Come – Condividere mattoncini di conoscenza e di esperienza.

di Pierfranco Ravotto


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Bricks, mattoncini.

Questa rivista, ed il sito che le corrisponde, intendono offrire alle scuole e ai singoli insegnanti un ambiente in cui condividere mattoncini di conoscenza e di esperienza. Una rivista e un sito, per costruire insieme la scuola del futuro: una scuola che sappia sviluppare le competenze necessarie per contrastare il declino del nostro paese e rilanciarlo nella competizione di un mondo globalizzato, che riesca a dare ai giovani fiducia nel futuro e nelle proprie possibilità, che aiuti a fornire pari opportunità alle ragazze e ai ragazzi, a chi è italiano da generazioni come a chi è nato in Italia da genitori stranieri e a chi vi è appena giunto; una scuola che sappia valorizzare il patrimonio di competenze e di impegno di tanta parte del corpo docente; una scuola, infine, che sappia coniugare quel patrimonio di esperienza pedagogica accumulata con l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in modo che i processi di insegnamento e di apprendimento avvengano nel nuovo ambiente digitale, così pervasivo e così abituale per i giovani.

In molti campi si confrontano due diverse tendenze: apertura e chiusura.

Permettere e facilitare l’accesso a risorse quali l’acqua, le medicine, la cittadinanza, le informazioni, la musica, le idee, i corsi, i materiali didattici, … o limitarlo a protezione di legittimi interessi quali la proprietà di un bene, di un brevetto, la paternità di un’idea, il legame con un territorio, il diritto alla privacy, il lavoro speso per scrivere un libro, produrre musica, sviluppare un corso?

Confronto e scontro non di oggi, ma che oggi acquista nuove caratteristiche nel "mondo piatto" della globalizzazione e della rivoluzione digitale.

Bastano un computer e un accesso ad Internet per accedere istantaneamente a un intero universo di risorse. Bastano un computer e un accesso ad Internet per produrre, pubblicare e rendere accessibili a chiunque le proprie risorse. Bastano un computer e un accesso ad Internet per collaborare con chiunque abbia un computer, un accesso ad Internet e un’analoga disponibilità alla collaborazione.

Nel campo del software, il confronto fra apertura e chiusura, fra software libero/open source e software proprietario è in corso da tempo. Linux, Apache e nel campo dell’eLearning Moodle, sono i più famosi software caratterizzati:

  • dall’essere rilasciati con una licenza del tipo "siete liberi di usarlo, modificarlo e distribuirlo – anche a fini commerciali – a patto che manteniate sul prodotto derivato la stessa licenza e che citiate l’autore originario";
  • dall’essere stati prodotti e continuamente sviluppati in modo collaborativo da persone sparse in tutto il mondo con un processo "caotico" che ricorda più un bazar che non la costruzione di una cattedrale, secondo la felice definizione di Raymond.

Ebbene, si tratta di prodotti che hanno conquistato significative quote di mercato ed hanno generato "affari”, dimostrando che il fenomeno open non è necessariamente marginale.

Nel campo dei contenuti, l’OpenCourseWare del MIT e Wikipedia sono, con caratteristiche diverse, due pietre miliari. La scelta del Massachusetts Institute of Technology – Unlocking knowledge, empowering minds – di rendere liberamente disponibile, con una licenza analoga a quella di Linux (ma con la clausola "non commerciale"), tutti i propri corsi ha ormai fatto scuola. L’OCW consortium conta quasi un centinaio di università di tutto il mondo (nessuna italiana! quale sarà la prima?) ed una cinquantina di associazioni.

Se la logica dell’OCW è quella della condivisione, del mettere a disposizione corsi di qualità già realizzati, quella di Wikipedia è invece centrata sulla produzione collaborativa: la realizzazione di un’enciclopedia di qualità grazie ai contributi di milioni di utenti.

Il movimento delle Open Educational Resource propone di coniugare, estendere e generalizzare questi modelli. I singoli insegnanti, le scuole, le università, i centri di formazione dovrebbero mettere a disposizione in modo “aperto” le proprie risorse didattiche (aperto significa sia liberamente utilizzabili dal punto di vista del diritto, sia tecnicamente riutilizzabili e modificabili). E dovrebbero, piuttosto che ricominciare sempre ex-novo la produzione di risorse didattiche, partire da quanto già è stato prodotto per adattarlo al proprio contesto e per migliorarlo.

Bricks si propone di sostenere il processo di apertura nel campo dell’insegnamento: apertura per quanto riguarda i materiali didattici nella logica della condivisione e realizzazione collaborativa di OER, ma anche apertura in termini di flessibilità di percorsi, di ritmi e di stili di apprendimento, e dunque apertura degli spazi e dei tempi della scuola grazie all’integrazione della formazione in presenza con la formazione in rete, o meglio con una formazione “mobile”.

Bricks, mattoncini, per indicare fin dal titolo l’obiettivo di favorire la condivisione e lo scambio di esperienze e di risorse.

Il Web è sempre stato, come ha notato Tim Berners-Lee, “uno spazio collaborativo dove le persone possono interagire”; ma certo il web 2.0 ha amplificato questa caratteristica, ha reso tale spazio collaborativo agevolmente fruibile anche da chi non ha particolari competenze tecnologiche. E’ il web 2.0 che, secondo la felice espressione di O’Really, ha il potere di “sfruttare appieno l’intelligenza collettiva”.

E’ l’intelligenza collettiva della scuola – degli insegnanti, dei presidi, degli studenti – che ci proponiamo, con la rivista e con il sito Bricks, di raccogliere, promuovere e diffondere.

Mattoncini. Materiali da costruzione ma non solo. Quanti sono i possibili usi di un mattoncino?

In una storica striscia pubblicata dal 1913 al 1944 su vari giornali statunitensi, Krazy Kat di George Herriman, il mattoncino veniva costantemente scagliato dal topo Ignazio contro il suo partner che lo interpretava come gesto d’amore.

Lanciamoli, simbolicamente, questi mattoncini – come gesto d’amore nei confronti della scuola – contro tutto ciò che la svilisce e la mortifica, contro la logica dei tagli all’istruzione e alla ricerca come contro quella del quieto vivere e della rassegnazione.

 

Tratto da Wikimedia Commons – PD-US-NOT RENEWED (Public Domain because it was published in the United States between 1923 and 1963, and its copyright was not renewed)

Mattoncini. Anche Bricks è un mattoncino che si va a collocare accanto ad altre prestigiose riviste che si occupano di scuola quali TD, dell’ITD-CNR, Form@re diretta da Antonio Calvani, Education 2.0 diretta da Luigi Berlinguer,  e accanto a centinaia di blog di alta qualità promossi da singoli docenti.

Non c’è un "mercato" di cui conquistare una fetta in concorrenza con altri soggetti. C’è una discussione da arricchire, c’è tutto un mondo di esperienze a cui dar voce, c’è una trasformazione da promuovere.

Mattoncini. Linea guida di questa rivista è dar voce agli insegnanti per condividere il patrimonio di esperienze sviluppate nelle scuole e nei centri di formazione professionale. Ma gli insegnanti – e con loro i presidi e gli studenti – non sono l’unico soggetto in campo. Ci sono anche gli editori, i produttori di strumentazione didattica e di software didattico. Anche loro hanno i propri mattoncini di conoscenza e di esperienza. Ben volentieri li ospiteremo se vorranno confrontarsi in una logica di apertura e di condivisione.

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