ANNO 2 – N° 3 (SETTEMBRE) – In questo numero

 

di Pierfranco Ravotto

pierfranco.ravotto@gmail.com

Tema complesso quello a cui abbiamo deciso di dedicare questo numero di Bricks. In origine, avevamo pensato di parlare dei siti web delle scuole. Ma ci siamo presto resi conto che il discorso doveva necessariamente ampliarsi. Da un lato, l’allargamento riguarda i servizi digitali cui il sito da accesso, sia sul fronte interno, back office, che su quello  dell’utenza, front office; per esempio il registro elettronico come semplificazione del lavoro docente e la comunicazione alle famiglie delle assenze e dei voti, o la possibilità di prenotare i colloqui; per esempio la condivisione di risorse digitali fra i docenti e la messa a disposizione degli studenti di tali risorse digitali. 

E, d’altro lato, è indispensabile anche riferirsi alla normativa relativa alla digitalizzazione della pubblica amministrazione, normativa cui anche le scuole devono rapportarsi. Ad esempio: quante scuole sono consapevoli della necessità di ridefinire il proprio dominio come .gov.it? E che devono avere nel sito un "albo pretorio" conforme alle linee guida definite da DigitPA? E che l’obbligo di adozione del registro elettronico fa parte delle norme della spending review?

Purtroppo nella maggior parte delle scuole è ancora molto diffuso un modello di sito che ha ormai fatto il suo tempo:

  • il sito come vetrina, strumento di pubblicizzazione della scuola e della sua offerta formativa ma privo di servizi e di interazione,
  • il sito come elemento accessorio, affidato alla buona volontà/all’interesse di un singolo o di un piccolo gruppo, aggiornato e sviluppato se e quando qualcuno abbia voglia di farlo.

E purtroppo esistono forti resistenze a modificare abitudini consolidate per quanto riguarda la gestione della documentazione, la comunicazione con le famiglie o con i fornitori, la comunicazione fra la presidenza o la segreteria e i docenti, … 

Questo numero di Bricks intende promuovere l’innovazione su questi terreni che non sono direttamente didattici come altri che abbiamo affrontato in passato, ma che sono destinati a diventare  centrali nella gestione della scuola e vanno quindi a impattare, almeno indirettamente, sulla didattica. Lo facciamo, come per gli altri temi, dando voce a concrete esperienze esistenti nella scuola italiana.

Un grazie particolare a Alberto Ardizzone che da anni coordina la comunità di pratica promossa dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia denominata “Porte aperte sul web”. Ci è stato di grande aiuto per individuare i diversi aspetti su cui soffermarci e diverse esperienze meritevoli di essere raccontate. Ad Alberto abbiamo anche chiesto di scrivere in prima persona fornendo i suggerimenti che emergono dalla sua esperienza. Nel suo articolo “Fare siti scolastici oggi” ci fornisce nove indicazioni per la realizzazione di siti scolastici di qualità.

Renata Durighello, una docente di scuola secondaria di primo grado di Feltre, affronta questioni che risultano centrali per la progettazione e realizzazione di un sito scolastico, a partire dalla considerazione che “i contenuti dei siti scolastici possono essere suddivisi principalmente in due tipologie: a. informazioni per conoscere meglio la scuola e la sua organizzazione; b. comunicazioni di servizio”. Come organizzare nel modo più adatto i contenuti, quelli più statici e quelli più dinamici? In modo gerarchico, a “faccette” o tramite il tagging?

Marco Guastavigna, docente in una scuola torinese, affronta il tema del registro elettronico, anzi dell’obbligo – introdotto fra le norme della spending review – del registro elettronico e della pagella online.  Il suo articolo aiuta ad orientarsi nella normativa, a partire dalla distinzione fra informatizzazione di un processo e digitalizzazione di un’area documentale. Un conto è un documento che viene prodotto utilizzando gli strumenti informatici ma che ha valore legale solo una volta stampato, timbrato e firmato, un altro conto è un documento su supporto elettronico che ha, in quanto tale, pieno valore legale e di cui il cartaceo può essere solo una copia. Nel suo articolo Marco affronta anche gli aspetti tecnologici del registro elettronico e le soluzioni concrete che possono essere adottate dalle scuole.

Sullo stesso tema del registro elettronico, Annalisa Boniello racconta l’esperienza della sua introduzione in una scuola superiore di Pozzuoli, mentre Simonetta Leonardi illustra la propria personale esperienza di realizzazione di un registro elettronico artigianale – ma riconosciuto dalla scuola –  e quella della sua progressiva adozione da parte dei colleghi di una scuola primaria.

Nadia Caprotti, Fabrizio Rota e Ignazio Scimone ci parlano del CAD, inteso come Codice Amministrazione Digitale, e dell’Albo Pretorio che le scuole, come gli altri enti pubblici devono pubblicare online a partire dal 1° gennaio 2011 (lo sapevate? io no, anzi nemmeno sapevo cosa fosse l’albo pretorio). Ma fanno qualcosa di più. Ci propongono tre diverse soluzioni “chiavi in mano” per inserire l’albo pretorio, con le caratteristiche richieste, nel sito della scuola: una è fatta con Drupal, una con Plone ed una con WordPress.

Scrive del CAD e del quadro legislativo e normativo di riferimento per le scuole anche Mario Varini, il primo DSGA, Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi, a scrivere su Bricks. Ci racconta le soluzioni adottate dalla sua scuola, l’IC di Castellucchio (Mantova) per quanto riguarda la produzione, archiviazione e distribuzione di documenti digitali (la cosiddetta dematerializzazione), la realizzazione del sito web della scuola con estensione gov.it e la digitalizzazione di tutte le comunicazioni con il personale.

La quarta indicazione che Ardizzone ci fornisce nel suo articolo riguarda l’accessibilità dei siti scolastici. Ci ritorniamo sopra con un articolo di Angelo Paganini, un maestro elementare del parmense. “Per chi scriviamo? chi ci leggerà?”. Se sono temi comprensibili per i bambini, a maggior ragione ci deve ragionare chi sviluppa i siti web delle scuole.

Federica Scarrione, del liceo Galilei di Voghera, affronta il tema dell’uso, da parte di un’istituzione scolastica, di social network e social media. Come intrecciare la comunicazione sul sito della scuola e quella via Twitter o tramite Facebook? Come usare, per la documentazione, Flickr o YouTube? E come e perché usare aggregatori di feed RSS come Feedburner o Feedcat.net? Queste le domande che pone e a cui offre delle risposte, cosciente che “una buona politica di uso dei social a scuola non è ancora – e forse mai lo sarà – un insieme di prassi e regole costanti, ma un laboratorio di sperimentazione”.

Per evidenziare la centralità che sito web e servizi digitali debbono assumere nella realtà scolastica abbiamo dato la parola a due dirigenti. Barbara Ongaro – che sin dall’avvio di Bricks ci è stata prodiga di sostegno e suggerimenti – ha affiancato in questi mesi la sua attività per l’USR Lombardia con quella di dirigente del costituendo liceo Guido Carli di Brescia. A lei abbiamo chiesto di raccontare il punto di vista di chi avviando una scuola da zero affronta la progettazione del sito e dei servizi web in modo integrato con la definizione del percorso formativo e delle metodologie didattiche, con il reclutamento e la formazione dei docenti, la predisposizione dell’ambiente virtuale insieme con l’allestimento degli spazi fisici.

Ho personalmente intervistato Cristina Bonaglia che dirige l’istituto Fermi di Mantova, un istituto che in questi anni ha perseguito un progetto organico, ancorché a tappe, di digitalizzazione: dal cablaggio quale infrastruttura alla dematerializzazione della documentazione e all’accesso degli utenti, dall’introduzione delle LIM in tutte le classi a quella dei NetBook sui banchi, dalla condivisione in rete delle risorse didattiche fra i docenti alla messa a disposizione di tali risorse agli studenti in classi virtuali. Un’esperienza certo di punta, che dimostra che "si può fare". Si può fare pur nelle condizioni di scarsità di risorse e di investimenti in cui versa la scuola. Si può fare se si innesca un meccanismo virtuoso in cui l’innovazione, il movimento verso la scuola digitale, aumenta l’efficacia e l’efficienza della formazione, ma non aumenta, anzi casomai alleggerisce, il carico di lavoro. Del resto, perché mai la digitalizzazione ha avuto tanto successo negli altri settori?

Di quanto si può alleggerire il lavoro dell’insegnante sostituendo registri e documenti cartacei con il registro elettronico? Tradizionalmente l’assenza va segnata sul registro di classe e su quello personale, le assenze vanno alla fine sommate e riportate sulle pagelle, sui cartelloni e forse da qualche altra parte. Se si vuole comunicare alla famiglia che lo studente ha fatto assenze sospette bisogna scriverlo da qualche parte, oppure bisogna fare una telefonata; probabilmente bisogna parlarne con il vicepreside e poi comunicarlo alla segreteria. I docenti di Mantova, e per fortuna non solo loro, non se ne debbono più fare carico: se il badge non segnala la presenza dello studente, parte un SMS al genitore, l’assenza viene registrata, poi sommata alle altre e riportata su tutta la documentazione che lo richiede. Tutto in automatico. Tempo risparmiato, o, se preferite, liberato per la didattica.

E i voti? Conosciamo tutti l’annosa difficoltà di far sì che i genitori siano informati delle insufficienze degli studenti. Libretti, comunicazioni, controllo delle firme … e nonostante questo code di genitori a lamentarsi dopo la bocciatura di non essere stati informati per tempo. Se con un click sul sito della scuola i genitori possono controllare la situazione del figlio il problema è risolto. Ed è stato liberato altro tempo.

E le segreterie? Quanto tempo si libera anche lì? E con la comunicazione attraverso l’albo pretorio online? E quanto può essere, economicamente parlando, il risparmio in carta e in posta? In un contesto di tagli possono essere risorse recuperate!

E quanti possono essere i risparmi sul versante della comunicazione – risparmi in tempo, carta, telefonate – grazie a un sito ben fatto e costantemente aggiornato, pensato come strumento di comunicazione primario con docenti, studenti e famiglie?

Tanti, dunque, i buoni motivi – questo il senso che ci pare di poter trarre dall’insieme di articoli che pubblichiamo – per affrontare organicamente il tema del sito, della digitalizzazione e dei servizi web della scuola. 

Accanto al tema, come sempre, le nostre rubriche.

  • Per Competenze e certificazioni ospitiamo questa volta un intervento di Roberto Gagliardi, Mario Gabbari e Pasquale Gaetano che presentano una nuova certificazione AICA dedicata ai docenti: CertLIM.
  • Per Progetti europei pubblichiamo un articolo di Filomena Faiella, Mauro Cozzolino, Anna Chiara Desiderio, Margherita Baione del Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. L’articolo riguarda il progetto simAULA, il cui focus è la formazione dei docenti attraverso i sistemi di simulazione d’aula. 
  • Unifichiamo, questa volta, le rubriche Dalla rete e Dall’estero con un mio articolo dedicato ad una presentazione della Kahn Academy, non solo una libreria di oltre 3.000 video didattici in svariate discipline, ma anche una fonte di buone idee e suggerimenti per “ribaltare” vecchie pratiche didattiche, non più al passo con i tempi. 
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