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| di Valentina Fanelli |
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L’obiettivo di questo articolo è di dimostrare come Edmodo, un social network per la didattica disponibile all’indirizzo www.edmodo.com/home, possa essere facilmente integrato nell’insegnamento, non solo per il fatto di presentare delle caratteristiche del tutto simili ad uno dei più noti social network oggi tanto usato ed amato dai giovani come Facebook, ma anche per la sua estrema semplicità d’uso che non richiede agli insegnanti le conoscenze specifiche ed i requisiti tecnici spesso necessari per la gestione delle piatttaforme e-learning, i cosiddetti Learning Management System (LMS).
Edmodo non è al momento disponibile in italiano, ma solo in inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, greco ed olandese. Si tratta tuttavia di una mancanza che potrebbe risultare utile ai fini dell’apprendimento delle lingue straniere, in quanto consentirebbe ad esempio di creare un learning environment la cui interfaccia e le cui funzioni appaiano esclusivamente nella lingua studiata. Per questa ragione, l’articolo suggerisce un’ipotesi di attività in lingua inglese per gli studenti creata in pochi semplici passaggi.
Edmodo: una risorsa per la didattica ed un’alternativa ai LMS
Oggi, il web 2.0 mette a disposizione degli educatori numerosissime risorse per arricchire le proprie lezioni e renderle più interessanti e stimolanti per gli studenti. Edmodo, sito web che integra le funzionalità di base di un social network con quelle presenti sui più comuni LMS ne è un esempio. La homepage del sito rivela subito la somiglianza con Facebook: tanto i colori, quanto le principali funzioni disponibili in Edmodo ricordano quelle del famoso social network, sebbene quest’ultimo abbia subito delle modifiche nell’interfaccia rispetto alla versione originaria
Fig. 1 - La homepage di Edmodo
Come si nota nell’immagine, in alto a destra appaiono i tasti per accedere al proprio account e al profilo personale. La homepage è strutturata in maniera identica a quella di Facebook: lo spazio centrale è riservato alla pubblicazione di avvisi, compiti, quiz, sondaggi e commenti organizzati in ordine cronologico e filtrabili in base al proprio interesse, la colonna sulla sinistra presenta invece l’immagine dell’utente dalla quale accedere direttamente al profilo personale. Proprio come in Facebook, inoltre, è possibile rispondere ai commenti pubblicati dagli altri utenti e scegliere quali debbano essere i destinatari per ciascuna delle attività che si compiono nella bacheca. Se in Facebook, tuttavia, la creazione di gruppi è un’opzione a disposizione dell’utente, di solito per riunire persone con interessi comuni, Edmodo funziona essenzialmente con la creazione di gruppi o sottogruppi nei quali inserire gli studenti di un’intera classe oppure un loro ridotto numero. Molte delle funzionalità citate, inoltre, come anche quelle relative alla gestione degli utenti o al sistema di valutazione degli studenti, sono fornite dai più noti LMS.
Quale può essere allora il vantaggio di utilizzare questo strumento dal punto di vista di un insegnante? Per rispondere a questa domanda è bene tenere presenti due aspetti: da un lato il fenomeno del social networking, diffuso soprattutto tra i più giovani, dall’altro la complessità dei tradizionali sistemi di gestione informatizzata della didattica quali appunto i LMS.
Oggi una delle modalità comunicative preferite dai giovani o per dirla alla Marc Prensky dai digital natives (nativi digitali) (Mark Prensky, 2001) è senza dubbio quella rappresentata dai social network. Secondo l’Istat, quasi la metà degli utenti che naviga in internet crea un profilo su Facebook o su Twitter (Rapporto Istat, 2012) e lo stesso Osservatorio Italiano sui social media fa notare come Facebook sia di gran lunga il social network preferito dagli internauti con oltre venti milioni di iscritti soprattutto tra i giovani dai 19 ai 24 anni. Anche fasce meno giovani della popolazione vantano comunque delle percentuali piuttosto elevate. Sono infatti più di quattro milioni gli iscritti su Facebook con un’età media tra i 36 ed i 45 anni, due milioni e mezzo quelli che rientrano nella fascia d’età tra i 45 ed i 55 anni e quasi un milione e mezzo gli utenti che superano i 56 anni (Osservatorio Social Media in Italia e Facebook, 2012).
Il fenomeno del social networking ha iniziato ad attirare anche l’attenzione delle istituzioni scolastiche, universitarie e della formazione in generale. Studi recenti analizzano i vantaggi che i social network apporterebbero all’apprendimento grazie alla loro facilità di favorire la collaborazione, la socialità, l’interattività e la creazione di comunità di studio all’interno delle quali i membri possono fornirsi mutua assistenza (Shih Ru-Chu, 2011). La loro utilità nella didattica è spesso inquadrata nei termini del costruttivismo sociale e di una pedagogia maggiormente incentrata sulle caratteristiche del discente (student-centred). Tali strumenti, inoltre, aumenterebbero l’attenzione, l’interesse e la partecipazione degli studenti (Buzzetto-More N. A., 2012). Visto in quest’ottica, Edmodo può costituire un prezioso strumento per l’insegnamento, sebbene l’assenza in esso di strumenti di comunicazione sincrona ed asincrona tra gli studenti quali chat o messaggi privati possa rappresentare una debolezza che andrebbe superata proprio in favore di una maggiore interazione sociale. C’è poi un altro aspetto da considerare nel contesto dei social media applicati all’istruzione. Il web 2.0 sembra infatti aver aperto nuovi scenari per l’insegnamento, tali da mettere in crisi i tradizionali e secondo alcuni ormai datati Learning Management System. Questi sarebbero divenuti obsoleti e poco adatti a soddisfare le diverse esigenze individuali di apprendimento. Essi si presenterebbero come sistemi integrati di strumenti diversi, quali quiz, sondaggi, lezioni, glossari e wiki, dedicati più che altro alla somministrazione dei contenuti didattici e alla loro raccolta. Avrebbero inoltre il difetto di essere scarsamente personalizzabili, chiusi, poiché accessibili solo agli utenti registrati, di non facile gestione, per la necessità di dover essere spesso acquistati ed installati su uno spazio server, e poco flessibili, per il fatto di non consentire la somministrazione di corsi in collaborazione tra istituti ed organizzazioni diverse a causa dei termini della licenza (Scatler N., 2008). Eppure, al di là delle critiche rivolte ai LMS, esistono delle sperimentazioni d’uso che cercano di combinare il “vecchio” ed il “nuovo”, sposando la formalità e la rigorosità di un LMS con l’informalità delle risorse disponibili sul web. L’Istituto di Istruzione Superiore “Giuseppe Luosi” di Mirandola ed Il Liceo Scientifico Statale Quadri di Vicenza ne sono un esempio. In entrambi, infatti, l’uso della piattaforma Moodle è stato integrato con risorse tratte dal web, con blog o podcast al fine di garantire una maggiore apertura dei contenuti (Zibordi E., 2012; Spadavecchia E., 2012). Per quanto questo tipo di esperienze possano risultare interessanti, è comunque innegabile che anche un LMS come Moodle, pur essendo opensource, richiede almeno dei requisiti tecnici minimi quali la disponibilità di uno spazio sul server, non sempre gratuito, la gestione di un database, la presenza di personale tecnico informatico, nonché la preparazione del corpo docente che deve necessariamente imparare ad usare con abilità le numerose funzionalità spesso complesse messe a disposizione da tale strumento. Va anche precisato che un’integrazione facile e coerente nell’insegnamento di piattaforme di e-learning come i LMS prevede la collaborazione tra figure professionali diverse con competenze tecniche ben precise. Un insegnante, infatti, pur agendo da esperto della materia, difficilmente potrebbe improvvisarsi instructional designer, web developer, graphic designer o programmatore.
Edmodo permette di superare molti di questi limiti poiché non richiede l’acquisto di una licenza, la disponibilità di un webserver o di un database, né tantomeno delle competenze particolari. Per accedere al sito è infatti semplicemente sufficiente un’iscrizione gratuita. Esso può pertanto costituire un’interessante alternativa ai Learning Management System, anche per quegli insegnanti che si sentissero ancora poco pratici nell’uso di tecnologie o software più avanzati. Il suo punto di forza è inoltre quello di mettere a disposizione delle funzionalità analoghe a quelle dei Learning Management System, garantendo gli stessi alti livelli di sicurezza. Un motivo per cui molte istituzioni scolastiche optano per i LMS è infatti la possibilità che questi offrono di controllare e limitare l’accesso degli utenti in un ambiente di apprendimento formato soprattutto da studenti minorenni. Anche Edmodo mette a disposizione simili strumenti di controllo, attraverso un sistema di codici di registrazione che il docente comunica personalmente ai suoi studenti per consentire loro l’accesso al corso.
La maggiore apertura di Edmodo rispetto ad un LMS verso le risorse per la didattica disponibili sul web è inoltre evidente in una funzione aggiunta di recente nell’ultima versione del sito. Si tratta della sezione denominata discover che raccoglie una serie di suggerimenti di risorse multimediali e web utilizzate da altri insegnanti e suddivise per argomento che con un semplice click possono essere aggiunte alla library, catalogo personale delle risorse e dei file che ciascun insegnante può utilizzare per arricchire le proprie lezioni ed attività. Edmodo si presenta insomma come uno strumento ibrido, un po’ come Schoology, un altro social network per la didattica che è stato positivamente ribattezzato il “learning management system che diventa social”, proprio per il fatto di possedere delle caratteristiche a metà tra un più formale e rigoroso LMS ed un più informale social network usato dai giovani quale Facebook (Besana S., 2012).
Edmodo: come creare un attività in lingua inglese in pochi, semplici passaggi
Per un insegnante, preparare una lezione o assegnare un compito che prevedano l’uso di risorse multimediali differenti e che cerchino di coinvolgere attivamente gli studenti favorendo lo scambio di opinioni e l’interazione sociale può essere molto facile in Edmodo.
Si potrebbe ad esempio ipotizzare un’attività di scrittura in lingua inglese da svolgere a casa o a scuola in un laboratorio multimediale provvisto di collegamento Internet per gli studenti di un istituto superiore con un livello (pre-)intermedio di conoscenza della lingua. Il compito potrebbe consistere nella stesura di un breve commento pubblicato sulla homepage di Edmodo come nuovo post, a conclusione di un’unità didattica sul razzismo, la discriminazione degli afro-americani ed il movimento per i diritti civili. L’attività consentirebbe agli studenti di esercitare l’abilità di scrittura e di acquisire alcuni vocaboli legati al tema del razzismo contestualizzandoli nell’ambito di importanti avvenimenti storici relativi alla discriminazione razziale dei neri in America. Per stimolare l’interattività e lo spirito di autocritica, nonché l’apprendimento linguistico, il docente potrebbe inoltre richiedere agli studenti di correggere reciprocamente i propri lavori utilizzando lo strumento di reply (risposta), come avviene di solito su Facebook.
Per assegnare un compito di questo tipo, è sufficiente cliccare sul pulsante assignment, stabilire la data di scadenza, il titolo e la consegna e caricare le risorse multimediali utili al suo svolgimento. Nell’esercitazione proposta sono stati scelti il video del famoso discorso di Martin Luther King I have a dream, tenuto a Washington nel 1963, e la canzone di Bob Dylan Only a pawn in their game, scritta in occasione dell’assassinio di un famoso attivista del movimento per i diritti civili dei neri, Medgar Evers. Sia il video che la canzone possono essere facilmente reperiti su internet: il primo è disponibile su Youtube, mentre il secondo può essere acquistato per pochi centesimi sul sito ufficiale dedicato a Bob Dylan all’indirizzo web www.bobdylan.com/us/home. Per pubblicare il video del discorso di Martin Luther King sulla homepage, basta cliccare il pulsante link e copiare nello spazio il codice del video di Youtube da incorporare come mostrato nell’immagine sottostante.
Fig. 2 - un dettaglio dell’inserimento del video di Martin Luther King I have a dream. Nella prima riga il codice da incorporare ottenuto da Youtube attraverso il sistema di copia-incolla, nella seconda riga il titolo del video, rilevato automaticamente da Edmodo
Inserire la canzone è altrettanto semplice: cliccando su file si accede alla cartella del computer dove è salvata la versione in mp3. Una volta selezionato il pulsante “apri” la canzone apparirà sulla homepage di Edmodo.
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Fig.3 - il titolo dell’attività assegnata agli studenti (Writing exercise on racial discrimination), la consegna, la data di scadenza dell’attività e l’inserimento del file della canzone di Bob Dylan Only a pawn in their game
Per facilitare la comprensione, il docente potrebbe poi inserire nella homepage i link al testo del discorso e della canzone, seguendo gli stessi passaggi necessari per pubblicare il video. Infine, potrebbe caricare un file word preparato in precedenza, contenente le indicazioni riguardanti la stesura del commento o i suggerimenti in merito agli elementi testuali/audio-orali sui quali intende richiamare l’attenzione degli studenti.
Una volta completata l’attività, l’insegnante ha poi la possibilità di utilizzare la funzione di reply per aggiungere eventuali osservazioni o correzioni sotto ciascun commento pubblicato dagli studenti. Edmodo presenta inoltre due funzioni che possono rivelarsi molto utili per la correzione dei compiti. Si tratta della funzione di tag e di quella denominata reactions. La prima permette di aggiungere delle “etichette” agli annunci pubblicati nella homepage con indicati consigli o suggerimenti che il docente intende dare agli allievi. La seconda, recente novità del sito, comprende un insieme di emoticon che il docente può utilizzare per rappresentare visivamente le proprie impressioni ed opinioni sul lavoro svolto dagli allievi.
L’immagine di seguito mostra l’aspetto della homepage di Edmodo successivamente all’assegnazione di quest’attività: oltre al titolo e alla consegna, in ordine appaiono il testo del discorso di Martin Luther King e della canzone Only a Pawn in their Game, l’audio della canzone, il file word con le indicazioni per la stesura del commento (guide to commentary) ed il video del discorso di M. L. King.
Fig. 4 - un dettaglio della homepage di Edmodo con le risorse multimediali utili allo svolgimento dell’esercizio
L’immagine successiva rappresenta invece un esempio dei commenti pubblicati nella bacheca dagli studenti sotto i quali l’insegnante (Me) ha aggiunto il proprio giudizio. E’ inoltre possibile notare come a ciascun commento siano stati aggiunti i tag cliccando sul simbolo corrispondente. Nel primo caso si tratta di un’”etichetta” con una valutazione positiva (hard study pays off), mentre nel secondo il tag ha la funzione di incoraggiare al miglioramento (you could do better). Al secondo commento è stata inoltre associata la emoticon Better luck next time.
Fig. 5 - nel dettaglio: i commenti pubblicati dall’insegnante e dagli studenti sulla bacheca di Edmodo e l’utilizzo delle funzioni di tag e reactions
Il breve esempio di attività descritto vuole essere una dimostrazione di come un insegnante di lingua inglese, ma anche di una qualsiasi altra disciplina, possa creare un’attività per gli studenti in pochi minuti, tenendo a mente solo qualche semplice passaggio e sfruttando un ambiente di apprendimento familiare ai giovani in cui è più facile promuovere il confronto e lo scambio di opinioni.
Le tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle scuole italiane: alcuni dati statistici
Per comprendere le ragioni per cui uno strumento facile ed immediato come Edmodo potrebbe rappresentare un’alternativa ai LMS nella gestione della didattica, è sufficiente osservare alcuni dati statistici relativi all’impiego delle tecnologie nelle scuole italiane e al livello di competenze informatiche degli insegnanti. Secondo i dati pubblicati nel 2008 dall’indagine IARD, ente che si occupa di studi sociologici, culturali e di formazione soprattutto giovanili, la percentuale di insegnanti che usa il computer per scopi didattici è notevole: l’84% almeno una volta a settimana. La stessa indagine evidenzia tuttavia come l’uso sia soprattutto strumentale, finalizzato cioè alla preparazione delle lezioni più che ad un’effettiva integrazione delle tecnologie in aula: solo il 24% degli insegnanti rivela di essere favorevole all’uso del computer in classe (Istituo Iard citato da Farinelli, 2010). Quanto alle competenze e alla sicurezza dimostrata nell’uso delle tecnologie, invece, i dati di una ricerca Ipsos, azienda che svolge indagini in vari settori quali media, customer satisfaction, opinione pubblica, marketing e pubblicità, mettono in evidenza le discrepanze tra la percezione che gli insegnanti delle scuole elementari e medie hanno della propria conoscenza informatica e l’opinione degli studenti a riguardo. Tra i primi, infatti, il 93% degli intervistati si reputa “molto” o “abbastanza” abile nell’uso del computer, mentre secondo gli studenti questa percentuale sarebbe molto più bassa (57%) (Ipsos, 2012). Contrariamente ai dati Ipsos, la Fondazione Agnelli, associazione no-profit che compie ricerche e studi nell’ambito delle scienze umane e sociali, sottolinea in una sua indagine effettuata su un campione di 7.700 docenti di scuole elementari, medie e superiori, come questi non si ritengano molto competenti nell’uso delle tecnologie. Relativamente al livello di competenze iniziali possedute, infatti, il 39% degli insegnanti delle scuole elementari ritiene la propria formazione “inadeguata” o “poco adeguata”. Risposte simili sono state fornite anche dagli insegnanti delle scuole medie e superiori: rispettivamente il 46% ed il 43% (Fondazione Agnelli, 2011). Passando agli studenti italiani, una recente analisi condotta dal consorzio interuniversitario Almalaurea dei dati relativi alle competenze informatiche dei quindicenni scolarizzati ottenuti dal Programme for International Student Assessment (PISA) rivela che più della metà dei giovani che ha preso parte al sondaggio si reputa “molto capace” a svolgere determinati compiti con strumenti informatici. La maggior parte riporta inoltre atteggiamenti del tutto positivi nei confronti del computer (Almalaurea, 2012).
Il quadro che emerge da tutti questi dati è piuttosto complesso: c’è un generale consenso da parte del corpo docente sulla valenza e l’utilità delle tecnologie nella didattica, ma allo stesso tempo una scarsa consapevolezza delle competenze informatiche possedute ed uno scarso impiego delle tecnologie in classe. La già citata indagine Almalaurea rileva infatti che l’uso del computer a scuola per svolgere attività didattiche di vario genere è più basso in Italia rispetto ai paesi OCSE e anche l’uso del computer a casa per lo studio ha valori decisamente più bassi nel nostro paese.
Conclusioni
Contrariamente agli studenti italiani ormai digitalizzati e sicuri delle proprie abilità informatiche, le competenze tecnologiche degli insegnanti appaiono ancora piuttosto limitate e confuse. Abbandonare le vecchie impostazioni didattiche ed i tradizionali sistemi di informatizzazione della didattica, a volte troppo complessi, in favore di strumenti più semplici e più vicini alle modalità comunicative giovanili, può risultare vantaggioso, non solo per gli educatori, ma anche per gli studenti stessi. Edmodo, social network per la scuola immediato e semplice nell’uso può soddisfare entrambe queste esigenze, aiutando quegli insegnanti ancora poco pratici con la tecnologia e coinvolgendo maggiormente i giovani nelle attività svolte.
Bibliografia
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