Dalla cl@sse 2.0 alla scuola 2.0

di Patrizia Appari

Referente progetto Cl@ssi 2.0 ANSAS Nucleo Lombardia

appari@irre.lombardia.it

“E’ stato nell’insegnarti che ho realmente appreso, mentre tu apprendevi”.
P. Coelho – Il cammino di Santiago

Motivi dominanti del progetto cl@ssi 2.0 sono l’integrazione della tecnologia nei processi di apprendimento sia in termini strumentali che metodologici,  la  ricerca di un nuovo rapporto tra gli strumenti e la scuola con lo scopo di innescare dinamiche di innovazione che possano generare buone pratiche d’utilizzo, raccolta di modelli di applicazione nell’ambito dell’autonomia scolastica.
In tal senso il processo di miglioramento che il progetto intendeva promuovere includeva più livelli che vanno dall’ambito organizzativo a quello didattico e prevedono il coinvolgimento di  tutti gli insegnanti della classe e quindi di tutte le discipline, la sperimentazione di nuovi modi di organizzare il tempo e lo spazio dell’apprendimento (scuola/casa; presenza/distanza) e di nuovi modi di rappresentare la conoscenza e di utilizzare nuovi linguaggi (libri, contenuti digitali, e-book, ecc.).

Il primo elemento di innovazione è quindi dato dalla necessità di coesione all’interno del consiglio che si deve orientare verso la condivisione degli aspetti organizzativi, metodologici e didattici per la realizzazione del progetto.
Il consiglio della cl@sse 2.0 dovendo condividere modalità di azione e interpretazione della realtà, attraverso una negoziazione continua, viene a caratterizzarsi per la realizzazione di una intrapresa comune: il fatto di essere inseriti all’interno di un sistema di conoscenze che necessita di un contesto organizzativo in cui funzionano routine operative specifiche e si producono soluzioni ai problemi è il presupposto di costituzione di comunità di pratiche, di sviluppo di forme di apprendimento esteso; inoltre, essendo cl@ssi 2.0 un progetto di sperimentazione, in esso si incrocia la trasversalità come interdisciplinarità che si pratica quando l’oggetto di ricerca oltre che ad apporti di conoscenza e di linguaggio tra discipline affini necessita di sintonie di approcci metodologici.
Il secondo elemento di innovazione si riscontra nella volontà del progetto di intendere le tecnologie come parte del processo di apprendimento e come tali  rappresentanti  il motore di un insieme di passi, di attività, di operazioni finalizzate al conseguimento di risultati.
Le tecnologie, infatti, devono intendersi da inserire in un processo di progettazione destinato alla realizzazione di ambienti di apprendimento e in questo modo diventano componenti dell’ambiente capaci di supportare con e tra gli studenti e con e tra i docenti tutti quegli aspetti (comunicativo-relazionali, inclusivi, creativi, di flessibilità) che contribuiscono a costituire un ambiente generativo di apprendimento.

Il progetto si concluderà in questo anno scolastico per le scuole secondarie di primo e secondo grado e nell’anno 2012-2013 per le scuole primarie, le sperimentazioni sono quindi ormai avanzate e prevedono nella loro conclusione la documentazione da parte delle scuole, con il supporto di uno dei partner istituzionali del progetto (ANSAS), dei processi e dei prodotti che si sono sviluppati nel percorso didattico condotto nelle classi sperimentali.
Si auspica che le esperienze che si stanno conducendo, tenendo conto dei punti di forza e dei punti di debolezza che il progetto ha presentato (aspetti ancora una volta monitorati dall’Agenzia nazionale), diventino un patrimonio di esperienza delle cl@ssi 2.0 e per le classi delle medesime scuole nelle quali ci si augura il progetto venga replicato al fine di passare da una classe 2.0 ad una scuola 2.0.
Le esperienze che stanno andando verso la loro conclusione, in un’ottica di miglioramento continuo, dovranno concentrarsi su dimensioni operative in grado di documentare i processi, mettere a sistema strumenti operativi per la gestione della qualità delle attività, attivare monitoraggi, creare data-base per la raccolta dati, ecc.
Le dimensioni di sostenibilità da tenere presenti nella realizzazione di questa fase riguarderanno più aspetti:

  • l’aspetto didattico-metodologico: potenzialità culturali;
  • l’aspetto professionale: figure coinvolte, rafforzamento del senso di comunità;
  • l’aspetto organizzativo-gestionale: strutture di supporto tecnico;
  • l’aspetto contenutistico: riusabilità, adattabilità dei contenuti ad altri contesti;
  • l’aspetto tecnologico: funzionalità e stabilità dell’infrastruttura tecnologica.

Le condizioni riguardanti la trasferibilità di suddetti fattori si concentrano su alcuni presupposti importanti:

  • la formazione degli insegnanti (argomento assai arduo che da solo potrebbe essere oggetto di un altro articolo);
  • l’integrazione dell’aspetto metodologico in percorsi didattici che riguardano precisi contesti e ben definite scelte culturali;
  • le indicazioni degli aspetti (riguardanti la preparazione pregressa degli alunni, il contratto formativo da stabilire in classe, la rimozione degli ostacoli tecnici) necessari per l’attuazione del progetto.

Attraverso il rispetto di queste condizioni e la realizzazione di una documentazione accurata sarà possibile trasferire il prezioso patrimonio accumulato nelle sperimentazioni di questi anni alla scuola e alle scuole interessate all’esperienza.

A tale proposito è necessario sottolineare quali sono gli elementi innovativi che hanno caratterizzato il passaggio alle cl@ssi 2.0 e che possono essere rilevati come significativi per la disseminazione dei risultati.

Il setting come spazio fisico, spazio cognitivo-emotivo-relazionale, spazio metodologico.

Il primo aspetto da considerare è il necessario adeguamento del setting d’aula alle nuove esigenze tecnologiche.
Il consiglio di cl@sse 2.0, costituitosi come comunità di pratica,  organizza il contesto logistico entro il quale studenti e docenti agiscono attraverso:

  1. L’organizzazione del setting come spazio fisico che prevede un insieme di azioni finalizzate alla riorganizzazione dell’aula, degli spazi, degli arredi in funzione delle tecnologie attraverso una logica componibile che favorisca il lavoro in piccoli gruppi, il raggiungimento dell’interdipendenza tra gli allievi. Spazi ospitali e stimolanti che inducano gli studenti ad impegnarsi nel gruppo con la stessa intensità per la propria riuscita come per quella dei propri compagni.
  2. La progettazione del setting come spazio cognitivo-emotivo-relazionale definibile da repertori di atteggiamenti consapevoli che gli insegnanti agiscono e condividono necessari alla realizzazione di climi di classe favorevoli all’interazione costruttiva degli studenti nella condivisione di risorse, materiali, strumenti, conoscenze.
  3. La progettazione del setting come spazio metodologico attraverso un progetto elaborato dal team degli insegnanti che prevede l’organizzazione di gruppi reali e virtuali e l’interconnessione tra essi: la definizione degli obiettivi, la scelta delle strategie e delle metodologie, l’indicazione di precisi criteri e opportuni strumenti di valutazione al fine di osservare e misurare i progressi individuali e collettivi che si strutturano tra gli allievi e con gli allievi.

Adeguamento delle metodologie alle nuove condizioni strutturali.

All’interno di questo terzo aspetto è da rilevare la particolare necessità da parte di tutto il team docente dell’adeguamento delle metodologie alla nuova condizione fisica dell’aula e mentale degli studenti. Le tecnologie possono promuovere particolari atteggiamenti e valorizzare peculiari disposizioni della mente. Allora la rivisitazione degli aspetti metodologici si presenta come occasione per riflettere sulle prospettive pedagogiche e le pratiche didattiche da includere nell’ambiente diventato di sperimentazione e di ricerca, favorendo così nuove opportunità di cambiamenti che, tuttavia, le tecnologie, da sole e senza un costante lavoro di progettazione collegiale non possono perseguire: le nuove forme di interazione offerte dalle tecnologie favoriscono la centralità dello studente che apprende, la costruzione sociale della conoscenza, gli approcci metacognitivi e di problem solving, la cooperazione. Aspetti, questi, che le tecnologie possono potenziare ma solo se a monte del processo educativo esiste una particolareggiata e condivisa progettazione da parte degli insegnanti che li promuove a organizzatori dei processi educativi. E’ necessaria, quindi, un’azione concertata, che coinvolga i docenti e la scuola nel suo complesso, per poter definire ambienti di apprendimenti significativi che tengano conto delle proprietà distintive delle tecnologie introdotte nella classe.
Anche i tempi della didattica si trasformano con l’uso delle tecnologie ed è allora necessario soffermarsi sulla definizione delle competenze di carattere trasversale e interdisciplinare che strettamente si correlano ad un ambiente così modificato,  alla selezione dei contenuti che si considerano più consoni al raggiungimento degli obiettivi rinnovati, agli aspetti relativi alla valutazione.

La valutazione delle competenze disciplinari, cognitive e sociali.

Nelle classi 2.0 sono molteplici gli aspetti da considerare intorno al discorso della valutazione: alla riflessione sulla valutazione e certificazione delle competenze disciplinari deve essere integrata l’osservazione sulle competenze cognitive e sociali, le quali, attraverso l’uso delle risorse tecnologiche, si integrano e si strutturano nelle prime con risultati qualitativamente differenti. Tre sono gli aspetti salienti che caratterizzano la valutazione nella cl@sse 2.0:

  • L’aspetto soggettivo: il versante valutativo destinato a raccogliere e documentare il punto di vista del soggetto sulla propria esperienza di apprendimento e sui risultati raggiunti che prevede forme di autovalutazione che lo coinvolgono nella ricostruzione della propria esperienza di apprendimento e nella riflessione sulle proprie conoscenze, abilità, competenze, atteggiamenti  riadattati, ristrutturati dall’uso delle tecnologie.  Strumenti quali i diari di bordo, le autobiografie, i questionari di autopercezione, i giudizi più o meno strutturati sulle proprie prestazioni costituiscono i dispositivi attraverso i quali è possibile raccogliere dati significativi per documentare e trasferire le esperienze.
  • L’aspetto intersoggettivo: il versante valutativo rivolto agli altri attori coinvolti nell’esperienza di apprendimento – docenti, genitori, gruppo dei pari, interlocutori esterni – e orientato a registrare le loro aspettative verso le competenze del soggetto e le relative osservazioni e giudizi sui processi attivati e i risultati raggiunti che contempla modalità di osservazione e valutazione delle prestazioni del soggetto e la definizione dei relativi parametri. Esso si manifesta in strumenti quali le rubriche valutative, come dispositivi attraverso i quali esplicitare i criteri valutativi impiegati; i protocolli di osservazione strutturati e non strutturati; i questionari e le interviste intesi a rilevare le percezioni dei diversi soggetti.
  • L’aspetto oggettivo: il versante valutativo da esplorare attraverso la messa in opera di strumenti di analisi delle prestazioni dell’individuo in rapporto allo svolgimento di compiti complessi: prove più o meno strutturate, situazioni di compito, realizzazione di manufatti o prodotti assunti come espressione di competenza da parte dell’individuo. Si tratta di dispositivi orientati a documentare l’esperienza di apprendimento, sia nelle sue dimensioni processuali, attente a come il soggetto ha sviluppato la competenza, sia nelle sue dimensioni prestazionali, interessate a che cosa il soggetto ha appreso e al grado di padronanza raggiunto nell’affrontare determinati compiti.

La realizzazione e la raccolta dei dispositivi tipici di ciascuno degli aspetti valutativi sopra considerati, che acquisiscono particolare rilievo in quanto interconnessi all’uso delle tecnologie, contribuisce alla documentazione dei processi e dei risultati di apprendimento. Con essi, infine, non può non essere considerato, il versante relativo alla comparazione dei risultati.
Non dimenticando che il progetto cl@ssi 2.0 è un progetto di sperimentazione che ha investito notevoli risorse umane e materiali, il successo della sua trasferibilità si potrà rilevare anche dal raffronto della qualità delle competenze acquisite nella classe tecnologizzata con le competenze acquisite nelle classi parallele dove la tecnologia non è stata presente.
Nella cl@sse 2.0 gli aspetti progettuali relativi alla valutazione sono da considerare, dunque, come prioritari perché anche correlati alle possibilità di cambiamenti e di miglioramenti di carattere sociale e relazionale dovuti all’ingresso delle tecnologie, le quali, se progettate secondo i principi relativi alla costruzione di ambienti generativi di apprendimento,  favoriscono la collaborazione, la cooperazione e la distribuzione di conoscenza; supportano i processi dialogici, la conversazione, la discussione, il confronto, la negoziazione,  lo sviluppo di atteggiamenti che rappresentano la sfera emotivo-affettivo-motivazionale.
La scuola 2.0 sarà dunque una sfida ancor più appassionante, in essa le tecnologie potranno trasformarsi in un’occasione ulteriore offerta a tutta la comunità: docenti, studenti e genitori che  riflettono sulle prospettive pedagogiche e sulle pratiche didattiche per dare attualità alle emergenze scaturite dalla società della conoscenza: un’organizzazione che apprende approfondendo categorie pedagogiche che sappiano dare risposta al come e al perché fare uso delle tecnologie per sviluppare competenze, organizzare ambienti che generano apprendimenti necessari alla risoluzione di problemi in contesti reali.

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