ANNO 5 – N.4 (DICEMBRE) – In questo numero

di Pierfranco Ravotto

pierfranco.ravotto@gmail.com

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VAI ALL’INDICE DEL NUMERO: ORGANIZZARE LA DIDATTICA CON EDMODO

Dedichiamo questo numero al tema “Organizzare la didattica con Edmodo”. Edmodo è un ambiente social specificamente orientato alla didattica, in cui, in modo semplice e gratuito, il docente può creare una classe a cui far iscrivere i propri studenti e, volendo, i loro genitori. Oppure potremmo dire che è un LMS, Learning Management System, con l’aspetto di un social network.
E’ un ambiente in cui si può “organizzare la didattica” nel senso che il docente vi può inserire in modo ordinato le risorse che propone agli studenti, può chiedere agli studenti di caricare i loro compiti in spazi predisposti, può organizzare la comunicazione con la classe.

Si può comunicare con gli studenti in altri modi, per esempio con le eMail o attraverso un blog; si possono raccogliere le risorse didattiche e i prodotti degli studenti in ambienti quali Google Drive o Dropbox; si può far tutto questo con un sito web – del docente o di tutta la scuola – fornito di forum e di spazi di archiviazione. Ma ambienti di e-Learning quali Moodle, cui abbiamo dedicato un numero ormai molto tempo fa ma che ricorre frequentemente negli articoli sui diversi temi, ed Edmodo permettono di offrire agli studenti un ambiente didattico, una “classe virtuale” in cui trovano i materiali di studio, le proposte di lavoro, i “compiti”, le scadenze e gli spazi in cui interagire con i propri compagni e con l’insegnante. Nel numero di giugno avevamo parlato di Flipped classroom, ovvero di “rovesciamento” della didattica: non più lezioni in classe seguite dallo studio a casa ma anticipo dello studio a casa per poi attività in classe su quanto studiato, per discuterne o per partire da quello per lavori di gruppo, attività progettuali, approfondimenti. Ebbene, Edmodo – come Moodle o altri LMS – ben si presta come ambiente per il lavoro a casa e per l’interazione fra il lavoro a casa e quello in aula.

Se questo numero è dedicato a Edmodo non è però la prima volta che esso compare sulla nostra rivista. Vi hanno già fatto riferimento diversi nostri autori, in particolare Dany Maknouz sul numero di settembre parlando del corso webtrotter.

Sandra Troia è docente in una Scuola Secondaria di Primo Grado di Andria (Puglia). Quella che ci racconta è un’esperienza dei corsi di formazione di livello avanzato realizzati in Puglia in cui si è analizzato e sperimentato l’impiego di Edmodo per realizzare interventi didattici strutturati come processo (di collaborazione, produzione, aggregazione e condivisione) da realizzarsi con l’impiego combinato di più strumenti/tecnologie

Raffaella Gregori insegna materie letterarie in una Scuola Secondaria di Primo Grado di Genova in cui Edmodo, dopo un utilizzo sperimentale in una classe lo scorso anno, quest’anno è impiegato in due classi con coinvolgimento di tutti gli alunni e dei genitori. E’ uno strumento utile, ci spiega, per una didattica delle competenze basata sulla metodologia flip teaching.

Lucia Bartolotti è Edmodo Ambassador e docente di inglese in una Superiore di Trieste caratterizzata da povertà tecnologica. In un contesto in cui l’uso delle aule digitali sembrerebbe una scommessa azzardata i risultati positivi sono stati raggiunti in una logica BYOD grazie agli smartphone degli studenti.

Anna Uttaro, di un Centro Provinciale di Istruzione degli Adulti (CPIA) di Roma, racconta la sua esperienza con Edmodo nelle ore di Tecnologia in due classi con corsisti provenienti dalle esperienze professionali, di vita e culturali, molto diverse: tra i 17 e i 50 anni, italiani e stranieri, che arrivano dall’Africa, dal Sud America, dal vicino e lontano Oriente. Edmodo quale strumento per dilatare tempi e spazi.

Maddalena Macario insegna Scienze naturali in un liceo di Prato. Il focus del suo articolo riguarda l’utilizzo di Edmodo per l’insegnamento CLIL, con uso della metodologia flipped. L’esempio che propone è un percorso di ambito biologico per le classi quarte linguistico, ispirato ai lesson plan suggeriti da Bentley.

Stefano Gorla insegna in una superiore di Milano. Ha usato Edmodo per un percorso estivo di lettura guidata del libro “Il diritto di avere diritti” di Stefano Rodotà. Obiettivi: l’uso dei social network e il social e-engagement.

Eros Grossi è docente di lettere, in un liceo scientifico vicino a Roma, che nel tempo è passato dalla mailing list, al blog didattico e infine ai social. Con Edmodo ha trovato un ambiente all’interno del quale sviluppare numerose attività: flipped classroom (con Educanon e Zaption), forum di discussione e Project-based learning.

Antonio Spoto è un insegnante di Educazione fisica in un Istituto comprensivo di Messina. L’esperienza che descrive è relativa all’uso di Edmodo per la sua disciplina in tutte le classi dell’Istituto. In logica flipped, a casa gli studenti si preparano al lavoro da svolgere nella lezione pratica a scuola. Ogni studente ha diario di marcia personale dal quale si possono evincere i progressi nelle capacità motorie e il grado di abilità tecniche acquisite.

Luca Bartolini insegna in un Liceo di Iseo (BS). Ci racconta la sua esperienza di uso di Edmodo sia in corsi di formazione per i docenti che nelle attività curricolari con gli studenti.

Paolo Nitti, del Politecnico di Torino, evidenzia una serie di vantaggi di Edmodo rispetto alla didattica delle lingue: istantaneità del mezzo, condivisione dei materiali, modalità di valutazione e di surveying,facoltà di personalizzare i contenuti, tenendo conto delle esigenze legate alla didattica speciale.

Ed ecco, infine, le consuete rubriche:

Competenze e certificazioni ha un articolo firmato da me, Pierfranco Ravotto, e da Giuseppe Albano sul tema del computational thinking e della certificazione LOGIC promossa da AICA e ANFOR. L’articolo parte da due documenti del CEPIS e della Fondazione ECDL sull’importanza di percorsi didattici centrati sul “pensiero computazionale” per tutti gli studenti e sin dai primi anni di scuola e sulla necessità che ci sia un approccio “olistico” ai due aspetti Digital literacy e Computational thinking.

Progetti europei è dedicata al progetto ARAVET, un progetto LLP-Leonardo da Vinci sulla realtà aumentata, cui ha preso parte un Istituto Tecnico Economico di Soverato (CZ). A raccontarcelo è Giovanni Pettinato.

Dalla rete contiene un breve articolo in cui Edoardo Novarese presenta la nascita e la storia di Docsity, un sito di condivisione di materiale didattico che ha l’ambizione di diventare punto di riferimento per tutti gli studenti italiani.

Dall’estero ospita un articolo che ci arriva dall’Olanda. Jan Lepeltak, membro del gruppo di lavoro CEPIS “Computing in Education, è il fondatore di LearningFocus. Nel suo articolo parte dall’intervento di Cynthia Solomon, ospite d’onore a Scratch 2015 ad Amsterdam per indicare il forte nesso fra il successo di Scratch ed il suo predecessore Logo, creato da Papert negli anni ‘60.

Come sempre vi diamo appuntamento nel nostro gruppo Facebook per commentare e discutere gli articoli.

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