La formazione online e blended per la diffusione di pratiche innovative “capovolte”

  di Grazia Paladino1, Maurizio Maglioni2, Susanna Quaranta3 

1 docente di scienze e matematica, I.C. De Roberto a Zafferana (CT) e formatrice Flipnet – graziampl@gmail.com
2 docente di Chimica, IIS Domizia Lucilla (Roma) e presidente Flipnet
3 responsabile piattaforma didattica e sito Flipnet


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Negli ultimi anni sono state condivise numerose esperienze di docenti che per necessità o per voglia di sperimentare nuovi approcci didattici hanno reimpostato il loro modo di insegnare lasciando fuori dal quotidiano contenuti esclusivamente teorici a favore di pratiche esperienziali che mirassero allo sviluppo di competenze in contesti reali.
Il confronto in rete su forum e gruppi tematici ha fatto nascere collaborazioni anche tra docenti di discipline ed ordini di scuola differenti con lo scopo di disseminare buone pratiche che potessero essere utili anche ad altri professionisti della didattica.
Questo è stato uno dei motivi che ha fatto riunire nell’ associazione Flipnet molti dei docenti che già da quasi un quinquennio applicano la didattica capovolta sperimentando pratiche inclusive in senso lato. La didattica capovolta infatti attraverso l’uso di pratiche collaborative in classe permette di avere cura degli allievi più deboli, non escludendo gli studenti più dotati.
Da due anni Flipnet organizza corsi base e avanzati a cui già hanno aderito circa 800 docenti provenienti da tutte le regioni italiane.
Interessante il fatto che la maggior parte dei docenti che decidono di avviarsi alla didattica capovolta lo fanno per loro libera iniziativa al di fuori del piano di formazione programmato dall’istituzione scolastica nella quale prestano servizio.
I corsi organizzati da Flipnet richiedono ai docenti un semplice equipaggiamento tecnologico che consiste in computer o in alternativa tablet o netbook con connessione in rete. Le lezioni sono fruite attraverso una piattaforma Moodle a cui i corsisti accedono con un proprio account personale. L’accesso in piattaforma prevede anche di poter condividere la propria esperienza ed eventuali dubbi con i docenti del corso e con gli altri corsisti attraverso quattro forum tematici, un forum tecnico e la chat.

Il corso introduttivo al quale è stato dato il nome di “La didattica capovolta per tutti: capovolgere i B.E.S.“ pone le basi per la predisposizione didattica all’inclusività poiché, come già ribadito, il presupposto della didattica capovolta è il desiderio di poter raggiungere tutti gli allievi, qualsiasi sia il livello di partenza in cui si trovano e lo stile di apprendimento preferito (Fig.1).


Figura 1 – Schema del corso online “La didattica capovolta per tutti: capovolgere i BES”.

Il corso si svolge completamente a distanza, utilizza la metodologia della didattica capovolta ed è composto da 4 moduli consecutivi. Ognuno dei 4 moduli prevede 3 ore di attività didattica, divise in due fasi:

  • una fase di studio individuale con video lezioni (90 minuti), materiali didattici e l’assistenza di un tutor per il lavoro sulle esercitazioni,
  • una fase di lavoro di gruppo dove gli esperti dialogano in videoconferenza (90 minuti) sulle esercitazioni inviate e rispondono in diretta alle domande dei partecipanti.

Per ottenere al termine del corso l’attestato di partecipazione riconosciuto dal MIUR (decreto del 27 luglio 2014) occorre completare almeno 3 esercitazioni sulle 4 previste.

Il primo modulo, gestito da una psicoterapeuta specializzata in neuropsicologia dello sviluppo, tratta le tematiche relative alla individuazione e gestione dei ragazzi con Bisogni Educativi Speciali individuati dalla direttiva MIUR del 27/12/2012. Gli altri moduli sono invece curati da docenti esperti di didattica capovolta e spiegano con attività pratiche descritte nei dettagli come capovolgere le pratiche didattiche. Attraverso le videolezioni i corsisti affrontano diverse tematiche del tipo:

  • comunicare efficacemente con studenti e genitori in merito all’approccio capovolto,
  • come creare e gestire un proprio sito didattico (realizzato sfruttando Google sites),
  • come creare le proprie videolezioni utilizzando webware ad accesso gratuito presenti in rete,
  • come personalizzare videolezioni condivise in rete da altri docenti della stessa disciplina,
  • come organizzare attività collaborative per gruppi misti o omogenei che puntino a sviluppare competenze complesse .

In ciascun modulo i docenti sono invitati alla produzione di compiti come lo studio di caso con compilazione del PDP e la stesura di un piano didattico per un allievo con DSA (Mod.1), la creazione di un proprio sito didattico realizzato sfruttando le risorse offerte da Google site (Mod. 2), la realizzazione di una videolezione personale (Mod.3) e la progettazione di una vera e propria lezione capovolta correlata alla videolezione, con attività da far realizzare in classe ideate in modo da includere anche eventuali alunni con bisogni educativi speciali (Mod. 4).

L’approccio didattico per chi si iscrive ai corsi Flipnet è quindi anch’esso capovolto. Infatti i corsisti studiano prima le videolezioni degli esperti formatori e consultano i materiali aggiuntivi e poi alla fine di ciascun modulo “incontrano” i formatori per il webinar tematico dove si chiariscono dubbi e si analizzano i punti di forza e di debolezza dei prodotti delle esercitazioni.
Accanto al percorso a distanza, è stato organizzato anche un percorso misto (Fig.2).


Figura 2 – Schema del corso blended.

Le tematiche trattate sono le stesse, ma il percorso è blended, in presenza e a distanza. Un incontro in presenza (3 ore) all’inizio del corso introduce i corsisti alle basi pedagogiche della didattica capovolta e alla realizzazione e gestione del repository personale per le lezioni “flippate”; successivamente, nell’intervallo didattico in cui gli iscritti saranno supportati a distanza, si assiste a videolezioni modulari in cui sono trattate le stesse tematiche già analizzate per il corso base, e si sperimenta gradatamente la nuova metodologia per poi riportarne e discuterne i risultati in gruppo nel secondo incontro in presenza che chiude il percorso di formazione (3 ore).
Anche in questo caso gli iscritti durante le diverse fasi del percorso dovranno realizzare il sito personale, una o più videolezioni e progettare le attività da far realizzare in classe ai propri allievi.

Negli ultimi anni sono state condivise numerose esperienze di docenti che per necessità o per voglia di sperimentare nuovi approcci didattici hanno reimpostato il loro modo di insegnare lasciando fuori dal quotidiano contenuti esclusivamente teorici a favore di pratiche esperienziali che mirassero allo sviluppo di competenze in contesti reali.
Il confronto in rete su forum e gruppi tematici ha fatto nascere collaborazioni anche tra docenti di discipline ed ordini di scuola differenti con lo scopo di disseminare buone pratiche che potessero essere utili anche ad altri professionisti della didattica.
Questo è stato uno dei motivi che ha fatto riunire nell’ associazione Flipnet molti dei docenti che già da quasi un quinquennio applicano la didattica capovolta sperimentando pratiche inclusive in senso lato. La didattica capovolta infatti attraverso l’uso di pratiche collaborative in classe permette di avere cura degli allievi più deboli, non escludendo gli studenti più dotati.
Da due anni l’associazione per la didattica capovolta Flipnet organizza corsi base e avanzati a cui già hanno aderito circa 800 docenti provenienti da tutte le regioni italiane.
Interessante il fatto che la maggior parte dei docenti che decidono di avviarsi alla didattica capovolta lo fanno per loro libera iniziativa al di fuori del piano di formazione programmato dall’istituzione scolastica nella quale prestano servizio.
I corsi organizzati da Flipnet richiedono ai docenti un semplice equipaggiamento tecnologico che consiste in computer o in alternativa tablet o netbook con connessione in rete. Le lezioni sono fruite attraverso una piattaforma Moodle a cui i corsisti accedono con un loro account personale. L’accesso in piattaforma prevede anche di poter condividere la propria esperienza ed eventuali dubbi con i docenti del corso e con gli altri corsisti attraverso quattro forum tematici, un forum tecnico e la chat.
Il corso introduttivo al quale è stato dato il nome di “La didattica capovolta per tutti: capovolgere i B.E.S.“ pone le basi per la predisposizione didattica all’inclusività poiché, come già ribadito, il presupposto della didattica capovolta è il desiderio di poter raggiungere tutti gli allievi, qualsiasi sia il livello di partenza in cui si trovano e lo stile di apprendimento preferito (Fig.1).

Punto di forza imprescindibile di tutti i percorsi proposti è senza dubbio la condivisione delle esperienze formative attraverso la discussione tra pari. In tutti i corsi progettati si cerca di trasmettere ai colleghi iscritti quanto sia assolutamente uno strumento imprescindibile il mettere in comune ciò che si realizza e sperimenta in classe. L’utilizzo del forum, la chat o ancora il gruppo Facebook “La classe capovolta” permette di raggiungere questi risultati. Sapere che non si è soli quando si intraprende un nuovo percorso aiuta senz’altro nel superamento di problematiche routinarie, gestionali ed organizzative. Tutti i corsisti iscritti ai percorsi formativi sono suddivisi in gruppi e sono sollecitati ad inviare feedback valutativi (in accordo ad indicatori specifici per l’obiettivo richiesto), inseriti direttamente come commento sul sito personale del docente iscritto o, in alternativa, privatamente tramite posta elettronica. Molto spesso i corsisti suggeriscono nuove risorse didattiche, già sperimentate in precedenza, o indicano il modo con cui hanno risolto un problema nella realizzazione del prodotto richiesto o nella gestione reale delle attività organizzate in classe. Si cerca quindi di stimolare un confronto dinamico e costruttivo che spesso nelle scuole manca per motivi diversi perfino fra i colleghi del proprio consiglio di classe.
Un’ultima osservazione: apprendere il metodo capovolto è come imparare uno strumento musicale: non si può apprendere da un articolo o da un seminario. Serve poca teoria, tanta pratica e qualche amico con cui suonare insieme. 

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