Impariamo con Edmodo

di Raffaella Gregori

IC San Giovanni Battista, Genova Sestri Ponente
profgregoriab@gmail.com

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Premessa

Edmodo è una piattaforma sicura di apprendimento rivolta in modo particolare a insegnanti, studenti, scuole e distretti. È stata realizzata da Nicolas Borg e Jeff O’Hara a partire dal 2008. Oggi Edmodo ha una sede in California a San Mateo con un’equipe di almeno una ventina di collaboratori-sviluppatori, ha più di sedici milioni di studenti e insegnanti globalmente connessi ed un’attività che coinvolge oltre sessantamila istituzioni scolastiche ed educative.
Edmodo offre in maniera gratuita la possibilità di gestire gruppi di utenti per collegarsi e collaborare, produrre e condividere contenuti, accedere a compiti, effettuare test e quiz, ottenere valutazioni.
E’ uno strumento di e-Learning che permette a docenti ed educatori di sfruttare le potenzialità dei programmi in Internet per reti sociali e favorisce la configurazione del gruppo di apprendimento (classe, corso, …) in modo personalizzato.

Da settembre 2014 la piattaforma Edmodo è stata adottata in una classe della Scuola Secondaria di Primo Grado “Centurione” dell’ICS G. Battista di Genova Sestri Ponente in cui io insegno materie letterarie ed ha preso avvio un’esperienza didattica innovativa sperimentale multifunzionale, Impariamo con Edmodo, che attualmente vede coinvolti venticinque allievi sotto il coordinamento e la supervisione dell’insegnante di materie letterarie.
Per il primo anno l’esperienza è stata condotta in maniera sperimentale concedendo la massima libertà di adesione ad alunni e docenti del corso ed utilizzando in modo progressivo solo alcune funzionalità; dato il successo, nel secondo anno hanno aderito tutti gli studenti della classe, il progetto è stato esteso ad un’altra e sono state maggiormente coinvolte le famiglie.

Il Progetto “Impariamo con Edmodo”

Il progetto nasce dall’analisi di un bisogno essenziale degli adolescenti nativi digitali che frequentemente utilizzano, per soddisfare i propri bisogni comunicativi, i network e i social media e gli strumenti di messaggistica (es. WhatsApp) dai quali tuttavia non ricevono un’educazione ad una comunicazione idonea e adeguata al loro nuovo status di cittadini digitali.
Si è perciò pensato di favorire la costruzione di un ambiente comunicativo aperto ma sicuro e controllabile in cui, e per mezzo del quale, permettere la condivisione e la manifestazione creativa del proprio pensiero e delle conoscenze in un’ottica di educazione alla comunicazione responsabile, permeata di valori civili, educativa, pedagogica.
Parimenti si è cercato di fornire l’opportunità di sperimentare con finalità costruttive la metodologia didattica del flip teaching e della flipped classroom grazie alla quale la responsabilità del processo di apprendimento viene trasferita agli alunni e il docente diviene tutor di supporto.
Altra esigenza è stata la necessità di mettere a disposizione, in una scuola ancora prevalentemente tradizionale, uno strumento di e–Learning moderno e plurifunzionale accattivante e coinvolgente, di facile fruibilità, idoneo ad attuare la didattica per competenze, specificatamente per quella digitale, dell’imparare a imparare e della comunicazione nei diversi linguaggi.

Il setting di lavoro

La scuola secondaria di primo grado “ V. Centurione” è una scuola a basso impatto tecnologico. Le aule in cui è stato realizzato il progetto dispongono soltanto di uno schermo televisivo collegato con il pc a disposizione dei docenti per il registro elettronico. Nell’Istituto è presente un laboratorio di informatica piuttosto essenziale usato da tutte le classi.
Tutti i ragazzi dispongono di una connessione personale ad Internet e di un device (smartphone o tablet) che utilizzano in maniera individuale e non a scuola.
Il progetto, rivolto ad una classe di venticinque allievi, è svolto in orario curriculare durante tutto l’anno scolastico, in seconda e terza media.
Gli alunni durante il primo anno di frequenza alla secondaria di primo grado sono stati interessati da un progetto di alfabetizzazione digitale condotto sempre dalla medesima docente quindi hanno acquisito competenze di base nell’uso dell’email, dei programmi di videoscrittura, presentazioni e fogli di calcolo nonché di alcuni strumenti di messaggistica (es. Hangout, WhatsApp, Skype), di blog, il tutto svolto avvalendosi di risorse personali o minime, non in una classe 2.0 o coinvolta in progetti ministeriali di potenziamento delle TIC.

La Fase Preparatoria

Previo consenso scritto e illustrazione del progetto alle famiglie, è stata creata in Edmodo la classe 2°A e gli studenti tramite il Group code assegnato si sono iscritti ad essa ed hanno installato l’applicazione gratuita sui propri devices personali. Anche alcuni genitori hanno creato un account parent per seguire l’attività dei loro figli.
I ragazzi hanno familiarizzato con la piattaforma esplorandone le funzionalità; il fatto che fosse soltanto in inglese per il primo anno (da quest’anno c’è la versione in italiano per PC) non li ha assolutamente scoraggiati e le affinità cromatiche e di layout con Facebook hanno facilitato l’assimilazione dei principali strumenti e comandi, il cui utilizzo è stato appreso anche grazie a video-tutorial prodotti dalla stessa docente o reperiti su YouTube. Tutti gli allievi hanno collegato il proprio account Drive al loro backpack, la library–repository di risorse per gli studenti, ed hanno cominciato a postare i loro elaborati e a condividerli con l’insegnante.


Figura 1 – Le istruzioni per l’uso.

E’ stato in seguito proposto dalla docente e siglato dagli alunni un Patto di corresponsabilità per l’utilizzo di Edmodo e la pubblicazione dei post condividendo poche regole chiare ed essenziali per definire lo stile e il livello della comunicazione e la personale responsabilità nell’uso di questo micro-network.
E’ stato oltremodo importante riflettere e discutere in maniera dialettica in classe tali regole, il richiamo ad una Digital Netiquette e ad un Galateo per il Web è stato essenziale per insegnare e corroborare la competenza chiave di una corretta e responsabile comunicazione anche e soprattutto virtuale.


Figura 2 – Il patto di corresponsabilità.

Infine sono stati creati dei sottogruppi nella classe per materia o per attività all’interno dei quali avviene la pubblicazione delle comunicazioni della docente, dei post, dei digitals objects, e degli alerts, l’assegnazione di quiz, assignments, pools.


Figura 3 – I sottogruppi della classe.

La Fase Operativa

Un esempio: Letteratura divertente

Voglio descrivere in modo particolare l’attività svolta nel sottogruppo “Letteratura divertente” che ha sortito i risultati più significativi.

Lo svolgimento delle UDA relative ad argomenti di letteratura è svolto in modalità flipped classroom: la docente comunica il focus della lezione (es. biografia di un autore, opere, tematiche letterarie, analisi di un testo specifico) e gli alunni si attivano singolarmente o in gruppo per ricercare e condividere risorse disparate quali video sulle biografie dei maggiori letterati, video testi ed audio digitali delle opere letterarie, learning object prodotti da loro stessi.


Figura 4 – I contenuti inseriti dai ragazzi.

In classe c’è l’analisi ed il confronto delle risorse e delle fonti, l’esplicitazione di nodi o punti problematici, l’individuazione di strategie o modalità efficaci di schematizzazione degli argomenti, l’esposizione di questi ultimi alla classe una volta rielaborati ed integrati con il libro di testo. Il supporto di risorse multimediali, soprattutto di video ed audio testi ha reso accattivante e stimolante lo studio della letteratura italiana rendendola più vicina alla cultura poco libresca dei nativi digitali.
Progressivamente ed in modo spontaneo si sono condivise in piattaforma risorse multimediali reperite e prodotte dai ragazzi anche per agevolare lo studio dei compagni, si è creata una comunità di buone pratiche di riferimento collaborativa e solidale che ha favorito il cooperative learning e l’inclusione.

 


Figura 6 – Un’altra risorsa condivisa.

Edmodo per studiare meglio


Figura 7. L’assegnazione dei quiz.

La possibilità di assegnare alla classe quiz autocorrettivi o compiti è una notevole opportunità per rendere i ragazzi protagonisti del loro apprendimento, potenziare la competenza dell’imparare a imparare, guidare ed orientare lo studio ed il ripasso, personalizzare gli apprendimenti e le azioni di rinforzo o supporto anche per piccoli gruppi e in relazione alle difficoltà.
Prima di ogni verifica formativa infatti ho assegnato un quiz autocorrettivo da svolgere a casa o a scuola in laboratorio o collettivamente in classe, ho spiegato con estrema chiarezza che tali test potevano essere svolti anche consultando il libro e le fonti in quanto l’obiettivo non era tanto il risultato quanto il poter disporre di una guida per lo studio ed il ripasso, per potersi autovalutare e, attraverso i feedback dell’insegnante, rivedere eventualmente il proprio metodo di studio.
I ragazzi hanno progressivamente consapevolizzato l’importanza di curare il processo di studio, il percorso di assimilazione dei contenuti, l’errore ed la ripetizione del test sono state pian piano intesi come opportunità e non obiezione.
Ho infatti monitorato attentamente le risposte ed i punteggi ottenuti da ciascun allievo per dare a ciascuno un input di rinforzo ed eventualmente offrire la possibilità di svolgere il quiz e di migliorare il risultato.


Figura 8. Ripetere il quiz per migliorare lo studio.

In tale azione si sono coinvolti anche alcuni genitori che, essendosi iscritti con account parents e disponendo anche sul proprio smartphone/tablet dell’applicazione apposita, hanno avuto la possibilità di seguire le attività del loro figlio nel gruppo della classe.
In alcuni casi di alunni con notevoli difficoltà o problematiche ho potuto coinvolgere nell’esperienza, su loro richiesta, anche educatori che affiancano i ragazzi nello svolgimento dei compiti pomeridiani e questo è stato un ulteriore supporto collaborativo che ha favorito l’inclusione ed il recupero di alcune situazioni difficili.
Ho considerato attentamente il livello medio dei punteggi ottenuti nelle pre–verifiche quale feedback per calibrare le prove formative sui livelli raggiunti complessivamente come indicatori almeno in linea di massima del grado di assimilazione di quanto proposto.

Valutazione dell’esperienza

Pur essendo ancora breve e circoscritta nel tempo, l’esperienza didattica con Edmodo si sta rivelando valida, efficace e migliorativa sia del livello e della qualità dell’apprendimento generale della classe sia delle relazioni e della socializzazione fra i suoi membri.
Sicuramente è un’ottima opportunità per i “nativi digitali” di acquisire consapevolezza di essere parte attiva di una cittadinanza digitale e di comprenderne le dinamiche e gli strumenti d’interazione, le positività e le criticità. Quale micro blogging educa all’uso responsabile del Social Network, fa comprendere ai ragazzi alcune opportunità comunicative del Web 2.0 ed è uno strumento d’interazione e creazione di community per la ricerca/condivisione/ fruizione di informazioni, contenuti ed opinioni personali.
Il poter sperimentare le potenzialità dell’e-Learning e l’avvalersi della teledidattica per apprendere in un’ottica di flipped classroom rende stimolante, coinvolgente e moderna l’attività in classe e a casa, corrobora le competenze digitali dei discenti e apre scenari di crescita personale e di arricchimento professionale anche per i docenti.
Per le classi in cui l’ho introdotto e lo utilizzo Edmodo è un importante riferimento, un fulcro di interazioni ed una fucina di contenuti e dinamiche positive.

Rispetto al periodo pre–Edmodo ho ottenuto risultati positivi sorprendenti in relazione a:

  • Motivazione ad apprendere.
  • Cooperazione e condivisione.
  • Livello della comunicazione fra gli studenti.
  • Risultati nelle prove formative.
  • Inclusione.
  • Qualità della relazione docente–discente.
  • Qualità delle relazioni fra gli allievi.
  • Coinvolgimento delle famiglie e di altre agenzie educative.

Sono pertanto pienamente convinta della positività di un’esperienza e-Learning e la facile fruibilità di Edmodo, agibile in maniera gratuita da qualunque device, il suo linguaggio semplicemente essenziale e molte altre qualità permettono, come ho descritto, di attuare tale esperienza anche in scuole purtroppo ancora povere di strumenti tecnologici e a docenti anche poco digitalizzati di cimentarsi in esperienze innovative gratificanti e arricchenti.


Figura 9 – Le parole dei ragazzi
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