La mia flipped classroom

  di Tiziana Saponaro

 

saponarot@aol.com

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Insegno inglese nel triennio di in un Istituto Tecnico Industriale, nella sezione di informatica. Tre anni fa ho creato un sito web/repository con le mie lezioni flipped. Si tratta di un ambiente virtuale per l’apprendimento della lingua inglese, dove pubblico i materiali didattici sostitutivi del libro di testo e i contenuti proposti durante le mie lezioni come:

  • video lectures e tutorials che introducono e spiegano gli argomenti trattati,
  • minilessons, articoli di argomento tecnologico, seguiti da attività di comprensione del testo,
  • discussion topics, per la conversazione in lingua inglese,
  • mind maps, per ripassare gli argomenti studiati,
  • quizzes con correzione immediata, per monitorare l’apprendimento e l’autovalutazione,
  • collaborative activities, finalizzate alla realizzazione di progetti multimediali da presentare alla classe in lingua inglese,
  • un e-portfolio, per condividere i progetti realizzati. 


Figura 1 – Sito/repository (saponar.blogspot.com).

Il sito è suddiviso in varie sezioni. Nella sezione "pages", in alto, ho pubblicato i programmi didattici delle varie classi, le griglie di valutazione, i materiali didattici, la programmazione annuale.
Nella sezione "tags", a sinistra, ho raccolto i post relativi ad ogni classe.
Sempre a sinistra, nel sito è presente una sezione "Web 2.0 toolbox", dove ho inserito i link ad applicazioni gratuite che gli studenti possono utilizzare per realizzare i loro progetti multimediali durante le attività laboratoriali.


Figura 2 – Web 2.0 toolbox.

Ho realizzato questo sito ponendomi i seguenti obiettivi:

  • insegnare agli alunni a sfruttare al meglio i nuovi canali di comunicazione e la crescente disponibilità di risorse educative;
  • sfruttare le potenzialità della rete a fini educativi e formativi;
  • utilizzare la tecnologia per interagire il più possibile con gli studenti;
  • attivare un processo di insegnamento-apprendimento flessibile e differenziato nei tempi e nei luoghi;
  • diffondere la conoscenza dei principali repository di materiali didattici presenti in rete;
  • concepire la tecnologia come il comune canale di comunicazione per il processo di insegnamento-apprendimento.

Come utilizzo il mio sito in alternativa al libro di testo?

  • per preparare lezioni multimediali, sfruttando materiali didattici presenti in rete, prodotti da me oppure dai colleghi;
  • per predisporre materiali di approfondimento o di ulteriore stimolo per la classe;
  • per gestire i recuperi: le video lezioni, le mappe concettuali e i quiz per l’autovalutazione sono sempre disponibili online e facilitano il recupero degli studenti con lacune da colmare;
  • per la creazione del mio personale archivio di lezioni, spiegazioni ed esercitazioni;
  • per raccogliere in un portfolio digitale e per condividere i progetti multimediali realizzati dagli studenti.

La mia metodologia flipped: lezioni a casa e compiti/attività laboratoriali a scuola.
La mia lezione di inglese in modalità flipped, per gli studenti di informatica, si svolge nel modo seguente:

1. Introduco l’argomento in un post sul mio sito web, con i link ai materiali didattici online che i ragazzi dovranno utilizzare per studiare la lezione.
Il tradizionale libro di testo è quindi sostituito da lezioni multimediali interattive realizzate con l’applicazione ThingLink.com e pubblicate sul sito.
A casa gli studenti guardano un video di 10/15 minuti e rispondono ad alcune domande di comprensione; oppure leggono un testo e svolgono alcuni brevi esercizi; in alternativa, ascoltano un podcast, ripassano quanto studiato con una mappa concettuale e poi si esercitano con un quiz.


Figura 3 – Esempio di lezione multimediale.

2. Il giorno dopo, in classe, i ragazzi discutono su quanto appreso a casa.


Figura 4 – Brainstorming.

Se ci sono dubbi su quanto studiato gli alunni pongono domande e ottengono chiarimenti. Vengono effettuate le interrogazioni formative, con domande relative alla video lezione guardata a casa e conversazioni alla lavagna. I ragazzi che non hanno studiato la lezione a casa seguono comunque il dibattito o in alternativa guardano la video-lezione sulla LIM o sul proprio device e poi fanno un quiz alla LIM.
Dopo alcune lezioni, si organizzano attività collaborative (pair o group-work) finalizzate alla realizzazione di progetti multimediali (ebooks e digital magazines, timelines, digital posters, multimedia presentations)


Figura 5 – Attività laboratoriali.

Una volta realizzati, i progetti multimediali vengono presentati in inglese dagli studenti al resto della classe, da me valutati (interrogazioni sommative), raccolti in un e-portfolio e infine pubblicati sul sito.


Figura 6 – e-portfolio.

Osservazioni finali e risultati

I risultati alla fine dei primi tre anni di sperimentazione sono stati decisamente positivi. Tutti gli alunni, sia quelli appartenenti alle fasce di livello alte che i meno bravi, hanno migliorato le competenze, la motivazione verso lo studio della lingua inglese e anche l’autostima. In classe gli alunni hanno dimostrato di saper dialogare, di collaborare con i compagni e creare oggetti didattici originali, mettendo in pratica le conoscenze apprese durante lo studio capovolto effettuato a casa e dimostrando di avere acquisito le competenze richieste.
Gli studenti hanno utilizzato Facebook e What’sApp per comunicare tra loro e scambiarsi informazioni riguardo alle consegne assegnate. Hanno usato tablet e smartphones per studiare e realizzare progetti multimediali. L’uso dei social network e della tecnologia applicata alla didattica capovolta ha fatto scoprire ai ragazzi un modo più divertente e coinvolgente di studiare.
Il mio tempo a disposizione in aula, liberato da quello normalmente occupato per le spiegazioni nelle lezioni tradizionali, è stato utilmente speso praticando una didattica per competenze e mi ha permesso di seguire le attività applicative al fianco dei miei studenti, offrendo spunti per l’approfondimento, laboratori ed esercitazioni. Ho così avuto più tempo per conoscere i miei ragazzi e parlare con loro e ho avuto anche più tempo da dedicare a quelli in difficoltà. Gli stessi studenti più brillanti e motivati ne hanno tratto beneficio, dedicandosi ad attività diversificate e maggiormente complesse, ma anche aiutando i compagni in difficoltà e maturando nuove competenze attraverso queste attività di tutoring

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