Il filo di Arianna: una esperienza didattica

di Martino Sacchi

Liceo scientifico linguistico Giordano Bruno di Melzo

martino.sacchi@libero.it

Il presente articolo vuole consegnare la testimonianza di un esperimento didattico che dura da parecchi anni presso il Liceo scientifico linguistico Giordano Bruno di Melzo (Milano) e che riguarda le materie di storia e filosofia in alcune classi del triennio.
Questa sperimentazione ruota attorno al sito didattico Il filo di Arianna (www.ariannascuola.eu)  finalizzato alla realizzazione da parte degli studenti di testi complessi e molto articolati che coprono tutto il programma di storia e filosofia di ciascuna classe. Nella classe di quinta questo lavoro assume da tre anni la forma di un vero e proprio libro di filosofia scritto dagli studenti, che viene fisicamente pubblicato in print on demand alla fine dell’anno scolastico da una piccola casa editrice di Milano e poi portato agli esami di stato.
Partirò dalla descrizione di questo lavoro e poi allargherò lo sguardo sulla metodologia di lavoro del Filo di Arianna.

Un libro realizzato in print on demand dagli studenti

Dopo aver iniziato ad interessarmi delle ICT, verso la fine del secolo scorso, per qualche anno ho pensato che si potesse realizzare un percorso didattico completo (ossia relativo al programma di tutto l’anno scolastico) esclusivamente utilizzando gli strumenti informatici. Col passare del tempo  mi sono convinto che gli ipertesti sono strumenti potenti ma difficili da usare per chi non li ha realizzati personalmente, perché solo percorrendoli integralmente disvelano i loro contenuti, e il tempo necessario a compiere questa operazione può essere molto (troppo) lungo per i ritmi scolastici. L’indubbio vantaggio del libro tradizionale è di oggettivare (in senso letterale) il percorso espositivo, al punto che il libro può essere utilizzato come una sorta di «super-mappa», in cui il semplice posizionarsi di un argomento in un punto o in un altro fornisce informazioni utili alla sua comprensione (se un certo argomento è pubblicato prima di un altro, allora so già che quasi certamente affronta argomenti che cronologicamente e logicamente vengono prima di quelli che sono pubblicati nelle pagine successive; se un argomento occupa dieci pagine, quasi certamente vuol dire che è un argomento più importante di quello cui è dedicata una pagina sola). Ma come coniugare i vantaggi della tecnologia gutemberghiana con quelli della tecnologia informatica?
L’idea di realizzare un libro in print on demand come risposta a questa domanda è nata in modo quasi casuale tre anni fa quando ho assistito alla presentazione in un locale milanese di un librettino realizzato con questa modalità attraverso un noto sito specializzato, ilmiolibro.it, collegato al sito kataweb.it. Sono rimasto estremamente colpito dalla qualità del prodotto, del tutto paragonabile a quella dei libri pubblicati nelle edizioni economiche anche di grandi case editrici. Gli altri testi in print on demand che avevo visionato fino a quel momento si presentavano con caratteristiche estetiche insufficienti: per esempio le pagine erano tenute insieme semplicemente dai due punti metallici centrali. Anche le classi cui avevo sottoposto questi testi, che avevo acquistato appositamente, avevano dato un parere negativo a questa soluzione, che a loro parere era troppo artigianale e troppo simile a quello che chiunque può realizzare in casa propria. L’esperienza diretta del libretto realizzato tramite ilmiolibro.it mi ha invece convinto, dando vita all’esperimento.
Ho scelto filosofia perché per affrontare questa materia non è necessario inserire immagini (che pongono seri problemi di copyright) e soprattutto immagini a colori (che fanno alzare molto il prezzo finale del libro), come invece sarebbe inevitabile fare in un libro di storia. Il testo è stato materialmente preparato dagli studenti e poi rivisto da me.
Questa operazione non è stata affatto difficile perché, come spiegherò più sotto descrivendo la metodologia di lavoro legata al sito ”Il filo di Arianna”, gli studenti delle mie classi sono abituati fin dalla terza a realizzare col computer, ciascuno per proprio conto, un «quaderno-dispensa» che copre tutto il programma sia di storia sia di filosofia. Perciò per realizzare il libro è stato sufficiente dividere il programma di filosofia di quinta in un numero di capitoli pari al numero degli studenti e poi chiedere a ciascuno di loro di mettere a disposizione il testo corrispondente che avevano già scritto per i loro quaderni-dispensa. In molti capitoli sono state inserite mappe concettuali realizzate dagli studenti con C-Map.  È evidente che questo testo sarebbe potuto facilmente essere trasformato in e-book con un programma come Calibre che permette di trasformare un file PDF in un file Epub. Non ho seguito questa strada per due motivi: prima di tutto nelle mie classi la diffusione dei tablet è limitatissima (solo tre studenti sugli 82 di quest’anno, per esempio, dispongono di questo tipo di device, mentre circa la metà ha a disposizione un notebook o un netbook che portano normalmente in classe, e tutti hanno a casa un tower), e in secondo luogo gli stessi studenti, più volte interrogati esplicitamente su questo punto, hanno dichiarato di ritenere impossibile studiare su un monitor o su un tablet o comunque hanno sostenuto di preferire stampare il proprio testo elaborato al computer e studiare direttamente sulla stampa.
Il libro è stato realizzato sul sito ilmiolibro.it in modo semplice e del tutto automatizzato: è stato sufficiente preparare un unico file pdf che raccogliesse tutti i contributi degli studenti, scegliere il formato (nel nostro caso l’A5) e l’immagine di copertina (tra quelle proposte dal sito) e poi inviare il file al sito, che nel giro di una settimana ha stampato le copie e le ha inviate al liceo per posta. Non abbiamo reso il testo disponibile al pubblico, sia perché il sito distribuisce i libri attraverso la catena Feltrinelli con un ricarico del 40% (quaranta per cento!), che mi sembrava totalmente fuori luogo trattandosi di un lavoro didattico scritto dai ragazzi, sia perché il testo era comunque ancora pieno di errori e non era presentabile al pubblico «vero».
L’anno successivo ho iniziato la collaborazione con la casa editrice milanese Ledizioni per due motivi: da un lato il processo di produzione può essere controllato meglio, dall’altro è possibile, almeno per chi vive nella provincia di Milano, ritirare di persona i libri stampati risparmiando le spese di spedizione. In questo modo è stato possibile far scendere il prezzo finale a soli 6,5 euro per copia. Il progetto è stato inserito nel programma di lavoro della classe ed è stato portato all’esame di stato come contributo parallelo al manuale tradizionale.
Quest’anno ho introdotto una significativa modifica nel processo di scrittura del testo. Ciascuno studente è sempre responsabile di un capitolo del libro, ma i ragazzi lavorano in coppia: il primo scrive una versione di bozza del capitolo partendo dagli appunti personali (ma anche dal manuale, dal Filo di Arianna e dai siti consigliati), e il secondo la corregge dandole una forma corretta e definitiva. Solo a quel punto il testo viene messo a disposizione di tutti gli altri ragazzi. Il secondo studente, che ha corretto le bozze del primo, scrive a sua volta il secondo capitolo del libro, che viene corretto da un terzo studente e così via.
Per condividere i testi abbiamo inizialmente provato a utilizzare l’aula virtuale Moodle della classe, utilizzando un modulo «Database», ma da gennaio abbiamo aperto un account Google Drive di classe. Questa scelta ha un duplice scopo: mettere gli studenti che lavorano su uno stesso testo nelle condizioni di condividere in modo immediato le modifiche apportate e consentire agli altri studenti di poter effettuare in modo semplice il download del testo completato e validato. Tutti gli studenti infatti, nel corso dell’anno, devono comunque realizzare il proprio quaderno-dispensa su tutto il programma di filosofia, sul quale vengono comunque interrogati da me.

Il Filo di Arianna, una repository organizzata

Come ho detto sopra questo lavoro è possibile perché si inserisce in un progetto più ampio che dura da diversi anni e che nel gennaio 2009 ha assunto la forma di una «rivista on line per la didattica nelle scuole superiori» (Il filo di Arianna, appunto, regolarmente registrato presso il Tribunale di Milano). L’intuizione di base del sito è fornire uno strumento didattico per gli studenti e i docenti delle scuole superiori sotto forma di archivio articolato di materiali (tutti pubblicati con licenza CC-BY-NC-SA) cui attingere per costruire i propri percorsi didattici. Il sito è realizzato con Joomla! 2.5; i contenuti sono raggruppati per categorie e sottocategorie, raggiungibili attraverso menù a tendina tematici o attraverso il motore di ricerca interno. Ampio spazio è riservato ai link che puntano siti specifici e di provato valore scientifico. La sezione «Strumenti» raccoglie i link alle risorse in rete considerate utili alla costruzione dei quaderni-dispensa. È presente anche una sottosezione di link profondi ad articoli di giornali, scelti per realizzare una rassegna stampa finalizzata alla preparazione della prima prova dell’esame di Stato.
Il vero obiettivo del Filo di Arianna è di proporre uno standard ragionevole che sia effettivamente sostenibile per tutta l’attività didattica liceale, valorizzando non solo le competenze ma anche le conoscenze e le abilità degli studenti al livello che viene richiesto in un liceo (in effetti tendo a sospettare che la relativa scarsità di sperimentazioni che prevedano l’impiego massiccio delle ICT nelle scuole secondarie sia dovuto, tra i tanti motivi, anche al timore o alla convinzione degli insegnanti di non riuscire ad avere materiali adeguati al programma che devono completare con i ragazzi). Il Filo di Arianna mette così a disposizione una repository di materiali a diverso grado di lavorazione, che si possono assemblare come l’insegnante ritiene più opportuno.  Tra i normali obiettivi disciplinari acquista una particolare importanza l’esposizione scritta: il compito proposto agli studenti infatti è quello di realizzare nel corso dell’anno una sorta di «quaderno-dispensa» in cui devono confluire tutti i contenuti a loro disposizione:

  1. i materiali depositati sul Filo di Arianna (testi, immagini, mappe concettuali),
  2. gli appunti presi a lezione,
  3. i contenuti provenienti da altri siti, accuratamente selezionati per la loro affidabilità e linkati in apposite sezioni delle pagine del Filo di Arianna per essere facilmente reperibili,
  4. le (eventuali) informazioni presenti sul manuale.

Per gestire questi contenuti, si richiede un uso evoluto di Word o di analogo text editor per ottenere un testo impaginato in modo simile a quello di un libro (formattazione giustificata, sillabazione automatica, marginalia e note a piè di pagina, oltre naturalmente alle immagini).
Elemento chiave di tutto il metodo qui applicato, abbiamo detto, è la possibilità di avere una repository di documenti semilavorati, già pronti o quasi per l’uso, che permettano sia al docente sia allo studente una facile manipolazione per ottenere un prodotto finito (il quaderno-dispensa) con una elevata affidabilità dal punto di vista didattico, senza dover costringere lo studente a perdere troppo tempo nella digitazione dei testi o nel reperimento delle fonti.
L’archivio del sito consente di realizzare una sorta di «triangolazione» tra il docente e lo studente, nel senso che esso funge da punto di riferimento per entrambi: per il docente, è un serbatoio cui attingere per organizzare e costruire le proprie lezioni; per lo studente, rappresenta la base materiale da sfruttare per costruire in prima persona il «quaderno-dispensa» che rappresenta quasi la «oggettivazione» (in senso hegeliano) del proprio processo di apprendimento.
Ecco alcuni esempi realizzati dagli studenti:
Quaderno 1 (filosofia in terza liceo),

Quaderno 2 (storia in terza liceo).

Quaderno 3 (storia in quinta liceo)

Quaderno 4 (filosofia in terzo liceo)
È importante, anzi forse fondamentale, «raddoppiare» per così dire la triangolazione attraverso l’utilizzo di un’aula virtuale Moodle (o di un altro strumento analogo, naturalmente: quest’anno per esempio come già detto abbiamo usato anche Google Drive). In questo modo docente e studenti possono interagire dinamicamente nei due sensi (il docente presenta materiali nuovi non presenti sul sito, gli studenti restituiscono i lavori in diverse fasi di elaborazione oppure gestiscono in modo autonomo e orizzontale la produzione di materiali originali).
I rapporti possono essere schematizzati così:

Fig.1.Flussi Informativi

I diversi colori delle frecce alludono alla trasformazione che i materiali subiscono quando passano attraverso i due attori del processo educativo, ossia il docente e lo studente. In nero sono indicati i flussi gutemberghiani (carta stampata); in blu sono indicati i flussi informatizzati primari (da sito a utente; tonalità più scura per i siti scolastici, più chiara per i siti internet); in rosso sono indicati i contributi personali del docente (con la variante viola quando si uniscono a quelli informatizzati); in verde i flussi di informazioni restituiti dallo studente (nella variante scritta – verde scuro – e orale – verde chiaro).

I bouquet

Il Filo di Arianna è idealmente composto di bouquet di articoli, tra cui il docente può scegliere per organizzare la propria lezione nel modo più economico e pratico possibile (purtroppo non sempre e non per tutti i temi sono disponibili al momento bouquet accettabili. In molti casi esiste un solo articolo). Il termine «bouquet», con i suoi riferimenti floreali, allude a una struttura non rigida, nella quale esiste certamente un punto o una linea centrale che funge da riferimento per tutti gli altri contributi, ma che al tempo stesso non è vincolante e che non è  necessario seguire (come invece avviene con un manuale stampato con la tecnologia gutemberghiana).
Bouquet maturi del Filo di Arianna sono per esempio quello dedicato a Socrate oppure quello sulle navi medievali. L’indice di quest’ultimo bouquet è attualmente articolato da oltre una quindicina di contributi di vario tipo: l’«asse principale» è costituito dai tre articoli “Le Navi all’epoca delle Crociate”, “Le navi nel Medioevo” e “Le Galee veneziane del ‘400”, cui si connettono testi di approfondimento, fonti dirette, testi di storiografia, siti su argomenti paralleli.
Considero importante presentare l’indice del bouquet sotto forma di una mappa concettuale che funga da «indice iconico». Il punto debole degli ipertesti elettronici infatti è rappresentato dal fatto che non si riesce ad avere facilmente uno sguardo d’insieme sulla sua struttura e quindi si rischia continuamente di perdersi.

La polimorfia dei contenuti

Un altro strumento importante per poter utilizzare validamente il sistema delle ICT è il fatto di disporre degli stessi contenuti in formati diversi. Gli articoli più maturi del Filo di Arianna presentano lo stesso argomento come testo scaricabile, presentazione in flash e/o mappa concettuale, come vediamo in questo esempio, dedicato alla filosofia pitagorica:

Fig. 2. – Una immagine de Il filo di Arianna

In alcuni casi sono disponibili filmati e gallery di immagini.
Un esempio di presentazione in flash è quello della pagina sulle Navi del medioevo. Questa presentazione è stata dapprima realizzata con Impress di Open Office, quindi esportata in formato PDF, poi caricata sul sito http://www.slideshare.net/?ss e infine importata nel sito in un apposito articolo linkato alla pagina corrispondente.

Gli spin-off del Filo di Arianna

L’esperienza del Filo di Arianna col tempo si è articolata con ulteriori spin-off. In effetti una volta sperimentata la semplicità del passaggio dal sito alla carta con il print on demand è stato facile progettare dei testi a stampa che organizzassero secondo percorsi lineari i contenuti presenti sul sito in modo non lineare.
Il primo esempio di questa espansione è un vero e proprio manuale di filosofia, regolarmente adottabile delle scuole, il cui primo volume si intitola La filosofia del Mediterraneo. È realizzato in print on demand dalla casa editrice Ledizioni, la stessa che pubblica il libro prodotto dagli studenti di quinta.
Il secondo esempio è una raccolta di mappe concettuali dedicate al programma di storia di quinta, La mappastoria: dall’unità d’Italia alla seconda guerra mondiale, realizzata con la stessa modalità e reperibile a questo indirizzo.

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