Una comunità di pratiche CLIL: 5000 docenti al lavoro sul CLIL!

Letizia Cinganotto1, Daniela Cuccurullo2

1 INDIRE – l.cinganotto@indire.it

ITI Giordano-Striano, Napoli – danielacuccurullo@gmail.com

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“Techno-CLIL”, il percorso formativo online su CLIL e tecnologie della durata di cinque settimane promosso da EVO, Electronic Village Online, e moderato dalle autrici di questo contributo, è alla sua terza edizione e raccoglie un numero sempre più elevato di docenti desiderosi di scoprire e sperimentare nuovi tool, nuovi scenari e nuovi ambienti di apprendimento nella pratica didattica quotidiana. Nel corso degli anni, dall’edizione del 2014 a quella del 2017, si è dunque formata una enorme comunità di pratiche, forse una delle più numerose comunità di pratiche CLIL, costituita da 5.000 partecipanti iscritti in piattaforma e 6.300 docenti iscritti al gruppo Facebook. Il contributo, partendo da alcuni cenni al quadro teorico relativo al connubio tra CLIL e tecnologie per l’apprendimento, prenderà in esame alcuni aspetti della formazione Techno-CLIL, con particolare riferimento alla dimensione collaborativa propria della comunità di pratiche CLIL.

Perchè CLIL?

La metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning) è ritenuta dalla Commissione Europea un motore per il rinnovamento e il miglioramento dei sistemi di istruzione e formazione. Si tratta di un approccio innovativo e rivoluzionario, che impatta in generale il modo di fare scuola e coinvolge tutti gli stakeholder della comunità educante. I reali protagonisti sono però gli studenti, posti al centro del processo di insegnamento/apprendimento e resi pienamente consapevoli delle loro scelte educative.

Pertanto la metodologia CLIL si avvale di una serie di strategie didattiche dinamiche e interattive come il PBL (Project-Based Learning), il TBL (Task-Based Learning), i lavori di gruppo, le attività laboratoriali, le simulazioni, i role-play ecc.

Sullo sfondo della metodologia CLIL, le 4C di Do Coyle: Communication (il CLIL presuppone la comunicazione e l’interazione nella lingua straniera); Cognition (attraverso il CLIL si attivano una serie di abilità cognitive, dalle più semplici – Lower Order Thinking Skills, alle più complesse – Higher Order Thinking Skills); Content (l’approccio CLIL consiste nel veicolare contenuti disciplinari in lingua straniera); Culture (lo sfondo culturale e multiculturale è sempre presente nelle attività CLIL).

In Europa la metodologia CLIL si sta sempre più diffondendo tra i vari paesi, come descritto nel Rapporto Eurydice “Key Data on teaching languages at school in Europe” del 2006 e del 2012 e nella recentissima versione del 2017.

In Italia la metodologia CLIL è entrata in vigore a regime dall’a.s. 2012-13, obbligatoriamente in tutti i licei e gli istituti tecnici, in base ai DPR 88 e 89 del 2010. Si tratta di una iniziativa coraggiosa, in quanto il CLIL rappresenta una forte scelta da parte del Ministero dell’Istruzione, confermata dalla Legge 107/2015, che ne raccomanda la sperimentazione a partire dalla scuola primaria [2].

Competenze linguistiche e CLIL sono incluse tra le priorità del Piano Nazionale per la Formazione dei docenti per il triennio 2016-19 e a tal fine, verranno attivate iniziative di formazione sulle competenze linguistiche e sulla metodologia CLIL rivolte a tutti i docenti sia di discipline non linguistiche (DNL), sia di lingue straniere, di ogni ordine e grado di scuola.

Il connubio CLIL e tecnologie per l’apprendimento

Il connubio tra CLIL e tecnologie per l’apprendimento è fortemente raccomandato dalla Commissione Europea, come testimonia il Rapporto del 2014, “Improving the effectiveness of language learning: CLIL and Computer Assisted Language Learning”, che suggerisce l’uso delle learning technologies per rinforzare gli apprendimenti linguistici e l’implementazione del CLIL. I benefici evidenziati dal connubio tra CLIL e ICT si riflettono non solo in un maggiore entusiasmo e una più forte partecipazione da parte degli studenti, ma anche in termini di rinnovamento e miglioramento delle strategie didattiche del docente e in termini di migliori risultati di apprendimento degli studenti.

I nuovi ambienti di apprendimento, l’uso sempre più pervasivo delle tecnologie nelle classi, la diffusione delle Open Educational Resources e dei repository per la didattica innovativa, come nella flipped classroom o nel modello BYOD (Bring Your Own Device) o BYOT (Bring your Own Tool) hanno costretto docenti, ricercatori e educatori a ripensare i modelli didattici tradizionali in generale e a riformulare l’insegnamento delle lingue straniere e del CLIL in particolare.

E’ dunque evidente il forte potenziale che le tecnologie rivestono per l’implementazione della metodologia CLIL [3].

Il Ministero dell’Istruzione in questi anni ha accompagnato la diffusione e implementazione del CLIL nelle scuole italiane, attraverso una serie di progetti e misure di accompagnamento finalizzate a guidare docenti e dirigenti nella scoperta dell’”universo CLIL”.

Uno di questi progetti, promosso nel 2011-12, “E-CLIL per una didattica innovativa”, promosso dalla DG Ordinamenti del MIUR, sotto la supervisione scientifica dell’ispettrice Gisella Langé e di uno degli autori di questo contributo, Letizia Cinganotto, allora docente comandata presso il MIUR, era proprio finalizzato a diffondere l’uso delle tecnologie e della multimedialità per la sperimentazione di moduli CLIL in digitale, con il supporto di una Commissione di esperti, di cui faceva parte l’altra autrice di questo contributo, Daniela Cuccurullo. Gli atti di questo progetto sono contenuti nel numero 18 del Quaderno della Ricerca della Loescher [4].

La proposta “Techno-CLIL”

Il modello di formazione “Techno-CLIL” è stato sperimentato per la prima volta nel 2014 all’interno di una iniziativa online promossa dalla community “EVO”, Electronic Village Online, una comunità di pratiche internazionale all’interno di Tesol International. Tra le varie sessioni gratuite di formazione, della durata di cinque settimane, le due autrici proposero una sessione incentrata sull’uso delle learning technologies per il CLIL. L’iniziativa allora registrò 200 partecipanti, un numero modesto, ma comunque incoraggiante. L’entusiasmo mostrato dai partecipanti nel questionario finale rappresentava una spinta a proseguire in quella direzione. Pertanto nel 2016 e nel 2017 le autrici hanno pensato di riproporre la sessione, con alcune variazioni nel format, anche alla luce degli sviluppi normativi italiani.

L’edizione del 2016 e quella del 2017 hanno visto la partecipazione di circa 5.000 docenti provenienti da tutto il mondo, in gran parte Italiani, in servizio in tutti gli ordini di scuola, in particolar modo scuola primaria e scuola secondaria di secondo grado. L’alta partecipazione da parte di docenti di scuola primaria indica la crescente sensibilità da parte di questo ordine di scuola per il CLIL, anche in risposta alle sollecitazioni della Legge 107.

Il modello Techno-CLIL si caratterizza per una serie di task, materiali di studio e attività in asincrono su piattaforma Moodle e un elevato numero di webinar, incontri in sincrono con esperti di CLIL e di tecnologie.

Ogni settimana veniva lanciato un tema diverso, sviluppato sotto forma di discussioni nel forum o nel blog e attraverso una serie di task individuali o di gruppo relativi all’uso delle tecnologie per il CLIL.

Il feedback da parte dei corsisti, raccolto dal questionario finale, è stato molto incoraggiante, come testimoniano alcuni commenti di seguito riportati:

“TECHNO-CLIL is a great online course that will enhance your competences and will provide  an incredible amount of techno-tools to use with your students. What is more: lots of websites are suggested”.

“If I had to suggest to anyone  Techno Clil, I would definitely do it because of the massive interaction and cooperation that’s been built among teachers and students”.

“It is an opportunity to improve foreign language and techno competences”.

“I would definitely recommend this course. It allows us to learn about new teaching methodologies, such as CLIL, BYOD, Flipped Classroom and PBL, and how to use webtools for a more engaging teaching approach and more effective and appropriate lessons”.

“Great course and materials”.

“I would recommend Techno-CLIL for the amount of reading materials offered, for the opportunity to be involved in inspiring webinars, for the web sources suggested and the technological tools shown as well.  It was really a great opportunity for personal and professional enrichment”.

“It is a very interesting online course, you can find lots of materials useful to plan a CLIL project. You are required to put into practice some suggested tools creating activities; it is challenging and you’ll be really proud by the end! Don’t miss it!”

La comunità di pratiche Techno-CLIL

Uno degli obiettivi del progetto Techno-CLIL, oltre agli specifici obiettivi formativi e ai risultati attesi, era la formazione di una comunità di pratiche CLIL, che potesse rappresentare un punto di riferimento per la più ampia comunità dei docenti italiani, ma anche stranieri, interessati al CLIL.

A tal fine, molte attività sono state disegnate in un’ottica di cooperative learning e di peer assessment. Nello specifico, dopo aver guidato i partecipanti nella scoperta e nella sperimentazione di un tool per la progettazione didattica (Learning Designer), il task assegnato prevedeva l’uso di una peer assessment grid mutuata da un progetto promosso da EUN, European Schoolnet, che doveva guidare i docenti nell’analisi e nella valutazione della progettazione CLIL di un collega di corso, nell’ottica del peer learning.

Di seguito un esempio di peer assessment grid [5]:

Teacher name: Carettoni Alessia 

Learning Designer link:  http://learningdesigner.org/viewer.php?uri=/personal/alessia.carettoni/designs/fid/91733155af4236ff868ab17d5f2b868994007cdc90ac1b54b33fa342c5dc80e8   

Peer reviewer name Andrea Checchetti  

CATEGORY Code 1 Code 2 Code 3 Code 4 or 5 Assign a code from 1 to 5
a) Is the Lesson Plan complete? The lesson plan is incomplete with little information provided. Peer reviewer is unable to proceed.

 

The lesson plan is complete. Description of learning activities is very basic and/or at times difficult to follow. The lesson plan is complete and presents a good variety of learning activities. Descriptions are clear and easy to follow. The lesson plan is accurate and engaging. It presents a detailed/rich description of learning activities. 4
b) Is the lesson plan well aligned with its learning outcomes?

 

Learning outcomes are not specified.

 

Learning outcomes are partially mentioned.

Learning activities are only partially aligned with the learning outcomes.

Learning activities link with the defined learning outcomes. Learning activities explicitly link with the defined learning outcomes. The rationale for the link between activity and outcome is clearly mentioned. 4
c) Is the Lesson Plan well balanced? Learning activities are not well balanced. Just one type of the Teaching Learning Activities (TLAs in the Learning Designer) is used (see the pie chart for this). Learning activities are not well balanced, because some of the Learning activities planned take up most of the time. (see the pie chart for this). There is an OK mix of activities with at least three different TLAs, even if some of the activities take up more than 35% of the time (see the pie chart for this). There is a good mix of activities with at least four different TLAs and none of the Activities, except in the case of collaboration, taking up more than 35% of the time (see the pie chart for this). 4
d) Does the lesson plan include learning activities specifically designed to develop students’ collaborative learning skills? Students are NOT required to work together in pairs or groups. Students DO work together BUT they DO NOT have shared responsibility. Students DO have shared responsibility BUT they ARE NOT required to make substantive decisions together. Students DO have shared responsibility AND they DO make substantive decisions together about the content, process, or product of their work BUT their work is not interdependent (Code 4)

OR: their work is interdependent (Code 5).

4
e) Does the lesson plan incorporate appropriate assessment activities and tools to assess students’ collaborative learning? The lesson plan does not incorporate any forms of assessment. The lesson plan mentions some form of basic assessment which does not specifically assess the depth of collaboration.

No tools are mentioned.

Assessment activities focus on collaborative skills of students and includes at least one of the following: rubric to assess whole group or group members, self-assessment check-list for self- or peer-assessment, the use of digital tools facilitating self- and peer-assessment, mindmaps/infographics to assess group work or facilitate peer assessment. Assessment activities focus on collaborative skills of students and includes at least two or more of the following: rubric to assess whole group or group members, self-assessment check-list for self- or peer-assessment, the use of digital tools facilitating self- and peer-assessment, mindmaps/infographics to assess group work or facilitate peer assessment. 2

Tabella 1 – Esempio di peer assessment grid.

La dimensione collaborativa dunque è stata percepita in modo molto chiaro dai partecipanti, come testimoniano le risposte raccolte dal questionario finale:

Cinganotto - 1Figura 1 – Il lavoro collaborativo di Techno-CLIL.

Il lavoro in piattaforma durante le cinque settimane dello svolgimento di Techno-CLIL è stato costantemente accompagnato dalle discussioni e dalle interazioni nel gruppo Facebook dedicato all’iniziativa, che è ancora attivo ed è formato da circa .6300 partecipanti.

Durante il corso, il gruppo Facebook rappresentava un ambiente di supporto, scambio e aiuto reciproco in lingua italiana, in quanto negli altri ambienti della piattaforma la lingua di lavoro era unicamente la lingua inglese.

E’ interessante rilevare come il gruppo Facebook abbia rappresentato un utile strumento di conforto reciproco nei momenti di ansia e di difficoltà per il compimento dei vari task o per il mancato conseguimento dei tanto agognati badge.

In Fig. 2 un esempio di post nel gruppo Facebook che ben esprime l’entusiasmo dei partecipanti, nonché il riferimento alle stelle dei badge conseguiti durante il percorso formativo.

Ancora oggi il gruppo è costantemente animato da post che condividono iniziative di formazione nazionali e internazionali sulle tematiche del CLIL e delle tecnologie, un modo per tenersi aggiornati su queste tematiche e condividere materiali, esperienze e buone pratiche.

Ancora oggi, sebbene il corso si sia concluso a marzo, le richieste di accesso al gruppo Techno-CLIL sono numerosissime ogni giorno. “Techno-CLIL” sembra essere annoverata fra le più popolari e attive comunità di pratiche, a tal punto che Brian North, nell’ambito del suo progetto di revisione e integrazione dei descrittori del Quadro Comune Europeo di riferimento per le lingue per conto del Consiglio d’Europa [6], ancora in fieri, ha proposto una survey alla comunità Techno-CLIL, proprio su uno dei nuovi descrittori che caratterizzerà la versione aggiornata del Quadro, cioè l’interazione online.

La creazione di una così attiva e dinamica comunità di pratiche CLIL rappresenta un grande orgoglio per le moderatrici, un prezioso lascito a beneficio di tutti i docenti, uno dei più importanti risultati del progetto “Techno-CLIL”.

Cinganotto - 2Figura 2 – Un post nel gruppo Facebook “Techno-CLIL” [7]

Note

  1. Il contributo è stato sviluppato in collaborazione tra le due autrici. Letizia Cinganotto è autrice dei paragrafi 1 e 4; Daniela Cuccurullo è autrice dei paragrafi 2 e 3.
  2. Per una panoramica sull’evoluzione del CLIL in Italia, si veda l’articolo “CLIL in Italy: a general overview”, di Letizia Cinganotto: http://laclil.unisabana.edu.co/index.php/LACLIL/article/view/7177.
  3. Per un approfondimento sulle tecnologie, sulle OER e sulle comunità virtuali per il CLIL, si veda questo articolo di Letizia Cinganotto e Daniela Cuccurullo: http://tewtjournal.webs.com/–New-Folder-3/ARTICLE1(2016-4).pdf
  4. Il Quaderno n.18 è scaricabile a questo link: http://www.laricerca.loescher.it/quaderni/i-quaderni-della-ricerca/i-quaderni-della-ricerca-18.html
  5. L’autore della peer assessment grid è Andrea Checchetti, che si ringrazia.
  6. Per un approfondimento si veda la lettera relativa alla consultazione promossa da Brian North: http://www.coe.int/t/dg4/linguistic/Source/FormalConsultation.pdf
  7. Il post è di Antonella Di Girolamo, che si ringrazia.
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