Intervista ad Alessandro Bencivenni

a cura di Giuseppe Corsaro

Alessandro Bencivenni è il creatore e amministratore del gruppo Facebook “Animatori Digitali” 

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Quando (27 ottobre 2015) il MIUR ha presentato il nuovo Piano Nazionale Scuola Digitale contenente fra le varie azioni quella relativa all’istituzione ed alla definizione dell’inedito profilo dell’Animatore Digitale (azione #28), la Rete ha risposto “animandosi” e l’attenzione si è focalizzata subito sul ruolo che a tale figura viene assegnato. Domande, dubbi, quesiti, speranze, prospettive e proposte operative hanno da subito affollato le communities del mondo della scuola già esistenti ed hanno visto nascere una nuova vivacissima comunità che specificamente si propone appunto di supportare gli AD. Confronto, condivisione, informazione e autoformazione sono di casa nel giovane e attivissimo gruppo Facebook “Animatori Digitali”. Ad avviare questa esperienza creando (e amministrando) il gruppo è Alessandro Bencivenni (già notissimo in Rete come ProfDigitale).

Alessandro Bencivenni è docente di Lingua Francese presso l’I.M.S. Giovanni da San Giovanni (AR), Animatore Digitale, Formatore in Education Technology e Cittadinanza Digitale,  blogger.

Gli rivolgiamo alcune domande.

Quando hai deciso di avviare il gruppo degli AD?

Mi piacerebbe potervi dire che è stata un’idea meditata a lungo, ma in realtà l’idea mi è venuta sotto la doccia una domenica mattina. Avevo saputo da poco che quello dell’Animatore Digitale sarebbe stato il mio nuovo ruolo all’interno dell’istituto dove lavoro, e mi stavo domandando in che maniera unire le forze con altri colleghi come me. Il gruppo Facebook! Voilà.

La cosa bella dei social è che bastano pochi click per poter creare un qualcosa, e così ho fatto. Più o meno nello stesso momento Emilio Zilli ha avuto la stessa idea. Ci siamo confrontati, abbiamo capito che due gruppi identici non servivano a nessuno ed abbiamo deciso di continuare entrambi sullo stesso gruppo.

Il gruppo è cresciuto molto in fretta fin da subito?

Incredibilmente in fretta! Nella mia testa mi immaginavo di raggiungere un centinaio di docenti nel giro di un paio di settimane. Mai mi sarei sognato di toccare quota mille in meno di sette giorni. Oggi, a distanza di tre mesi, siamo abbondantemente oltre i 5000 utenti, i membri continuano ad arrivare ed io continuo ad essere stupito.

È un gruppo caratterizzato da professionalità specifiche? Quali?

La stragrande maggioranza degli utenti è composta da Animatori Digitali, ma non mancano anche docenti che vogliono rimanere aggiornati sulle ultime novità in fatto di PNSD, Dirigenti Scolastici, oppure professionisti che lavorano in ambito tecnologico e sono animati dal desiderio di voler contribuire al miglioramento della scuola italiana. Ci sono grandi esperti a livello tecnologico e grandi esperti a livello didattico/metodologico. La fusione di questi due aspetti crea, a mio avviso, l’Animatore Digitale perfetto.

Chi sono gli altri admin?

Emilio Zilli, di cui ho già parlato, molto presente in rete anche grazie al suo sito http://maestroemilio.altervista.org; Elisabetta Nanni, che gli utenti di Insegnanti 2.0 (ma non solo) hanno imparato ad apprezzare in questi anni per la grande grinta e preparazione; Anna Nervo, vulcanica docente di scuola primaria; Emiliano Onori, conosciuto in rete anche per la sua attività di formatore e per il sito http://www.designdidattico.com/; ed infine Massimo Arras, maestro e videomaker.

Il gruppo si caratterizza per alcune tematiche.  Quali soprattutto?

Ho in mente un gruppo che parli principalmente di tutto ciò che è correlato al compito dell’AD. Credo che a nessuno interessi un clone di Insegnanti 2.0 o di Docenti Virtuali e, soprattutto, non è mia intenzione di crearlo. Ci sono gruppi meravigliosi, come i due che ho citato, per parlare di didattica e tecnologia con un respiro più ampio. Se si legge il regolamento di Animatori Digitali la parola “fare” ed il verbo “aiutare” ritornano (volutamente) più volte. Vorrei questo: un gruppo fortemente orientato all’aiuto ed all’operatività degli AD.

È problematico moderare un gruppo con un focus ben preciso?

Non direi. Ciò che può essere problematico, visto l’ampia gamma di competenze dei vari AD, è stabilire dove mettere il paletto dell’off topic.

È stato necessario ribadire le “regole” del gruppo? In quali occasioni, più frequentemente?

Al momento gli unici (piccoli) problemi che abbiamo avuto non sono stati correlati al focus del gruppo, quanto alla difficoltà di alcuni utenti di saper rispettare gli altri o, più semplicemente, le tre regole basilari che ho stabilito: condividi, resta in argomento, rispetta i membri della community.

Il gruppo è stato spesso utile a chiarire dubbi e incertezze dovute a carenze comunicative istituzionali.  Questa cosa è stata riconosciuta in qualche modo?

I membri del gruppo hanno indubbiamente aiutato a chiarire alcuni dubbi ed incertezze. Credo anche che a livello istituzionale ci siano dei cambiamenti positivi nel modo di comunicare, e che forse si stia ancora cercando una nuova modalità per poterlo fare più efficacemente. In queste fasi di transizione c’è sempre qualcosa che sfugge e se a modo nostro abbiamo dato una mano, questo non può farci che piacere. Così come ci ha riempito di orgoglio che il Dott. Damien Lanfrey, membro della Segreteria Tecnica del Ministro, abbia linkato la nostra community (e nello specifico i nostri documenti collaborativi) in un suo articolo apparso sul sito de Il Sole 24Ore nel quale parlava di coltivare la motivazione al cambiamento, di sviluppare una strategia per propagare l’innovazione a scuola. Nel nostro piccolo è proprio questo ciò che stiamo facendo.

Se dovessi fare una classifica delle tre domande più ricorrenti nel gruppo, quali sceglieresti?

Al terzo posto metterei le domande generiche, del tipo “mi hanno nominato AD, ed ora cosa devo fare?”. Vincono la medaglia d’argento le domande sulle Google Apps for Education, che hanno attirato l’attenzione di tantissimi AD in tutta Italia, e fortunatamente tra di noi ci sono persone che le hanno attivate da tempo e che sanno come guidare gli altri. Il primo posto spetta senza dubbio a “Verremo pagati oppure no?”. Giusto per non stare tutte le volte a riscrivere le stesse cose, ho scritto anche un articolo su Medium (https://goo.gl/bIx9C7) che riposto tutte le volte in cui ce n’è bisogno.

La bacheca del gruppo è ricchissima e a volte, proprio per ciò, può risultare dispersiva. Come avete risolto tale difficoltà?

I gruppi su Facebook, purtroppo non sarebbero fatti per organizzare i contenuti in maniera ordinata, ecco perché abbiamo pensato ad un servizio di social bookmarking, come Raindrop, dove, suddivisi per categorie, abbiamo organizzato i link più utili ed importanti. All’inizio abbiamo catalogato i diversi contributi collaborativi alla stesura del PTOF, poi abbiamo inserito i link ai gruppi regionali e locali, le circolari importanti, le slide dei convegni, etc.

Può essere fatto di meglio, me ne rendo conto, ma personalmente vorrei evitare di aprire un sito internet per supplire alla mancanza di ordine della bacheca del gruppo. Forse nelle prossime settimane potremmo inaugurare un nuovo “servizio”, chiamiamolo così. Restate connessi!

Puoi provare a dire due o tre punti di forza di questa community?

Indubbiamente lo spirito di collaborazione. Qualcuno posta una domanda, e nel giro di pochi minuti ci sono già sei o sette persone che provano a dare il proprio contributo. Si tratta di colleghi molto preparati, quindi anche la varietà delle soluzioni proposte talvolta lascia piacevolmente sorpresi.

Il secondo punto di forza credo sia il desiderio, non solo di fare bene il proprio lavoro, ma anche di cambiare in positivo la nostra Scuola, e non solo grazie al digitale. Infine vorrei citare la grande sete di conoscenza dimostrata da tantissimi colleghi ai quali basta un semplice link in bacheca per chiedere ulteriori informazioni, materiali aggiuntivi, consigli per mettere in atto un nuova pratica didattica.

Credo si tratti delle tre cose che ammiro di più in un collega e sono davvero felice di vederle anche all’interno del nostro gruppo.

Ci sono stati episodi particolarmente positivi di collaborazione? Ne vorresti citare qualcuno?

Quando tra dicembre e gennaio molti di noi hanno cominciato a lavorare alla declinazione del PNSD da inserire nel Piano Triennale, a tutti è sembrato molto naturale mettere a disposizione il proprio lavoro. Sono nati diversi documenti collaborativi su Google Drive e da lì ognuno ha potuto prendere spunto e creare la propria versione, cucita intorno alle esigenze della scuola dove lavora. Ho letto piani bellissimi, all’avanguardia sotto moltissimi punti di vista. Piani che mi hanno ricordato il desiderio che avevo quando tre anni fa aprii il mio blog: far conoscere ai colleghi delle storie di successo formativo grazie alle tecnologie. Oggi il blog è chiuso, ma grazie al gruppo posso continuare con questa “missione”.

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