Anno 7, n.2 (Giugno) – In questo numero

di Mara Masseroni

masseroni.mara@gmail.com

VAI ALL’INDICE DEL NUMERO: Il digitale a supporto delle CLIL

Questo numero affronta un tema “caldo”: l’insegnamento CLIL, acronimo di Content and Language Integrated Learning, una metodologia di insegnamento e apprendimento che consente di imparare contenuti curricolari (cioè le classiche “materie”) utilizzando una lingua diversa dall’italiano.

Il CLIL è di fatto in forte espansione in tutti i Paesi europei, e la Legge 107 del 13 luglio 2105 identifica tra i diciassette obiettivi formativi indicati come prioritari, “la valorizzazione e potenziamento delle competenze  linguistiche, con particolare riferimento all’italiano nonché alla lingua  inglese e ad altre lingue  dell’Unione  europea,  anche  mediante  l’utilizzo della metodologia Content language integrated learning”.

Perché tema “caldo”?

Perché ha suscitato e continua a suscitare dibattiti serrati sulle competenze linguistiche che, secondo la normativa, un docente CLIL dovrebbe possedere per poter insegnare in tali percorsi.

Si tratta del livello C1 del Quadro di Riferimento Europeo che identifica il possessore come colui che “è in grado di capire un’ampia gamma di testi, anche lunghi, fino a saper individuare il significato implicito. Si esprime fluentemente e spontaneamente senza un eccessivo sforzo di ricerca delle parole. Usa la lingua in modo flessibile e adeguato agli scopi sociali, accademici e professionali. Sa produrre testi chiari, ben strutturati, articolati su argomenti complessi, sapendo controllare le strutture discorsive e i meccanismi di coesione”.

Da qui il dibattito acceso sulle opportunità e modalità di formazione offerte dal governo ai docenti che volessero cimentarsi con l’insegnamento CLIL.

Al di là però di una più che comprensibile protesta/richiesta degli insegnanti,  gli articoli che vi proponiamo fanno emergere ancora una volta la capacità dei docenti di trovare soluzioni pedagogico- didattiche in grado di sperimentare percorsi CLIL di grande efficacia.

Sembrano ormai chiari gli obiettivi di un percorso CLIL, così come declinati dal documento programmatico delle 4Cs Framework di Do Coyle, quadro che integra 4 blocchi:

  • content, la disciplina di riferimento,
  • communication, la lingua di apprendimento e di uso (lingua per l’apprendimento e lingua attraverso l’apprendimento),
  • cognition, i processi cognitivi,
  • culture, acquisizione di consapevolezza culturale attraverso un apprendimento disciplinare in lingua diversa dalla lingua madre.

Gli articoli di questo numero della rivista descrivono chiaramente  progettazioni di percorsi CLIL in cui contenuto disciplinare, lingua e processi cognitivi si integrano creando occasioni di apprendimento potenzialmente replicabili in altri contesti di apprendimento formale, non formale  informale in una logica di apprendimento sempre più autonomo: in sintesi, occasione per “imparare ad imparare”.

Altrettanto interessanti gli spunti offerti dagli articoli in tema di strategie didattiche impiegate. Strategie di “scaffolding”, così come definite da Bruner e altri nel 1976, che rappresentano delle vere e proprie “impalcature” di sostegno e di guida nel processi di apprendimento; strategie di supporto verbale, come il proporre parafrasi, domande stimolo, etc e strategie di supporto non verbale, come gli organizzatori grafici: diagrammi, mappe concettuali che aiutano  l’organizzazione dei contenuti e la loro verbalizzazione in lingua2.

Ed è qui che anche le Nuove Tecnologie giocano un ruolo rilevante nel facilitare e sostenere l’apprendimento CLIL; molti degli articoli descrivono percorsi contrassegnati da un forte attivismo pedagogico sostenuto dall’impiego di strumenti, software e ambienti, che non solo aumentano l’attrattività dei percorsi e di conseguenza la tenuta della motivazione, ma garantiscono anche visibilità e condivisione dei percorsi.

Clara Santa Marino e Licia Arcidiacono dell’IC di Fiumefreddo di Sicilia presentano un’esperienza in cui si coniugano la realizzazione di un orto scolastico con l’uso della lingua inglese, con un gemellaggio con una scuola spagnola e con il ricorso ad una pluralità di strumenti e ambienti digitali: Twin space, Google Drive, Padlet, Kahoot!, Wordle, QR Code, Quizlet oltre a quelli necessari per la produzione del documentario conclusivo.

Martino Sacchi, docente di storia in un liceo di Melzo (Lombardia), racconta un’esperienza triennale di insegnamento di tale disciplina in lingua inglese (e con enfasi sull’assunzione di un punto di vista “altro” nello studio della storia). Un percorso in cui il ruolo delle tecnologie digitali – Moodle, Google Drive, CMap, Timeline, Easely, sfogliami.it – è stato essenziale, ma in cui si è confermato anche il ruolo del tradizionale libro di testo (in questo caso in inglese).

Anche Giorgio Guglielmi è un docente di storia (liceo linguistico di Chivasso) impegnato in attività CLIL. Però in spagnolo: l’arte barocca, le imprese di Carlo V e l’espansione territoriale di Filippo II, la letteratura di Cervantes e Gongora. Fra gli strumenti utilizzati: Exelearning, Moodle, Audacity e Movie Maker.

Drip the drop è – ce ne parla Laura Cesaro – il video realizzato da due classi della primaria di Ospedaletto Euganeo (Padova). un primo esempio di lavoro svolto in lingua inglese, seguito poi dal progetto eatCLIL (videoricette) e poi da Guelfs & Ghibellines.

Francesca Berengo, del Marie Curie di Cernusco sul Naviglio offre il resoconto di una esperienza di insegnamento in inglese della matematica in quarte e quinte del liceo linguistico. Partendo da un racconto di Mark Twain ha fatto costruire un grafico esponenziale con geogebra, poi, partendo da un filmato, ha fatto calcolare quante volte occorra piegare un foglio di carta per raggiungere la luna. Fra gli strumenti usati: Kahoot!, Moodle e Impari per la rubrica di valutazione.

Mariada Muciaccia, Daniela Amendola e Cristina Miceli presentano un’esperienza – in una quarta liceo linguistico – di combinazione delle metodologie CLIL e IBSE, Inquiry-Based Science Education, nell’insegnamento di Scienze. Essenziale nel percorso la piattaforma Moodle.

Carlo Bidoia illustra un’esperienza svolta con studenti di una classe quinta di una Primaria lombarda sull’estrazione del DNA di una cipolla. Attività alla LIM e in laboratorio: quattro incontri  in lingua inglese, con il docente della classe a far da facilitatore.

Hans Holbein il giovane: l’immagine di Henry VIII e della sua corte” è un esempio di progettazione didattica per competenze da svolgere in modalità CLIL. La presenta Francesca Pellegrino, docente di storia dell’arte presso un Liceo classico di Marsala. Fra gli strumenti usati le webquest.

Annamaria Continillo, IIS Siani di Napoli, racconta un’esperienza di insegnamento in inglese della biologia, effettuato usando video e testi disponibili in Internet e interagendo – grazie a eTwinning – con scuole straniere via webinar e social network.

“Percorsi di didattica CLIL su ScribaEPUB” è il progetto di cui ci parlano Silvana Pirruccello e Erasmo Modica e che coinvolge le discipline Fisica e Inglese.

Cristina Lupia propone alcune considerazioni generali sulle strategie di scaffolding e task based nelle attività CLIL e sul ruolo che vi possono svolgere le tecnologie digitali.

Alle esperienze scolastiche ne aggiungiamo, questa volta, una universitaria. Paolo Nitti, Politecnico di Torino, ci racconta un’esperienza relativa a presentazioni in lingua spagnola per la preparazione delle quali gli studenti hanno usato Office Mobile, Google Keep, Flickr, PicFinder, Google Maps,TinyScanner ed i propri smartphone.

Gli insegnanti hanno bisogno di formazione per il CLIL. Alessandra Carrozzini e Luca Raina raccontano il corso organizzato in un comprensivo in provincia di Varese in cui è stato affrontato il tema delle repository di materiali didattici e sono stati proposti Pearltrees, quale strumento per raccoglierle e condividerle, e due applicativi complementari: Kahoot e Plickers.

“Techno-CLIL” è un percorso formativo online su CLIL e tecnologie della durata di cinque settimane promosso da EVO, Electronic Village Online. Ce lo presentano le due moderatrici, Letizia Cinganotto, INDIRE, e Daniela Cuccurullo, ITI Giordano-Striano di Napoli.

Per la rubrica Competenze e certificazioni ospitiamo un articolo di Carlo Tiberti, di AICA, sul Forum ECDL tenutosi a maggio a Malta in occasione del ventennale della Fondazione ECDL.

Per la rubrica Progetti europei è Monica Turrini a parlarci del progetto Netme-in che si propone di costruire un percorso efficace di accompagnamento per i giovani alla ricerca di un lavoro stabile e coerente con il percorso formativo, anche attraverso un uso appropriato dei Professional Social Networks e la gestione efficace della propria identità digitale.

Per la rubrica Dalla rete Cristina Bralia e Chiara Lanzani fanno un resoconto del recente convegno di Lucca organizzato dai due gruppi in rete Insegnanti 2.0 e Docenti Virtuali. Un’occasione per incontrarsi, una volta all’anno, in presenza.

Per la rubrica Dall’estero abbiamo chiesto a Irene Bell – Head of STEM at Stranmillis University College e Chair for Northern Ireland of Computing at Schools (CAS) – un articolo relativo all’introduzione del pensiero computazionale nelle scuole primarie dell’Irlanda del Nord.

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