Certificazione EPICT e-Safety: un syllabus e un corso per la cultura della sicurezza in rete

di Angela Maria Sugliano

Nodo Italiano EPICT – DIBRIS (Università di Genova), Genova (GE) 

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Introduzione

La questione “sicurezza in rete” è sulla bocca di tutti, ma affinché sia qualcosa di significativo e non solo uno slogan, dev’essere calata nei contesti specifici: un conto è l’uso delle tecnologie digitali per le attività organizzative, professionali, e un conto è considerare gli aspetti di sicurezza quando le tecnologie entrano in classe e quindi le attività che devono essere sicure sono quelle didattiche.

L’educazione alla sicurezza in rete spetta agli adulti e i ragazzi impegnati nelle classi 2.0, 3.0, atelier creativi, aule aumentate e così via, si aspettano di essere guidati non solo ad apprendere i contenuti disciplinari ma soprattutto di acquisire le competenze che consentiranno loro di diventare “grandi” e “saggi” e “corretti” e “sani”: e le questioni di sicurezza consentono tutto ciò.

Quali competenze devono avere i docenti per guidare i propri studenti ad agire in sicurezza e con correttezza?

Fra i tanti riferimenti di letteratura possiamo citare il documento Digital Competence for Lifelong Learning (2008) in cui si sottolinea l’importanza di inserire nell’insegnamento di ogni materia l’uso delle tecnologie digitali per formare cittadini in grado di raccogliere le sfide del mercato del lavoro attuale. E [è necessario] build digital competence by embedding and learning ICT should start as early as possible, i.e. in primary education, by learning to use digital tools critically, confidently and creatively, with attention paid to security, safety, and privacy. Teachers need to be equipped with the digital competence themselves, in order to support this process.”

Nel maggio 2014 UNESCO con i lavori del primo European Media and Information Literacy (MIL) Forum, mette in chiara relazione il concetto di Media Education e sicurezza: fino a quando i computer erano appannaggio degli informatici, le due nozioni di sicurezza e educazione erano difficilmente messi i relazione: la media education era la competenza di uso consapevole di TV, video, musica, e la competenza digitale era quella degli informatici. Oggi con l’implosione su smartphone e computer di tutti i tipi di media, i due concetti sono ormai largamente sovrapposti soprattutto se si pensa ai cittadini e non ai professionisti IT. E nel documento di UNESCO si legge proprio che “promuovere la media education porta a considerare questioni quali l’accesso alle risorse digitali, la protezione dei dati personali, la sicurezza e tranquillità personale (safety) e le misure che consentono di prevenire rischi (security), l’uso etico delle informazioni, dei media e delle tecnologie in coerenza con quanto stabilità relativamente ai diritti umani”. Questa citazione mette in evidenza il significato di e-safety i termini educativi: i media digitali sono fondamentali nel concorrere alla promozione e formazione degli individui e pertanto la scuola non può più esimersi dal tema.

Sviluppare e promuovere la Cultura della sicurezza a Scuola

L’obiettivo è sviluppare nei docenti una “cultura della sicurezza”. Cosa intendiamo con questa espressione? Intendiamo dire che non possiamo parlare di formazione alla sicurezza in valore assoluto perché – ahimè – non esiste nulla di assolutamente sicuro: costruito il sistema di sicurezza più sofisticato, adottate le misure di sicurezza più avanzate, potrà verificarsi un pericolo inaspettato.

Cultura della sicurezza significa conoscere le tecniche per comportarsi ed essere sicuri, ma anche trovare le soluzioni alternative che consentono di ridurre al massimo il rischio che il pericolo si verifichi e consentire di raggiungere i nostri obiettivi. A scuola questo si traduce nella possibilità di svolgere le attività didattiche che abbiamo progettato.

Il sottolineare “la cultura della sicurezza” piuttosto che “la sicurezza” costituisce il dato distintivo dell’approccio del gruppo di lavoro che ha sviluppato il syllabus, il modulo didattico, il modello di formazione per la Certificazione EPICT e-safety a Scuola. Il gruppo dell’Editorial Board del Nodo Italiano EPICT (European Pedagogical ICT Licence) si è arricchito del contributo di due esperti del settore, il Direttore Settore III – Analisi/SITIC, ing. Roberto Surlinelli e il Sovraintendente Eugenio Scillia del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Liguria a Genova.

Il modello che si propone qui è situato sull’ambiente educativo nella convinzione – secondo il modello dell’apprendimento e della formazione situata (Lave, Wenger 2006) – che i contenuti debbano essere calati nei particolari contesti e situazioni per divenire realmente significativi.

EPICT e-Safety: un modello per progettare la sicurezza a Scuola

Come porgere il tema della sicurezza ai docenti della Scuola? Pensando al loro modo di lavorare che consiste nel progettare gli interventi formativi, condurli e poi darne una valutazione.

Nella progettazione dell’intervento formativo, al pari di considerare i tempi necessari per svolgere le attività, le risorse umane e tecnologiche necessarie, i luoghi dove si svolgeranno le attività, gli obiettivi formativi, si prevedranno i pericoli che risultano intrinseci alle diverse situazioni di apprendimento, e le azioni che si metteranno in campo per prevenire o affrontare i rischi.

Le parole sopra utilizzate ed evidenziate in neretto, sono quelle che si riferiscono alla disciplina del Risk management. Questa suggerisce in primis di distinguere fra pericoli e rischi e quindi di considerare una serie di elementi per agire in sicurezza: Il pericolo è la proprietà intrinseca di un oggetto, di una situazione, di un modo di agire. Hanno in sé elementi di pericolosità: un coltello, arrampicarsi senza protezioni, un computer senza antivirus. Il rischio esiste quando è contemporaneamente presente il pericolo e qualcuno esposto ad esso.

Il rischio non ha un “valore assoluto”: il rischio infatti è il prodotto fra la pericolosità (la probabilità che un evento si verifichi in un determinato spazio/tempo) e la magnitudo, cioè la gravità delle conseguenze dannose. Nel considerare quindi un rischio dovremo – saggiamente – considerare anche la gravità delle conseguenze.

Quindi il processo per affrontare con saggezza e professionalità i pericoli della rete (quelli descritti nei paragrafi precedenti) è il seguente:

  1. circoscrivere il contesto in cui il rischio può manifestarsi.
  2. identificare i rischi che possono manifestarsi.
  3. valutare la magnitudo del rischio per il proprio particolare contesto.  
  4. decidere le misure di prevenzione.
  5. decidere le misure di gestione dell’emergenz.a
  6. definire le azioni per riportare in latenza la situazione pericolosa e ristabilire la normalità.

I materiali didattici e il processo di formazione alla cultura della sicurezza nell’ambito dei corsi per la Certificazione EPICT eSafety.

Il modello sopra descritto è stato sviluppato nell’ambito dello sviluppo dei contenuti e del modello di formazione ai docenti per la certificazione EPICT eSafety (2014). L’acronimo EPICT sta per European Pedagogical ICT Licence e la certificazione eSafety è oggi presente sia in Italia sia in Inghilterra. La certificazione è composta da un syllabus di competenze che descrivono cosa deve essere in grado di fare il docente per guidare i propri studenti ad agire in sicurezza mentre usano le tecnologie digitali a Scuola per svolgere le più diversificate attività didattiche. Siamo pienamente nel solco anticipato nel paragrafo introduttivo quando ci siamo riferiti al documento Digital Competence for Lifelong Learning (2008) in cui si sottolinea l’importanza di inserire nell’insegnamento di ogni materia l’uso delle tecnologie digitali e di guidare all’apprendimento di uso critico, sicuro, creativo e con attenzione alla sicurezza e alla privacy.

I docenti possono accedere direttamente al processo di certificazione (la Certificazione EPICT viene gestita in Italia dal DIBRIS – Dipartimento di Informatica Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi dell’Università di Genova), oppure frequentare un corso di preparazione con i materiali e il metodo didattico sviluppato e validato dal Consorzio internazionale EPICT (il cui nodo italiano  presso il DIBRIS). I corsi vengono erogati da provider sul territorio nazionale, provider accreditati dal nodo italiano EPICT.

I materiali didattici proposti ai docenti illustrano in modo esteso i contenuti sintetizzati nell’elenco puntato con cui si è chiuso il paragrafo precedente:

  1. vengono presentati e descritti i contesti dell’agire didattico (punto 1);
  2. per ogni contesto sono identificati i rischi (punto 2). Si è tralasciato nei materiali didattici forniti le considerazioni relative alla magnitudo che vengono poi riprese in fase di valutazione formativa;
  3. per ogni rischio vengono suggerite le misure di prevenzione, per la gestione dell’emergenza e per riportare in latenza la situazione pericolosa (punti 4, 5, 6);

Affinché i docenti possano realmente apprendere la cultura della sicurezza, viene proposto ai corsisti il seguente percorso:

  1. elaborazione in gruppo di uno scenario di apprendimento in cui si considerano in fase di macro-progettazione i seguenti elementi:
  • previsione dei pericoli che sarà possibile correre: elenco delle eventualità che potranno verificarsi nel contesto specifico;
  • prevenzione: gestione del rischio (con la prevenzione riduco la probabilità di evenienza dell’evento) tutti i comportamenti che posso mettere in campo per arrivare a ridurre il rischio
  • gestione dell’emergenza: cosa si farà per affrontare l’eventuale situazione che interromperà il previsto flusso dell’attività didattica
  • ricomposizione: come si ripristineranno le condizioni di normalità.

Il progetto dello scenario di apprendimento deve contenere gli asset che verranno pensati per prevenire o gestire i pericoli.

  1. Feedback del facilitatore del corso che conduce il gruppo a considerare elementi di approfondimento o di correzione di quanto contenuto nel progetto e chiede al gruppo di discutere per valutare la magnitudo dei rischi considerati.
  2. Elaborato individuale in cui il corsista:
  • riassume una indagine nella propria Scuola delle misure di sicurezza presenti e una previsione di quelle che sarà possibile a breve realizzare;
  • definisce una bozza di PUA (Politiche di Uso Accettabile delle tecnologie digitali) per la propria Scuola.

Conclusioni

Lo sforzo di contestualizzare i temi della sicurezza in rete ai bisogni e al contesto educativo costituisce la sfida da affrontare se si vuole realmente raggiungere i docenti con una formazione utile per la loro quotidiana pratica didattica. L’esempio del docente che usa con sicurezza e correttezza i mezzi digitali, capace di argomentare con assertività alle possibili obiezioni o comportamenti scorretti degli studenti, è fondamentale per educare le generazioni future sì alle competenze digitali, ma al loro uso corretto e sicuro. A sancire tale competenza è la recentissima – 23 giugno 2015 – introduzione nel curriculum europeo EUROPASS (2015) delle competenze digitali e una declinazione di queste è la sicurezza. I cittadini europei sono chiamati da oggi a dichiarare la loro competenza di uso sicuro di internet e il modello proposto è finalizzato a questo scopo.

Per chi è interessato consigliamo di consultare il syllabus della Certificazione EPICT e-Safety sul sito www.epict.it e contattare il nodo italiano (info@epict.it)  per conoscere le date dei prossimi corsi.

Riferimenti bibliografici

Digital Competence for Lifelong Learning (2008) http://ftp.jrc.es/EURdoc/JRC48708.TN.pdf

EPICT eSafety (2014) – https://www.epict.it/content/esafety

EUROPASS (2015) News Europass https://europass.cedefop.europa.eu/it/about/news#item-1

European Media and Information Literacy (MIL) Forum (2014) http://www.europeanmedialiteracyforum.org/

Lave J., Wenger E. (2006) L’apprendimento situato, Dall’osservazione alla partecipazione attiva nei contesti sociali, Erickson.

PUA Politiche di Uso Accettabile per la scuola esemplare http://dotsafe.eun.org/www.eun.org/eun.org2/eun/en/ds_main_/contenta054.html?lang=it&ov=13474

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