Conscious Living: un progetto Erasmus Plus

di Nicoletta Cuzzolin

Liceo Montale, San Donà di Piave (VE)

nicoletta.cuzzolin@istruzione.it

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L’educazione alla cittadinanza europea è stata per molti anni nella nostra scuola un’attività più che altro teorica, presente, frequente e diffusa sì, ma fatta per lo più di acquisizione di conoscenze sulla storia dell’unificazione europea, sulle strutture e le istituzioni europee e simili. Nel 2013 però, l’Unione Europea ha approvato un nuovo programma educativo che, integrando tutti i meccanismi di finanziamento attuati dall’Unione Europea fino ad allora, si è rivolto anche alle scuole per finanziare esperienze di mobilità e di lavoro comune tra studenti e docenti di tutti i paesi dell’Unione. Tutte le informazioni sul programma sono disponibili nel sito italiano del programma stesso http://www.erasmusplus.it .

Il Liceo Eugenio Montale di San Donà di Piave, è un liceo classico in cui cinque anni fa è stato aperto l’indirizzo di liceo linguistico, che prevede organicamente esperienze di soggiorno e studio all’estero; a quel punto abbiamo ritenuto importante proporre anche per gli alunni del classico un’esperienza interculturale e la via dei progetti europei, pur se non semplice da percorrere, ci è parsa la strada giusta.

Nel 2014, anno di avvio di Erasmus+, la scuola ha costruito la partnership con  altre tre scuole superiori europee: una svedese (la Dragonskolan di UMEÅ – che funge da scuola capofila), una finlandese (il Seinäjoen lukio di Seinäjoki) e una olandese (il Rijnlands Lyceum di Sassenheim); insieme abbiamo presentato un progetto comune che è stato approvato dalle istituzioni europee e finanziato all’interno del programma Erasmus+. L’attività prevista è scandita sull’arco di un triennio, tra il 2014 ed il 2017, ed è quindi giunta quest’anno alla seconda tappa della realizzazione.

Cuzzolin-1Figura 1 – Un incontro durante il progetto.

La mobilità

Il cuore operativo del progetto – secondo l’impostazione dell’azione KA2 del programma Erasmus+  che destina la maggior parte dei finanziamenti alle spese per la mobilità – consiste nello scambio di alunni e docenti tra i diversi partner mediante visite reciproche. Nel nostro caso, si è scelta la seguente forma: gruppi di studenti del Rijnlands Lyceum di Sassenheim in Olanda visitano le scuole partner per una settimana (il primo anno in periodi diversi, quest’anno in uno stesso periodo attorno alla metà di febbraio) e studenti italiani, svedesi e finlandesi convergono contemporaneamente in Olanda nel mese di aprile, per restituire la visita e concludere operativamente la tappa annuale del progetto.

Gli alunni (e anche i docenti, tranne eccezioni resesi opportune per motivi organizzativi) vengono reciprocamente ospitati nelle case dei compagni stranieri, aggiungendo così a tutte le altre la preziosa esperienza di condividere per qualche giorno la vita quotidiana dei loro coetanei e delle loro famiglie. Durante le settimane di scambio a San Donà di Piave gli studenti sono impegnati a scuola con i task assegnati, per i quali effettuano anche visite ad aziende ed istituzioni esterne; inoltre vengono organizzati ogni anno due viaggi a luoghi di rilevante interesse culturale nel Nord-Est d’Italia (Venezia, Trieste, Padova, Verona, le Dolomiti).

Stiamo constatando, infatti, in chiave di formazione alla cittadinanza europea, l’impatto positivo che questo ha non solo sulle ragazze ed i ragazzi, ma anche sulle loro famiglie.

Come Collegio dei Docenti, abbiamo deciso di destinare quest’attività agli studenti del terzo anno. Nel primo anno del progetto (2014/2015 abbiamo concordato con i partner la mobilità di 21 studenti e il Liceo Montale ha scelto di coinvolgere l’intero gruppo classe di una terza.

Nel secondo anno, quello in corso, gli studenti italiani coinvolti sono stati nuovamente 21, questa volta di due gruppi classe diversi Il prossimo anno il progetto si concluderà con il coinvolgimento di due interi gruppi classe: una classe effettuerà lo scambio con studenti olandesi ed un’altra con studenti finlandesi. Come negli anni precedenti, gli studenti italiani ospiteranno gli studenti stranieri per una settimana in febbraio e saranno a loro volta ospitati all’estero per una settimana in aprile. Si prevede che alla fine del progetto saranno stati coinvolti in tutto circa 90 studenti.

Cuzzolin-2Figura 2 – Attività sociali durante il progetto.

Il progetto “Conscious Living”

La mobilità, l’esperienza di viaggio e di convivenza, sono importanti, ma non sono tutto. Il progetto è pur sempre un progetto didattico, che implica rilevanti aspetti culturali, contenutistici e metodologici. Lo stimolo per individuare il contenuto ci è venuto dalla convinzione che fenomeni quali il cambiamento del clima, il senso del limite nello sfruttamento delle risorse, il rispetto dell’ambiente, sono dimensioni fondamentali nella realtà in cui le giovani generazioni europee (ma certo non solo quelle europee) stanno crescendo. Il tema è per sua stessa natura transnazionale e tale da consentire un ricco confronto di esperienze tra le diverse realtà, sicché, incontrandosi, giovani di vari paesi europei hanno la possibilità di conoscere aspetti diversi e modi diversi di affrontare le stesse questioni. L’obbiettivo dunque è quello di aumentare negli alunni la consapevolezza dell’impatto che gli stili di vita e le attività economiche hanno sull’ambiente e della necessità di governarlo cercando soluzioni sostenibili. Di qui il titolo scelto.

Nella progettazione abbiamo individuato una gamma di aspetti mediante il quale dettagliarne la trattazione:

1) cibo ed abbigliamento

2) risorse energetiche, produzione e consumo

3) adattamento degli stili di vita alle diverse condizioni climatiche

4) riciclo e riuso

Il lavoro sui temi ed il metodo

Durante le settimane di scambio, quindi, oltre ad un programma di visite e altre attività finalizzate alla conoscenza del paese ospitante, gli studenti seguono un percorso di ricerca e lavoro di gruppo sui temi individuati dal progetto. La lingua comune è l’inglese.

L’attività si svolge come segue:

  1. lavoro di preparazione che precede la settimana di accoglienza;
  2. durante la settimana di accoglienza, attività di ricerca, raccolta di informazioni e materiali, anche con visite ad aziende e siti inerenti le tematiche;
  3. elaborazione da parte di ciascun gruppo di un prodotto/documento;
  4. presentazione a tutti gli studenti di quanto appreso ed elaborato.

Più nel dettaglio:

  1. I docenti delle scuole ospitanti individuano alcuni nuclei specifici, collegati alla loro realtà locale; sulla base degli stessi definiscono dei tasks nella forma di un titolo dell’argomento e di alcuni suggerimenti per la raccolta di informazioni ulteriori, della possibilità di raccogliere interviste e/o visitare della realtà attinenti al nucleo del task; definiscono tempi e modalità del lavoro di gruppo; individuano gli obbiettivi finali da assegnare sotto forma di un prodotto da realizzare e da presentare al termine del lavoro di gruppo. Il tutto viene comunicato per tempo ai futuri ospiti, via internet.
  2. Durante le settimane di scambio gli studenti vengono suddivisi in gruppi con membri di nazionalità diverse e sviluppano il loro lavoro sul task; i docenti accompagnano il lavoro fornendo indicazioni iniziali sul precorso consigliato e chiarimenti o suggerimenti, quando richiesti, nel corso dello sviluppo.
  3. Il gruppo ha come obbiettivo la realizzazione di un prodotto concluso, di solito consistente in una presentazione multimediale – powerpoint o prezi – che può contenere anche video, immagini ecc., sia trovati nella rete, sia realizzati dal gruppo stesso; inoltre deve preparare una presentazione corale da svolgere, naturalmente, nella lingua comune, per illustrare il prodotto ed il tema.
  4. A conclusione, il prodotto realizzato viene presentato a tutti gli studenti coinvolti nello scambio e una commissione mista di docenti delle diverse nazionalità fornisce a ciascuno un feedback sui lavori svolti, sulla base di criteri precedentemente concordati ed elaborati in una griglia condivisa.

Lavorando assieme, dunque, studenti provenienti non solo da culture e società diverse, ma anche da esperienze in sistemi formativi di impostazioni differenti, con stili e ritmi di apprendimento a volte sensibilmente lontani, oltre e forse più che approfondire il tema della sostenibilità, hanno anche la preziosa occasione di confrontarsi con queste differenze e di riflettere, da un punto di vista diverso, sulla propria esperienza scolastica ordinaria. E naturalmente lo stesso vale, nelle debite proporzioni, anche per i docenti.

Agli studenti viene quindi chiesto di rispondere ad un questionario in cui si può rilevare la misura del raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Tutta l’attività, infine, in due incontri annuali, è oggetto di riflessione autocritica, da parte del gruppo transnazionale di progetto che verifica i risultati e corregge via via il precorso restante. Un’importante implementazione del progetto, ad esempio, decisa nel transnational meeting alla conclusione dell’anno 1, farà sì che in questo secondo incontro in Olanda, in aprile, gli studenti possano lavorare in gruppi misti di tutte le nazionalità.

Il lavoro in Italia nell’anno 2

In particolare, quest’anno, durante la settimana di ospitalità in Italia, sei gruppi hanno lavorato sui seguenti temi:

  1. I tetti verdi;
  2. Energie alternative: I pannelli fotovoltaici;
  3. Vita sostenibile in una città d’arte: Venezia;
  4. Agricoltura di precisione;
  5. L’alimentazione mediterranea;
  6. Rituali e feste a chilometro zero.

Nel primo anno del progetto e negli altri paesi coinvolti nello scambio sono stati approfonditi altri aspetti.

L’uso delle tecnologie

Se questo non è un obbiettivo del progetto, è tuttavia uno strumento indispensabile per realizzarlo e consolidarlo.

Tutte le comunicazioni tra i partner avvengono solo attraverso  i contact teacher  di ciascuna scuola, utilizzando la posta elettronica.

I materiali, tanto per la reciproca conoscenza, quanto per l’elaborazione collettiva degli stessi, vengono condivisi online in Google Drive, il cui uso era stato previsto fin dalla presentazione del progetto. In esso vengono condivisi dai soli docenti coinvolti nell’organizzazione del progetto:

  • Documenti comuni
    1. Application: la scheda del progetto con relativa richiesta di finanziamento che ciascuna scuola partner invia alla propria Agenzia Nazionale (qui in PDF).
    2. Interim report: il resoconto annuale dell’attività svolta (qui in PDF).
    3. Timeline delle scadenze e degli eventi (PDF).
    4. Indicazioni generali per le presentazioni degli studenti per l’abbinamento a studenti stranieri (PDF).
    5. Format for projects: modello di task  da svolgere durante la settimana di scambio (scaricabile e modificabile).
    6. Format of Certificate of Attendance: certificato rilasciato agli ospiti al termine di ciascuna settimana di scambio (scaricabile e modificabile).
    7. Rubrics: griglie di valutazione delle presentazioni finali (PDF).
    8. Survey: questionario di feedback somministrato agli studenti al termine delle settimane di scambio  (PDF).
  • Documenti annuali
    Ciascuna scuola partner inserisce in una propria directory:
    1. I task da svolgere durante la settimana di scambio (PDF).
    2. Le presentazioni in powerpoint utilizzate per le esposizioni conclusive (PDF);
    3. I risultati del questionario di feedback (PDF).
    4. Survey: questionario di feedback somministrato agli studenti al termine delle settimane di scambio  (Google Forms).

A Google Drive la nostra scuola ha affiancato autonomamente un altro strumento ambiente di apprendimento. L’Istituto è dotato da dieci anni di una propria piattaforma di e-learning Moodle www.moodlemontale.it, che viene usata da docenti e studenti sia nell’ambito della didattica curricolare, sia per attività progettuali varie. Da quest’anno ci si avvale della collaborazione dello Staff Moodle della Scuola di Scienze umane, sociali e del patrimonio culturale dell’Università di Padova, che offre un supporto sistemistico e tecnico, e un servizio di formazione, consulenza e di supporto tecnologico ai docenti. Questa collaborazione agevola ulteriormente un utilizzo efficace ed intensivo di Moodle in molte attività ed iniziative dell’istituto.

Cuzzolin-3Figura 3 – Il Moodle del progetto.

Con l’ausilio della piattaforma siamo riusciti in particolare ad ottimizzare l’organizzazione, il lavoro collaborativo e la diffusione delle informazioni: sono stati creati degli spazi dedicati al progetto “Erasmus Plus – Conscious Living” utilizzati come strumento di comunicazione e condivisione tra tutti i docenti e gli studenti coinvolti nel progetto, visitati anche dai corrispondenti stranieri, per tenersi a giorno dello stato di avanzamento delle attività didattiche di progetto.

Gli spazi dedicati sono:

  1. Get to know the CONSCIOUS LIVING PROJECT è una ‘vetrina’ (accessibile a tutti) in cui si trovano link ai siti web delle scuole europee coinvolte nel progetto, una breve descrizione del progetto stesso e le presentazioni finali dei task finora realizzati.
  2. Erasmus+ – Task: uno spazio con attività singola (forum) riservato ai soli docenti del Liceo Montale, utilizzato in fase di progettazione ed organizzazione delle settimane di scambio, in particolare per la definizione dei task;
  3. ERASMUS+ 2014/2017: spazio in cui i documenti di carattere generale sono condivisi in istituto;
  4. Erasmus+ in class 2014/2015 e Erasmus+ in class 2015/2016; spazi di condivisione anche con gli studenti italiani e stranieri dei materiali relativi alle esperienze di scambio, dalle presentazioni degli studenti, alle visite fino ai prodotti finali.

Oltre agli strumenti di condivisione viene fatto continuo uso delle tecnologie per la realizzazione dei task proposti:

  • attività guidata di ricerca di informazioni, materiali e risorse online;
  • realizzazione di reportage fotografici e videoclip documentari;
  • produzione di presentazioni finali con schemi esplicativi, immagini e schede tecniche visibili nel nostro spazio espositivo dedicato Get to know the CONSCIOUS LIVING PROJECT, accessibile a tutti.
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