ECDL curriculare per il settore economico – indirizzo turistico

  di Stefano Gorla

ITST Artemisia Gentileschi, Milano __________________________

 

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La riforma Gelmini, entrata in vigore dall’anno scolastico 2010/2011, ha suddiviso il settore economico dell’Istituto Tecnico tra 2 indirizzi: "Amministrazione Finanza e Marketing" e "Turismo".
Il curriculum previsto per l’indirizzo turistico assegna 2 ore di insegnamento di Informatica sia al primo che al secondo anno del primo biennio, in sostituzione della disciplina “Trattamento Testi”.
L’Istituto Tecnico Statale per il Turismo “Artemisia Gentileschi” di Milano ha anticipato la Riforma attraverso l’inserimento curriculare, a partire dall’a.s. 2009/2010, dei contenuti previsti dalla certificazione ECDL per la disciplina Trattamento Testi. Si è trattato in questo senso di una modifica al POF approvata dal Collegio docenti.

La delibera del Collegio non ha riguardato solamente i contenuti ma ha coinvolto anche la verifica delle competenze attraverso 4 esami previsti dall’ECDL base per tutti gli studenti del secondo anno del primo biennio.
Nel secondo biennio e nel monoennio finale l’Istituto offre agli studenti la possibilità di completare il percorso formativo per il conseguimento della ECDL full standard attraverso corsi gratuiti pomeridiani on site oppure attraverso corsi eLearning.
Alle famiglie degli studenti è chiesto il pagamento della Skills Card e degli esami, in cambio della possibilità di ricevere la certificazione delle competenze (ECDL base) al termine del primo biennio e la certificazione completa (ECDL full standard) per l’inserimento nel CV o il proseguimento universitario.
Con il passaggio dall’ECDL Core alla Nuova ECDL gli studenti in possesso della CORE sono stati informati della convenienza alla conversione e la risposta pressoché universale ha consentito di ricalibrare just in time anche l’offerta formativa.

Considerando che per conseguire il Certificato ECDL Full Standard gli studenti devono superare tutti e sette gli esami entro 5 anni dalla data di effettuazione del primo esame e che, al fine di garantire che le persone certificate continuino a possedere le conoscenze e le competenze richieste, il Certificato ECDL Full Standard scade dopo 3 anni dalla data di emissione, dall’a.s. 2015/2016 verrà proposto il programma ONE BYTE FOR YEAR che prevede di spalmare i 3 esami rimanenti dopo il primo biennio sui 3 anni finali con l’obiettivo di raggiungere la certificazione FULL da parte di tutti gli studenti. Questa operazione consentirà inoltre di “rateizzare” i costi degli esami a carico delle famiglie in un’ottica di investimento sul capitale umano dei propri figli.
In effetti l’esperienza ha dimostrato che, dopo il successo formativo raggiunto al termine del primo biennio con il 99% degli studenti in possesso della ECDL BASE, concentrare I 3 esami rimanenti sul terzo anno di studi genera una naturale dispersione già in partenza e la conseguente riduzione del successo formativo, lasciando in pending con la sola certificazione BASE anche il 50% degli studenti.

Con una classe del secondo anno del secondo biennio (quarta) nel corrente a.s. 2014/2015 è stata condotta , a livello di eccellenza, la sperimentazione relativa alla Certificazione ICT – DIRITTO con i moduli previsti in relazione alla Privacy, alla firma digitale e alla PEC..
Il successo formativo conseguito per il 50% della classe (considerando la partecipazione volontaria da parte degli studenti e la criticità dei costi per le famiglie) ha consentito di definire una proposta anche specialistica per il settore turistico che ritengo migliorativa rispetto alla certificazione Ecdl Advanced – Foglio elettronico indicata da AICA.

Ma quali sono i riferimenti normativi che hanno accompagnato il percorso suindicato?

Il punto di partenza fa riferimento a quanto indicato dall’Unione Europea: le competenze digitali si fondano su "abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione: l’uso del computer per reperire, valutare, conservare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare e partecipare a reti collaborative tramite Internet" (Unione Europea, Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente, 2006/962/CE).
Ne deriva la tridimensionalità della competenza digitale secondo il seguente schema: 

Competenza Capacità
Cognitiva Critica rispetto alle informazioni, Problem solving 
Tecnologica Innovazione 
Etica  Partecipazione sociale

In questo senso l’accertamento delle competenze previsto al termine del primo biennio è direttamente correlato con il livello 2 EQF (European Qualification Framework).

Inoltre la normativa prevede che la valutazione delle competenze da certificare in esito all’obbligo di istruzione, “è espressione dell’autonomia professionale propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche” (articolo 1, comma 2, del D.P.R. 22 giugno 2009, n. 122).
Resta discutibile la collocazione ministeriale della competenza digitale nell’ambito dell’asse dei linguaggi.
Infatti, benché l’impiego delle tecnologie informatiche e multimediali in tutti gli ambiti d’apprendimento rappresenti l’obiettivo fondamentale per l’acquisizione della competenza digitale, il riferimento all’asse dei linguaggi è insufficiente se si guarda all’incisività della formulazione nelle competenze-chiave del Parlamento europeo, che parla chiaramente di “abilità di base nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

Quali sono le riflessioni pedagogiche alla base dell’innovazione curriculare?

Già nel 2009 avevamo intuito a livello di Collegio Docenti quello che oggi anche la ECDL Foundation afferma in un suo recente studio: The Fallacy of the ‘Digital Native’.
We live in the age of the digital native’, or so many would have us believe. But what does the term really mean? Can someone truly pick up digital skills intuitively? Does this mean there is no need to try to teach young people how to use computers? We don’t think so. This idea of digital natives is a dangerous fallacy that risks leaving young people without the competences they need for the workplace, and risks leaving businesses without the skilled employees they need. In an age when ICT skills are essential in almost any job, studies have repeatedly shown that young people have serious gaps in their knowledge of workplace ICT.

ECDL Foundation nel suo ultimo position paper, ha esplorato la fallacia della affermazione ‘nativo digitale’ in profondità ed è giunta ad un’ampia prova di smentita contro l’innata competenza informatica dei "nativi digitali", concludendo per la necessità vitale di competenze digitali da inserire in tutte le forme di educazione.
E’ vero che gli adolescenti trascorrono molto tempo on-line ma la loro attività di esplica con la messaggistica di testo, giochi, la fruizione passiva di contenuti (video e musica).
Il richiamo al Decreto n.139 del 22 Agosto 2007 – "Regolamento recante norme in materia di adempimento dell’obbligo di istruzione" – che ha recepito le otto competenze chiave di cittadinanza che ogni cittadino dovrebbe possedere dopo aver assolto al dovere di istruzione, appare oltremodo fondamentale per l’intervento educativo da parte delle istituzioni scolastiche.
Il testo rinvia alle competenze chiave "di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, la cittadinanza attiva, l’inclusione sociale e l’occupazione" (Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio "Relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente", 2006).


Figura 1 – I nativi digitali sono digitalmente competenti?

La strada della consapevolezza che abbiamo scelto è stata recentemente ribadita a livello mondiale con la proposta pedagogica della Flipped Classroom che mira a rendere gli studenti protagonisti del loro percorso di apprendimento.
Ma anche la Nuova ECDL, attraverso il nuovo Modulo IT Security è intervenuta per affrontare una vera e propria emergenza che coinvolge sia il singolo che le istituzioni stesse.
Già Marina Cabrini e Paolo Schgör, nell’articolo pubblicato su Bricks nel settembre 2014, avevano affermato che “anche in campo informatico qualunque sistema di protezione dei dati deve tenere presente il ruolo fondamentale dell’utente: e il livello minimo di preparazione per poter garantire un certo livello di sicurezza è una consapevolezza dei vari rischi a cui si è esposti”.
In questo senso il ruolo della scuola è fondamentale per dare un apporto alla realizzazione di una cittadinanza attiva.

Così conclude il paper di ECDL Foundation:
“All citizens should have an opportunity to develop their digital skills and young people should not be left behind. If young people do not have access to digital education in formal and structured manner, they might never unlock the full potential of digital technologies as learners, employees, entrepreneurs or citizens and would become a lost generation.
Digital skills development programmes should become a part of all education forms: formal, non – formal and informal. Standardised, internationally – recognised and vendor – neutral certification such as ECDL offer a way of measuring return on investment in skills development programmes in and outside formal education.

 

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