Didattica delle competenze usando eLearning e web 2.0

Si è concluso, con la presentazione dei risultati, il progetto europeo Sloop2desc dedicato alla didattica in rete e alla didattica delle competenze

di Pierfranco Ravotto
pierfranco.ravotto@gmail.com

“Il progetto Sloop2desc ha inteso combinare il tema dell’uso della formazione in rete e della condivisione di risorse didattiche aperte, oggetto del precedente progetto SLOOP, con quello della didattica delle competenze”. Così Giovanni Fulantelli, coordinatore del progetto per conto dell’ITD-CNR, nel corso della sua relazione introduttiva al convegno di presentazione dei risultati del progetto, un  progetto LLP-Leonardo da Vinci che si conclude in questi giorni.

Sala piena nell’auditorium del Politecnico di Milano e presenza dei partner europei, a Milano per l’incontro conclusivo del partenariato, occasione, anche, per videoregistrare une presentazione del progetto in inglese che sarà resa disponibile sul sito del progetto (www.sloop2desc.eu).

Fig. 1 – Il partenariato, in una inquadratura della sala del convegno.

Promotore l’ITD CNR di Palermo. Partner italiani AICA, Centro METID del Politecnico di Milano, ITSOS “Marie Curie” di Cernusco sul Naviglio, IIS “Danilo Dolci” di Palermo e il Consorzio MedEurope. Partner di altri paesi europei: DEIS, dipartimento per l’Innovazione del Cork Institute of Technology (Irlanda), l’Università di Galati (Romania), l’Università di Lubiana e la Società slovena Informatika (Slovenia)

A coordinare il convegno Susanna Sancassani, direttore di METID. Barbara Ongaro, dello staff del Direttore Generale-Ufficio Scolastico per la Lombardia, ha portato i saluti del Direttore Colosio e ha iniziato il suo intervento – non un semplice atto di presenza ma un reale intervento nel merito dei temi della giornata – con una citazione di Machiavelli: “Non c’è nulla di più difficile e pericoloso che introdurre un nuovo ordine di cose, poichè il cambiamento ha per fieri nemici tutti coloro che si trovano bene nelle vecchie condizioni e solo tiepidi difensori tra quelli che si troveranno meglio nelle nuove”.

E’ intervenuto quindi il Direttore di AICA, Giulio Occhini, che ha con orgoglio ricordato l’impegno che da oltre quindici anni AICA sta svolgendo per affermare l’importanza delle competenze e per aiutare il mondo della scuola a far acquisire agli studenti la competenza digitale. AICA promuove sia le competenze degli utenti, con ECDL, sia, con EUCIP, le competenze dei professionisti dell’informatica. In particolare Occhini ha poi raccontato la sperimentazione in atto in 3 Istituti tecnici commerciali a indirizzo informatico (Mercurio): il Romanazzi di Bari, il Fermi di Pontedera e il Paolo Baffi di Fiumicino. Una sperimentazione che parte dalla proposta di Aica e Miur di inserire a livello sperimentale nei loro programmi curricolari, a partire dall’a.s.2010/11, gli argomenti indicati nel Syllabus EUCIP CORE, distribuendoli sul triennio e assegnandone la trattazione a docenti di diverse discipline (Informatica, Economia aziendale, Diritto, Inglese). Una sperimentazione che in qualche modo si intreccia con quella di Sloop2desc che ha proposto agli insegnanti di informatica di sviluppare risorse didattiche basate sullEUCIP CORE e sull’EUCIP IT Administrator.

Fig. 2 – Da  sinistra a destra: Barbara Ongaro, intervenuta a nome del Direttore Generale Colosio, Barbara Sancassani Direttrice di METID che è stata il chairman del Convegno e Giulio Occhini Direttore di AICA.

E’ stato quindi il turno di Giovanni Fulantelli che ha presentato le linee generali del progetto, il partenariato e i principali risultati. Fulantelli ha indicato i 4 pilastri su cui il progetto è stato costruito:

  • la formazione degli insegnanti perché acquisiscano competenze digitali e l’abitudine a sviluppare in modo collaborativo e a condividere risorse digitali,
  • la formazione degli insegnanti sull’European Qualification Framework e su un sistema di competenze che possa essere di riferimento per il loro contesto (in Slovenia è stato adottato EUCIP, in Italia EUCIP per gli insegnanti di Informatica e CEFR per gli insegnanti di lingue, il Romania un sistema di competenze per il settore marittimo),
  • la produzione di Risorse Educative Aperte da parte degli insegnanti in un corso basato sulla metodologia Learning by doing,
  • il dialogo fra gli insegnanti e esponenti del mondo del lavoro sui sistemi di competenze, sulla formazione e sulla produzione di risorse didattiche, in modo da ridurre il gap esistente fra scuola e mondo del lavoro.

Mara Masseroni, ITSOS “Marie Curie” di Cernusco, ha quindi presentato il corso progettato in Sloop2desc a partire da quello a suo tempo prodotto ed erogato in SLOOP, ed erogato prima in Italia a 2 classi virtuali “pilota e successivamente, nella versione definitiva, a 11 classi virtuali in Italia, una in Slovenia e una in Romania. E, a proposito della metodologia del corso, ha citato Dewey: “Learning is active. It is he and not the subject-matter which determines both quality and quantity of learning. … Learning involves the learner’s engaging with the world”. L’apprendimento è attivo ed è un fatto sociale: per questo la metodologia adottata è quella dell’apprendere facendo e dell’apprendere collaborando. Il corso propone – come già aveva in precedenza indicato anche Fulantelli – di imparare a fare didattica in rete seguendo un corso in rete, di imparare l’uso di strumenti di comunicazione e di collaborazione tipici del web 2.0 utilizzandoli per lavorare collaborativamente alla produzione di risultati, di imparare la didattica per competenze acquisendo competenze nella collaborazione per produrre materiali didattici per i propri studenti.

Fig. 3 – Una slide di Mara Masseroni: la struttura del corso.

Masseroni ha fornito una serie di dati molto significativi:

  • alla fase dei corsi a cascata (dopo i pilota) hanno partecipato 547 docenti, scelti fra gli oltre 1.700 che ne avevano fatto richiesta;
  • sono state create 6 classi virtuali composte da docenti di informatica (quelli a cui era rivolto il progetto, che è poi stato aperto – viste le richieste – anche a docenti di altre discipline), 3 di insegnanti di matematica, una di insegnanti di lingue ed una di insegnanti di economia aziendale;
  • nelle classi di Informatica – nel corso del quinto modulo – i partecipanti hanno prodotto 104 singole risorse e ben 27 corsi Moodle, nelle classi di Matematica 41 risorse singole e 5 corsi, in quella di Lingue 65 risorse e 4 corsi, in quella di Economia aziendale, con un minor numero di corsisti rispetto alle altre, 8 risorse e 2 corsi.

Le risorse, di cui Masseroni ha parlato, sono disponibili su FreeLOms per essere usate e modificate da altri insegnanti. FreeLOms, come ha spiegato Fulantelli nel suo intervento, è il Free Learning Objects management system sviluppato nel progetto SLOOP e ora completamente ridisegnato in Sloop2desc (in SLOOP, anche questo lo ha spiegato Fulantelli nella sua introduzione, era usato il termine free/open LO; ora il partenariato ha preferito adottare il termine OER perchè nel frattempo è quello che si è più diffuso e perchè il termine LO ha, spesso, una connotazione più limitativa. In ogni caso con free/open LO o con Open Educational Resource i partner). Le risorse possono essere scaricate da FreeLOms liberamente e senza bisogno di registrarsi, mentre la registrazione è richiesta per inserire in FreeLOms nuove risorse, come il partenariato invita tutti a fare.

Matteo Uggeri, del METID, è intervenuto su un aspetto centrale del progetto, quello della costruzione di una Comunità di pratiche di insegnanti interessati a produrre e condividere risorse educative aperte e a scambiare opinioni e buone pratiche relative alla didattica. Già Masseroni aveva evidenziato la grande interazione fra i docenti nei corsi, base importante per lo sviluppo di una comunità oltre la conclusione del corso. Uggeri ha presentato l’ambiente di forum presente nel sito Sloop2desc: un forum di confronto fra i tutor durante l’erogazione dei corsi, un forum di confronto con i tutor aziendali, un forum Cop – Community of Practice – che dovrà vivere oltre la conclusione formale del progetto.

La comunità Sloop2desc è presente anche su Facebook.

Fig. 4 – Una slide di Matteo Uggeri: gli accessi al sito.

L’autore di questo articolo, Pierfranco Ravotto, già coordinatore per ITSOS del precedente progetto SLOOP, ora presente in Sloop2desc per conto di AICA, ha sviluppato un ragionamento sulla didattica delle competenze e sulle possibilità che l’uso della rete nella formazione apre per fare della didattica delle competenze. Seguendo le definizioni europee – EQF ed e-CF – possiamo dire:

  • che la competenza si basa su tre dimensioni: conoscenze, abilità e capacità personali/sociali/metodologiche,
  • ma non ne è la semplice sommatoria, bensì è il saperle utilizzare in un contesto per produrre risultati.

Fig. 5 – Una slide di Pierfranco Ravotto: implicazioni pedagogiche della definizione di competenza.

Ne conseguono alcune indicazioni pedagogiche importanti:

  • è essenziale definire con precisione le conoscenze e le abilità che gli studenti devono acquisire e ci si deve munire di strumenti per verificarle;
  • occorre esplicitare le capacità personali-sociali-metodologiche (attitudini nella definizione e-CF) che si intendono promuovere e mettere in campo strategie per il loro sviluppo;
  • è fondamentale proporre attività, in situazione, in cui gli studenti debbano “produrre risultati”.

L’esperienza del corso Sloop2desc indica che la formazione in rete permette di lavorare bene sulle dimensioni delle conoscenze e delle abilità, mettendo a disposizione dei corsisti una pluralità di materiali sviluppati ad hoc o disponibili in rete. E questo è qualcosa che era già noto. Ma ha dimostrato anche che strumenti quali i forum, le chat, skype, … in presenza di indicazioni di lavoro opportune e di un intelligente lavoro del tutor permettono di intervenire sul fronte delle capacità personali-sociali-metodologiche: in Sloop2desc i corsisti hanno potenziato capacità essenziali per fare i tutor in rete, quali l’ascoltare in una discussione i punti di vista degli altri, l’affermare il proprio punto di vista, il cercare soluzioni accettabili dal gruppo. Infine: avere un compito concreto da svolgere – produrer singole risorse e interi corsi in rete da usare con i propri studenti – ha rappresentato la chiave attraverso la quale rendere l’apprendimento attivo, sociale, basato – per usare la citata espressione di Dewey – sull’engagement with the world, sull’impegno nel mondo.

Annalisa Lorito rappresentava nel partenariato, MedEurope Export, un consorzio multisettoriale – con sede presso la Confindustria di Palermo – che raggruppa imprese siciliane che distinguendosi per capacità tecnologiche ed innovative, operano in differenti settori. MedEurope Export aveva la funzione di garantire nel progetto il punto di vista dell’impresa e, soprattutto, di coinvolgere persone del mondo del lavoro – definiti tutor aziendali – nella discussione con gli insegnanti.

Lorito ha sintetizzato così ciò che la sua organizzazione ha imparato in merito al rapporto scuola-impresa:

  • “Il dialogo scuola-impresa deve essere sempre più stretto in uno scenario che richiede ai giovani e alle aziende nuove competenze.
  • Il livello di conoscenza che saremo in grado di dare ai nostri studenti attraverso la formazione dei formatori e il contributo diretto delle PMI, rappresenta la chiave della competitività internazionale.
  • Il rapporto di interscambio tra mondo industriale e scolastico pone nuove e fondamentali sfide ai sistemi formativi.
  • Il sistema scolastico deve pertanto essere all’altezza di queste sfide e garantire la migliore qualità dell’offerta, rispondendo così ai bisogni dell’individuo, del mondo del lavoro e della società.
  • Il miglior contributo della scuola contro la crisi è il rilancio dell’istruzione tecnica. Un obiettivo che richiede una didattica aggiornata e attività di laboratorio in sintonia con l’evoluzione tecnologica, per acquisire competenze coerenti con i bisogni espressi dal mondo del lavoro”.

Susanna Sancassani ha quindi mostrato – usando Prezi, uno strumento web 2.0 – gli appunti da lei presi durante le relazioni: parole chiave, tematiche, e ha dato la parola al pubblico da cui sono venute numerose domande e anche suggerimenti per una prosecuzione del progetto. Dopo Sloop e Sloop 2 … è il momento di progettare Sloop 3.

Fra gli interventi anche quello di Metka Vrtacnik, Università di Lubiana, che a nome anche degli altri partner presenti ha ringraziato il coordinatore del progetto e le organizzazioni italiane organizzatrici del convegno.

Il convegno è stato videoregistrato. Relazioni e dibattito saranno pubblicati sul sito del progetto.

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