Il progetto ITACA

di Pierfranco Ravotto

AICA

p.ravotto@aicanet.it

Il progetto in sintesi

Titolo

ITACA

Programma

LLP – Leonardo da Vinci – TOI

Durata

Biennale

Anno di avvio

2012

Promotore

IS Giordani, Napoli (IT)

Partner

AICA (coordinatore) (IT)

Scienter CID (responsabile valutazione) (ES)

Fundacion Eucip España (responsabile validazione EUCIP) (ES)

PROMPT (responsabile corsi in Ungheria) (HU)

Associazione Hermes, Napoli (responsabile corsi in Italia) (IT)

ITIS Meucci, Firenze (IT)

IIS Mattei, San Donato Milanese (IT)

CNA Lombardia (IT)

Assintel (IT)

Szamalk (HU)

GAK (HU)

Sito web

www.itaca-project.eu

Ambiente eLearning

elearning.itaca-project.eu

Sintesi del progetto

ITACA promuove l’adozione, da parte delle scuole, del sistema di competenze e certificazioni EUCIP IT Administrator come strumento e occasione per:

  • superare l’autoreferenzialità riferendosi a standard affermati sul mercato e ad una certificazione esterna,
  • dare trasparenza e possibilità di riconoscimento ai percorsi formativi specificandoli in termini di "learning outcomes";
  • adottare metodologie didattiche in cui l’acquisizione di conoscenze ed abilità avvenga in attività progettuali e stage per sviluppare reale competenza.

Gli obiettivi del progetto sono:

  1. Promuovere il confronto fra insegnanti e mondo aziendale sulla figura professionale dell’IT Administrator.
  2. Progettare, in un corso pilota di ricerca/azione, un percorso formativo che porti alla certificazione IT Administrator, centrato su attività progettuali ed esperienze di stage e strutturato in Unità definite in termini di learning outcomes.
  3. Progettare ed erogare, in Italia e in Ungheria, corsi per insegnanti di informatica basati sulla didattica per competenze, sul modello ECVET e su EUCIP IT Administrator e finalizzati a far loro acquisire la certificazione IT Administrator.
  4. Sperimentare – in tre regioni italiane e in Ungheria – l’erogazione di tale corso e far conseguire agli studenti coinvolti la certificazione IT Administrator (full o fundamentals).
  5. Promuovere la messa a regime dell’esperienza negli ambiti regionali di riferimento del progetto, con riconoscimento dei crediti/punti ECVET e la loro diffusione in altre regioni.
  6. Validare il modello a livello europeo.

 

Principali prodotti

  • Corso online per docenti con tutoraggio e attività collaborative  su Didattica delle competenze per la formazione di IT Administrator (in italiano e in ungherese).
  • Corso online per docenti in self-learning  su Didattica delle competenze per la formazione di IT Administrator (in italiano, inglese, ungherese, spagnolo).
  • Modello di corso per IT Administrator (rivolto agli studenti).

 

Il coinvolgimento delle scuole italiane 

Insegnanti coinvolti nella progettazione

 20 – 30

Insegnanti coinvolti nella partecipazione ai corsi

> 100

Insegnanti coinvolti nell’erogazione di corsi > 100

Studenti coinvolti nei corsi

1.000

 

Itaca. Il nome evoca Omero, l’Odissea, Ulisse. Il viaggio, l’avventura. Nel nostro caso è un acronimo, IT Administrator Competences development & Acknowledgement – sviluppo e riconoscimento delle competenze di IT Administrator – che non suona particolarmente avventuroso. Ma sicuramente trasformare il modo di lavorare dei docenti, modificare la didattica, passare da una logica di trasmissione di contenuti ad un’altra di sviluppo delle competenze è un percorso, un viaggio, che rischia di essere più lungo di quello di Ulisse e che incontra nel suo tragitto continui ostacoli. Il viaggio di Ulisse fu ostacolato da Polifemo, Circe, Nausicaa, dal canto delle sirene, … qui i freni sono piuttosto la mancanza di investimenti nella scuola e sull’aggiornamento dei docenti, nonché le abitudini e l’inerzia di molti insegnanti. 

La scuola – abbiamo scritto nella Applicaton form con cui il progetto è stato presentato all’ISFOL, Agenzia nazionale Leonardo da Vinci – è in difficoltà nel rispondere alla richiesta di competenze che giunge dal mondo del lavoro e che è indispensabile soddisfare per sostenere la concorrenza nel mercato globale.
L’Unione Europea ha ripetutamente richiamato l’attenzione sulla necessità di sviluppare competenze chiave e competenze professionali e sull’importanza di definire i risultati dell’apprendimento da perseguire permettendo così anche la trasparenza e il riconoscimento di certificazioni e qualifiche. Le autorità nazionali – per esempio quella italiana in corrispondenza della recente riforma della scuola superiore – hanno fatto proprie tali indicazioni e la terminologia relativa alle competenze è entrata nell’uso comune. Ma si tratta, in genere, di un cambiamento solo terminologico: le pratiche didattiche sono, in gran parte, rimaste invariate.
Il raggiungimento della ‘competenza’ continua ad essere affidato alla trasmissione e alla verifica di una lista di contenuti – anche se definiti, seguendo l’EQF, come ‘conoscenze’ e ‘abilità’ – e non al farle utilizzare ‘in situazione’ che è invece il modo in cui la competenza si sviluppa. Rimane dunque un gap preoccupante fra formazione scolastica e competenze di larga e specifica professionalità che gli studenti e la società avvertono e che si trasforma in perdita di credibilità e di attrattività della scuola, in disagio scolastico, in problemi occupazionali e in esclusione sociale”.

Il progetto ITACA affronta il tema della didattica delle competenze in un ambito specifico, quello degli Istituti tecnici ad indirizzo Informatico proponendo l’assunzione di un riferimento esterno alla scuola: i sistemi di competenze EUCIP ed e-CF e, in particolare, l’IT Administrator. 
L’IT Administrator, o amministratore del sistema informatico, è la persona che in una piccola azienda – o anche in un ufficio o in una sede decentrata di una grande azienda – ne gestisce le risorse informatiche: manutenzione, instalazione di software, configurazione della rete, … Ma spesso è un compito svolto senza una specifica preparazione. Nella call abbiamo scritto, a motivazione del progetto: “AICA insieme alla Scuola di Direzione Aziendale, SDA, dell’Università Bocconi sta conducendo dal 2003 una ricerca sul costo che l’ignoranza informatica comporta per la collettività, stimata intorno ai 19 miliardi di euro. Il tempo “perso” è dovuto, per  il 30-35% a mancanza di conoscenze dei lavoratori (l’ignoranza informatica) o a tempo speso per aiutare i colleghi in difficoltà (e questo rimanda all’importanza di competenze digitali diffuse), ma il 65-70% è da attribuire a cause tecniche, malfunzionamenti del sistema, dunque ad una cattiva gestione della struttura informatica. Il risparmio che si avrebbe, formando IT Administrator in grado di gestire l’infrastruttura informatica delle piccole aziende come delle diverse sedi e reparti di grandi organizzazioni pubbliche e private, avrebbe un rilevante effetto positivo sul sistema Paese. Centrale è il ruolo che le scuole secondarie ad indirizzo informatico possono dare nel formare tali figure professionali”.

Le linee guida su cui ITACA si articola sono essenzialmente tre:

  1. superare l’autoreferenzialità assumendo un riferimento “esterno” alla scuola,
  2. dare trasparenza ai percorsi formativi;
  3. adottare metodologie didattiche basate su attività progettuali e stage.

Per quanto riguarda il primo punto, il riferimento proposto è, per un verso, il sistema EUCIP, sia come syllabus che come sistema di certificazione, e per altro verso la collaborazione e il confronto con il mondo del lavoro e delle imprese. E’ questa la funzione nel progetto di Assintel, l’associazione delle imprese informatiche, e di CNA, l’associazione degli artigiani e delle piccole e piccolissime imprese.
Trasparenza del percorso formativo è l’indicare in modo esplicito, chiaro e verificabile i risultati attesi dell’intervento formativo, i cosiddetti learning outcomes. Il progetto si propone di definire il percorso formativo per gli studenti in termini di Unità ECVET, secondo il modello, cioè, dell’European Credit system for Vocational Education and Training.
Infine, l’adozione di metodologie didattiche basate su attività progettuali e stage è essenziale per l’acquisizione della competenza. E anche su questo aspetto è determinante la partecipazione al progetto di due organizzazioni di imprese che dovranno aiutare le scuole sia nella definizione di attività progettuali, sia nell’organizzazione di momenti formativi in azienda.

Chiariamo meglio gli ultimi due punti. Il progetto assume la definizione di competenza fornita nell’e-Competence Framework (analoga, peraltro, a quelle contenute nella Raccomandazione sulle competenze chiave e nell’EQF): La competenza è un’abilità dimostrata di applicare conoscenza, abilità ed attitudini per raggiungere risultati osservabili1.

(A dire il vero la versione italiana ufficiale lascia “skills” in inglese anzichè “abilità” che è però la versione adottata nella versione italiana di EQF e della Raccomandazione. Ho lasciato il termine “attitudini” – per l’inglese “attitude” – perché è quello utilizzato anche nella versione italiana della Raccomandazione, ma devo chiarire che non si intende con questo riferirsi ad attitudini naturali – che in inglese sarebbero “aptitude” – ma piuttosto ad “atteggiamenti”. In EQF, al posto di attitudini si indicano – ed è forse più chiaro – “capacità personali, sociali e/o metodologiche”. In e-CF si chiarisce che con attitudini si intendono le “capacità cognitive e relazionali (ad esempio la capacità di analisi, di sintesi, la flessibilità, il pragmatismo,..). Se gli skill e la conoscenza sono le componenti, l’attitudine è il collante che le tiene insieme").

Dare trasparenza al percorso formativo richiede di:

  • definire in modo chiaro le competenze da raggiungere in modo da farne la base del contratto formativo con gli studenti,
  • declinare con precisione le conoscenze e le abilità su cui tali competenze si basano (e predisporre prove “oggettive” per verificarle),
  • esplicitare le attitudini/atteggiamenti necessari (e aiutare gli studenti ad auto-valutarsi e migliorarsi relativamente ad esse).

Il saper applicare conoscenze abilità e atteggiamenti per raggiungere risultati non è il frutto di una loro acquisizione separata. E’ invece necessario che durante il percorso formativo gli allievi siano messi nella condizione di applicare per rispondere a problemi reali quelle conoscenze e abilità che stanno acquisendo. Ecco perchè Itaca pone l’accento sul proporre agli studenti attività progettuali collaborative e sull’organizzare esperienze da condurre all’esterno della scuola in cui misurare e potenziare le conoscenze, le abilità e le attitudini.

La sottostante immagine indica il cuore del progetto: il corso pilota – momento di progettazione collaborativa -, i corsi a cascata per i docenti e i corsi per gli studenti.

Fig. 1 – Il cuore del progetto sono corsi per gli insegnanti finalizzati all’avvio di nuovi percorsi formativi per gli studenti (le bandierine indicano le attività in Italia e quelle in Ungheria).

L’obiettivo è quello di rendere curricolari i percorsi formativi progettati per gli studenti e, con questo, di rendere curricolare anche la certificazione. Obiettivo ambizioso, soprattutto perchè rivolto non solo ai tre istituti partecipanti: il Giordani al Sud, il Meucci al Centro e il Mattei al Nord. I corsi a cascata si propongono, infatti, di coinvolgere altre 10 scuole per ciascuna zona. E il meccanismo a cascata dovrebbe, nelle intenzioni, proseguire oltre la fine del progetto.
Ma per ora non spingiamoci troppo avanti. Mi fermo a questa presentazione del progetto così come lo abbiamo pensato e avviato in questi primissimi mesi. Con un invito, agli insegnanti di informatica interessati a partecipare alla fase a cascata, o anche a quella pilota, di contattarci.

NOTE

1 “Linee guida utente per l’applicazione dell’European e-Competence Framework 2.0”. 

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