Bloggiornalismo. Dal web publishing alle comunità di blog per la classe in rete

di Giulia Caminada

Professoressa di Materie Letterarie Scuola Media G. Segantini di Asso

giulia.caminada@tiscali.it

www.bloggiornalismo.it 

La chiave di ogni uomo è il suo pensiero.
Benché egli possa apparire saldo e autonomo,
ha un criterio cui obbedisce,
che è l’idea in base alla quale classifica tutte le cose.
Può essere cambiato solo mostrandogli
una nuova idea che sovrasti la sua.

Ralph Waldo Emerson

 

Un’idea forte

“bloggiornalismo” è un blog didattico fatto dagli alunni del Laboratorio di Giornalismo della Scuola Media di Asso, in provincia di Como. Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e lasciare traccia dei pensieri. Ciascuno vi può scrivere, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse. “bloggiornalismo” è un crocevia di parole e nasce dalla mia antica passione per il giornalismo e dalla volontà di applicarlo alla didattica.
Internet e tutti i nuovi supporti informativi stanno modificando il nostro modo di scrivere. Nel contempo la scrittura si sta evolvendo e arricchendo di continue sinergie con i diversi contenuti multimediali. Di fronte a esigenze dinamiche, ogni professionista della lingua deve essere in grado di immergersi e seguirne la rapida evoluzione, sua e delle sue molteplici applicazioni, e un blog rappresenta un sistema di aggiornamento professionale, nonché una buona vetrina per presentare le proprie capacità di approfondimento.
“bloggiornalismo” è quindi un tentativo di adeguare le pratiche didattiche ad alunni definiti “nativi digitali” e ai nuovi strumenti digitali di comunicazione. È una classe digitale, un progetto, un’idea, un modo innovativo di proporre contenuti didattici, un nuovo ambiente di apprendimento. Non soltanto un luogo fisico ma uno spazio virtuale, una dimensione mentale e culturale in cui attivare processi cooperativi di costruzione sociale della conoscenza. Un luogo di incontro e di mediazione dove l’arricchimento di ciascuno è dato dall’interazione del gruppo. Anzi dei gruppi. Perché la principale caratteristica di “bloggiornalismo” è la fluidità. Ogni anno scolastico ha visto l’interazione di gruppi di lavoro diversi, ai quali partecipano alunni provenienti dalle diverse classi della scuola che si autocandidano per il corso pomeridiano di giornalismo. Inoltre, essendo io un’insegnante di Materie Letterarie, supporto la partecipazione all’attività del blog con le classi curricolari a me assegnate. Si diventa così gruppo ogni anno in modo diverso, si mettono in atto sinergie nuove e partecipative di collaborazione che si rinnovano continuamente con l’impegno e la libera scelta di ognuno. Il blog si è configurato negli anni come un luogo di incontro, una potente fonte informativa e comunicativa, facile da usare perché non richiede alcuna competenza tecnica particolare: basta essere concentrati sui contenuti e, soprattutto, su un’idea forte. È un po’ come essere virtualmente non solo nel Central Park di New York e parlare ad un gruppo di pazienti spettatori di argomenti di varia umanità (come vediamo in tanti film che sono ambientati nella Grande Mela) ma in tutte le piazze del mondo. Una grande vetrina nella quale disporre idee. Con “bloggiornalismo” abbiamo deciso di fare cultura di prima mano, fornendo contenuti alla rete e sviluppando al contempo attività editoriali e progetti collaborativi con il territorio.

Fig. 1 – La home di bloggiornalismo così come si presentava il 18 febbraio.

Il blog e la didattica

È vero che gli studenti della net generation hanno caratteristiche di apprendimento diverse da quelle degli studenti precedenti? La riflessione che ne scaturisce è ampia e controversa. Certo è che oggi sono a disposizione dell’umanità nuovi strumenti di comunicazione, di scambio di informazioni, di ricerca e di produzione di contenuti. Non si può non tenerne conto, soprattutto in ambito didattico. Se a questo aggiungo che ciò che mi interessava era mettere in campo esperienze per entrare con forza nel mondo delle nuove tecnologie e creare una comunità di apprendimento e di pratica affinchè l’adozione di nuovi modelli potesse migliorare la motivazione e la partecipazione degli studenti, la scelta dello strumento blog è stata facile e naturale. Quasi banale.
E “bloggiornalismo” poteva essere la forma e il contenuto di sperimentazione di nuove forme di apprendimento in ambienti virtuali. Ma come usarlo nella didattica? Cosa mantenere dei modelli pedagogici consolidati nel corso di generazioni e cosa modificare? Come integrare l’uso della rete con la nostra tradizionale formazione in presenza? Che miglioramenti se ne possono trarre nell’azione formativa? Quali sono le opportunità offerte dall’ambiente blog? Cosa permette di fare? Che competenze sono richieste per usarlo nella propria didattica? Se attiviamo un blog come possiamo far sì che gli studenti lo usino davvero? Diventa un nuovo obbligo da imporre loro o è uno strumento motivante che li muove indipendentemente in modo partecipativo?
Era un terreno nuovo per tutti, non restava che tentare di esplorarlo. Su come inserire il lavoro del blog nella didattica ho proceduto per tentativi ed errori. Da una fase iniziale, nel quale il blog si configurava come laboratorio di giornalismo con due ore pomeridiane di attività specifica, all’oggi, dove il blog si configura come un mezzo, uno strumento didattico che si affianca agli altri strumenti a disposizione della scuola per veicolare esperienze e configurare contenuti durante l’attività curricolare.
Ho iniziato a scrivere su questo blog nel maggio del 2010 con la volontà di sperimentare nuove forme di didattica, di contaminare i campi cercando di superare le barriere fra le discipline. C’erano con me i ragazzi del I anno del Laboratorio di Giornalismo, la I B, la I C e la II C. All’inizio dell’anno scolastico 2010-2011 avevamo ormai ben chiaro che “bloggiornalismo” era un nuovo spazio mentale. Ci siamo ritrovati blogger improvvisandoci, imparando sul campo. Qualcuno poi ha iniziato a studiare. Bisognava arrangiarsi con le tecnologie informatiche, bisognava potenziare la conoscenza dell’inglese, bisognava essere curiosi nella realtà che ci circondava per trovare contenuti da indagare che ci avrebbero fatto crescere. Tutto questo ci ha fatto creare dei legami.
Abbiamo deciso così la nostra filosofia e l’abbiamo sintetizzata in alcuni slogans: Il mondo è fatto di storie non di atomi, ovvero Da cosa nasce cosa, ovvero C’è chi dà i numeri e chi costruisce alfabeti. Eravamo noi. La scelta è stata quella di stare per le vie del mondo perché c’era tutto un mondo da scoprire, raccontare e condividere. Il metodo principale quello dell’ascolto e delle interviste. “bloggiornalismo” è stato così sin dalla sua nascita un blog itinerante. Da qui in poi siamo stati travolti dagli eventi e dal flusso multimediale. E’ stato come essere su una tavola da surf e cercare di cavalcare le onde, se non altro per spirito di sopravvivenza, per non finire in mare. Ho capito che per appassionare alla parola scritta, al romanzo, bisognava scrivere, dare l’esempio. E così ho trovato moltissime persone che ho visto in questi anni sciogliere la penna e diventare – quasi quasi – più brave di me.
Perché questa è l’altra caratteristica di “bloggiornalismo”: l’abbattimento dei dogmi preconfezionati, calati dall’alto e la scelta condivisa del percorso, la ricerca – giorno dopo giorno – del terreno dove mettere i piedi. Abbiamo costruito la nostra piazza virtuale con la consapevolezza che essere blogger oggi significa schiodarsi dalla tastiera e cercare di creare relazioni umane che vanno oltre Internet: grazie al blog abbiamo conosciuto tante belle persone che difficilmente avremmo potuto conoscere e incontrare nella vita reale. Avere una consapevolezza superiore alla norma dei meccanismi della rete, non lasciarsi trascinare dall’onda ma cercare, per quanto possibile, di dominarla. Non lasciarsi sommergere dalla quantità di informazione che ci circonda perché ormai la differenza non è più tra chi ha l’informazione e chi non ce l’ha, ma tra chi è in grado di gestirla e chi no. Avere la consapevolezza che questo non è tempo perso. Metterci passione nelle cose e avere delle competenze che soltanto qualche anno fa non avevamo. Erano gli anni del Laboratorio di giornalismo pomeridiano, al quale potevano accedere alunni provenienti da tutte le classi di scuola media del plesso in base a loro motivazioni personali.


Fig. 2  Un articolo sull’iniziativa.

A tre anni di “bloggiornalismo”

Oggi “bloggiornalismo” è uno  strumento didattico che si affianca agli altri strumenti a disposizione della scuola, nell’ambito della mia programmazione curricolare, per veicolare esperienze e configurare contenuti volti all’ampliamento dei punti di vista in riferimento ai contenuti previsti dalla programmazione delle classi nelle quali insegno materie letterarie. Il blog non è il fine dell’apprendimento ma il mezzo attraverso cui perseguire altri obiettivi in merito alla crescita critica e consapevole degli individui. 
E posso dire che le potenzialità didattiche quotidiane che scaturiscono dall’utilizzo di un blog come ambiente di apprendimento sono sicuramente notevoli. “bloggiornalismo” è una presenza quotidiana in classe, cui si accede giornalmente attraverso una postazione LIM. In questo modo è stato possibile aprire le classi a nuove attività di sperimentazione e di comunicazione con il territorio. Gli alunni lavorano al blog in alcune ore settimanali calendarizzate, in aula informatica, e liberamente da casa si collegano al blog per incontrare altri alunni (sul blog è posizionata una finestra-chat) e parlare con loro piuttosto che per seguire il flusso degli aggiornamenti del blog stesso, fatti da me o da ragazzi che concordano con me le attività da postare. In questo modo bloggiornalismo è l’ambiente di vita di una classe digitale. E una classe digitale è una comunità di pratica in cui modelli didattici tradizionali si incontrano e dialogano con le tecnologie digitali per dar luogo a nuovi e più potenti strumenti di apprendimento che aprono agli scenari più ampi della classe globale. Perché per una finestra che si apre sul blog (post), tutto un mondo più vasto scorre dietro, volto alla preparazione dell’esperienza da raccontare e dei contenuti da postare.


Fig. 3  Un premio.

Un primo vantaggio che si ottiene dall’utilizzo di strumenti on line è lo sviluppo negli studenti della capacità espressiva: la voglia di scrivere. Quest’anno abbiamo concordato la regola che chiunque può scrivere liberamente sotto i post nella sezione ‘commenti’, mentre le proposte di articolo devono essere inviate alla redazione anziché essere postate direttamente sulla home del blog. Questa scelta è stata funzionale alla volontà di dare maggiore visibilità ai percorsi comuni scelti per il blog, evitando che fossero sommersi – come è successo altri anni – da flussi liberi di scrittura. Giovani che malvolentieri si cimentano con carta e penna, trascorrono molto tempo a scrivere e-mail, sms, di poche righe che, tuttavia, sommati, riempirebbero interi quaderni. Internet rafforza sicuramente la voglia di scrivere in quanto il blogger ha davanti a sé un prodotto reale indirizzato a un pubblico vasto e destinatari autentici per il proprio testo. Questo ci ha spinto a scegliere contenuti originali, non copiati da altri siti ma costruiti appositamente per il blog. Volevamo esserci raccontando la nostra storia, non copiando quella di altri.
In secondo luogo i blog sviluppano la capacità critica in quanto ogni messaggio può essere ripreso e discusso, in quanto il ragazzo è invitato a raccogliere e a vagliare criticamente il materiale raccolto e i siti visitati, a confrontare la propria opinione con quella degli utenti on line. Inoltre ne trae vantaggio anche la capacità comunicativa perché la comunicazione è rivolta a un pubblico potenzialmente vasto e quindi lo studente si rende conto della necessità di farsi capire da tutti trovando il linguaggio e i registri adeguati ai vari interlocutori.
Un altro elemento che fa propendere per questi strumenti riposa nel fatto che essi si basano prevalentemente su un lavoro cooperativo e richiedono che la classe sia organizzata secondo le modalità e le regole di questo tipo di lavoro. Favoriscono inoltre il rapporto tra insegnanti e alunni, il coinvolgimento delle famiglie e permettono di sviluppare i contatti col territorio circostante. Infine è un fatto che i giovani siano soliti usare Internet mediamente più degli adulti, ma una buona parte delle operazioni che compiono in esso ha finalità ricreative (giochi, chat, download di canzoni, …) vedono il ragazzo in posizione passiva e acritica. “bloggiornalismo” favorisce il superamento di una certa passività che è propria di chi naviga in Internet. Gli interventi sul blog sono qualcosa di più dinamico, di più simile alla conversazione. È la nostra ragnatela, il nostro diario di bordo in rete.

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