Matematica e Scienze in modalità…virtuale: una sperimentazione didattica

di Sabina Tartaglia

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“L’interazione attiva con la realtà è la caratteristica più importante dell’apprendimento tramite l’esperienza. Sia nella vita di tutti i giorni sia nel laboratorio sperimentale dello scienziato, l’individuo non si limita a osservare passivamente la realtà come gli si presenta spontaneamente ma compie azioni che la modificano e ne osserva gli effetti. Si sposta per guardare le cose da vari punti vista, le tocca, le muove, le apre per guardarci dentro, le misura, le manipola direttamente con le sue mani e con ogni sorta di strumenti, apparecchi, sostanze. La conoscenza e soprattutto la comprensione che ottiene in questo modo attivo è molto superiore, sia per quantità sia per qualità, a quella che otterrebbe limitandosi a osservare la realtà. Dal punto di vista quantitativo, agendo su di essa l’individuo ne scopre aspetti che gli rimarrebbero nascosti e sconosciuti se si limitasse a osservarla senza fare nulla. Dal punto di vista qualitativo, osservando in che modo la realtà risponde alle sue azioni variate sistematicamente, riesce a individuare i meccanismi e i processi sottostanti ai fenomeni, cioè impara non solo a conoscere la realtà ma anche a capirla” (Parisi, 1998).

Da queste premesse è partito il mio percorso didattico che ha puntato all’integrazione tra realtà virtuale e didattica laboratoriale. La classe è una quinta primaria del plesso di Teora (AV), Istituto Comprensivo “Iannaccone” di Lioni (AV).

Realizzazione di una Cardboard Google VR

Partendo da un modello dato abbiamo realizzato ed assemblato un prototipo cartaceo di cardboard. Il modello è liberamente scaricabile Google VR

Tartaglia-1Figura 1 – Analisi e descrizione delle fasi di realizzazione a partire dal modello di Cardboard esplorato.

Le fasi di realizzazione sono state descritte e commentate, in particolare è stata operata una riflessione sull’uso delle lenti. Alla classe sono state proposte le seguenti domande: a cosa servono le lenti? Qual è la loro funzione? Quali analogie ci sono con la struttura del nostro occhio? Qual è la funzione del cervello nella elaborazione delle immagini?

L’attività è stata inserita all’interno del nostro laboratorio di tecnologia e in particolare ha fatto riflettere su come gli strumenti tecnologici rappresentino molto spesso meccanismi e strutture presenti in natura.

Tartaglia-2Figura 2 – Laboratorio di tecnologia. Realizzazione della Cardboard.    

Integrazione di InCell VR nello studio della scienze e della cellula

Dalla costruzione della cardboard siamo passati alla sua applicazione. I bambini hanno esplorato Incell VR, un gioco in realtà virtuale in cui si viene catapultati all’interno di una cellula umana.

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L’esplorazione virtuale della cellula è integrata con il gioco. Oltre ad una modalità di apprendimento di tipo percettivo è stata, quindi, attivata anche una dimensione ludica che ha favorito il coinvolgimento degli alunni nell’attività.

L’obiettivo del gioco è arrivare per primi al nucleo e salvare la cellula da un’infezione da virus. L’attività ha consentito di riflettere sui meccanismi di infezione cellulari e sulla funzione dei principali organuli cellulari.

Ogni organello cellulare, infatti, regalava al giocatore un surplus di proteine o di energia a seconda della propria funzione. Ad esempio, per ottenere un maggior quantitativo di proteine il giocatore doveva spostarsi all’interno dei ribosomi, mentre per l’energia entravano in gioco i mitocondri.

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L’uso della cardboard ha portato i bambini a porsi alcune domande importanti: perché diventa necessario dividere lo schermo per l’attivazione della modalità VR? Come interagiscono le lenti e le immagini con il nostro cervello? Come riesce la cardboard a percepire le variazioni dei movimenti?

Questi punti hanno aperto nuovi campi esplorativi sulla struttura dei nostri cellulari (come i sensori aggiuntivi presenti) e sulla funzione del nostro cervello nel processo di elaborazione delle immagini.

I bambini considerano infatti il cervello come un trasformatore che elabora le informazioni che arrivano dall’esterno. L’argomento era stato trattato precedentemente durante lo studio dell’occhio e in particolare con i bambini abbiamo sperimentato l’effetto del dito che si muove. Questa esperienza ha aiutato i bambini a ritrovare alcune analogie con lo split dello schermo necessario all’ottenimento dell’effetto tridimensionale.

Successivamente è stato condotto un momento di riflessione sulle finalità del gioco, stimolato attraverso alcune domande.

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L’esperienza ha rappresentato un momento-stimolo per introdurre in scienze l’analisi di uno studio di caso attraverso un lavoro di gruppo in cui è stato presentato un articolo sui recenti episodi di meningite.

Come infetta il virus?

Attraverso quali meccanismi? Qual è la funzione del DNA?

Per riuscire a visualizzare il DNA ed evitare che rimanesse un concetto astratto e a sé stante, in classe abbiamo operato sperimentalmente estraendo del DNA vegetale dalla polpa di pera.

Tartaglia-6Figura 3 – DNA dalla polpa di pera in alcool etilico

Applicazione della realtà virtuale in matematica: “Alice tra le meraviglie della matematica”

La realtà virtuale è stata integrata anche in ambito matematico. Il percorso è partito dall’analisi di alcuni capitoli di Alice nel Paese delle Meraviglie. Dalla lettura del racconto è partito il progetto “Alice tra le meraviglie della matematica”. I bambini in gruppo hanno letto il testo e trovato agganci matematici. Durante il lavoro i bambini hanno costruito schemi e commentato i punti principali: dai numeri relativi all’orologio che misura del tempo, e la caduta di Alice ha introdotto il concetto di velocità e accelerazione.

Le variazioni di altezza e dimensione di Alice hanno inoltre chiarito il concetto di riduzione in scala e introdotto il concetto di frazione come rapporto numerico.

I bambini sono stati coinvolti anche nella numerazione in basi diverse, partendo dal problema delle tabelline di Alice nel I capitolo. Dopo aver scoperto che è possibile riorganizzare la tavola pitagorica con basi differenti da quella decimale, i bambini hanno riformulato alcune tabelline a piacere usando una diversa modalità di numerazione.

Tartaglia-7Figura 4 – Tabellina del 4 riformulata con basi a scelta

Tartaglia-8Figura 5 – Schemi e appunti raccolti durante la lettura in gruppo

Dopo questa prima fase gli alunni hanno creato in gruppo un mondo virtuale da esplorare in cardboard e dalla matematica hanno tratto una narrazione  in modalità virtuale.

Dopo la progettazione i bambini sono passati all’elaborazione del percorso usando il programma Cospaces.

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Il mondo virtuale è esplorabile a questo link  https://cospac.es/yGgD

Conclusioni

L’integrazione nelle attività didattiche proposte della realtà virtuale ha consentito l’attivazione di canali di apprendimento di tipo percettivo-sensoriale. Attraverso la manipolazione della realtà i bambini hanno stimolato processi di apprendimento attivo in cui l’esperienza, integrata con il pensiero narrativo dello storytelling e la didattica laboratoriale, ha agevolato l’interiorizzazione delle conoscenze. Attraverso il confronto diretto tra compagni ed in gruppo i bambini hanno modificato e riorganizzato continuamente quanto appreso attraverso l’attivazione di conflitti socio-cognitivi. Le fasi di progettazione inoltre, integrate con la realtà virtuale, hanno consentito agli alunni di riflettere sulle dinamiche necessarie all’elaborazione e concretizzazione delle proprie idee, stimolando la creatività e integrandola con il campo scientifico e matematico.

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