Didattica delle competenze con le TIC

di Katya Fanzaga

Scuola Primaria “Forum Novum” di Fornovo San Giovanni, IC Mozzanica (BG)

katya.renzo@gmail.com

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Insegno in una scuola primaria della provincia di Bergamo e sono appassionata di TIC.

Penso che la scuola debba, per quanto ci si possa riuscire e viste le poche risorse che si hanno a disposizione, rimanere al passo con i tempi e catturare sempre di più l’attenzione dei nostri piccoli utenti.

La società di oggi è molto complessa e complicata; gli stimoli offerti sono plurimi e variegati; i bambini, pur rimanendo tali, “crescono” molto più in fretta di quanto ci si possa immaginare e, già a due-tre anni, sanno utilizzare le tecnologie meglio dei loro nonni, che li accudiscono durante le assenze lavorative dei genitori.

Già da quando il bambino è in pancia, noi mamme leggiamo libri e consigli su come sviluppare l’intelligenza del nostro bambino e, prima che questi nasca, abbiamo già riempito la casa di giochi ed oggetti che lo stimolino da ogni punto di vista e in tutti i suoi aspetti. Arrivano ben presto anche all’utilizzo delle tecnologie… chi non ha visto bambini che, non ancora in grado di parlare in modo corretto, sanno “smanettare” con tablet e smartphone meglio di noi adulti? Questi continui stimoli lo costringono a migliorare la loro capacità di “re-azione” per portare a termine, nel più breve tempo possibile, il compito loro richiesto, con il risultato che questi sviluppano le loro abilità, anche tecnologiche, in maniera esponenziale.

Tutto ciò porta il bambino ad essere continuamente esposto ad una miriade di stimoli che, se da un lato lo portano ad anticipare i tempi di acquisizione di alcune conoscenze e abilità, dall’altro lo portano ad accorciare quelli che richiedono un’attenzione più prolungata per portare a termine un compito assegnato.

La sfida della scuola è quindi quella di riuscire ad entrare in contatto con i nostri bambini, cercando, il più possibile, di sfruttare i canali che questi prediligono e verso i quali sono più portati.

Lavorare sulle competenze, dunque, affidando loro compiti di realtà che li rendano motivati e capaci di ricercare strategie proprie per risolvere determinati problemi che essi devono sentire come “veri”.

Deve essere quindi rivista anche la funzione del docente, che non è più solo quella di programmare attività che portino all’acquisizione/consolidamento di conoscenze ed abilità (che rimangono indispensabili), ma che diventa quella di progettare percorsi che portino man mano l’alunno ad orientarsi nei diversi contesti in cui ciascuno è inserito, adattandosi con flessibilità ai cambiamenti della società complessa di cui facciamo parte.

Per far questo è quindi di fondamentale importanza che l’insegnante non tenga solo conto di che cosa si apprende, ma anche, e forse soprattutto, di come si apprende. La motivazione e l’interesse sono il filo conduttore di tutta questa costruzione del sapere che ognuno mette in atto.

Senza peccare di presunzione, è in questa logica che ho pensato di progettare un EAS che tenesse conto di tutte queste variabili. Insegnando italiano e inglese in una classe seconda e in una terza, mi sono quest’anno imbattuta  a dover trattare le fiabe come testo narrativo fantastico, contenuto verso il quale i bambini sono sempre molto entusiasti. Il titolo dell’EAS è dunque la FIABA e l’ho pensato per una classe terza, in quanto le conoscenze e le abilità informatiche di questi alunni sono maggiormente interiorizzate, rispetto a quelli di una classe seconda.

Ho pensato ad un compito di realtà che li potesse mettere nella condizione di dover esporre, nel modo più accattivante possibile e con gli strumenti a disposizione, il loro prodotto.

Sono partita dunque dalle Indicazioni Nazionali per la Scuola d’Infanzia e Primo ciclo che riguardano i linguaggi e che specificano in modo dettagliato le competenze di base che gli alunni dovrebbero possedere a conclusione dei vari cicli, ho scelto quelle che toccano in modo specifico le mie materie di insegnamento e le ho declinate in abilità e conoscenze, dalle quali non penso si debba comunque prescindere.

A questo punto ha inizio la fase “preparatoria”del problem solving, durante la quale i bambini vengono invitati a portare da casa libri di fiabe che di sicuro tutti possiedono. Questo momento è sempre molto motivante, ma anche molto “stancante”. I bambini spesso portano a scuola moltissimo materiale da mostrare ai compagni e alla maestra, ma si stancano ad ascoltarsi tutti e ad aspettare il loro turno.

Così ho pensato ad un momento in cui tutti debbano stare attenti per poter partecipare all’attività: fare un sondaggio sulle fiabe più conosciute, che saranno quelle di cui hanno portato i testi, distribuendo ai bambini dei post-it colorati ed invitandoli ad attaccarli su un cartellone per costruire un istogramma, un grafico di facile ed immediata interpretazione.

Per promuovere anche le competenze digitali, e motivando anche il fatto che non si possa fare un cartellone per ciascuno, si chiede loro a turno di registrare in Excel le preferenze ottenute di volta in volta, utilizzando caselle di testo di colore diverso e anche di compilare un sondaggio creato in Drive. I tre passaggi aiutano i bambini  anche ad abituarsi a leggere vari tipi di grafici, dagli istogrammi a colonna agli aerogrammi circolari.

Questa attività costringe tutti a prestare la massima attenzione, sia per poter “essere registrati”, sia“per registrare” i propri dati.

A questo punto, si legge sia l’istogramma che l’aerogramma circolare: “Cenerentola” risulterà sicuramente una delle fiabe più gettonate. Si chiede quindi ai bambini dove poter vedere un breve video che possa “far ripassare” la fiaba, ma in lingua inglese. Youtube è la nostra salvezza… L’insegnante avrà quindi già precedentemente scelto un breve video in lingua inglese e lo avrà “personalizzato” con delle domande.

Da questo momento in poi, anche la lingua inglese sarà oggetto della nostra attenzione: attraverso un “brainstorming”, da fare alla LIM mediante il programma Sankorè, si chiede ai bambini di ricordare il nome dei personaggi, quelli dei componenti della famiglia, quelli di alcuni animali, e così via…

Ci si accorgerà che alcuni nomi non sono conosciuti e che quindi, sfruttando l’apprendimento a spirale e con l’aiuto della maestra, sia possibile memorizzare più facilmente alcuni nuovi vocaboli

es. mother = mamma step-mother = matrigna

sisters = sorelle       step-sisters = sorellastre

Il fatto di venire alla lavagna, anche solo per scrivere dei vocali,  crea nei bambini sempre una grande motivazione.

Alla fine gli alunni compilano una scheda, preparata in precedenza dall’insegnante, che registra gli elementi fondamentali di una fiaba. Ciò permette a tutti di possedere la stessa risorsa e rappresenta un format per i compiti successivi.

Per tenere alta la motivazione anche nel compito a casa, si chiede ai bambini la visione di almeno altre due brevi fiabe in inglese, sempre mediante il canale Youtube, e la compilazione delle relative griglie di registrazione, che l’insegnante avrà avuto cura di mettere come file condivisibile in Drive.

L’esperienza mi porta a dire che la sfida è sempre aperta, vi sono bambini che vedranno più video e faranno a gara per portare più schede compilate possibili!

I video scelti hanno la peculiarità di essere brevi e sottotitolati. Ciò è motivo di rinforzo sia per quanto riguarda lo sviluppo del listening sia per quello di reading comprehension.

Arriviamo quindi alla fase “operatoria”, di learning by doing, durante la quale la classe viene divisa in 5 gruppi di 5 bambini ciascuno. E’ questo il momento di sfruttare il cooperative learning, la possibilità di apprendere fra pari permettendo ad ognuno di mettersi in gioco. L’insegnante forma i gruppi sfruttando le potenzialità di ognuno, in modo che tutti abbiano un ruolo fondamentale all’interno del gruppo stesso. Ciascuno di questi ha infatti il compito di raccogliere ed analizzare le schede relative alla fiaba assegnata, aggiungendo man mano le informazioni ricavate, sia a livello cartaceo che in Drive.

Finito questo momento di riordino delle informazioni, ad ogni gruppo viene richiesto di trovare delle immagini significative della fiaba e utilizzando Jing di renderle “parlanti” grazie all’inserimento di quanti più vocaboli inglesi possibili.

Durante la fase “ristrutturativa”, del reflective learning, ogni gruppo ha modo di mettere in atto il proprio compito di realtà, esponendo il proprio elaborato alla classe, mostrando ai compagni degli altri gruppi l’immagine modificata in Jing e commentandola alla luce della griglia di analisi compilata in gruppo.

E’ in questo momento che l’insegnante, che avrà comunque già effettuato delle osservazioni in itinere, valuta ogni singolo alunno relativamente a tre ambiti: livello cognitivo, competenze sociali, competenze digitali.  

Se vi è la possibilità di avere un laboratorio di informatica, accattivante potrebbe essere la verifica realizzata con i moduli di Drive. In questo caso l’insegnante acquisisce subito i risultati, trovando le risposte di ognuno tabulate in tempo reale in un foglio di Excel!

Se un buon numero di alunni avesse anche la possibilità di utilizzare Internet a casa, e sempre sotto la supervisione degli adulti, l’insegnante potrebbe aprire una classe virtuale in Edmodo e raccogliere, condividere e rendere pubblici tutti gli elaborati dei bambini. Sempre grazie alla piattaforma potrebbe anche condividere con i colleghi l’iter della attività proposta e le risorse realizzate in un logica di condivisione, collaborazione e miglioramento ulteriore.

Ringrazio Mara Masseroni e Monica Terenghi, mie tutor in un corso in modalità blended, che mi hanno trasmesso la passione di approfondire sempre di più il potenziale rappresentato dalle rete e dagli strumenti web 2.0 che, come ho verificato sul campo, possono davvero rendere la nostra didattica più motivante ed efficace.

Si riporta la scheda di progettazione del percorso EAS sopra descritto con link attivi alle risorse realizzate.

Progettazione di un Episodio di Apprendimento Situato

Titolo dell’EAS LA FIABA
Target (classe, età alunni…) Classe 3^ PRIMARIA – 8 anni- 25 alunni
Competenza/e

Quale competenza/e l’EAS intende sviluppare?

Indicazioni Nazionali per la Scuola dell’Infanzia e Primo Ciclo
(http://archivio.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/allegati/all1_dm139new.pdf)
ASSE DEI LINGUAGGI ABILITA’/CAPACITA’ CONOSCENZE
LINGUA ITALIANA

• Padroneggiare gli strumenti espressivi ed argomentativi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti.
• Leggere, comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo.
• Produrre testi di vario tipo in relazione ai differenti scopi comunicativi.

INGLESE

Utilizzare una LINGUA STRANIERA per i principali scopi comunicativi ed operativi.

TECNOLOGIA

Utilizzare e produrre testi multimediali.

• Comprendere il messaggio contenuto in un testo orale.• Cogliere le relazioni logiche tra le varie componenti di un testo orale.

• Esporre in modo chiaro logico e coerente testi ascoltati.

• Padroneggiare le strutture della lingua presenti nei testi.

• Applicare strategie diverse di lettura.

• Ricercare, acquisire e selezionare informazioni generali e specifiche in funzione della produzione di testi scritti di vario tipo.

• Rielaborare in forma chiara le informazioni.

• Produrre testi corretti e coerenti adeguati alle diverse situazioni comunicative.

• Comprendere i punti principali di messaggi semplici e chiari.

• Ricercare informazioni all’interno di testi di breve estensione.

• Utilizzare in modo adeguato le strutture grammaticali.

• Scrivere correttamente parole e brevi frasi.

• Comprendere i prodotti della comunicazione audiovisiva.

• Elaborare prodotti multimediali (testi, immagini, suoni , ecc.), anche con tecnologie digitali.

• Principali strutture grammaticali della lingua italiana • Lessico fondamentale per la gestione di semplici comunicazioni orali

• Codici fondamentali della comunicazione orale, verbale e non verbale

• Strutture essenziali dei testi narrativi.

• Principali connettivi logici

• Tecniche di lettura analitica e sintetica

• Tecniche di lettura espressiva

• Fasi della produzione scritta:  pianificazione, stesura e revisione
• Lessico di base su argomenti di vita quotidiana

• Regole grammaticali fondamentali

• Corretta pronuncia di un repertorio di parole e frasi memorizzate di uso comune

• Semplici modalità di scrittura: vocaboli e brevi frasi.
• Principali componenti strutturali ed espressive di un prodotto audiovisivo.

• Uso essenziale della comunicazione telematica.

Valutazione Valutazione in itinere

Griglie di osservazione

Verifica finale

IL PERCORSO EAS
Fasi Progettazione Strumenti Tempo
Preparatoria

[logica didattica: problem solving]

A CASA:

  • Far cercare e portare a scuola dei libri di fiabe.

IN AULA:

  • Guardare i libri portati dai bambini.
  • Fare un sondaggio, per individuare le fiabe “più conosciute” (FIABE CLASSICHE) e, mediante post-it distribuiti in precedenza, creare un istogramma: “Quali fiabe conosciamo già?”
  • Nel frattempo un paio di bambini, completano l’istogramma in Excel (precedentemente impostato dall’insegnante), colorando le caselle corrispondenti all’istogramma creato sul cartellone.
  • Contemporaneamente i bambini compilano anche il sondaggio creato precedentemente dall’insegnante mediante i moduli di Drive.
  • Dalla lettura dei grafici, Cenerentola risulterà sicuramente una delle fiabe più conosciute, quindi si propone la visione di “Cinderella” in lingua inglese
  • Alla fine della visione si chiede ai bambini di fare un brainstorming di vocaboli in inglese relativo ai personaggi, agli animali e ad alcuni oggetti comparsi nel video.

A CASA:

  • Ai bambini si consiglia la visione di almeno altre due brevi fiabe in inglese e di compilare, per ognuna di esse, la stessa griglia compilata collettivamente in classe, ma riprodotta sul proprio quaderno.

Link:

https://www.youtube.com/watch?v=3D0XOvnEtl8

Snow White

https://www.youtube.com/watch?v=3rK4HASHbMc

Sleeping beauty

https://www.youtube.com/watch?v=0UMyjcmZ4lQ

Puss in boots

https://www.youtube.com/watch?v=eBQ9IMj6ing

Little Red Riding Hood

https://www.youtube.com/watch?v=tsJajfB1XhE

Beauty and the Beast 

15 minuti
CARTELLONELIM:ExcelSONDAGGIO IN DRIVEhttps://goo.gl/rPAF3ePC/TABLET
40 minuti circa
LIM

ZAPTION

http://zapt.io/tp455myb
10 minuti circa

Open Sankorè

10 minuti circa

Drive

40 minuti circa
5 minuti circa per la spiegazione del compito
Internet

Youtube

Quaderno

2 ore
Operatoria

[logica didattica: learning by doing]

IN AULA:
La classe viene divisa in 5 gruppi di 5 bambini ciascuno, a cui è assegnato il compito di  raccogliere ed analizzare le schede relative alla fiaba assegnata, aggiungendo man mano le informazioni ricavate.
Snow Whitehttps://goo.gl/NbTr8B Sleeping beautyhttps://goo.gl/yRn47X Puss in bootshttps://goo.gl/RrNtSw Little Red Riding Hood

https://goo.gl/bOnZT3

Beauty and the Beast 

https://goo.gl/R6N2Ej
Ogni gruppo sceglie in internet una o più immagini significative della fiaba assegnata e, mediante JING, aggiunge i vocaboli specifici relativi ai personaggi/oggetti della fiaba, scrivendoli in inglese.
Ogni alunno ha una copia del proprio lavoro.

Uno o due PC per gruppo

Internet

Drive

Jing

Fotocopia

2 ore
Ristrutturativa

[logica didattica: reflective learning]

Ogni gruppo espone il proprio elaborato alla classe
L’insegnante valuta ogni singolo alunno tenendo conto delle:

https://goo.gl/GJSzN6

  • COMPETENZE SOCIALI

         (https://goo.gl/4UWFqi)

Ogni alunno ha una copia di tutto il lavoro (schede e “immagini parlanti” create in JING), in modo da avere tutto il  percorso realizzato sia in una logica di ripasso sia di approfondimento.
SE GIÀ CREATA LA CLASSE VIRTUALE, l’insegnante pubblicherà in Edmodo tutto il lavoro.

60 minutiDrive

Moduli di drive (Sondaggio)

https://goo.gl/Emn4Ez
Internet
Fotocopie

Cartelletta

Edmodo

2 ore

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