È nata l’Associazione Italiana Utenti Moodle

di Giuseppe Fiorentino

Professore Associato di Informatica presso l’Accademia Navale di Livorno e Presidente dell’AIUM

fiorentino@dm.unipi.it

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Nel mese di agosto 2016 si è costituita l’Associazione Italiana Utenti Moodle (AIUM) che si propone di riunire le competenze tecniche e metodologiche necessarie allo sviluppo dell’e-learning con Moodle e di offrire un punto di aggregazione dove condividere conoscenze ed esperienze, strumenti, documentazione e materiali didattici online.

fiorentino-1Figura 1 – Una rappresentanza dell’AIUM durante una pausa di EMEMITALIA 2016 a Modena

Forse in questo contesto non serve ricordare cos’è Moodle, ma i fatti essenziali e qualche cifra aiutano a capire la portata del progetto. Moodle è una piattaforma per la formazione completamente libera, open-source, utilizzata da più di 90 milioni di utenti sparsi in oltre 200 paesi e tradotta in almeno 120 lingue. Il suo costante aggiornamento è garantito da una vastissima comunità di sviluppatori coordinati da Moodle HQ, che impiega stabilmente 30 programmatori, supportati da una rete di 60 Moodle Partner diffusa in tutto il globo. Dispone di una documentazione completa e di forum di discussione per la comunità degli utenti e per quella degli sviluppatori esterni (il suo codebase è su GitHub, dove conta 350 contributori). Molte delle sue funzionalità sono state realizzate in risposta alle richieste e ai bisogni degli utenti.

Moodle scala facilmente da pochi utenti a installazioni per un intero campus universitario e oltre; supporta una vasta gamma di metodi di autenticazione, per integrarsi facilmente con ogni infrastruttura preesistente; è utilizzabile con tutti i browser più diffusi ed è compatibile con i dispositivi mobili, per i quali esiste anche una app che sfrutta al meglio le ridotte dimensioni dello schermo e supera i problemi derivanti da una connettività intermittente. Con Moodle, i docenti dispongono di una vasta gamma di strumenti di comunicazione, condivisione, collaborazione e valutazione coi quali implementare molteplici approcci didattici. La versione attuale, la 3.1, ha introdotto il pieno supporto alla progettazione per competenze.

Per questi motivi, in Italia e in buona parte del mondo, è stato scelto Moodle nella pratica dell’e-learning e intorno a questo sono nati gruppi di interesse, comunità di pratica ed eventi tematici. In molti paesi si organizzano regolarmente i MoodleMoot, incontri informali ai quali partecipano gli utenti e gli sviluppatori della piattaforma per condividere informazioni ed esperienze. In queste occasioni si presentano le novità dell’ultima versione, si organizzano tutorial sull’uso della piattaforma e presentazioni per condividere e discutere le buone pratiche. In Italia, i primi eventi di questo tipo sono stati organizzati regolarmente dal 2005 fino alla confluenza, come partner fondatori, nella prima edizione della multi-conferenza EMEMITALIA nel 2015 a Genova.

Da allora, il comitato promotore dei MoodleMoot Italia ha lavorato per trasformare un gruppo informale in un’associazione riconosciuta a livello internazionale da Moodle HQ per dare una “casa” a tutti coloro che si riconoscono nei MoodleMoot e nella comunità che nel tempo si è aggregata attorno a questi. Così, dopo quasi un anno di intensa attività organizzativa, l’AIUM ha debuttato come associazione autonoma nella seconda edizione di EMEMITALIA, ormai il maggior evento italiano sull’e-learning. A testimonianza dell’attiva partecipazione della comunità Moodle, più di un quarto dei partecipanti l’ha indicata come affiliazione di riferimento in fase di iscrizione.

Perché un’altra associazione nel panorama dell’e-learning italiano

L’e-learning negli ultimi anni è molto cambiato. Sono cambiati i numeri, passando dalle poche centinaia di studenti delle prime installazioni alle decine di migliaia delle grandi università e della formazione corporate, fino ad arrivare alle centinaia di migliaia di partecipanti ai MOOC (Massive Open Online Courses). Sono cambiati anche gli obiettivi dei corsi online, passando da modalità prevalentemente erogative, con corsi che erano poco più che depositi di materiali (e spesso lo sono ancora oggi, purtroppo), a forme sempre più coinvolgenti, che pongono lo studente al centro del processo formativo, responsabilizzandolo e rendendolo parte attiva nella costruzione collaborativa dei materiali didattici, promuovendo interazioni sempre più complesse tra pari, coi docenti e col mondo esterno.

L’aumento di complessità che ha accompagnato tali cambiamenti si è riflesso nella crescita e nella differenziazione delle professionalità coinvolte nell’intero processo, spaziando dalla progettazione delle infrastrutture necessarie per far fronte ai grandi numeri, alla progettazione dei percorsi adatti ai vari scenari operativi, restando al passo con le teorie e le pratiche didattiche.

In tutto questo processo, il ruolo delle piattaforme di e-learning è stato ampiamente sottovalutato, illudendosi che si potesse sempre fare tutto con la piattaforma in voga in quel momento o, peggio ancora, ricorrendo a soluzioni fatte in casa. Per contro, solo una piattaforma ben progettata, flessibile e modificabile (quindi necessariamente aperta), capace di garantire continuità nel tempo e dotata di una vasta community di utenti e sviluppatori può garantire il necessario supporto a un e-learning che espande continuamente i propri orizzonti.

L’aumento delle competenze richieste per l’installazione, la configurazione e il corretto utilizzo delle piattaforme di e-learning le ha sottoposte a un’ulteriore pressione selettiva, facendo via via sparire quelle che per funzionalità, supporto, flessibilità e costo di gestione non costituivano un buon investimento. Non meraviglia, quindi, che da una situazione relativamente eterogenea, dove molte piattaforme concorrenti si contendevano il mercato, si sia giunti alla situazione attuale dove, al di fuori delle piattaforme sviluppate ad-hoc e supportate dai grandi consorzi universitari, Moodle si è gradualmente affermata come la piattaforma libera e generalista più diffusa.

Partendo da queste premesse, ci si aspetterebbe una maggiore attenzione e un’adeguata formazione dei docenti sul “lato pratico dell’e-learning”. Tuttavia, in Italia, dove il termine “practitioner” è spesso erroneamente inteso come “praticone” anziché come “professionista”, si tende ancora a dare per scontata la conoscenza della piattaforma e, con questa, il bagaglio di competenze tecniche e pedagogiche necessarie per farne un buon uso. Così, nello stesso modo in cui i progetti di didattica innovativa falliscono perché si continua a confidare nei “nativi digitali”, la scarsa formazione dei docenti spesso relega la piattaforma al solo supporto di una didattica prevalentemente erogativa (dove il corso è un mero deposito di materiali, eventualmente corredato da un forum di discussione e magari da qualche quiz di verifica). È l’inevitabile risultato dei “corsi di aggiornamento” di poche ore tenuti da formatori appena più “esperti” dei loro corsisti.

In questo contesto si inserisce l’Associazione Italiana Utenti Moodle che si propone di riunire tutte le competenze tecniche e metodologiche necessarie alla pratica dell’e-learning con Moodle per poi intervenire sul territorio con un’azione di orientamento, supporto e formazione a tutto tondo, con convegni (MoodleMoot) ed eventi locali (MiniMoot) oppure con corsi e materiali disponibili sul sito dell’Associazione.

Obiettivi e finalità

L’AIUM nasce per promuovere la conoscenza e il buon uso di Moodle in tutti gli ambiti: dalla scuola all’università, dalla formazione privata a quella in-house delle pubbliche amministrazioni e delle grandi aziende. Pertanto, mirando a rappresentare ogni ambito e competenza connessa con la pratica dell’e-learning, l’AIUM accoglie amministratori di rete, docenti che usano Moodle nella loro pratica didattica, ricercatori e pedagogisti, formatori in ambito pubblico e privato, sviluppatori di nuove funzionalità.

Come annunciato nel corso della prima Assemblea a Modena, le attività saranno organizzate in modo condiviso, consultando spesso i soci sul sito dell’Associazione. Al momento si ipotizzano, tra le altre, la traduzione in italiano della documentazione ufficiale, il mantenimento dei plug-in più usati dalla comunità italiana, l’organizzazione di gruppi di lavoro su temi di interesse comune, l’attività di promozione e formazione sul territorio. More soon, abbiamo appena cominciato…

Informazioni

L’AIUM ha sede presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Pisa, in Largo Bruno Pontecorvo 5, 56127 Pisa (PI). Maggiori informazioni sui soci promotori, sull’organigramma, sullo Statuto e sulle attività sono reperibili sul sito dell’Associazione www.aium.it oppure scrivendo a segreteria@aium.it.

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Il tesseramento per l’anno 2017 inizia il 1° ottobre 2016, vi aspettiamo!

Note 

  1. Dati aggiornati al settembre 2016. Fonte: https://moodle.net/stats.
  2. Moodle Headquarters o Moodle Pty Ltd, è la compagnia indipendente che coordina il progetto Moodle.
  3. Fornitori certificati di servizi Moodle; il 10% del loro fatturato va al sostegno del Progetto Moodle.
  4. https://github.com/moodle/moodle.
  5. http://moodlemoot.org
  6. http://www.moodlemoot.it
  7. http://www.ememitalia.org
  8. Il riconoscimento ufficiale da parte di Moodle HQ, oltre al supporto ufficiale sul sito internazionale, comporta l’impegno ad organizzare un MoodleMoot annuale, seguendo le direttive della “casa madre”.
  9. Quella reperibile su http://docs.moodle.org
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