Parte da Sondrio il progetto europeo “Lever” per il Volontariato

di Sergio Casiraghi1, Giorgio Petrelli2, Dario Fanoni3, Silvia Haenen4, Gino Pedrotti5

1 E-tutor senior nella formazione dei docenti – Sondrio, sergio.casiraghi@didasca.org

2 Funzionario Relazioni Sindacali ed Industriali Confindustria Lecco e Sondrio  – Sede di Sondrio, petrelli@confindustrialeccoesondrio.it

3 Volontario L.A.Vo.P.S. – Sondrio, dario.fanoni@gmail.com

4 Operatrice progetto LEVER – Sondrio, info@leverproject.eu

5 Referente Formazione e Promozione del Volontariato L.A.VO.P.S.– Sondrio, formazione@lavops.org

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Titolo Modelling informal learning and transversal competences in the voluntary service experience to increase employment and mobility of citizens (LEVER)
Programma Erasmus+ 2014-1-IT01- KA200-002618
Durata 2 anni +
Anno di avvio 2014
Promotore FONDAZIONE POLITECNICO DI MILANO
Partner
  • Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Sondrio (LAVOPS) – IT
  • Confindustria Lecco e Sondrio – IT
  • Scuola Nazionale Servizi Foundation (SNS) – IT
  • Foundation European Centre Valuation Prior Learning (EC-VPL) – NL
  • Via University College – DK
  • Hominem Challenges – ES
  • Centrum Nowoczesnoscimlynwiedzy – PL
  • Federsolidarietà – IT
  • Regione Lombardia – IT
Sito web http://www.leverproject.eu
Sintesi del progetto Modellizzazione dell’apprendimento di competenze informali e trasversali nell’esperienza di volontariato per aumentare l’occupazione e la mobilità dei cittadini
Principali prodotti Sondaggi sui profili professionali richiesti; previsione delle future competenze; riconoscimenti reciproci; formazione di Tutor/Guide e Assessor Lever; costruzione di rapporti con il volontariato; Certificazioni raccolte in cartelle Lever;

 Il coinvolgimento delle scuole italiane

Insegnanti coinvolti nella progettazione e nell’erogazione di corsi Operatori, Volontari e Referenti per la Formazione e Promozione del Volontariato LA.Vo.P.S.

La festa dell’8 marzo, nella “settimana del RosaDigitale” , è stata anche l’occasione per presentare nella sede di Confindustria a Sondrio il progetto europeo “Lever” (http://www.leverproject.eu) che mira a certificare le competenze trasversali, atto a superare divari di ogni genere. Si tratta, infatti, di un progetto finalizzato alla creazione di un modello per riconoscere e validare le competenze acquisite nel corso di esperienze di volontariato.

Casiraghi-1Figura 1 – Progetto “Lever” 2016

Premessa

Vogliamo ricordare come soltanto vent’anni fa, correva l’anno 1996, si cominciò a sviluppare a Sondrio il progetto ECDL che, continuamente rinnovato e ampliato, ha riscosso un enorme successo riconosciuto a livello internazionale. Lo illustra bene l’editoriale riportato su Mondo Digitale a firma di Giulio Occhini, allora Presidente del CEPIS che diede un forte impulso alla diffusione di quella “patente europea sull’uso dei computer” tutt’oggi ancora ricercata da tante persone che vogliono le certificazioni ICT (http://didasca.it). L’interesse per la certificazione delle competenze di vario tipo è da allora continuamente cresciuto e ora, grazie al progetto “Lever” si affaccia anche sul mondo variegato del volontariato.

Come l’ECDL aveva allora trovato un significativo finanziamento da parte della Commissione Europea nell’ambito del programma Leonardo, anche questo nuovo progetto sulle competenze trasversali è stato selezionato e finanziato da Erasmus+.

Casiraghi-2Figura 2 – Sostegno Erasmus+ al Progetto “Lever”.

Programma di formazione “Lever”

L’iniziativa consistente in un programma di formazione, avviata a Sondrio presso la sede di Confindustria, capofila la Fondazione Politecnico di Milano, ha avuto lo scopo di avvicinare le specifiche figure da formare, Tutor/Guider e Assessor del progetto, poste nel contesto di apprendimento e formazione del volontariato rappresentato da LA.Vo.P.S..

In una fase propedeutica è comunque necessario chiarire ruoli e responsabilità delle figure coinvolte nel processo formativo, ovvero tutor e assessor, coinvolti nelle validazioni. Infatti, quanto più gli esperti sono messi a conoscenza del processo e dei rispettivi ruoli, tanto più si rendono credibili e autorevoli. Su questo incidono le linee guida europee che insistono nel dare importanza al ruolo di guida e assistenza ai candidati. Il ruolo di un assessor è quello di trovare, rivedere e controllare le evidenze dell’apprendimento di coloro che si sottopongono a valutazione in rapporto a uno standard definito.

Il Tutor/Guider accompagna il candidato nel processo Lever con strumenti pratici e dà un supporto attivo. Egli fa da guida nelle varie fasi dell’autovalutazione e, se richiesto, gestisce direttamente lo strumento feedback 360°. Inoltre, fornisce assistenza durante la preparazione del portfolio, prepara alla valutazione finale, aiuta nella definizione del Piano di Sviluppo Personale.

L’assessor va ad analizzare il portfolio preparato dal candidato e, attraverso l’analisi delle evidenze presentate, procede con la valutazione del profilo di competenze Lever. Svolge il colloquio con il candidato. Completa la valutazione dei livelli di competenze Lever utilizzando un Form predisposto per l’Assessment. Inoltre, se richiesto, egli partecipa alla compilazione del Certificato formale. Questa importante figura deve conoscere il concetto di competenza e relativa valutazione, dovrà avere almeno dieci anni di esperienza nel contesto lavorativo, una solida esperienza in ruoli di gestione del personale e la capacità di presentare in corsi di formazione Lever.
Il programma di formazione Lever comprende:

  • Contenuti che riguardano il modello e l’approccio Lever.
  • Contenuti personalizzati, come sistemi di validazione nazionali o altro.

E’ strutturato in 5 Moduli.

  1. Presentazione del concetto di validazione degli apprendimenti pregressi (VPL) nel settore del volontariato.
  2. Fasi Lever: Awareness, Identification, Documentation, Assessment, Looking ahead.
  3. Ruolo del Tutor Lever.
  4. Ruolo del Assessor Lever.
  5. Il Lever nel settore del volontariato.

Si sviluppa con attività in aula e, se necessario, a distanza (tele-video-conferenze).

Casiraghi-3Figura 3 – Un approccio sostenibile alla convalida tra cui la garanzia della qualità.

Casiraghi-4Figura 4 – Schema di flusso del percorso di formazione Lever.

Casiraghi-5Figura 5 – Diagramma a blocchi della raccolta di cartelle Lever.

Con il contributo di Erasmus+

Il progetto presentato nel 2014 con il titolo “MODELLING INFORMAL LEARNING AND TRANSVERSAL COMPETENCES IN THE VOLUNTARY SERVICE EXPERIENCE TO INCREASE EMPLOYMENT AND MOBILITY OF CITIZENS” ha seguito l’iter che ha portato all’attuale fase di sperimentazione con il coinvolgimento di enti italiani, spagnoli, olandesi, danesi e polacchi.

Casiraghi-6Figura 6 – Erasmus+.

La realizzazione del progetto Lever è gestita dal Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Sondrio (LAVOPS) con partner italiani Fondazione Politecnico di Milano (FPM), Confindustria Lecco e Sondrio, Scuola Nazionale Servizi Foundation (SNS) e stranieri Foundation European Centre Valuation Prior Learning (EC-VPL) – NL , Via University College – DK, Hominem Challenges – ES, Centrum Nowoczesnoscimlynwiedzy – PL, oltre a Federsolidarietà e Regione Lombardia.
La finalità generale del progetto è riassunta nel titolo: Modellizzazione dell’apprendimento di competenze informali e trasversali nell’esperienza di volontariato per aumentare l’occupazione e la mobilità dei cittadini – Lever. Prima si è sondato sul piano europeo il livello di consapevolezza su questa opportunità, espressa dal mondo del volontariato e dal mondo del lavoro. Ora si vede la possibilità di considerare il volontariato come un contesto di apprendimento non formale, in cui i giovani e gli adulti possono sempre migliorare le loro competenze, convalidarle e certificarle, di conseguenza l’alternanza di lavoro e volontariato al di fuori dell’azienda può essere un’efficace modalità di formazione e apprendimento, riconosciuto dai datori di lavoro e anche dal sistema scolastico. L’assegnazione di crediti formativi all’attività di volontariato potrà così diventare realtà nel prossimo futuro.

Casiraghi-7Figura 7 – Finestre e contatti aperti con i partner stranieri.

Risultati e possibili sviluppi del VPL (Validation of Prior Learning)

La validazione degli apprendimenti pregressi (VPL) è un processo volto ad aiutare gli individui nel tentativo di ottenere un riconoscimento formale di quanto imparato attraverso le proprie esperienze e di quanto essi già conoscono, capiscono e sono in gradi di fare. In ogni contesto è sempre possibile collegare l’apprendimento formale, informale e non formale che si misura sui risultati. Ci si riferisce alle competenze acquisite, si utilizzano gli apprendimenti precedenti pur tenendo presente che c’è sempre qualcosa da imparare. VPL è un processo che serve a creare la consapevolezza sul potenziale delle proprie esperienze pregresse, utile per costruire un portfolio dove raccogliere le esperienze fatte da valutare insieme ai risultati che danno valore all’apprendimento pregresso. Il risultato finale dovrebbe potersi tradurre nell’inclusione del VPL nei sistemi educativi e professionali, allo scopo di favorire l’investimento sociale sul riconoscimento degli apprendimenti pregressi delle persone.

In generale questo processo si colloca nella prospettiva del Lifelong learning, sul piano economico mira a migliorare e ottenere la possibilità di occupazione, in campo sociale tende a stabilire maggiore coesione e legittimazione oltre a innovare e far avanzare tutti i processi educativi. Infatti, gli scopi di VPL sono la qualificazione, l’occupabilità, la legittimazione e responsabilizzazione, lo sviluppo personale, la cittadinanza attiva, la professionalizzazione e l’innovazione.

Casiraghi-8Figura 8 – Quadro europeo delle competenze.

La necessità di attivare VPL nelle Società dell’Apprendimento a livello individuale richiede la definizione di un portfolio per l’auto-gestione delle competenze a cui le organizzazioni sociali dovranno rispondere articolando la gestione di domanda-offerta di professionalizzazione alla quale gli staff delle scuole non potranno sottrarsi.
Amministratori ed attori sociali individueranno strutture, fondi, norme e leggi adeguate per fornire la base economica e sociale in favore di mobilità, apprendimento e professionalità convertibili nel mondo del lavoro.

Fattori critici di successo possiamo già indicarli nel passaggio dalla politica educativa alla pratica didattica, nella sensibilizzazione al tema soprattutto per ciò che riguarda i dipendenti e i datori di lavoro. Altre difficoltà si possono incontrare nella costruzione del Portfolio o nella ricerca di collegamenti tra qualifiche e profili funzionali esistenti.

Lo sviluppo del VPL, con l’assicurazione della qualità dell’assessment e l’accettazione dei diversi ruoli, renderà più flessibili ed estese le forme di apprendimento riconosciute non più solo nell’ambito delle competenze digitali, ma anche nel quadro più ampio delle competenze trasversali. Basta pensare allo sviluppo dell’apprendimento che va riconosciuto ai migranti, se si vuole operare efficacemente per l’integrazione.

Casiraghi-9Figura 9 – Volontari: si sta come d’autunno sugli alberi le foglie.

Conclusione

Le competenze sono la chiave nei programmi di politica e sviluppo degli apprendimenti della Comunità europea. Serve capire quali competenze siano richieste dal mercato del lavoro e come vengano acquisite anche nelle pratiche di volontariato. Nella politica della Comunità europea, le iniziative sulle “Nuove competenze per nuovi lavori”, queste risultano inserite all’interno della strategia di sviluppo “Europa 2020“.

Casiraghi-10Figura 10 – Europa 2020.

ERASMUS + Project NO. 2014-1-IT01-KA200-002618 This project has been funded with support from the European Commission.This publication reflects the views only of the authors, and the Commission cannot be held responsible for any use which may be made of the information contained therein.

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