Da laboratori con gli studenti sui social network ad una proposta di loro uso didattico

 

di Carlo Meneghetti

ISISS Dal Cero San Bonifacio, Verona
IUSVE – Mestre e Verona
carlo78m@gmail.com

Quanto sotto riportato è presentato in modo più approfondito nel mio testo
Basta un clic”, Libreriauniversitaria.it, Limena, Padova, 2014.

Laboratori sui social network

Dalla scuola secondaria di primo grado: condividendo.
Il comitato dei genitori di una scuola secondaria di primo grado mi ha chiamato per strutturare un laboratorio dedicato alle classi seconde. Durante l’anno, infatti, si sono succeduti alcuni casi di uso inappropriato sia dei social network che delle applicazioni di messaggistica istantanea.
Dopo un primo confronto ponendo la domanda “cosa sono i social network secondo te?” ho assegnato il compito di scrivere, su una tabella, il tempo trascorso a “contatto” con i media (prendendo come riferimento una domenica o una giornata di vacanza). Questo è quanto emerso:

  • 1 Classe: 4 ore e 30 minuti
  • 2 Classe: 5 ore e 10 minuti
  • 3 Classe: 7 ore e 7 minuti
  • 4 Classe: 5 ore e 14 minuti
  • 5 Classe: 4 ore e 20 minuti

Nel grafico sottostante ho riportato l’incidenza oraria relativa alla media delle classi considerate; come si può evincere, l’uso dei media è praticamente onnipresente durante la giornata, seppur in alcune fasce orarie – 11:00, 14:00, 15:00, 21:00, 22:00 – si abbia un maggiore utilizzo.

 

Quanto prodotto è stato consegnato anche ai docenti presenti nei laboratori sia per un ulteriore approfondimento sia per un confronto con gli altri colleghi. La sfida per la scuola è nell’educare all’uso dei new media in modo consapevole; il lavoro in classe è quanto mai utile e necessario sin dai gradi inferiori.

Vivi i social? Spiegami cosa sono …
Un altro laboratorio proposto in una scuola secondaria di II grado (Liceo, Istituto Tecnico e Professionale) ha visto impegnati, durante un’autogestione, circa 200 studenti (età compresa dai 14 ai 18 anni). A questi ho posto la seguente domanda: “cosa sono secondo te i social network?”.
Questo è quanto emerso:

  • Rete in cui le persone possono chattare e condividere foto e interessi.
  • Siamo la generazione dei nativi digitali, coloro che sono cresciuti con la tecnologia fino a dipenderne totalmente. I social network danno la possibilità di libera parola, con monologhi interiori nei video di youtube, infiniti stati personali di Facebook e Whatsapp e 140 caratteri di Twitter. Nonostante tutto si ha il dovere di rispettare tutti, anche se non appartengono al mondo della tecnologia, con-tatto. Il mondo ormai gira attorno ai social network.
  • I social network possono essere paragonati ad un albero di cui il tronco rappresenta il social network stesso ed i rami le persone relazionate tra loro. L’aspetto caratterizzante dei social network è la possibilità di connettersi in maniera istantanea con milioni di persone, per questo motivo è necessario riflettere attentamente su ciò che si vuole condividere poiché, potrebbe procurarci dei danni.
  • Se usato con responsabilità diventa un potentissimo servizio gratuito, immediato, facile, indubbiamente utile. Permette agli utenti si esprimere il proprio pensiero, condividere le proprie esperienze, accorciare le distanze ed arricchirci.
  • È un nuovo mondo per comunicare in modo gratuito, non diretto e stando a casa. Portale di incontri finalizzato a influenzare la nostra vita e le nostre scelte quotidiane. Entriamo a far parte di un mondo parallelo.
  • Un mondo parallelo in cui nascondi la tua vera identità, gli amici inesistenti, troppi mi piace, provocano dipendenza.
  • Strumenti di comunicazione con i quali si può interagire con il mondo intero, facendosi anche una cultura generale. Hanno portato un grande cambiamento nel modo di relazionarsi.
  • Un luogo dove cercare fama.
  • Mezzo di comunicazione per conoscere e farsi conoscere. Si deve usare con responsabilità, prudenza e moderazione.
  • È come una droga perché crea dipendenza.
  • Mezzo di comunicazione che unisce molte persone da tutto il mondo.
  • Servizio online, una piattaforma dove puoi interagire con chiunque, dialogare, cercare informazioni e pubblicare qualsiasi tipo di contenuto che non violi i diritti fondamentali degli individui.
  • Nei social network tutto è possibile. Conosci velocemente ma tutti possono conoscerti.
  • Mezzi di comunicazione che usiamo per parlare con amici, conoscere nuove persone. Sono in grado di condividere esperienze con messaggi e/o foto.
  • Mezzo che ti permette di comunicare con il mondo, raccogliere informazioni, essere critici, esprimere opinioni.
  • Progresso della comunicazione, modo di espressione personale, diffusione di idee e contenuti.
  • È un servizio gratuito che permette agli iscritti di poter comunicare e conoscere altre persone. Ce ne sono con scopi diversi (chat, foto, video, …).
  • Nuova fonte di comunicazione a cui si iscrivono molte persone che instaurano delle “amicizie” anche senza conoscersi.
  • I social network sono costituiti da un gruppo di persone che attraverso il pc o smartphone ricercano altri legami sociali-relazioni con conoscenti e non portando però, talvolta, a comunicare meno nella realtà.
  • I social network sono piattaforme che mettono in contatto persone da tutto il mondo, permettono di diffondere idee e vengono sfruttati dalla pubblicità.
  • È semplicemente comunicare, permettono di parlare a persone che stanno lontane. Possono essere causa di perdita di tempo.
  • Mezzi per conoscere nuove persone.

Mi piace o non mi piace?
Se, originariamente, solo i più giovani erano interessati ai social network, con il passare del tempo il fenomeno è divenuto trasversale a tutte le fasce d’età; si è iniziato a condividere, nel bene e nel male, il mondo digitale scoprendone le potenzialità ma anche le problematiche (probabilmente nuove e da studiare) che sussistono in rete.
Vengono proposte alcune tabelle riportanti le considerazioni (positive e negative riguardo i social network e internet) suddivise in questo modo:

  • Studenti di età compresa 11 e 14 anni.
  • Studenti di età compresa tra 14 e 18 anni.
  • Docenti (in diverse discipline) di scuole di vario ordine e grado.

Studenti di età compresa tra gli 11 e i 14 anni (con l’asterisco le risposte date con maggiore frequenza).

Aspetti positivi

Aspetti negativi

  • Conoscere amici *
  • Parlare con amici *
  • Chat *
  • Parlare con persone che non si vedono da tempo
  • Gratis (apparentemente non si pagano) *
  • Video divertenti
  • Foto e video che si possono condividere
  • Tempo che passa velocemente
  • Comperare in modo rapido
  • Vedere le ultime news
  • Ascoltare musica
  • Guardare film
  • Conoscere nuove persone
  • Si spende poco
  • Condividere e vedere cosa fanno di bello gli amici *
  • Sapere più velocemente
  • Scambiare i compiti
  • Trovare tante risposte
  • Coinvolgimento
  • Sapere cosa gli altri pensano di te
  • Utili quando non si ha niente da fare
  • Ricerche per la scuola
  • Leggere i commenti
  • Tolgono le distanze
  • Tanti giochi
  • Tanti dati da trovare per le ricerche
  • Trovare informazioni senza muoversi
  • Studiare meglio
  • Immediatezza

 

  • Essere presi di mira
  • Essere rintracciabili *
  • Essere offesi *
  • Insulti *
  • Minacce
  • Virus *
  • Troppo tempo passato sui social
  • Privacy a rischio
  • Quello che scrivi rimane per sempre
  • Profili finti
  • Più profili *
  • Cyberbullismo *
  • Doppie personalità
  • Infrangere le regole
  • Ladri di dati e identità *
  • Non si conoscono le persone sino in fondo
  • Non si vede in faccia la persona
  • Scherzi
  • Sei osservato *
  • Pubblicare materiale non appropriato
  • Essere giudicati
  • Troppi adulti sui social network
  • Dipendenza *
  • Anonimato per alcuni social
  • Essere spiati *
  • Inganni
  • Troppo veloci nel cambiamento

Studenti di età compresa tra i 14-18 anni

Aspetti positivi

Aspetti negativi

  • Si possono conoscere persone da tutto il mondo
  • “chattare” con gli amici a distanza
  • Cercare notizie in poco tempo
  • Pubblicare contenuti vari
  • Restare in contatto
  • Avere informazioni
  • Fare amicizia con molte persone
  • Globalizzazione
  • Gratis (?)
  • Non ti annoi
  • Seguire gli idoli
  • Scoprire le truffe
  • Informarsi sulle nuove tendenze
  • Inventarsi lavori nuovi
  • Trovare lavoro
  • Marketing
  • Accorciare le distanze
  • Ricordare i compleanni
  • Ci sono video divertenti
  • Acquisti
  • Svago
  • Recupero di vecchi amici
  • Conoscere culture nuove
  • Ricerca di lavoro
  • Si può diventare famosi
  • Perdita del rapporto personale
  • Conoscere gli amici da altri punti di vista
  • Condividere interessi

 

  • Si possono rintracciare le informazioni personali 
  • Usare i contenuti altrui
  • Dati personali a rischio
  • Sostituiscono il modo di relazionarsi
  • Poca privacy
  • Profili falsi
  • Perdita di tempo
  • Non sai chi si nasconda dietro il profilo
  • Stalking
  • Offese
  • Dipendenza
  • Non si vivono le relazioni vere
  • Consumo di soldi
  • Cambiamento del linguaggio nella comunicazione
  • Ricerca di fama continua
  • Molestie
  • Vivere in un mondo parallelo
  • Unificazione di costume e lingue
  • Non ci sono emozioni
  • Cyberbullismo
  • Rapporti superficiali
  • Mentire
  • Bersaglio di offese
  • Limita la libertà
  • Falsificazione della propria identità
  • Ricevere insulti
  • Rimanere anonimi
  • Possibilità di essere derisi
  • più possibilità di mentire

 

Docenti in scuole di vario ordine e grado

Aspetti negativi

Aspetti positivi

  • L’uso dei media incrementa un generale distacco dalle persone e ciò si riscontra nella mancanza di rispetto sia nei confronti dei compagni, sia riferito agli insegnanti.
  • L’interazione con un hardware è più facile e diretto, questo a discapito di vere relazioni tra le persone.
  • Si sta riscontrando, anche da parte medica, l’aumento di patologie legato all’uso prolungato dei supporti, come la sempre più grande difficoltà di scrivere in corsivo, preferendo l’alfabeto maiuscolo della tastiera.
  • Un uso sconsiderato dei media vanifica il lavoro della scuola stessa: le informazioni si trovano con grande facilità, proiettando nell’immediatezza e nell’esclusivo presente quotidiano, lasciando spazio ad una mancanza di ricerca approfondita e di attendibilità.
  • Bullismo.
  • Isolamento: non riuscire ad affrontare i problemi della realtà
  • Disabituarsi alla lettura: no pensiero autonomo e critico.
  • Pensiero unico per mancanza di confronto.
  • Pensiero massificato.
  • Conoscenza orizzontale, veloce e poco approfondita, no reale con conseguente perdita del senso del tempo e della realtà.
  • Difficoltà a selezionare le informazioni vere.

Gli aspetti negativi sembra siano predominanti, ma dalle nostre considerazioni è emersa la necessità di imparare ad usare i vari media per poter raggiungere più facilmente il linguaggio dei ragazzi: parlando la "loro lingua" si riesce a raggiungerli e anche ad interagire in modo sincero e rispettoso. Un esempio è la creazione di spazi blog dove ci possa essere una relazione diretta, un confronto anche autentico, un modo di aggregazione, una vicinanza anche nella distanza, che possa poi essere seguita anche dalla relazione reale.
Abbiamo ritenuto importante precisare che se da una parte i media permettono una sintesi più veloce di testi e risorse, dall’altra deve rimanere fondamentale il ruolo della scuola di insegnare ad usare le informazioni che lo studente riceve e trova, per poterle rielaborare con criterio e "saggezza".

  • Velocità.
  • Volume di informazioni.
  • Accorcia lo spazio fra le persone.
  • Arricchimento culturale.
  • Riuscire ad entrare in contatto con gli adolescenti imparando ad utilizzare il loro linguaggio.
  • Comodo: recuperare cose che non si riescono a trovare sotto casa.
  • Possibilità di trovare immagini che possono attirare l’attenzione.
  • Contatto per il mondo per chi non ha la possibilità di spostarsi (es. per malattia).
  • Spunti positivi per chi non li trova in famiglia.

Consigli

  • Imparare, con la supervisione di un adulto, a distinguere la verità dalla falsità per sviluppare senso critico.
  • Possibilità di utilizzare immagini e video per una successiva riflessione.
  • Costituire un blog di classe dove gli studenti possono intervenire e sviluppare capacità di confronto.

Domande aperte, noi di prima rispondiamo che …
Un altro laboratorio, attuato attraverso le classiche domande aperte, ha visto impegnata una mia ex prima (scuola secondaria di secondo grado).
Dopo una breve introduzione ho suddiviso gli studenti in 6 gruppi e assegnato loro alcune domande da sviluppare.

  • Cosa diresti ai tuoi genitori se dovessi spiegare cos’è internet?
    Internet è un sistema che permette, in modo, semplificato di trovare informazioni, richiede minor tempo ed è anche molto efficace.
  • Cosa diresti ai tuoi genitori se dovessi spiegare cosa sono i social network?
    Sono un nuovo modo per comunicare con persone con conoscenti o amici, per passare del tempo oppure per ricercare informazioni.
  • Perché ti sei iscritto?
    Io e altri miei amici abbiamo deciso di iscriverci perché lo riteniamo interessante, è utile per conoscere nuove persone al di fuori della nostra città.
  • Quando hai delineato aspetti positivi ed aspetti negativi è emerso quanto riportato in tabella:
    • Aspetti positivi
      Spostamenti più veloci;
      Comunicazioni istantanee;
      Possibilità di trovare le persone;
      Controllo durante il lavoro;
      Arricchimento culturale.
    • Aspetti negativi
      Reato informatico;
      Dipendenza;
      Isolarsi dalla vita reale.

Prova, ora, a spiegarne le motivazioni.

Aspetti positivi

Spostamenti più veloci: si ha la possibilità di effettuare spostamenti rapidi e “sicuri” di informazioni, oggetti e di somme di denaro. Tutto questo si può effettuare attraverso il web che consente di comunicare con altri utenti. Attraverso i vari motori di ricerca si possono intraprendere ricerche “avanzate”.

Comunicazioni istantanee: attraverso i così detti social network si può parlare con utenti (connessi) anche a distanze elevate. Ci sono vari tipi di social network come: Facebook, Twitter, Google+ , ecc. Possiamo avere anche applicazioni di messaggistica istantanea per esempio: Whatsapp, Telegram, WeChat, ecc.
I social network sono le nuove piazze dove, i giovani e non, si scambiano informazioni sulla propria vita e condividono interessi personali.

Possibilità di trovare le persone: attraverso la rete, ci si può mettere in contatto con le persone e, si può rilevare anche la posizione delle persone nell’esatto momento della comunicazione (grazie al gps). Si ha la possibilità di pubblicare eventi o manifestazioni individuando, facilmente, i luoghi in cui si svolgono.

Controllo durante il lavoro: i datori di lavoro possono informarsi sulla vita di un loro dipendente attraverso i social network. Inoltre si possono intraprendere ricerche di curriculum vitae per esempio su LinkedIn.

Arricchimento culturale: grazie all’avvento di internet le informazioni sono più facilmente reperibili, sono stati creati siti dedicati che, consentono agli utenti, di svolgere ricerche di carattere generale o anche per approfondimenti personali, per esempio Wikipedia, Yahoo, Bing, ecc.

Aspetti negativi

Reato informatico: il reato informatico di questi tempi riguarda soprattutto i giovani che molto spesso senza volerlo, insultano i propri compagni o amici. Quando si viene scoperti si può incorrere in pesanti sanzioni.

Dipendenza: usare troppo il computer, in particolare internet ed i social network, può causare dipendenza. Ciò può spingerti a utilizzare la rete per un tempo prolungato a rischio della salute mentale e fisica.

Isolamento dalla vita reale: l’uso continuo del web, con il lungo andare, può portare all’isolamento dalla vita reale portando alla creazione di un mondo parallelo.

  • Un amico, conoscendo le vostre competenze con i social network, vi invita a spiegare al fratello di 12 anni cosa non deve fare in rete. Cosa rispondereste?
    • Non diffamare le persone.
    • Non minacciare la privacy di terzi.
    • Non scaricare contenuti protetti da copyright.
    • Non scaricare giochi illegalmente.
    • Non introdurre virus in rete.
    • Utilizzare un linguaggio corretto, essere educati.
    • Prima di accettare le amicizie verificarne la provenienza.
    • Non pubblicare foto in situazioni “imbarazzanti”.

Per sintetizzare
Il mondo dei social network è entrato in modo così dirompente in famiglia, a scuola, al lavoro, …, mostrando quanto sia necessaria una buona educazione anche in questo campo, partendo sin dall’infanzia. La socializzazione inversa che si è venuta a creare in questo ambito è cosa assodata: giovanissimi che insegnano agli adulti come usare tali mezzi e adulti che faticano a restare sulla lunghezza d’onda dei più giovani.
Consapevolezza, responsabilità, correttezza, attenzione, sono parole che vengono richiamate più volte riguardo i new media; spesso, però, ci dimentichiamo che queste parole dovrebbero essere usate anche durante la comunicazione faccia a faccia!

Due proposte didattiche

Un nuovo cantiere forse troppo recintato!
Dopo il percorso laboratoriale condiviso nelle pagine precedenti, presento due progetti proposti in classe per l’anno scolastico in corso; il quesito di fondo che cerca una risposta è:

I social network nell’educazione possono essere un’opportunità?

A questa domanda i più scettici risponderanno negativamente, coloro che si sentono 2.0 in modo diverso.
Come riuscire a coniugare la didattica e il mondo dei social network?

Quest’anno sono docente IdR in una scuola secondaria di secondo grado (ISISS Dal Cero San Bonifacio provincia di Verona).
Dopo aver frequentato il corso di aggiornamento Scuola 2.0, promosso dall’Università di Padova ho pensato di trasferire nella pratica quanto ci è stato donato nei rispettivi moduli.
Le due classi prime assegnatemi hanno Informatica nel piano studi e così ho colto l’occasione per mettere in dialogo le discipline (IRC e Informatica); anche altri docenti hanno aderito strutturando alcuni interventi per collegare le loro materie e la media education. Il collega di lettere, per esempio, prevede la creazione di un e-book contenente una serie di storie inventate dagli studenti.
Propongo questo progetto per la scuola secondaria di secondo grado (potrebbe benissimo essere utilizzato anche nella secondaria di primo grado) per valorizzare e, per quanto possibile educare all’uso consapevole di Twitter e un percorso di media education per sfruttare le potenzialità del codice Qr Code.

Twitter
Le caratteristiche del noto social sono oramai familiari; Twitter si caratterizza per:

  • Sintesi e brevità (al massimo 140 caratteri).
  • Possibilità di mettere un link.
  • Utilizzare hashtag (etichette).

La tematica affrontata con Twitter riguarderà i diritti umani; dalla pagina di Amnesty International possiamo scaricare il testo in pdf, sia completo che personalizzato .

Assegnazione del compito e svolgimento
Dopo avere spiegato la storia della nascita dei diritti umani, magari creando un ponte con le altre discipline (lettere, diritto, IRC, storia, economia, …), consegnare il testo della dichiarazione e leggere i diversi articoli.
Si può prevedere sia una consegna individuale che di gruppo.
Ogni studente dovrà riassumere il proprio articolo trasformandolo in un tweet dunque in 140 caratteri, dovrà sintetizzarne il contenuto, realizzare una sua etichetta, e creare un link a un video, immagine o altro che consideri utile per completare il tutto.
Quanto prodotto potrà essere stampato e attaccato in classe, utilizzato per realizzare un cartellone oppure pubblicato nel giornalino o nel sito della scuola.
Attraverso questo esercizio lo studente sarà stimolato in più modi: valorizzazione della capacità di sintesi, collegamento con altri contesti di vita reale di sua conoscenza, sintesi della sintesi attraverso hashtag; userà consapevolmente e in modo creativo un social network.
Si potrebbe dire che nel suo piccolo lo studente si ritrova a incarnare i punti di Ceretti, Felini e Giannatelli che, nel loro testo “Primi passi nella media education” (Erikson, pag. 17), presentano suddivisi in 4 livelli indispensabili per acquisire una corretta competenza mediale intesa come l’insieme delle conoscenze e abilità sviluppate dalla media education: capacità di accedere, capacità di analizzare, capacità di valutare, capacità di produrre messaggi.

QR Code
Per questa parte prendo spunto da un precedente lavoro “IRC e Media Education” (pp. 85-86) pubblicato da SEI Editrice nel 2014.
Molte volte vediamo il codice QR Code su riviste, cartelloni pubblicitari, prodotti di diverso genere; perché non utilizzare tali codici anche nell’istruzione?

Realizziamo il nostro prodotto
Il Qr Code è similare al codice a barre composto da moduli neri disposti all’interno di uno schema di forma quadrata; è utilizzato per memorizzare informazioni che possono essere lette tramite un telefono cellulare o un tablet.
L’assegnazione del compito riguarda la tematica precedente: i diritti umani.
Ricordiamoci di valorizzare sempre l’interdisciplinarietà creando ponti tra i diversi insegnamenti, anche questa buona educazione aiuta a diventare social tra i banchi di scuola!
I vari articoli si possono scaricare dal sito internet di Amnesty.
Accediamo poi al sito per la generazione di codici QR grazie al quale possiamo creare i nostri codici, selezioniamo il testo di ogni articolo (teniamo conto che abbiamo caratteri limitati) e incolliamolo nella parte del generatore del Qr Code.

 

Testo digitato: 
Articolo 1 – Quando nascono, gli esseri umani sono liberi e hanno diritto ad essere trattati tutti nello stesso modo. Hanno tutti ragione e coscienza e devono comportarsi amichevolmente gli uni con gli altri.

Codice generato:

 

Testo digitato: 

Articolo 19 – Hai il diritto di pensare e di dire quello che vuoi, e nessuno può proibirti di farlo. Hai il diritto di scambiare le tue idee anche con persone provenienti da altri Paesi.

Codice generato:

 

Facciamo clic su Testo, digitiamo il contenuto e poi clic su Crea codice Q; ci compare così il codice.
Lo si può salvare come immagine cliccando su salva e poi stampare.
I codici possono essere letti tramite il tablet del docente o il suo cellulare e poi ogni studente ricopia il testo generato; si possono assegnare compiti per casa, creare domande, personalizzare ricerche, ecc.

Nietzsche affermava: “Ciò che contraddistingue le menti originali non è l’essere i primi a vedere qualcosa di nuovo, ma vedere come nuovo ciò che è conosciuto da sempre e, in quanto tale, visto e trascurato da tutti”, questa potrebbe essere una massima incarnata in ogni docente, educatore, formatore; talvolta abbiamo mezzi e strumenti a disposizione, valorizziamoli e inventiamo innovando con essi, sarà crescita sia per noi che per i nostri studenti.

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