I cartelloni digitali nelle classi 2.0

 

di  Roberta Martino, robertamartino@libero.it
Scuola Secondaria di I Grado Michelangelo – Bari

 

A quale docente non è mai capitato di chiedere ai propri studenti di preparare un cartellone? Ora è possibile rendere i cartelloni di classe digitali. Il nome Glogster deriva da graphical blog poster, e consente di creare poster digitali appunto.  Può essere molto utile in ambiente didattico in quanto favorisce una educazione interattiva e collaborativa.
 
 
 

Come funziona

Prima di creare il proprio poster interattivo può essere molto utile visionare i tantissimi esempi dalla Glogpedia, una collezione dei migliori glog suddivisi per argomento.
Innanzitutto è necessario effettuare una registrazione gratuita con un nickname e una password, poi si passa alla scelta di un wallpaper, uno sfondo. Se ne può selezionare uno tra i tanti forniti da Glogster oppure è possibile caricare una propria immagine. Sul poster digitale si potranno poi aggiungere testi, video, link, immagini, clipart, file audio e documenti.
Quando il poster sarà pronto sarà possibile condividerlo via e-mail, postarlo sui vari social network o inserirlo in pagine web, blog o wiki grazie all’embed-code. Esiste anche la possibilità di salvare il poster in file .pdf per poterlo magari anche appendere in classe, in questo caso però ovviamente non sarà più multimediale.
 
Glogster EDU permette anche di creare classi virtuali e di condividere solo all’interno di esse i propri glog, questo però richiede un upgrade e ha un costo.
 
 

Vantaggi per gli studenti

Gli studentipossono utilizzare questo strumento perfare ricerche o dimostrare le proprie conoscenze riguardo ad un determinato argomento, magari lavorando in gruppo, quindi affinando le proprie capacità di interazione e collaborazione. All’interno di una flipped classroom, per esempio, i ragazzi hanno la possibilità di preparare a casa una lezione per spiegarla poi in classe ai compagni e all’insegnante. Con Glogster gli studenti possono dare libero sfogo alla propria creatività, possono imparare a progettare e condividere informazioni digitali, a sviluppare il pensiero critico e la capacità di valutare e selezionare le diverse (e infinite) fonti online. Impareranno ad organizzare i contenuti e a metterli in relazione, a sviluppare le proprie idee utilizzando delle vere e proprie mappe concettuali con l’ausilio di strumenti multimediali.
La condivisione dei glog, non solo con la propria classe ma con il resto del mondo, inoltre, costituirà un enorme incentivo per gli studenti che avranno in questo modo la possibilità di utilizzare la scrittura per scopi autentici. I ragazzi saranno spinti da una forte motivazione essendo consapevoli di scrivere per un pubblico potenzialmente vastissimo. Infine, utilizzando questo strumento gli studenti avranno anche la possibilità di sviluppare o migliorare le proprie competenze digitali.
 
 

La mia esperienza

Trovo Glogster estremamente utile e divertente e ritengo che l’uso delle immagini e della multimedialità nella didattica sia di fondamentale importanza. Sono una docente di lingua inglese e utilizzo questo digital tool sia come strumento di supporto nelle lezioni frontali, sia come mezzo consigliato agli studenti nei miei tentativi di flipped classroom.
Nel primo caso preparo personalmente dei glog su diversi argomenti, arricchendo la spiegazione in classe con la possibilità di osservare testi interattivi e multimediali sul computer o sulla LIM. Naturalmente è più facile in questo modo ottenere l’attenzione e suscitare la curiosità e l’interesse dei ragazzi. Il seguente è un esempio di glog riguardante la cultura britannica:
 
 

http://robertamartino.edu.glogster.com/the-united-kingdom

 
Nel secondo caso chiedo agli studenti di preparare a casa un proprio glog su un preciso argomento. Durante la lezione successiva dovranno “salire in cattedra” e illustrare il proprio lavoro. Questo è un glog che un gruppo di ragazzi ha effettuato in occasione delle attività di accoglienza presso la nostra scuola:
 
 
 
Tutti i lavori realizzati da me o dai miei studenti con strumenti digitali sono raccolti all’interno del mio blog didattico The Travelling Teachers.

 

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