ANNO 3 – N° 1 (MARZO) – In questo numero

 

di Antonio Fini

Nessuna sorpresa per il numero 8 (già l’ottavo numero? Però, niente male!) della nostra rivista Bricks. Se il numero precedente è stato dedicato alla didattica della matematica con le TIC, il tema di quello attuale non poteva essere altro che la didattica delle materie umanistiche con le TIC.
Quando, con il comitato di redazione, abbiamo deciso di affrontare questo tema, non abbiamo avuto alcuna perplessità: non siamo certo tra coloro che credono allo stereotipo che vede le materie umanistiche (e i loro docenti…) lontani dall’uso delle tecnologie, magari anche protagonisti di difese a oltranza contro contaminazioni tecnologiche o anacronistiche nostalgie di “belle lettere” scritte rigorosamente a mano!
Al contrario, sappiamo bene che da anni uno dei campi di elezione per l’uso delle tecnologie educative è costituito proprio dalla lettura e dalla scrittura, in primo luogo, ma anche dalla storia, dalla geografia, dalla filosofia e dalle altre discipline di questo ambito. La disponibilità di risorse sul web, le possibilità offerte dalla variegata gamma di sistemi e servizi tecnologici che sono oggi disponibili in rete, offrono all’insegnante attento e che voglia essere protagonista del suo tempo, una vasta gamma di possibilità, alcune del tutto nuove, altre che consentono magari soltanto una migliore realizzazione di pratiche didattiche tradizionali.
Gli articoli presenti in questo numero riguardano tutti gli ordini e gradi di scuola e, come è d’uso, presentano soprattutto esperienze reali, nell’ottica della narrazione di storie professionali che contraddistingue Bricks e che, crediamo, sia una delle migliori modalità attraverso cui gli insegnanti possano riuscire a condividere esperienze in modo efficace.

L’articolo di Giuliana Massaro, insegnante di scuola primaria di Maniago (PN), ci parla di un uso delle tecnologie come elemento trasversale, unificante, di una serie di esperienze legate alla storia tra le quali il gioco, anche considerando l’età degli alunni, ha un ruolo fondamentale.
Manuela Delfino, docente di scuola secondaria di primo grado di Genova, propone l’esperienza relativa all’uso di uno strumento, il wiki, noto sicuramente per l’immancabile Wikipedia, ma meno conosciuto come tool di supporto alla didattica attiva, nel caso specifico della storia e della geografia.
Giovanna Pinna, futura insegnante, ci parla della sua tesi, nella quale dimostra come la fiaba possa trovare nuova vita negli ambienti virtuali di apprendimento e diventare un esempio di digital storytelling.
Anna Rita Vizzari, insegnante di lettere nella scuola secondaria di primo grado in Sardegna, presenta un articolo ricco di link e di suggestioni per l’approfondimento nel quale racconta la progettazione e l’implementazione di una learning story, realizzata attraverso alcuni blog e numerosi altri servizi web, tra cui social netwok.
L’esperienza narrata da Alessandra Bucchi, insegnante di scuola primaria toscana, contiene una vena di nostalgia, dal momento che è riferita al modello pre-riforma, nel quale, anche grazie alla compresenza, perfino l’uso delle tecnologie era più efficace.
Loredana Semperlotti e Angela Salvato, insegnanti in due diverse scuole primarie del Veneto, dopo avere frequentato insieme un corso di perfezionamento universitario, hanno voluto passare dalla teoria alla pratica, sperimentando con i bambini una notevole quantità di sistemi tecnologici, senza trascurare la riflessione sulla verifica e valutazione di quanto realizzato.
Paolo Gallese è il responsabile dei progetti didattici dell’Acquario Civico di Milano e un grande appassionato di tecnologie educative e in particolare di LIM. Assieme a Gabriella Nanni, insegnante di scuola primaria in Abruzzo, ha realizzato un learning object sul tema della Shoah, affrontato in modo decisamente originale.
Con l’articolo di Leslie Cameron Curry, docente di filosofia nei licei piemontesi, ci spostiamo nella scuola secondaria di secondo grado per scoprire come si fa a mettere “Hegel in un blog” e che relazione esiste tra un noto complesso musicale rock come la PFM e Parmenide, e anche come queste relazioni si siano strette all’interno di un ambiente virtuale di apprendimento.
Martino Sacchi, insegnante di liceo lombardo, presenta il caso del repository di materiali didattici, “Il Filo d’Arianna”, una vera e propria risorsa educativa aperta a disposizione di docenti e studenti.
L’uso educativo dei blog è descritto da Giulia Caminada, insegnante di lettere nella scuola secondaria di primo grado in Lombardia. Nel suo laboratorio di giornalismo hanno addirittura coniato l’espressione “bloggiornalismo”!
Chiara Spalatro, docente di lettere nella scuola secondaria di primo grado in Puglia, ha colto l’occasione di una partecipazione ad un concorso sul tema dei pericoli di Internet per realizzare un’esperienza di realizzazione di video digitali, sperimentando così forme alternative di comunicazione, che sono oggi tecnicamente alla portata di tutti ma sulle quali non vi è ancora sufficiente consapevolezza.
Anche Giuseppe Corsaro insegna materie letterarie in una scuola secondaria di primo grado, in Sicilia, e condivide alcune esperienze realizzate nelle sue classi, focalizzando l’attenzione sul termine “sinergia”, ovvero “sfruttare al meglio le risorse strutturali e infrastrutturali (cronicamente carenti) e a renderle funzionali al lavoro di tutti i giorni integrandole nell’attività scolastica e (ambiziosamente) anche extrascolastica dei ragazzi”.
Il condirettore di Bricks, Pierfranco Ravotto, è tornato nell’istituto di istruzione superiore milanese nel quale ha insegnato per molti anni per intervistare una nuova collega di lettere, Matilde Olivieri, la quale volentieri racconta come ha utilizzato un famoso videogame come spunto per un’attività di studio “attivo” della storia medievale.

Per la rubrica “Competenze e certificazioni" ospitiamo la proposta della Fondazione Enrica Amiotti, in collaborazione con AICA e l’Accademia dell’hardware e software libero "Adriano Olivetti", relativa ad una nuova certificazione rivolta, per il momento, agli insegnanti delle scuole elementari: PADDI, Patente Didattica Digitale.

Per la rubrica dedicata ai progetti europei, Daniela Proli, di Scienter, presenta “LLwings – Ali per il Lifelong Learning”, un progetto dedicato allo sviluppo di alcune competenze chiave dei docenti e dei formatori, legate al “ciclo della didattica”, ovvero a tutte le fasi del processo di insegnamento/apprendimento.

Nell’altra rubrica fissa, “Dalla rete”, Valentina Fanelli presenta Edmodo, un sistema alternativo alle tradizionali piattaforme e-learning, in grado di coniugare alcune funzioni tipiche dei sistemi dedicati all’erogazione di corsi con altre oggi più familiari alla maggior parte degli utenti dei social network.

Infine, “dall’estero” ci giunge la proposta di Maria Ranieri, ricercatrice dell’Università di Firenze, relativa al “Toolkit – Digital & Media Literacy Education”. In pratica una guida pratica per docenti di scuola secondaria, sull’uso consapevole dei media digitali, con esempi e progetti di lavoro direttamente utilizzabili.

Ci auguriamo che il numero sia di vostro gradimento. Come sempre, aspettiamo i vostri commenti, sia direttamente sul sito che nel nostro gruppo Facebook. Se poi, leggendolo, vi viene in mente che avreste potuto contribuire al tema di questo numero con una vostra esperienza, inviatela lo stesso, cercheremo di pubblicarla “fuori numero” (qui trovate le indicazioni).

 

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