Costruiamo i Ponti invece dei Muri … con Yurls si potrebbe fare!

Intervista di Giuseppe Corsaro a Astrid Hulsebosch

insegnantiduepuntozero@gmail.com  astridmastromauro@gmail.com 

 

Ho conosciuto Astrid Hulsebosch (48 anni) a Bassano del Grappa, durante il Convegno HiTechSchool dell’Aprile scorso organizzato da Laura Biancato.
Astrid è un’insegnante IRC nella Scuola Primaria (in provincia di Padova). Moglie & Mamma 3.0 cioè di tre digital natives (4, 9, 11) che sono il suo allegro Live Lab Learning School (Scuola Laboratoriale d’Apprendimento dal Vivo). Proviene dal “Paese dei Ponti” ovvero dall’Olanda e vive in Italia da quando è caduto il muro di Berlino. Ci siamo capiti subito ed abbiamo condiviso l’interesse per la didattica e le nuove tecnologie. Ho scambiato con lei, nei mesi successivi, diverse informazioni e alla fine mi è sembrato naturale chiederle di dare un suo contributo come insegnante operante in Italia che però ben conosce anche la scuola olandese.

Se dovessi citare due caratteristiche positive della scuola olandese che non hai ancora ritrovato nella scuola italiana, cosa sceglieresti?
Condivisione e feedback. Non sono del tutto assenti, ma è più facile trovare condivisione e feedback fra “ i muri virtuali” della scuola. Dovremmo poter riuscire a creare dei ponti significativi fra lo spazio virtuale e quello reale. Mi ricordo che durante la mia infanzia, due volte all’anno la nostra classe si riempiva di un tutor con alcuni studenti delle "magistrali". I primi giorni questo gruppetto di persone si sedevano negli ultimi banchi in fondo alla classe. Spesso durante le ricreazioni vedevamo che la nostra maestra, parlava con loro. Parlavano di noi e su come insegnare al meglio … La seconda settimana, a turno, ‘i nuovi maestri’ ci facevano lezione … E nuovamente parlavano, discutevano su di noi e di come insegnare al meglio. Questa condivisione e confronto fra “maestri” mi hanno profondamente colpito. Sono stati un esempio di vita che mi ha formato. Condividere e confrontarsi per crescere reciprocamente ci viene naturale. Non esiste la paura dell’altro, del giudizio negativo, ma piuttosto la possibilità di comprensione e feedback. Credo che la collaborazione sia solo la naturale conseguenza di una fiducia di base, anche se prima o poi le due cose si confondono. E poi per andare d’accordo non è sempre necessario sposare le stesse idee: molte cose possono convivere per poi unirsi in futuro. Per darvi un’ idea di come si lavora oggi nella scuola olandese, vi rimando ad un articolo molto bello di Laura Properzi1

Puoi farci un esempio concreto di questo “spirito olandese”?
C’è uno strumento che nasce nel mondo della Scuola Primaria olandese per merito di Sipke Kloosterman. Si chiama Yurls2 che sta per Your Urls. Yurls è una specie di piattaforma social che permette di creare una pagina web vuota, con semplici strumenti predisposti, senza necessità di conoscere il linguaggio HTML. Ogni pagina consiste in un insieme di box con funzionalità diverse: testo, ebook, presentazione, video, quiz, indagine, flash, PDF ed altro ancora. E’ uno strumento di condivisione a mo’ di social network. L’utente ha la possibilità di decidere di fronte ad ogni singola risorsa, box o pagina, di renderla pubblica (condividerla) oppure no.

Lo usano soltanto gli insegnanti olandesi?
Yurls è nato all’interno del mondo scolastico olandese; ben presto si è diffuso ed ora esiste nelle seguenti lingue: Olandese, Frisone (‘dialetto’ olandese), Tedesco, Inglese, Francese, Spagnolo, Polacco e Turco e Papimento (lingua parlata nelle Antille: Suriname e Curaçao). Moltissimi insegnanti in Europa ormai creano e condividono le loro risorse con Yurls. Condividere, scambiare e poter reinventare cose nuove accompagnate da un linguaggio informatico intuitivo e pragmatico: qui sta la forza di Yurls. Non a caso questo strumento è nato in un paese assai sensibile all’ intercultura in cui i valori del saper accogliere, apprezzare il diverso e mettersi in ascolto del bisogno dell’altro sono valori fondamentali. Che ne dite, in fondo non è questo il vero senso di un social network?

 

Hai provato ad usare la condivisione in classe con i tuoi alunni qui in Italia?
Certo, “non insegniamo quello che siamo, forse”? Una delle mie prime esperienze significative è del 2001.
I miei alunni di una classe quinta hanno organizzato a scuola (divisi in piccoli gruppi di 3/4 studenti) un’uscita didattica. Durante un giorno libero si sono recati in diversi posti con il loro gruppetto accompagnati da un genitore. Durante la loro uscita hanno preso appunti, fatto interviste, recuperato del materiale fotografico e poi a scuola ogni team ha prodotto un PowerPoint. Alla fine ho raccolto le varie presentazioni in un unico documento PPT: “Scintille di Dio nella nostra città”. Il mio ruolo in questa attività è stato quello di mediatrice e di redattrice del prodotto finale. Attualmente lavoro in una realtà tecnologicamente assai povera. Le scuole primarie nel nostro Istituto sono a quota 0,09 di LIM con aule multimediali che hanno praticamente soltanto 6 computer in stato operativo (e non chiediamo ai nostri computer di fare con noi delle cose molto elaborate!). Cosa facciamo allora? Uso l’unica LIM per creare i percorsi didattici che gli alunni eseguono da casa. Hanno creato piccoli video che abbiamo condiviso a scuola. Quest’anno abbiamo introdotto con una collega Popplet, Padlet,Tricider per introdurre il lavoro collaborativo con strumenti digitali online. Ai ragazzi è piaciuto molto. E’ stato un momento importante per fermarci su come ci rivolgiamo agli altri online, come parlare in pubblico e come dare un feedback costruttivo. I genitori hanno collaborato positivamente accompagnando i loro ragazzi da casa in questa nuova esperienza. Abbiamo creato un blog di scuola, come una specie di palestra digitale per imparare a comunicare online. E quasi dimenticavo: “la porta della mia classe è sempre aperta per far entrare i colleghi che vogliano condividere queste esperienze con i ragazzi”.

 

Che reazioni hai notato tra i tuoi colleghi italiani?
Pensi di farmi una domanda imbarazzante!? E’ una domanda che mi porto sempre dentro e vorrei rimandarla ai miei colleghi bravi in giro per l’Italia. Cosa faccio adesso, non ti rispondo? Potrei risponderti in modo enigmatico citando i filosofi Wittgenstein e Gadamer che mi piacciono molto. Bene, anche gli insegnanti vanno a scuola. La mia Longlife Learning School è la Vita Reale. Le nostre scuole sono comunità con tutte le dinamiche normali che avvengono in tutte le comunità. Ci sono persone che mi amano, mi sopportano e anche no, alcuni sono diventati amici e mi sostengono, cresciamo insieme. A volte avverto un silenzio ma il silenzio non si giudica! Molti dei miei colleghi hanno lavorato con entusiasmo per anni, riforma dopo riforma, hanno dato molto alla scuola. Sono successe però anche molte cose nella vita della scuola e delle persone, per non parlare della società italiana, per cui non mi scandalizzo se vedo persone stanche e demotivate. Credo che un Insegnante 2.0 deve avere per forza delle buone capacità “socio-emotive” oltre ad una buona dose di pazienza. Siamo ancora in tempo di mietitura e chi dice che siamo noi che dovremmo raccogliere i frutti? Non possiamo pretendere che tutti ci capiscano, la scuola sta affrontando un’epoca nuova, e tutte le innovazioni scatenano critiche, ma anche per questo diventano migliori. Non punto a farmi capire da tanti, ma cerco di essere disponibile con chi vuole imparare: seguo la teoria del micro-investimento senza pretendere nulla.
I corsi di autoaggiornamento nei MOOC3  nazionali ed internazionali sono stati fondamentali. Sono realtà che mantegono vivo in me l’entusiasmo e l’amore per la Scuola. Ho incontrato in questi spazi virtuali alcune persone che sono diventate amici reali nella vita. Il mio prossimo MOOC? Cinque Abitudini di un Docente Veramente Creativo4

Pensi che anche nella scuola italiana possa crescere lo stesso “spirito olandese” di collaborazione e condivisione? O potrebbero esserci delle resistenze?
Devo la mia formazione a due risorse digitali che sono state per me una scuola: Kennisnet5 e Mijn Kind Online6. Ho trovato in questi siti delle Guide per docenti e genitori, messe a disposizione gratuitamente. Esse sono diventate le mie bibbie della Media-Educazione Sono maturata grazie alla condivisione delle risorse degli altri, sono proprio queste risorse che hanno permesso una formazione speciale e significativa. E’ vero che non tutti abbiamo fatto quest’esperienza quindi capisco che non è sempre così semplice.
Viviamo in una cultura dove esiste ancora molta diffidenza per vari motivi. Vince spesso l’idea: “ Io ti dò se tu mi dai”. Altri magari hanno paura: “ Se prendo, ti devo poi dare“ … (chi l’ha mai detto?). Altre persone stanno cercando una realizzazione personale, per cui tu potresti essere loro d’intralcio … Chi ha colto invece, quanto grande dovrà essere l’operazione per innovare la scuola, non teme più la condivisione. Oggi ci vuole il contributo di TUTTI, dal primo all’ultimo. Tutti vanno ascoltati e presi sul serio, anche se ci vuole pazienza e inizialmente questo potrà sembrare una perdita di tempo prezioso. Insieme ad alcuni colleghi stiamo lavorando sulle aule multimediali, cercando di creare spazi collaborativi. Vedo che altri miei colleghi cominciano ad usarli volentieri. Anzi, cominciano a preferire questi ambienti piuttosto che altri.
Molti docenti italiani hanno creato dei bellissimi blog con risorse interessantissime da tanti punti di vista. Altri hanno condiviso il loro materiale nei siti scolastici, su youtube, slideshare, pinterest, issuu, didapages, oppure in facebook. Quindi, le risorse condivise ci sono, ma spesso sono difficilmente reperibili.
Yurls, potrebbe diventare un validissimo strumento per far convergere tutte queste risorse. Non solo, le risorse condivise in un blog o sito scolastico sono spesso ancorate in spazi riservati. Mentre le pagine di Yurls sono costituite da tanti piccoli “bricks” che si possano copiare e ricondividere e perfino rielaborare. Bisogna un po’ entrare nella mentalità, il che non dovrebbe suscitare un problema per un docente 2.0, la flessibilità mentale nasce facendo. Sarebbe opportuno avventurarsi nelle pagine yurls di altri docenti europei per scoprire una varietà di risorse scolastiche. Attraenti sono i percorsi digitali perché permettono ai ragazzi di poter lavorare in autonomia e in modo personalizzato. Gli stimoli ti incoraggiano mentre cerchi percorsi da creare. Per maggiori informazioni rimando all’articolo pubblicato su Insegnanti 2.07
Penso che la globalizzazione in un certo senso ci venga incontro. I Social Network, i MOOC e l’Open Source stanno tutti dando contributi positivi. Per mia fortuna ho incontrato nel web, e non solo, tanti docenti generosi. Persone mature ed intelligenti che capiscono quanto c’é da fare e convinti che la condivisione stimoli la creatività per dare spazio alla nascita di nuovi idee e realtà.

Note

  1. http://www.lauraproperzi.it/rotterdam/diario_stage.pdf
  2. http://maestrastrid.yurls.net/en/page
  3. MOOC (Massive Open Online Courses, in italiano: Corsi massivi online aperti a tutti) I partecipanti ai corsi provengono da varie aree geografiche e accedono ai contenuti unicamente via web. L’accesso ai corsi è gratuito.
  4. Canvas Network: https://www.canvas.net/courses/five-habits-of-highly-creative-teachers
  5. Kennisnet (Rete del Sapere): http://www.kennisnet.nl/
  6. Mijn Kind Online ( Mio Figlio Online ): http://mijnkindonline.nl/
  7. http://insegnantiduepuntozero.wordpress.com/2014/08/31/your-urls-ovvero-yurls/  

 

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