Non solo LIM. Didattica, tecnologie, competenze per una cittadinanza consapevole

  di Marco Grollo e Giuliana Massaro

 

grollomarco@gmail.com, giulianamassaro@gmail.com

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Competenza digitale, nuovi ambienti di apprendimento, interattività, classi 2.0, didattica aumentata, accesso alla banda larga, cittadinanza digitale. Ma anche sicurezza in internet, cyberbullismo, dipendenza, social media e nuove forme di condivisione e apprendimento, gestione educativa dei media in famiglia. Questi sono i temi che sono stati trasformati da slogan e titoli di giornale in concreti percorsi didattici e formativi per insegnanti, per alunni e anche per genitori nel progetto “Tecnologie in classe per costruire comunità”, realizzato nell’Anno Scolastico 2014/2015 negli Istituti Comprensivi di Maniago, Roveredo in Piano e Aviano, in provincia di Pordenone. Proposto e coordinato dall’Associazione Media Educazione Comunità e finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia all’interno del bando Progetti Speciali, dedicato ogni anno a progetti innovativi nelle scuole, il progetto ha raggiunto direttamente oltre 100 insegnanti, 450 alunni di scuola secondaria di secondo grado e circa 60 genitori.

Gli obiettivi del progetto in estrema sintesi sono stati i seguenti:

  1. Favorire negli insegnanti, con corsi di formazione specifici loro dedicati, la conoscenza e l’utilizzo delle risorse didattiche presenti nel web e soprattutto far capire loro come le nuove tecnologie possono contribuire ad integrare le metodologie didattiche formali con quelle informali, modificando gli ambienti di apprendimento in modo tale da renderli più coerenti con i bisogni e con le nuove modalità di apprendimento dei ragazzi.
  2. Migliorare la competenza digitale degli alunni, organizzando incontri con loro per condividere le informazioni di base su funzionamento e potenzialità della rete internet, ma anche sui rischi di un utilizzo non consapevole: tutela di sé e dei propri dati personali, gestione delle immagini online, esposizione a contenuti violenti, permanenza delle informazioni online e identità digitale, comportamenti negativi (cyberbullismo) e loro conseguenze (per approfondimenti su questa parte http://www.edumediacom.it/file/sicuri%20su%20internet.pdf).
  3. Coinvolgere la comunità locale, attraverso la proposta di incontri formativi per genitori sulla gestione educativa dei social media in famiglia. Gli incontri sono stati aperti a tutta la cittadinanza e organizzati in collaborazione con gli Enti Locali territoriali.

Per sviluppare dei percorsi efficaci e partecipati dagli insegnanti delle scuole coinvolte, si sono seguiti i seguenti criteri, che si sono dimostrati molto utili:

  • I contenuti dei percorsi di formazione per i docenti sono stati costruiti e definiti insieme alle scuole coinvolte. Sono stati organizzati per prima cosa incontri con i dirigenti scolastici e referenti delle scuole, chiedendo loro che cosa aveva senso proporre per quella specifica scuola e quei determinati insegnanti rispetto al tema della didattica online e degli strumenti correlati. In questo modo sono state costruite delle proposte formative che rispondevano ai bisogni effettivi degli insegnanti, e ciascun corso ha avuto così più di 30 iscritti e partecipanti effettivi, anche se proposto nel corso dell’Anno Scolastico a programmazione già definita;
  • E’ stato scelto di puntare sulle competenze esistenti nelle scuole, cercando ed individuando tra gli insegnanti presenti chi fosse in grado di tenere i corsi sugli argomenti indicati. Sono stati pertanto coinvolti alcuni insegnanti che, per il proprio percorso scolastico e professionale, potevano svolgere efficacemente la formazione per i colleghi e sono state valorizzate in questo modo le competenze esistenti (in qualche caso molto alte).
  • E’ stato scelto di individuare i formatori mancanti, quindi esterni, comunque tra insegnanti e quindi esperti di didattica, in modo da favorire la trasmissione delle conoscenze tra colleghi evitando la lezione/conferenza in favore di una approccio pratico/laboratoriale.
  • Le scuole hanno potuto scegliere le classi e il numero di alunni da coinvolgere nei percorsi rivolti direttamente ai propri alunni.
  • Le scuole hanno potuto scegliere temi (contenuti) e numero di incontri da rivolgere ai genitori in ciascuno dei Comuni di residenza dei plessi scolastici.

L’intero progetto è stato costruito insieme alle scuole coinvolte e realizzato con contenuti concordati e condivisi. (Programma e percorsi delle attività formative organizzate sono visibili a questo link).

Organizzazione

L’impianto complessivo del percorso formativo è nato dall’analisi di alcuni bisogni emergenti, in particolare:

  1. Per gli alunni: comprensione delle potenzialità degli strumenti digitali che utilizzano ogni giorno, bisogno di essere protagonisti del proprio percorso di apprendimento (che condotto in forma attiva permette di elaborare e recuperare continuamente la conoscenza generando collegamenti con le esperienze).
  2. Per i docenti: conoscenza e uso delle nuove tecnologie che contribuiscono ad integrare le metodologie didattiche formali con quelle informali, modificando gli ambienti di apprendimento in modo tale da renderle più coerenti con i bisogni delle giovani generazioni. La maggiore assunzione di responsabilità sociale dovrebbe favorire una visione maggiormente collaborativa e collegiale del corpo docente.
  3. Per le famiglie: i cambiamenti sociali in atto dovuti all’uso delle tecnologie vanno conosciuti per migliorare le responsabilità e le scelte di ciascuno; i genitori devono essere maggiormente informati sul fenomeno dei social network, conoscere potenzialità e rischi dei nuovi mezzi per tutelare e orientare i figli con maggiore consapevolezza. Il progetto ha previsto infatti incontri per i genitori proprio su queste tematiche.
  4. Per le Scuole aderenti al progetto: il Progetto si presenta come opportunità per condividere riflessioni e pratiche tra i docenti, per convergere su obiettivi di cambiamento e metodologie innovative e per approfondire il rapporto tra scuola e territorio.

La prima azione è stata la formazione in parallelo di gruppi di docenti sul Metodo Cooperativo e della Flipped Classroom. I temi hanno sviluppato aspetti quali: l’uso mirato della LIM, la possibilità di utilizzare e costruire video e mappe concettuali durante le lezioni, la destrutturazione e ricostruzione degli ambienti di apprendimenti a partire dalla classe.
La seconda azione ha riguardato il ruolo di Internet e dei social media nella vita degli alunni e nei loro processi di apprendimento. Gli incontri organizzati con gli alunni hanno avuto l’obiettivo di condividere con loro le informazioni di base per comprendere funzionamento e potenzialità della rete internet, ma anche i rischi di un utilizzo non consapevole (tutela di sè e dei propri dati personali, gestione delle immagini online, esposizione a contenuti violenti, permanenza delle informazioni online e identità digitale, comportamenti negativi e loro conseguenze/cyberbullismo, download, diritto d’autore, adescamento, uso eccessivo di Internet/dipendenza, etc).
La terza azione ha individuato percorsi nei quali attuare i contenuti delle prime due (metodo cooperativo e ruolo dei media) in azioni sperimentali di apprendimento. Si è cercato il coinvolgimentO in ogni scuola degli insegnanti esperti nell’uso delle nuove tecnologie e di metodologie cooperative e integrate.

La formazione degli insegnanti

La formazione rivolta agli insegnanti ha avuto come scopo principale individuare cosa e come realizzare ambienti di apprendimento con l’uso delle tecnologie educative.
Si è scelto di utilizzare il termine tecnologie dell’educazione, riprendendo la definizione di Mc Luhan del 1967: “un complesso sistema di artefatti (oggetti) che possono potenziare la comunicazione didattica e come tale intervenire nei processi di insegnamento/apprendimento.
Si è cercato di comunicare ai partecipanti che l’obiettivo non è dover fare per forza con le tecnologie, ma progettare ciò che didatticamente ha senso fare con esse, senza arroccarsi su vecchie posizioni o rincorrere l’ultima moda. Spesso infatti gli insegnanti si sentono inadeguati di fronte ai cambiamenti e alle novità portate dagli strumenti tecnologici.
L’idea progettuale è stata centrata quindi sul far comprendere che lo scopo è rendere l’ambiente di apprendimento progettato per gli alunni naturalmente integrato con strumenti digitali e con mediatori più tradizionali. E’ infatti fondamentale attuare un passaggio ad un uso consapevole delle tecnologie, dove è il docente che sceglie, valuta e progetta quali strumenti e quali strategie vanno messi in campo in un percorso di apprendimento con gli alunni. Viene quindi prima la didattica e poi vengono gli strumenti.
Considerati i livelli diversificati di competenze possedute dai corsisti, si è scelto quindi di centrare l’attenzione sulla didattica e sulle pratiche che gli insegnanti già utilizzano nella loro attività quotidiana, cercando di far scoprire come queste possono cambiare con l’uso delle tecnologie.
Si sono approfondite le seguenti tematiche:

  1. Le tecnologie educative come ambienti di apprendimento: tecnologie dell’educazione come mediatori didattici che gestiscono informazioni, agendo sulle modalità con cui l’informazione viene trasmessa e su come l’utente la riceve, la gestisce, la rielabora; concetti di multimedialità, interattività, ipertestualità; definizione di ambiente di apprendimento, dal testo delle “Indicazioni” alle possibilità offerte dalle tecnologie; le competenze base del docente nell’uso delle tecnologie.
  2. Tecnologie educative e stili di apprendimento: alunni e cittadinanza digitale; punti di forza e punti di debolezza nell’uso delle tecnologie in classe; LIM, tablet, notebook, dove, come, quando usare questi strumenti e con quali scopi, obiettivi e opportunità.
  3. Tecnologie educative dal fare all’essere: strumenti.

Il percorso formativo ha utilizzato la piattaforma Edmodo, con l’organizzazione di classi virtuali per ogni gruppo docente. Le classi dei docenti agivano parallelamente allo sviluppo di una classe di alunni, gestita dal formatore. Questa modalità di proposta didattica =>realizzazione, ha consentito di motivare maggiormente gli insegnanti, in quanto ha offerto l’immediata esemplificazione di quanto proposto.
La piattaforma, oltre a consentire l’inserimento di materiali e l’interazione con i corsisti, ha offerto l’opportunità di condividere percorsi didattici significativi, sia segnalati dal formatore che realizzati dai docenti partecipanti al percorso formativo. Gli insegnanti hanno usato gli strumenti segnalati per documentare o presentare proprie attività legate ai progetti o percorsi didattici che stavano realizzando con gli alunni.


Figura 1 – La piattaforma Edmodo.

Sono stati presentati:

  • Software LIM, sia proprietari che liberi.
  • Strumenti di presentazione: PREZI e POWTOON.
  • Mappe concettuali: Cmap, wikimindmap, freemind, Kidinspiration….
  • Nuvole di parole: wordle e tagxedo.
  • Timeline: tiki-toki, dipity.
  • Strumenti per costruire mappe geo-grafiche: scribblemaps, community-walk.
  • Jimdo, costruire spazi online per documentare, creare luoghi interattivi, pubblicare giornalini di classe…


Figura 2 – Mappe concettuali e wordle.

Sono stati inoltre affrontate tematiche legate all’uso di immagini e video e al loro trattamento finalizzato all’uso didattico, sia in attività di autoproduzione da parte degli alunni che come oggetti documentali da pubblicare in rete. Nella logica del laboratorio sono stati accennati alcuni elementi per la costruzione di lapbook, ebook e digital storytelling.
Nello svolgimento del percorso formativo le tematiche e gli strumenti ad esse collegati sono stati di volta in volta concordati con il gruppo dei docenti sulla base dei loro bisogni formativi. Questa flessibilità organizzativa ha costituito un punto di forza e di buona riuscita del percorso, inserendo nella progettazione elementi di co-progettualità che si rendono fondamentali considerando la complessità delle competenze digitali e professionali degli insegnanti nella scuola. Va considerato inoltre che la formazione si è rivolta ad insegnanti della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di 1° grado, con un ventaglio di esigenze estremamente diversificato.

Conclusioni

L’esperienza ha evidenziato come sia fondamentale partire da una progettazione partecipata con gli utenti nella definizione del percorso formativo.
Affermano le “Indicazioni per il curricolo”:
La diffusione delle tecnologie di informazione e di comunicazione è una grande opportunità e rappresenta la frontiera decisiva per la scuola. … Il “fare” scuola significa oggi mettere in relazione la complessità di modi radicalmente nuovi di apprendimento con un’opera di guida, attenta al metodo, ai nuovi media e alla ricerca multi-dimensionale.
L’esperienza formativa ha voluto sollecitare negli insegnanti partecipanti l’attenzione verso l’uso didattico delle tecnologie, e ha messo in evidenza quanto sia importante progettare e realizzare questo tipo di percorsi formativi in modo stabile e continuativo, considerando come le modalità di apprendimento dei nostri alunni siano cambiate. La tecnologia è oggi sempre più piccola e portabile e consente di mantenere continuamente aperto il canale di connessione. Queste condizioni pongono come centrale a livello didattico il tema della competenza digitale. Se la scuola è buona non può prescindere dal fare con … e senza … le tecnologie, dove le competenze professionali del docente possano effettivamente mettere in azione quegli aspetti motivazionali e migliorativi nel rapporto tra insegnamento e apprendimento, tenendo inoltre in considerazione come la tematica della cittadinanza digitale è oggi, e lo sarà ancor di più in futuro, sempre più centrale. 

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