La Certificazione EPICT eSafety

  di Angela Maria Sugliano

Laboratorio ELKM – DIBRIS Università di Genova __________________________

 sugliano@unige.it

 scarica la versione PDF del lavoro 

Sono dodici anni che ai docenti italiani viene proposta una formazione all’uso pedagogico delle tecnologie digitali secondo il modello definito nell’anno 2005 come esito del progetto Europeo EPICT, European Pedagogical ICT Licence (Certificazione EPICT in Italia). Nel 2005 quando si parlava di “licence”, cioè di “patente” non era ancora chiaro il concetto di competenza e di certificazione: è del 2006 la Raccomandazione europea sulle Competenze chiave e del 2008 il programma EQF (European Qualification Framework) che definisce la progressione in 8 livelli delle conoscenze, abilità e competenze.
Nel 2005, come esito del progetto europeo EPICT, è stato costituito un consorzio fra i partner, gruppo di lavoro che si è esteso nel tempo a molti altri soggetti nel Mondo. Esito del progetto era stata la definizione di un syllabus (quindi un “indice di contenuti”), dei relativi materiali didattici, di un modello di formazione costituito da strategia didattica e definizione di una particolare figura di formatore, il “facilitatore”.
Scopo del consorzio Europeo era ed è, l’aggiornamento del syllabus e la proposta a soggetti su base nazionale di divenire gestori dei corsi secondo il modello definito e localizzatori/sviluppatori dei materiali didattici sulla base delle esigenze proprie del Paese.

Dal Corso EPICT alla Certificazione.

In Italia il partner del progetto è stato il dipartimento DIST, oggi DIBRIS (Dipartimento di Bioingegneria, Robotica e Ingegneria dei Sistemi) dell’Università di Genova, che in collaborazione con il dipartimento DISFOR (Scienze della Formazione), ha iniziato a proporre corsi di perfezionamento e master sulla base del syllabus EPICT. Nel tempo il concetto di syllabus è evoluto: non più solo “indice” del corso, ma “indice delle competenze” che il docente dovrebbe possedere per essere considerato “competente” nell’uso pedagogico delle tecnologie digitali. Il corso EPICT è diventato una “formazione certificata” e nel 2013, con la legge che ha sancito anche per l’Italia la possibilità di certificare le competenze che i cittadini possono aver acquisito in modo non formale o informale, si è avviato un percorso per il solo riconoscimento delle competenze EPICT. Nel 2008 è stato siglato un accordo con AICA per il collegamento della Certificazione EPICT Silver all’allora ECDL Core start, oggi con la Nuova Certificazione ECDL i moduli Computer Essentials, Online Essentials, Word Processing, Spreadsheets.

Il Syllabus EPICT: una road-map delle competenze di uso pedagogico delle tecnologie digitali.

Il merito del syllabus EPICT è duplice: da un lato identificare le aree di competenza necessarie al docente per usare gli strumenti digitali per insegnare, dall’altro elencare precisamente cosa il docente deve “essere in grado di fare”. E’ una roadmap utilissima sia per verificare le proprie aree di competenza (acquisite anche in modo non formale), sia per decidere il percorso formativo da intraprendere. E il Syllabus è l’elemento di qualità dell’intero modello EPICT che si propone di accogliere e accompagnare i docenti e la Scuola a divenire e rimanere competente nell’uso pedagogico delle tecnologie sempre in evoluzione.


Figura 1 – Framework delle Certificazioni EPICT.

I materiali didattici e il metodo formativo EPICT: per far nascere il rapporto fra Scuola e Società digitale.

Ha il suo fascino sfogliare i materiali EPICT del 2005: in quanto materiali frutto della collaborazione internazionale, erano sicuramente più avanti rispetto sia alle esigenze sia alle conoscenze dei docenti del nostro Paese, ma tanto del mondo digitale di oggi non esisteva: a partire dai blog e dai social network, alle LIM, gli smartphone, i tablet, le applicazioni web… Nel 2005 le tecnologie digitali erano presenti nel mondo delle organizzazioni, tradizionalmente lontano da quello della Scuola, e per questo poco se ne sentiva la “necessità” nel mondo scolastico. Oggi i moduli EPICT comprendono tutte le tecnologie presenti e a disposizione dei docenti e vengono sempre aggiornati per rimanere in linea con gli sviluppi della società digitale. La prossima sfida sarà il mondo delle simulazioni più ampiamente intese: dagli ambienti virtuali più innovativi alle stampanti 3D come porta verso le competenze richieste dalla società dei Fab Lab.
Oggi il mondo digitale, la società digitale, è una realtà, e la Scuola è prepotentemente chiamata ad occuparsene: anche i docenti più restii si rendono conto che il rapporto fra Scuola e società digitale dev’essere avviato. L’esigenza di competenza digitale necessaria per il lavoro futuro degli studenti è stata sostituita dall’esigenza di usare strumenti che non sono solo più per la produttività ma per la conoscenza: la sua fruizione, la sua produzione. E la Scuola è il luogo dove si imparano a usare gli strumenti per conoscere: tutti i docenti fatta questa riflessione sentono l’esigenza di avviarsi all’uso pedagogico delle tecnologie digitali.
I materiali EPICT sono lo sviluppo del syllabus. Ogni Modulo didattico EPICT descrive:

  • Le competenze (sulla base degli assi culturali e delle competenze di cittadinanza) che l’uso della specifica tipologia di tecnologia rende possibile raggiungere.
  • Le modalità di uso di quella tecnologia in classe per rendere “trasparente” quella tecnologia e sfruttarne le potenzialità per raggiungere gli obiettivi disciplinari ed educativi che il docente si pone.

Il metodo formativo EPICT si basa su due elementi:

  • il lavoro di gruppo,
  • la valutazione formativa da parte di un facilitatore esperto nella formazione degli adulti e in particolare dei docenti alle competenze descritte nel syllabus EPICT.

Per ogni modulo della Certificazione viene chiesto ai docenti in gruppo di progettare uno scenario di apprendimento che veda l’uso di quella tecnologia digitale: la discussione che naturalmente scaturisce dal lavoro collaborativo attiva l’attitudine a pensare concretamente all’uso di una determinata tecnologia per raggiungere un obiettivo disciplinare ed educativo; la valutazione formativa si configura come “consulenza” da parte di un pari esperto capace di indirizzare e far “metabolizzare” le conoscenze e abilità scaturite durante il lavoro di gruppo. In una parola: sviluppare competenza.

La Certificazione EPICT eSafety e i corsi eSafety.

Il Syllabus dal 2005 ha visto una evoluzione nei contenuti dei singoli moduli e nei moduli stessi. Ultima certificazione nata è la Certificazione e-Safety, certificazione presente sia in Inghilterra che in Italia. In Italia i contenuti sono stati sviluppati dalla collaborazione del team del nodo italiano EPICT che hanno fornito il taglio pedagogico, e dagli esperti della Polizia Postale e delle Comunicazioni che hanno fornito il taglio metodologico per formare la competenza di usare con sicurezza le tecnologie digitali a Scuola.
L’innovazione della Certificazione eSafety sta nel contestualizzare nelle concrete situazioni didattiche che il docente si trova a vivere con i suoi studenti, i rischi che si corrono a Scuola quando si usano le tecnologie digitali.
Nei corsi per la certificazione eSafety, focalizzando su 5 macro-scenari di apprendimento, il docente è accompagnato a considerarne gli intrinseci pericoli e i rischi che possono attivarsi quando i ragazzi agiscono in quello scenario. Perché si parla di “innovazione” relativamente a questo approccio? Perché usualmente si propone ai docenti l’elenco dei pericoli della rete senza aiutarli a contestualizzare – caso per caso – quando quei pericoli divengono veramente un rischio per loro, i loro ragazzi, la Scuola.
Il docente è accompagnato nel percorso di formazione a considerare per ogni contesto specifico le strategie di prevenzione che possono essere messe in atto e le strategie per affrontare il rischio una volta che questo si sia verificato. Ma non solo. E’ necessario pensare anche a strategie per ricostituire la situazione prima del pericolo verificato: infatti a Scuola si insegna e si impara e gli “intoppi” dovrebbero essere superati nel minor tempo possibile per tornare a fare quello che era in programma.
Dal punto di vista della strategia didattica il percorso proposto è il seguente e in linea con la strategia didattica di tutti i corsi EPICT:

  • In gruppo si progetta uno scenario di apprendimento:
    • se ne prende in considerazione il pericolo potenziale e il rischio che potrebbe attivarsi sulla base dei contenuti del modulo didattico,
    • si progettano e realizzano gli strumenti per la sua prevenzione, gestione dell’emergenza, ricomposizione.
  • Il Facilitatore rende al gruppo un feedback facendo riflettere su quanto realizzato e indirizzando al miglioramento.
  • Individualmente il docente viene chiamato a fare una indagine degli strumenti di prevenzione presenti nella propria scuola e la scrittura delle possibili regole per l’uso sicuro delle tecnologie digitali nella propria realtà.

Le prime esperienze di corsi per la Certificazione eSafety mettono in evidenza il valore di questo approccio: non solo “parlare” di sicurezza, ma concretamente affrontare le situazioni che si potrebbero verificare a Scuola e trovare soluzioni. I docenti apprezzano non solo l’essere stati avviati alla “cultura della sicurezza”, ma l’aver compreso il linguaggio della sicurezza, cosa che rende più agevole il rapporto con i tecnici sia per chiedere sia per comprendere. Anche i tecnici della scuola che hanno frequentato i corsi, dichiarano soddisfazione: hanno finalmente linguaggio per far comprendere ai docenti i rischi che corrono quando usano con superficialità gli strumenti e per accompagnarli a considerare strategie efficaci per la sicurezza della didattica digitale. 

Condividi!
Share On Twitter

You may also like...

Show Buttons
Share On Facebook
Share On Twitter
Share On Google Plus
Hide Buttons