A Edmodo … suo!

di Luca Bartolini

I.I.S. “G. Antonietti” di Iseo (BS)
lucabartolini.prof@gmail.com

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Mi chiamo Luca Bartolini e insegno in un I.I.S. di Iseo (BS) nella sezione Liceo. Mi sono cimentato in questo scritto per raccontarvi quella che è la mia esperienza con questa piattaforma che, se in un primo momento spaventa, poi rapisce a tal punto che un mio collega sostiene, tra il serio ed il faceto, che Edmodo ha sicuramente una natura oppiacea: crea dipendenza!
Scherzi a parte questo strumento ha davvero potenzialità eccellenti in tutti i tipi di formazione ed io lo uso sia nella mia didattica quotidiana che come formatore per la formazione online di docenti.
Devo sinceramente confessare che la prima volta che ho avuto a che fare con Edmodo, non ho fatto salti di gioia. Me ne parlò la cara collega e amica Dany Maknuz che aveva intenzione di utilizzarla nella formazione per un’importante casa editrice per la quale collaboravamo (e collaboriamo tutt’ora).
Come al solito la noia, la scarsa propensione a uscire da una routine confortevole ma davvero paralizzante nella sua apparente comodità, mi rendevano riluttante ad imparare un’altra “cosa” nuova. Poi…
Beh, come forse saprete, Edmodo è una piattaforma social. Utilizzando servizi come Facebook non mi trovai in un ambiente completamente alieno! La curva del mio apprendimento cresceva ad ogni collegamento in modo rapido e ripido e questo aiuta a vincere la ritrosia (o l’avversione)!

La mia prima esperienza, ed anche la più corposa devo dire, è stata la formazione degli adulti. Dovrei dire, in realtà, dei colleghi. La forma social di Edmodo, ad un primo impatto, appare caotica. Messaggi, risposte, avvisi. Dove trovo le cose? Cosa devo fare? Per chi non è abituato a questo tipo di interfaccia, l’impatto è disorientante.
La visuale da “studente” è diversa da quella da “docente” ma con un trucchetto – iscriversi come studente ad un proprio corso – si vedono le cose dal loro punto di vista, degli studenti intendo.
Edmodo consente di organizzare corsi complessi con migliaia di iscritti, suddividerli in classi, dar loro dei compiti, allegare del materiale e riceverne altro. Tutti i materiali possono essere salvati nella libreria del docente (o nello zainetto dello studente), così niente va perso.
Non solo. L’iscrizione a Edmodo consente di avere un account sfruttabile sempre, ovvero, se sei studente puoi aderire a più classi, se sei docente ne puoi formare quante ne vuoi!
La bellezza del creare classi è aumentata dalla possibilità di creare sottogruppi. Nell’uso in classe, infatti, i sottogruppi possono essere creati per attività specifiche (esempio il recupero di alcune attività o parti di programma o il potenziamento delle eccellenze).
Molto del materiale allegato lo si può inserire come link. Oggi tutto è linkabile: un video su youtube, una pagina web, una presentazione prezi, uno slideshare ma anche un nostro documento condiviso in uno dei servizi cloud più diffusi (dropbox, drive, box, skydrive. …). Non c’è più bisogno di fare l’upload dei documenti anche pesanti!
La cosa carina, in ottica flipped, è che se gli alunni, come hanno fatto, producono del materiale, possono linkarlo allegandolo ad un post (proprio come in Facebook) per la visione in anteprima e per il controllo. Se il lavoro è buono, può essere condiviso con la classe e salvato nella propria libreria!

Per quanto riguarda la mia esperienza nella formazione per adulti, le prime fasi di lavoro sono le più importanti. La guida del corsista/studente attraverso Edmodo richiede una presenza quasi costante. Molti corsisti non sono abituati ad un ambiente social oppure, pur utilizzando Facebook nel loro tempo libero, non abbinano questa modalità ad uno stile di apprendimento che è ancora ancorato ai modelli appresi nella scuola nella quale si sono formati.
Devo dire che in molti casi i corsisti denotano un certo scetticismo verso la piattaforma, se non addirittura con una certa ostilità ma che poi, nel tempo, una volta padroneggiato l’ambiente (in pochi giorni, il che significa qualche collegamento), lo trovano familiare e piacevole. Molti di essi, addirittura, fanno un account docente e ripropongono l’esperienza con le proprie classi.
In effetti uno degli add-on di utilizzo di Edmodo nei corsi di formazione, è l’apprendimento di come si lavora in una piattaforma di questo tipo. In questo caso l’apprendimento di modalità di formazione inconsuete e legate ad un ambiente social, sono uno degli obiettivi non dichiarati di questi corsi.

Se per gli adulti diventa di difficile gestione il flusso continuo di messaggi e di informazioni, per gli studenti, per i quali ho creato una classe e con cui sto lavorando quest’anno, diventa difficile sistematizzare il lavoro, ovvero riunirlo, classificarlo, ridividerlo.
Una delle differenze che ho notato è che i miei ragazzi (ma credo tutti) si sono subito distinti per l’uso quasi spontaneo del “mi piace” anche solo per far vedere che il messaggio l’avevano letto. Il numero di interventi di assistenza online (ma anche in classe) è praticamente nullo.
Devo dire che, a priori, sono convinto che se questo è il loro modo di apprendere e di avere informazioni, è nostro compito scendere sul loro terreno comunicativo e, come dico loro, portarli verso il lato luminoso della forza.
In effetti parte delle loro attività online mi permette di soddisfare alcuni obiettivi trasversali quali: adempiere ai miei doveri nella loro acquisizione di abilità informatiche (il trattato di Lisbona è chiaro su questo, al punto di considerarlo uno dei diritti di cittadinanza) e di utilizzare la rete e le informazioni per lavoro avendo capacità di visualizzarle, commentarle e selezionarle in maniera critica.

Edmodo ha la capacità di abbinare la semplicità d’uso ad alcune delle caratteristiche che la rendono sicura soprattutto considerato il fatto che, per uno studente, non è necessario avere una mail per l’iscrizione, il che avvantaggia i docenti della secondaria di primo grado e anche i maestri della scuola primaria. Inoltre, grazie ad un parent code, i genitori hanno libero accesso alla consultazione dei contenuti delle lezioni e delle attività che si svolgono in Edmodo.
Un’ultima non trascurabile cosa. Non c’è bisogno che ogni docente crei la sua classe. Una classe, creata da un collega, può ospitare come insegnanti (con pieni poteri o quasi) anche altri membri del consiglio di classe, creando un ambiente nel quale le esperienze si fondono (si impara molto osservando il modus operandi di altri docenti) e più facilmente si può superare lo scoglio più alto del nostro lavoro: l’isolamento.
La formazione in Edmodo di una classe con più docenti, infatti, facilita i lavori trasversali e abbatte le barriere disciplinari creando, o meglio ricreando, le condizioni naturali del vero sapere ovvero l’integrazione delle conoscenze e la visione del mondo nella sua complessità.
Tutto questo, come al solito, a discrezione dell’utente sia esso docente che studente.
Edmodo si rivela uno strumento davvero flessibile e personalizzabile che consente di creare i propri percorsi, ognuno a (Ed)modo suo!

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