Londra, 16 maggio 2013: lancio della NEW ECDL

interviste di Pierfranco Ravotto


pierfranco.ravotto@gmail.com 

Il forum annuale della Fondazione ECDL si è tenuto a Londra il 16 maggio, ed è stato dedicato al lancio della Nuova ECDL. Damien O’Sullivan, Chief Executive della ECDL Foundation, l’ha presentata così: “New ECDL is our commitment to changing with the needs of our candidates and the requirements of the workplace”.
Riferirsi ai bisogni dei “candidates”, delle persone che intendono acquisire la patente d’uso del computer – la si chiami in Europa ECDL, European Computer Driving Licence, o negli altri continenti ICDL, International Computer Driving Licence – è per la Fondazione, riferirsi ai bisogni di tanti, visto che dall’avvio del programma, nel 1996, sono 13 milioni le persone che, in 100 paesi, hanno scelto ECDL per certificare le proprie skill digitali.
Un ruolo, quello della Fondazione, che è stato evidenziato dal Vice-Presidente della Commissione europea Neelie Kroes che, commentando il ruolo della stessa a sostegno dell’Agenda Digitale, ha detto: “The ECDL Foundation has worked for a long time to boost Europe’s ICT skills and has done a great job.


Fig. 1 – Daniel O’Sullivan presenta, al forum 2013 della Fondazione, la NEW ECDL

Il Chairman della ECDL Foundation, Jim Friars, ha aggiunto a presentazione della nuova iniziativa: “The programme has evolved many times since it began in 1996, and I believe it continues to stay true to its intended and original purpose: to provide skills for work, and skills that work”.
La New ECDL, è stato detto, è una forte modifica di ECDL, sviluppata per adeguarla ai cambiamenti tecnologici e alle richieste del mercato. Durante il Forum è stato evidenziato come gli aspetti più rilevanti siano una maggiore flessibilità, un adeguamento al lifelong learning e un maggior numero di moduli.

Maggiore flessibilità

La nuova ECDL offre una certificazione più flessibile con l’introduzione del cosiddetto profilo ECDL che consente ai candidati di costruire il proprio profilo con i moduli che considerano più adatti. Questo permette una certificazione di competenze adatta ad un particolare percorso scolastico o ad uno specifico lavoro.

Lifelong learning

Un profilo ECDL può essere sviluppato e aggiornato nel corso del tempo. La nuova ECDL incoraggia l’apprendimento permanente e il continuo sviluppo delle competenze digitali. Per questo cambiano le caratteristiche della Skills card che viene acquisita una volta per tutte,

Nuovi moduli

Sono stati sviluppati nuovi moduli ed è stata definita una nuova struttura modulare che permette al candidato di scegliere fra 15 differenti moduli.


Fig. 2 – Un’immagine di pubblicizzazione della nuova ECDL, pubblicata sulla pagina Facebook della ECDL Foundation.

Chiedo a Paolo Schgör, che in AICA è il responsabile delle certificazioni, di spiegarci in cosa consistono queste novità.


Fig. 3 – L’intervento di Paolo Schgör al convegno di Londra.

Nella Nuova ECDL cambia il sistema di certificazioni. In primo luogo c’è un profilo ECDL base, che corrisponde in qualche modo all’attuale ECDL Start. Anche in questo caso si tratta di una certificazione corrispondente al superamento di 4 moduli, che adesso sono però fissi e sono i seguenti:

  • Computer Essentials.
  • Online Essentials.
  • Word Processing.
  • Spreadsheets.

Come vedi due di essi – Computer essentials e Online essentials – sono nuovi. Volendo semplificare potremmo dire che il primo deriva da un accorpamento ed aggiornamento dei tradizionali moduli 1 e 2 e che il secondo è una ridefinizione, aggiornata ai tempi, del tradizionale modulo 7.
Dunque il profilo base riguarda l’uso dei dispositivi e della rete, la creazione e gestione dei file, la protezione dei dati e la sicurezza sul web, la ricerca delle informazioni, le comunicazioni e-mail e la partecipazione a comunità online, l’uso di strumenti per la scrittura e per il calcolo.

A partire da lì si può conseguire il profilo ECDL standard, costituito come adesso da 7 moduli. Ma con la Nuova ECDL ciascuno può scegliere i 3 moduli da aggiungere ai 4 base in un insieme composto dai seguenti:

  • Online collaboration.
  • Presentation.
  • Using Databases.
  • Web Editing.
  • Image Editing.
  • Project Planning.
  • IT Security.
  • 2D Computer Aided Design.

Anche qui moduli già esistenti ed altri nuovi.
Noi, in Italia, abbiamo deciso di suggerire che i tre moduli da aggiungere per arrivare al profilo standard siano “Presentation”, “Online collaboration” e “IT Security”. Ma, nella logica dell’apprendimento permanente e del profilo individuale di ogni candidato, ciascuno è libero di sceglierne altri tre, tenendo conto del corso di studi intrapreso e dei propri interessi
”.

Ma si può andare oltre i 7 moduli.

Certo. Ognuno può personalizzare il proprio profilo – e quindi la propria certificazione – aggiungendovi altri moduli fra quelli proposti da CEPIS. Oppure scegliendo dall’elenco dei moduli disponibili in Italia che è molto più ampio: c’è il CAD 3D, ci sono i tre moduli della certificazione Multimedia, ci sono i moduli GIS, siamo fra i primi ad aver localizzato ECDL Health.
Inoltre si può aggiungere il modulo DCA (Digital Competence Assessment). Sai bene che AICA ha sempre mostrato attenzione anche alle componenti cognitive e culturali della competenza digitale. Nel lavoro di “localizzazione” del Syllabus 5 avevamo aggiunto una sezione 1.0 di “Fondamenti”. Oggi questa parte è ulteriormente arricchita anche dalla dimensione etica, ed entrambe sono comprese nel modulo di certificazione aggiuntivo sviluppato in collaborazione con il gruppo di ricerca del prof. Calvani (Università di Firenze); in questo caso il risultato è un certificato con 8 moduli che abbiamo chiamato
ECDL Smart”.

E cosa ne è dei moduli Advanced?

ECDL Advanced corrisponde ad una competenza di livello più alto (anche in termini di livelli EQF). Come è stato detto a Londra, la Fondazione prevede anche un profilo ECDL esperto, composto appunto da almeno tre dei quattro moduli:

  • Advanced Word Processing.
  • Advanced Databases.
  • Advanced Spreadsheets.
  • Advanced Presentation”.

Microsoft sarà contenta …

Bisognerebbe chiederlo a loro, ma in Italia non ci hanno mai mostrato grande simpatia, mentre invece in altri paesi ci sono esempi anche significativi di progetti congiunti. Il punto fermo è che i sillabi della Fondazione ECDL sono per definizione indipendenti dall’ambiente software utilizzato, che può essere proprietario o libero.
In Italia abbiamo sempre voluto dare concretezza a questa opzione, rendendo disponibili esami automatici anche su ambienti operativi “open source”, e non è un caso che i primi esami sperimentali della nuova ECDL siano già stati svolti questa primavera su piattaforma Ubuntu 12.04 + Libre Office (tra l’altro si tratta di candidati giovanissimi, una cinquantina di ragazzi della Scuola Media Confalonieri di Monza, che si appoggia al Test Center ECDL presso l’IIS Hensemberger)
”.


Fig. 4 – La costruzione del profilo personale in un’immagine tratta dal sito della Fondazione.

A Frank Mockler, che per la Fondazione è Head of Programme Standards, chiedo informazioni, in particolare sui nuovi moduli.

"Siamo sempre alla ricerca – mi risponde – di aree tecnologiche emergenti, in cui gli utenti possono beneficiare di una certificazione.
La proliferazione di dispositivi, il proliferare di servizi on-line, e la transizione dei dati verso il cloud erano le tre tendenze, di particolare importanza, in atto negli ultimi anni. Abbiamo visto che la gente ne fa uso in un contesto lavorativo e abbiamo deciso che aveva senso definire un syllabus ed una specifica certificazione. quella dell’Online collaboration.
Ma è sempre più importante anche il tema della sicurezza e della protezione dei dati. Ecco quindi che abbiamo aggiornato il modulo sulla Sicurezza IT
"

Come procede la Fondazione per definire Syllabus e certificazione?

Per definire un syllabus abbiamo un processo ben definito. Si inizia con la definizione dei principi fondamentali per il modulo, e poi li si passa a un gruppo di lavoro costituito da esperti. Si tratta di professionisti ICT che lavorano come insegnanti, formatori, consulenti e manager di aziende ICT. Sono loro a decidere cosa deve essere incluso in un nuovo modulo e quando un modulo deve essere aggiornato”.


Fig. 5 – Un’immagine del forum di Londra.

Marina Cabrini è una degli esperti che hanno lavorato per il CEPIS alla definizione dei nuovi moduli. E’ una professionista informatica. Le chiedo come hanno lavorato.

"Il primo passo è stato fondamentalmente una sessione di brainstorming. Ognuno di noi è stato munito di un blocchettino di post-it su cui abbiamo scritto i concetti e le abilità che dovevano restare nei moduli aggiornati, e quelli che avrebbero dovuto essere aggiunti. Abbiamo attaccato i post-it su una parete, li abbiamo ri-organizzati per argomento, abbiamo rimosso quelli che indicavano conoscenze o abilità a nostro avviso troppo complesse per un utente di base dell’ICT.
Ci siamo ritrovati con tre diversi insiemi: due corrispondevano ai moduli da rinnovare – Computer essentials e Online essentials – ma c’era comunque materiale per un terzo modulo. Valutando insieme le abilità che un normale utente ICT dovrebbe avere quando ha a che fare con il cloud computing, con le applicazioni web, con i social network e gli ambienti di apprendimento on-line, con le APPS per i dispositivi mobili, ci siamo resi conto che tutti questi concetti e strumenti meritavano un modulo dedicato.
"

E così è nato il modulo Online collaboration. Cosa intendete con “collaborazione”?

Il termine ‘collaborazione’ può fare riferimento in generale sia a un progetto in cui molti computer lavorano insieme verso un determinato scopo, sia alla possibilità per le persone di interagire e collaborare tra di loro utilizzando il computer e Internet. Per questo nuovo modulo abbiamo esaminato le tecnologie e gli strumenti in generale, non solo le caratteristiche di quelli oggi più popolari, perché il ciclo di vita degli strumenti internet può terminare bruscamente. Pensa, ad esempio, a quanto velocemente Gmail ha ridotto il numero di utenti di Hotmail. Quindi il modulo è centrato sulle conoscenze e abilità che permangono, non sugli ambienti di moda".

E il modulo sulla sicurezza?

E’ fondamentale. Proprio la diffusione degli strumenti online crea un problema molto grande di sicurezza e di gestione della privacy: troppo facilmente gli utenti sono portati a credere che nulla di male possa accadere se rendono disponibili i propri dati personali su Internet, o se non si proteggono da accessi indesiderati al proprio computer. Ma quante volte si è sentito di persone derubate dopo aver scritto su un social network di non essere presenti in casa in quel momento?
E’ richiesta cautela, ma per questo bisogna conoscere i pericoli e i modi per evitarli
”.

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