L’uso di Edmodo per una didattica CLIL come occasione di apprendimento continuo

di Maddalena Macario

Docente di Scienze naturali, Liceo “Copernico” di Prato
maddalena.macario@unicam.it

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Introduzione

Una delle poche certezze che i docenti delle scuole superiori di discipline non linguistiche hanno da qualche anno a questa parte, è che prima o poi, in qualcuna delle classi, “tocca fare il CLIL”, una sorta di anatema che si sta diffondendo rapidamente anche negli ordini inferiori di scuola.
Il CLIL è di fatto vissuto come un’imposizione dall’alto, che se non lo si fa chissà che cosa succede. Il tutto è pervaso da un alone di incertezza di tipo Heisenbergiano: si sa che il CLIL si deve fare, ma con le deroghe e i decreti transitori, il ritardo nella preparazione di docenti formati, e le diverse scuole di pensiero che ne governano i principi, l’approccio CLIL risulta quanto di più fumoso possa esistere nella scuola italiana.
Senza fare retorica e giusto per riferirsi al senso originale dell’acronimo, il CLIL (Content and Language Integrate Learning) dovrebbe permettere l’apprendimento di parte di una disciplina non linguistica, o più in generale argomenti di tipo disciplinare, attraverso la lingua straniera.
In teoria la lingua veicolare può essere una qualunque lingua comunitaria, la lingua inglese è però di fatto quella utilizzata nella stragrande maggioranza dei casi.
I fattori di criticità sono molti, anche per coloro che nel CLIL credono come strumento di sviluppo e di potenziamento di competenze, come momento di confronto culturale, non solo in un’ottica internazionale ma anche semplicemente in un contesto molto più locale, di classe, di scuola e di territorio.
L’uso di un ambiente virtuale condiviso, con la creazione di classi o gruppi di lavoro in una piattaforma internazionale qual è Edmodo, può costituire un modo per cercare di fare un po’ d’ordine procedurale e rendere più naturale l’introduzione del CLIL nella didattica quotidiana traducendolo in un medium culturale a tutto tondo, come dovrebbe essere in effetti.
Nel presente articolo descriverò come Edmodo può essere proficuamente utilizzato in questo senso, riferendomi all’esperienza personale maturata negli anni, in linea con quel tipo di approccio che consiste nel procedere per prove ed errori nel pieno stile della scuola italiana, affidato molto più a leggi e decreti che a una formazione seria dei docenti.

Una classe virtuale in Edmodo, ovvero come prendere il CLIL per le corna

Per non cedere alla tentazione del pensare il CLIL come una serie di argomenti in più da somministrare con una o più lezioni frontali, occorre ricordare che la lectio magistralis e il CLIL sono due mondi inconciliabili. Anche ammettendo che un insegnante sia bilingue o madrelingua, i contenuti non devono mai essere insegnati in lingua. Questa possibilità è contemplata solo per i licei internazionali, oppure negli studi universitari successivi. Possedere o meno l’idonea certificazione linguistica non fa differenza, un buon docente CLIL si distingue per la disinvoltura in classe e la capacità di coinvolgere i propri alunni anche se non ha conseguito un advanced level.
Il CLIL è da intendere piuttosto come un’occasione per apprendere argomenti con l’aiuto della lingua straniera, ma è anche un’opportunità per comunicare in modo diverso, tra alunne e alunni, tra loro e l’insegnante e gruppi esterni, con approcci e dinamiche diversificate, con un confronto tra culture, alla pari, con il veicolo della lingua, insieme. Culture, Communication, Content and Cognition sono infatti le 4 C del frame proposto da Coyle1, una sorta di manifesto programmatico in cui deve muoversi ogni attività CLIL.

Fare CLIL non è in ogni caso semplice, solo provando e riprovando, in pieno rispetto del principio learning by doing che dovrebbe ispirare la pratica di noi insegnanti, non solo la nostra didattica quotidiana, è possibile padroneggiare i principali ostacoli che via via si presentano.
Secondo la mia personale esperienza maturata negli ultimi anni come docente di liceo linguistico, questi ostacoli possono essere affrontati meglio attraverso l’attivazione di gruppi e sottogruppi virtuali da gestire all’interno di una piattaforma di condivisione ed e-learning, come Edmodo.
Di seguito ne sono affrontati alcuni, sotto forma di quesiti quasi esistenziali, ma di sicuro ogni lettore può essere una fonte autorevole di suggerimenti qui non contemplati.

Ma il tempo dove lo trovo?
A sentire gli insegnanti, non c’è mai tempo per nulla. Il digitale? sì bello, ma non c’è tempo. Il laboratorio? bellissimo, ma ahimè non c’è tempo. CLIL? perdinci, straordinario, forse, ma occorre tempo!!!! E aggiornamento? dove lo trovo il tempo?
Svelo qui un segreto: la creazione di una classe virtuale, permette di dilatare il tempo “alla bisogna”.
Le attività non saranno più confinate ai 50 minuti di lezione effettiva in classe, ma il contatto continuo con la classe può proseguire oltre il tempo scuola.

Modulo o non modulo?
La modularità confina il CLIL al rischio di una natura episodica, qualcosa di appiccicato in più al curricolo, un tema in più da studiare, da verificare e valutare. Addirittura una noia, se si tratta di un argomento prima trattato in italiano e poi ripetuto in lingua. Se poi si gestisce il CLIL come un qualcosa di sporadico, limitato a un solo argomento, qual è la sua valenza contenutistica? Oserei arrischiarmi a dire “nessuna”. Imparare i termini relativi, che so, all’argomento “cellula – the cell”, quale valore aggiunge alla conoscenza e alle competenze dei nostri studenti?
E’ forse più opportuno gestire il CLIL come tanti momenti spalmati su tutto l’anno scolastico. Solo in questo modo, il CLIL diventa occasione di discussione continua, dettata dall’approccio ricorsivo, così incentivato dalle recenti indicazioni nazionali, e stimolato continuamente dalle “novità” che emergono via via dai media.

Qual è la giusta sequenza delle azioni?
Se non si deve fare lezione frontale, la vetusta sequenza spiegazione – studio a casa – interrogazione (ci vogliamo rimodernare, test sia!) – voto, che fine fa?
Come organizzare quindi un percorso CLIL in pieno rispetto del frame delle 4C?
Personalmente suggerisco per il CLIL la sequenza proposta dall’approccio investigativo, o Inquiry Based2, con lo studente che è pienamente protagonista del proprio apprendimento. Si tratta di un approccio suggerito per le discipline scientifiche ma può essere applicato anche ad altre.
Tale approccio si articola in alcuni momenti essenziali: la fase di engage prevede di introdurre l’argomento attraverso una modalità che catturi l’attenzione degli alunni, per esempio un video, una lettura, un’animazione virtuale, ecc. In questa fase viene proposto una situazione problematizzata che gli alunni sono invitati a risolvere. Gli alunni, stimolati a esprimersi in lingua, faranno emergere la loro pre-knowledge e le loro misconceptions. Si tratta di un momento in cui sono esaltate le C di culture e di communication. A questa fa seguito la fase di explore, dove alunne ed alunni procedono a una fase di tipo laboratoriale, con raccolta diretta di dati sul problema proposto. Si tratta ancora di una fase di communication, il più possibile in lingua straniera, ma si può “switchare” sulla lingua L1 senza problemi in caso di difficoltà. Nella successiva fase di explain sarà data spiegazione formale dei contenuti, con l’uso della lingua. E’ il momento della costruzione del glossario e delle definizioni. E’ quindi il momento in cui è supportata la C di content. Un’ulteriore fase di elaborate consente di ragionare su ciò che è stato appreso, si giunge alla conclusione del problema e all’applicazione dei risultati a contesti diversi. Qui sono sostenute la comunicazione (C di communication), sia in forma scritta che orale, e le capacità cognitive (C di cognition). In fase di evaluate, infine, si procede alla verifica e alla valutazione che fa dell’attività un processo di apprendimento significativo.

Gestire il CLIL nella classe virtuale: dalla teoria alla pratica

L’avventura in Edmodo inizia, per noi insegnanti, con la registrazione come docente nella piattaforma, raggiungibile al link www.edmodo.com. E’ consigliabile usare la versione inglese, e lo stesso far fare ai propri alunni, è di sicuro più stabile come in ogni caso di software originale, e in questo modo già si imposta, epistemologicamente parlando, sul contesto CLIL. Nella figura 1 è mostrato il pannello da cui si accede alla registrazione (teacher come docente, student come studente).


Figura 1 – Homepage di Edmodo col pannello di registrazione.

Si procede poi alla creazione di una classe virtuale, intesa come un gruppo di alunne, alunni e docenti afferenti allo stesso team (sia il consiglio di classe, il CLIL team o altro gruppo), oppure con il singolo docente DNL (Disciplina Non Linguistica) che si fa carico di condurre la propria classe nel sentiero periglioso del mondo CLIL. Per l’attivazione della classe è utile consultare la serie di tutorials che guidano passo passo le varie azioni, reperibili al link https://edmodo.mediacore.tv/media/welcome-to-edmodo

Dato che la classe virtuale potrà essere usata anche per altre finalità didattiche, può essere agevole creare un sottogruppo dove gestire il CLIL. Tuttavia, si in questo modo si rischia di far metabolizzare al gruppo classe il CLIL come qualcosa di separato, di distinto dal resto della disciplina. Se invece si opta per un gruppo unico, la proposta di documenti, di attività e di test, in lingua veicolare, è spalmato sulla durata dell’anno scolastico alla stregua delle altre attività “normali” e intercalato a esse.
Sottogruppi di lavoro sono però utili nel caso in cui si assegnino lavori di livello differenziato, attenti ai diversi bisogni educativi che si possono individuare in classe. Nella figura 2 un esempio di suddivisione della classe in due gruppi, chiamati Gruppo Edinburgh e Gruppo Princeton in cui sono state suddivise ragazze di una quinta linguistico con livelli di abilità diverse sia linguistiche sia cognitive.


Figura 2 – Esempio di creazione di sottogruppi per attività differenziate.

Dato che con Edmodo, al cambio di anno scolastico, è possibile aggiornare la classe mantenendo se necessario lo stesso elenco di partecipanti, le alunne e gli alunni rimangono inseriti nel medesimo gruppo e il materiale è a disposizione negli anni del corso di studi, teoricamente anche dopo, per un contatto che continua oltre la scuola, non soltanto in senso temporale.

Edmodo favorisce questa possibilità di contatto nel tempo attraverso una gestione social della classe, dove l’insegnante o gli insegnanti (co-teachers) e gli alunni comunicano attraverso post che possono essere inviati alla classe intera o ai singoli, anche allegando documenti e link. Alunne ed alunni tra loro invece non possono comunicare, in modo da non dare adito a contatti reciproci poco ortodossi, fuori dalla sorveglianza degli adulti.
Gli alunni possono però, se resi contributors, caricare propri file e propri link. Che si tratti di compiti svolti, di documenti che sono invitati a comporre, di foto scattate durante i laboratori, o link a fonti reperite in rete, la condivisione è totale.
In quest’ottica non sono solo gli studenti a imparare, ma anche gli insegnanti. Se le risorse sono in lingua veicolare, diventano occasione di apprendimento continuo, per tutti, insieme.
In questo modo la lingua viene messa in gioco di continuo, con una sollecitazione costante che ha una valenza formativa particolare. Anche la verifica e la valutazione più formale assumono in questo modo un carattere più rilassato e rispettoso dei ritmi di apprendimento dei singoli studenti.
E’ possibile infatti fornire esercizi online inserendo una data di scadenza, anche a lungo termine, in modo che possano essere svolti in tutta tranquillità. Il sistema corregge automaticamente la verifica e assegna uno score, che può essere usato come riferimento per la valutazione (figura 3).


Figura 3 – Un test sui meteoriti, corretto dal sistema e valutato.

Un esempio di percorso CLIL su Edmodo

Ecco in modo sintetico e schematico un possibile percorso CLIL di ambito biologico mediato attraverso Edmodo, proposto dall’autrice alle classi quarte linguistico, ispirato ai lesson plan suggeriti da Bentley3.

Content: Introduction to the biomolecules

Input
La classe è invitata a guardare in modalità flipped un video caricato su Edmodo ripreso dal canale Bozemanscience (figura 4).


Figura 4 – Video su Biological Molecules dal canale bozemanscience.com.

Sequenza delle attività.

  1. Whole class: si proietta il video e si annotano le parole chiave nuove alla lavagna.
  2. Workgroup: gli alunni lavorano alla stesura del glossario comune, sfruttando la risorsa Word Online, inclusa nella piattaforma Edmodo e liberamente disponibile per produrre documenti a più mani. Nel glossario si definiscono le principali caratteristiche delle famiglie delle biomolecole.
  3. Lab room: si propongono i laboratori classici sui saggi sugli alimenti. La scheda di laboratorio, in inglese, viene caricata preventivamente in Edmodo in modo che gli alunni possano leggerla in anteprima per prendere confidenza col lessico e la procedura. Durante il laboratorio gli alunni sono liberi di scattare fotografie, comunicano tra loro il più possibile in inglese, prendono appunti e infine a casa redigono un report di laboratorio. In alternativa si può utilizzare un simulatore virtuale come quello proposto dal progetto Amrita (http://vlab.amrita.edu/index.php?sub=2&brch=191&sim=692&cnt=2).
  4. Gli alunni caricano su Edmodo i loro elaborati e sono invitati a una peer review in cui l’insegnante modera il dibattito su quanto osservato in laboratorio.
  5. Assessment: Viene proposta la verifica finale, come questionario scaricato dallo stesso sito bozemanscience.com, riadattato al livello di competenze della classe. Per la consegna si può optare per la formale versione cartacea oppure la versione digitalizzata e con correzione automatica del sistema.
  6. Follow-up: L’attività può essere successivamente collegata allo studio dei metabolismi cellulari, oppure allo studio dei principi nutrizionali per una dieta corretta e consapevole. Si può decidere se continuare in CLIL oppure col contesto curricolare normale.

Conclusioni

Le attività CLIL condotte con Edmodo hanno il vantaggio di entrare a far parte del curricolo disciplinare in modo pervasivo e non occasionale, consentendo di richiamare i temi studiati in fasi successive come accade per gli argomenti curricolari in italiano. La gestione dei materiali dilatata anche oltre il tempo scuola dà la possibilità di proporre le attività in modalità flipped, con una partecipazione fattiva e concertata attraverso l’uso e la condivisione di tutte le risorse analizzate e prodotte da alunne, alunni e insegnanti coinvolti nelle unità di apprendimento CLIL. Lo studio degli argomenti disciplinari attraverso la lingua straniera permette addirittura una maggiore rilevanza di quanto studiato, se non per quantità di nozioni apprese, di sicuro sulla qualità dell’apprendimento che certamente beneficia del contatto costante di tutto il team CLIL, offerto dall’ambiente virtuale.
Insomma una bella opportunità che permette a studenti e insegnanti di vivere il CLIL in modo più naturale senza l’alone di obbligatoria imposizione che di norma lo caratterizza. Di certo questo tipo di esperienza può costituire un punto di orientamento saldo nella nebulosa oscura che a tutt’oggi la legislazione italiana ci offre in merito.

Risorse web

NOTE

1 Coyle, D., (2007) “Content and Language Interated Learning: Motivating Learners and Teachers”, in The CLIL Teachers Toolkit: a classroom guide. Nottingham: The University of Nottingham
2 Bybee, R.W., Taylor, J.A., Gardner, A., VanScotter, P., Carlson Powell, J., Westbrook, A., Landes, N. (2006). The BSCS 5E Instructional Model: Origins and Effectiveness. BSCS, Colorado Springs.
3 Bentley, K., 2010. The TKT Course. CLIL Module, pp. 32-33. Cambridge University Press

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