Laboratori disciplinari

di Stefania Baudone e Erica Cagnoli

IC Arcola Ameglia (La Spezia)

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Perché abbiamo scelto di cambiare?

Innanzitutto perché senza cambiamento o confronto periodico riteniamo che non si cresca davvero, che non si raggiunga quel miglioramento che solo nel concetto biologico di “evoluzione” trova il suo intimo e perfetto significato. L’esigenza di una svolta o rinnovamento era nell’aria da qualche tempo e l’anno scorso ci siamo trovate al momento giusto nel posto giusto.

L’idea dei Laboratori disciplinari di Avanguardie educative ci ha coinvolte e abbiamo ritenuto possibile la sua attuazione nella nostra realtà scolastica. Fortunatamente il nostro Istituto ha a disposizione abbastanza spazi per permetterci di riuscire ad attribuire ambienti adatti, o “spazi” come preferiamo chiamarli, ai singoli docenti.

Inoltre da quest’anno la nostra organizzazione oraria sarebbe passata da 6 giorni con 5 ore da 60 minuti a 5 giorni con 6 moduli da 55 minuti. Questo ci ha fatto riflettere su come potevamo rendere meno lunghe e pesanti le mattine. Non è stata una cosa semplice e sicuramente non avremmo potuto attuarla senza l’aiuto e il supporto del nostro Dirigente e dei nostri colleghi.

Le fasi di allestimento delle aule e i primi problemi

Condivisione aule/docenti

Il nostro Plesso della secondaria di primo grado è strutturato su due piani.  Avevamo già a disposizione i laboratori di Scienze, Arte, Musica e, ovviamente, la palestra. Abbiamo pensato che lo spostamento degli alunni al primo piano dovesse essere ridotto al minimo, quindi vi abbiamo collocato le aule dove i ragazzi passano meno ore cioè un’aula di Francese e una di Inglese condivisa fra tre docenti, un’aula di Educazione tecnica  e una di Religione.

Al piano terra abbiamo collocato le aule delle discipline con un monte ore maggiore: Matematica e Lettere. I docenti di Lettere hanno un’aula ciascuno, solo due insegnanti condividono un’aula poiché svolgono servizio anche su altri plessi.

I tre docenti di Matematica condividono due aule tenendo conto del fatto che una parte delle ore di Scienze viene svolta nel Laboratorio.

In questo modo la sovrapposizione è stata eliminata, anzi molte aule si rendono a rotazione libere durante la mattinata e possono essere utilizzate in caso di necessità. E’ stata allestita anche un’aula relax: uno spazio libero senza banchi e sedie, ma con tappeti e cuscini dedicato alla lettura o ad attività/progetti dei laboratori pomeridiani.

Inoltre, grazie al progetto “Scuole Belle”, abbiamo avuto la possibilità di rinnovare anche la tinteggiatura delle pareti, attribuendo un colore diverso alle varie discipline: verde per le aule di Lettere, giallo per quelle di Matematica, azzurro per quella di Musica, arancione per l’aula di Arte, i corridoi e gli spazi comuni. Volevamo rendere l’ambiente scolastico accogliente per gli alunni, ma anche per noi.

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Figura 1 – Aula di Tecnica.

Arredamento

Ogni aula è stata arredata e completamente riorganizzata dai singoli insegnanti, creando aule-laboratorio personalizzate in base alla materia affrontata.

Per questo motivo durante le due settimane precedenti l’inizio del nuovo anno scolastico, la nostra scuola è stata un vero e proprio cantiere in pieno attività: banchi, sedie, armadi, libri, lavagne sono state spostati da un’aula all’altra e da un piano all’altro per allestire le nuove aule-laboratorio.

C’è anche stato un momento in cui abbiamo pensato di non farcela, di non fare in tempo ad allestire tutto e a far quadrare l’orario, ma alla fine siamo riusciti a portare questo progetto in porto. Nei mesi successivi ognuno dei nuovi ambienti è stato dotato, oltre che di un laptop già presente dall’anno precedente, di un computer fisso collegato ad un proiettore con relativo schermo.

Lo spostamento dei ragazzi con giacche, zaini e borse da ginnastica è stato risolto con l’installazione di vari appendiabiti al piano terra dove gli alunni possono lasciare giacche e cappotti nel momento dell’ingresso a scuola; mentre un grosso armadio di metallo ristrutturato per l’occasione e posizionato nel corridoio di accesso alla palestra, è stato destinato a contenere gli zaini degli alunni che devono svolgere attività motoria. Inoltre, alle famiglie è stato consigliato di acquistare per i ragazzi zaini trolley facili da spostare durante il cambio di aula.

Spostamento alunni

La riorganizzazione degli spazi ha comportato ovviamente una diversa gestione degli spostamenti e dei tempi di passaggio tra un’aula e l’altra.

I nostri timori relativi alla perdita di tempo/controllo dei ragazzi sono sfumati la prima settimana di scuola. Sapere di avere la responsabilità di cambiare aula per lasciarla ad altri compagni ha giocato a nostro favore e a cinque mesi dall’inizio della scuola possiamo dire che i nostri moduli da 55 minuti sono più “pieni” di quanto non fossero le vecchie ore da 60 con le attese del sempre critico cambio dell’insegnante.

Infatti gli alunni si spostano in modo autonomo e molto rapidamente ed il problema della sorveglianza è stato risolto al piano terra più facilmente dato che le nove aule presenti si affacciano su un corridoio molto spazioso facile da controllare; mentre la salita/discesa al piano primo è effettuata seguendo o aspettando gli alunni a metà percorso con l’aiuto dei collaboratori scolastici.

Orario scolastico

Indubbiamente è stato lo scoglio più difficile. La pianificazione oraria è sempre un incubo e l’aggiunto problema di non creare sovrapposizioni di aule/docenti/discipline ne ha allungato notevolmente i tempi di elaborazione.

E’ stato necessario munirsi di un ottimo software di gestione dell’orario, creare, ove possibile, pacchetti di due ore per materia in modo da evitare spostamenti ad ogni suono della campana e fissare due intervalli secondo il modello: due moduli/intervallo/due moduli/intervallo/due moduli/uscita per alleggerire al massimo la mattinata.

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Figura 2 – Aula di Musica.

I vantaggi  per i docenti

Come già accennato in precedenza, ogni docente può personalizzare l’aula–laboratorio in funzione della propria didattica, allestendola con un setting funzionale specifico. Ogni aula, dotata di Lim o proiettore collegato ad un computer, è diventata uno spazio dove ciascun docente, con la partecipazione del gruppo–classe, sperimenta e sviluppa conoscenze, abilità e competenze utilizzando vari dispositivi digitali e tecnologici in modo diverso a seconda della disciplina.

Di conseguenza anche le modalità di approccio con gli alunni sono cambiate e si diversificano continuamente. Inoltre si ha uno spazio proprio dove è possibile preparare e correggere verifiche, condividere con i colleghi materiale, ricevere alunni e svolgere attività di recupero.

I vantaggi per gli studenti

Spostandosi da un ambiente all’altro i ragazzi cambiano banco, compagno e modalità di occupare lo spazio a seconda della disposizione che ciascun docente ha assegnato alla propria aula-laboratorio. Gli alunni assumono pertanto un ruolo attivo nel “fare scuola”, nel personalizzare le aule e nell’essere partecipi ad attività che spesso partono da loro.

Riteniamo che la precarietà del posto in classe possa aumentare il loro senso di responsabilità nei confronti di oggetti e spazi che, a rotazione, sono condivisi da tutti, con una ricaduta reale sull’accettazione dell’altro, come una sorta di integrazione interna. Personalmente stiamo leggendo questa nuova dimensione scolastica come un crossing-over vivente, un rimescolamento necessario alla variabilità dell’apprendimento.

Inoltre il movimento da un’aula all’altra consente loro di ampliare la necessità di “guardare oltre” le pareti della stanza e ci sembra di poter dire che questo stacco si sta rivelando produttivo.

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Figura 3 – Aula di Lettere.

I miglioramenti della didattica

Le aule cosi organizzate favoriscono una didattica innovativa che privilegia approcci laboratoriali e collaborativi. Abbiamo riscontrato un miglioramento nella comunicazione tra docenti e alunni grazie ad un clima più positivo all’interno del gruppo classe, i ragazzi si sentono più motivati in quanto cerchiamo di rendere loro vivibile uno spazio non solo fisico ma anche mentale e culturale.

Abbiamo intensificato varie metodologie sociali di apprendimento come il Cooperative learning, il peer to peer, il coaching o tutoring cercando di superare il concetto di classe e andare oltre, verso ambienti più aperti e flessibili.

Ogni docente nella propria  aula adotta e sperimenta strategie diverse cercando di abituare gli alunni ad  una relazione costruttiva tra di loro e con il docente stesso favorendo il processo di adattamento sociale e un metodo di apprendimento dinamico e stimolante.

Progetti per il futuro

Ci proponiamo di rinnovare gli arredi delle aule in modo più funzionale alle singole discipline: la disposizione dei banchi deve poter cambiare in funzione del tipo di attività che l’insegnante vuole svolgere in classe (ad esempio individuale o a gruppi di numero variabile di alunni), quindi si rendono necessari banchi e sedie facili da spostare, muniti di ruote. Inoltre pensiamo di dotare la scuola di armadietti dove gli alunni possano riporre il loro materiale all’ingresso a scuola.
Come esperienza di rinnovamento questa è certamente una delle più impegnative e stimolanti che ci siano capitate e concordiamo nell’affermare che la gran fatica spesa da parte di tutti è stata ben ripagata dagli alunni che hanno accettato con entusiasmo questa novità e sono contenti di stare a scuola, dai genitori che ci dimostrano gratitudine e dal fatto che siamo qui a scrivere per voi.

Vorremmo riuscire con il nostro esempio a stimolare in chi legge questo articolo la curiosità e la voglia di scoprire che, a volte, quello che si vorrebbe fare si può realizzare davvero, insomma i sogni si possono avverare!

Per quanto ci riguarda stiamo vivendo questo nuovo modo di fare scuola come un’esperienza in continuo divenire, un grande laboratorio in  evoluzione che, in quanto tale, ci permetterà di calibrare al meglio sia il futuro di noi insegnanti che quello dei nostri studenti che hanno un gran bisogno di ricevere da noi adulti esempi concreti che permettano loro di comprendere che è possibile realizzare ciò in cui si crede profondamente.

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