ECDL Online Collaboration: il Web 2.0 consapevole

 

 
di Marina Cabrini 

Membro del gruppo di lavoro ECDL presso la ECDL Foundation – Dublin

mcabrini@sicef.ch 

Il mondo dell’informatica è in perenne movimento ed evoluzione, ed ha avuto un’accelerazione repentina nel momento in cui internet ha smesso di essere uno strumento per pochi in ambito universitario e industriale di élite, e si è diffusa a macchia d’olio presso il grande pubblico, verso la fine degli anni Novanta del secolo scorso. Tale diffusione è stata ampiamente aiutata dall’adozione della banda larga, che ha permesso di disporre di connessioni veloci. Da un lato queste connessioni veloci hanno consentito la diffusione di contenuti grafici, audio e video molto più accattivanti rispetto al semplice (e graficamente noioso) testo disponibile in precedenza, e dall’altro hanno attirato un numero sempre crescente di persone interessate a fruire di questi nuovi contenuti. Allo stesso tempo si è assistito allo sviluppo di strumenti tecnologici sempre più potenti e portatili: si consideri ad esempio che un moderno smartphone ha capacità e potenza di calcolo paragonabili a quelle di un computer di tre anni fa, e tale divario si sta ulteriormente riducendo.

Tuttavia la vera potenza di questi nuovi strumenti non risiede nella tecnologia con cui sono costruiti, ma nelle persone che li usano. Ormai facciamo tutti parte di una rete che ci mette in condizione di interagire in tempo reale con persone che vivono dall’altra parte del globo, permettendoci così di scambiare idee, opinioni, esperienze e consigli senza doverci preoccupare di quelle limitazioni di luogo e di tempo che hanno sempre regolato le interazioni tra le persone. L’uso degli strumenti tecnologici, siano essi smartphone, tablet o computer, è inoltre diventato sempre più immediato, grazie alla notevole attenzione dedicata ad ottenere una buona facilità di uso (per quanto talvolta ci si possa imbattere in qualche esperimento non proprio riuscito), e ormai non è più cosa insolita incontrare anche persone anziane che usano con disinvoltura i loro tablet per collegarsi con figli e nipoti che vivono lontano e scambiarsi le ultime notizie o fare semplicemente quattro chiacchiere.
Questa situazione potrebbe sembrare addirittura idilliaca, se non si dovesse venire a patti con la dura realtà. Il mondo virtuale in cui gli utenti interagiscono tra loro, composto da reti sociali, collezioni di informazioni a cui tutti possono contribuire, vetrine di vario genere e altro ancora, non è poi così diverso dal mondo reale, in cui convivono sia persone educate che persone maleducate, persone competenti e disponibili e persone incompetenti e piene di sé, bulli di quartiere e agenti di polizia, vittime e carnefici. Nel mondo virtuale si trovano anche i contenuti più vari, da quelli più nobili ed edificanti a quelli più volgari; c’è anche posto per una serie di informazioni del tutto false e tendenziose, espresse però in modo da sembrare assolutamente reali e attendibili ai navigatori ignari.
Per vivere nel mondo reale, tutti noi impariamo sin dall’infanzia come comportarci nelle varie occasioni e con i vari tipi di persone, impariamo a riconoscere chi evitare e chi frequentare, impariamo a capire se ci troviamo di fronte alla verità o a una potenziale menzogna, per quanto questo possa essere particolarmente difficoltoso. Analogamente, è fondamentale imparare a muoversi nel mondo virtuale e a riconoscerne le potenzialità e i rischi per non cadere in una serie di trappole. Per questo motivo, è importante offrire la possibilità di imparare sia come muoversi nella rete in modo sicuro e consapevole, sia come utilizzare i diversi strumenti mobili. 

La nuova ECDL

Negli anni passati ECDL, la certificazione europea più nota indirizzata agli utenti dei computer, si è fatta carico di definire qual era il livello di competenza di un candidato nell’uso di determinati programmi per computer, quali gli elaboratori di testi, i fogli elettronici o gli strumenti di presentazione. In questo modo è facile dimostrare che un utente certificato ECDL è in grado, ad esempio, di preparare un documento di testo, sa usare un browser internet, è capace di ricevere e inviare messaggi di posta elettronica. Tuttavia, proprio in seguito all’evoluzione dell’informatica, si è resa necessaria una revisione delle modalità di conseguimento dell’ECDL. Questa nuova modalità, denominata Nuova ECDL, è stata presentata in Italia da AICA a maggio 2013, e permette maggiore flessibilità nella scelta dei moduli da sostenere. Rispetto alla ECDL tradizionale, in cui era necessario superare i sette moduli principali per conseguire la certificazione, mentre altri moduli specialistici rilasciavano certificazioni separate, la Nuova ECDL tratta i moduli singolarmente, ed è possibile combinarli in modi diversi. Così, ciascuno può costruire il proprio percorso di certificazione personalizzato, adattandolo ai propri interessi e alle proprie necessità di studio e di lavoro.
I moduli che fanno parte della Nuova ECDL sono sia i moduli già esistenti, anche se in qualche caso aggiornati per rispecchiare nuovi concetti e nuove tecnologie, sia moduli completamente nuovi. Uno di questi nuovi moduli è il modulo Online Collaboration, dedicato alla comprensione e all’utilizzo del Web 2.0.


Fig. 1 – Presentazione della Nuova ECDL da parte di AICA.

Il modulo Online Collaboration

Il modulo Online Collaboration, introdotto insieme alla Nuova ECDL, è stato sviluppato nel momento in cui si è deciso di aggiornare e riorganizzare il contenuto di alcuni dei moduli esistenti, eliminando concetti e tecnologie ormai superati e inserendo nuovi concetti e nuove tecnologie.
Poiché uno dei principali concetti attuali dell’informatica è la condivisione dei contenuti in rete attraverso strumenti ad hoc, quali blog o reti sociali, si è deciso di preparare un modulo ECDL dedicato a quanto può essere considerato Web 2.0. Si tratta di una necessità reale, in quanto gli utenti della rete ormai sono milioni, e hanno a loro disposizione una enorme quantità di strumenti hardware e software per comunicare tra di loro, o anche semplicemente per esporre le loro idee e i loro lavori. Attività un tempo complesse e riservate ad un pubblico ristretto di appassionati, quali la fotografia o le riprese di filmati, sono ormai alla portata di chiunque possieda un banale smartphone, e ogni foto, ogni filmato può essere caricato su internet con un clic, quando non addirittura automaticamente.
Come avviene in molti casi, però, il rapido avanzare della tecnologia non corrisponde necessariamente ad un avanzamento altrettanto rapido delle competenze dei suoi utilizzatori. Si considerino ad esempio i “nativi digitali”: al di là delle etichette, sono persone giovani che hanno imparato a usare determinati strumenti sin da piccoli, e hanno quindi acquisito una notevole capacità manuale. Tuttavia a tale manualità non corrisponde sempre una conoscenza altrettanto approfondita di come sono strutturati gli strumenti, di quale sia il loro effettivo funzionamento e di quali possano essere i rischi associati al loro uso.
Queste sono alcune delle ragioni che ci hanno spinti a preparare un nuovo modulo ECDL dedicato esplicitamente al web e alle tecnologie ad esso dedicate.

Concetti di collaborazione e introduzione alla collaborazione online

La cosa più evidente navigando in rete è la quantità di informazioni disponibili, sotto diverse forme: dal testo, alle fotografie e ai disegni, ai filmati, ai clip musicali, e altro ancora. E’ abbastanza normale che chi naviga in rete desideri arricchire il proprio materiale con immagini, video o musica. Tuttavia una delle cose fondamentali che gli utenti della rete dimenticano regolarmente è che il materiale pubblicato non è di libero uso, ma appartiene a chi lo ha prodotto, a meno che non venga esplicitamente indicato. Il concetto di copyright è uno dei concetti più importanti per chi usa la rete, e che viene affrontato dalla certificazione Online Collaboration.
Altro concetto importante nell’informatica odierna è il cloud computing: ormai la maggior parte delle persone utilizzano lo spazio disco online per condividere i propri documenti con altri. E’ però fondamentale capire come funziona questo meccanismo, sia per rendersi conto di quali siano i vantaggi e i rischi che derivano dal suo utilizzo, sia per decidere con accortezza in quali condizioni conviene usarlo.
Da quanto detto appare quindi evidente come una caratteristica fondamentale delle certificazioni ECDL sia la verifica che il candidato sia in grado di operare sia sul lato pratico che sul lato teorico. Per questo motivo nella certificazione Online Collaboration viene richiesto sia di capire come operano i vari strumenti che consentono la collaborazione online, sia di saperli configurare correttamente per l’uso.

Strumenti utilizzati per la collaborazione online

Quando operano online, gli utenti possono collegarsi a piattaforme che vanno dalle più semplici, che permettono di scambiare solo brevi messaggi testuali, come ad esempio Twitter, a quelle più complesse, che consentono la comunicazione in video di gruppi di utenti e la contemporanea visualizzazione condivisa dello schermo di uno dei computer coinvolto nella riunione, come ad esempio Skype. In generale l’uso di questi strumenti è piuttosto semplice; quello che non è invece immediato è capire come operare su questi ambienti in modo consapevole e sicuro. Ad esempio, pubblicare una foto su una rete sociale, come Facebook, non è particolarmente complesso, ma gli utenti tendono a non considerare che una foto pubblicata sulla rete è una foto che resta visibile anche in futuro, anche se chi l’ha resa disponibile inizialmente la elimina dalla rete. Lo stesso avviene per i messaggi pubblicati. Gli utenti di queste reti sociali sembrano non rendersi conto che tutto ciò che pubblicano è “messo in piazza”, a disposizione di amici e nemici. Un tempo si diceva di non fare nulla di cui ci si sarebbe potuti vergognare se si fosse stati visti dalla propria nonna. Forse sarebbe il caso che gli utenti della rete lo ricordassero sempre, evitando così di lasciare tracce imperiture di comportamenti poco edificanti.


Fig. 2 – “La cosa migliore di avere più di 40 anni è che abbiamo fatto la maggior parte delle nostre stupidate prima di internet!”
(da http://www.lovethispic.com/image/15003/best-part-of-being-over-40)

Sicurezza nella collaborazione online

La collaborazione online è nata sui computer, ma negli ultimi anni si è sempre più affermata anche sui dispositivi mobili, quali telefonini e tablet. In questo caso, oltre alle modalità di connessione disponibili sui dispositivi mobili, si è deciso di affrontare anche il tema della sicurezza nelle connessioni e sui dispositivi, poiché i rischi che si possono correre usando un normale computer portatile collegato in rete via wireless non sono molto diversi da quelli corsi con un telefonino o un tablet.
In generale si può dire che la certificazione Online Collaboration è nata per dare uno strumento e una guida a chi vorrebbe comprendere più in profondità i meccanismi che regolano il comportamento degli utenti sulla rete, e permettere di capire in quale modo comportarsi per ottenere il massimo dagli strumenti disponibili, operando comunque in sicurezza.

La risposta alla Nuova ECDL e Online Collaboration

In Italia la Nuova ECDL è disponibile dal 1° settembre 2013, affiancata alla ECDL tradizionale, come ben descritto nel relativo sito di AICA (http://www.nuovaecdl.it). Il modulo Online Collaboration fa parte dei moduli facoltativi già disponibili che possono essere scelti per conseguire la certificazione ECDL Full Standard, e la Nuova ECDL sta iniziando a diffondersi tra i vari centri in Italia.
Analogamente avviene all’estero, sia su mercati di dimensioni analoghe a quelle italiane (Germania), sia su mercati di dimensioni decisamente più ridotte (Malta).
In effetti, molti Paesi europei hanno attivato la Nuova ECDL nello stesso periodo dell’Italia (1° settembre 2013 per l’Austria, 1° ottobre per Malta, ad esempio). Le prime risposte degli utenti sono state incoraggianti: sarà interessante vedere l’evoluzione di questa diffusione sia su scala europea che su scala italiana.

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