ANNO N.5 – N.3 (SETTEMBRE) – In questo numero –

  Digitale e didattica: la formazione docenti

 

pierfranco.ravotto@gmail.com

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Si è recentemente tenuto a Genova il Convegno EM&M Italia 2015, organizzato da SIe-L (che è con AICA co-editor di questa rivista), SIREM e Comunità italiana degli utenti Moodle. Mi è stata offerta l’opportunità per raccontare la scuola “vista da Bricks”. 

“La scuola digitale vista da Bricks” a EM&M Italia.

Ormai al termine del quinto anno di esperienza, con oltre 250 autori e un totale di 365 articoli (cui vanno aggiunti quelli di questo numero), Bricks fornisce un potente osservatorio sulla scuola italiana o, meglio, sull’innovazione nella scuola italiana. L’innovazione – questa è la nostra mission – raccontata da chi la fa: mattoncini di esperienze concrete.
In questo numero – Digitale e didattica: la formazione docenti – vi abbiamo chiesto di narrare le esperienze di formazione dei docenti all’uso delle tecnologie digitali nella didattica. Ci dispiace non aver potuto accogliere tutte le proposte di articoli che ci sono giunte ma di esperienze in questo campo ce ne sono tante, sono sempre di più e sono sempre più variegate. Non abbiamo potuto accogliere tutte le proposte che ci sono arrivate, ma ricordo a tutti che volentieri torniamo su temi già affrontati con articoli “fuori numero”. Quindi mandateci altri articoli, li pubblicheremo (qui le indicazioni).

Ricordo le mie prime esperienze di formazione in questo campo, prima come corsista e poi come formatore: si trattava di iniziare a familiarizzare con il personal computer, agli inizi degli anni ottanta un oggetto nuovo (come scuola avevamo comprato i primi PC IBM, con due floppy e senza disco rigido, forse 128 kbyte di RAM). C’è poi stata una lunga fase in cui la cosiddetta “alfabetizzazione informatica” era centrata sull’uso di applicativi: word processor, foglio di calcolo, presentazioni. Poi l’estensione da quei programmi all’uso di internet: l’eMail e il web. Poi è venuta la LIM …
Oggi l’accento non è quasi mai su uno specifico strumento hardware o software. La formazione tende piuttosto a presentare una pluralità di strumenti che ampliano l’ambiente in cui si sviluppano le attività di insegnamento e apprendimento e che offrono nuove opportunità per renderle più attraenti e più efficaci.

Variegati sono i soggetti che hanno proposto le iniziative di formazione che pubblichiamo: singole scuole, MIUR e Uffici scolastici, Indire, Università, Associazioni private. Ma quasi sempre a condurle sono stati insegnanti che hanno portato in quelle iniziative la loro concreta esperienza con le classi.

I corsi di cui ci parla Paola Limone, promotrice del gruppo FB “Scienze in gioco alla primaria”, sono relativi all’uso delle tecnologie digitali per l’insegnamento delle Scienze e sono stati sviluppati per conto del Polo Formativo della Regione Piemonte e nell’ambito dell’iniziativa “Tecnologie nello zainetto”. L’obiettivo era quello di formare gli insegnanti a partire dall’analisi delle pre-conoscenze degli allievi per guidarli – attraverso ricerche, esperimenti ed attività – fino alla fase della rappresentazione concettuale di quanto appreso e alla condivisione delle esperienze.

Maria Chiara Pettenati, Giuseppina Rita Mangione, Alessia Rosa, Patrizia Magnoler e Pier Giuseppe Rossi descrivono alcuni risultati tratti dal monitoraggio della formazione obbligatoria per i docenti neoassunti per l’anno 2014/2015 a cui hanno preso parte circa 30.000 docenti italiani. Il percorso è stato condotto da MIUR-DGPER, INDIRE, Università di Macerata ed USR Emilia Romagna.

Anna Brancaccio e Luigi Laura illustrano il corso di formazione per i docenti – organizzato dal MIUR con AICA – collegato alle Olimpiadi di Informatica. 1.500 sono i docenti che hanno partecipato, fino ad ora, alle tre edizioni del corso in rete; ad ottobre si terrà una nuova edizione. Si tratta di un corso, completamente in rete, dedicato ai docenti del settore matematico-tecnico-scientifico e finalizzato a dar loro strumenti per preparare gli studenti che intendono partecipare alle Olimpiadi di Informatica.

Grazia Paladino, Maurizio Maglioni e Susanna Quaranta, dell’associazione Flipnet, raccontano le caratteristiche del corso, promosso dalla loro associazione, sulla didattica capovolta. Si tratta di un corso in duplice versione, solo in rete o blended, cui hanno già partecipato 800 docenti. Coerentemente con i contenuti la metodologia didattica è, ovviamente, flipped.

Patrizia Vayola presenta l’impostazione del suo corso di Tecnologie dell’Istruzione, – nell’ambito del PAS prima e del TFA poi, presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino – basato su 8 suoi principi per una formazione efficace. Prima, però, illustra i risultati della Survey of school: ICT in Education 2013 della Commissione Europea. Risultati sicuramente non positivi per la scuola italiana.

Marco Guastavigna ci parla della propria esperienza di insegnamento in corsi PAS e TFA, svolti a Torino, in cui molti partecipanti sono già insegnanti, magari precari, con una buona autonomia operativa nell’uso dei dispositivi digitali. Il focus di ciascun percorso formativo è dunque la ridiscussione analitica e la risistemazione collaborativa del modello empirico che si sono già formati. Di qui il carattere dialettico e interattivo dei corsi.

Anche l’esperienza di Barbara Demo e Alberto Barbero riguarda corsi TAF/PAS, in questo caso rivolti ai docenti di “Tecnologia” (A033) nella secondaria di primo grado. Una scelta fortemente innovativa perché i corsi sono stati orientati ad un campo – l’informatica – spesso assente nell’insegnamento di tecnologie e sono stati centrati non sulle applicazioni informatiche, bensì sulla programmazione (Scratch).

Dany Maknouz spiega le caratteristiche del concorso “Webtrotter educators”, promosso da AICA e MIUR e centrato sulla Information Literacy. Dopo il primo anno del concorso “Webtrotter, il giro del mondo in 80 minuti”, nel 2015 si è ritenuto opportuno promuovere un corso di formazione degli insegnanti che si è tenuto in ambiente Edmodo. Collegato al concorso 2016 inizierà fra breve una nuova edizione del corso.

Romina Bertuzzi, Giusy Vallisa e Angelo Bardini raccontano che l’IC di Cadeo e Pontenure (Piacenza) annovera tra le scelte peculiari dell’Istituto l’attività di formazione, che è diffusa e sistematica per tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alla secondaria di I grado.

Alice Barana, Anna Brancaccio, Marina Marchisio e Claudio Pardini parlano delle esperienze di formazione dei docenti connesse al progetto PP&S. Si tratta di una formazione che è stata svolta in parte in presenza, in laboratori attrezzati presso scuole polo provinciali del Progetto, e in parte online, attraverso un’azione costante e anche estremamente efficace di tutorato asincrono e sincrono.

Agnese Addone e Caterina Moscietti raccontano l’esperienza del corso TeacherDojo Roma che, come il nome suggerisce, si richiama all’esperienza delle attività CoderDojo. Il corso – cinque incontri in presenza e due online – è basato su attività di Tinkering con uso di Scratch e della scheda Makey Makey.

Mara Masseroni ed io presentiamo i 6 aspetti che caratterizzano il corso AICA “Fare didattica nel web 2.0”, una proposta di formazione flessibile che è stata, di volta in volta, articolata in modo da rispondere a bisogni specifici. Si tratta di un corso dal taglio pratico, basato su ambienti e strumenti spesso open e, in ogni caso, liberamente utilizzabili.

Giuseppe Corsaro, promotore del gruppo FB “Insegnanti 2.0”, illustra i corsi – in inglese – della European Schoolnet Academy: un’occasione interessante per formarsi in una dimensione europea confrontandosi con colleghi di altri paesi.

Marco Grollo e Giuliana Massaro raccontano un corso dell’Associazione Media Educazione Comunità, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Molto vari i temi trattati: competenza digitale, nuovi ambienti di apprendimento, interattività, classi 2.0, didattica aumentata, accesso alla banda larga, cittadinanza digitale, sicurezza in internet, cyberbullismo, dipendenza, social media e nuove forme di condivisione e apprendimento, gestione educativa dei media in famiglia.

Valentina Gabusi parla dei corsi che Zanichelli editore ha fino ad ora proposto a circa 6.000 insegnanti. Si tratta di corsi di un mese che si svolgono in ambiente Moodle o Edmodo con incontri in webinar. Il successo dell’iniziativa è individuato nella flessibilità, nell’assistenza – i tutor sono essi stessi insegnanti – e nel confronto fra pari: “una comunità che impara facendo”.

Sergio Casiraghi presenta l’esperienza del corso “Google Search” di Didasca di cui è e-tutor. Una prima edizione del corso si è svolta nel mese di luglio con circa 300 partecipanti. Si tratta di un percorso in modalità Flipped composto di lezioni, hangout, test intermedi e test finale. Un percorso a partecipazione gratuita, l’unico pagamento previsto è per chi voglia ricevere la certificazione conclusiva.

E dopo il tema, le nostre consuete rubriche
Nella rubrica Competenze e certificazioni ospitiamo un articolo di Angela Sugliano sulla certificazione EPICT Safety, ancora connesso al tema della formazione in quanto parla anche dei corsi per acquisire tale certificazione.

Stefano Macchia, nella rubrica Progetti europei, racconta il progetto europeo inGenious. Si tratta di un progetto promosso da quello stesso European Schoolnet dei cui corsi ha parlato Giuseppe Corsaro nel suo articolo. Con una rete di 40 partner ed il coinvolgimento di 340 docenti si è trattato di un rilevante progetto finalizzato a rafforzare l’interesse degli studenti nelle discipline STEM – Science, Technology, Engineering, Mathematics – e ad incentivare l’orientamento verso carriere lavorative scientifiche.

La rubrica Dall’estero ospita un articolo di Robert McLaughlin della British Computer Society (BCS) che descrive l’esperienza in UK del gruppo CAS, Computing At School. Un’esperienza di successo visto che è riuscita a introdurre l’insegnamento dell’informatica nelle scuole.

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