RAI Scuola: una nuova risorsa per il mondo dell’educazione

di Antonio Fini, antonio.fini@gmail.com

 

Si sa, la televisione non è ben vista, a scuola. E’ presente nelle case di tutti gli italiani, ma generalmente non è molto apprezzata per le potenzialità educative e culturali.

E’ un peccato, perché proprio in Italia la televisione ha una grande tradizione come agenzia educativa, che risale agli anni ’60, nei quali trasmissioni come “Non è mai troppo tardi” o “Telescuola” hanno contribuito in modo significativo alla crescita culturale del paese. In Italia, infatti, la RAI ha sempre prestato una particolare attenzione all’uso educativo della televisione, fino alla creazione di una direzione dedicata, RAI Educational e alla messa in onda di alcuni canali satellitari e digitale terrestre. In particolare, RAI Scuola si propone oggi con un interessante progetto di rinnovamento, forte anche della collaborazione istituzionale con il MIUR, che si caratterizza per l’utilizzo contemporaneo di più media, dal momento che accanto alla tradizionale televisione, entrano in campo il web e i social  network. Da fine marzo scorso, Rai Scuola offre una variegata e rinnovata gamma di contenuti, su diversi media:

  • Il canale televisivo RAI Scuola, visibile gratuitamente sia sul digitale terrestre (canale 146) sia su digitale satellitare (ad esempio nel bouquet Sky al canale 806, su TivùSat al canale 33), con una programmazione quotidiana  di 4 ore, ripetuta durante la giornata.
  • Il sito web www.raiscuola.rai.it, che è stato completamente rinnovato e si configura come un vero e proprio portale multimediale in senso moderno, molto vicino alle iniziative internazionali di risorse educative aperte, delle quali abbiamo più volte trattato anche su Bricks. Dal portale si accede ai siti tematici (Letteratura, Arte, Filosofia, Storia, Economia) ed è possibile vedere i programmi, ma anche accedere alla enorme banca dati di video educativi, i quali a loro volta possono essere riutilizzati e inclusi in altre pagine web, secondo la ormai consolidata tecnica dell’embedding

     

    Fig. 1. Il portale RAI Scuola con i link ai siti tematici

    Il sito offre inoltre una funzionalità particolarmente interessante per gli insegnanti: la possibilità di registrarsi e di organizzare i contenuti  per creare percorsi personalizzati, i lesson plan, legati ad argomenti  e a punti specifici del curricolo scolastico. Naturalmente questa funzione è utilizzabile anche da studenti e qualsiasi altra tipologia di utente, ai quali, allo stesso modo, è offerta la possibilità di creare playlist personalizzate su particolari temi di interesse.

     

     

    Fig. 2. Un esempio di Lesson Plan.

      

    • La disponibilità di specifiche app,  per garantire l’accesso in mobilità attraverso smartphone e tablet. Molti contenuti saranno resi progressivamente disponibili anche attraverso magazine tematici specifici per tablet (inizialmente per iPad, entro l’estate anche per Android): già disponibili quelli di RAI Arte e RAI Letteratura.
    • La presenza nei principali social network, con l’obiettivo di favorire la diffusione dei contenuti e promuovere il dibattito culturale attorno ad essi. La pagina Facebook RAI Scuola è il principale “luogo virtuale” di aggregazione, ma sono attivi anche diversi account Twitter dedicati ai canali tematici, oltre ad alcuni hashtag già individuati, associati ai principali programmi.

    Come accennato, il rinnovato canale RAI Scuola propone due trasmissioni completamente nuove: Nautilus e Zettel.

    Nautilus, ideato da Gino Roncaglia, propone un itinerario culturale quotidiano tematico, con l’obiettivo di presentare personaggi e argomenti che possano costituire punti di riferimento culturali significativi.

    Il programma va in onda dal lunedì al venerdì, articolandosi su cinque macro aree culturali: il lunedì la Letteratura, il martedì la Filosofia, il mercoledì l’Arte, il giovedì l’Economia e il venerdì il Teatro. Ogni puntata propone contenuti specifici relativi al tema del giorno, oltre a contributi di alta qualità, firmati da grandi nomi della cultura. Ogni settimana la trasmissione propone un filo conduttore rappresentato dalla presenza di un ospite, un personaggio noto che, intervistato dai due giovani conduttori che si alternano nel programma, commenta i contenuti proposti, racconta le proprie esperienze e propone le proprie opinioni relative all’area tematica del giorno. Il programma è visibile sul canale RAI Scuola e sul sito web. Contributi sui social network sono identificati dall’hashtag “#rainautilus”.


    Zettel (con l’eloquente sottotitolo “Filosofia in movimento”) è un programma innovativo, che ambisce a “portare la filosofia in televisione”. Abbandonando lo stile documentaristico, il programma propone temi sempre molto vicini alla realtà quotidiana, con l’obiettivo di fare riflettere e di esercitare la nostra capacità più preziosa: la capacità di pensare. Nelle 20 puntate del programma uno dei maggiori filosofi italiani, Maurizio Ferraris, propone una visione della filosofia diversa da quella convenzionale, mostrandoci come l’attività del filosofo sia in realtà molto vicina ad ognuno di noi. Anche le puntate di Zettel  sono disponibili sul web, dal portale di Rai Scuola, dal quale sarà possibile anche approfondire i contenuti, arricchiti e disponibili anche in forma di magazine multimediale per Tablet. “#raizettel” è l’hashtag dedicato al programma. Inoltre,  sulla pagina Facebook Rai Filosofia, in contemporanea alla messa in onda del programma, è possibile partecipare a discussioni relative ai temi trattati dalla trasmissione.


    Bricks seguirà con attenzione questa iniziativa, che si presenta certamente di grande interesse per il mondo della scuola, e che promette di rivalutare le potenzialità del mezzo televisivo, inquadrandolo in una prospettiva cross-mediale che include altre piattaforme tecnologiche, inclusi i social network. Interessante è anche la prospettiva d’uso di queste tecnologie. Chissà che non si riesca così ad abbandonare alcuni stereotipi che vedono in questi media solo fonti di distrazione e svago di basso livello culturale?

 

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