LIM e lingua inglese: dallo strumento alle strategie

di Renata Durighello 

Scuola sec. di primo grado “Gino Rocca”, Feltre (BL)

renata.durighello@gmail.com

Il mio incontro con la LIM è stato immediato e totale: prima ancora di aver mai avuto una LIM in classe, per la mia cosiddetta dimestichezza con l’uso delle tecnologie, sono stata subito eletta al ruolo di esperta da parte dei colleghi. Ho quindi dovuto e voluto non solo conoscere il dispositivo dal punto di vista tecnico, ma anche riflettere sulle opportunità che esso può offrire dal punto di vista didattico. Ho cercato di dominare la situazione provando e sperimentando, sempre con la consapevolezza di avere di fronte uno strumento da mettere sempre e comunque al servizio dell’insegnamento/apprendimento.

La LIM in classe: computer o lavagna?

Cos’è la LIM? Gli insegnanti che pongono questa domanda, soprattutto se il loro interlocutore è un tecnico, spesso si sentono rispondere: “Non è altro che un computer, solo con lo schermo più grande”. Ma quegli insegnanti che usano una LIM sanno di avere in aula non solo un computer, ma soprattutto una lavagna, una lavagna in più, una lavagna speciale.
Di LIM ce n’è una in classe, così come, in genere, c’è una sola lavagna di ardesia e non una ogni alunno, o ogni 2/3 alunni, come avviene con i computer nel classico laboratorio di informatica. Dal punto di vista metodologico, quindi, l’introduzione della LIM in aula, pur con il suo corredo tecnologico, non sembra garanzia di innovazione; appare invece un’inversione di tendenza, che riporta la lezione, dall’approccio laboratoriale auspicato dalla presenza dei computer, ad un assetto frontale. La LIM affascina gli alunni e catalizza l’attenzione, ma viene manovrata dall’insegnante, o al massimo da uno o due alunni interrogati, relegando gli altri al ruolo di spettatori.
Cos’è dunque la LIM? Ossia, che tipo di strumento abbiamo a disposizione per la nostra attività didattica? In particolare, in che modo può essere utile all’insegnamento della lingua straniera?

Possibili usi della LIM

Quindi la LIM è una Lavagna, ed ovviamente, per quanto banale la cosa possa sembrare, è anche Interattiva e Multimediale. Direi quindi che le caratteristiche principali dell’oggetto LIM sono racchiuse nel suo nome ed è qui che vanno ricercati i possibili utilizzi della lavagna e le strategie didattiche attuabili in classe.

LIM in funzione di Lavagna: alcune strategie didattiche attuabili per il tramite della LIM fanno specifico riferimento al fatto che essa è essenzialmente una lavagna, quindi uno spazio (meglio se vuoto o quasi, come vedremo) sul quale esporre e condividere idee, materiali, concetti.

LIM in funzione Interattiva: altre strategie nascono dalle caratteristiche di interattività e vedono al centro dell’attività l’interazione tattile con lo strumento.

LIM in funzione Multimediale: infine alcune strategie attuabili sfruttano le caratteristiche di multimedialità della LIM e quindi la possibilità di offrire agli alunni contributi audio e/o video a supporto della presentazione di contenuti o argomenti1.

La LIM per presentare: funzione multimediale

Per l’insegnante di lingua straniera il corredo multimediale è essenziale, perché permette di portare in classe la lingua viva, più o meno autentica. Prima della LIM e dei tablet molti di noi hanno messo a dura prova il loro fisico per trascinare da una classe all’altra, oltre ai libri e ai registri, anche il lettore audio, la valigetta dei CD, o persino il computer portatile e il proiettore, magari con tanto di cartellone bianco arrotolato sotto il braccio per essere sicuri di avere un supporto su cui proiettare.
Materiali per l’utilizzo della LIM come strumento multimediale, soprattutto contributi audio e filmati, sono generalmente forniti dalle case editrici dei libri di testo adottati, ma sono anche reperibili in rete, non solo all’interno di piattaforme per la didattica. Solo per fare un esempio, ascoltare in classe canzoni di cui leggere ed analizzare il testo è una pratica piuttosto diffusa: farlo attraverso il videoclip recuperato in rete diventa molto più coinvolgente.
L’insegnante può sfruttare l’ampio schermo della LIM anche per la proiezione di materiali autoprodotti, come presentazioni e slide, sia per l’introduzione di nuovi argomenti, che per il ripasso. Dal punto di vista didattico si tratta di un utilizzo che relega spesso gli studenti al ruolo di fruitori/spettatori. C’è bisogno anche di questo nella scuola: c’è bisogno di catturare e stimolare l’attenzione, ma le strategie legate all’uso della LIM in classe non possono fermarsi qui.
Ad esempio, sempre restando ad un utilizzo della LIM in funzione multimediale, la proiezione di immagini o slide può servire da canovaccio, da traccia che riassume il testo letto e sostiene gli alunni durante l’esposizione (Figura 1).


Fig. 1 – Una serie di quattro slide che avviano all’esposizione della vita di Cristoforo Colombo, riprendendo in forma muta il testo letto in classe.

Un’altra situazione in cui la LIM è utile per la proiezione a grandi dimensioni è la correzione collettiva di esercizi. Avendo a disposizione l’esercizio in formato digitale, anche a seguito di scansione, la possibilità di vederlo tutti assieme, nell’esatta forma di come era su carta, si rivela estremamente pratica (Figura 2).


Fig. 2 – Un esercizio, eseguito e corretto collettivamente alla lavagna.

In questo caso però cominciamo a passare dall’uso di una lavagna multimediale all’uso di una lavagna interattiva.

La LIM per consolidare: esercizi interattivi

Uno strumento/dispositivo si dice interattivo quando dà la possibilità a chi lo usa di interagire per scegliere, modificare, intervenire sullo scambio di informazioni. L’interazione con lo strumento LIM avviene attraverso il tocco, in modo molto più immediato, quindi, rispetto all’uso del mouse e della tastiera con il computer. Questo, assieme alle dimensioni ampie dello schermo, rende particolarmente efficace l’uso sulla LIM di quegli esercizi di natura ludica che gli insegnanti di lingua straniera hanno da tempo a disposizione all’interno di CD-ROM forniti spesso assieme al libro di testo da parte di molte case editrici (Figura 3).


Fig. 3 – Un esercizio interattivo fornito dalla casa editrice OXFORD.

È molto semplice anche realizzare esercizi interattivi fai da te. È possibile ad esempio sfruttare la funzionalità che permette di tracciare linee con le penne in dotazione alla LIM – meglio ancora la funzione di trascinamento che permette di spostare con le mani sullo schermo oggetti e immagini, così come si farebbe con il mouse sul computer – e costruire in tal modo semplici esercizi di collegamento, abbinando le immagini al testo (Figure 4 e 5).


Fig. 4 – Un semplice esercizio interattivo creato accostando delle immagini alle corrispondenti parole. Gli alunni hanno collegato le parole alle immagini scrivendo sulla lavagna.


Fig. 5 – Un altro esercizio che completa e potenzia quello della figura precedente. L’interazione è ancora maggiore: gli alunni devono spostare con le mani sulla lavagna le forme degli animali, per far sì che l’immagine rappresenti correttamente quanto scritto.

Si possono infine anche utilizzare software specifici per costruire esercizi interattivi, uno di questi è Hot Potatoes, creato da un’equipe dell’università di Victoria, Canada alla fine degli anni ‘90. Questo software permette la costruzione di vari tipi di quiz ed esercizi, in formato HTML, ed è pensato per la creazione di materiali da usare col computer, pertanto, per la creazione di esercizi da usare con la LIM, è preferibile scegliere le attività per le quali non è necessario l’uso della tastiera. Esercizi creati con Hot Potatoes o con software simili sono facilmente reperibili in rete (Figura 6).


Fig. 6 – L’esercizio in figura è uno dei tanti presenti in rete ed è costruito col software Hot Potatoes.

In quest’ottica anche la proiezione di immagini e filmati può essere rivisitata, e utilizzata come stimolo per semplici riflessioni, per la produzione personale o anche solo per la ripetizione (Figura 7).


Fig. 7 – Nell’immagine un filmato, fermato su una sequenza che è poi stata rielaborata con gli strumenti della LIM, con appunti utili per parlare di quanto appena visto e sentito.

La LIM per costruire, uso collaborativo

Per una didattica che sia davvero efficace, una volta che è stata catturata l’attenzione degli alunni e una volta che essi stessi sono stati coinvolti interattivamente, è necessario, però, portare il loro coinvolgimento ad un livello più consapevole, lavorando su un piano metacognitivo.
Questa non è una novità e non si tratta di un processo che necessiti di grandi tecnologie per essere attivato: lo si può fare anche senza alcuna lavagna, lo si può fare con una lavagna tradizionale. Ma allora perché non provare a coinvolgere maggiormente gli alunni con la LIM, una lavagna affascinante, stimolante, una lavagna con una marcia in più?
È opinione abbastanza comune che la LIM aumenti il carico di lavoro di preparazione, costringendo gli insegnanti ad allestire materiali strutturati per mezzo del software autore in dotazione alla lavagna. In realtà il materiale digitale preparato dall’insegnante, se è rifinito nei minimi dettagli, permette solo l’uso che abbiamo chiamato multimediale e non lascia molto spazio agli alunni. Ciò nonostante può essere utile adoperare il software autore per allestire dei canovacci, materiale solo in parte strutturato e solo in parte riempito. In questo modo agli alunni resta margine di azione, in questo modo anche loro possono contribuire alla costruzione del materiale e alla costruzione delle proprie conoscenze sull’argomento trattato.
Il mio modo di procedere per la preparazione di materiali di questo tipo è quello che amo chiamare lo svuotamento della lavagna: parto dall’argomento che voglio esaminare con gli alunni e lo riassumo in poche slide, anzi, in una sola. A questo punto comincio a chiedermi quali delle informazioni che ho scritto potrebbero essere ricavate dagli alunni e creo una seconda slide, da anteporre alla precedente, in cui tolgo queste informazioni, lasciando eventualmente al loro posto alcuni spunti, suggerimenti, o domande guida. Salvo entrambe le slide e mi chiedo se posso togliere qualcos’altro, sempre per dare agli alunni la possibilità di essere loro a dirlo. E così via fino a che ho tolto tutto il possibile. Spesso arrivo ad una slide che contiene solo il titolo dell’argomento: la lavagna vuota. Il lavoro è pronto per essere presentato agli alunni: ci penseranno loro a costruirlo. La prima volta che ho allestito un materiale ottenuto attraverso il procedimento di svuotamento della lavagna è stata per un’attività di riflessione sulla lingua: la distinzione tra present simple e present continuous (vedi Figure 8-12).


Fig. 8 – Nell’immagine è rappresentata la schermata iniziale di un unità didattica di revisione e confronto sull’uso dei presenti semplice e continuato, realizzata con il software Notebook.


Fig. 9 – La prima slide dell’unità didattica è vuota, qui è stata riempita con esempi di frasi al presente dettate dagli alunni. Osservando le frasi da loro prodotte, gli alunni vengono poi invitati a dare spiegazioni sul tipo di presente utilizzato e a cercare delle regole d’uso.


Fig. 10 – Le regole ricavate dagli alunni, vengono raccolte in una slide già predisposta su due colonne.


Fig. 11 – Quest’immagine, infine, rappresenta una slide preconfezionata, con le regole d’uso da confrontare con quelle ricavate dagli alunni. Nella slide sono presenti anche collegamenti a pagine di esempio e ad esercizi. Originariamente questa doveva essere la prima slide, successivamente è stata svuotata e le sono state anteposte le slide precedenti per dare agli alunni la possibilità di ricavare essi stessi le regole, in un’ottica maggiormente costruttiva e collaborativa.


Fig. 12 – Ancora un’ultima slide, dedicata agli esempi, in parte trasferiti dalle frasi della prima slide, ossia dalle frasi inventate dagli alunni all’inizio dell’attività. Un ulteriore momento di riflessione … a lavagna vuota.

In attività come questa non è più un limite il fatto che il computer presente in aula sia uno solo perché, anche se l’attività è unica, tutti gli alunni possono essere coinvolti attivamente.
In seguito ho proposto più volte sequenze di questo tipo, non solo per la riflessione collettiva, ma anche per stimolare gli alunni alla produzione, sia orale che scritta, spesso con l’aiuto di immagini (Figure 13 e 14).


Fig. 13 – Nell’immagine, a destra, un esercizio di produzione, che era stato preceduto da un esercizio di completamento, recuperato in rete, a sinistra.


Fig. 14 –Una slide senza testo, come stimolo alla produzione orale, sulla base di quanto fatto negli esercizi mostrati nell’immagine precedente. Anche questa volta la lavagna è vuota o quasi, buon segno!

Riflessioni finali

Indubbiamente, per sua natura, la LIM è uno strumento utile alla didattica delle lingue straniere, e questo soprattutto in virtù del suo essere interattiva e multimediale; interattività e multimedialità che sono da anni sfruttate nei materiali a disposizione dei docenti.
A mio avviso, però, quello che l’insegnante dovrebbe fare quando usa la LIM non è lasciare che lo schermo diventi mero luogo di effetti speciali, viceversa piuttosto, capovolgendo l’acronimo, sfruttare le opportunità Multimediali e Interattive dello strumento al servizio del suo essere Lavagna, ovvero luogo di incontro e di raccolta di idee, spunti, riflessioni e conoscenze. Per far questo è importante avere chiaro in mente, ogni qual volta si accende la LIM, quali delle sue funzionalità si stanno sfruttando e in che modo.
In conclusione, ciò che mi sento di dire in proposito è che, indubbiamente, la LIM non basta da sola a garantire una didattica innovativa, né una buona didattica in generale, anzi il pericolo di un’impostazione tradizionale, frontale, docente-centrica è sempre in agguato. Indubbiamente, ancora, la possibilità di impostare l’attività in un’ottica costruttiva e collaborativa, posto che sia questa la buona didattica, non è veicolata dallo strumento, né dalla LIM, né da altri sussidi. Per quel che mi riguarda, però, ogni qual volta accendo la LIM in classe, sono automaticamente portata a coinvolgere maggiormente gli alunni e a spronarli alla riflessione, all’argomentazione, soprattutto … con la lavagna vuota

Note

1 In queste mie considerazioni, che nascono dall’osservazione dello strumento, mi sono trovata d’accordo con Pier Cesare Rivoltella che, in un suo contributo per la De Agostini Scuola, parla di“due usi possibili della LIM in didattica: li chiamiamo uso stilistico e uso linguistico” – Rivoltella, P. C. A scuola con la LIM (http://www.primaria.scuola.com/documenti/LIM/a-scuola-con-la-LIM.pdf). Rivoltella a sua volta fa riferimento a un saggio di Pasolini sul cinema e sull’immagine.
Nell’uso stilistico, la LIM è un mezzo per permettere all’insegnante di presentare i suoi contenuti. Nell’uso linguistico invece, secondo Rivoltella, la LIM è un linguaggio, è testo da costruire assieme. 

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