L’evoluzione del Book in progress: dalle dispense all’iBook

 

di Margherita Aldi

margherita.aldi@libero.it

Non è mia intenzione scatenare l’ennesimo putiferio sul book in progress: voglio solo spiegarvi come è nato e cresciuto, e a che punto siamo ora, perché, visto che è in progress, noi non ci fermiamo mai.
Sono stata tra i docenti che hanno partecipato al progetto fin dall’inizio, la mia avventura è iniziata esattamente quattro anni fa, quando mi fu proposto di coordinare il gruppo di Inglese e, poiché mi piacciono le sfide, accettai con entusiasmo.
Eravamo una decina di insegnanti provenienti da scuole diverse distribuite sul territorio nazionale e iniziammo da zero, non metaforicamente, proprio non avevamo niente perché, sia chiaro, nessuno di noi ha mai fatto copia e incolla, tutto ciò che compare sul book è materiale originale.
Decisa la struttura del book, ci dividemmo i compiti, ed iniziammo a produrre ritagliando il tempo necessario per fare tutto questo tra una correzione di compiti e la preparazione per la lezione del giorno successivo.
Lavorammo ininterrottamente per tutto l’inverno, senza riconoscere più il sabato e la domenica, trascurando talvolta anche la famiglia, perché avevamo preso un impegno e volevamo rispettarlo, a tutti i costi! Ovviamente mogli, mariti e figli ci furono vicini, perché era chiaro che stavamo facendo qualcosa che, comunque lo si veda, avrebbe cambiato il modo di fare scuola.
A giugno il primo book era assemblato, con errori di scrittura, impaginazioni sbagliate, fotografie sfocate, ma pieno del nostro entusiasmo. Sinceramente non era bellissimo, esteticamente parlando, ma l’avevamo fatto noi avendo in mente ciò che volevamo per i nostri studenti che erano stati la nostra fonte di ispirazione e, spesso, avevano contribuito alle idee per i testi, i dialoghi, gli esercizi.
A settembre vennero distribuite le prime dispense, rilegate in quadernoni ad anelli, ma nessuno dei ragazzi si lamentò mai del fatto che la copertina non fosse patinata e che spesso le immagini fossero in bianco e nero (perché costavano meno), anzi, erano orgogliosi di vedere il nome delle loro insegnanti tra gli autori! Il fatto che fossero stati usati i quaderni ad anelli non fu comunque del tutto negativo, perché questo ci permise di modificare il book giorno dopo giorno, togliendo ciò che non andava ed aggiungendo invece quello che nasceva in classe, in diretta. Sappiamo tutti che un libro lo si impara a conoscere solo quando si comincia ad usarlo, e tutti noi abbiamo, nella nostra carriera, avuto a che fare con testi scolastici che, al primo impatto ci erano sembrati piacevoli, ma che poi, nell’uso, erano risultati dei mattoni mortali: questo con il book in progress non succedeva, proprio perché era in progress.
Questo fu il primo passo, poi l’anno successivo altri colleghi di altre scuole si aggiunsero al nucleo iniziale ed il prodotto risultò decisamente migliore: molti errori furono corretti, avemmo la possibilità di stampare tutto a colori, ci furono le registrazione delle insegnanti madrelingua e pure una copertina plastificata!
Nel frattempo la rete si era allargata, e tutti i giorni ricevevo mails da altri insegnanti che erano venuti a conoscenza del progetto e ne erano incuriositi; qualcuno voleva visionare i books, altri proponevano la loro collaborazione, i giornali cominciarono a parlare di noi ed anche le tv e le radio locali mi cercarono per sapere esattamente di cosa si trattasse, e l’entusiasmo cresceva.
Poi arrivò l’ora della versione digitale: il preside Giuliano di Brindisi chiese a noi coordinatori di preparare anche una versione che fosse fruibile sul notebook o qualunque altro strumento informatico: la versione word non andava bene, perché ogni volta che ci inviavamo i files (lavoravamo con le mails!) tutto si spostava, non tornavano più le pagine, le immagini sparivano e ricomparivano da un’altra parte, quindi preparammo le versioni PDF alle quali però aggiungemmo dei links di riferimento, cioè delle pagine web che i ragazzi potevano visitare per ampliare l’argomento proposto: ad esempio, la prima unit del Book 1 iniziava con il riassunto di “The Happy Prince”, quindi in fondo alla pagina c’era il link http://www.online-literature.com/poe/177/; da un’altra parte del libro si parlava della Tower of London, quindi subito dopo si trovava il link http://simple.wikipedia.org/wiki/Tower_of_London etc.
Così era anche per gli esercizi online: se era stato trattato il present continuous, si consigliava ai ragazzi di visitare il sito http://www.englishgratis.com/1/risorse/grammatica/gram-v-13-presentcontinuous.htm per avere un’ ulteriore fonte di spiegazioni e potersi esercitare in modo interattivo. Dal momento che questa versione sarebbe stata distribuita su supporto multimediale, non ci fu più il problema delle immagini a colori, quindi il book fu corredato di bellissime foto, tutte assolutamente di nostra proprietà, scattate da tutti noi in giro per il mondo, ai nostri figli, ai nostri animali domestici, alle nostre città o campagne.
Ormai il gruppo era diventato numeroso, c’erano colleghi che venivano dalla Calabria, altri da Udine, qualcuno da Milano e qualcun altro da Isernia. Io ero a Prato, ma mi raggiungevano gli altri colleghi una o due volte l’anno per due giorni consecutivi in cui si leggeva, si correggeva, si modificava, si proponevano nuove idee, facendo tesoro anche dei minuti, tanto era il lavoro da fare! E nacquero anche il Book 2, il Book 01 ed anche il Book 02, pensati e creati per ragazzi diversi di scuole diverse.
Ma il book è in progress, quindi non si ferma mai, non esiste una versione definitiva: dopo il digitale, è arrivato il multimediale: intendiamoci, noi non siamo informatici, quindi non potete immaginare la fatica che abbiamo fatto per imparare a gestire le numerose applicazioni e programmi che ci hanno poi permesso di passare dai files in word a quello che è al momento il book in progress!
Dallo scorso anno chi possiede un iPad può avere una versione del book completamente multimediale, con videos, webcams, widgets, verifiche interattive, listenings, etc. Ed ai ragazzi non costa niente! Si, chi utilizza un device di questo tipo può chiederci il link da cui scaricare direttamente il libro: tramite dropbox in un attimo i ns ragazzi possono avere un corso multimediale al posto del classico libro di testo, e dovreste vedere quanto tutto questo sia motivante, per loro e per noi.
Ora sono gli studenti che si impegnano per migliorare le lezioni, per trovare sempre nuove possibilità di utilizzare quanto il web e le diverse applicazioni ci mettono a disposizione, per sfruttare al meglio le risorse della rete parallelamente a quanto proposto da noi. E non è finita, stiamo lavorando affinchè il nostro materiale possa essere usato anche da chi ha un tablet di qualunque tipo, o semplicemente uno smartphone: i miei ragazzi usano il cartaceo solo a casa per fare alcuni esercizi, ma vengono a scuola con il tablet o con il libro sul telefono, mi inviano i loro lavori in tempo reale tramite cloud, registriamo in classe i loro dialoghi e facciamo i video insieme per poi rivederli sulla LIM. Insomma, io gli dò l’input, li guido e li controllo, loro fanno il resto.
La rete si è allargata a dismisura, sono decine i colleghi che mi contattano da tutte le regioni d’Italia perché vogliono contribuire al progetto, o semplicemente poter usare i books, insegnanti della scuola superiore, ma anche delle scuole medie, che hanno iniziato un lavoro parallelo utilizzando anche i materiali dei nostri Book 01 e 02.
Ovviamente tutto questo ci arricchisce incredibilmente, è un team working molto proficuo e coinvolgente, anche se, sinceramente, sta diventando sempre più difficile gestire questa mole di lavoro extra, perché in alcun modo siamo esonerati dal nostro compito principale, che è quello di essere in classe ogni mattina.
Ma non ci fermeremo.

Ecco alcune immagini dei nostri lavori negli anni:

Da Book1 a.s. 2010/11

Da Book1 a.s. 2011/12

Da Book 1 a.s. 2012/13

Da Book 1 a.s. 2013/14 da utilizzarsi su tablet, per cui completamente interattiva con un click

 

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