Flipped lesson nella scuola primaria tra oralità e storia

  di Paolo Aghemo

I.C. Via Giuseppe Messina, Roma
paghemo@gmail.com


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Premessa

Nella scuola Primaria, in particolare modo nei primi anni, non è semplice attuare in toto una flipped classroom essenzialmente per due motivi, gli alunni non sono ancora autonomi nella ricerca (anche se guidata dai docenti) e produzione di materiali specifici, i genitori non sempre comprendono la valenza didattica di queste metodologie e a volte vietano a casa l’uso di device vari.
Per questo motivo cominciare con alcune discipline o tipologie di lezioni può essere un modo per cominciare ad utilizzare tale metodologia affiancandola ad altre pratiche rinforzando così l’aspetto motivazionale. 

Lettura e racconto rovesciati

Tale esperienza è possibile metterla in atto a partire già dal secondo quadrimestre della Prima.
Sin dall’inizio dell’esperienza scolastica si può mettere in campo un laboratorio di lettura quotidiana con la scelta di filastrocche, poesie, fiabe e brevi racconti. All’inizio è l’insegnante che legge ad alta voce per i suoi alunni. La lettura ad alta voce fatta dall’adulto (meglio se fatta non solo dall’insegnante ma anche dai genitori o da un adulto in genere) in modo espressivo risulta piacevole e crea l’abitudine all’ascolto, aumenta pian piano i tempi dell’attenzione e fa crescere il desiderio di imparare a leggere. Inoltre, se fatta in modo quotidiano per breve tempo, contribuisce ad arricchire il vocabolario degli alunni.
La scelta dei testi sarà man mano affinata anche dalle risposte della classe che si ha davanti, secondo il loro gradimento.
Alla lettura deve seguire un momento di confronto sulla stessa partendo da una rielaborazione del testo narrato da parte degli alunni, rielaborazione che serve da feedback sulla comprensione.
Questo percorso/processo, se attuato sin dai primi giorni di scuola primaria (meglio se fosse posto in atto in modo continuativo già dalla scuola dell’Infanzia) pone in atto il primo processo cognitivo presente nella storia dell’umanità sin dall’antichità che è il racconto orale.
B. Schank afferma infatti, nel suo libro “Raccontami una storia”, che è proprio attraverso il racconto orale che si innesca il processo cognitivo. La narrazione è un atto cognitivo vero e proprio e non solo per la disciplina “lingua” ma andrebbe utilizzato come metodologia di approccio alle varie discipline.

Dopo la prima fase, svolta dall’insegnante, si passa, con ritmo lento ma progressivo, alla seconda, quella della lettura personale. Importante è la scelta di testi adeguati all’età (per la classe prima mi sono basato su una collana che dà indicazioni di riferimento anagrafiche) con testi scritti in stampato maiuscolo più facilmente fruibili.
In parallelo proseguiva la lettura quotidiana fatta dall’insegnante. Terminata la lettura del proprio libro ogni alunno, a turno, raccontava con parole proprie e in modo semplice, senza valutazione, il suo testo descrivendo i personaggi principali e i fatti narrativi che lo avevano interessato maggiormente. Concludeva poi consigliando il libro a uno o più compagni.
Finito il giro di narrazioni, massimo 3 o 4 al giorno, si procedeva allo scambio dei testi fra gli alunni basandosi sulle loro indicazioni.

Quest’attività di tipo laboratoriale ha creato entusiasmo e aumento motivazionale elevato verso la lettura in molti alunni della classe. Per questo con il passaggio alla classe successiva si è proceduto ad una programmazione specifica dando continuità e stabilità all’attività sin dai primi giorni al rientro delle vacanze estive. Si sono mantenuti alcuni parametri:

  • scelta libera del testo da parte degli alunni;
  • lettura a casa o nei momenti liberi in classe;
  • narrazione alla classe fatta nell’arco di un mese circa (ma alcuni alunni hanno superato abbondantemente la decina di libri letti, più di quelli che è stato possibile raccontare);
  • aggiunta di una schedatura di massima (senza valutazione oggettiva).

A metà del percorso annuale gli alunni stessi hanno cominciato ad autovalutarsi e dare una valutazione ai compagni sull’aspetto narrativo del testo esposto con richiesta di valutazione, con giudizio e non con voto, da parte dell’insegnante. Ciò nella maggioranza dei casi ha dato ancora più spinta poiché i giudizi dei compagni sono risultati nella stragrande maggioranza incoraggianti pur evidenziando, in alcuni casi, la necessità di miglioramento.
Solo in un paio di alunni ciò ha causato qualche ansia di prestazione, presto ricondotta in termini normali.

L’attività prosegue tutt’ora, naturalmente col passaggio a testi più lunghi e trame narrative più complesse. Alcuni alunni hanno fatto un ulteriore passo in avanti scegliendo di leggere testi ricercati per conto loro e leggendo per primi tali testi poi quelli condivisi in classe.
Passi successivi programmati per il prossimo anno scolastico sono:

  • creazione della classe virtuale (con un servizio a scelta tra Edmodo, Fidenia o Socialclassroom) dove inserire materiali e indicazioni di lettura, collane adeguate all’età degli alunni, segnalazione e condivisione di materiali in modalità peer to peer;
  • una serie di trasmissioni podcast denominate “io leggo, tu leggi, noi ascoltiamo” per incuriosire i pari età alla lettura;
  • allargare le attività flipped della classe.

L’attività di lettura collettiva in classe proseguirà con la scelta di un testo su cui produrre una rielaborazione collettiva.
L’attività di lettura personale fatta su testi scelti sia nella biblioteca di scuola sia in modo personale sarà quindi completamente flipped.

Flipped storia

Un’altra attività svolta attraverso la metodologia flipped è stata la disciplina storia nello specifico di alcune unità didattiche.
Una premessa: nella classe in cui opero è presente la LIM e ogni alunno fruisce di un tablet Snappet in condivisione con un’altra classe dell’istituto. In pratica una cl@sse 2.0 low cost.
I tablet Snappet sono stati pensati da una fondazione olandese per la scuola primaria e sono ora approdati anche alla secondaria di primo grado; si basano su sistema Android “schermato” da una piattaforma con esercizi suddivisi per disciplina. Ma il docente può guidare, tramite la sua dashboard, una navigazione controllata inserendo siti che hanno valenze didattiche e che gli alunni visualizzano sul loro tablet come fosse una app.
Il docente può altresì lasciare spazio alla navigazione libera partendo da un motore di ricerca generalista come Google oppure aprendo “ricercamaestre” o altri filtri di navigazione sicura.
Poter utilizzare device portatili in classe facilita naturalmente la metodologia flipped. Non è necessario spostare la classe in aula ICT in orari specifici ma si ha una maggiore flessibilità sia per l’orario sia per l’uso. Il tablet affianca così il libro di testo e il quaderno per gli appunti. Inoltre è possibile scegliere se il lavoro possa essere eseguito in modo personale oppure in piccoli gruppi.

La storia rovesciata

In classe terza Primaria si cominciano a delineare le discipline col loro statuto epistemologico.
La storia, affrontata dapprima come racconto, si va definendo nel suo specifico percorso man mano che gli alunni acquisiscono i requisiti temporali, spaziali, cronologici, e concettuali per comprendere le conoscenze storiche come conoscenze storiche. Essendo predominante il periodo della preistoria (anche se sappiamo che alcuni studiosi tendano a non dividere più nei due periodi di preistoria e Storia) che affascina per alcuni versi ma rischia anche di annoiare (passaggi lenti, differenze minime tra alcune ere) ho cercato di creare un percorso per aumentare l’aspetto della ricerca e motivazionale.
Si è scelto quindi di potenziare motivazione ed interesse per la disciplina, oltre il lavoro di infografica centrato sulla linea del tempo e sulle mappe concettuali come sintesi, feedback e punto di partenza per lo studio, di puntare al metodo flipped per alcune unità didattiche specifiche.

Per la specifica unità didattica “L’evoluzione: gli organismi superiori” la scelta degli alunni è caduta naturalmente sul fascino dei dinosauri.
Partendo dal sito www.idinosauri.it gli alunni hanno scelto ciascuno un animale – tranne due che si sono assunti l’onere della parte introduttiva e della conclusione – sia attraverso il sito sia attraverso ricerca di materiale proprio (cartaceo o digitale), ha condotto una breve ricerca e prodotto degli appunti.
A turno in classe ciascun alunno ha poi tenuto una breve lezione di 2-3 minuti sul dinosauro scelto cercando di farne anche un breve schizzo alla lavagna, scrivendone il nome. Laddove serviva veniva in aiuto la LIM su cui si proiettava una rappresentazione grafica dell’animale descritto. L’alunno rispondeva poi alle eventuali domande dei compagni che nel frattempo avevano preso appunti (scritti o con rappresentazione grafica) sul proprio quaderno di storia.
In questi momenti l’attenzione è stata più alta nei confronti dei compagni/maestri che dell’insegnante stesso. Ha avuto un peso notevole oltre la curiosità dell’argomento la curiosità di ascoltare e vedere ciò che i loro compagni avrebbero trasmesso.

Oltre i dinosauri la stessa tipologia di attività è stata scelta per “Le tappe dell’evoluzione umana nei suoi momenti principali”.
Anche per quest’unità didattica è stata scelta la doppia via, ricerca in classe attraverso il tablet e ricerca a casa nelle forme preferite, questo dopo le indicazioni del docente.

In quest’anno la fase di fruizione dei materiali digitali si è svolta solo in modalità top down e non vi è stato il tempo di porre in atto, cosa che era stata prevista, la fase bottom up o costruttiva.
Affrontando il prossimo anno i quadri di civiltà sarà più ampio il materiale di ricerca e la possibilità di suddividere tematiche anche in lavoro di gruppo in modalità flipped per la disciplina storia, in questo modo si potranno anche rielaborare prodotti online da parte degli alunni stessi.
La classe è stata impegnata in varie attività progettuali dove ha costruito propri prodotti poi pubblicati online sia podcast, sia presentazioni di percorsi e video di attività in verticale con la scuola dell’Infanzia basate sulla creazione di compiti autentici per una sperimentazione della certificazione delle competenze (e altre ancora).
Mi rendo conto che è un tipo di flipped classroom in fieri, un work in progress, ma forse per questo più efficace a medio termine perché in questo modo si attua un percorso di crescita con gli alunni stessi, in base alle loro risposte e alle loro risorse partendo da quelle disponibili a scuola in modo paritario per tutti sapendo che in alcuni casi i device ICT servono anche da mezzi compensativi.

Leggo ascolto racconto Video diario from Paolo Aghemo on Vimeo.

Conclusione

Come sempre spero di non aver annoiato il sol lettor, diceva Manzoni in una delle versione del Fermo e Lucia, prima di arrivare alla stesura di ciò che tutti conosciamo bene.
Qualsiasi metodo, secondo me, utilizzato in modo totale, escludendone altri, rischia di creare differenze e difficoltà in qualche alunno. L’integrazione di varie metodologie in modo equilibrato e in relazione all’età degli alunni può essere un valido supporto sia motivazionale sia di approccio per un percorso più efficace di insegnamento/apprendimento.
Il metodo della flipped classroom può essere efficace nella scuola primaria se indirizzato in alcuni aspetti dell’apprendimento perciò lo definirei piuttosto flipped lesson.
Ma in questo mi baso sulla mia semplice esperienza. 

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