Gli e-book, la rete e Noi

 

di Stefanella Nardini

Docente di chimica presso l.I.S.S. Leonardo da Vinci sez. Istituto Tecnico chimico in biotecnologie ambientale,di Acquapendente VT

stefanella.nardini@alice.it

 

 

Ho conosciuto il Book in progress 3 anni fa, grazie ad una illuminata Dirigente Scolastica, ed ho avuto modo di incontrarmi, proprio a Brindisi, con i colleghi del dipartimento di Chimica che con grande entusiasmo hanno dato vita ad un’attività incredibilmente interessante e innovativa: l’autoproduzione di libri di testo scolastici e la loro digitalizzazione.
Nell’a.s. 2013-2014 è partita, nel nostro Istituto, una prima classe sperimentale di Istituto Tecnico in Biotecnologie ambientali, che sta lavorando con Book in progress e in Cooperative Learning. I docenti, in classe, lavorano con gli e-book: formato multimediale, accattivante, pieni di immagini e di suoni opportunamente scelti e impaginati, con test interattivi, book strutturati proprio per un nativo digitale. Purtroppo sono fruibili solo su iPad e questo è un limite, soprattutto economico. Dunque i ragazzi studiano e rielaborano sul formato cartaceo o PDF, e questo per tutte le discipline. L’impatto è stato molto buono: i testi sono snelli, allegri, facilmente consultabili e … costano poco .
Molto ben strutturati sono i book di Chimica, di Fisica e di Scienze, ben curati nell’impaginazione; hanno anche video e lezioni con LIM: l’immagine colpisce più delle parole e cattura l’attenzione anche dei più distratti. L’e-book di laboratorio di chimica poi, una raccolta di video di esperienze realizzate da docenti e studenti, consente di avere il laboratorio in classe, e con una sola ora di laboratorio a settimana per il biennio è molto, molto utile. La formalizzazione delle esperienze è ben guidata dalle schede di laboratorio presenti, ovviamente, anche nel formato cartaceo e PDF.

Non tutti i testi si sono dimostrati completi o sufficienti alle nostre esigenze ma tutti i formati del Book in progress hanno evidenziato che il book non è e non deve essere un prodotto ma uno strumento da cui partire per innovare la didattica. Sia dal punto di vista temporale che da quello dei contenuti, delle argomentazioni, il libro è in continuo divenire, in progress appunto, vuol dire in continua evoluzione e, quindi, miglioramento per i ragazzi e per i docenti.
Gli studenti possono diventare creatori dei loro libri di testo: la costruzione del testo è un’officina fatta di interazione tra docenti e studenti che con il lavoro quotidiano collaborano alla stesura di un sapere che è diventato loro. Dunque il libro è un punto di arrivo, è un fine e non un mezzo: ovvero la testimonianza del proprio sapere e il punto di partenza per i futuri saperi.

Il mio lavoro all’interno del dipartimento di chimica del Book in progress e quello dei miei colleghi negli altri dipartimenti (inglese, scienze, storia e filosofia) ha messo in risalto le potenzialità della Rete e ha prodotto le scelte didattiche per questo anno scolastico oltre ad aver stimolato e consolidato la consapevolezza che docenti e studenti debbano lavorare insieme alla costruzione del sapere: sapere che da patrimonio collettivo diventa patrimonio personale e viene restituito alla collettività grazie alla Rete.
E non a caso la rete Book in progress sta creando una piattaforma che contenga tutti i materiali prodotti dalle singole scuole e che consenta ai docenti e ai ragazzi di costruire un book ad hoc per ogni classe o per ogni situazione. In rete sono pubblicati lavori monografici, lezioni registrate su vari argomenti, di base e non, video di particolare interesse per le discipline, materiale per la valutazione degli apprendimenti e delle competenze.
L’abbinamento del materiale Book in progress con il Cooperative Learning mi ha convinto che gli e-book o meglio la loro autoproduzione, sono un ottimo strumento per un Cooperative teaching. I docenti, infatti, pur avendo ottime conoscenze disciplinari e competenze didattico metodologiche, sono da sempre abituati ad un lavoro di progettazione solitario, poco o per nulla confrontato con i colleghi, centrato sulla particolare esperienza della classe piuttosto che sulla standardizzazione di percorsi e delle attività. Consentire ai docenti di ampliare le proprie prospettive confrontando i molteplici e diversi contesti operativi, considerato anche che alla Rete partecipano docenti di tutta Italia e di diverse tipologie di Istituto, si sta rivelando una potentissima opportunità di formazione professionale. Confrontarsi abitua a meta-riflettere sul proprio lavoro, ad ampliare i propri orizzonti, a prendere la “giusta distanza” dal problema del singolo studente e ad assumere il processo didattico dal punto di vista della sua funzionalità, adattabilità, ripetibilità.
Pertanto l’esperienza del Book in progress sta portando frutti anche sul piano della qualificazione professionale.

Dal punto di vista epistemologico e metodologico, il lavoro di analisi e produzione dei materiali apporta significativi contributi anche alla didattica della disciplina. In particolare i docenti dovranno:

  • Definire i contorni di una disciplina tra le sue simili, soprattutto nel primo biennio. I nuovi ordinamenti delle scuole superiori hanno introdotto nel biennio le Scienze integrate, ovvero la Fisica, la Chimica e le Scienze naturali. E l’integrazione delle Scienze si può ottenere solo con il lavoro congiunto dei docenti che devono definire i contenuti di ogni disciplina in armonia con le altre senza sovrapposizioni eccessive ma con la consapevolezza dei terreni comuni. Le Scienze integrate devono prioritariamente far acquisire al discente la conoscenza del metodo scientifico che, insieme alla matematica, sviluppa competenze di analisi e sintesi: la costruzione di testi "integrati", anche solo monografici, ben si coniuga con le Scienze integrate
  • Adattare scelte disciplinari, nel rispetto delle Indicazioni Nazionali, ai vari gruppi classe. Ogni gruppo classe ha una vita propria che richiede la modulazione dei saperi per contenuti e tempi di somministrazione e acquisizione. Avere a disposizione materiale precostituito ma modificabile a piacere rende la modularità una pratica facilmente realizzabile.
  • Creare percorsi didattici personalizzati per i ragazzi con bisogni educativi speciali. E’ fondamentale che ragazzi in difficoltà personali, trovino nella scuola, nella classe, nei docenti e nei compagni un punto di sostegno; la costruzione personalizzata dei testi di riferimento, sulla base dei materiali in rete o quelli elaborati in classe, magari lavorando in Cooperative Learning, daranno forza ai ragazzi. E questo lo abbiamo potuto verificare nella nostra classe sperimentale.

La scelta del Book in progress non è la semplice scelta di un libro di testo scolastico ma è la scelta di una metodologia didattica che passa per i book, la rete e Noi e che crea nuove sinergie a tutto vantaggio della qualità degli apprendimenti di tutti gli studenti.

 

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