggiunti il pensiero, le azioni, le emozioni, che necessariamente intervengono in ogni evento formativo.<br />
L&#8217;azione di insegnamento, pur essendo un&#8217;azione comunicativa, non si esaurisce in essa, proprio perch&eacute; mira a far raggiungere un apprendimento il cui significato non pu&ograve; essere ridotto solo a quello cognitivo, costruito dalle conoscenze concettuali (concetti, principi, teorie) e dalle conoscenze procedurali (abilit&agrave; intellettuali e operative), ma comprende anche l&#8217;apprendimento di atteggiamenti e comportamenti significativi (disponibilit&agrave; positive verso persone, cose, situazioni ed azioni).<br />
Parlando di apprendimento non si pu&ograve; non considerare la sostanziale differenza esistente tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo, i due estremi di un continuum. <br />
L&#8217;apprendimento meccanico avviene quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il materiale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze.<br />
I bambini a scuola generalmente tendono ad imparare in modo meccanico, sforzandosi, anche a volte con l&#8217;aiuto di docenti ed insegnanti, solo ad imparare in maniera letterale il significato di alcuni concetti e parole memorizzandone solo la definizione. Per arrivare invece all&#8217;apprendimento significativo, lo studente, per sua volont&agrave;,  mette in  relazione gli elementi di conoscenza provenienti dall&#8217;esterno con quelli gi&agrave; preesistenti nella sua struttura.<br />
Tale processo comporta senza ombre di dubbio, uno sforzo non indifferente da parte dell&#8217;individuo, a favore di un considerevole aumento delle modalit&agrave; di apprendimento in maniera significativa e alla permanenza delle informazioni per lungo tempo ed a volte anche per tutta la vita, ma  significa anche che il soggetto che apprende non &egrave; tabula rasa, ma possiede una serie di conoscenze, di idee, di aspettative, dunque una struttura cognitiva capace di elaborare, nella sua interazione con l&#8217;ambiente esterno, le informazioni che dall&#8217;ambiente riceve.<br />
Figura importante &egrave; rappresentata, ovviamente, dal docente/insegnante/formatore che incoraggia l&#8217;apprendimento significativo, a scapito del tipo meccanico, attraverso la selezione di materiale significativo, rappresentato principalmente da mappe concettuali, circuiti audiovisivi, testi e dispense, ma soprattutto verifica le preconoscenze interne dell&#8217;allievo stesso e quindi modula un linguaggio idoneo alla comprensione delle nuove conoscenze formulate ed indirizzate al discente.<br />
Ausubel sottolinea pi&ugrave; volte che il fattore pi&ugrave; importante nell&#8217;influenzare l&#8217;apprendimento &egrave; ci&ograve; che l&#8217;alunno gi&agrave; conosce e che bisogna verificare queste conoscenze e su queste impostare il lavoro di insegnamento.<br />
Chi insegna, pi&ugrave; che esporre, deve &quot;stuzzicare&quot; la curiosit&agrave; ponendo domande, coinvolgendo le facolt&agrave; mentali, provocando l&#8217;ansia della ricerca.<br />
Con queste premesse la robotica educativa, cos&igrave; come l&rsquo;uso di una piattaforma e-learning  creata all&rsquo;interno della stessa scuola, che consolidi gli apprendimenti fruiti in attivit&agrave; classiche, in classe, &egrave; stato accolto come uno strumento idoneo alla formazione in senso ampio.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Un&rsquo;esperienza didattica: la preparazione per le gare</h3>
<h4 style="text-align: justify;">I destinatari</h4>
<p style="text-align: justify;">Il corso &ldquo;Robottiamo per la gara&rdquo;, tenutosi nell&rsquo;anno scolastico 2011/2012, quale azione del progetto &ldquo;La robotica a scuola&rdquo;, prevedeva 10 incontri di 2 ore ciascuno, in orario extracurricolare, ed era destinato a sei tra alunni ed alunne provenienti da due classi quarte.<br />
A priori, pertanto, si riteneva di poter incontrare qualche difficolt&agrave; nel far s&igrave; che un gruppo eterogeneo per l&rsquo;appartenenza alla classe, oltre che per genere e livello di apprendimento, diventasse una vera e propria squadra in cos&igrave; breve tempo. Oltre a ci&ograve;, la docente che ha tenuto il corso, la scrivente, non era una docente delle classi di quegli alunni, perci&ograve; c&rsquo;era prima di tutto da stabilire un rapporto con loro.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La conoscenza dello strumento</h4>
<p style="text-align: justify;">Il corso &egrave; iniziato con la scoperta delle caratteristiche e delle funzioni dello Scribbler. Gli alunni partecipanti hanno dapprima operato un confronto tra lo Scribbler ed il Bee-Bot, che gi&agrave; conoscevano ed avevano ampiamente utilizzato, rilevandone analogie e differenze. Poi sono stati forniti loro pochi elementi di conoscenza, essenziali per una prima minima programmazione del robot.<br />
Attraverso la libera costruzione di programmi e, successivamente, la ricerca di soluzioni per l&rsquo;esecuzione di compiti assegnati dall&rsquo;insegnante (problem solving), i ragazzi hanno scoperto una ad una le funzioni dello Scribbler, i significati delle principali icone dell&rsquo;interfaccia grafica attraverso la quale lo si programma e le variabili di programmazione del movimento (senso di marcia, direzione, potenza, tempo). Nel loro lavoro hanno proceduto per tentativi ed errori, poich&eacute; vigeva la &ldquo;legge della scoperta&rdquo;, adottando quindi di fatto, senza che inizialmente ne fossero consapevoli, il seguente schema procedurale: <em>problema &ndash; ipotesi &ndash; verifica &ndash; conclusioni &ndash; eventuale nuova ipotesi</em> (<strong>metodo scientifico</strong>). Ad esempio, &egrave; stato per loro necessario effettuare delle misurazioni e rivedere ripetutamente il programma costruito per poter capire quanti secondi impiega lo Scribbler, con la potenza massima, ad effettuare un percorso rettilineo di 15 cm, corrispondente al &ldquo;passo&rdquo; del Bee-Bot. <br />
Uno dei compiti assegnati agli alunni &egrave; stato quello di realizzare semplici coreografie, di volta in volta su brani musicali diversi, eseguendo prima loro stessi i movimenti che poi avrebbero dovuto compiere i robot. Successivamente i ragazzi hanno imparato a programmare lo Scribbler in modo da fargli disegnare, provvisto di pennarello, delle figure geometriche. I programmi cos&igrave; realizzati sono stati poi impiegati per arricchire le coreografie.<br />
I ragazzi hanno potuto cimentarsi con la programmazione del robot sia individualmente sia in gruppo, ma la loro scelta si &egrave; orientata via via sempre di pi&ugrave; verso il <strong>lavoro nel piccolo gruppo</strong>. Sono inoltre emersi dei <strong>leader positivi</strong>, che in molti casi hanno svolto spontaneamente attivit&agrave; di <strong>tutoring</strong> nei confronti dei compagni.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La preparazione della performance</h4>
<p style="text-align: justify;">Man mano che si procedeva con la scoperta delle potenzialit&agrave; dello Scribbler, si procedeva anche con la finalizzazione del percorso alla partecipazione alla Robocup Jr 2012 per la categoria Theatre Under 14: i ragazzi della squadra &ldquo;Le Robomeraviglie di Japigia 1&rdquo;, nome scelto da loro stessi, hanno letto il libro di Lewis Carroll &ldquo;Alice nel paese delle meraviglie&rdquo;, tema obbligato della performance, ed hanno poi visto l&rsquo;omonimo film di animazione della Walt Disney, che alcuni gi&agrave; conoscevano.<br />
Quello della scelta della scena da rappresentare &egrave; stato un momento importante, poich&eacute; bisognava tener conto di molti fattori di tipo diverso, oltre che delle preferenze di ognuno dei ragazzi: tempo, spazio, scenografia, musica, numero di attori, interazione tra attori e robot. Presa conoscenza del regolamento della gara, il gruppo di alunni &egrave; diventato <strong>una vera e propria squadra</strong> che ha scelto sempre compatta. I ragazzi, dopo aver valutato le varie possibilit&agrave;, hanno optato per l&rsquo;unione della scena in cui Alice parla con i fiori con quella in cui parla con il Brucaliffo. Da quel momento in poi, <strong>ogni singola scelta</strong>, dall&rsquo;assegnazione dei ruoli, alla riduzione dei dialoghi, all&rsquo;ideazione dei personaggi e dei costumi, <strong>&egrave; stata ragionata, negoziata e condivisa</strong>.<br />
Il primo passo per la realizzazione della scena &egrave; stato quello di stabilire la disposizione degli attori e dei robot nello spazio previsto, tenendo conto che ogni attore avrebbe dovuto azionare uno Scribbler e dargli la voce. In quel momento &egrave; nata l&rsquo;idea di usare il corpo degli attori come scenografia ed, eventualmente, proiettare delle immagini sullo sfondo. <br />
Poi si &egrave; scelta la musica, optando per un brano inedito gentilmente concesso dal compositore Andrea Salvadori, che ha composto le musiche per uno spettacolo teatrale ispirato ad &ldquo;Alice nel paese delle meraviglie&rdquo;.<br />
Dopodich&eacute; &egrave; arrivato il momento tanto temuto dai ragazzi: quello di mettere alla prova le proprie capacit&agrave; mnemoniche e recitative. Tutti quanti, spinti dalla <strong>forte motivazione</strong>, hanno imparato la parte di tutti in brevissimo tempo. Una volta padroni del copione, per i ragazzi si &egrave; trattato di decidere i movimenti degli Scribbler e di programmarli di conseguenza. La cosa che li ha visti impegnati al massimo per la difficolt&agrave; oggettiva &egrave; stata misurare il tempo per sincronizzare i movimenti dei robot. Sono stati fatti calcoli su calcoli e modifiche su modifiche.<br />
Una volta realizzati con l&rsquo;aiuto di una docente esperta i personaggi da montare sugli Scribbler, ideati dagli alunni, &egrave; stato necessario effettuare una serie di prove per verificare che il loro peso non rallentasse i robot sui quali erano stati montati. In effetti in alcuni casi &egrave; stato cos&igrave;, per cui i ragazzi si sono armati di pazienza e hanno ulteriormente limato i tempi dei blocchi di azione precedentemente programmati.</p>
<h4 style="text-align: justify;">I risultati</h4>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione alla Robocup Jr 2012 &egrave; stata un&rsquo;esperienza estremamente positiva, con risultati che sono andati molto al di l&agrave; delle aspettative: la squadra &ldquo;Le Robomeraviglie di Japigia 1&rdquo; si &egrave; classificata al primo posto per la sua categoria. Ma oltre a questo tangibile risultato che, per quanto inatteso, si ritiene abbia costituito un meritato riconoscimento all&rsquo;impegno profuso da tutti i ragazzi nonch&eacute; il frutto della collaborazione delle diverse componenti scolastiche, sono da sottolineare altri importanti risultati conseguiti dagli alunni: l<strong>o sviluppo di</strong> <strong>competenze disciplinari</strong> (quali orientarsi nello spazio vissuto e rappresentato, orientarsi nella dimensione temporale) <strong>e</strong> <strong>trasversali</strong> (quali comunicare, imparare ad imparare, risolvere problemi),<strong> di competenze personali</strong> (quali gestire le proprie emozioni, conoscere le proprie capacit&agrave;, impegnarsi per portare a termine un compito) <strong>e sociali </strong>(quali relazionarsi positivamente con gli altri, collaborare nel gruppo per il raggiungimento di un obiettivo comune). Tutto ci&ograve; grazie ad alcuni valori aggiunti di cui  la robotica educativa &egrave; portatrice, in quanto offre la possibilit&agrave; di incrementare fortemente la motivazione ad apprendere, d&agrave; l&rsquo;opportunit&agrave; di vivere l&rsquo;errore non come fonte di frustrazione ma come occasione di crescita, comporta la necessit&agrave; di confrontarsi con gli altri negoziando i punti di vista e, non per ultimo, costituisce un&rsquo;occasione per esprimere la creativit&agrave;.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/rossini - 2.png" width="260" height="174" alt="" /><br />
<em><strong>Fig. 2 &#8211; Esibizione nella Sala Consiliare.&nbsp;</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/rossini - 3.png" width="243" height="180" alt="" /><br />
<em><strong>Fig. 3 &#8211; Premiazione.</strong></em></p>
<h3 style="text-align: justify;">
Un&rsquo;esperienza didattica: la robotica come strumento interdisciplinare</h3>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;esperienza della robotica si &egrave; rivelata un contesto ottimale in cui il &ldquo;sapere&rdquo; e il  &ldquo;saper fare &ldquo; si sono coniugati per raggiungere obiettivi formativi e didattici. La robotica, inoltre, si &egrave; rivelata uno strumento straordinario per motivare ed incentivare gli apprendimenti e che ha consentito ai bambini di padroneggiare un linguaggio di programmazione convinti si trattasse di regole per giocare.<br />
L&rsquo;esperienza, avviata lo scorso anno con il Bee-Bot e in seguito con lo Scribbler , ci ha visti protagonisti di un percorso di apprendimento ludico-didattico in cui gli alunni hanno consolidato ed acquisito abilit&agrave; relative all&rsquo;Italiano, alla Geometria, Storia e Geografia, oltre a numerose competenze trasversali quali il problem-solving, lo sviluppo di attenzione, concentrazione e motivazione, di curiosit&agrave; e desiderio di partecipare all&rsquo;attivit&agrave; proposta senza timore dell&rsquo;errore che ha assunto un ruolo fondamentale per imparare, perch&eacute; reso palese dal comportamento del robot, ha fatto nascere l&rsquo;esigenza di correggerlo riflettendo insieme e riprovando. Pertanto si sono sentiti naturalmente coinvolti nelle attivit&agrave;  anche alunni bisognosi di strategie metodologiche che coinvolgessero la sfera affettiva e relazionale, permettendo cos&igrave; di coniugare multidisciplinariet&agrave; e lavoro di gruppo.<br />
Il percorso didattico nel corrente anno scolastico &egrave; partito dall&rsquo;uso del software per programmare lo Scribbler  con attivit&agrave; di consolidamento sul significato delle icone gi&agrave; conosciute per programmare il movimento, le luci, i suoni, sono state programmate le procedure per disegnare vari tipi di angolo e i poligoni studiati , &eacute; stato scoperto il ciclo per disegnare il cerchio, vi sono state attivit&agrave; di riflessione sulle grandezze variabili come la direzione, velocit&agrave; e durata del movimento nelle diverse situazioni. Le attivit&agrave; svolte singolarmente sono convogliate in un lavoro che sta coinvolgendo  gli alunni in una piccola rappresentazione della rielaborazione della storia del &ldquo;Piccolo Principe&rdquo;. La storia inventata dagli alunni, &egrave; narrata dagli stessi mentre lo Scribbler e il Bee-Bot si muovono su un reticolo su cui &egrave; stato disegnato il &ldquo;Sistema Solare&rdquo;.</p>
<h4 style="text-align: justify;">I risultati</h4>
<p style="text-align: justify;">Il pi&ugrave; evidente risultato che si &egrave; potuto apprezzare fin dal primo incontro &egrave; stato senz&rsquo;altro quello della entusiastica partecipazione degli alunni a tutte le attivit&agrave; proposte. I robot si sono rivelati potentissimi motivatori e facilitatori, anche negli alunni pi&ugrave; restii alla continuit&agrave; nell&rsquo;impegno scolastico, di attivit&agrave; spesso considerate ostiche e noiose. <br />
Altro elemento che emerge con sicurezza dal percorso realizzato &egrave; la flessibilit&agrave; di tali strumenti, che si prestano docilmente a fare da mediatori in tutte la discipline, anzi costituiscono molto spesso un supporto per ricucire i vari &ldquo;pezzi&rdquo; del sapere. I robottini si sono rivelati strumenti duttili ed adattabili al livello di preparazione di ciascun bambino ed efficaci strumenti per il recupero di strumentalit&agrave; di base. Il loro utilizzo, infatti, gratifica il bambino ed il risultato immediato e positivo che ne consegue &egrave; l&rsquo;aumento dell&rsquo;autostima.<br />
Analogamente i robot facilitano l&rsquo;inserimento degli alunni stranieri e l&rsquo;apprendimento dei bambini diversamente abili. Inoltre l&rsquo;uso del &ldquo;problem-solving&rdquo; ha permesso di attuare  scelte frutto della collaborazione  di pi&ugrave; individui, tutti interessati a perseguire un obiettivo comune. La robotica ha, infatti, l&rsquo;intrinseco vantaggio di indurre i bambini ad  imparare a negoziare il proprio punto di vista con quello degli altri,  tenendo conto cos&igrave;, delle molteplici differenze di opinione. Gli alunni, inoltre sono indotti a procedere necessariamente in modo sistematico e ordinato con step scelti e condivisi a priori, utilizzando di fatto il metodo scientifico. In tale contesto anche l&rsquo;errore non viene vissuto con umiliazione e come una sconfitta, ma semplicemente come un&rsquo;ipotesi confutata dalla sperimentazione.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/rossini - 4.png" width="478" height="313" alt="" /><br />
<strong><em>Fig. 4 &#8211; Corso di potenziamento</em></strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">
Un&rsquo;esperienza di formazione per i docenti</h3>
<p style="text-align: justify;">La parola &ldquo;robotica&rdquo; porta alla mente l&rsquo;immagine di macchine sofisticate e complicatissime, per cui spesso i docenti che si accostano ai corsi di formazione sono convinti di dover affrontare una nuova &ldquo;ostica&rdquo; disciplina, che si andr&agrave; ad aggiungere alle altre pi&ugrave; &ldquo;tradizionali&rdquo;.<br />
Analogamente, anche nella nostra scuola l&rsquo;ostacolo pi&ugrave; grande &egrave; stato quello di convincere le colleghe che i robot non sono giocattoli elettronici, troppo strutturati e adatti solo ai ragazzi pi&ugrave; grandi, ma utilissimi sussidi per la didattica quotidiana, capaci di mutuare  competenze trasversali dal mondo delle scienze matematiche e da quello delle discipline umanistiche. <br />
Lo scopo del corso, quindi, non &egrave; quello di sostituire contenuti e conoscenze considerate desuete con altre ritenute pi&ugrave; attuali, ma &egrave; quello di rendere pi&ugrave; efficace la trasmissione dei saperi e la scuola un luogo pi&ugrave; vicino alla realt&agrave; quotidiana degli alunni, abituati, quali nativi digitali, ad essere circondati e ad utilizzare strumenti di comunicazione attraenti.<br />
Nella nostra esperienza il corso di formazione di &ldquo;robotica educativa&rdquo;, destinato alle docenti interne della scuola dell&rsquo;Infanzia e Primaria ed ad alcune docenti esterne provenienti da scuole di vario ordine e grado, &egrave; stato strutturato considerando alcune fasi. <br />
Nella prima fase sono state esplicitate le basi teoriche e i concetti metodologici relativi alla robotica educativa, in base ai quali l&rsquo;insegnante ha un obiettivo ben definito: costruire competenze reali nell&rsquo;allievo e favorire un apprendimento significativo, attraverso il cambiamento dei suoi modelli di pensiero. Nella  fase successiva si &egrave; proceduto alla presentazione di alcuni robot della linea educativa, nel nostro caso il Bee-bot e lo Scribbler. <br />
Il percorso di formazione ha seguito poi un&rsquo;evoluzione simile all&rsquo;approccio destinato alle classi. Abbiamo trovato infatti efficace impostare il corso di robotica educativa in modo graduale e fortemente operativo per cui i docenti, organizzati in piccoli gruppi, hanno potuto sperimentare direttamente le tante potenzialit&agrave; dei robot, partendo dal Bee&ndash;bot fino ad arrivare allo Scribbler, scoprendo direttamente quanto possano incidere nello sviluppo della manualit&agrave;, della capacit&agrave; di astrarre, nell&rsquo;organizzazione spazio-temporale, nella sperimentazione di nozioni di matematica, geografia, storia, nella narrazione di storie con il robot che diventa personaggio di favole e di racconti ed infine, come oggetto da rielaborare artisticamente. <br />
Nella formazione cos&igrave; condotta il docente tutor ha svolto un ruolo di orientatore-facilitatore, indicando ai colleghi gli obiettivi da perseguire e suggerendo le metodologie da adottare. <br />
Le difficolt&agrave; maggiori che hanno riscontrato i docenti durante il percorso di formazione si possono ricondurre generalmente all&rsquo;uso della piattaforma di programmazione dei robot. Rappresenta il momento pi&ugrave; complesso dal punto di vista tecnico e richiederebbe tempi pi&ugrave; lunghi e distesi per permettere a tutti l&rsquo;esplorazione di ogni potenzialit&agrave; presente. <br />
Partito tra dubbi e scetticismo, il corso di robotica educativa si &egrave; trasformato in breve tempo in uno dei corsi pi&ugrave; amati e frequentati dai docenti, anche perch&eacute; &egrave; ritenuto particolarmente efficace per le significative ricadute sul profilo professionale.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/rossini - 5.png" width="490" height="365" alt="" /><br />
<strong><em>Fig. 5 &#8211; Formazione dei docenti</em></strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">Il percorso nel mondo della robotica si fa sempre pi&ugrave; integrato e si  radica in modo trasversale nel tessuto delle varie discipline. La stessa utenza riconosce la valenza dello strumento.  Le iscrizioni ai corsi di potenziamento sono state di gran lunga superiori rispetto al numero consentito, indicatore di grande interesse da parte delle famiglie. Una scuola che mira alla formazione di alunni dalla testa ben fatta, non pu&ograve; prescindere dall&rsquo;uso di nuove tecnologie e di nuovi strumenti. Il percorso intrapreso permette in modo inequivocabile di dare agli alunni una grande motivazione ad apprendere e sappiamo quanto sia importante non tanto acquisire una conoscenza, ma consolidare un metodo di studio e di approccio alla risoluzione di problemi che definisca la forma mentis in modo proattivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Un marinaio non prega per il vento buono. Impara a navigare. (Gustav Lindborg)<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Robotica educativa: Riflessioni… “appassionate”</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Anna Carotenuto Antonella di Pietro, Giovanna Tamini&#160; I.C. Verbania Intra anna.caro77@libero.it macrena@tiscalinet.it &#160; &#8220;&#8230;un gran numero di persone esercita la propria attivit&#224; pi&#249; significativa e gratificante lontano dal posto di lavoro&#8230;&#8221;, &#8220;&#8230; gli amatori competono con successo con i professionisti&#8221;: sostiene Jeff Howe in Crowdsourcing1. &#160; Pensiamo al mondo della scuola &#8230;, forse il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Anna Carotenuto Antonella di Pietro, Giovanna Tamini&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><b><i>I.C. Verbania Intra</i></b></p>
<p style="text-align: right;"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(97,110,110,97,46,99,97,114,111,55,55,64,108,105,98,101,114,111,46,105,116)+'?'"><strong>anna.caro77@libero.it</strong></a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(109,97,99,114,101,110,97,64,116,105,115,99,97,108,105,110,101,116,46,105,116)+'?'"><strong>macrena@tiscalinet.it</strong></a></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/05-Carotenuto.pdf" target="_blank"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&ldquo;&#8230;un gran numero di persone esercita la propria attivit&agrave; pi&ugrave; significativa e gratificante lontano dal posto di lavoro&#8230;&rdquo;, &ldquo;&hellip; gli amatori competono con successo con i professionisti&rdquo;: sostiene Jeff Howe in Crowdsourcing<sup>1</sup>.<br />
</em></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Pensiamo al mondo della scuola &hellip;, forse il discorso &egrave; appropriato!</p>
<p style="text-align: justify;">Quando i docenti, grazie alle proprie passioni e attitudini, diventano modello educativo, coinvolgente per gli alunni, si riscontra anche la risposta da parte di questi. Essi colgono la nostra passione per un&#8217;attivit&agrave;, e danno il meglio delle loro capacit&agrave; &#8230; per allinearsi alle nostre aspettative e portano nell&#8217;apprendimento la carica significativa e gratificante dell&#8217;<em><strong>imparare facendo</strong></em>. Attivano cos&igrave; il piacere dell&#8217;apprendimento, che getta le basi all&#8217; &ldquo;educazione permanente&rdquo;.<br />
La robotica &egrave; stato il tentativo di sviluppare, in una modalit&agrave; accattivante, quanto i nostri legislatori hanno espresso nelle &ldquo;Indicazioni nazionali per il curricolo del primo ciclo d&rsquo;istruzione del 2012&rdquo;<sup>2</sup> e in particolare si &egrave; inteso a favorire &ldquo;<em>&#8230; l&rsquo;acquisizione delle conoscenze e delle abilit&agrave; fondamentali di base nella prospettiva del pieno sviluppo della persona.</em>&rdquo; Tale percorso, ben sviscerato nelle &ldquo;Indicazioni nazionali&rdquo;, ci impegna a favorire lo sviluppo delle competenze chiave nei bambini e, soprattutto, a rafforzare in loro la motivazione alla scoperta, alla ricerca, al lavoro di team, nonch&eacute; all&rsquo;acquisizione di fiducia nelle proprie capacit&agrave;. Questo &egrave; stato facilmente attuabile mediante la <strong>robotica educativa</strong> sviluppata in un articolato progetto di plesso e di Istituto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle condizioni di un piacevole &ldquo;<em>imparare facendo</em>&rdquo; si accetta la guida, la collaborazione di chi &egrave; pi&ugrave; &ldquo;abile&rdquo; o preparato &#8230;, che sia un compagno, che sia l&#8217;insegnante.<br />
Ecco la possibilit&agrave; di collaborare &#8230;, come tra pari, accomunati dalla passione.<br />
Il lavoro si pu&ograve; spezzare in piccole unit&agrave; che ognuno rielabora dando il proprio contributo, producendo qualche cosa di nuovo, mettendo a frutto ci&ograve; che viene dalla propria creativit&agrave; aggiunta ad una conoscenza oggettiva di partenza &#8230; che ha fornito l&#8217;insegnante.</p>
<p style="text-align: justify;">La  Robotica Educativa va ad aggiungersi ad altre strategie per conseguire gli obiettivi previsti dalla programmazione e trova terreno fertile in una didattica che, gi&agrave; dai primi passi della scuola primaria, ha condotto i bambini ad imparare problematizzando, formulando ipotesi, sperimentando.<br />
Con il proseguire in tale ambito &egrave; tangibile il miglioramento personale, delle proprie capacit&agrave;, dell&#8217;autostima, della socializzazione.<br />
Nasce la voglia di produrre idee innovative. E noi docenti siamo consapevoli di offrire delle opportunit&agrave; ad alcuni alunni provvisti di talento &ldquo;speciale&rdquo;.<br />
&ldquo;<em>Dalla collaborazione con gli altri, dall&#8217;ascolto degli altri, sapendo che alla fine ne verr&agrave; fuori qualcosa di migliore &hellip;</em>&rdquo;,  &ldquo;.<em>.. c&#8217;&egrave; sicuramente qualcuno pi&ugrave; bravo. Oppure qualcuno che  pu&ograve; migliorare la tua idea&#8230;, oppure tanti che possono aiutarti a metterla a  fuoco e renderla vincente</em>&rdquo; &#8230; <sup>3</sup><br />
Un altro da me pu&ograve; cogliere con occhi diversi particolari determinanti per nuove rilevazioni o scoperte&#8230;,  non &egrave; forse questo lo stile della ricerca e della ricerc-azione?<br />
No alla ricerca di soddisfazioni individuali, ma si alla forza del lavoro di un team &#8230;<br />
La Robotica Educativa consente tutto ci&ograve;.</p>
<h3>Lo Scribbler nella nostra esperienza</h3>
<p style="text-align: justify;">Oggi nel piccolo contesto di una classe quinta della Scuola Primaria, grazie alla Robotica, si produce un arricchimento, un&#8217;apertura mentale che potr&agrave; generare giovani migliori: pi&ugrave; fiduciosi e sicuri del proprio ruolo, abituati allo stile della ricerca, al lavoro di squadra, consapevoli delle proprie attitudini &#8230;<br />
Non &egrave; forse questo che chiede il mondo del lavoro oggi?<br />
Accade ci&ograve; ogni volta che lavorano in gruppo 3 o 4 alunni: si concentrano su un problema o quesito e cercano di risolverlo.<br />
Attraverso il &ldquo;problem solving&rdquo; si favorisce l&#8217;acquisizione di competenze trasversali alle varie discipline, essenziali per una forma mentale attiva e consapevole, adeguata ai giovani dei nostri tempi.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/carotenuto - 1.png" width="500" height="377" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Fig. 1 &#8211; Robot Scribbler al lavoro!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Si stimola il pensare, il ragionare e il fare ipotesi, attivit&agrave; che permettono l&#8217;utilizzo di conoscenze gi&agrave; possedute&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel predisporre il foglio di programmazione dello Scribbler 2 ognuno offre il suo contributo &hellip; anche solo per costruire un semplice algoritmo che contenga &ldquo;per&ograve;&rdquo; &#8230;. un angolo di 90&deg;, poi una linea spezzata, poi un po&#8217; di musica, che fa allegria, &#8230; e poi ancora &#8230; una circonferenza, o un movimento ritmato.<br />
E, se si trova un ostacolo?  Cosa fare?</p>
<p style="text-align: justify;">Osservare gli alunni in questi attimi &egrave; dire &ldquo;grazie&rdquo; alla Robotica Educativa.<br />
E&#8217; anche trovare energie per coinvolgere colleghi che possano sperimentare le stesse esperienze, sensazioni, emozioni &#8230;&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/carotenuto - 2.png" width="400" height="462" alt="" /><br type="_moz" /><br />
</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Fig. 2 &#8211; Momento di formazione docenti</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Cos&igrave; nasce un laboratorio didattico tra docenti che si scambiano esperienze &#8230;<br />
Dalla didattica laboratoriale al laboratorio didattico dei docenti che fanno autoformazione e progettazione&#8230;il passo &egrave; breve!</p>
<h3>
La forza del team &#8230; il lavoro &ldquo;condiviso&rdquo;&#8230;</h3>
<p style="text-align: justify;">&Egrave; nato, nel settembre 2011, nel nostro, allora Circolo Didattico, un gruppo di lavoro scaturito dalla volont&agrave; di alcune colleghe, che si erano gi&agrave; avvicinate a tale attivit&agrave; con positive ripercussioni sull&rsquo;apprendimento degli alunni. Uscire dalla didattica tradizionale per affacciarsi ad un percorso che offra maggiori opportunit&agrave; di crescita personale e collettiva &egrave; tuttora la motivazione che invoglia a  sperimentare nuove vie e nuovi ausili didattico-educativi. Tale percorso si &egrave; rinforzato confrontando, nel gruppo di lavoro, le variegate esperienze fatte con le proprie classi, concretizzando proposte, ampliando contenuti, tentando nuovi argomenti, collaborando nello sviluppo di attivit&agrave; diverse. Un grande contributo nell&rsquo;operare in questa nuova modalit&agrave;, trasversale a tutte le discipline e palestra di cittadinanza attiva, &egrave; stata l&rsquo;adesione alla Rete di scuole per la Robocup.<br />
&ldquo;Fare scuola con &hellip; i robot&rdquo;, nella didattica pratica, ha visto prima l&rsquo;uso del corpo per muoversi seguendo i comandi di un capo/gioco, si &egrave; accresciuto attraverso la sperimentazione dei movimenti possibili del Bee-bot, si &egrave; affinato nella progettazione di strisce e di tappeti, quali percorsi utili a sviluppare abilit&agrave; inerenti le capacit&agrave; progettuali, di lavoro di gruppo, di calcolo, di stima, di ritmo nonch&eacute; il consolidamento di concetti topologici e l&rsquo;affinamento della grafica e della coordinazione oculo-manuale<sup>4</sup>. <br />
Lo scopo del nostro progetto, pertanto, diventa quello di usare il Bee-bot come strumento ludico, tecnologicamente appetibile, per rendere i bambini soggetti attivi nella &rdquo;costruzione&rdquo; della propria conoscenza, per stimolare sia la loro sfera dell&rsquo;intelligenza cognitiva che quella affettiva<sup>5</sup>, motivandoli attivamente in un contesto ottimale in cui il &ldquo;sapere&rdquo; e il &ldquo;saper fare&rdquo; si coniugano per raggiungere obiettivi formativi e didattici. <br />
La robotica, in tale ottica, &egrave; un linguaggio trasversale che permette di raggiungere i pi&ugrave; svariati obiettivi:</p>
<ul>
<li>Coniuga multidisciplinarit&agrave; e lavoro di gruppo.</li>
<li>Produce forte motivazione nei bambini attratti da un&rsquo;insaziabile curiosit&agrave; verso le tecnologie.</li>
<li>Facilita l&rsquo;integrazione di alunni extracomunitari.</li>
<li>E&rsquo; una risorsa per progetti individualizzati.</li>
<li>Favorisce la crescita di una coscienza sulle proprie capacit&agrave;.</li>
<li>Sviluppa la coscienza sociale.</li>
<li>Consente di padroneggiare un linguaggio di programmazione.</li>
</ul>
<h3>
Music and dance</h3>
<p style="text-align: justify;">La fantasia dei bambini non ha limiti ed &egrave; facile stuzzicarla e farla galoppare.<br />
Tra le varie esperienze, in una classe seconda, quella pi&ugrave; curiosa si &egrave; rivelata la creazione di ritmi musicali. <br />
Per gestire meglio l&rsquo;attivit&agrave; e dare spazio a tutti, la classe &egrave; stata divisa in gruppi di 4 bambini. Ciascun gruppo, a turno, ipotizza un ritmo fatto con note da 4/4, 2/4, 1/4, 1/8.  Il capogruppo pone sul tappeto le note &ldquo;da conquistare&rdquo;. Nascono ritmi pi&ugrave; o meno facili da riprodurre con la voce, con il battito delle mani, con il flauto e/o con piccoli strumenti a percussione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nelle indicazioni nazionali per la scuola primaria si legge: &ldquo;<em>In matematica &hellip; &egrave; elemento fondamentale il laboratorio, inteso sia come luogo fisico sia come momento in cui l&rsquo;alunno &egrave; attivo, formula le proprie ipotesi e ne controlla le conseguenze, progetta e sperimenta, discute e argomenta &hellip;</em>&rdquo; e ancora: &ldquo;<em>Nella scuola primaria si potr&agrave; utilizzare il gioco, che ha un ruolo cruciale nella comunicazione, nell&rsquo;educazione al  rispetto di regole condivise, nell&rsquo;elaborazione di strategie adatte a contesti diversi</em>&rdquo;. Fortemente convinti di quanto appena esposto, nel progetto di robotica educativa del nostro Istituto ha trovato giusta collocazione anche l&rsquo;approccio alla geometria piana. <br />
Dopo aver costruito palazzi (parallelepipedi), dadi (cubi), alberi di natale (piramidi) i bambini scoprono le impronte di questi semplici solidi. Mediante carta, forbici e colla provano anche a riprodurre le impronte creando delle forme geometriche piane. <br />
Entrano nel linguaggio, di tutti i bimbi, termini come: lato, angolo, vertice, punto, lunghezza, misura, perimetro, con la consapevolezza del loro significato. <br />
Il passo successivo diventa per i bambini, divisi in gruppi, il pi&ugrave; divertente perch&eacute; ipotizzano il percorso che potrebbe fare il robottino per seguire il perimetro delle figure realizzate rispettando i suoi passi di 15 cm, lo programmano e &hellip; magicamente &hellip; si combinano le figure.</p>
<p style="text-align: justify;">&ldquo;<em>Perch&eacute; non proviamo a far muovere pi&ugrave; api insieme?</em>&rdquo;. &Egrave; giunto il momento giusto per avvicinarsi alla progettazione di movimenti sincroni di pi&ugrave; Bee-bot con la creazione di figure complesse.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/carotenuto - 3.png" width="500" height="152" alt="" /><br />
</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/carotenuto - 4.png" width="500" height="164" alt="" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Fig. 3 &#8211; Bee Bot in gruppo!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
A prima vista non sembrerebbe un&rsquo;attivit&agrave; difficile, ma le discussioni all&rsquo;interno del gruppo e il riuscire a coordinarsi con gli altri gruppi ha impegnato tutti i bimbi ad essere tolleranti, propositivi e collaborativi. Questa &egrave; stata una grande conquista!</p>
<h3>
Conclusioni</h3>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;esperienza didattica all&rsquo;interno del nostro progetto &egrave; risultata molto appassionante e innovativa e sta offrendo risultati superiori a quelli ipotizzati. Il contributo che la robotica educativa ha offerto all&rsquo;apprendimento degli alunni, anche molto piccoli, &egrave; risultato versatile e ha facilmente investito tutti gli ambiti didattico-educativi sollecitando, in forma ludica, gli alunni a maturare competenze, a formare abiti razionali e comportamentali.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/carotenuto - 5.png" width="500" height="281" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">La Robotica Educativa si conferma come una grande opportunit&agrave; di crescita in sinergia docente/alunno/tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti</p>
<p style="text-align: justify;">1 Jeff Howe, Crowdsourcing, 2008 &#8211; Sossella Editore 2010, Prefazione, 17, 27.<br />
2  Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell&rsquo;infanzia 	e del primo ciclo d&rsquo;istruzione del 2012.<br />
3 Jeff Howe, Crowdsourcing, 2008 &#8211; Sossella Editore 2010.<br />
4 &ldquo;Robotica educativa &hellip; e vai!!!&rdquo; ATTI III Convegno Roboscuola Trento 2012, delle docenti Di Pietro Antonella e Randazzo Concetta<br />
5 cfr. Piaget</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>mOway Italia: una nuova risorsa per la Robotica Educativa nelle scuole del I ciclo</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:10:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Elena Merino&#160; MiniRobots, S.L. &#8211; 48950 Erandio &#8211; Bizkaia (Spain) e.merino@minirobots.es &#160; Tutto intorno a noi la tecnologia avanza a passi da gigante. A volte diamo per scontate alcune delle nuove e sorprendenti tecnologie che giungono tra le nostre mani. Ma &#232; molto intrigante e motivante per gli studenti provare a comprendere come funzionano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Elena Merino&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><strong><em><strong>MiniRobots, S.L. &#8211; 48950 Erandio &#8211; Bizkaia (Spain)</strong></em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(101,46,109,101,114,105,110,111,64,109,105,110,105,114,111,98,111,116,115,46,101,115)+'?'">e.merino@minirobots.es</a></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a target="_blank" href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/06-Merino.pdf"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto intorno a noi la tecnologia avanza a passi da gigante. A volte diamo per scontate alcune delle nuove e sorprendenti tecnologie che giungono tra le nostre mani. Ma &egrave; molto intrigante e motivante per gli studenti provare a comprendere come funzionano alcuni strumenti e servizi ormai di uso quotidiano. Torna quindi valido come metodo di apprendimento poter replicare in un&#8217;applicazione informatica &ldquo;fatta da noi&rdquo; il prodotto e il comportamento del programma o oggetto informatico, per poterlo capire.<br />
Bisogna comprendere che &egrave; molto importante poter mettere gli studenti in grado di comprendere ci&ograve; che studiano, in modo che gli apprendimenti non si dimentichino, e si diventi capaci di applicare quanto appreso in situazioni diverse.<br />
Una formazione di qualit&agrave; che promuove la motivazione, la pratica, la creativit&agrave;, il pensiero e la comprensione degli studenti, elimina qualsiasi timore di insuccesso scolastico. Promuove anche il contrario, la voglia di procedere, per gettare le basi di un buon livello di formazione che prepari meglio gli studenti per il futuro.<br />
Analizzando questi fattori, nella nostra azienda Minirobots, &egrave; nata l&rsquo;idea di proporre una soluzione, un robot educativo progettato su quattro chiari elementi:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">essere un prodotto attraente per lo studente e per il docente,</li>
<li style="text-align: justify;">capace di realizzare una curva di apprendimento rapido, per coinvolgere gli studenti,</li>
<li style="text-align: justify;">scalabile, predisposto per vari livelli di apprendimento,</li>
<li style="text-align: justify;">con un prezzo accessibile per la scuola.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">E cos&igrave; &egrave; nato il robot mOway.<br />
Il robot mOway &egrave; una soluzione per apprendimenti svariati, raccolti in un unico strumento, con il quale &egrave; possibile avvicinare il mondo della robotica e della tecnologia elettronica alle istituzioni scolastiche.<br />
Con mOway &egrave; possibile per gli studenti scoprire la programmazione potendo utilizzare diversi ambienti di programmazione, per il controllo del robot, del suo input e output.<br />
Dopo quattro anni mOway &egrave; presente nelle scuole in oltre venti paesi in tutto il mondo, e siamo in contatto e abbiamo il sostegno di centinaia di insegnanti che condividono l&#8217;entusiasmo per le attivit&agrave; di apprendimento che i loro studenti realizzano con mOway.<br />
L&#8217;ultimo caso di successo &egrave; stato l&#8217;Italia, dove 10 scuole di tutta Italia hanno conosciuto mOway, e insegnanti e studenti ci hanno mostrato, alla Robocup Jr tenutasi il 19 aprile scorso, il loro lavoro, tante buone idee e entusiasmo.</p>
<p style="text-align: center;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" bordercolor="#333333" style="text-align: right;"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Giovanni Marcian&ograve;&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><em><strong>Universit&agrave; di Torino Dipartimento di Filosofia e Scienze della Formazione</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(103,105,111,118,97,110,110,105,46,109,97,114,99,105,97,110,111,64,114,111,98,111,116,105,99,97,101,100,117,99,97,116,105,118,97,46,105,116)+'?'"><strong>giovanni.marciano@roboticaeducativa.it</strong></a></p>
</td>
</tr>
<tr>
        </tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: left;">
<em>&ldquo;Buongiorno, scrivo da una societ&agrave; spagnola, Minirobots, che ha creato un robot educativo denominato mOway. &egrave; uno strumento educativo per introdurre gli studenti al mondo della robotica, la programmazione e la elettronica. Vorremmo avere pi&ugrave; presenza in Italia e che la gente cominci a conoscere il nostro prodotto. Quindi, vorremmo pubblicare un articolo su mOway sul suo sito Web, se possibile.&rdquo;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Da questa mail di inizio gennaio nasceva qualcosa di pi&ugrave; di un articolo su <a href="http://www.roboticaeducativa.it">www.roboticaeducativa.it</a> &hellip; nasceva una ricerca-azione &ldquo;a distanza&rdquo; che ha coinvolto dieci Istituti del I ciclo della Rete Robocup Jr Italia, per verificare &ndash; da Catania a Bolzano &ndash; quanto mOway potesse essere &ldquo;<strong><em>l&rsquo;anello mancante</em></strong>&rdquo; nell&rsquo;ambiente di apprendimento proposto nel 2006 dall&rsquo; IRRE Piemonte alla scuola italiana.<span id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6a5-2c0a-0534-994b6fb16c66"><br />
</span></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="51" />
<col width="132" />
<col width="142" />
<col width="161" />
<col width="183" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:italic;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Et&agrave;</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:italic;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Scuola</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:italic;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Hardware &ndash; software</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:italic;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Attivit&agrave;</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:italic;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Abilit&agrave; sollecitate</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">5-6</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Infanzia &ndash; primaria</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Bee-Bot </span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Programmare percorsi, liberi o obbligati</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Lateralizzazione &ndash; Astrazione</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">7-9</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Primaria</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Scribbler 2 &ndash; </span><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">mOway</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Percorsi iterativi e geometrici &ndash; uso semplice di sensori </span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Algoritmi lineari &ndash; azione-reazione</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">10-13</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Primaria &ndash; media</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">mOway</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Problemi robotici &ndash; uso di pi&ugrave; sensori</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Procedure parallele</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">14-16</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Media &#8211; biennio superiore</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">mOway</span><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> &ndash;Lego NXT &ndash;BoeBot</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Problemi robotici &ndash; uso di sensori avanzati</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Reti neurali</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p style="text-align: justify;">In un&rsquo;ideale dotazione del Laboratorio di Robotica Educativa (LRE), a costi &ldquo;scolastici&rdquo; e con attenzione a sicurezza e oneri di gestione, ma potentemente incidente sui processi di apprendimento dai 4 ai 14 anni, nel crescendo si risorse HW &ndash; SW si &ldquo;saltava&rdquo; dallo Scribbler al Lego NXT. Ora mOway sembrava essere l&rsquo;ideale sviluppo dello Scribbler, e premesso al Lego NXT. L&rsquo;anello mancante, appunto, visto lo &ldquo;sforzo&rdquo; sinora registrato nelle scuole per approcciare il kit Lego e nel gestirne le innumerevoli potenzialit&agrave;.<br />
La pubblicazione completa degli esiti registrati e delle relazioni dei docenti potr&agrave; dare un pi&ugrave; chiaro quadro dei risultati di questa azione che &ndash; per intanto &ndash; pone le basi alla proposizione del mOway alle scuole italiane del I ciclo come &ldquo;terzo stadio&rdquo; del laboratorio di Robotica educativa, aggiornando lo schema pubblicato nel 2007 [Marcian&ograve;, 2007, &ldquo;La robotica quale ambiente di apprendimento&rdquo;, in Atti Didamatica 2007,&nbsp;link: <a href="http://www.roboticaeducativa.it/wp-content/uploads/2012/03/2007_Atti_didamatica_a_x.pdf" target="_blank">http://www.roboticaeducativa.it/wp-content/uploads/2012/03/2007_Atti_didamatica_a_x.pdf</a>.<br />
Il quaderno didattico appena pubblicato potr&agrave; permettere alle scuole che vorranno proporre mOway nei propri laboratori di Robotica educativa di sollecitare il potenziale cognitivo dei propri alunni, in un graduale crescendo di problemi robotici.<br />
Nel frattempo la versione del mOway che sar&agrave; distribuita in Italia &egrave; la pi&ugrave; recente, integrata con Scratch nel &ldquo;mOway Scratch Kit&rdquo;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 1.png" width="500" height="153" alt="" /><br />
Fig. 1 &#8211; a sinistra l&rsquo;edizione &ldquo;mOway Scratch Kit&rdquo; con 2 mOway completi di interfaccia Wi-Fi per operare con Scratch &ndash; a destra il robot mOway</em></strong></p>
<table style="border: none; border-collapse: collapse;">
<colgroup>
<col width="690" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border-style: solid; border-color: rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 7px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; font-weight: bold; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Insegnanti che hanno partecipato alla Ricerca-Azione</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1.5;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; font-style: italic; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">(in grassetto quelle di cui compare pi&ugrave; sotto la relazione)</span></p>
<p></p>
<div dir="ltr">
<table style="border: none; border-collapse: collapse;">
<colgroup>
<col width="76" />
<col width="164" />
<col width="250" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Piemonte</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; font-weight: bold; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Patrizia Battegazzore</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. Tortona A (AL)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Lombardia</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Massazza Monica</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. Mortara (PV)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Bolzano</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Franzoi Monica</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Scuola Media Rainerum &ndash; Bolzano</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Trento</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Francesca Donati</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. Trento 3 &ndash; Trento</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Veneto</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; font-weight: bold; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Donatella Collodel</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. Vittorio Veneto I Da Ponte (TV)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Umbria</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Tamara Tittarelli</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Sec. I Gr. Mastro Giorgio &#8211; Gubbio (PG)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Abruzzo</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Eliana Giansante</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. D.Alighieri &#8211; Spoltore (PE)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Abruzzo</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Delli Rocili Romina</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. Pescara 7</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Puglia</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; font-weight: bold; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Lucrezia Iannola</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">IX C.D. Japigia1 &#8211; Bari</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Sicilia</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">Carmela Rita Pappalardo</span></p>
</td>
<td style="border: 0px solid rgb(0, 0, 0); vertical-align: top; padding: 0px 5px;">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size: 13px; font-family: Arial; background-color: transparent; vertical-align: baseline; white-space: pre-wrap;">I.C. S. Casella &#8211; Pedara (CT)</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div dir="ltr"><span id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6a6-0bfe-6f5c-55de9047ba6d"><br />
</span></div>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="690" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.5;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Lo staff della MiniRobots che ha supportato la Ricerca-Azione</span></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="163" />
<col width="139" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:16px">
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">CEO</span></p>
</td>
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Elena Merino</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Progettista</span></p>
</td>
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Daniel Del Rio</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Progettista</span></p>
</td>
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Samuel Merino</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Social networking</span></p>
</td>
<td style="border:0px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#ffffff;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Eva Llanos</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p style="text-align: justify;">Nelle dieci scuole coinvolte sono rappresentati diversi contesti reali con/senza precedente esperienza graduale (BeeBot &ndash; Scribbler). Ecco la lista:<span id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6a7-bf19-4a5d-5cf998b3045e"><b style="font-weight:normal;" id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6ab-dd00-1b5f-4f7020f73f9d"><br />
</b></span></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="166" />
<col width="167" />
<col width="152" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">NOME SQUADRA</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">ISTITUTO</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">CITTA&#8217;</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#dddddd;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">scuole primarie </span><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:small-caps;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">con</span><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> passata esperienza con BeeBot e Scribbler</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 5px 0px 5px">&nbsp;</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 5px 0px 5px">&nbsp;</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Curiosity</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">IC MORTARA</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Mortara (PV)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Speedy Team</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I.C. Tortona A</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Tortona (AL)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">etnea-resque</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I.C. S. Casella</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Pedara (CT)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Japigia1 super robot</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">IX C.D. Japigia1</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Bari</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#dddddd;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">scuole sec. I grado </span><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:small-caps;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">con</span><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> esperienza con BeeBot e Scribbler</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 5px 0px 5px">&nbsp;</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 5px 0px 5px">&nbsp;</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Run Again</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Scuola media Rainerum</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Bolzano</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Gli inseguitori</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I.C. TRENTO 3</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">TRENTO</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#dddddd;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">scuole sec. I grado SENZA esperienza con BeeBot e Scribbler</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 5px 0px 5px">&nbsp;</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 5px 0px 5px">&nbsp;</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">spoltoreinsieme2013</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I.C. D.ALIGHIERI</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">SPOLTORE (PE)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">CRAZY ROBOT TEAM</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I.C. DA PONTE</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">VITTORIO VENETO (TV)</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Vai_mOway</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I.C. PESCARA 7</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">PESCARA</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:16px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">LA MITICA 2M</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">SC. SEC. I GR. MASTRO GIORGIO</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:bottom;background-color:#eeeeee;padding:0px 5px 0px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:12px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">GUBBIO (PG)</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><span style="text-align: justify;">Seguono in sintesi le &ldquo;impressioni sul campo&rdquo; registrate nelle scuole coinvolte nella prova in classe.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Donatella Collodel &#8211; </strong><em><strong>Istituto Comprensivo Vittorio Veneto I, &ldquo;Da Ponte&rdquo;</strong></em><br />
<a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(100,111,110,97,116,101,108,108,97,99,111,108,108,111,100,101,108,64,108,105,98,101,114,111,46,105,116)+'?'">donatellacollodel@libero.it </a><span id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6a7-1b9d-3137-d161e91f6935"><br />
</span></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="145" />
<col width="545" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Alunni</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Davide, Jacopo e Giovanni, classe III media</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Tempi/organizzazione del lavoro</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Da febbraio ad aprile; un incontro settimanale di due ore in orario extrascolastico</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Descrizione</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Gli studenti si sono dimostrati subito curiosi del nuovo robottino e interessati a comprenderne la programmazione e il funzionamento. Hanno autonomamente scaricato dal sito spagnolo del mOway alcuni programmi di prova che hanno sperimentato in un percorso da loro costruito.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Hanno guardato il video del prof. Marcian&ograve; che ci coordinava nella sperimentazione, e che mostrava le &ldquo;missioni&rdquo; da far eseguire a mOway nella gara non competitiva programmata a Pescara.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I ragazzi hanno subito apprezzato il mOway per la sua forma simpatica, essendo di piccole dimensioni e assomigliando ad un mouse. Infatti quando svolgevano le prove lo chiamavano affettuosamente &ldquo;topastro&rdquo;.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">La programmazione, subito apparsa pi&ugrave; elaborata rispetto al NXT (per diagrammi di flusso e non per &nbsp;icone), &egrave; diventata una sfida per i ragazzi che si confrontavano tra loro per trovare soluzioni ai problemi che di volta in volta riscontravano nella programmazione.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">La difficolt&agrave; maggiore &egrave; stata risolvere l&rsquo;interruzione di linea che ha richiesto una conoscenza approfondita del software e numerose prove.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">A Pescara i ragazzi hanno superato senza difficolt&agrave; il primo livello ottenendo un buon tempo; il secondo livello &egrave; stato superato al secondo tentativo e sono riusciti a conseguire il terzo livello che prevedeva sul percorso l&rsquo;interruzione di linea e la presenza di ostacoli.</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 2.png" width="420" height="317" alt="" /><br type="_moz" /><br />
</strong></em><em><strong>Fig. 2 &#8211; Pescara 19 aprile 2013, la prova speciale di Rescue della Robocup per le 10 scuole che han prese parte alla ricerca-azione a distanza</strong></em></p>
</div>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 3.png" width="400" height="264" alt="" /><br />
Fig. 3 &#8211; Pescara 20 aprile 2013, premiazione della V edizione della Robocup Jr Italia</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Patrizia Battegazzore &ndash; </strong><em><strong>I.C.Tortona A</strong></em><br />
<a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(112,97,116,114,105,122,105,97,46,98,97,116,116,101,103,97,122,122,111,114,101,64,103,109,97,105,108,46,99,111,109)+'?'">patrizia.battegazzore@gmail.com</a><span id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6a8-4ce5-d518-c0b3c1a75621"><b style="font-weight:normal;" id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6ac-bb26-e28e-24d86ac3cbb0"><br />
</b></span></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="145" />
<col width="545" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Alunni</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Marco Caracciolo, Luigi Ferrari, Vittoria Pacenza., Tommaso Massone &ndash; classe quinta A e B</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Tempi/organizzazione del lavoro</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Circa un&#8217;ora settimanale dell&#8217;attivit&agrave; curricolare di tecnologia, per 10 settimane, e per 2 ore settimanali extracurriculari</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Descrizione</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Il Robot arriva a scuola all&#8217;inizio di febbraio ed &egrave; subito un grande successo: piace la forma di &ldquo;mouse&rdquo;, la grandezza (i bambini dicono che &egrave; un robot maneggevole), e la compattezza della confezione. Il primo approccio avviene in tutte e due le classi quinte, sez A e B, composte rispettivamente da 27 e 28 alunni. &nbsp;Abituati alle grandi scatole Lego, tutti rimangono stupiti dalle ampie possibilit&agrave; di utilizzo, quando leggiamo insieme il primo manuale fornito dal prof. Marcian&ograve;. </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Lo mettiamo subito alla prova, realizzando una pista con la linea nera e osserviamo all&#8217;opera. Non &egrave; facile essendo in classi molto numerose, registrare tutte le osservazioni dei ragazzi, che scalpitano per passarsi il comando alla Lim, per cominciare a fare prove di programmazione, dove purtroppo cominciano i problemi. In una delle lavagne non si riesce ad installare il software, nonostante numerosi tentativi, e dobbiamo trasformare l&#8217;attivit&agrave; lavorando con un notebook che colleghiamo e scolleghiamo al videoproiettore. </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">L&#8217;attivit&agrave; viene svolta contemporaneamente alla preparazione delle gare di Dance e Theatre delle squadre di Pescara. Il percorso di apprendimento si &egrave; sovrapposto al lavoro gi&agrave; fatto con Scribbler, che utilizza un simile programma iconico, con diagramma di flusso, in cui le icone si incastrano tra loro: dover creare i collegamenti utilizzando il mouse ha creato qualche difficolt&agrave;. Le riflessioni sull&#8217;uso di pi&ugrave; sensori contemporanei, non sono state tutte acquisite a livello concettuale, ma sono state realizzate soltanto casualmente, per prove ed errori. &nbsp;&nbsp;A Pescara i due bambini che hanno partecipato alla gara (gli altri due erano coinvolti contemporaneamente nella Dance ed io a seguire le altre gare) si sono fermati al primo step.</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><span> </span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 4.png" width="438" height="329" alt="" /><br />
Fig. 4 &#8211; Tortona &#8211; prime prove a scuola con mOway</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 5.png" width="425" height="331" alt="" /><br />
Fig. 5 &#8211; Tortona &ndash; si prende sempre pi&ugrave; confidenza con mOway</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Insegnante: Lucrezia Iannola &#8211; </strong><em><strong>IX CIRCOLO DIDATTICO JAPIGIA1 BARI</strong></em><br />
<span style="color: rgb(0, 0, 0);"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(108,117,99,114,101,122,105,97,46,105,97,110,110,111,108,97,64,97,108,105,99,101,46,105,116)+'?'">lucrezia.iannola@alice.it</a></span><span id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6a9-44d6-fee5-67241188f56e"><b style="font-weight:normal;" id="docs-internal-guid-1dd51d0b-f6ac-60d8-5c20-53a6fa600fe2"><br />
</b></span></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup>
<col width="145" />
<col width="545" /></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Alunni</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Fabio, Andrea e Sofia, classi quinte</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Tempi/organizzazione del lavoro</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Il gruppo di sperimentazione si &egrave; incontrato a scuola il sabato mattina dal mese di febbraio.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Gli incontri della durata di due ore sono stati dieci, per complessive venti ore.</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Descrizione</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:0px 7px 0px 7px">
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Ai ragazzi il mOway &egrave; subito piaciuto. Piccolo e veloce l&rsquo;hanno battezzato con molti nomignoli affettuosi. I primi 2-3 incontri sono serviti ai ragazzi per prendere confidenza con il nuovo robottino, mettendolo alla prova in varie situazioni, imparando a conoscere il nuovo programma e apportando alcune variazioni alla sequenza &rdquo;base&rdquo;.</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Il gruppo, costituito da ragazzi che gi&agrave; utilizzano lo scribbler dallo scorso anno, non ha trovato particolari difficolt&agrave; nella comprensione del linguaggio iconico utilizzato nel programma del mOway. Le difficolt&agrave; sono diventate maggiori, quando, poi, preparata una pista di allenamento per il programma seguilinea, hanno dovuto inserire delle modifiche per permettere al mOway di muoversi velocemente e superare le difficolt&agrave; aggiunte alla pista base. Un po&rsquo; troppo complesso si &egrave; rivelato per loro, infine, il collegamento tra vari programmi e la creazione di subroutine a un programma base. La mia funzione, in qualit&agrave; di tutor, si &egrave; limitata a organizzare per obiettivi il lavoro dei ragazzi e a sostenerli nei momenti di difficolt&agrave;, prospettando loro alcune possibili soluzioni da vagliare.</span></p>
<p></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">I ragazzi, durante il percorso sperimentale e la manifestazione di Pescara hanno dato il massimo rispetto alle proprie possibilit&agrave;, mettendo a frutto tutte le proprie competenze in fatto di matematica e logica, pertanto hanno completato in piena autonomia e con buona velocit&agrave; il PRIMO LIVELLO di difficolt&agrave; e sono giunti a met&agrave; del secondo avendo brillantemente compreso come procedere durante l&rsquo;interruzione della linea. </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Grandissima &egrave; stata, quindi la loro soddisfazione nel riuscire a risolvere problemi inizialmente incomprensibili. </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">La robotica con il MOway si conferma ancora una volta un formidabile fattore motivazionale!</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 6.png" width="443" height="327" alt="" /><br type="_moz" /><br />
</strong></em><em><strong>Fig. 6 &#8211; Fabio, Andrea e Sofia, di classe quinta a Pescara, programmano mOway per la seconda prova</strong></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/merino - 7.png" width="423" height="278" alt="" /><br />
Fig. 7 &#8211; Pescara 20 aprile 2013, premiazione della V edizione della Robocup Jr Italia</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scuola primaria e disabilità</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Rita Anna De Guglielmo&#160; aeffea.calonghi@alice.it &#160; Anno scolastico 2011/12, scuola primaria Cantelli, 1&#176; Circolo Didattico a Verbania. Corso di formazione sulla Robotica Educativa e l&#8217;applicabilit&#224; nella scuola primaria, tenuto dalla dott.ssa Siega Simonetta. Il corso inizia i primi giorni di settembre con attivit&#224; di laboratoriali proposte dalla formatrice ai docenti presenti al corso e, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Rita Anna De Guglielmo&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(97,101,102,102,101,97,46,99,97,108,111,110,103,104,105,64,97,108,105,99,101,46,105,116)+'?'"><strong>aeffea.calonghi@alice.it</strong></a></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a target="_blank" href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/07-DeGuglielmo.pdf"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Anno scolastico 2011/12, scuola primaria Cantelli, 1&deg; Circolo Didattico a Verbania. Corso di formazione sulla Robotica Educativa e l&rsquo;applicabilit&agrave; nella scuola primaria, tenuto dalla dott.ssa Siega Simonetta. <br />
Il corso inizia i primi giorni di settembre con attivit&agrave; di laboratoriali proposte dalla formatrice ai docenti presenti al corso e, come ricaduta, dagli stessi ai bambini nelle loro classi di insegnamento.  <br />
Insegno presso questa scuola primaria come docente di sostegno in una classe prima. L&rsquo;alunno che  seguo, F.,  &egrave; un disabile di una certa importanza,  impegnativo e non penso possa fare la robotica educativa visti i gravi problemi che presenta. Per F. &egrave; gi&agrave; un obiettivo da conseguire il poter fermarsi per un tempo pi&ugrave; lungo in qualsiasi cosa che attiri la sua attenzione. Solitamente sia in classe che in palestra o in giardino dopo due secondi F. si stancava di tutto e tutti e sene andava, anche di fronte a cose che attiravano inizialmente la sua attenzione.  Si limita ad emettere suoni con la bocca che non sempre siamo in grado di decodificare. Obiettivo star seduto e fermo insieme agli altri.<br />
La curiosit&agrave;, la voglia di imparare, il coinvolgimento della formatrice nelle attivit&agrave; da provare, giocare, imparare facendo nonch&eacute; la convinzione che bisogna sempre dare di pi&ugrave; ai nostri alunni per motivarli a crescere, <em>non accettarli come sono</em> ma pretendere di pi&ugrave;, mi convincono a &ldquo;sperimentare&rdquo; nella classe in cui insegno queste lezioni di robotica educativa. <br />
Organizzo, in base al programma, gli interventi in classe.</p>
<h4 style="text-align: justify;">PROGRAMMA LABORATORIO DIDATTICO</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Classe</strong>: prima <strong>Sezione</strong>: A <strong>Alunni</strong> n&deg; 13 <strong>Plesso</strong>: Cantelli<br />
<strong>Classe</strong>: prima  <strong>Sezione</strong>: B   <strong>Alunni</strong> n&deg; 16 (con alunno certificato)     <strong>Plesso</strong>: Cantelli<br />
L&rsquo;alunno certificato ha partecipato alle attivit&agrave; svolte anche nella classe prima A.</p>
<p style="text-align: justify;">Inizio attivit&agrave; 10/10/11 &#8211; Fine attivit&agrave; Data 24/01/12    <br />
Attivit&agrave; di 1 ora la settimana, alternativamente in 1^ A e B.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Argomenti affrontati:</strong></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Presentazione del Bee-Bot attraverso una breve narrazione.</li>
<li style="text-align: justify;">Osservazione dell&rsquo;ape Bee-Bot e dei suoi tasti.</li>
<li style="text-align: justify;">Riflessioni sul funzionamento dell&rsquo;oggetto programmabile e considerazioni.</li>
<li style="text-align: justify;">Osservazione dell&rsquo;ape a cui i bambini assegnano il nome &ldquo;L&rsquo;Ape Pina&rdquo;.</li>
<li style="text-align: justify;">Indicazione dei tasti e delle loro funzioni.</li>
<li style="text-align: justify;">Visione dei movimenti.</li>
<li style="text-align: justify;">Sperimentazione individuale da parte degli alunni dei movimenti possibili attraverso i comandi.</li>
<li style="text-align: justify;">Simulazione dei movimenti con il corpo (rotazione a dx e a sx, avanti, indietro e pausa).</li>
<li style="text-align: justify;">Riflessioni e disegni del Bee-Bot</li>
<li style="text-align: justify;">Presentazione e coinvolgimento degli alunni nella costruzione della base (denominata tappeto) per il movimento del Bee-Bot.</li>
<li style="text-align: justify;">Disposizione sulla base di figure geometriche gi&agrave; note ai bambini.</li>
<li style="text-align: justify;">Esecuzione di semplici percorsi per raggiungere la figura scelta.</li>
<li style="text-align: justify;">Presentazione e coinvolgimento degli alunni nella costruzione di un cartellone raffigurante &ldquo;L&rsquo;Ape Pina&rdquo; con i suoi tasti, i disegni dei bambini, i loro commenti, le foto delle attivit&agrave; svolte.</li>
<li style="text-align: justify;">Con la collaborazione dei bambini &egrave; stato ampliato il &ldquo;tappeto&rdquo; per il movimento del Bee-Bot.</li>
<li style="text-align: justify;">Sono stati fatti dei percorsi per raggiungere delle tessere che raffiguravano &ldquo;il bosco dei numeri&rdquo; con i numeri da zero a cinque.</li>
<li style="text-align: justify;">Percorsi con le tessere che raffigurano &ldquo;il bosco dei numeri&rdquo; con i numeri da zero a dieci.</li>
<li style="text-align: justify;">La classe &egrave; stata divisa in due sottogruppi per permettere alle insegnanti di seguire meglio ogni singolo bambino nel percorso pi&ugrave; complesso.</li>
<li style="text-align: justify;">Percorsi con le tessere che raffigurano &ldquo;il bosco dei numeri&rdquo; con i numeri da zero a dieci.</li>
<li style="text-align: justify;">La classe &egrave; stata divisa in due sottogruppi per permettere alle insegnanti di seguire meglio ogni singolo bambino nel percorso pi&ugrave; complesso</li>
<li style="text-align: justify;">I bambini hanno costruito con i mattoncini lego dei piccoli elementi (ponti, case, alberi, torri, panchine ) che sono stati poi disposti sul tappeto.</li>
<li style="text-align: justify;">Ogni bambino ha programmato &ldquo;l&rsquo;Ape Pina&rdquo; per raggiungere l&rsquo;oggetto da lui realizzato.</li>
<li style="text-align: justify;">Percorsi sul tappeto con le caramelle da raggiungere e poi mangiare come premio.</li>
<li style="text-align: justify;">Attivit&agrave; in palestra con il corpo per migliorare il concetto di rotazione a dx e a sx.</li>
<li style="text-align: justify;">Attivit&agrave; sul tappeto con &ldquo; l&rsquo;Ape Pina&rdquo; per il raggiungimento delle figure geometriche colorate dai bambini.</li>
<li style="text-align: justify;">Percorsi con il corpo per migliorare il concetto di rotazione a dx e a sx.</li>
<li style="text-align: justify;">Indicazione dei movimenti attraverso le frecce rappresentate alla lavagna o su cartellini.</li>
<li style="text-align: justify;">Percorsi sul tappeto con &ldquo;l&rsquo;Ape Pina&rdquo; per raggiungere le caselle dei numeri maggiori o minori di &hellip;</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;esperienza maturata in queste classi ha piacevolmente coinvolto e reso consapevoli delle potenzialit&agrave; della robotica educativa nella scuola, noi insegnanti. Confrontandoci abbiamo condiviso il fatto che l&rsquo;attivit&agrave; della Bee-Bot in classe ha suscitato molto entusiasmo negli alunni, soprattutto in quelli che mostravano scarso interesse e poca attenzione per altre attivit&agrave; didattiche.<br />
Ogni bambino aspettava con impazienza la lezione settimanale di robotica e soprattutto il momento personale della <em>programmazione</em> dell&rsquo;Ape Pina. <br />
Tutti hanno partecipato con interesse costante e anche F, alunno con disabilit&agrave; grave ha partecipato mantenendo l&rsquo;attenzione per tempi sempre pi&ugrave; lunghi. Per coinvolgerlo maggiormente &egrave; stata preziosa la collaborazione della collega di classe insegnate. Infatti insieme abbiamo pensato di adottare la strategia di far seguire al bambino certificato l&rsquo;attivit&agrave; attraverso una videocamera (alcune volte anche non funzionante). In questo modo il bambino si &egrave; maggiormente interessato e ha notevolmente aumentato i tempi di attenzione (da 5 minuti &egrave; passato a 30 minuti di partecipazione aspettando il proprio turno per provare il robot).<br />
I bambini che all&rsquo;inizio facevano fatica sia nella concentrazione sia nella programmazione della Bee-Bot hanno raggiunto buoni risultati. Alcuni bambini gi&agrave; da subito hanno intuito il funzionamento dell&rsquo;oggetto programmabile e non hanno avuto nessuna difficolt&agrave;. Spesso intervenivano nelle programmazioni dei bambini con maggiori difficolt&agrave; aiutandoli oppure prevedendo in anticipo l&rsquo;errore.   <br />
Il video che presentiamo pu&ograve; far capire molto bene come sia stata importante l&rsquo;esperienza per noi docenti, per gli alunni delle classi ma soprattutto per l&rsquo;alunno certificato. <br />
&Egrave; interessante visionando il video, osservare con occhio critico F. seduto per terra nel gruppo di pari insieme a me. Non &egrave; semplice per lui rimanere in gruppo per tempi lunghi ma la curiosit&agrave; ed il fascino di Bee Bot lo coinvolgono. Nella verifica si vede come sia attratto dalla videocamera ma seduto, da solo e partecipe della lezione: applaude quando i compagni eseguono in modo corretto il lavoro. Alla fine dell&rsquo;anno F. non solo vorrebbe continuare a fare robotica e si inserisce nei gruppi delle altre classi quando vede che stanno lavorando con i robot, ma inizia a programmare i tasti aiutato nonostante la sua disprassia e inizia ad indicare le cose che vuole mostrare. Indica con l&rsquo;indice &hellip; raggiunge l&rsquo;obiettivo molto prima di quanto si pensava. <br />
L&rsquo;attivit&agrave; di robotica educativa ha dato benefici positivi a tutti ed &egrave; stata riproposta anche in quest&rsquo;anno scolastico.&nbsp;</p>
<p><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/ZjZmDlOoK6k?feature=player_embedded" frameborder="0" allowfullscreen=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La robotica come elemento di continuità tra scuola secondaria di primo e di secondo grado</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/?p=3747</guid>
		<description><![CDATA[di Roberto Albini*&#160; in collaborazione con Paola Craighero, Lucia Mancini e Adele Codignoni, Scuola secondaria di I grado &#8220;O. Nelli&#8221;, Gubbio (PG) Tittarelli Tamara, Scuola secondaria di I grado &#8220;Mastro Giorgio&#8221;, Frazione Mocaiana, Gubbio (PG) e con il contributo di David Nadery, DS ITS &#8220;M.L. Cassata&#8221; Isa Dalla Ragione, DS &#8220;O. Nelli&#8221; e &#8220;Mastro Giorgio&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Roberto Albini*&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;">in collaborazione con<br />
            <span style="color: rgb(0, 102, 0);"><strong>Paola Craighero, Lucia Mancini e Adele Codignoni, Scuola secondaria di I grado &ldquo;O. Nelli&rdquo;, Gubbio (PG)<br />
            Tittarelli Tamara, Scuola secondaria di I grado &ldquo;Mastro Giorgio&rdquo;, Frazione Mocaiana, Gubbio (PG)<br />
            e con il contributo di<br />
            David Nadery, DS ITS &ldquo;M.L. Cassata&rdquo;<br />
            Isa Dalla Ragione, DS &ldquo;O. Nelli&rdquo; e &ldquo;Mastro Giorgio&rdquo;</strong></span><br />
            <strong><br type="_moz" /><br />
            </strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong style="font-style: italic;">*</strong>ITS&ldquo;M.<strong>L. Cassata&rdquo;</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(97,108,98,105,110,105,46,114,111,98,101,114,116,111,64,108,105,98,101,114,111,46,105,116)+'?'">albini.roberto@libero.it</a></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/08-Albini.pdf" target="_blank"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il seguente contributo vuole descrivere un esperimento di <strong>continuit&agrave; didattica</strong> (processo che consente lo sviluppo e la crescita dell&rsquo;individuo da realizzarsi &quot;senza macroscopici salti o incidenti&quot; [sito 1]) tra scuola secondaria di primo e secondo grado, effettuato con strategie e metodologie mai utilizzate nel nostro territorio e quindi fonte di continue scoperte. La continuit&agrave; si &egrave; esplicata con la seguente modalit&agrave; operativa: il prof. Albini Roberto insieme ad uno o pi&ugrave; alunni formatori si &egrave; recato presso i laboratori delle classi interessate ed ha collaborato con le docenti e gli alunni alla realizzazione e programmazione di un robot Lego Mindstorm 2.0 che ha partecipato alla gara nazionale di Pescara 2013 nella categoria Rescue A under 14. Le classi interessate sono due classi seconde della scuola di primo grado, entrambe con presenza di situazioni certificate. Lo strumento utilizzato &egrave; stata la robotica ed in subordine la partecipazione alla gara di Pescara 2013. I formatori sono alunni della classe V Elettronico dell&rsquo;ITS Cassata che hanno dimostrato una disponibilit&agrave; ammirevole. Di seguito sar&agrave; descritta l&rsquo;esperienza e saranno riportate le opinioni delle persone coinvolte: dirigenti, formatori, docenti e alunni.</em></p>
<h3>Introduzione</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>La continuit&agrave;</strong>. Ormai da molti anni l&rsquo;ITS Cassata di Gubbio realizza un percorso di continuit&agrave; didattica fra scuola secondaria di primo e secondo grado che coinvolge due scuole di primo grado, anch&rsquo;esse di Gubbio: la scuola &ldquo;Ottaviano Nelli&rdquo; (di seguito &ldquo;O. Nelli&rdquo;) e la scuola &ldquo;Mastro Giorgio&rdquo; (di seguito &ldquo;M. Giorgio&rdquo;), da quest&rsquo;anno con un&rsquo;unica dirigenza. Entrambe dispongono di una sede centrale locata nella citt&agrave; di Gubbio e una sede distaccata locata nelle frazioni, rispettivamente, di Branca e Mocaiana. Tale continuit&agrave; si effettua nel corso di un mattino, nei mesi di Novembre/Dicembre, durante il quale gli alunni delle classi <strong>terze</strong> visitano il nostro Istituto e i vari laboratori in cui realizzano esperimenti, insieme ad alunni e docenti dell&rsquo;ITS, riguardanti un tema scelto all&rsquo;inizio dell&rsquo;a.s. (quest&rsquo;anno era &ldquo;La corrente elettrica ed i suoi effetti&rdquo;). <br />
<strong>La robotica</strong>. L&rsquo;ITS Cassata, con gli indirizzi Elettronico e Informatico, ha scoperto la robotica nell&rsquo;a.s. 2010/2011, ha immediatamente aderito alla rete Robocup jr Italia e lo scorso a.s. ha partecipato con due squadre di alunni del quarto anno alla gara nazionale di Riva del Garda, categoria Rescue A, ottenendo un ottimo risultato. Il percorso di preparazione alla gara e la partecipazione alla stessa sono stati cos&igrave; intensi e formativi da trasformare gli alunni, che sono passati da una fase iniziale di &ldquo;<em>sto facendo questa attivit&agrave; perch&eacute; me lo ha chiesto il prof</em>&rdquo; alla fase finale di &ldquo;<em>prof se ne vada perch&eacute; il robot &egrave; roba nostra e non abbiamo bisogno di lei</em>&rdquo; con enorme soddisfazione da parte del suddetto prof. L&rsquo;interesse &egrave; stato tale che la partecipazione &egrave; passata da una classe quarta dell&rsquo;indirizzo Elettronico con la collaborazione di due ragazzi della classe quarta dell&rsquo;indirizzo Informatico a tre classi dell&rsquo;indirizzo Elettronico (terzo, quarto e quinto) pi&ugrave; l&rsquo;intera classe quarta dell&rsquo;indirizzo Informatico con la necessit&agrave; di organizzare gare di qualificazione.<br />
<strong>La sintesi</strong>. Considerando la notevole valenza didattica dei due fattori (continuit&agrave; e robotica) e che entrambe le scuole medie di primo grado dispongono di uno spazio temporale di due ore da poter utilizzare per attivit&agrave; laboratoriali o alternative alla normale didattica, con la totale disponibilit&agrave; dei dirigenti scolastici e dei docenti, abbiamo pensato di unire i due aspetti e di allargare la continuit&agrave; didattica alla robotica coinvolgendo due classi seconde, una per ciascuna scuola di primo grado e precisamente la classe IIA della &ldquo;O. Nelli&rdquo;, plesso di Gubbio, coordinata dalle insegnanti Craighero Paola, Mancini Lucia (sostegno) e Codignoni Adele e la classe IIAM della &ldquo;M. Giorgio&rdquo;, plesso di Mocaiana, coordinata dall&rsquo;insegnante Tittarelli Tamara.</p>
<h3>Finalit&agrave;</h3>
<p style="text-align: justify;">Le finalit&agrave; del progetto spaziano su un duplice versante: quello della continuit&agrave; didattica e quello della robotica educativa e possono essere cos&igrave; declinate:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">garantire la continuit&agrave; educativa e didattica tra scuola secondaria di primo e di secondo grado,</li>
<li style="text-align: justify;">programmare un progetto condiviso su tematiche di interesse tecnologico-scientifico,</li>
<li style="text-align: justify;">raccordare metodologie e strategie di verifiche e valutazione,</li>
<li style="text-align: justify;">concordare la certificazione di competenze per livelli,</li>
<li style="text-align: justify;">evitare la dispersione scolastica e favorire il successo formativo,</li>
<li style="text-align: justify;">acquisire i concetti della robotica e quindi il movimento (motori), la lettura del mondo esterno (sensori), la programmazione per mezzo degli strumenti informatici, la riflessione critica su quello che si voleva ottenere e quello che si &egrave; ottenuto.</li>
</ul>
<h3>Descrizione delle classi</h3>
<h4>Classe IIA</h4>
<p style="text-align: justify;">La classe IIA della scuola &ldquo;O. Nelli&rdquo; appartiene al plesso di Gubbio, &egrave; formata da 10 alunni, 5 femmine e 5 maschi. Nella classe sono certificati 3 alunni che usufruiscono dell&#8217;insegnante di sostegno, coinvolta nel progetto insieme alle insegnanti di matematica e lettere. <br />
Quando alle docenti &egrave; stato proposto di partecipare al laboratorio di robotica erano un po&#8217; preoccupate dato che non si sentivano ferrate in materia, ma hanno voluto comunque mettersi in gioco; soprattutto hanno ritenuto fosse un&#8217;ottima opportunit&agrave; per i ragazzi, in particolare per quelli con pi&ugrave; difficolt&agrave;. <br />
Tra chi insegna e chi apprende sono sicuramente gli studenti, nativi digitali, ad essere pi&ugrave; avvantaggiati nel riconoscere e nell&#8217;utilizzare tecnologie innovative per imparare attraverso fonti e metodi che noi, insegnanti pi&ugrave; maturi, non abbiamo forse mai conosciuto.<br />
I gruppi di lavoro sono cos&igrave; strutturati: ci sono &ldquo;I disegnatori&rdquo; che con la loro fantasia progettano su carta il prototipo di robot da realizzare e i &ldquo;programmatori&rdquo;, gli alunni pi&ugrave; abili nelle materie tecnico-informatiche a cui &egrave; affidata l&#8217;attivit&agrave; di programmazione-costruzione.<br />
Un terzo gruppo dedica spazio alla documentazione delle attivit&agrave;, vista soprattutto in chiave di riflessione metacognitiva sulle esperienze gi&agrave; svolte e in corso.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 1.png" width="500" height="233" alt="" /><br />
Fig. 1 &#8211; Classe IIA.</em></strong></p>
<h4>Classe IIAM</h4>
<p style="text-align: justify;">La classe IIAM della scuola &ldquo;M. Giorgio&rdquo;,  appartiene al plesso di Mocaiana, &egrave; formata da 20 alunni, 9 femmine e 11 maschi. Anche in questa classe sono presenti 3 alunni certificati che necessitano dell&rsquo;insegnante di sostegno e che partecipa con le insegnanti di lettere e di matematica e scienze.<br />
Il progetto nasce dalla collaborazione con l&rsquo;ITIS &ldquo;Cassata&rdquo; di Gubbio, in particolare con il prof. Albini ed alcuni suoi alunni. &Egrave; stata proprio la scuola superiore a farci conoscere l&rsquo;iniziativa, con un primo incontro all&rsquo;ITS, e a farci scoprire un nuovo modo di fare didattica. Abbiamo imparato a conoscere nuovi software, a programmare un robot e a capire la logica che sta dietro ad ogni movimento del robot. La classe &egrave; divisa in gruppi: alcuni preparano il report di documentazione, altri scattano le fotografie e fanno dei brevi video relativi all&rsquo;iter di progettazione del robot, altri i cartelloni con le foto e il diario di bordo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 2.png" width="470" height="354" alt="" /><br />
Fig. 2 &#8211; Classe IIAM.</em></strong></p>
<h3>Il progetto</h3>
<p style="text-align: justify;">Il progetto nasce all&rsquo;inizio del corrente a.s. 2012/2013 quando i nuovi dirigenti prof. David Nadery (ITS) e prof.ssa Isa Dalla Ragione (&ldquo;O. Nelli&rdquo; e &ldquo;M. Giorgio&rdquo;), proseguendo un lavoro gi&agrave; iniziato lo scorso a.s. dal dirigente Carlo Chianelli, firmano un progetto di collaborazione fra le tre scuole. <br />
Nel frattempo erano stati presi contatti con il prof. Giovanni Marcian&ograve;, Capofila della rete Robocup jr Italia e la prof.ssa Simonetta Siega, docente formatrice della rete stessa, per organizzare un convegno a Gubbio dal titolo &ldquo;<em>Robot&hellip;ando per conquistare le competenze</em>&rdquo;. Il convegno si &egrave; tenuto nell&rsquo;aula magna del nostro Istituto nei giorni 11-12 Dicembre 2012 con la partecipazione di docenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ed ha sollevato vasta eco sugli organi di informazione locale. Nel primo giorno di lavori il prof. Marcian&ograve; ha tenuto una conferenza sulla rete e la prof.ssa Siega ha illustrato la robotica educativa e il modo di utilizzarla in classe; metodologia che ha applicato praticamente nel secondo giorno con gli alunni delle due classi interessate al progetto utilizzando il robot Scribbler e suscitando entusiasmi sia da parte degli alunni che dei docenti coinvolti.<br />
Dopo il convegno &egrave; partito il processo vero e proprio, organizzato con la seguente modalit&agrave; operativa: il prof. Roberto Albini insieme a uno o pi&ugrave; alunni formatori si &egrave; recato presso i laboratori delle classi interessate ed ha collaborato con le docenti e gli alunni alla realizzazione e programmazione, per ciascuna classe, di un robot Lego Mindstorms 2.0 che ha partecipato alla gara nazionale di Pescara 2013 nella categoria Rescue A under 14. La collaborazione con la classe IIA della scuola &ldquo;O. Nelli&rdquo; si &egrave; svolta dalle ore 14:00 alle ore 16:00 del Luned&igrave;; quella con la classe IIAM della scuola &ldquo;M. Giorgio&rdquo; dalle ore 11:30 alle ore 13:30 del Venerd&igrave;. Entrambi gli orari sono specifici e dedicati alle attivit&agrave; del cosiddetto &ldquo;tempo prolungato&rdquo;.<br />
La collaborazione non ha avuto termine con la gara di Pescara, ma &egrave; continuata fino alla fine dell&rsquo;anno scolastico per formalizzare il percorso ed il processo realizzato, in modo tale da preparare materiale da presentare agli organi collegiali ed alla componente genitori delle scuole interessate.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I formatori</h3>
<p style="text-align: justify;">Caratteristica peculiare del processo &egrave; il ruolo essenziale svolto da alcuni alunni della classe V Elettronico che hanno messo a disposizione ore del loro tempo libero per partecipare al progetto ed intervenire in laboratorio guidando i lavori di costruzione dei robot, spiegando il funzionamento del software di programmazione, suggerendo modifiche, partecipando in modo attivo ai lavori degli alunni pi&ugrave; giovani, confondendosi e quasi immedesimandosi in loro, in una simbiosi che quasi mai avviene tra docenti ed alunni e che invece, evidentemente, si stabilisce tra studenti di et&agrave; anche molto differenti. E&rsquo; stato stupefacente osservare questi formatori al lavoro, vedere il <em>feeling</em> che si stabilisce tra loro ed i giovani alunni che li cercano, ascoltano e si lasciano guidare come farebbero con un fratello maggiore.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 3.png" width="500" height="374" alt="" /><br />
Fig. 3 &#8211; I formatori <br />
(da sinistra: Fabio Tomassoni, Mattia Montanari, Marco Minelli).</em></strong></p>
<h3>Il processo</h3>
<p style="text-align: justify;">Il processo si &egrave; sviluppato attraverso varie fasi:</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1.</strong>	Primo approccio con il robot realizzato con la dott.sa Siega in occasione del convegno &ldquo;Robot&hellip;ando per conquistare le competenze&rdquo; [<span style="background-color: rgb(255, 255, 0);">sito 2</span>] utilizzando lo Scribbler.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 4.png" width="500" height="215" alt="" /><br />
Fig. 4 &#8211; Alunni al lavoro con la dott.sa Siega.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>2.</strong>	Primi incontri in laboratorio: i formatori mostrano agli alunni il contenuto del Mindstorms 2.0, illustrano le differenze fra i vari componenti (motori, sensori, parti di montaggio, il brick, i cavi collegamento) facendo un parallelo tra il corpo umano con i suoi organi di senso e di movimento ed installano il software della Lego mostrando le funzionalit&agrave; delle icone principali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 5.png" width="273" height="205" alt="" /><br />
Fig. 5 &#8211; Alunni al lavoro con i formatori.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3.	</strong>Dopo la presentazione dell&rsquo;hardware e del software pensiamo di partire dai motori che ci sembrano pi&ugrave; semplici da gestire e quindi, in considerazione del fatto che la confezione della Lego fornisce tre motori, creiamo tre gruppi per classe ed ogni gruppo &egrave; invitato a realizzare un oggetto, a libera scelta, capace di muoversi. Il &ldquo;cervello del robot&rdquo; (brick) &egrave; fatto girare gruppo per gruppo. Ogni gruppo programma il proprio robot in modo da fargli compiere spostamenti determinati agendo su vari parametri: tempo, numero di giri, gradi di rotazione, ecc. Variando alcuni elementi, come la dimensione delle ruote o la potenza dei motori registriamo differenze di comportamento tra i tre robot e ci&ograve; d&agrave; spunto per effettuare riflessioni di tipo geometrico e fisico. La risposta degli alunni &egrave; entusiasmante.&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 6.png" width="259" height="200" alt="" /><br />
Fig. 6 &#8211; Costruzione del primo robot.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>4.</strong>	Successivamente cominciamo a lavorare con il sensore di luce/colore e realizziamo un semplice programma con cui i ragazzi esplorano il fenomeno della riflessione su tutte le superfici con cui riescono a venire in contatto, comprese felpe, pantaloni, capelli, e pelle.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>5.</strong>	Visto che il tempo stringe cominciamo a costruire il robot per la gara ma, potendo lavorare con un solo sensore e quindi con un unico robot, si manifesta il problema del coinvolgimento del maggior numero di alunni possibile, cercando di non penalizzare nessuno. La soluzione non &egrave; facile perch&eacute; nel gruppo classe sono presenti personalit&agrave; molto diverse: l&rsquo;alunno fortemente interessato ma timido, il poco interessato, l&rsquo;entusiasta prepotente e cos&igrave; via, per cui, su suggerimento delle docenti, suddividiamo le attivit&agrave; da svolgere fra i ragazzi/e cercando di incoraggiare le loro attitudini: alcuni continuano a lavorare al robot, altri cominciano ad occuparsi della documentazione (foto, report, tabelloni).</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/albini - 7.png" width="299" height="224" alt="" /><br />
Fig. 7 &#8211; Realizzazione tabelloni.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>6.</strong>	Siamo a Gennaio inoltrato, stiamo lavorando proficuamente con entrambe le classi quando veniamo contattati dal capofila  Giovanni Marcian&ograve; che ci propone di esplorare le possibilit&agrave; di un nuovo robot della ditta MoWay; naturalmente aderiamo con incosciente entusiasmo ed iscriviamo una terza squadra che realizziamo dividendo la classe IIAM del plesso di Mocaiana (scuola Mastro Giorgio) in due gruppi. La scelta &egrave; stata realizzata in base al numero di alunni delle due classi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>7.</strong>	Febbraio: si lavora alacremente, gli alunni e i formatori sono entusiasti, le docenti collaborano, lo scrivente &egrave; esausto ma sicuramente ce la faremo (speriamo).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>8.</strong>	Marzo/Aprile: siamo agli sgoccioli, la documentazione &egrave; pronta, il programma un po&rsquo; meno, nel senso che i robot fanno quello che vogliono (come sempre), il morale &egrave; altissimo e sicuramente venderemo cara la pelle e poi, comunque andr&agrave;, &egrave; stata una bellissima esperienza. A rivederci  a Pescara!&nbsp;</p>
<h3 style="text-align: justify;">Punti di vista/opinioni</h3>
<h4 style="text-align: justify;">I DIRIGENTI</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Sono arrivato come Dirigente all&#8217;ITS &quot;M.L. Cassata&quot; il primo settembre del corrente anno scolastico e il docente che per primo &egrave; venuto nel mio ufficio a presentare il suo progetto &egrave; stato Roberto Albini. Con la sua tradizionale pacatezza, si &egrave; messo a raccontarmi di Robot e affini, di come si muovessero, raccogliessero lattine di Coca cola e le gettassero nel secchio dei rifiuti. Io ero l&igrave; abbastanza tranquillo, ascoltavo, del tutto digiuno di robotica, mi pareva un bel gioco (da noioso docente di lettere quale ero, sono e sar&ograve;). Poi pensai di fargli una domanda intelligente, tanto per partecipare al suo entusiasmo, e gli dissi: &quot;Prof., ma come sono guidati, qualcuno ha un telecomando e funzionano come le macchinine radiocomandate?&quot;. Eccola, la domanda intelligente. Nel momento in cui riusc&igrave; a spiegarmi che i Robot sono programmati al computer dagli alunni, riconoscono gli ostacoli, seguono le linee, individuano le forme, i margini, i confini, finalmente arrivai a capire che ero di fronte ad un progetto di assoluto interesse. Non era pi&ugrave; un gioco, ma didattica, nuova e profumata. Questo da Dirigente mi interessa, oggi, e sono disposto ad ogni tipo di impegno, economico e progettuale: percorrere la strada che conduca da una didattica centrata sui contenuti (e sulle competenze, per chi ha capito cosa siano) ad una didattica spostata sui processi. E&#8217; in questo modo che si incrocia veramente l&#8217;abilit&agrave;, la logica, l&#8217;entusiasmo dei nostri giovani, che posseggono cervelli perfettamente logici anche se non riconoscono, spesso, il complemento oggetto in una frase: programmare un robot, prevedere gli ostacoli, anticipare le difficolt&agrave;, verificare le soluzioni di programmazione escogitate e, di fronte all&#8217;errore, cambiare strada per arrivare finalmente al successo, &egrave; un percorso &quot;didattico&quot; di assoluta potenza formativa. C&#8217;&egrave; gi&agrave; tutto: analisi dei dati, riflessione, ipotesi di soluzione, verifica, feedback, analisi del feedback e modifica della strategia. Ed &egrave; un tipo di apprendimento che i pedagogisti amano definire &quot;significativo&quot;: l&#8217;alunno ha la sensazione di poter realmente incidere sulla realt&agrave; che gli viene proposta, sente che il suo impegno avr&agrave; un risultato vicino, quasi immediato, tangibile, con il quale potersi confrontare, rispetto al quale modificare il proprio percorso logico fino a renderlo del tutto efficace. Qualcosa di diverso dalle tradizionali &quot;deleghe in bianco&quot; che, quotidianamente, infliggiamo ai nostri alunni: &quot;Prof., a cosa ci serve questo esercizio?&quot; &#8211; &quot;Tranquillo, prima o poi te ne accorgerai&quot;. Ecco, con la robotica in classe gli alunni se ne accorgono subito, ed &egrave; per questo che sono particolarmente motivati, tanto da sacrificare le domeniche, i pomeriggi, le feste, pur di riuscire a portare il loro campione di fronte ad un secchio di rifiuti, con quella maledetta lattina di Coca cola tra le pinze <img src='http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  E l&#8217;urlo liberatorio della squadra di Rescue ce l&#8217;ho ancora nelle orecchie <img src='http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> <br />
Buon lavoro a tutti!</em><br />
<strong>David Nadery &#8211; Dirigente ITS &quot;M.L. Cassata&quot; &#8211; Gubbio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il progetto di continuit&agrave; che mi &egrave; stato proposto dal prof. Roberto Albini e dal Dirigente David Nadery ha incontrato subito l&#8217;interesse di alcune delle mie docenti di materie scientifiche. Nonostante le difficolt&agrave; economiche in cui si muovono tutte le scuole, abbiamo capito che era il caso di fare un piccolo sforzo e tentare la nuova strada che ci veniva proposta. La robotica applicata alla didattica poteva essere il veicolo giusto per ridare motivazione ad alunni pigri e con difficolt&agrave;, cos&igrave; come poteva diventare una potente forma di approfondimento per gli alunni pi&ugrave; dotati e disposti all&#8217;impegno. E cos&igrave; &egrave; stato: abbiamo fatto lavorare gruppi di alunni in cui la difficolt&agrave; si univa con l&#8217;eccellenza, sotto il controllo vigile dei docenti e con la supervisione del prof. Albini e dei suoi alunni. Il risultato &egrave; stato proprio quello che ci attendevamo: alunni motivati, che esprimono qualit&agrave; rimaste &quot;sommerse&quot; durante le ore in classe, che non tengono conto di campanelle n&eacute; orari, e che impiegano tutte le loro risorse per far funzionare i piccoli Robot. Un entusiasmo che ha contagiato anche noi adulti, e che prelude ad un nostro sempre maggiore impegno in questa direzione: l&#8217;obiettivo, condiviso con l&#8217;ITS &quot;M.L. Cassata&quot;, &egrave; quello di rendere operativa una rete di scuole in verticale (dalla primarie alle superiori) che lavori con costanza su tale progetto. E i contatti sono gi&agrave; ben avviati anche con il grado di istruzione inferiore: in quel caso saranno i nostri alunni della media a fare da tutor ai colleghi pi&ugrave; piccoli. Vi faremo sapere, ma ci sono i presupposti per fare di Gubbio un piccolo laboratorio di robotica applicata alla didattica e sviluppata in continuit&agrave; tra tutti i gradi dell&#8217;istruzione.</em><br />
<strong>Isa Dalla Ragione &#8211; Dirigente scolastico scuole secondarie I grado &quot;O. Nelli&quot; e &quot;Mastro Giorgio&quot; &#8211; Gubbio</strong></p>
<h4 style="text-align: justify;">
I FORMATORI (ALUNNI SCUOLA SUPERIORE)</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>L&rsquo;esperienza &egrave; stata costruttiva perch&eacute;, almeno per una volta, ci siamo confrontati con l&rsquo;esperimento di fare da professori. E&rsquo; stato interessante per il fatto che abbiamo provato a trasmettere la nostra passione e le nostre conoscenze a dei ragazzi che non conoscevano niente riguardo a ci&ograve;. Inoltre sia il nostro prof. Albini che le insegnanti delle due scuole hanno mostrato altrettanta passione. Da ci&ograve; che ci &egrave; stato dato da questi ragazzi abbiamo preso dei nuovi stimoli che ci sono stati molto utili per crescere insieme a loro. Secondo la nostra esperienza abbiamo capito che crescere insieme &egrave; molto importante per diventare migliori.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;">
LE DOCENTI CLASSE IIA</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Per ora il lavoro sta procedendo bene, i ragazzi organizzati in piccoli gruppi stanno acquistando rapidamente un&#8217;autonomia quasi totale, anche grazie all&#8217;aiuto del prof. Albini, insegnante presso l&#8217;ITS e dei suoi allievi Marco Minelli, Mattia Montanari e Fabio Tomassoni, tutti e tre ex alunni della Scuola media &ldquo;O. Nelli&rdquo;.<br />
Le ragazze si sono dimostrate pi&ugrave; interessate alla documentazione, sia scritta che grafica, descrivendo nei particolari e con fantasia le varie fasi del progetto intrapreso.<br />
L&#8217;alunna con pi&ugrave; difficolt&agrave; di relazione si &egrave; ben inserita e apprende anche guardando gli altri: la robotica, infatti, facilita la socializzazione dei ragazzini diversamente abili con i compagni, superando la difficolt&agrave; di lavorare in gruppo e sentirsene parte.<br />
Tutta la classe &egrave; quindi entusiasta del lavoro che si sta svolgendo e gli alunni  durante la settimana,  ricercano notizie e si documentano, per arrivare preparati al luned&igrave; pomeriggio dove mettono in pratica le conoscenze acquisite.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;">LE DOCENTI CLASSE IIAM</h4>
<p style="text-align: justify;"><em>Quando il progetto &egrave; stato presentato, gli alunni si sono dimostrati subito entusiasti, mentre le docenti sono state inizialmente un po&rsquo; disorientate per la novit&agrave; dell&rsquo;iniziativa, ma si sono rese disponibili alla sua realizzazione, mettendosi letteralmente in gioco. Inizialmente abbiamo analizzato il sito della Robocup jr 2013, visionando video delle edizioni precedenti e quindi abbiamo monitorato e documentato tutto l&rsquo;iter che ha portato alla costruzione e alla programmazione del robot per la gara di Pescara. I ragazzi hanno accolto con entusiasmo l&rsquo;idea del robot e si sono messi subito all&rsquo;opera nel progettare, costruire e programmare il robot per la gara. Le ragazze si sono trovate in difficolt&agrave; con il software e con la manualit&agrave;, ma si sono adoperate per la coreografia, per la presentazione del robot e per la descrizione del cammino fatto per arrivare alla gara. Anche gli alunni seguiti dall&rsquo;insegnante di sostegno hanno mostrato vivo interesse approcciando ad un tipo di lavoro pi&ugrave; tecnico-pratico.</em></p>
<h4 style="text-align: justify;">GLI ALUNNI</h4>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvia:</strong><em> &rdquo;Mi &egrave; piaciuto molto fare questa esperienza soprattutto perch&eacute; ho imparato ad utilizzare i pezzi della Lego e il programma ed &egrave; molto divertente!&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giorgio</strong><em>: &ldquo;Bello perch&eacute; c&rsquo;&egrave; Fabio e Marco che ci aiutano e ci si diverte&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giorgia</strong><em>: &ldquo;Mi piace molto questo progetto, poter costruire un vero robot &egrave; molto divertente e utile&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sara</strong><em>: &ldquo;Il progetto &egrave; molto divertente perch&eacute; si costruiscono robot ed &egrave; bello come passatempo e si imparano molte cose&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesco E</strong><em>: &ldquo;Mi piace molto, fare i robot, e costruirli insieme ai miei amici. E&rsquo; molto utile vedere come si costruiscono, per un tempo futuro che verr&agrave;. Da quando abbiamo iniziato l&rsquo;attivit&agrave; &ldquo;robottando a scuola&rdquo; ho imparato migliaia di cose&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Francesco K</strong><em>: &ldquo;Bella, interessante perch&eacute; impari&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca</strong><em>: &ldquo;Questa attivit&agrave; &egrave; molto interessante, a me specialmente, mi attira particolarmente. Io vorrei vincere la gara a Pescara, quindi mi impegner&ograve; nel costruirlo&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Michele</strong><em>: &ldquo;Bella, interessante perch&eacute; non l&rsquo;avevo mai vista&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco</strong><em>: &ldquo;Il progetto robot &egrave; stato molto bello soprattutto quando abbiamo iniziato a costruire il robot. I ragazzi dell&rsquo;ITIS ci hanno insegnato molte cose nuove&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovanni</strong><em>: &ldquo;Questo lavoro mi piace perch&eacute; posso inventare tante combinazioni e realizzare delle macchine seguendo la mia fantasia. Provando e riprovando imparo anche ad utilizzare comandi per fare camminare le macchine secondo un percorso scelto&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nicola B</strong><em>: &ldquo;Bello e fantastico perch&eacute; posso utilizzare la mia fantasia&rdquo;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anonimo</strong><em>: &ldquo;E&rsquo; interessante fare il robot perch&eacute; lo devi costruire&rdquo;.</em></p>
<h3 style="text-align: justify;">Riflessioni e sviluppi futuri</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo progetto &egrave; nato come esperimento, fortemente sponsorizzato dall&rsquo;autore, da entrambi i D.S. del Cassata che si sono avvicendati al termine dello scorso a.s. (Carlo Chianelli e David Nadery) e dalla dirigente delle due classi coinvolte (Isa Dalla Ragione). L&rsquo;inizio non &egrave; stato facile perch&eacute; coinvolgere docenti su attivit&agrave; praticamente sconosciute, richiedendo un impegno non indifferente, non &egrave; cosa da poco, ma, dopo una naturale iniziale ritrosia, dissolta grazie al seminario tenuto a Gubbio dal capofila Giovanni Marcian&ograve; e dalla insegnante formatrice Simonetta Siega, la collaborazione &egrave; stata totale anche perch&eacute; il quadro orario della scuola secondaria di primo grado rende disponibili due ore di attivit&agrave; laboratoriali dette &ldquo;tempo prolungato&rdquo;.<br />
La risposta degli alunni &egrave; stata entusiasmante e  tale &egrave; rimasta anche quando &egrave; stato necessario lavorare su un solo robot, quello da utilizzare in gara, solo che la componente maschile si &egrave; dedicata alla realizzazione e programmazione del robot e quella femminile alla documentazione del progetto.<br />
Sicuramente il punto di forza del progetto sono stati i formatori, ragazzi diciottenni disponibili a dedicare quattro ore settimanali del loro tempo libero per partecipare a questa attivit&agrave;. Non sar&agrave; facile trovare loro sostituti nei prossimi anni scolastici.<br />
Il progetto &egrave; valido? Sar&agrave; ripetuto? Al momento siamo ancora in piena attivit&agrave; e non possiamo soffermarci su tali quesiti; presentato il lavoro effettuato agli organi collegiali ed alla componente genitori tireremo le fila di quanto realizzato e, a mente fredda, ragioneremo insieme su cosa e come migliorare, ma di una cosa siamo sicuri: l&rsquo;avventura &egrave; stata profondamente coinvolgente ed emozionante.</p>
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		<title>Nessie 2013: dal laboratorio di robotica alla didattica curricolare</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giulio Vitale&#160; &#160; ITCS Erasmo da Rotterdam Bollate (MI) g.vitale@tiscali.it &#160; Nessie2013 &#232; la quinta generazione di robot auto-costruiti all&#8217;interno del Laboratorio Permanente di Robotica Didattica dell&#8217;ITCS Erasmo da Rotterdam di Bollate. Esso rappresenta la sintesi del percorso didattico seguito in cinque anni di sperimentazione di un progetto di Robotica Educativa. Da una piattaforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Giulio Vitale&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>ITCS Erasmo da Rotterdam Bollate (MI)</strong></em></p>
<p style="text-align: right;"><strong><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(103,46,118,105,116,97,108,101,64,116,105,115,99,97,108,105,46,105,116)+'?'">g.vitale@tiscali.it</a></strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a target="_blank" href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/09-Vitale.pdf"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nessie2013 &egrave; la quinta generazione di robot auto-costruiti all&rsquo;interno del Laboratorio Permanente di Robotica Didattica dell&rsquo;ITCS Erasmo da Rotterdam di Bollate. Esso rappresenta la sintesi del percorso didattico seguito in cinque anni di sperimentazione di un progetto di Robotica Educativa. Da una piattaforma iniziale, basata per ragioni di flessibilit&agrave; su tecnologia FPGA (<em>Field Programmable Gate Array</em>), si &egrave; passati a un sistema composito in grado di fornire un terreno multidisciplinare nel quale seminare elementi tecnici di pratica formativa, capaci di influenzare e &ldquo;contaminare&rdquo; la programmazione ordinaria curricolare, arricchendola di nuovi spunti e aggiornandola alle problematiche pi&ugrave; attuali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Introduzione</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Laboratorio Permanente di Robotica Didattica presso l&rsquo;ITCS Erasmo Da Rotterdam di Bollate, &egrave; nato cinque anni or sono con una &ldquo;mission&rdquo; fondata sui seguenti obiettivi:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><strong>Ampliare</strong> l&rsquo;offerta formativa con attivit&agrave; a partecipazione pomeridiana volontaria nell&rsquo;ambito di un progetto generale, &ldquo;Scuole Aperte&rdquo;, per mantenere aperta la scuola anche al di l&agrave; delle ore curricolari previste dal piano di studio.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Sperimentare</strong> nuove forme didattiche pi&ugrave; coinvolgenti capaci di ribaltare il rapporto standard &ldquo;docente &ndash; studente&rdquo; senza rinunciare alla qualit&agrave; dei contenuti.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Creare</strong> uno spazio capace di simulare il modo di operare di un&rsquo;impresa che si pone degli obiettivi da raggiungere e che si organizza per perseguirli (<em>progetto Impresa Formativa Simulata</em>).</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Ravvivare</strong> l&rsquo;interesse verso le materie tecnico-scientifiche caratterizzanti l&rsquo;indirizzo di studio scelto, mettendo in risalto l&rsquo;idea che si pu&ograve; imparare divertendosi e che il metodo scientifico si fonda principalmente sulla curiosit&agrave; verso la conoscenza e sul piacere della scoperta.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Offrire</strong> uno spazio attrezzato in cui gli studenti hanno l&rsquo;opportunit&agrave; di operare in gruppo e di essere parte attiva nella scelta delle strategie da perseguire e nei contenuti da dare.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Educare</strong> all&rsquo;autonomia nell&rsquo;affrontare problemi e imparare a risolverli, assumendosi sia il carico della ricerca delle strategie opportune, sia la necessit&agrave; di &ldquo;tenere duro&rdquo; nel tentativo di superare le innumerevoli difficolt&agrave; che la realizzazione di un oggetto completo comporta, ma, nello stesso tempo, di assaporare la soddisfazione di aver portato a termine un progetto complesso che si traduce in un sistema reale funzionante autonomamente.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Praticare</strong> senza vincoli restrittivi l&rsquo;idea di una didattica &ldquo;laboratoriale&rdquo; basata sul <em>problem solving</em>, in cui questa prassi di lavoro cessa di essere un concetto astratto presupposto e diventa effettivamente ci&ograve; che deve essere, cio&egrave; un metodo operativo reale in cui lo studente &egrave; costantemente coinvolto e il compito del docente diventa soltanto quello dell&rsquo;orientare, consigliare e indicare possibili soluzioni.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dei cinque anni di attivit&agrave;, a fronte di un successo progressivo, che ha visto una crescita costante del numero di studenti coinvolti e dell&rsquo;interesse verso i contenuti trattati, sono emerse due questioni importanti che richiedono particolare attenzione. La prima consiste nel mantenere costantemente alto l&rsquo;interesse e la continuit&agrave; nel succedersi delle varie annate di studenti; la seconda riguarda le relazioni tra le attivit&agrave; del Laboratorio di Robotica con i contenuti dei programmi ufficiali svolti nella didattica ordinaria.<br />
I due problemi non sono del tutto indipendenti e la ricerca della soluzione alla prima sfida ha fornito i criteri su cui fondare la seconda.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Alimentare l&rsquo;interesse</h3>
<p style="text-align: justify;">Una soluzione al primo quesito &egrave; stata quella di <strong>progettare internamente un nuovo robot ogni anno</strong> che tenesse in conto le esperienze passate ma che fosse sempre rivolto al futuro, mantenendo inalterato l&rsquo;impegno a farlo nascere e crescere nel nostro laboratorio.<br />
Nel 2008 abbiamo iniziato le attivit&agrave; adottando una scelta tecnologica basata sul massimo della flessibilit&agrave; e della possibilit&agrave; di evolvere progressivamente, di pari passo alla maturazione della nostra esperienza e al conseguente sviluppo delle competenze.<br />
La soluzione adottata di basare il nostro progetto su un sistema completamente riconfigurabile della famiglia Spartan 3E della Xilinx, si &egrave; dimostrata adeguata e, impiegando sempre la stessa scheda di base, abbiamo potuto rimodellare ogni anno i nostri robot, cercando di risolvere i limiti dimostrati da una soluzione in un&rsquo;altra che fosse in grado di superarli.</p>
<p style="text-align: justify;">La partecipazione a tutte le manifestazioni organizzate dalle Rete di Scuole per la Robocup Jr Italia, da Torino 2009 a Pescara 2013, &egrave; stato l&rsquo;appuntamento culminante che ogni anno ha fatto, prima, da stimolo a concludere il progetto, poi, da incoraggiamento a trasformare il dispiacere della sconfitta nell&rsquo;entusiasmo della scoperta che &egrave; sempre possibile migliorare, ritrovando la carica giusta per superare se stessi.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 1.png" width="500" height="199" alt="" /><br />
</em></strong><strong><em>Fig. 1 &#8211; Da sinistra a destra i modelli 2008, 2009 e 2010.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">I primi tre modelli sono serviti a tracciare il percorso che i nostri robot &ldquo;auto-costruiti&rdquo; avrebbero dovuto seguire, anche se risultano ancora piuttosto &ldquo;rozzi&rdquo;.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La nascita della nuova generazione: Nessie 2011</h4>
<p style="text-align: justify;">Con Nessie 2011 il lavoro dei ragazzi che man mano si alternavano nelle attivit&agrave; del Laboratorio di Robotica, ha iniziato ad assumere una forma pi&ugrave; matura, cercando anche del supporto esterno per la realizzazione delle parte meccaniche, impossibili da gestire internamente con le risorse disponibili.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 2(1).png" width="500" height="320" alt="" /><br />
<img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 2.png" width="0" height="0" alt="" />Fig. 2 &#8211; Il modello 2011.</em></strong></p>
<p>Nessie 2011, presentata a Catania in occasione della Robocup Jr 2011, &egrave; dotata di una meccanica solida ma presenta alcune limitazioni. L&rsquo;ingombro &egrave; un po&rsquo; eccessivo, e la rende poco agile nelle manovre negli spazi stretti; i sensori di luminosit&agrave;, realizzati in laboratorio, per l&rsquo;inseguimento della linea non sono sempre adeguati, specie nel caso di linee con variazioni di direzione corte e rapide.</p>
<h4>La prima evoluzione: Nessie 2012</h4>
<p style="text-align: justify;">Partendo dai problemi rilevati a Catania, al gruppo dei nuovi partecipanti alle attivit&agrave; del Laboratorio di Robotica, giunti dalla precedente esperienza sulla piattaforma Lego NXT, &egrave; stata proposta la nuova sfida di superare questi difetti riprogettando interamente Nessie nell&rsquo;anno successivo, iniziando dalla meccanica per finire nella dotazione dei sensori, lasciando immutata la piattaforma della scheda di gestione grazie, appunto, alla flessibilit&agrave; offerta dalla FPGA. Nessie 2012 &egrave; stata interamente ridefinita nelle sue interfacce, sia verso i sensori sia verso gli attuatori, offrendo una considerevole quantit&agrave; di stimoli didattici propagati alle materie d&rsquo;indirizzo. Infatti i nuovi sensori introdotti (sensore di luminosit&agrave; a scansione lineare di 128 pixel, accelerometro a tre assi per il controllo dell&rsquo;assetto, display a colori grafico con touch-screen, gestione dei motori con controllo PID implementato via hardware) hanno offerto spunti interessanti per materie come Controlli, Informatica Industriale, Elettronica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 3.png" width="500" height="296" alt="" /><br />
Fig. 3 &#8211; Nessie 2012.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista dell&rsquo;architettura di sistema Nessie 2012 si presenta gi&agrave; come sistema completo, molto distante dal primo robot degli esordi del 2008 ma, comunque, <strong>sempre</strong> basato sulla <strong>stessa scheda madre</strong>. La figura illustra la configurazione complessiva del microcomputer &ldquo;embedded&rdquo; nella FPGA che governa Nessie in cui si possono notare le interfacce verso le periferiche specifiche, personalizzate grazie alla ri-programmabilit&agrave; hardware della piattaforma scelta e alla possibilit&agrave; di rimodellarla sulle nuove esigenze.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 4.png" width="500" height="387" alt="" /><br />
</em><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><em>Fig. 4 &#8211; Schema a blocchi dell&rsquo;intero sistema embedded nella FPGA</em></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista didattico, con Nessie 2012 si &egrave; potuta sperimentare la realizzazione di nuove interfacce pi&ugrave; avanzate.<br />
Un primo esempio &egrave; stato lo studio delle problematiche concernenti il controllo automatico di velocit&agrave; PID realizzato in hardware. L&rsquo;argomento trova uno stretto collegamento con gli argomenti trattati nel corso di Controlli, presente ancora per questi ultimi due anni nel piano di studi dell&rsquo;Erasmo da Rotterdam, prima della normalizzazione imposta dal nuovo ordinamento.<br />
Un&rsquo;ulteriore opportunit&agrave; di approfondimento tecnico &egrave; stata l&rsquo;introduzione dei primi elementi di manipolazione delle immagini, in occasione della valutazione di un sensore di luminosit&agrave;, realizzato su una struttura lineare di 128 fotodiodi, da impiegare come inseguitore di linea.<br />
In questo caso la sfida proposta agli studenti &egrave; stata quella di riconoscere la presenza della linea nera nella stringa dei pixel letti dal sensore e determinarne la posizione relativa per usarla come volante per la definizione della direzione del moto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 5.png" width="486" height="521" alt="" /><br />
Fi</em><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><em>g. 5 &#8211; Esempi d&rsquo;implementazione di interfacce &ldquo;custom&rdquo;, interne al modulo FPGA, per il controllo automatico di velocit&agrave; e di gestione del sensore ottico lineare a 128 pixel.</em></span></strong></p>
<h3>Nessie 2013, la fase dell&rsquo;esportazione dei contenuti: &ldquo;dai robot auto-costruiti alla didattica auto-costruita&rdquo;</h3>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;idea di Nessie 2013 &egrave; nata nell&rsquo;anno scolastico corrente durante il quale, alla normale attivit&agrave; di programmazione didattica, si &egrave; sovrapposto il problema di cambiare e rimodulare i programmi specifici, sorto in concomitanza con l&rsquo;entrata in vigore del nuovo ordinamento nel triennio della Scuola Secondaria Superiore.<br />
Il progetto di Nessie 2013, oltre a rappresentare un elemento di continuit&agrave; alla parola d&rsquo;ordine &ldquo;Un nuovo robot auto costruito per ogni anno&rdquo;, &egrave; nato con il presupposto di rappresentare un esempio concreto di come il Laboratorio di Robotica si possa porre in relazione con le materie curricolari obbligatorie ed essere integrato come ambito di sperimentazione, sia nei metodi didattici sia nei contenuti, consentendo alla robotica di entrare ufficialmente nei programmi degli insegnamenti tecnico-scientifici.<br />
I presupposti aggiuntivi, alla base della nascita di Nessie 2013, includono la ricerca di una soluzione ai seguenti quesiti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">I.	L&rsquo;<strong>organizzazione</strong> dei gruppi di lavoro per perfezionare e rafforzare l&rsquo;esperienza acquisita.</li>
<li style="text-align: justify;">II.	L&rsquo;<strong>esportazione</strong> delle esperienze del Laboratorio di Robotica nella didattica curricolare sia nel biennio sia nel triennio.</li>
<li style="text-align: justify;">III.	La <strong>sperimentazione di nuovi approcci progettuali </strong>che tengano conto delle emergenti possibilit&agrave; tecnologiche proliferate in questi ultimi anni e offerte dai <strong>sistemi embedded a basso costo</strong>.</li>
</ul>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 6.png" width="500" height="295" alt="" /><br />
F</em><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><em>ig. 6 &#8211; Organizzazione dei gruppi di lavoro divisi per classi di appartenenza e per piattaforma di sviluppo utilizzata in ognuno di essi.</em></span></strong></p>
<h3>La riorganizzazione dei gruppi di lavoro</h3>
<p style="text-align: justify;">Il Laboratorio di Robotica &egrave; stato inizialmente attivato per essere aperto a studenti che volontariamente desideravano vivere questa esperienza, senza alcun vincolo sulle classi di provenienza, proprio per dar loro la possibilit&agrave; di aggregarsi secondo una ripartizione spontanea delle competenze e in funzione del grado di confidenza reciproca.<br />
Naturalmente col passare degli anni il numero di studenti &egrave; aumentato considerevolmente fino a diventare, nel corso del corrente anno scolastico, sufficiente a formare due classi di 15 studenti ciascuna. Ci&ograve; ha reso necessaria un&rsquo;analisi pi&ugrave; dettagliata dell&rsquo;organizzazione dei gruppi di lavoro e della definizione dei contenuti e degli strumenti da utilizzare per ognuno di essi. Il risultato di quest&rsquo;analisi &egrave; stato il primo passo per individuare i collegamenti tra le attivit&agrave; del Laboratorio di Robotica e il corso di studio ordinario, in modo da poter fruire delle sinergie possibili, sia in termini di motivazione che di rafforzamento delle conoscenze, abilit&agrave; e competenze poste come obiettivi da perseguire dalla programmazione delle attivit&agrave; didattiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i ragazzi del <strong>biennio</strong>, si pu&ograve; impiegare la piattaforma NXT con il linguaggio grafico NXT-G, per ovviare alle prime barriere imposte dalla conoscenza di un linguaggio formale e iniziare, fin dal primo anno, con una programmazione &ldquo;intuitiva&rdquo;, basate su icone, senza per&ograve; togliere nulla al rigore logico necessario per utilizzarla.<br />
Per i ragazzi del <strong>triennio</strong>, i gruppi di lavoro sono stati divisi in due livelli di complessit&agrave;:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Per gli studenti <strong>terzo anno</strong>, si prosegue con la piattaforma Lego NXT, utilizzando per&ograve; un linguaggio di programmazione pi&ugrave; professionale, C o Java, in coordinamento con l&rsquo;indirizzo scelto dalla programmazione didattica e con le indicazioni dei docenti di Informatica. Per questo livello si pu&ograve; gi&agrave; proporre ai ragazzi la partecipazione alla <em>Robocup Jr Under 19</em> e la messa a punto di robot autonomi, capaci di svolgere un percorso completo.</li>
<li style="text-align: justify;">Per i ragazzi del <strong>quarto</strong> e <strong>quinto anno</strong>, si propone <strong>il passaggio ai robot auto-costruiti</strong>, in cui sono richieste conoscenze tecniche pi&ugrave; avanzate e una maggiore autonomia di lavoro. Il passaggio agli auto-costruiti pu&ograve; essere fatto in modo progressivo, impiegando i ragazzi pi&ugrave; grandi come &ldquo;tutor&rdquo; dei pi&ugrave; giovani e dividendo i gruppi in modo da sfruttare, da un lato, il progetto dell&rsquo;anno precedente, migliorandone solo il software, dall&rsquo;altro avviare il progetto di una nuova generazione che parte dei limiti della precedente.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Dall&rsquo;esperienza di questi anni si &egrave; giunti alla conclusione che un progetto ex-novo di un membro della famiglia Nessie richiede un ciclo di due anni per essere veramente pronto a gareggiare. Il primo anno, vanno risolti tutti i problemi relativi alla sua struttura meccanica, al progetto e ai test di tutte le interfacce elettroniche e dell&rsquo;assetto complessivo della architettura informatica; il secondo anno, pu&ograve; essere dedicato alle rifiniture strutturali e alla messa a punto di un software di qualit&agrave; che sia in condizioni di affrontare appieno un regolamento internazionale della Robocup.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La robotica nel biennio degli Istituti Tecnici</h3>
<p style="text-align: justify;">Nel biennio del nuovo ordinamento degli Istituti Tecnici sono previste due materie che riguardano il primo contatto con le tecnologie dell&rsquo;ICT e che possono essere un primo livello di aggancio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella <strong>prima</strong>, TECNOLOGIE INFORMATICHE, pu&ograve; essere inserito al primo un modulo riguardante una prima introduzione alle architetture di elaborazioni dati, usando un linguaggio di programmazione molto intuitivo, come quello grafico offerto dalla piattaforma Mindstorm NXT. <br />
In questo ambiente, senza vincoli dell&rsquo;introduzione di strutture formali e procedurali astratte, pu&ograve; essere subito svolta la prima attivit&agrave; di programmazione. I ragazzi possono facilmente essere avviati alla definizione di algoritmi, concentrandosi sulla struttura logica del programma, senza filtri derivanti dalle regole di formulazione. Il linguaggio grafico, peraltro, aiuta a concepire la scrittura di un programma come un insieme di moduli gerarchici e abitua all&rsquo;analisi &ldquo;top-down&rdquo; del problema, indirizzando i ragazzi alla necessit&agrave; della scomposizione analitica di un sistema complesso e al porre attenzione alle relazioni tra le singole parti. <br />
In questo primo anno l&rsquo;uso del robot dovrebbe essere finalizzato principalmente allo studio di problemi interdisciplinari, legati non tanto al robot in quanto automa in grado di interagire con l&rsquo;ambiente in modo autonomo ma, principalmente, come sistema di calcolo interattivo per sperimentare problemi legati ad altre materie scientifiche. Ad esempio, in <strong>fisica</strong>, l&rsquo;interazione riguarda non soltanto la dinamica e la cinematica, ma anche tutte le discipline che studiano le leggi fisiche che governano le svariate tipologie di sensori con cui un robot interagisce con l&rsquo;ambiente (luminosit&agrave;, infrarossi, ultrasuoni, temperatura, voce, gravit&agrave;, campo magnetico, ecc.); in <strong>matematica</strong> serve a dare concretezza a concetti che si riferiscono ai modelli di relazioni tra spazio, tempo e moto. Molto utile a tal proposito &egrave; il libro &ldquo;<em>Imparare con la robotica: applicazioni di problem solving</em>&rdquo; di M. Moro, E. Menegatti, F. Sella e M. Perona &ndash; Ed. Erickson.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>seconda</strong>, SCIENZA E TECNOLOGIA APPLICATA, pu&ograve; trarre un enorme vantaggio dall&rsquo;uso della stessa piattaforma Lego NXT ma iniziando a sviluppare l&rsquo;idea di robot nel senso pi&ugrave; vero della parola, ovvero come progetto di una intelligenza artificiale di supporto alle attivit&agrave; normalmente svolte dall&rsquo;uomo, dotato di una propria autonomia d&rsquo;azione e di finalit&agrave; del proprio comportamento. Si possono introdurre i primi problemi d&rsquo;interazione con l&rsquo;ambiente e i concetti di programmazione pi&ugrave; avanzata rivolta a problematiche legate al &ldquo;<em>real time</em>&rdquo; e al &ldquo;<em>time sharing</em>&quot;, in cui occorre fare fronte alla molteplicit&agrave; degli eventi paralleli necessari a compiere un&rsquo;azione finalizzata da effettuarsi nello spazio reale e, quindi, di tutte le variabili aleatorie di disturbo introdotte dall&rsquo;ambiente esterno. <br />
Si comincia a far considerare quale deve essere il livello di approssimazione necessario per adattare un algoritmo ideale alle condizioni reali. In questo ambito possono essere avviate anche ricerche collaterali, in cui si pu&ograve; studiare come i robot, analogamente a quanto accaduto alle altre tecnologie dell&rsquo;ICT, stanno uscendo man mano dalle fabbriche per diventare sempre pi&ugrave; &ldquo;robot di servizio&rdquo; che interagiranno e influenzeranno profondamente la nostra vita quotidiana, esattamente come &egrave; successo con i computer, Internet, la telefonia fissa e mobile, la televisione, ecc. Insomma, bisogna preparare i nostri ragazzi perch&eacute; sappiano accogliere, in un futuro pi&ugrave; prossimo di quanto si possa sospettare, l&rsquo;ingresso dei robot nel loro &ldquo;<strong>universo digitale quotidiano</strong>&rdquo;, con tutti i problemi culturali, etici e sociali connessi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">La robotica nel triennio degli Istituti Tecnici</h3>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente nel triennio il rapporto diventa pi&ugrave; forte e articolato ed &egrave; legato alla vocazione specifica della scuola. Comunque alcuni elementi possono essere considerati validi a livello generale. Tra tutti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Mantenere il <strong>duplice binario</strong>: obbligatorio e volontario. Ovvero lasciare sempre uno spazio sperimentale, libero da &ldquo;vincoli di programma&rdquo;, in cui i ragazzi si possono organizzare per gruppi di lavoro finalizzato e lavorare con tempi e modalit&agrave; &ldquo;laboratoriali&rdquo;. Cio&egrave; fruire di tutti i vantaggi precedentemente descritti della disponibilit&agrave; di un Laboratorio Permanente di Robotica Didattica nel piano dell&rsquo;offerta formativa.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Contaminare i modelli didattici</strong> e tecnologici della didattica curriculare  con le esperienze sperimentali pomeridiane. Occorre usare la robotica didattica come spazio per mettere alla prova nuovi paradigmi formativi e nuove tecnologie e poterne verificare la valenza. Ci&ograve; &egrave; particolarmente rilevante in questa fase d&rsquo;incertezza nella Scuola italiana per contenere i danni di un nuovo ordinamento non ben preparato, programmato e supportato dai necessari sforzi economici per metterlo in atto e per evitare che le nuove discipline nascano su tecnologie obsolete.</li>
<li style="text-align: justify;">Utilizzare piattaforme di lavoro <strong>virtuali</strong> basate su tecnologie informatiche al pi&ugrave; alto livello di astrazione. I robot devono svolgere compiti sempre pi&ugrave; raffinati con livelli di specializzazione sempre pi&ugrave; spinta e, inoltre, i tempi di sviluppo devono ridursi. Questo richiede l&rsquo;uso di piattaforme con un maggior grado di riconfigurabilit&agrave; e flessibilit&agrave;, capaci di fruire di strumenti di sviluppo ad alta produttivit&agrave; e di riutilizzo del &ldquo;<em>know how</em>&rdquo; gi&agrave; acquisito.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>In ogni caso il &ldquo;Physical Layer&rdquo; non pu&ograve; essere ignorato! </strong>Nella formazione dei futuri tecnici non possono essere del tutto trascurate le tecnologie che sono alla base del funzionamento dei dispostivi e che formano il telaio su cui poggiare l&rsquo;intera struttura informatica virtuale.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">La sperimentazione di nuovi approcci progettuali negli Istituti Tecnici a vocazione legata all&rsquo;ICT<br />
Nel nostro caso, operando in un Istituto Tecnico a indirizzo &ldquo;Informatica e Telecomunicazioni&rdquo;, la declinazione delle corrispondenze e degli ambiti di sperimentazione si pu&ograve; sintetizzare nei punti seguenti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">A.  	<strong>Abbandonare</strong> fin dal primo anno del secondo biennio, sia nella materia &ldquo;Telecomunicazioni&rdquo; sia in &ldquo;Tecnologie dei Sistemi Informatici e di Telecomunicazioni&rdquo;, l&rsquo;approccio classico all&rsquo;insegnamento dei sistemi digitali basato sulle tecnologie a &ldquo;logica sparsa&rdquo; delle classiche famiglie 74xx/4xx di porte logiche elementari, e iniziare, senza indugi, con la progettazione ad alto livello fondata su logiche programmabili, come le FPGA della Xilinx sperimentate nei nostri robot. Le classiche reti booleane, combinatorie e sequenziali, acquistano un altro significato nella formazione degli studenti, abituandoli fin da subito a una progettazione sistemistica e modulare, che tende a valorizzare la ricerca di soluzioni pi&ugrave; generali, che forniscono risposte immediate e coerenti per abbreviare il percorso dall&rsquo;idea creativa alla sua implementazione effettiva.</li>
<li style="text-align: justify;">B.	<strong>Sviluppare</strong> ulteriormente il modello &ldquo;<em><strong>System on chip</strong></em>&rdquo; e/o &ldquo;<em><strong>Embedded System</strong></em>&rdquo; partendo da architetture allo stato dell&rsquo;arte e didatticamente ricche di spunti, come le CPU ARM, usando il Laboratorio di Robotica come primo terreno di esplorazione. Un esempio valido di piattaforma robotica introduttiva, in via di sperimentazione, &egrave; il sistema Stellaris EvalBot della Texas Instruments, basato sulla CPU Cortex M3, e dotato di un ricco corredo di materiale didattico.</li>
<li style="text-align: justify;">C.	<strong>Introdurre lo studio dei sistemi operativi</strong>, usando un ambiente come &ldquo;Embedded Linux&rdquo;. Molte piattaforme &ldquo;<em>low cost</em>&rdquo; e &ldquo;<em>open hardware</em>&rdquo; lo propongono come sistema &ldquo;rommato&rdquo; (Raspberry, BeagleBone, CubieBoard, MK800, Olimex, ecc.) e molti nuovi testi proposti nel nuovo ordinamento lo utilizzano come &ldquo;case study&rdquo;. Si pu&ograve; fruire di enormi economie di scala e si possono creare laboratori &ldquo;dinamici&rdquo;, facilmente riconvertibili, giacch&eacute; si ha ormai l&rsquo;accesso a prestazioni confrontabili con quelle di un personal computer con una spesa dell&rsquo;ordine di grandezza dei 60 Euro.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Ogni studente pu&ograve; avere a disposizione il suo personale sistema di sviluppo, a scuola come a casa.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Nessie 2013</h3>
<p style="text-align: justify;">Nessie 2013 &egrave; stata concepita tenendo in conto tutti gli aspetti indicati e si propone come modello di riferimento con un&rsquo;architettura &ldquo;a livelli&rdquo; in cui sono presi in considerazione tutti gli aspetti che riguardano il ciclo produttivo completo del robot, partendo dalla parte meccanica, per giungere fino al software.</p>
<p style="text-align: center;">
<strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 7.png" width="472" height="311" alt="" /><br />
Fig. 7 &#8211; Nessie 2013.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
Iniziando dal &ldquo;<em>Phisical Layer</em>&rdquo;, l&rsquo;uso di una stampante 3D permette il progetto meccanico e l&rsquo;impiego di strumenti CAD per l&rsquo;ingegnerizzazione del prodotto.<br />
Con le FPGA possono essere sviluppate tutte le problematiche relative alla gestione dell&rsquo;hardware, modellandolo alle necessit&agrave; dell&rsquo;applicazione e di gestione, e implementando il primo livello di protocollo &ldquo;Data Link&rdquo; per dialogare con la scheda di gestione su cui &egrave; presente il sistema operativo necessario a sviluppare i layers &ldquo;Presentation&rdquo; e &ldquo;Application&rdquo;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/vitale - 8.png" width="500" height="272" alt="" /><br />
</em><span style="background-color: rgb(255, 255, 255);"><em>Fig. 8 &#8211; La struttura a &ldquo;layer&rdquo; del progetto Nessie 2013: dal &ldquo;phisical layer&rdquo; all&rsquo; &ldquo;application layer&rdquo;.  Dalla stampa 3d per il progetto meccanico all&rsquo;uso di Linux Embedded per lo sviluppo autonomo dell&rsquo;applicazione.</em></span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nessie 2013 &egrave; stata completata quest&rsquo;anno e competer&agrave; nella prossima manifestazione della Rete di Scuole per la Robocup Jr Italia. Essa &egrave; il frutto di un fortissimo impegno da parte dei miei studenti del Laboratorio di Robotica di quest&rsquo;anno, confrontabile con quello dei tecnici di una &ldquo;avanzatissima start up&rdquo; operante nell&rsquo;ambito delle nuove tecnologie e della collaborazione del collega Filippo Bilardo, senza il quale tutte le schede hardware non avrebbero mai visto la luce.<br />
Vorrei infine menzionare gli sponsor del Laboratorio di Robotica senza i quali non avremmo mai potuto trovare i fondi per il nostro lavoro: <strong>Futura Elettronica</strong> per l&rsquo;enorme supporto nella ingegnerizzazione della parte meccanica e per la fornitura di sensori e attuatori, <strong>Xilinx</strong> e <strong>Mirifica</strong> per il supporto hardware del materiale relativo alle FPGA e ai relativi tools di sviluppo, <strong>Texas Instruments</strong> per i sistemi Stellaris EvalBot e le schede necessarie al laboratorio di sviluppo per i microcontrollori Cortex M3.<br />
&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La robotica nella scuola delle competenze</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Jun 2013 17:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Bricks</dc:creator>
				<category><![CDATA[Robotica educativa]]></category>
		<category><![CDATA[Temi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marisa Di Luca, Ester Vitacolonna, Fiorenza Papale, Renzo Delle Monache, Filomena Mammarella&#160; 1m.diluca@unidav.it &#8211; &#160;vitacolonna@unich.it, Universit&#224; &#8220;G. D&#8217;Annunzio&#8221;, Chieti 2fiorenza.papale@istruzione.it &#160;- dellemo@rgn.it &#8211; comune47@tiscali.it, Istituto Istruzione Superiore &#8220;A. Volta&#8221;, Pescara &#160; Le premesse In questi ultimi anni il mondo della scuola &#232; stato coinvolto (in molti casi travolto) da tutta una serie di novit&#224; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;">
<table width="240" cellspacing="1" cellpadding="1" border="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: right;">
<input type="image" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/tema.jpg" /></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff" style="text-align: right;" bordercolor="#333333"><font size="4" color="#1c5244"><b><i>di Marisa Di Luca, Ester Vitacolonna, Fiorenza Papale, Renzo Delle Monache, Filomena Mammarella&nbsp;<br />
            </i></b></font></td>
</tr>
<tr>
<td bgcolor="#ffffff">
<p style="text-align: right;"><sup><em><strong>1</strong></em></sup><em><strong><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(109,46,100,105,108,117,99,97,64,117,110,105,100,97,118,46,105,116)+'?'">m.diluca@unidav.it</a> &#8211; &nbsp;<a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(118,105,116,97,99,111,108,111,110,110,97,64,117,110,105,99,104,46,105,116)+'?'">vitacolonna@unich.it</a>, Universit&agrave; &ldquo;G. D&rsquo;Annunzio&rdquo;, Chieti<br />
            <sup>2</sup><a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(102,105,111,114,101,110,122,97,46,112,97,112,97,108,101,64,105,115,116,114,117,122,105,111,110,101,46,105,116,32)+'?'">fiorenza.papale@istruzione.it </a>&nbsp;- <a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(100,101,108,108,101,109,111,64,114,103,110,46,105,116)+'?'">dellemo@rgn.it</a> &#8211; <a href="javascript:location.href='mailto:'+String.fromCharCode(99,111,109,117,110,101,52,55,64,116,105,115,99,97,108,105,46,105,116)+'?'">comune47@tiscali.it</a>, Istituto Istruzione Superiore &ldquo;A. Volta&rdquo;, Pescara</strong></em></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align: right;"><a href="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/Numeri/2013/2/10-DiLuca.pdf" target="_blank"><img width="32" height="32" class="size-full wp-image-929 alignright" title="PDF" alt="" src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/2011/06/1308988458_pdf.png" /></a></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<h3>Le premesse</h3>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi anni il mondo della scuola &egrave; stato coinvolto (in molti casi travolto) da tutta una serie di novit&agrave; che, spesso, hanno cambiato la prospettiva dell&rsquo;insegnamento e di conseguenza dell&rsquo;apprendimento. <br />
L&rsquo;idea di una didattica soprattutto trasmissiva, cattedratica non &egrave; pi&ugrave; adatta per i nostri studenti che hanno sempre pi&ugrave; necessit&agrave; di &ldquo;guardare dentro le cose&rdquo;, di &ldquo;sporcarsi le mani&rdquo;. La robotica pu&ograve; essere considerata, a tutti gli effetti, una attivit&agrave; innovativa che contribuisce in maniera forte all&rsquo;acquisizione delle competenze non solo disciplinari, ma anche relazionali, comunicative e che tocca, quindi, aspetti non solo strettamente didattici, ma anche educativi. <br />
Nell&rsquo;organizzare un&rsquo;attivit&agrave; di robotica sono sicuramente da privilegiare i  cosiddetti &ldquo;metodi attivi&rdquo; che respingono il ruolo passivo, dipendente e sostanzialmente ricettivo dell&rsquo;allievo, essi comportano la partecipazione sentita  e consapevole dello studente. Le caratteristiche di tali metodi sono, fondamentalmente: la <strong>partecipazione vissuta</strong> degli studenti (viene coinvolta la personalit&agrave; dell&rsquo;allievo); il <strong>controllo costante</strong> e ricorsivo (<em>feedback</em>) e l&rsquo;<strong>autovalutazione</strong>;  la <strong>formazione in situazione</strong>; la <strong>formazione in gruppo</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le scelte metodologiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Analizziamo brevemente alcuni dei concetti che sono alla base di una prassi didattica di questo tipo e che si concretizzano  in una attivit&agrave; di robotica. <br />
Fra i metodi attivi che pi&ugrave; si &ldquo;adattano&rdquo; nella impostazione di una esperienza di questo tipo ci sono sicuramente il <em>problem solving</em>, il <em>brainstorming</em> ed il <em>cooperative learning</em>.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Problem solving</h4>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente in questo caso si intende il problem solving non nel senso &ldquo;stretto&rdquo; di risoluzione di problemi, ma nel suo significato pi&ugrave; ampio: riuscire a risolvere in qualche modo &ldquo;situazioni problematiche&rdquo;. In un&rsquo;attivit&agrave; di robotica le situazioni problematiche sono sempre presenti: dal come progettare il robot a quali strumenti (hardware e software) utilizzare, a come risolvere gli inevitabili problemi che sono sempre in agguato. Quando si costruisce un robot, si deve progettare una macchina e i problemi che si possono presentare possono essere molti e diversi. <br />
Pu&ograve; trattarsi di un piccolo problema, come seguire un percorso in linea retta in un determinato tempo, oppure di un fatto complesso come, ad esempio, l&rsquo;interazione con lo spazio. In ogni caso c&rsquo;&egrave; bisogno di comprendere, decodificare la situazione e prendere le decisioni opportune. Tutte le fasi del problem solving cognitivo sono presenti: dalla codifica del problema, alla pianificazione del percorso, alla realizzazione del &ldquo;progetto&rdquo; impostato, alla valutazione del lavoro. Non sono da trascurare, per&ograve;, anche le componenti metacognitive. Nella tabella seguente sono riportate le fasi del problem solving metacognitivo ed alcune domande-stimolo che possono aiutare il gruppo alla riflessione critica.<b style="font-weight:normal;" id="docs-internal-guid-7698ff86-ff8f-f87e-1e97-6ba7f54334f3"><br />
</b></p>
<div dir="ltr">
<table style="border:none;border-collapse:collapse">
<colgroup></colgroup>
<tbody>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Problem solving</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: center;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Attivit&agrave; metacognitive di controllo</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">COMPRENSIONE</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Riflettiamo:</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Quello da affrontare che tipo di problema &egrave;? Cosa sappiamo su come si fa? &hellip;</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">PREVISIONE</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Prevediamo:</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Chi ci pu&ograve; aiutare? Quanto tempo abbiamo? Di quali/quanti strumenti abbiamo bisogno? Qual &egrave; l&rsquo;ambiente in cui svolgere il compito? &hellip;</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">PIANIFICAZIONE</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Organizziamoci:</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Identifichiamo il problema. Troviamo i materiali e strumenti. Stabiliamo il tempo di lavoro &hellip;</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">MONITORAGGIO</span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Controlliamo:</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Siamo sulla strada giusta? Cosa va eliminato o invece salvato? Il compito si &egrave; rivelato &nbsp;facile o difficile? &hellip;</span></p>
</td>
</tr>
<tr style="height:0px">
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">VALUTAZIONE</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;text-align: justify;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;"> </span></p>
</td>
<td style="border:1px solid #000000;vertical-align:top;padding:7px 5px 7px 5px">
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:bold;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Guardiamoci indietro:</span></p>
<p dir="ltr" style="line-height:1.15;margin-top:0pt;margin-bottom:0pt;"><span style="font-size:13px;font-family:Arial;color:#000000;background-color:transparent;font-weight:normal;font-style:normal;font-variant:normal;text-decoration:none;vertical-align:baseline;white-space:pre-wrap;">Le &nbsp;previsioni e la pianificazione &nbsp;sono stati utili? Si sarebbe potuto fare in un altro modo? Questa procedura di risoluzione pu&ograve; essere utile in altri compiti? &hellip;</span></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Tabella 1 &#8211; Problem Solving  Metacognitivo</em></strong></p>
<h4>
Brainstorming</h4>
<p style="text-align: justify;">Il brainstorming (cervelli in tempesta) &egrave; molto utile quando:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">si vuole fare una ricognizione  generale,</li>
<li style="text-align: justify;">c&rsquo;&egrave; da puntualizzare e riprendere il filo del discorso, per monitorare in ogni istante l&rsquo;attivit&agrave;,</li>
<li style="text-align: justify;">si vogliono far emergere le idee per favorire anche tutti gli aspetti legati alla creativit&agrave; che sono fondamentali nella progettazione di un robot.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Una interessante modalit&agrave;  utilizzabile nel brainstorming &egrave; il cosiddetto &ldquo;<strong>pensiero verde e pensiero rosso</strong>&rdquo;. Secondo questa tecnica, la prima fase di brainstorming &egrave; svolta applicando il concetto del <strong>pensiero verde</strong> che serve per far emergere all&rsquo;interno del gruppo TUTTE le idee (anche quelle che possono sembrare non realizzabili o impossibili). Si stimola l&rsquo;innovazione senza porre limiti alla fantasia e senza lasciarsi condizionare dai limiti reali. Successivamente, dopo aver elencato e descritto tutte le idee, si passa al secondo step chiamato del <strong>pensiero rosso</strong>. Durante questa fase si analizzano di nuovo tutte le idee generate precedentemente verificandone la coerenza, la realizzabilit&agrave;, le risorse necessarie, i tempi, &#8230; <br />
Alla fine restano solo le idee praticamente fattibili e su quelle si costruisce il progetto.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Cooperative learning</h4>
<p style="text-align: justify;">E&rsquo; utile per lo sviluppo integrato di competenze cognitive, operative e relazionali. Non si tratta di un semplice lavoro di gruppo (dove la possibilit&agrave; di &ldquo;imboscarsi&rdquo; &egrave; alta); in questo caso ogni componente del gruppo si assume la responsabilit&agrave; del proprio lavoro e deve essere consapevole che il successo o l&rsquo;insuccesso di un componente  condiziona il successo o l&rsquo;insuccesso dell&rsquo;intero gruppo. Il &ldquo;motto&rdquo; che caratterizza il cooperative learning &egrave; proprio la famosa frase di Dumas: &ldquo;Tutti per uno, uno per tutti&rdquo;.<br />
Il metodo a gruppo cooperativo viene indicato come uno dei metodi &quot;<strong>a mediazione sociale</strong>&quot; (le risorse e l&rsquo;origine dell&rsquo;apprendimento sono soprattutto gli allievi); gli studenti si aiutano e sono corresponsabili del loro apprendimento, stabiliscono il  ritmo del loro lavoro, si correggono e si valutano, sviluppano e migliorano le relazioni sociali per favorire l&rsquo;apprendimento. L&rsquo;insegnante  &egrave; un facilitatore,  un organizzatore dell&rsquo;attivit&agrave; di apprendimento, tale metodo si contrappone a quello definito &quot;<strong>a mediazione dell&#8217;insegnante</strong>&quot;. Le differenze tra i due orientamenti sono rilevanti perch&eacute; i due punti di vista tendono a differenziare la professionalit&agrave; e la conduzione della classe. C&rsquo;&egrave; una contrapposizione netta a livello di luoghi e fonti delle conoscenze e delle risorse (l&rsquo;insegnante o gli allievi), obiettivi e compiti (di gruppo o individuali), disciplina e modalit&agrave; di partecipazione (impegno individuale o aiuto reciproco), valutazione e responsabilit&agrave; (valutazione individuale e/o di gruppo). Il cooperative learning ha un sito dedicato: <a href="http://www.scintille.it" target="_blank">www.scintille.it</a>.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Didattica laboratoriale. Ecco come!</h3>
<p style="text-align: justify;"><strong>Laboratorialit&agrave;</strong>. Cerchiamo di chiarire cosa si intende in questa sede per &ldquo;didattica laboratorio&rdquo;. Ovviamente si parla di uno spazio fisico in cui gli studenti possano lavorare per gruppi, siano nelle condizioni di condividere e collaborare. <br />
Attrezzare uno spazio in questo senso non &egrave; cosa complessa; come afferma Marcian&ograve;: &ldquo;<em>Certamente il setting del laboratorio &egrave; importante. Spazi e distribuzione degli alunni dovranno essere adeguati al lavoro di gruppo. Ma anche con soli pochi spostamenti dei banchi una normale aula pu&ograve; divenire un buon laboratorio di robotica</em>&rdquo; [Marcian&ograve;, 2011]. <br />
Il laboratorio a cui si fa riferimento non &egrave; solo un luogo fisico, ma soprattutto un atteggiamento mentale. Una attivit&agrave; di tipo laboratoriale presuppone che:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">possano essere create le condizioni per un apprendimento collaborativo e condiviso;</li>
<li style="text-align: justify;">ci sia una forte interattivit&agrave; fra docenti e studenti;</li>
<li style="text-align: justify;">docenti e studenti si trovino a vivere un processo di costruzione della conoscenza;</li>
<li style="text-align: justify;">si possa porre l&rsquo;attenzione su alcuni  aspetti fondamentali della relazione educativa quali la curiosit&agrave;, la motivazione, il metodo della ricerca.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Fondamentale &egrave; l&rsquo;atteggiamento nei confronti della <strong>tecnologia</strong> nella prassi scolastica. C&rsquo;&egrave; ancora resistenza da parte di molti (troppi) docenti all&rsquo;uso degli strumenti tecnologici nella didattica; tanti sono ancora fortemente ancorati ad un&rsquo;idea pi&ugrave; o meno tradizionale dell&rsquo;insegnamento. Ma i nostri ragazzi (chiamati appunto &ldquo;nativi digitali&rdquo;) ne fanno molto uso e questo non pu&ograve; essere ignorato.<br />
Stiamo vivendo un cambiamento che per certi versi pu&ograve; essere definito &ldquo;epocale&rdquo; e non pu&ograve; essere ignorato.  Gabrielli focalizza bene il  concetto di cambiamento come processo circolare: &ldquo;<em>Un cambiamento indica un processo, ma i processi sono a loro volta soggetti a cambiamento</em>&rdquo; [Gabrielli, 2006]. La robotica non si limita ad un utilizzo &ldquo;passivo&rdquo; dello strumento tecnologico, ma il suo uso finalizzato alla progettazione del robot e si pu&ograve; tranquillamente affermare che in un&rsquo;attivit&agrave; del genere c&rsquo;&egrave; &ldquo;produzione&rdquo; di tecnologia non solo utilizzo, quindi presuppone un atteggiamento consapevole e critico.<br />
Progettare, all&rsquo;interno di un curricolo, un&rsquo;esperienza di robotica educativa pu&ograve; essere considerata un metodo per insegnare (e quindi apprendere) attraverso le <strong>attivit&agrave;</strong>. Un momento importantissimo del processo di apprendimento pu&ograve; essere considerato, a pieno titolo, quello in cui concretamente gli studenti hanno la possibilit&agrave; di manipolare oggetti e informazioni, di &ldquo;mettere le mani in pasta&rdquo;, di verificare ci&ograve; che hanno appreso.<br />
Lo schema seguente sintetizza quanto detto; evidenzia tutte le variabili  che entrano in gioco quando si organizza un&rsquo;attivit&agrave; di robotica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 1.png" width="500" height="214" alt="" /><br />
Fig. 1 &#8211; I vari aspetti della robotica.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli elementi pi&ugrave; importanti  per una didattica innovativa c&rsquo;&egrave; la <strong>competenza</strong>.<br />
Come si pu&ograve; definire la &ldquo;competenza&rdquo;? Quando possiamo dire che c&rsquo;&egrave;   competenza in un determinato ambito?  Cosa deve fare un soggetto perch&eacute; si possa esprimere su di lui un giudizio di competenza? Non c&rsquo;&egrave; uniformit&agrave; nella sua definizione, ma sicuramente un soggetto competente:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">interpreta la situazione da affrontare,</li>
<li style="text-align: justify;">progetta le strategie che lo portano alla soluzione;</li>
<li style="text-align: justify;">prende decisioni coerenti;</li>
<li style="text-align: justify;">porta a termine il processo.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Una possibile &ldquo;definizione&rdquo; del termine &#8211; quella data dall&rsquo;EQF &#8211; &egrave; la seguente: &ldquo;<em>Comprovata capacit&agrave; di utilizzare conoscenze, abilit&agrave; e capacit&agrave; personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e personale</em>&rdquo; . <br />
Un soggetto competente, quindi, mobilita conoscenze, abilit&agrave; e capacit&agrave; personali per poter affrontare e risolvere situazioni problematiche inedite e spesso contestualizzate. La competenza prescinde dalle discipline e prevede  processi di recupero e messa in campo delle risorse nel compito; di integrazione delle nuove conoscenze con le vecchie; di trasferimento dei concetti acquisiti in situazioni inedite. Evidente come un&rsquo;attivit&agrave; di robotica contribuisca in maniera forte all&rsquo;acquisizione di competenze.<br />
Appare chiaro da quanto esplicitato che &ldquo;ambienti&rdquo;  che vedono lo studente affrontare situazioni problematiche da &ldquo;decodificare&rdquo;, come pu&ograve; essere la progettazione di un robot, siano particolarmente adatte all&rsquo;acquisizione di competenze.<br />
In relazione alle competenze chiave e a quelle indicate nel documento relativo agli assi culturali, quali sono le competenze che possono essere coinvolte in una attivit&agrave; di robotica? Le vediamo nello schema in Fig. 2.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 2.png" width="500" height="282" alt="" /><br />
Fig. 2 &#8211; La robotica e le competenze.</em></strong></p>
<h3>Il progetto</h3>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;IIS Volta di Pescara partecipa alle gare nazionali &ldquo;ROBOCUP Junior&rdquo; dall&rsquo;anno 2010; l&rsquo;entusiasmo e l&rsquo;interesse degli studenti sono andati sempre  crescendo. Negli anni 2010 e 2011 la partecipazione ha coinvolto solo la specializzazione &ldquo;INFORMATICA&rdquo; (il primo anno con la sola classe quinta, il secondo con le classi quarta e quinta), nel 2012 anche le specializzazioni di &ldquo;ELETTROTECNICA&rdquo; ed &ldquo;ELETTRONICA&rdquo; hanno dato il loro contributo, nel 2013 anche la &ldquo;MECCANICA&rdquo; &egrave; stata coinvolta. Quindi, negli anni, tutte le specializzazioni hanno partecipato al questa esperienza altamente formativa. <br />
Anche il collegio, all&rsquo;inizio un po&rsquo; timido, ha percepito la valenza formativa di attivit&agrave; di questo tipo, tanto da chiedere per l&rsquo;anno 2013 l&rsquo;organizzazione della manifestazione nazionale. Lo schema in Fig. 3 mette in evidenza proprio la crescita dell&rsquo;interesse e della partecipazione all&rsquo;interno dell&rsquo;istituto.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 3.png" width="500" height="163" alt="" /><br />
Fig. 3 &#8211; La robotica all&rsquo;IIS Volta di Pescara.</em></strong></p>
<p>In Fig. 4 un scorcio della manifestazione nazionale dello scorso aprile.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 4.png" width="391" height="291" alt="" /><br />
Fig. 4 &#8211; ROBOCUP Junior a Pescara, 17 &ndash; 20 aprile 2013.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Vediamo alcuni dettagli anche &ldquo;numerici&rdquo; del progetto che danno la percezione dell&rsquo;importanza che tale attivit&agrave; ha acquistato non solo all&rsquo;interno dell&rsquo;istituto, ma anche sul territorio regionale tanto da diventare un vero e proprio riferimento  della robotica. Il riepilogo, per quanto riguarda le specializzazioni coinvolte ed il numero di squadre partecipanti alla manifestazione nazionale, &egrave; riportato in Fig. 5.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 5.png" width="499" height="237" alt="" /><br />
Fig. 5 &#8211; Le squadre e le specializzazioni dell&rsquo;IIS Volta di Pescara.</em></strong></p>
<h3 style="text-align: justify;">Obiettivi perseguiti</h3>
<h4 style="text-align: justify;">Favorire un uso critico e riflessivo della tecnologia</h4>
<p style="text-align: justify;">In attivit&agrave; di questo tipo, gli studenti non si limitano ad usare la tecnologia ma la producono; lo strumento tecnologico diventa &ldquo;ambiente di apprendimento&rdquo;.  Gli studenti percepiranno la tecnologia non solo come uno strumento &ldquo;ludico&rdquo;, ma anche come una &ldquo;modalit&agrave;&rdquo; diversa per imparare.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Far crescere negli studenti la consapevolezza dello spirito di gruppo</h4>
<p style="text-align: justify;">li studenti lavorano in piccoli gruppi, ognuno di loro ha un compito e tutti devono contribuire al raggiungimento dell&rsquo;obiettivo; il lavoro di gruppo &egrave; sicuramente un &ldquo;metodo didattico nel quale la cooperazione tra gli studenti &egrave; la variabile significativa&rdquo; [Comoglio e Cardoso, 2002].</p>
<p style="text-align: justify;">Individuare applicazioni e collegamenti fra le diverse discipline<br />
La robotica NON &egrave; una disciplina, ma un&rsquo;attivit&agrave; che sicuramente aiuta non solo la comprensione delle discipline coinvolte, ma rende significativo (nel senso di Ausbel) l&rsquo;apprendimento. &ldquo;<em>La robotica educativa pu&ograve; rappresentare un ambiente di apprendimento per ogni disciplina scolastica</em>&rdquo;. [Marcian&ograve;, 2011].</p>
<h4 style="text-align: justify;">Imparare a guardare oltre le discipline</h4>
<p style="text-align: justify;">Nella progettazione di un robot sono tante le variabili che entrano in gioco e per la sua progettazione e costruzione sono necessarie conoscenze che vanno oltre le discipline.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Sviluppare negli studenti il gusto per la scoperta</h4>
<p style="text-align: justify;">Impostare un&rsquo;esperienza partendo da situazioni problematiche stimola sicuramente anche la creativit&agrave;, il pensiero divergente. &ldquo;<em>Vedere la creativit&agrave; come un modo particolare di pensare, un modo di pensare che implica originalit&agrave; e fluidit&agrave;, che rompe con i modelli esistenti introducendo qualcosa di nuovo</em>&rdquo;. [Fontana, 1996].</p>
<h4 style="text-align: justify;">Sperimentare attivit&agrave; di peer tutoring</h4>
<p style="text-align: justify;">Come noto il <em>peer tutoring</em> &egrave; un metodo che vede studenti &ldquo;che insegnano&rdquo; ed altri &ldquo;che imparano&rdquo;. Risulta essere molto efficace quando si vogliono aiutare i ragazzi a superare un possibile disorientamento iniziale di fronte ad una nuova attivit&agrave; e a fornire aiuto per l&rsquo;organizzazione e la gestione del lavoro in un contesto inedito.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Sperimentare attivit&agrave; di peer collaboration</h4>
<p style="text-align: justify;">Gli studenti si trovano di fronte ad una situazione problematica in cui nessuno di loro ne sa pi&ugrave; dell&rsquo;altro. E&rsquo; necessaria collaborazione, condivisione e assunzione di responsabilit&agrave;. Lo studente non pu&ograve; essere passivo, deve assumere un ruolo responsabile, mettere in campo tutte le sue competenze comunicative, confrontarsi con i suoi compagni e valutare il lavoro di squadra.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Sperimentare attivit&agrave; in verticale</h4>
<p style="text-align: justify;">Dare la possibilit&agrave; ai docenti di confrontarsi, progettare con colleghi di altri ordini di scuola sicuramente favorisce quel raccordo tra i diversi ordini scolastici che manca nel nostro paese. Anche per gli studenti &egrave; un&rsquo;esperienza decisamente formativa; i pi&ugrave; grandi mettono in gioco anche le loro competenze comunicative e relazionali nei confronti dei pi&ugrave; piccoli.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Favorire un apprendimento per &ldquo;costruzione&rdquo; della conoscenza</h4>
<p style="text-align: justify;">Afferma Logorio quando parla della &ldquo;conoscenza&rdquo;: &ldquo;<em>Non si tratta pi&ugrave; di trasferire pezzi di conoscenza da un luogo all&rsquo;altro, ma di costruirla durante il processo di interazione tra le persone</em>&rdquo; [Ligorio, 2010]. Le nuove teorie  (a fronte del comportamentismo, del cognitivismo e dello strutturalismo) evidenziano come l&rsquo;apprendimento, oggi, avvenga non come trasmissione di nozioni, ma come &ldquo;costruzione&rdquo;. Risulta evidente che esperienze presentate agli studenti come: situazioni problematiche inedite, in cui devono lavorare in team e necessariamente mettere in campo, ognuno per quello che sa e sa fare, le proprie competenze siano fondamentali per un apprendimento consapevole, quindi visto come costruzione della conoscenza e non come trasmissione di nozioni. Per attivit&agrave; che possono contribuire alla costruzione della conoscenza, l&rsquo;insegnante diventa una sorta di &ldquo;ingegnere&rdquo; che progetta, realizza e fa da guida  all&rsquo;esperienza.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Imparare le regole per una giusta competizione</h4>
<p style="text-align: justify;">Gli studenti devono abituarsi a competere, rispettando  l&rsquo;avversario che non deve essere un &ldquo;nemico&rdquo;, ma semplicemente uno da battere. Importante &egrave; anche abituare i ragazzi a capire e ad imparare dalla sconfitta.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Guidare gli studenti nella formalizzazione concettuale</h4>
<p style="text-align: justify;">Quando si organizzano attivit&agrave; come la robotica non bisogna fermarsi alla realizzazione del robot; c&rsquo;&egrave; necessit&agrave; di aiutare gli studenti a &ldquo;scovare&rdquo; i concetti disciplinari che hanno usato,  c&rsquo;&egrave; necessit&agrave; di arrivare alla concettualizzazione, al formalismo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Reti di scuole. Dimensione nazonale e dimensione locale</h3>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;IIS Volta di Pescara, come gi&agrave; detto, ha organizzato una rete che va dalla scuola dell&rsquo;infanzia (ultimo anno) alla scuola superiore. <br />
L&rsquo;aver coinvolto scuole di ogni ordine e grado &egrave; stato un fatto veramente importante. Costruire un progetto (un&rsquo;attivit&agrave;) partendo dalla scuola dell&rsquo;infanzia per arrivare al quinto anno della scuola superiore favorisce sicuramente quel raccordo, che oggi &egrave; fondamentale, fra i diversi ordini di scuola. Ci sono stati alcuni tentativi organizzati dal Ministero per favorire la progettazione di un curricolo in verticale che per&ograve; non hanno portato i risultati desiderati.<br />
Il riferimento, ad esempio, &egrave; ai due progetti ISS (Insegnare Scienze Sperimentali) e M@t.abel (specifico per la matematica). Sicuramente progetti ambiziosi che non hanno portato i risultati desiderati.<br />
Questi tentativi  di costruire un curricolo &ldquo;in verticale&rdquo; sono falliti ancor prima di nascere. Perch&eacute;? Le motivazioni possono essere diverse: sicuramente c&rsquo;&egrave; da dire che l&rsquo;aver centrato il discorso sui contenuti disciplinari e non su un&rsquo;attivit&agrave; non ha aiutato. I docenti sono rimasti ancorati al loro modo di &ldquo;fare scuola&rdquo; e la collaborazione con i colleghi &egrave; stata solo sulla carta perch&eacute; si sono trovati a progettare non attivit&agrave;, ma percorsi prevalentemente  disciplinari tenendo conto soprattutto del &ldquo;programma&rdquo; che, anche se non &egrave; pi&ugrave; di fatto &ldquo;IL&rdquo; riferimento, assilla ancora molti docenti.<br />
&ldquo;Verticalizzare&rdquo; aiuta l&rsquo;acquisizione di competenze; la competenza &egrave; qualcosa che si conquista negli anni partendo dai primi anni di scuola e non solo nell&rsquo;ultima parte del proprio percorso formativo.<br />
Nella rete organizzata dall&rsquo;IIS Volta sono state coinvolte le seguenti istituzioni scolastiche: Istituto Comprensivo di Spoltore (PE) (studenti della seconda e terza media), Scuola Media Antonelli di Pescara (prima media), 7&deg; Circolo Didattico di Pescara, Liceo Scientifico M. Curie di Giulianova (TE). <br />
Gli studenti della prima media della Scuola Antonelli e del 7&deg; Circolo di Pescara partecipano solo all&rsquo;esibizione, non alle gare. Una esperienza di questo tipo risulta importante anche  per costruire, negli anni, proprio quel raccordo fra tutti gli ordini di scuola che sicuramente aiuta lo studente nel suo percorso scolastico. Gli studenti dell&rsquo;IIS Volta e del Liceo Curie partecipano alle gare &ldquo;Under 19&rdquo;, quelli dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Spoltore a quelle &ldquo;Under 14&rdquo;. <br />
Nel dettaglio, relativamente ai ragazzi che gareggiano, le classi coinvolte sono:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">a) IIS Volta partecipa con 6 classi, terza, quarta e quinta informatica, 2 classi  quinte meccanica, 1 classe terza elettrotecnica;</li>
<li style="text-align: justify;">b) Liceo Curie con 2 seconde (scienze applicate);</li>
<li style="text-align: justify;">c) Istituto Comprensivo di Spoltore con una selezione fra 3 classi terze e due seconde.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda le squadre: l&rsquo;IIS Volta partecipa con 3 squadre, il Liceo Curie con 2 e l&rsquo;Istituto Comprensivo con 1.  Tutte le squadre sono iscritte alla categoria RESCUE. Il grafico seguente sintetizza i numeri dei partecipanti alle gare Under 19 (vedi Fig. 6).</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 6.png" width="487" height="210" alt="" /><br />
Fig. 7 &#8211; Classi &amp; Studenti Under 19.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente il numero degli studenti coinvolti riportati nel grafico si riferisce al numero totale degli allievi delle classi che hanno partecipato.<br />
Le squadre dell&rsquo;IIS Volta e dell&rsquo;Istituto Comprensivo di Spoltore  gareggiano anche alla manifestazione nazionale di robotica a Roma. Il riepilogo della partecipazione alla manifestazione ROBOCUP Junior 2013 delle scuole abruzzesi &egrave; riportato nello schema in Fig. 7.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em><img src="http://bricks.maieutiche.economia.unitn.it/wp-content/uploads/diluca - 7.png" width="500" height="205" alt="" /><br />
Fig. 8 &#8211; La robotica educativa in Abruzzo.</em></strong></p>
<h3>Le risorse e l&rsquo;attivit&agrave;</h3>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;attivit&agrave; ha visto gli studenti impegnati, ovviamente in ore extracurriculari, nella progettazione e realizzazione del robot. L&rsquo;IIS Volta, come scuola capofila, ha messo a disposizione delle scuole della rete le risorse strutturali ed umane. <br />
Tutti i ragazzi hanno utilizzato gli spazi dell&rsquo;istituto Volta in cui hanno potuto usufruire sia delle strutture sia dei docenti che hanno lavorato con i colleghi &ldquo;ospiti&rdquo;.<br />
Per quanto riguarda il Liceo Curie, &egrave; stato organizzato anche un corso di formazione &ldquo;in sede&rdquo;; i docenti esperti dell&rsquo;Istituto Volta con alcuni studenti particolarmente brillanti (<em>peer education, peer collaboration</em>), hanno preparato i docenti ed i ragazzi del Curie sulle tematiche relative alla progettazione del robot e alla partecipazione alle gare. <br />
Gli strumenti utilizzati per i ragazzi che partecipano alle gare: il robot &egrave; costruito utilizzando il KIT LEGO NXT, software JAVA; gli studenti che partecipano solo all&rsquo;esibizione hanno seguito il CORSO BASE utilizzando il BEE-BOT e un  linguaggio di programmazione &ldquo;iconico&rdquo;.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Risultati attesi</h3>
<p style="text-align: justify;">Cosa ci si aspetta da questa esperienza? <br />
Per quanto riguarda  gli studenti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">che imparino a competere nel modo giusto, puntando cio&egrave; sulle loro forze e sulla loro competenza;</li>
<li style="text-align: justify;">che facciano tesoro degli errori;</li>
<li style="text-align: justify;">che il contatto con ragazzi di altre scuole e soprattutto di et&agrave; diversa li renda pi&ugrave; maturi;</li>
<li style="text-align: justify;">che mettano a frutto quanto hanno appreso in situazioni concrete.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Per quanto concerne i docenti:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">che imparino a collaborare con i colleghi di altre scuole anche di ordini scolastici diversi;</li>
<li style="text-align: justify;">che imparino a capire che la tecnologia non &egrave; un nemico dell&rsquo;apprendimento, ma che pu&ograve; essere molto utile se utilizzata con senso critico e in modo intelligente.</li>
<li style="text-align: justify;">Che docenti e studenti diventino una vera &ldquo;comunit&agrave;&rdquo; di lavoro.</li>
</ul>
<h3 style="text-align: justify;">Conclusioni e sviluppi futuri</h3>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente la risposta degli studenti e dei docenti, il loro entusiasmo spingono gli organizzatori a continuare sulla strada intrapresa. Ci sono, quindi, tutti gli elementi per continuare nella organizzazione di attivit&agrave; di robotica ampliando la rete di scuole, puntando soprattutto sulla verticalit&agrave;, e potenziando il progetto didattico che ha contribuito, negli anni precedenti, alla crescita culturale ed umana dei ragazzi coinvolti.<br />
Per il futuro: l&rsquo;idea del gruppo di progetto dell&rsquo;IIS Volta di Pescara &egrave; quella di abbandonare il KIT LEGO e di far costruire agli studenti, di TUTTE le specializzazioni, i diversi pezzi per assemblare il robot.</p>
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