Insegnare biologia in inglese

Annamaria Continillo

 Docente di Biologia presso l’IIS “Giancarlo Siani” di Napoli

acampomarino@libero.it

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Dopo trent’anni di docenza il corso di metodologia CLIL,  seguito presso l’Università “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, mi ha aperto gli occhi su nuovi orizzonti: affrontare l’insegnamento della Biologia in inglese è stata per me una grande sfida che ho affrontato con curiosità ed impegno.

Credo che l’insegnamento CLIL possa essere la carta vincente per superare le difficoltà che hanno i nostri studenti a comunicare in un’altra lingua. La mia esperienza giovanile di studio e ricerca scientifica all’estero (un’esperienza di stage universitario tipo “Erasmus” quando “Erasmus” ancora non esisteva) mi ha insegnato che lo studio scolastico di una lingua straniera, per quanto sia importante, non ci rende capaci di comprendere e comunicare all’estero.

L’esperienza della “full immersion” è senza dubbio la più efficace, anche se può essere traumatica, per apprendere una lingua straniera: essere “ costretti” a comunicare in un ambiente di studio  o di lavoro dove nessuno capisce la tua lingua, è il modo più rapido per assorbire per sempre il nuovo idioma.
A scuola si può solo tentare di creare situazioni concrete in cui far nascere la motivazione. Le modalità, le tecniche e i  “trucchi” per realizzare delle coinvolgenti lezioni CLIL non si improvvisano di certo, ci vuole preparazione da parte dell’insegnante, consapevolezza  del livello di conoscenza linguistico degli allievi, una attenta programmazione e soprattutto una precisa organizzazione temporale delle singole lezioni.
Sin dal primo momento mi è stato chiaro che gli strumenti digitali possono dare un aiuto considerevole, anzi essere di fondamentale supporto per tale attività, sia per quanto riguarda la ricerca di materiali sia per l’utilizzo di nuovi strumenti per la didattica.

In particolare per la mia disciplina, la Biologia, è semplice reperire sul web materiali  in lingua inglese (video, testi), poiché la maggior parte dei siti scientifici più accreditati è americana o inglese, e si tratta sia di risorse create appositamente per la didattica (c’è da rimanere affascinati da alcuni splendidi siti di didattica delle scienze!)  sia di testi o riviste scientifiche specialistiche. Per lo stesso motivo non è stato difficile creare negli alunni di un Istituto Tecnico per le Biotecnologie Sanitarie la motivazione: la comunicazione scientifica avviene in tutto il mondo in lingua inglese.
Il web riserva infinite, e per me ancora in gran parte inesplorate, risorse per proporre percorsi facilitati, come video con sottotitoli, animazioni e grafici. Come già accennato, molti di questi materiali non sono stati creati appositamente per l’insegnamento CLIL.  Basta fare una ricerca accurata (anche su You Tube) per creare le proprie interessanti ed originali lezioni CLIL.
Grazie all’uso di questi materiali, dopo un’iniziale (comprensibile) diffidenza, i ragazzi mi hanno seguito volentieri in un’avventura proposta da me quasi come un gioco, e si sono appassionati e divertiti.

Un discorso a parte meritano le risorse per la comunicazione e la collaborazione tra studenti di diverse nazionalità. Se non ci si vuole imbarcare in un Progetto Comenius (esperienza bellissima ma non sempre realizzabile) esistono piattaforme digitali dedicate allo scopo e facili da usare, come la piattaforma e-twinning: basta che l’istituzione scolastica si registri e in seguito ciascun insegnante può personalmente accedere. La piattaforma permette di collaborare con insegnanti di tutta Europa, comunicare e progettare insieme. Si può lanciare una proposta ed aspettare che qualcuno aderisca, oppure aderire a proposte già pubblicate: con una semplice ricerca si trova facilmente qualche scuola che lavora su un progetto che può essere anche il nostro.
Gli allievi vengono direttamente coinvolti nella realizzazione del progetto attraverso la piattaforma: la partecipazione a forum online di studenti, lo scambio di file multimediali, filmati, foto, permette loro di vivere un’esperienza esaltante e divertente, conoscere altre realtà scolastiche anche molto lontane dalla nostra, comunicando nella lingua scelta e diventando “amici di penna digitali”.

La comunicazione in tempo reale è ormai accessibile a tutti (attraverso videoconferenze o webinar,  o semplicemente usando i più comuni “social media”) e questo ha rivoluzionato la vita di tutti i giorni, nonché il modo di fare scuola e di imparare le lingue.
Sfruttare tutte queste possibilità in classe, con un’attenta programmazione, può cambiare totalmente il modo di insegnare e può, a mio parere e per la mia esperienza diretta, restituire quella attrazione verso la scuola e quella motivazione che spesso sembrano irrimediabilmente perdute proprio a causa di un uso insensato delle tecnologie digitali.

Esistono inoltre innumerevoli risorse digitali sia per studenti che per docenti (ad es. semplici programmi per costruire tag-cloud o per creare griglie di valutazione per obiettivi trasversali o lavori di gruppo) molto utili, sia per rendere la lezione più varia e interessante, sia per avere a disposizione strumenti di valutazione più specifici per l’insegnamento CLIL.

Per valutare in modo semplice  il successo di una lezione CLIL io mi avvalgo inizialmente di una valutazione a breve termine, in cui verifico direttamente l’attenzione, la partecipazione e il divertimento degli allievi, e di una a medio termine, valutando la produzione scritta e orale, individuale e di gruppo. Se le prime due valutazioni hanno dato risultato positivo mi aspetto un risultato positivo anche a lungo termine: dalla  mia prima esperienza sono trascorsi già quasi tre anni e i  ragazzi sono migliorati visibilmente nell’uso della lingua straniera in diversi contesti, non solo in quello scientifico, superando soprattutto l’iniziale insicurezza e timidezza.
Certamente l’uso degli strumenti digitali in alcuni casi può facilitare il lavoro dell’insegnante e arricchire la lezione di nuove prospettive, ma i fattori determinanti per realizzare una lezione “diversa” sono fattori umani: la fantasia, la creatività, la motivazione e l’entusiasmo dell’insegnante non potranno mai essere sostituiti da un computer.

Ho preferito non tradurre la mia prima esperienza CLIL, qui descritta in un PPT, per non alterare la versione originale; alla fine della presentazione ci sono alcuni riferimenti a siti web e programmi da me utilizzati: spero che possa essere utile a chi cerca  qualche piccolo spunto per iniziare questo entusiasmante percorso! Buon lavoro a tutti!

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