Didattica Nuova: un cammino lungo un primo tratto di sperimentazione

  di Linda Giannini

Docente I.C. don Milani Latina, ambasciatrice eTwinning
e Samsung Educational Ambassador

calip@mbox.panservice.it

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Figura 1 – Disegno di Giorgia Pavia, studentessa classe 1D scuola secondaria primo grado (a.s. 2014/2015).

Quando nel maggio 2014 conobbi attraverso Pier Cesare Rivoltella il progetto Smart Future, trovai da subito molto interessante l’opportunità offerta al mio istituto di sperimentare il metodo degli EAS (Episodi di Apprendimento Situati). Informai subito il dirigente scolastico Laura De Angelis e, con il suo accordo, venne scelta per l’anno scolastico 2014/2015 una delle quattro classi prime di scuola secondaria di primo grado la quale principalmente avrebbe testato percorsi di didattica nuova, oltre che le tecnologie messe a disposizione della Samsung. Le altre tre classi prime di scuola secondaria di primo grado vennero quindi “contrassegnate” come “classi di controllo”.

L’osservatorio sui media e i contenuti digitali nella scuola, sulla base delle mie competenza sia sul piano tecnologico che didattico, mi ha attribuito da subito (anche se docente di scuola dell’infanzia) il ruolo di referente e coordinatrice del progetto del mio istituto inserendomi, allo stesso tempo, nel Corso di Alta Formazione (CAF) per Ambassador dell’Università Cattolica di Milano. Ho svolto quest’ultimo nel periodo ottobre 2014 – maggio 2015 insieme ad una trentina di colleghe/i di tutta Italia aventi anch’essi i miei medesimi requisiti. Il CAF e si è concluso a Brescia con un colloquio finale; Simona Ferrari, Pierpaolo Limone, Livia Petti, Pier Cesare Rivoltella, Serena Triacca hanno fatto parte della commissione esaminatrice.

LE FASI DELLA SPERIMENTAZIONE

Durante il mese di luglio 2014 ho preso accordi con l’azienda che ha poi provveduto a dotare l’aula della classe sperimentale –prima dell’inizio delle lezioni del nuovo anno scolastico – di:

  • una e-Board Samsung di ultima generazione;
  • un dongle collegato alla e-Board Samsung di cui sopra;
  • un tablet “insegnante”;
  • un tablet per ognuno dei 24 studenti della classe prima;
  • un tablet “jolly” per docenti/studenti;
  • un computer portatile Samsung dedicato al progetto Smart Future ed alla Samsung School.

Data la libertà di coordinamento e di gestione da parte di noi docenti referenti all’interno della istituzione scolastica di appartenenza, ho pensato che essendo il mio un istituto comprensivo, significativo poteva essere significativo estendere alcuni percorsi anche alla scuola dell’infanzia e primaria.

Ho quindi assegnato da subito un tablet alla mia sezione di scuola dell’infanzia che è l’unica ubicata all’interno della sede centrale (detta collocazione favorisce da anni la verticalizzazione dei progetti). Quanto alla scuola primaria, questa ha avuto la possibilità di usare un altro tablet ottenuto con il progetto “insieme per la scuola”

Per poter documentare la sperimentazione in itinere ho aperto a settembre 2014 un blog in Web-X (Web-X è un progetto nazionale del MIUR che ha lo scopo di agevolare i docenti nell’uso delle nuove applicazioni del web, offrire spunti, risorse, suggerimenti ed esempi per facilitare l’uso di dette applicazioni nell’attività scolastica) assegnandogli il nome “DIDATTICA NUOVA”. Nello stesso mese, per favorire la comunicazione tra i docenti sperimentatori, me e la ricercatrice Maria Filomia (Pedagogista Phd in Scienze Umane e della Formazione e ricercatrice del progetto) ho creato una mailing list mediante Yahoo groups.
Sin dalla prima mail indirizzata a colleghe/i del mio istituto ho sottolineato che essendo Smart Future un progetto che colloca le ICT, oltre che come “ambienti di formazione e apprendimento” anche come “media” di comunicazione, la nostra sala insegnanti sarebbe stata virtuale (con interazioni e confronti da svolgersi principalmente all’interno della mailing list).

Allo stesso tempo ho precisato che ciascun docente sperimentatore avrebbe avuto la possibilità di calare il progetto secondo:

  • la programmazione di sezione/classe
  • il metodo degli EAS
  • i propri stili di insegnamento
  • i ritmi di apprendimento di alunne/i

Le famiglie sono state informate della sperimentazione a settembre 2014, a dicembre 2014 ed anche in occasione dell’open day. Hanno inoltre avuto modo di seguire in itinere il suo svolgimento attraverso il blog Segni di Segni, Didattica Nuova ed il diario di bordo on line presente nel sito La Scatola delle Esperienze. Durante l’anno scolastico è stato proposto un questionario a genitori, a docenti sperimentatori ed al dirigente scolastico.

Il progetto Smart Future ha previsto la formazione dei docenti sperimentatori che indicativamente- si è concretizzata mediante:

  • un training operativo a cura di un responsabile dell’azienda installatrice delle tecnologie e della Samsung School (a settembre 2014);
  • un corso supplementare da parte del tecnico esterno incaricato della manutenzione delle ICT nel nostro istituto (a dicembre 2014);
  • un incontro dedicato al metodo degli EAS condotto da me e dal dirigente scolastico ella mia scuola (a dicembre 2014);
  • un incontro dedicato al progetto a cura della ricercatrice Maria Filomia (a gennaio 2015)

Approfondimenti come auto-formazione individuale da parte dei docenti sono stati possibili attraverso la lettura del libro di Pier Cesare Rivoltella Fare didattica con gli EAS (2013 ed. La Scuola) e la visione di video informativi.


Figura 2 – Video-intervista di Linda Giannini e Carlo Nati a Pier Cesare Rivoltella, professore ordinario di Didattica e Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento (Università Cattolica di Milano), fondatore del CREMIT e presidente della SIREM.

Sono inoltre stati affiancati a Smart Future incontri, relativi al progetto Smart Family “Web Sicuro”, realizzati grazie agli esperti del MOIGE; questi hanno coinvolto, oltre ai docenti del nostro istituto, anche i genitori e:

  • 270 studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado (a novembre 2014),
  • 400 alunne/i della scuola primaria e dell’infanzia (a gennaio 2015).


Figura 3 – Inviti e foto ricordo dell’incontro con gli esperti Moige-Smart Family per il progetto Web sicuro.

Sempre nell’ambito del progetto Smart Family WEB SICURO a maggio 2015 c’è stato nel teatro del nostro istituto un corso tenuto da Salvatore Fratejacci e Mauro Mariani al quale hanno preso parte i genitori di alunne/i, oltre che alcuni docenti. Le famiglie sono state intrattenute sui rischi di Internet e, in particolare, sul tema delle frodi finanziarie, attuate via Internet tramite tecniche quali: Phishing, Man in the Middle, ecc.

Si è trattato di una sessione interattiva, molto poco tecnica, con facili suggerimenti pratici. Per quanto mi riguarda, oltre a quanto proposto all’interno del mio istituto, ho preso parte ad un percorso formativo che si è tenuto a Roma a febbraio 2015.

Al termine del percorso proposto dal Moige, alunne/i del nostro istituto hanno partecipato parte al concorso Web sicuro con disegni, racconti e slogan.


Figura 4. Alcuni disegni candidati al concorso Moige-Smart Family per il progetto Web sicuro.

Tornando alla sperimentazione Smart Future, questa è la timetable:


Figura 5. Slide sulla tempistica del progetto Smart Future a.s. 2014/15 tratta dalla materiale dell’osservatorio sui media e i contenuti digitali nella scuola CREMIT – Università Cattolica di Milano

La partecipazione dei docenti del mio istituto alla “sala insegnanti virtuale” non ha escluso miei contatti diretti ed in presenza con colleghe/i, studenti e studentesse della classe sperimentale oltre che con quelle così dette “di controllo”.

Questi alcuni esempi di attività che ho proposto a docenti e alunne/i:

Ho inoltre mediato, con il supporto del dirigente scolastico e del DSGA (direttore servizi generali amministrativi), ogni volta che si è reso necessario un intervento da parte del tecnico esterno del nostro istituto, oltre che in occasione di eventuali criticità come, per esempio, la segnalazione di un tablet accidentalmente rotto da una studentessa e la chiusura – per ragioni di sicurezza – da parte dei vigili del fuoco dell’aula assegnata alla sperimentazione. A seguito di quest’ultimo evento si è reso necessario spostare la classe nella biblioteca dell’istituto con conseguente impossibilità ad utilizzare l’eboard.

Messaggi esemplificativi tratti da una mail a colleghe/i

 

Carissime/i,
informo che proprio l’altro giorno ho chiesto se c’erano novità circa il tablet rotto e mi hanno detto che sono in attesa di una risposta dalla Samsung. Appena ci saranno disposizioni vi farò sapere. Intanto propongo di far usare temporaneamente il tablet jolly alla studentessa (sottolineando, però, che si tratta di una soluzione non permanente).

Per quanto riguarda la nuova disposizione dei banchi, richiesta dalla sperimentazione stessa, quando la proposi per l’aula posta al primo piano, non fu possibile attuarla data l’eterogeneità dei banchi (aventi dimensioni ed altezze diverse) e la mancanza di prese alle pareti che, al contrario, sono presenti nella biblioteca dove ora è stata trasferita la sezione prima D.

Ottimo, quindi, che almeno il trasferimento in biblioteca abbia avuto questo vantaggio di ridisegnare il setting di apprendimento e che malgrado tutto la sperimentazione vada avanti.

Grazie a tutte/i per la collaborazione, Linda

***

Concordiamo di certo tutte/i che solo per una eboard mancante non e’ il caso di fermare la sperimentazione. Come dicevo anche oggi e come è chiaramente scritto anche nel libro che state leggendo (e che alcuni di voi hanno già terminato di leggere) l’EAS è una metodologia che può anche prescindere dalle tecnologie. In questo caso abbiamo i tablet … oltre che la connessione di cui ho sollecitato l’intervento da parte di Ludovico per ristabilirla (la quale può essere utilizzata per eventuali approfondimenti e/o ricerche) … manca solo la eboard…
Poco male… abbiamo comunque di che partire per la ricercazione

Inoltre ora c’è anche la possibilità di collegarci all’altro progetto di istituto eTwinning con il suo compleanno ed i pensieri per l’Europa. Per ogni altra eventualità ed urgenza fatemi sapere. Domani sarò alla RomeCup ma sono egualmente raggiungibile per email o direttamente qui, in mailing list, luogo preposto per tutte le interazioni di gruppo.
Grazie e buona serata, Linda

Per quanto riguarda bambine/i della scuola dell’infanzia e primaria sono stati coinvolti in maniera informale nella sperimentazione attraverso micro – percorsi legati:


Figura 6 – Coding, Web Whiteboard e tablet: esempi di esperienze con bambine/i della scuola dell’infanzia e primaria

Conclusioni

Questo cammino lungo un primo tratto di sperimentazione non ha termine qui. In occasione del Clinic di fine maggio 2015, CREMIT – UCSC ha assegnato alcune istituzioni scolastiche a me ed ai colleghi che hanno preso parte dal CAF (Corso di Alta Formazione). Dunque, a partire dal nuovo anno scolastico, le seguiremo in qualità di SEA (Samsung Educational Ambassador) secondo il previsto BLEC Model (Blended Learning, E-tivities, Coaching).

Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno consentito di prendere parte attiva a questa esperienza ed anche a quanti hanno collaborato fattivamente per la sua riuscita. In particolar modo il mio pensiero va a bambine/i e ragazze/i che con curiosità ed entusiasmo hanno contribuito alla realizzazione di una didattica nuova.
Il metodo degli EAS (Episodi di Apprendimento Situati) – con o senza le ICT – è quasi naturale nella scuola dell’infanzia. Credo però che in un istituto comprensivo sia importante estenderlo agli altri ordini scolastici, anche grazie a dei micro-percorsi comuni, così da rendere concreta la continuità educativa e didattica.

Sul finire di questo primo cammino, vi porterò al di fuori della scuola, a Piazza Navona, in una giornata dei luglio del 2014. Mentre alcune ragazze offrivano ai passanti un concerto di musica classica, ecco tra il pubblico un bambino sul passeggino, insieme ai suoi genitori. Questo da un lato ascoltava il concerto per 3 violini, archi e basso continuo RV 551 di Vivaldi, e dall’altra giocava con il tablet. L’ho osservato a lungo. Non si stava isolando o estraniando dal contesto reale in cui si trovava, dimostrazione ne è stata quella di vederlo applaudire felice al termine dell’esecuzione.


Figura 7 – Piazza Navona Luglio 2014: concerto e tablet a misura di bambino (Foto di Linda Giannini).

La scuola può però offrire maggiori opportunità di condivisione delle ICT così come può realizzare un solido e significativo ponte tra quella che è la vita al di fuori delle mura scolastiche.


Figura 8 – Scuola infanzia, primaria, secondaria primo grado e la condivisione delle tecnologie

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1. Progetti di verticalizzazione a.s. 2014/2015

2. Alcuni video formativi-informativi

3. Progetto web-X

4. Altre pubblicazioni di Linda Giannini su Bricks

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