Nuove ICT per alfabetizzare adulti stranieri

    di Paolo Nitti                                                 

   paolo.nitti@virgilio.it

Università degli studi di Torino

 

L’articolo presenta un progetto di alfabetizzazione di utenti adulti stranieri promosso dall’Associazione Linguistica per Stranieri “ALISTRA ONLUS” patrocinata dal Comune di Torino.
Il progetto ha previsto l’inserimento di dodici corsisti e una durata pari a quaranta ore, il corso ha seguito una modalità di tipo intensivo ed è stato scandito in cinque incontri per settimana da due ore e mezza, per un totale di poco più di tre settimane.
Gli utenti, per lo più arabofoni totalmente analfabeti, sono stati selezionati in base a criteri propedeutici per l’insegnamento. I requisiti fondamentali per la partecipazione sono stati la situazione di completo analfabetismo e l’utilizzo dell’italiano come lingua seconda.
La casistica degli analfabeti annovera individui totalmente analfabeti, analfabeti per quanto concerne l’alfabetizzazione informatica o matematica, alfabetizzati secondo altri sistemi di scrittura e analfabeti di ritorno.

Il modulo si è tenuto all’interno dei laboratori d’informatica della Biblioteca Primo Levi a Torino e ha previsto l’uso di PC e di tablet.
Il comitato scientifico dell’Associazione ha previsto la partecipazione di due docenti, entrambi preparati rispetto alle pratiche di insegnamento dell’alfabetizzazione informatica e della letto-scrittura. La scelta di avvalersi del contributo di due insegnanti è giustificata dalla produttività significativa del Cooperative Teaching per i corsi intensivi; dal momento che la modalità didattica privilegiava l’approccio cooperativo, perché non estenderlo anche agli insegnanti, promuovendo una nuova figura di équipe di formatori-esperti, poco in linea con la tradizione italiana?
Rispetto alla costruzione del sillabo, si è privilegiata un’attenzione verso gli aspetti comunicativi e la padronanza degli atti linguistici dei livelli A1-A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue.
Dal punto di vista pedagogico-educativo, si è promossa per quanto possibile l’autonomia del discente, in modo da sfumare i confini cronologici del corso e da attivare processi relativi al lifelong learning; una volta competenti rispetto all’utilizzo delle apparecchiature, esse divengono lo strumento per praticare l’autoformazione continua.
L’obiettivo didattico-formativo è stato di coniugare l’alfabetizzazione linguistica con quelle matematica e digitale. Essere analfabeti nel mondo contemporaneo non significa solamente non saper utilizzare le tecniche di letto-scrittura, ma anche non essere in grado di formulare calcoli e di utilizzare le apparecchiature informatiche comuni.
La scelta di focalizzare il sillabo del corso sugli atti linguistici si è resa necessaria partendo dalla premessa che non esiste apprendimento autentico, se non è significativo per i discenti: l’acquisizione della letto-scrittura e delle competenze informatiche di base è praticabile con utenti adulti solo se spendibile rispetto alla vita quotidiana.

Il progetto è stato avviato con l’obiettivo di sperimentare se l’uso didattico del PC riesca a rendere i corsisti protagonisti attivi dell’apprendimento, incrementandone la motivazione.
Sulla base della teoria delle intelligenze multiple di H. Gardner1, il coinvolgimento di diverse sfere sensoriali – in questo caso udito, vista e tatto – favorirebbe la coordinazione multisensoriale e l’approccio cooperativo consentirebbe di accedere visivamente ai prodotti dell’apprendimento, come se si trattasse di un portfolio collettivo.
L’apprendimento della letto-scrittura mediante digitazione, ha consentito di migliorare la segmentazione fonico-sillabica e di ridurre lo stress legato alla mancanza di padronanza del mezzo cartaceo.
Grazie alle tavolette grafiche, ai tablet e ad alcune applicazioni, è stato possibile scrivere senza il supporto della tastiera e della penna, servendosi unicamente delle dita, permettendo di raggiungere risultati significativi, ancora prima di sviluppare la motricità necessaria alla pratica scrittoria tradizionale su carta.
Sul piano psicologico, il fatto di poter rimuovere agevolmente le produzioni errate, senza più visualizzarle, ha abbassato il filtro affettivo che negli adulti può configurarsi come minaccia significativa rispetto ai processi di apprendimento.

Le applicazioni utilizzate sono state Sand Art, Paint, Lavagna Lite, Alphabet Tablet, Notes, Black Board, Penzu, Pic Collage, Street Viewing, Calculator, Word, Fotocamera, WPS Office.
Word e WPS Office hanno consentito di accedere ai sistemi di videoscrittura più comuni, mentre Sand Art simula la scrittura sulla sabbia, permettendo di coinvolgere la sfera sensoriale tattile e di riprodurre situazioni di tracciatura reale dei segni grafici – scrivere o disegnare sulla sabbia è un’attività che quasi tutti hanno sperimentato almeno una volta nella vita.
All’inizio del corso si sono utilizzate Alphabet Tablet e Paint che presentano uno sfondo quadrettato per inserire meglio i grafemi. Lo scopo di Alphabet Tablet è di rimettere le lettere dritte, consentendo la produzione di parole scritte ancora nelle fasi di pregrafismo. Scrivere le lettere rispettando righe e quadrettature o tracciare linee per raddrizzare le parole può essere altamente demotivante per un corsista, mentre spostare con il cursore una lettera ben scritta, è un esperimento gratificante; la stessa Maria Montessori utilizzava lettere di legno da disporre in linea su un cartellone da lei quadrettato, promuovendo un apprendimento fondato sulla multisensorialità2.

Sia Black Board che Sand Art e Lavagna Lite non presentano le lettere da allineare, ma consentono la realizzazione libera.
Penzu è stata utilizzata prima di Word e di WPS perché presenta una tastiera semplificata e uno sfondo simile a un quaderno a righe. La semplificazione della tastiera riduce il senso di smarrimento di fronte ai simboli meno usati, focalizzando l’attenzione sulle lettere e sui numeri.
Fotocamera è servita per fotografare i corsisti, al fine di creare le pagine successive e di realizzare i portfoli collettivi e individuali.
Si è scelto di utilizzare Fotocamera anche per registrare i dialoghi degli studenti, consentendo una ripresa delle attività e una focalizzazione degli aspetti rilevanti sul piano glottodidattico.
L’applicazione Notes ha permesso di realizzare una lista della spesa dinamica e di indicare i prezzi relativi alle singole voci, calcolandone il totale.
Pic Collage è stata utilizzata per creare pagine unendo elementi provenienti da altri programmi; si è costruito un portfolio lavori che consisteva di una riproduzione della carta d’identità e del passaporto, di una presentazione di sé e della propria famiglia arricchita con immagini, di una lista della spesa corredata dei prezzi, e di una breve descrizione della propria abitazione.
Pic Collage è stata anche utile per la costruzione di appendici lessicali; si sono realizzate quelle relative al corpo umano, all’alimentazione e ai colori.
L’applicazione Calculator è stata utilizzata per calcolare le voci delle spese domestiche e per svolgere esercizi rispetto all’organizzazione dei propri orari.La Street Viewing è stata impiegata per la produzione orale: ciascuno studente ha parlato del proprio luogo di provenienza, della propria città, mettendone in rilievo gli aspetti tipici e i monumenti, incrementando la competenza interculturale.

Il gruppo di studenti è stato soddisfatto del progetto e ne ha richiesto un’estensione finalizzata alla pratica e all’inserimento di nuove applicazioni.
Molti corsisti riferiscono di non aver avuto la sensazione di frequentare un corso di lingua o di alfabetizzazione, probabilmente condizionati dagli approcci tradizionali o dal senso comune.
L’uso della tecnologia per alfabetizzare permette di raggiungere risultati velocemente, coinvolgendo sfere sensoriali differenti e promuovendo l’approccio cooperativo e lo scambio informativo fra docenti e studenti. È necessario tuttavia sottolineare che la tecnologia è uno strumento e che senza la componente umana che in questo caso ha architettato la struttura del corso, scandendone i ritmi e valutando il processo in divenire della formazione, gli studenti non avrebbero potuto realizzare risultati tanto significativi.
Gli effetti dell’alfabetizzazione non sarebbero immediatamente diretti rispetto all’evoluzione intellettuale e sociale degli individui, perché se si valuta l’alfabetizzazione considerandone le sole conseguenze sociali, si commette un errore di concetto; secondo Olson, non sarebbe importante ciò che l’alfabetizzazione fa alla gente, ma ciò che la gente fa con l’alfabetizzazione3.

 

NOTE

1. Cfr. H. Gardner, L’educazione delle intelligenze multiple, Anabasi, Milano, 1994.

2. Cfr. M. Montessori, Formazione dell’uomo, Garzanti, Milano, 1949.

3. Cfr. D. R. Olson e N. Torrance, Literacy and Orality, Press Syndicate of the University of Cambridge, Cambridge, 1991, pag. 3

 

 

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