Prezi e ThingLink in percorsi di didattica per competenze, flipped classroom e EAS

 

di Mara Masseroni

 ITSOS Marie Curie di Cernusco sul Naviglio

masseroni.mara@gmail.com 

Il contesto di riferimento

Didattica per competenze, flipped classroom e EAS (Episodi di Apprendimento Situato) sono ormai concetti non solo largamente diffusi nel web, ma realmente presenti nelle programmazioni didattiche di molti insegnanti. Ciò anche grazie ai vari progetti regionali e nazionali che spingono alla diffusione delle tecnologie nelle scuole. Infatti le Istituzioni, a vari livelli, forniscono linee programmatiche in cui viene chiaramente indicato come una massiccia introduzione di dispositivi e un potenziamento della rete siano finalizzate a un radicale cambiamento dell’ambiente di apprendimento. Cito ad esempio una comunicazione dell’Ufficio Scolastico Regionale nell’ambito di assegnazione fondi del Progetto Generazione Web in cui viene chiaramente esplicitato tale intendimento ”… trasformare il nostro sistema scolastico e formativo attraverso la modificazione degli ambienti di apprendimento, mediante l’introduzione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione quali strumenti ormai indispensabili per il raggiungimento di elevati livelli di istruzione ed occupazione e di rilancio della competitività del tessuto economico e di crescita sociale”.
Ma come ormai molti docenti hanno sperimentato in prima persona, tra il dire e il fare c’è di mezzo … un nuovo modo di fare didattica, nuove strategie didattiche in grado di coinvolgere direttamente lo studente nella varie fasi dell’apprendimento: dalla conoscenza, all’acquisizione di abilità, alla messa in atto di competenze. Passare insomma da uno studente “acted upon” ad uno studente “acting”, o, come ben descritto da Pier Cesare Rivoltella1, dal promuovere attività che consentano di passare da un sapere “designed”, quindi istituzionalmente codificato, ad un “re-designing” del sapere, cioè in elaborazione, per giungere ad un sapere “re-designed” che attraverso operazioni di riconoscimento/smontaggio/rimontaggio lo fissino davvero nella memoria a lungo termine.

Ecco allora che la centralità dello studente non si esaurisce solo con il suo coinvolgimento nella fase di comprensione, esercitazione, assimilazione di contenuti, ma si concretizza nella co-produzione di “artefatti culturali” suscettibili, se opportunamente verificati, di essere condivisi e utilizzati anche da altri studenti, altri docenti in altri contesti e in altri anni. Ciò a soddisfacimento di quei sacrosanti principi ecologici di riuso, riadattamento, riciclo che consentono un miglioramento, un arricchimento e una diversificazione, per media e strategie, di risorse didattiche, che vanno esponenzialmente ad arricchire il web o in specifico le repository dedicate alle risorse didattiche aperte garantendo una sostenibilità della didattica che si avvale di risorse e ambienti digitali.
In questo articolo, vorrei condividere due esperienze didattiche, che, all’interno del contesto sopra descritto, hanno condotto gli studenti a creare risorse didattiche utilizzando due software:

  • Prezi
    Prezi è un web-tool, gratuito nella versione base, per realizzare presentazioni multimediali secondo i principi dello zooming e dello storyboard. Consente l’inserimento di testi, immagini, video, animazioni, mindmap tutto a portata di “zoom”.
  • Thinglink
    Thinglink è un’applicazione gratuita, nella versione base, che permette di aggregare contenuti digitali utilizzando un’immagine come principio organizzativo delle informazioni.

Un percorso EAS usando Prezi

Il percorso didattico in oggetto è stato proposto ad una IV classe di Liceo Linguistico e tratta un argomento di letteratura inglese piuttosto denso cognitivamente e solitamente “subito” con rassegnazione dagli studenti: “The 18th Century”.
La programmazione a “tavolino” ha seguito una logica di approccio per Episodi di Apprendimento Situati e si è articolata per fasi, obiettivi, contenuti, capacità, competenze specifiche e trasversali.

Per dare l’avvio all’intero percorso di apprendimento serviva una risorsa stimolo che potesse anche rappresentare un “contenitore” per le risorse che gli studenti avrebbero sviluppato nel corso dell’attività.
Una sorta di mappa concettuale sembrava potesse servire al caso in quanto facilmente articolabile per nuclei cognitivi e potenzialmente ampliabile cammin facendo.
La mappa avrebbe rappresentato sia il framework concettuale entro il quale gli studenti si sarebbero mossi per la costruzione del percorso sia come ambiente condiviso dove “depositare” gli esiti e i prodotti della loro ricerca. Quindi all’inizio serviva un framework sostanzialmente vuoto, ad eccezione dei titoli dei nuclei concettuali.
Per la realizzazione di questo framework si è optato per Prezi, fruibile direttamente nel cloud, gratuito nella sua versione base, piuttosto user-friendly, con una funzionalità di collaborazione a più mani in contemporanea e con la possibilità di creare risorse condivisibili in vari modi:


Figura 1 – Funzionalità di download e sharing in Prezi.

Quindi prima ancora di presentare il percorso agli studenti, si è proceduto alla realizzazione del framework con Prezi2.


Figura 2 – Prezi: nuclei del framework concettuale.

Una volta realizzata la risorsa/stimolo, cioè il framework, si è proceduto alla programmazione di dettaglio del percorso.

Gli obiettivi del percorso

Gli obiettivi di questo micro-percorso mirano al potenziamento di capacità e competenze di diversa natura:

  • cognitiva: comprensione e assimilazione contenuti;
  • linguistica: decodifica dei testi e comunicazione in lingua di quanto appreso secondo il livelli CEFR3 – B2 per accuratezza formale e fluency;
  • meta-cognitiva: impiego di
    • diverse strategie di lettura: previewing – questioning to understand and remember – outlining and summarizing- comparing and contrasting related readings4;
    • capacità di problem solving nell’identificazione e scelta delle fonti e contenuti rispondenti ai nuclei concettuali dati;
    • capacità di lavoro cooperativo nel coordinarsi con gli altri gruppi;
    • strategie per la condivisione dei materiali in progress.
  • digitale: uso consapevole e efficace dei motori di ricerca (imparare ad imparare); utilizzo di social network per la condivisione dei materiali in progress; uso di Prezi per la realizzazione a più mani di un “artefatto culturale”.

L’articolazione del percorso

Fase Preparatoria (in classe)

  • Presentazione del percorso: fasi, modalità di lavoro, modalità di verifica.
  • Presentazione del framework concettuale (utilizzando la LIM).
  • Esplicitazione e validazione degli obiettivi dell’attività.
  • Condivisione delle modalità di apprendimento del percorso.
  • Esplicitazione delle modalità di verifica.

Questa è una fase fondamentale per la riuscita di un percorso che richiede agli studenti non solo la messa in atto di varie capacità cognitive e meta-cognitive, ma anche una certa autonomia e responsabilità di squadra nel rispettare tempi e consegne.
Sempre in quest’ora di lezione viene presentato il software Prezi nelle sue funzionalità di base, insistendo in particolare su quelle relative alla co-produzione e condivisione della risorsa al fine di poter far lavorare gli studenti sulla risorsa a più mani e anche in contemporanea.


Figura 3 – Finestra per la condivisione della risorsa e permessi di editing.

Quindi gli studenti operano come editor divenendo, di fatto, creatori e quindi possessori della risorsa digitale definitiva. Già questo a testimonianza di un ribaltamento di ruolo: da fruitori a creatori.

Anche la presentazione del software contribuisce a segnalare l’inizio di un vero e proprio capovolgimento della didattica tradizionale: non perché si sta “giocando” con la tecnologia, ma perché gli studenti si rendono conto che questa volta il loro sarà un coinvolgimento attivo per un compito reale e concreto dove il learning by doing contempla anche la capacità di utilizzare strumenti diversi per la “restituzione” di quanto appreso; la loro performance non sarà una passiva ripetizione di quanto sentito dal prof o letto in Internet o sul manuale, (designed knowledge), ma dovrà essere una lettura/comprensione/rielaborazione (re-designing knowledge) di testi per giungere ad un sapere che proprio perché “manipolato” (re-designed knowledge) ha la possibilità di risiedere nella memoria a lungo termine.

Sempre in questa fase vengono illustrate le modalità di verifica:

  • per il versante cognitivo viene valutata la quantità e qualità di contenuti riportati sia nel framework realizzato con Prezi sia in fase di presentazione orale;
  • per il versante linguistico vengono valutati cohesion e coherence dei contenuti, accurancy nella redazione e fluency nella presentazione orale degli stessi alla LIM;
  • per il versante meta-cognitivo vengono valutati i processi di problem solving messi in atto, le strategie di collaborazione impiegate (ad esempio gli studenti avevano creato un gruppo Facebook ad hoc dove scambiarsi e confrontare i materiali in progress prima di inserirli in Prezi, decisione questa presa autonomamente da loro e di cui si è venuti a conoscenza a lavori ultimati);
  • per il versante digitale viene valutato l’uso di Prezi non tanto dal punto di vista tecnologico, ma dal punto di vista dell’efficacia comunicativa.

Ovviamente ogni gruppo ha la responsabilità redazionale di un nucleo concettuale, ma in fase di valutazione tutti gli studenti sono tenuti a conoscere e saper commentare l’intero framework.

Fase Operatoria (a casa/in classe)
Gli studenti a casa cominciano il percorso di ricerca dei contenuti, navigando nel web, ricercando fonti (sviluppo di capacità di utilizzo dei motori di ricerca, di controllo delle fonti – autorevolezza, rilevanza, accuratezza, oggettività5), impiegando le varie tecniche di lettura – dallo scanning allo skimming –, elaborando e sintetizzando quei contenuti ritenuti pertinenti con il framework di base (sviluppo di capacità di coherence e cohesion) e sottoponendo alla valutazione del gruppo (sia in Facebook sia in classe) quanto prodotto (attitudine al confronto, alla condivisione, al confronto con opinioni diverse).
Una volta validati i testi questi vengono inseriti direttamente nella varie “bolle” di Prezi che hanno la funzione di linee-guida durante la presentazione che viene fatta oralmente in classe dai singoli studenti (sviluppo di capacità di transcoding: passaggio dal testo denso ad un testo adeguato al mezzo comunicativo scelto).
Il gruppo Facebook aperto dagli studenti, in questa fase, ha svolto una duplice funzione: da una parte ha fatto da ambiente di condivisione dei vari materiali in progress, dall’altra ha funzionato da deposito dei testi completi, non sintetizzati, ricchi dal punto di vista lessicale e quindi utili agli studenti nella preparazione della loro performance orale che deve rispondere per fluency, lessico ed articolazione morfo-sintattica al livello B2 del CEFR.

Nella fase operatoria è possibile vedere in progress l’inserimento dei vari contenuti in quanto il software fa apparire un’icona con il nome dello studente che sta lavorando in quel momento sulla risorsa. Spesso il Prezi era molto affollato!
Il ruolo che il docente svolge qui è quello di controllo dei contenuti, di supporto per modifiche, aggiustamenti e anche di “spettatore” che invia feedback al gruppo sulla tenuta dell’efficacia comunicativa di quanto inserito in Prezi: quindi una continua attenzione alla coerenza tra contenuto e software scelto, per esempio evitando testi densi inadatti alle modalità di Prezi e/o l’uso di effetti speciali che diventano distrattori e allontanano dal concetto.

La fase operatoria si conclude quindi con la mappa costruita in Prezi.


Figura 4 – Ecco quanto prodotto dagli studenti della IV Linguistico gruppo B.

Fase Ristrutturativa (in classe)
Questa fase si esplica in due momenti:

  • uno di valutazione dei contenuti, delle capacità e competenze, attività questa che occupa un certo numero di ore in relazione al numero degli studenti e alla quantità di tempo assegnato loro;
  • uno di riflessione sui processi di ricerca e sviluppo messi in atto.

Il primo momento vede gli studenti alla LIM presentare in lingua alla classe la tematica in oggetto, partendo dalle linee-guida come riportate nel framework per poi ampliare la comunicazione utilizzando una certa varietà di lessico, articolazioni morfo-sintattiche e fluency adeguati al loro livello di lingua.
La classe tutta è coinvolta nella valutazione delle performance ed esprime una valutazione relativamente a tre dimensioni:

  • fluency,
  • accuratezza linguistica,
  • strategia di comunicazione impiegata.

Il docente, a sua volta, comunica la propria valutazione nella logica di un confronto finalizzato a rendere gli studenti consapevoli dei criteri di misurazione e valutazione impiegati dal docente e quindi in grado di prepararsi alla luce di questi.

Il secondo momento si focalizza sul versante meta-cognitivo, cioè sui processi mentali e le strategie messe in atto per la realizzazione della risorsa e la sua “restituzione” alla classe nella fase di presentazione.
Questo “ripercorrere mentalmente l’iter” consente di oggettivare e identificare i punti di forza e debolezza che hanno caratterizzato l’attività e predisporsi alle modifiche necessarie per attività similari.
Tutto ciò verso una modellizzazione di procedure che, proprio perché rese esplicite e condivise, dovrebbero, auspicabilmente, essere replicabili, in modo sempre più autonomo in altri momenti formativi sia formali sia informali (cittadinanza attiva).

Possibile follow-up di questa attività è la registrazione video di qualche presentazione che può essere utilizzata per lo sviluppo di altre capacità linguistiche:

  • per la classe che ha sviluppato la risorsa i video possono essere utilizzati come attività di Finding the mistake dove gli studenti sono chiamati a “scoprire” nella presentazione di un loro compagno devianze o di tipo grammaticale e/o lessicale; ciò al fine di sviluppare la capacità di auto-correzione;
  • per le classi future invece i video della/delle migliori presentazioni, possono essere utilizzati come risorse/stimolo su cui innestare altre attività di lingua quali ad esempio listening comprehension, summarising, taking notes, …

Tutto ciò in una logica di tesaurizzazione delle risorse, di una continua messa in circolo di artefatti culturali a supporto della sostenibilità didattica.

Un Percorso con ThingLink

Un’altra attività apprezzata dagli studenti e che li ha condotti a produrre risorse si è avvalsa del software ThingLink, un’app gratuita che permette di organizzare contenuti in vari format partendo da un’immagine quale ambiente di aggregazione.
Questa volta la prima attività proposta parte nel più classico dei modi: un’esercitazione di listening comprehension con domande di comprensione abbinate. La risorsa/stimolo viene realizzata utilizzando ThingLink che consente di avere non semplicemente un testo o un video, ma un mix di contenuti multimediali fruibili all’interno di un’immagine scelta dal docente e “riempita” con risorse trovate nel web e ritenute idonee per contenuto e metodologia alla classe.
Il tema era: The Structure of the Elizabethan Theatre.


Figura 5 – Da un’immagine a un mix di risorse

Una volta scelta l’immagine di base, basta cliccare su un punto qualsiasi per far apparire una finestra per l’inserimento di altre risorse che possono essere video, testi, audio e immagini.


Figura 6 – Finestra per l’inserimento di link/testi.

Tali risorse possono essere già esistenti nel web o create ad hoc dal docente.


Figura 7 – Domande preparate dal docente e inserite nella risorsa.

La risorsa di cui all’immagine è stata sviluppata dal docente e collocata in una classe virtuale su Moodle: qui gli studenti hanno visionato la risorsa, risposto alle domande (contenute nell’immagine) e inviato le risposte in un forum dedicato all’attività.

Questa prima fase è servita sia come normale esercitazione linguistica, sia come approccio al tipo di risorsa che ThingLink è in grado di realizzare.

Dopo la presentazione delle funzionalità del software – davvero user-friendly e intuitivo – e delle sue potenzialità di condivisione, compresa la possibilità di creare gruppi classi all’interno dell’ambiente, gli studenti, il cui compito era un percorso su Shakespeare e il teatro, hanno realizzato delle risorse dove l’immagine iniziale viene arricchita sia da immagini già presenti nel web, sia da testi e presentazioni audio e video realizzati dagli studenti stessi. 


Figura 8 – Finestra per la creazione di gruppi di lavoro.

Ecco un esempio di risorsa realizzata con ThingLink.


Figura 9 – Risorsa finale realizzata da due studentesse.

Gli audio e video inseriti come link in ThingLink sono stati realizzati dalle studentesse stesse utilizzando ScreenCast O’Matic e inserendo il relativo link nell’immagina scelta.

In fase di valutazione tali risorse sono state utilizzate come risorse/stimolo sulla base delle quali sono state poste domande atte a verificare il livello cognitivo e di performance linguistica.

Sempre in una logica di “non ricominciare sempre da zero” anche queste risorse didattiche prodotte dagli studenti sono attualmente collocate in piattaforma Moodle a disposizione di tutti i colleghi e studenti perché possano essere modificate, migliorate e ancora condivise in un circolo “virtuoso” che non solo vede accrescere il numero di risorse digitali disponibili, ma consente agli studenti di sperimentare modalità di comunicazione diverse, utilizzando quegli strumenti, e ambienti sempre più percepiti come l’ambito naturale in cui avviene la costruzione individuale e collettiva di un sapere sia formale sia informale … per tutto l’arco della vita.

Note

  1. Rivoltella “Fare didattica con gli EAS” – Ed. La Scuola – 2013
  2. Prezi: tutorial in italiano
  3. CEFR _ livelli di riferimento europei
  4. Bricks – Dicembre 2013 “Insegnare l’inglese con gli EAS” di Mara Masseroni
  5. Miniguida per valutare l’affidabilità dei siti web, Biblioteca digitale, Sistema bibliotecario di Ateneo, Università degli studi di Padova

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